martedì 27 gennaio 2026

I progetti futuri.

 Amici Amatissimi, anche questa volta non so cosa stiate facendo esattamente, ma sta funzionando, quindi continuate imperterriti come solo voi sapete fare, puntigliosi.

L'allarme sta assolutamente rientrando, è assodato  e da noi accettato  che tutto parte da un impiccio intestinale, probabilmente neanche troppo complesso.

L'impiccio è accettato nel senso che stiamo respirando con maggiore ampiezza toracica,  e non stiamo pensando a catastrofi imminenti, sempre contestualizzate per noi, ci mancherebbe. 

Stiamo aprendo il cuore ad un po' di leggerezza, al punto che Paulo Aimo Propositivo ha deciso che quest'anno non seminerà più l'erba perché non ne vale la pena, tutto verrà coperto da rosmarini gaure lavande e robe varie che  sopportano meglio la siccità. 

Il Vicinato è d'accordo con noi, annuendo silenziosamente.

Questo significa che stiamo addirittura facendo progetti per il futuro, ognuno c'ha i propri, di progetti, sempre contestualizzando,  come si diceva poco fa. Noi lasciamo perdere il prato e piantiamo qualcos'altro.

Quindi non diciamo niente in modo che tutto passi in modo poco appariscente, prima che qualcuno se ne accorga;  e voi andate avanti così, che siete sempre la nostra carta vincente. 

E quindi vi abbracciamo sempre. 

Oggi, come giorno simbolo che deve essere tutti i giorni ma oggi di più, siamo convinti anche noi nel dire che non bisogna dimenticare: perché dimenticare qualcosa di terribile diventa poi una scusante per far finta di nulla in ogni quotidianità, nel dire che finché le cose non ci toccano va tutto bene, nelle nostre tiepide case. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 26 gennaio 2026

Interpretare.

 Venerdì abbiamo faticosamente e pian piano rivisto spiragli luminosi. A raggi. A fasci. Mica tutto insieme, il sole. 

 Il malessere che Fabullo aveva evidenziato giovedì è rientrato, siamo stati col cuore in gola tutto il tempo e sinceramente lo siamo ancora, ma sicuramente non quanto giovedì, in cui non capivamo bene dove saremmo andati a finire.

Quello che ci ha fatto preoccupare in maniera esorbitante è che ci sembrava di vederlo molto intontito, e quindi abbiamo veramente temuto di essere nuovamente in un precipizio di quelli da accumulo di qualcosa, come era accaduto con l'oppio. Fatto completamente senza senso perché l'oppio lo abbiamo in realtà anche ridotto. D'altra parte, però, per quanto poco, a forza di prenderlo qualcosa combina dentro ad un organismo, indipendentemente dalle quantità.

In più, da un mese abbondante stiamo somministrando quel farmaco antistaminico che avevamo sospeso dopo due dosi a giugno quando c'è stato il sovraccarico di oppio, che incubo: lo diamo per sfruttare l'effetto collaterale che è la sonnolenza, per concedergli di riposare meglio la notte e quindi di avere meno crisi epilettiche. Ci sembra che stia aiutando, perché arriviamo anche a due ore di sonno, e nei giorni migliori ci sembra che le crisi epilettiche si riducano anche nella giornata, che era quello che sperava l'epilettologa, facilitando un ritmo sonno veglia più regolare. Quindi eravamo contenti.

Tutti ci hanno giurato che gli effetti collaterali che abbiamo visto a giugno erano dovuti all'oppio e non a quel farmaco, ma giovedì siamo veramente diventati matti per il male al cuore,  quando lo abbiamo visto così: chiedendoci, peraltro, se questa cosa potesse capitare dopo più di un mese: i medici continuano a dire che non c'entra niente, anche se su Fabio le mani sul fuoco non ce le mette veramente mai nessuno.

