lunedì 30 novembre 2020

Contraddizione.

 E quindi sono andata allo sportello. Hai detto Buongiorno, mia cara? Dice LA PAOLA, che sempre verifica l'urbanità dei miei modi.

L'ho detto sì.

Buongiorno, sono venuta a ritirare una prescrizione, mi hanno avvisato che è pronta.

Signora Signora! La nostra Dottoressa, che Dio sempre la salvi, mi sente dallo studio ed esce.

Grazie mille per la prescrizione, come faremo senza di Lei. (Perché va in pensione).

Non mi ringrazi, avrei tanto voluto essere più rapida, facilitarvi la vita, e invece non si capisce niente e adesso vediamo ancora come sarà. 

Ma io adesso mando tutto ad autorizzare come al solito?

Lei fa come al solito, ma poi si vedrà, perché è venuto fuori che è l'ASL a dover chiedere degli altri preventivi, quindi, quando mi hanno detto che doveva chiederli lei,  hanno solo fatto perdere tempo.

Dottoressa, quindi è ancora molto presto per programmare una ciucca, vero?

Silenzio e momento di riflessione, da parte sua. 

Mah, forse una ciucca preventiva porta bene. Mi spiace tantissimo che sia tutto così tortuoso. Avrei voluto che questa burocrazia scorresse liscia. 

Non si può, Dottoressa, è una contraddizione in termini: se è burocrazia, non può essere liscia, sono due condizioni che non possono stare né nella stessa frase  e nemmeno nello stesso pensiero. Altrimenti sarebbe semplicemente un lavoro che si fa e che procede. Quando un lavoro diventa burocrazia l'unica strada è il pantano. 

Quanto ci mancherà, Dottoressa.

E quindi bevo thè, anche stamattina, che va bene così. 

Buona Giornata.

Angela


venerdì 27 novembre 2020

Esistenzialismo francese puro.


 




È vero, Saggio Boog, la piena che arrivava proprio lo scorso anno, e tutti con il cuore in sospeso per vedere dove sarebbe andata tutta quell'acqua. È vero, Saggio Boog, che differenza, e che differenza impensabile.
Tra le cose diverse c'è la mitica Dad, la didattica a distanza. Che colpisce, nelle zone rosse, tutte gli studenti delle  superiori, come Quel Matematico Fiorentino di Davide, tutta l'università, comprese le matricole come la Michela, la seconda e la terza media, e infatti  i compagni di Fabullo sono a casa. 
Ai disabili si lascia più possibilità di scelta, perché dopo che le normative le hanno completamente dimenticati in primavera, adesso qualcosa bisogna garantire. 
I bambini più piccoli vanno a scuola, salvo le quarantene, e anche qui per i disabili si lascia possibilità di scelta: perché possono esserci situazioni momentanee di rischio o più fragilità, in cui il disabile può utilizzare la Dad anche se i compagni sono a scuola. La normativa impone l'attivazione di questa modalità per tutti i casi singoli dei disabili in cui ve ne è la necessità. 
Ed è l'esempio di questo caso: ricco e tecnologico nord Italia, bimbo disabile delle elementari che adesso si chiamano scuola primaria, bimbo molto brillante, che normalmente frequenta, che in questi specifici giorni è meglio che frequenti però da casa per una serie di necessità di cura. La scuola ha attivato immediatamente la didattica a distanza come dovuto.
Quindi il bambino la mattina accende il suo pc e vede ciò che si vede nel monitor della prima foto: il muro, interessante e degno di grandi riflessioni. Per questo propongo la seconda foto da spedire a Quelli Che Sanno, che è la mia edizione del 1957, lire 500, che se non altro è più interessante dal punto di vista letterario. E chissà, potrebbe aprire un pochettino le menti eccelse di Quelli Che Sanno.
La giustificazione è: non possiamo fare vedere la classe per motivi di privacy. 
Primo motivo per cui è una boiata: a inizio anno si firma una liberatoria per cui per motivi didattici si arriva quasi a condividere l'immagine del portinaio della nonna di vostra zia, com'è giusto che sia per non paralizzare sempre tutto.
Secondo motivo: la normativa sulla Dad impone proprio di facilitare in ogni modo il contatto visivo tra insegnanti e alunni, intendendo anche gli alunni tra di loro. Non suggerisce, impone. 
E lo impone ancora di più per i disabili. 
La mamma di questo bambino è una Ragazza Luminosa, tipo LA PAOLA per intenderci, che coglie sempre l'essenza delle situazioni in tempi molto rapidi, che utilizza parole inoppugnabili, che non è terra-terra tipo me, e che quindi ha avuto come primo pensiero l'utilizzo del lanciafiamme, perché diventava molto difficile pensare a qualcos'altro sull'istante. Poi ha ovviamente optato per altre soluzioni, proprio in quanto Ragazza Luminosa.
Io vorrei solo dire una cosa: si fanno interi congressi sui Genitori Isterici, spiegando perché sono tali, la sofferenza la vita distrutta i sogni infranti i problemi economici il lutto per un figlio che non c'è più e invece ce n'è un altro così complesso, eccetera eccetera eccetera. Interi congressi a cui partecipano Quelli Che Sanno, che si raccontano sempre questa cosa tra loro. Interi congressi che vuol dire anche intere pubblicazioni, intera letteratura scientifica e sociale.
Ma io mi chiedo: ma sarà mai possibile che tutti i Genitori Isterici siano sempre e tutti isterici, e non ci sia mai la remota possibilità che Quelli Che Sanno siano semplicemente idioti?
Non si parla così, mia cara, dice LA PAOLA. Ellosò, dico io, ma ho precedentemente dichiarato che sono terra-terra.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 26 novembre 2020