Nella giornata di venerdì, invece,  lo abbiamo visto piano piano molto meglio, per cui ci fa pensare che il problema sia stato il dolore da stitichezza, che indubbiamente in questo periodo è arrivato senza capire bene perché, e quindi nuovamente ci chiediamo se stia succedendo qualcosa che dà un rallentamento generale o se sia un caso; e il sopore che c'è stato, soprattutto al mattino, probabilmente era proprio dovuto al fatto che aveva male ed era molto stanco, e avevano armeggiato per liberare quel povero intestino,

La situazione è pian piano rientrata, sicuramente la pancia non funziona bene ma lui lo abbiamo visto davvero meno sofferente. Quando riposa a lungo di giorno ci facciamo delle domande e stiamo con il fiato sospeso, e poi non sappiamo cosa risponderci.

Probabilmente riesce a riposare perchè sta effettivamente meglio, non per un rallentamento neurologico: e noi abbiamo paura di tutto, forse anche delle cose positive.

Così la prendiamo un giorno alla volta e possiamo dire che venerdì Paolo Aimo Festeggiato non  ha fatto proprio i salti di gioia, ma si è goduto la giornata sicuramente meglio che se fosse stata come il giorno precedente.

La cosa che un po' ci rassicura è che non ha nessun problema respiratorio, che invece dovrebbe intervenire in un rallentamento centrale delle funzioni. Però anche lì, chissà se è perché stiamo entrando in un tunnel e siamo all'inizio o perché siamo noi che abbiamo paura e interpretiamo male la realtà.

Voi fate una bella cosa: che chiedete alle Alte Sfere, senza farvene accorgere, che Fabio respiri dignitosamente, faccia la pipì e la cacca regolarmente. Insomma queste nobili azioni, quelle scontate.

Fate questo Amici Amatissimi, che le Alte sfere è bene che non si accorgano troppo di noi, perché altrimenti chissà cosa succede. Chissà che vadano meglio le richieste per interposta persona.

Vi vogliamo tanto bene.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 23 gennaio 2026

Il soffitto plumbeo.

 I giri di parole talvolta non è che abbiano un gran significato, Per esempio per dirvi che ieri è stata una giornata brutta. Proprio brutta. E non è che ci vengano in mente altri modi per descriverla.

Indubbiamente poteva essere spaventosa, potevano esserci emergenza assolute, corse in ospedale, ingresso in casa di medici e paramedici di gran carriera.

Non è andata così, è stata una giornata di una bruttezza sorda, con quelle angosce che non lasciano spazio al respiro ampio e ai pensieri ariosi nemmeno per un istante infinitesimo.

Nulla è successo se non un problema di pancia, neanche dei peggiori che abbiamo incontrato nell'ultimo anno, per carità.

Ma erano settimane e settimane che non vedevamo Fabullo così in difficoltà, così giù, così stanco e con le energie solo per lamentarsi. Non il pianto disperato dei dolori lancinanti del passato, ma la fatica subdola la che toglie le energie, la luce, i saluti e le parole.

Noi abbiamo atteso, siamo stati dietro alle cose, siamo stati infinitamente tristi.

E basta.

Non siamo stati capaci di fare di meglio.

È venuta la fisioterapista e gli ha fatto molto bene.

Abbiamo chiesto a tutti quanti pietà perché non saremmo riusciti a esprimere brillantezza d'animo o pensieri quotidiani organizzati (nella nostra media, chiaro), peraltro eravamo abbastanza disorientati a livello spazio temporale, con queste ore che non passavano mai ma che erano piene di cose da fare.

Il soffitto era plumbeo, ecco.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 22 gennaio 2026

De panchettitudine dai pulci facenti.

 Nel senso che discettiamo nuovamente di quell'argomento che sembrerebbe fondamentale nell'offerta formativa di una scuola: il panchetto su cui un disabile può appoggiare i piedi in bagno durante la permanenza scolastica.

Precisazione, sempre di noi saputelli: quel panchetto è fondamentale per il disabile, perché tutto dipende sempre dai dettagli, provate a non avere gli elementi di base che concedono la vita quotidiana e che diamo sempre per scontati per capire l'importanza di tutto ciò. Ma: con tutto ciò che può e deve fare una scuola a livello di offerta formativa, sarà poi logico dedicare tutte queste energie al suddetto panchetto che, è assodato sotto tutti i punti di vista, è funzionale, non pericoloso, e corretto nel suo utilizzo?

Da questo dobbiamo partire, e continuare, perché ci sono delle novità.

Le novità, momentanee quantomeno, sono belle e dobbiamo gioirne.

La scuola ha risposto che la documentazione inviata è stata esattamente quella che era necessaria e quindi il panchetto può essere utilizzato e il ragazzo accompagnato in bagno dal personale scolastico. Ovviamente questa cosa non è vera, o almeno lo è solo in parte, appunto quella di cui essere contenti.

Il documento inviato dalla professionista sanitaria è assolutamente perfetto, descrive come richiesto le caratteristiche e la necessità del panchetto stesso; dice anche molto di più: nel senso che mette in luce il fatto che il ragazzo non stesse frequentando la scuola dell'obbligo, e che il bagno offerto dalla scuola in realtà presenta dei problemi.

Quindi su quel versante è vero che la documentazione è quella giusta.

Non è vero invece che è ciò che era stato richiesto per quanto riguarda il documento relativo al panchetto, perché la dirigenza aveva chiesto una dichiarazione di conformità, che, come abbiamo detto, non può esistere per quello specifico oggetto.

Per cui la Famiglia Isterica ha preso tutta le pagine presenti sul sito del produttore, che descrivono bene tutte le caratteristiche, le ha trasformate in pdf e mandate alla scuola. Ma la dichiarazione di conformità con i relativi timbri non esiste.

La scuola è soddisfatta E va bene così, però è giusto analizzare quelle che sono le possibilità che si aprono in questo momento.

La prima è che quella scuola lì, che fa le pulci sull'argomento da novembre, veramente ritenga che la documentazione sia quella giusta. Allora però non si capisce perché l'abbiano fatta lunga da novembre, perché quella documentazione in realtà sotto vari aspetti già esisteva, visti anche tutti gli interventi a scuola da parte dei professionisti sanitari che si sono recati lì.

Oppure: la documentazione non è proprio quella che voleva, perché non esiste, ma la scuola, letta anche la relazione della professionista sanitaria che presenta caratteristiche simili alla carta vetrata, ha capito che ci sono argomenti e doveri più importanti a questo mondo e ha deciso di impegnarsi per il bene del ragazzo.

In questo momento possiamo fare finta di crederci, perché è meglio così.

Certo è che, se fosse così, non si capisce perché ne abbiamo discusso da novembre senza avere grandi dimostrazioni di impegno da parte della scuola stessa.

Altra possibilità: di fronte alla dichiarazione di carta vetrata della professionista sanitaria, si è capito di essersi spinti troppo oltre e tutta la professionalità scolastica è diventata improvvisamente intelligente, e ha deciso di lasciare stare. 

Teniamoci buona anche questa idea, il colpo di intelligenza,  purché il ragazzo vada a scuola.

Pensiamo all'ultima possibilità: primo, perché commettiamo il peccato di essere malpensanti; secondo, perché rientriamo in una statistica di eventi già vissuti: nessuno è diventato improvvisamente intelligente, nessuno ha pensato che la documentazione sia quella corretta e che ci siano cose più giuste da fare per questo ragazzo invece che perdere il tempo così. Nessuno ha fatto questi pensieri e sarebbe coerente con i facenti pulci prolungate; ma, dall'altra parte, si è anche capito di avere dei torti e quindi di non volere problemi: però, difficilmente, con questo atteggiamento si arriva alla professionalità e all'impegno.