Almeno per adesso, proprio ora.

 Perché quella citta della Michela è ad Arezzo e sta bene, se la sta cavando, sta imparando ad fare la spesa, a pensare a cosa mangiare, a lavare i piatti e a ripulire dopo che si è mangiato, perché sta studiando, si spera, delle cose belle, perché, si spera presto, si farà tanti amici nuovi.

Perché la cena è già sul fuoco, la lavatrice sta girando, è vero che ci sono due ceste di roba da piegare però però è tutto pulito.

Perché oggi devo portare Fabullino a fare fisioterapia, e so di portarlo in un posto in cui non si perde tempo, e posso portarlo perché abbiamo un furgone per trasportarlo. 

Perché tutti i nostri amici incappati nella Grande Tareffaggine  non sono asintomatici, ma sono comunque a casa loro e pian piano ne escono.

Perché fuori è ghiacciato e casa nostra è bella calda. 

Perché fuori è ghiacciato ma noi abbiamo dei vestiti caldi.

Perché Paulo Aimo ha un lavoro e non si è contagiato, perché i colleghi malati sono infinitamente meno che in primavera, perché erano pronti, ma proprio una passeggiata non è. 

Perché posso bere tè caldo e profumato perché mi hanno regalato una teiera che va in orbita illuminandosi di blu e una tazza di Parigi.

Perché faccio fatica a ricordarmi che l'importante è la salute, da queste parti, ma indubbiamente ho due braccia e due gambe che funzionano, che fanno comodo. 

Insomma, non sono certa di riuscire a dirlo tutto il giorno, ma almeno per questo esatto istante, penso a dire grazie per tutto questo. E soprattutto perché sappiamo sempre di essere pensati e amati. E perché voi ci siete. 

Buon Thanksgiving, Amici Amatissimi.

Buona Giornata.

Angela


mercoledì 25 novembre 2020

Non ancora da ciucca, ma quasi.

 Amici, attenzione.

Ho una notiziona. Mettetevi seduti e tenete strettissime le mandibole.

Oggi porto Fabu a scuola e poi volo a Ivrea a ritirare nientepopodimeno che la prescrizione del mitico materasso.

Ieri quando è arrivata la telefonata non ci credevo: sarà una giornata da restarci secchi per le corse, perché Fabu sta a scuola solo tra le 10 e le 13, ma non importa: ho preso comunque appuntamento oggi per il ritiro della scartoffia perché l'allineamento dei pianeti va sempre colto.

Per cui le lavatrici resteranno da fare, pazienza, vorrà dire che guiderò e ascolterò Chuck Berry contenta di aver fatto un passo avanti.