La speranza è quindi che non accada che: il suddetto panchetto sia effettivamente accettato e congruente alla situazione, ma tutte le volte che è ora di portare i ragazzi in bagno, la famiglia viene chiamata perché il ragazzo non si sente tanto bene ed è meglio che venga portato a casa.

Facciamo che siamo sospettosi, che sappiamo che queste cose sono già successe svariate volte, ma che questa non sarà tale occasione: meglio essere pettegoli provinciali,  che avere poi ragione. 

Se però avessimo poi ragione ci tocca giocare i numeri relativi alla giornata di oggi perché è capace che facciamo sei.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 21 gennaio 2026

Non preziosiamo.

 Fatto salvo tutto quanto testé cavillosamente e sofisticamente riferito, è molto semplice passare alla gestione del rinnovo dei servizi da parte di Quelli Che Sanno. Ne consegue direttamente, senza tanti preziosismi.

Semplicemente: Quelli Che Sanno parlano per minuti minuti e minuti e minuti e minuti senza dire nulla, non fanno mai le domande che porterebbero a una risposta univoca e che prevede un valore di quantificazione.

Ricordiamoci che nell'argomento supporto umano di tutti i tipi i numeri hanno poco senso, ma i progetti e i servizi funzionano a numeri, se ne deduce che il sistema di valutazione non ha senso a prescindere: figuriamoci quando anche si evita di farle queste valutazioni.

La valutazione mancata (o anche limitando i parametri inseriti) è assolutamente deliberata, in modo che non emerga mai  il risultato non raggiunto (si dice gol, dovete essere alla moda) e l'assoluta inutilità dell'attore che porta avanti il servizio che non viene quantificato.

Ciò che non è detto non esiste.

Poi, vabbè.

Uno trova sempre il modo di buttare lì la frase giusta.

Firmi qui, Signora mia. 

Cosa devo firmare?, dice la Madre Isterica con la faccia più sempliciona possibile. Il rinnovo del servizio.

 Allora uno legge il foglio facendo finta di fare grande attenzione, con spropositato interesse, e grande emozione, come se tenesse in mano la stele di Rosetta;  sapendo già  di cercare qualcosa che non c'è. 

Perdoni la mia ignoranza, ma in quale parte del contratto dei servizi vengono delineate le caratteristiche del servizio stesso? Perché qui non le trovo.

Ahhh.... Ahhhh... Behhh... E' che il codice di servizio è definito a priori quindi non ci sono ulteriori definizioni.

Capisco, comunque il problema non esiste, state tranquilli, Voi che sapete, io vi tutelo comunque, perché quando faccio la rendicontazione per il giudice, come dovuto, per Fabio, specifico che determinate cifre vengono spese poiché il servizio non eroga ciò che è effettivamente utile a Fabio e quindi è necessario che si acquisti lui beni strumentali o materiali, state pure tranquilli che io faccio comunque tutto bene anche se questo protocollo non lo prevede;  spiego sempre bene quello che fate,  almeno non dovete avere timore che non emerga.

Sempre detto con il sorriso smagliante di chi gira le frittate facendole volare e roteare fino in cima alla cupola di Santa Maria Belfiore e ritorno. (E dài, però, se possiamo far passare l'informazione che forse Trump non ha capito che gli europei non ce l'hanno con lui, che ha frainteso, è per quello che mette i dazi se non gli danno la Groenlandia a Risiko, ah, non era Risiko? vabbè, comunque, se certe informazioni vengono esternate dalle istituzioni, volete che la Madre Isterica non ce la faccia con Quelli Che Sanno? ma sì).

Quelli Che Sanno deglutiscono, prendono i fogli, e se ne vanno alla velocità della luce per almeno un anno;  e noi ce li siamo tolti.

Ovviamente tutto ciò non serve proprio a niente: è vero che nella rendicontazione del giudice io scrivo tutto, ma non è che questo porti a qualcosa.