Mia cara, va bene tutto, dice LA PAOLA, ma prometti che non balli mentre guidi, che neanche Uma Thurman.

Ma no, dico io, io guarderò il Mombarone, se ha il cappello oppure no (perché quando il Mombarone ha il cappello o che fa brutto o che fa bello), e continuo a preferire Tornatore a Tarantino.

E ritirerò la scartoffia.

Attenzione: la strada è ancora lunga. Perché poi questa prescrizione va autorizzata, va fatto l'ordine, va consegnato, va puoi anche collaudato e non voglio sapere come, perché non voglio pensare di dover portare Fabio e il materasso da qualche parte. Ci penseremo poi. Oggi ritiro la prima scartoffia.

Quindi: non è ancora il momento di prendersi una ciucca colossale per festeggiare, ma c'è già di che essere contenti. 

Grandissimi i terapisti della Onlus che hanno imperversato, perché io mi ero veramente arresa. 

Buona Giornata.

Angela

martedì 24 novembre 2020

Non un po'. Tanto.

Questa è l'ultima settimana del piccolo intensivo di Fabu, che è stato davvero proficuo. Lui ce l'ha messa tutta, adesso riesce a stare sullo standing per più di mezz'ora, sta seduto meglio, ha evidentemente più forza, ha meno necessità di riposare spesso, è più concentrato e vivace.

Fa nuovamente passi attivi con la gamba destra e sta cominciando con la sinistra.

Venerdì ha fatto ridere tutti perché non aveva nessuna voglia di camminare con il girello. Poi ha scoperto che c'era una porta aperta, che di solito sta chiusa, e da quella porta si vedeva una vetrata: e da quella vetrata si vedeva la strada, ovviamente piena di macchine autobus camion furgoni. Per cui ha fatto come ha potuto, ma ha cercato tutti i modi per muovere le gambe e arrivare a questa vetrata. 

Diciamo che sarebbe importante continuare con l'intensivo, che vuol dire portarlo a fare fisioterapia tre volte alla settimana invece che due, in questo caso specifico. 

Diciamo che sarebbe anche possibile perché i terapisti si organizzebbero per farlo.

Diciamo che  non lo facciamo perché io non me la cavo più: ho la necessità di stare un pochino a casa, a fare mille cose rimandate, soprattutto a livello di scartoffie della Onlus, perché non sono più in grado di sbrigare tutto il sabato e la domenica, perché rimango indietro anche nella gestione della casa, perché sono diventata troppo lenta in tutto. 

E si tratta di scartoffie importanti, soprattutto rendicontazioni, che bloccano tutto e che è illegale non fare. 

E alla fine questo ritmo di assistenza di Fabullo lo stiamo tenendo, senza tregua, dallo scorso gennaio.

Quindi ho necessità di stare un po' a casa con Fabu un po' a scuola.

Diciamo che un po' ci dispiace interrompere ora  le 3 sedute settimanali, e proviamo a pensare che però le basi sono gettate e che quindi le due volte saranno produttive. 

Diciamo anche che non è vero: ci dispiace non un po', ma moltissimo. Povero Fabullo nostro.

Perché siamo consci che meglio lui sta, e più diventa difficile per Quelli Che Sanno non avere rispetto di lui, e dimostrare che non si rende conto delle cose, che ad esempio sia necessaria l'assistenza per andare in bagno perché lui non vuole usare il pannolino, che quando è triste e demotivato non è perché è sempre stanco ma perché si stufa da morire a stare posteggiato. Insomma, siamo consci che farlo stare meglio è un modo per difendersi, per affermare la propria dignità dei confronti delle istituzioni create per supportare i disabili, e che invece mirano in maniera costante a dimostrare che tanto le richieste del disabile stesso sono ridotte in modo da poter offrire meno servizi. 

Buona Giornata.

Angela


lunedì 23 novembre 2020

I vertici galattici.

 Ma tanti tantissimi auguri a Salvatore, in un novembre che qui è bello dorato!!!

E noi lo sappiamo quanti anni compie: ovviamente 25, che domande. È un Amico del Blog, non bisogna nemmeno dirlo. Un grande abbraccio da tutti noi, con l'augurio che anche oggi sia una bellissima giornata!!!