E allora potresti lasciare perdere mia cara, dice LA PAOLA che vuole solo il mio bene e cerca di non farmi sprecare inutili energie,  e consegna pane e formaggio per la merenda.

Sono assolutamente d'accordo, ma come dicevamo anzi tempo, tra i buoni propositi dell'anno non c'è l'essere più buoni con Quelli Che Sanno.

Buona Giornata.

Angela

martedì 20 gennaio 2026

La tediosa piattola consapevole.

 Ci tengo molto a essere Madama Precisini, pedante, noiosa, continuando sempre il mitico discorso sui dettagli. È proprio un mio obiettivo essere una piattola integrale.

Peraltro ci riesci benissimo, dice LA PAOLA,  potresti insegnare all'accademia, a qualunque master di piattolaggine delle più grandi istituzioni mondiali, probabilmente galattiche, dice LA PAOLA che coglie sempre l'essenza.

La coglie perché è vero, chiaro che mi riesce benissimo: però devo dirvi anche che ci tengo particolarmente, perché sono discorsi che ricorrono in modo pervasivo nelle nostre giornate, soprattutto in questo periodo che è il momento del rinnovo dei servizi, essendo inizio anno.

Diciamo subito che li definiamo servizi altrimenti non ci capiamo, ma un servizio che non serve non è un servizio. Buona parte dei servizi in oggetto rientrano in quell'insiemistica lì. Andiamo oltre.

Ci tengo a far passare il discorso come pervasivo nella quotidianità, perché lo è. E' giusto che emerga una giornata pesante, noiosa, in cui si gira sempre attorno agli stessi concetti, in cui non si arriva mai a nulla, in cui non si vede l'obiettivo di niente. Se il tutto risulta estremamente tedioso da leggere, e inconcludente, l'obiettivo è raggiunto: perché l'aderenza alla realtà tocca gli estremi.

Nel capitolo di oggi affrontiamo il rinnovo dei servizi da parte di Quelli Che Fanno, perché l'approccio è specifico.

Quelli Che Fanno , compilando scartoffie, fanno la domanda più logica: quanto potete essere sostituibili nell'assistenza di Fabio in questo momento.

La risposta è: per nulla, perché ci viene detto che nessuna delle figure a disposizione può coprire tutti gli aspetti, che non sono prevedibili in nessun momento della giornata, per cui non sarebbe possibile alternare figure professionali specifiche per ciascun momento, perché il ciascun momento non ha previsione delle azioni da compiere.

Quindi: tale servizio x a voi offerto, quale impatto ha sulla vostra vita, da 0 a 10?

Meno di 1.

Le 24 ore al giorno per sette giorni a settimana sono tutte a carico nostro, se qualche servizio di supporto viene offerto non può essere un vero supporto, perché la persona non può mai stare da sola neanche una frazione di secondo e c'è addirittura il rischio che noi dobbiamo badare a Fabullo e pure a quella persona lì.

Quelli Che Fanno scuotono la testa, sono dispiaciuti, ma assolutamente non sorpresi, per loro non è una novità, si sentono impotenti, provano a discutere con chi di dovere, ma sanno già che non arrivano da nessuna parte.

Però la risposta, a questa domanda che ci fanno, loro la scrivono bene bene bene.

Così possiamo affrontare poi la seconda puntata, come gestiscono il rinnovo dei servizi Quelli Che Sanno.

Significa che continueremo a essere noiosi.

Significa che questa comunicazione nella sua metodica e tipologia è efficace. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 19 gennaio 2026

Dissertazione scientifica di alto lignaggio: il panchetto.

Oggi ci siamo alzati scienziati e proponiamo uno studio.

Titolo: Relazione tra scolarizzazione, inclusione, wc (avete letto bene) e un panchetto ; riflessione sul tempo intercorso (uhhh, come passa il tempo!)