Ultima puntata della storiella difforme: non so se sia la più ridicola delle puntate perché è una bella lotta. Diciamo che vi racconto l'assurdo nell'assurdo.

Allora: ovviamente a questo punto all'INPS scrive l'avvocato. Il che implica che la famiglia ha dovuto cercarsi un avvocato. 

L'avvocato scrive una letterina in cui si comunica che la legge esiste, che l'Inps ne è già al corrente, e che si auspica una pronta soluzione in modo che la beneficiaria dei contributi non ne riceva un danno. 

E qui è già tutto chiaro: se si parla di una legge conosciuta e che nonostante questo viene non rispettata, se si parla di danno, è ovvio che si sta introducendo un procedimento penale. 

E sinceramente speriamo che la faccenda si risolva con la segnalazione di qualcuno che fa più paura della famiglia, ammesso che all'INPS faccia paura qualche cosa, perché temo che ricevano 26.000 cause al giorno. 

Perché l'INPS è avezza a queste grane e non fa una piega: per la famiglia sarebbe un grandissimo impiccio, lungo come la Quaresima ancor prima di Natale, che probabilmente poi si concluderebbe con tutti i risarcimenti, ma chissà quando e con quanti mal di pancia. 

Ma la cosa veramente ridicola in tutto questo, è che l'avvocato, facendo presente il tutto, chiede come prima cosa che venga definito chi è il responsabile del procedimento, in modo da potersi rivolgere a questa entità direttamente.

Avete capito? Finora si è sempre solo riusciti a parlare con i call center, con il sistema di informazioni di INPS risponde, con qualche impiegato che ha poi risposto con formule del tipo: sentiti gli alti vertici galattici...

Come sempre, non è stato individuato un responsabile, non c'è una comunicazione firmata da qualcuno di specifico. Come sempre, la responsabilità non è di nessuno. 

E questa è la follia madre di tutte le follie, nel senso che, se nessuno si prende mai la responsabilità, non c'è mai l'urgenza di fare le cose tanto se non si fanno nessuno può essere perseguito.

L'altra follia è questa: che ovviamente questa storia o una storia analoga si è già verificata 4500 volte. Infatti ci sono le sentenze. 

Se ne sono occupate le varie realtà che supportano i disabili a livello di terzo settore (ma anche gli utenti e i consumatori in generale sotto altri aspetti), con risultati non proprio brillanti visto che comunque siamo ancora a questo punto, ma non è ovviamente colpa delle associazioni: è però per dire che esiste del materiale che prova, e che ha creato i precedenti. 

Vuol dire che è stato necessario creare dei supporti, che poi magari riescono a fare poco, ma è stato necessario crearli. Perché invece gli organismi ufficiali di supporto dei disabili, per questo creati e per questo pagati indipendentemente da ciò che fanno, non sanno nemmeno di che cosa si stia parlando. 

E non è la solita cattiveria che dicono le Madri Isteriche: perché, dietro richiesta, non hanno uno straccio di documento da presentare per far vedere che conoscono la materia e che si sono già occupati del problema. 

Anche in questo caso, i funzionari direttamente a contatto col pubblico rispondono che non è compito loro e che non sanno, e non è chiaro se esista un responsabile galattico in materia.

Quelli Che Sanno Non Pervenuti nemmeno stavolta.

Amen.

Noi stiamo tutti bene e così speriamo di voi. 

Siamo molto preoccupati per gli Amici malati, che sono tutti nelle loro case e speriamo che procedono così. Ma pensate cosa vuol dire prendersi questa Grande Tareffaggine, sapere che potenzialmente implica un ricovero in ospedale, e avere un disabile in casa da assistere. Mammasantissima, tutto attaccato, perché la possibilità di prendere fiato non è sempre scontata. 

Buona Giornata.

Angela


venerdì 20 novembre 2020

Velavevodetto.

 Adesso affrontiamo il punto.

Per ottenere e rinnovare i benefici di cui hanno diritto, le Famiglie Isteriche presentano l'ISEE.

Da quest'anno l'ISEE prevede però la trasmissione diretta dei dati dagli istituti bancari all'istituto di previdenza: discorso corretto di trasparenza, per cercare di evitare che uno si dichiari nullatenente e poi non lo sia proprio del tutto. 

Se poi il trucco funzioni o no, nel senso che consenta la vera trasparenza, non è un argomento sviscerabile da noi, per motivi di tempo e soprattutto di competenze, anche se qualche dubbio può venirci. 

Diciamo che il principio di base però sarebbe corretto. 

Cosa capita però alle Famiglie Isteriche? 

Capita che alcuni beni mobili, che vuol dire soldi depositati sui conti, e quindi proprio trasparenti, non devono entrare nel meccanismo che concorre a determinare il reddito, perché sono in realtà cifre di supporto alla disabilità: identità di accompagnamento, pensioni, risarcimenti. 

Non devono entrare non perché lo decidono le Famiglie Isteriche, e quindi stanno lì a discutere sul giusto o sull'ingiusto: ma perché lo dice la legge, con precise determinazioni e sentenze. 

E ovviamente il meccanismo si inceppa: perché il sistema di conteggio non esclude certe cifre e quindi il reddito sale e i disabili perdono i benefici. E, chiaramente, il sistema di conteggio si inceppa perché bisogna dirglielo che certe cifre non vanno estratte, perché non lo decide da solo che conti fare. 

Il problema fino all'anno scorso non si poneva:  poiché la legge diceva che quelle cifre non andavano conteggiate, semplicemente chi compilava l'ISEE non le inseriva. 

Poi si è pensato a quelli che nell' ISEE non inserivano i renditi alle Cayman. Ovviamente non si è pensato ai disabili.

Quindi succede che la soglia ISEE cambia e le Famiglie Isteriche giustamente fanno notare che c'è questa imprecisione. 

È l'INPS risponde che è una mitica difformità che va dimostrata. 

E quindi le Famiglie Isteriche dimostrano che è una cifra relativa ad una voce che non concorre a formare reddito per i motivi sopra citati. 

È l'INPS risponde che è una mitica difformità e va dimostrato che quella cifra non concorra a fare reddito. 

Allora le Famiglie Isteriche lo dimostrano scrivendo numerose pagine in cui allegano tutte le sentenze di legge che dicono che quelle cifre non concorrono a fare reddito.

Ovviamente in questo giro le Famiglie Isteriche si trovano anche palleggiate tra l'Agenzia delle entrate e gli istituti di credito.

Il risultato di tutto  l'impiccio è: quelle cifre assolutamente non devono essere conteggiate ed è l'istituto bancario che non dovrebbe nemmeno inserirle in quel sistema. Ma per fare questo, dovrebbe ricevere una specifica indicazione dell'INPS (per esempio un codice) che dica al software: bimbo bello, quando fai i conti, i valori che hanno quel codice davanti non li devi non li estrarre. 

Ma l'INPS questa comunicazione non la fa perché dovrebbe aggiornare i propri di software. 

Cioè: l'INPS è assolutamente al corrente del fatto che c'è una precisa legge che dispone di questa materia, fatta anche di tante sentenze giudiziarie. Che negli anni i software non sono stati aggiornati. Che in questo momento con il meccanismo automatico di trasparenza c'è un problema. E semplicemente non pone soluzione al problema e non aggiorna il software.

Quindi torniamo da capo: l'INPS risponde che non può erogare il beneficio perché nell' ISEE  presenta una mitica difformità, che con quella documentazione non può essere risolta. La documentazione in oggetto è la legge.

Così gli istituti di credito non possono procedere nell' eliminare quelle cifre dei conteggi. 

È l'ennesimo errore? Ecco, in questo periodo con la Onlus ne abbiamo parlato con praticamente chiunque, e secondo tutti noi non si può chiamare errore. 

Perché nel momento in cui si prende atto che esiste una legge, e non la si osserva, quello non è un errore ma un atto deliberato. Perdipiù compiuto dalla pubblica amministrazione. Perdipiù compiuto da un istituto che dovrebbe tutelare. Perdipiù compiuto nei confronti di categorie estremamente fragili. 

Non so a voi, ma a me sembra agghiacciante. 

Velavevodetto, tutto attaccato,  che c'era molto più che da piangere. 

Noi stiamo tutti bene e così speriamo di voi. 

Qui la situazione è mistica assai. 

Buona giornata. 

Angela