 Abstract: l'evoluzione scolastica di un panchetto appoggiapiedi nel locale riservato al wc (toilette, restroom, ritirata, camerino altrimenti e variamente detto) in relazione alla sindrome da burocrazia ossessiva.

Materiali (panchetto del bagno per piedi) e metodi (per carità):  Vi conto uno dei mille (probabilmente in realtà infiniti, e la parola 1000 è usata perché dobbiamo sempre capirci e arrivare al punto delle cose) aspetti del burocratese che non fanno altro che finire sulle spalle dei più fragili. Ovviamente riguarda uno degli argomenti che sono sempre più gettonati a tale proposito, su cui sta lavorando presentemente la Onlus: i disabili, nello specifico i disabili a scuola dell'obbligo, nello specifico i disabili da portare in bagno. In questo caso, parliamo di un ragazzino delle scuole medie, chiamatele nel modo moderno se preferite, rimaniamo alla sostanza, per cui si sta facendo l'impossibile, apparentemente,  per non farlo andare a scuola. Il bagno disabili è organizzato per legge in una maniera poco funzionale, come sempre, per i bambini e i ragazzi, nel senso che l'altezza del water per disabili prevede più o meno la scala a pioli per il suo accesso e piedi ballonzolanti al culmine dell'altezza. In realtà, per fortuna, questo ragazzino è abbastanza alto da non aver bisogno della scala a pioli, ma è necessario un panchetto da mettere sotto i piedi una volta che si è seduto sul suddetto water, scusate il poco  romanticismo dell'argomento, per garantire più stabilità.

Tenete per altro presente che non è che la scuola stia proprio strutturando il più possibile gli opportuni aggiustamenti secondo gli accomodamenti ragionevoli che ormai sono legge, perché il maniglione per tenersi è sul lato sinistro e il lato sinistro è quello che il ragazzino non può utilizzare poiché paralizzato. Non sono state avanzate proposte di buona volontà: spostiamo il maniglione, mettiamone un altro.

Non stiamo parlando di un ragazzino che va preso in braccio e messo di peso, perché svolge il passaggio posturale attivamente con assistenza, e il personale é stato formato dai terapisti della onlus e anche da quelli del sistema pubblico in compresenza.

I mitici operatori scolastici sarebbero tenuti a prestare questa assistenza e, tra l'altro,  sono sempre anche detentori di una formazione specifica in più, che fa sì che vengano pagati a tale proposito indipendentemente da quello che poi in realtà fanno.

La statistica dice che i problemi emergono praticamente sempre.

Quindi una scuola, che non ha fatto la minima mossa per avere un supporto dal lato corretto per questo ragazzino, sta facendo le pulci per il panchetto su cui appoggiare i piedini. 

L'ASL ha messo per iscritto che è sufficiente una soluzione che non sia un vero supporto  sanitario, purché sicuro e funzionale: questo facilita la vita, perché non è richiesta chissà quale burocrazia, ma dall'altro lato vuol dire che la famiglia si deve arrangiare.

Tutti d'accordo che non può essere un panchetto costruito dallo zio falegname, per esempio, ma deve avere delle caratteristiche scritte di portata, di antiscivolo, di larghezza. 

E va bene.

L'azienda ortopedica (una delle più grandi del Piemonte, che fa anche da distributore, grande catalogo e grande magazzino a disposizione) ha chiaramente detto che, normalmente, delle cose del genere non vengono vendute, loro non le tengono, avrebbero dei costi talmente esorbitanti per le famiglie considerato la semplicità dell'elemento, per cui viene sempre consigliato di prendere qualcosa che esiste in commercio, con il buon senso e le caratteristiche funzionali giuste.

Quindi la famiglia, a sue spese, ha cercato, selezionato, e acquistato, un panchetto che abbia la larghezza giusta, il peso giusto per garantire la stabilità, la profondità giusta per far appoggiare bene i piedi, gli elementi antiscivolo, che sia lavabile.

Tenete conto che di questa cosa si parla da novembre, cioè dal momento in cui è stata fatta la formazione degli operatori scolastici con un panchetto a disposizione portato dalla Onlus, che si era visto essere funzionale, per cui l'ASL stessa ha detto procedete nel acquisire qualcosa di analogo (arrangiatevi) : il vantaggio è che non ha posto particolari condizioni e quindi lascia del margine di scelta. 

Il panchetto che la famiglia ha acquisito, che funziona,  in realtà non è stato sufficiente, perché sono stati posti mille e mille e mille dubbi, con il risultato che il ragazzino non poteva accedere al bagno, è stato a casa dalla scuola dell'obbligo perché è una funzione primaria quella di fare la pipì e la cacca per tutta l'umanità, ed è andato a scuola esclusivamente nei giorni in cui il papà ha potuto stare a casa dal lavoro e passare la giornata a scuola, pronto a portarlo in bagno lui stesso, per non privarlo della possibilità completa di frequenza. 

Della scuola dell'obbligo, sempre per sottolineare. 

La scuola dell'obbligo, sempre per l'appunto, si è presa come unico impegno quella del continuare a porre problematiche legate alla sicurezza degli operatori scolastici, chiedendo a questo punto una dichiarazione dei professionisti sanitari sulla necessità del benedetto panchetto di cui si parla da novembre e che l'asl ha ritenuto essere necessario,  con quelle caratteristiche, e richiede anche una dichiarazione di conformità del panchetto procurato. 

I professionisti sanitari hanno prodotto la scartoffia, scrivendo anche che il panchetto è ancora più necessario per il fatto che la struttura in sé del bagno non è in realtà adeguata allo studente, poiché il maniglione non è dal lato effettivamente utilizzabile e non è stata proposta l'installazione di un altro. 

Hanno anche aggiunto che la soluzione è congrua per permettere al ragazzo di ricominciare a frequentare la scuola in modo strutturato e non dipendendo completamente dalla presenza dei genitori per l'assistenza. 

Sicuramente non verrà proprio accolta bene la faccenda, scritta così, al vetriolo.

Ma il punto rimane un altro: che ci si può appigliare alla mitica dichiarazione di conformità che non c'è, perché, poiché il panchetto non è stato prodotto in Unione Europea, e non essendo un supporto sanitario, perché non lo è, né il produttore né l'importatore hanno il dovere di produrre quella scartoffia lì. 

Ribadiamo che si tratta di un pacchetto su cui appoggiare i piedi che tutti hanno detto che va bene e basta: lo so che è una storia sconclusionata, sconnessa, che gira in tondo, che è noiosa. Ma questo è: un panchetto per i piedi, per il bagno, e basta. Da novembre. Non stiamo parlando delle categorie platoniche, della massa del neutrino, dei colori originali del Partenone.

Sarebbe bello sapere che, se decidessimo di acquistare a quelle ragazzino un panchetto che costa, che ne so, 5.000 euro, e ha le controfirme delle Alte Sfere di persona personalmente su tutte le quattro zampe, poi gli operatori scolastici non si inventerebbero qualche altra problematica. Perché, consentitemi di dire, che il dubbio viene. 

La burocrazia che copre una scarsa attitudine professionale.

Conclusione: la discussione protratta da novembre scorso sull'utilizzo di un panchetto per appoggiare i piedi durante la seduta sul wc non permette la frequenza congrua della scuola dell'obbligo. La discussione riguarda le norme della sicurezza del personale e riflette sicuramente l'impegno per garantire il benessere dell'alunno nell'ambito scolastico.

Allo stato attuale, non è possibile esprimere pareri sulla metodologia dello studio in atto, né sui possibili esiti; l'impossibilità di parere in oggetto è determinata dalla buona educazione e dalla PAOLA che non vuole, che mi sgrida se dico cose non eleganti.

Buona Giornata. 

Angela