venerdì 23 febbraio 2018

È che non avevo capito.

Uh come fiocca, viene giù proprio bene, in poco più di un'ora è tutto bello bianco. Noi oggi vorremmo portare Fabullo in fisio, che ieri, con la faccenda chirurgo, non ce l’abbiamo fatta, però speriamo che, entro il pomeriggio, sia possibile uscire di casa, noi delle colline con le strade ripide. Paulo Aimo Papà Operativo è lì che organizza tutto.
Però abbiamo sempre delle certezze: gli stivali di Michi sono qui abbandonati, il che fa dedurre brillantemente che la volpe del deserto sia uscita ginnica con le scarpette basse. D’altra parte Ivrea è una ridente cittadina sulla fascia amazzonica.
Faccenda chirurgo: tutto bene, come pensavamo. Nel senso che ha detto che si fa diagnosi di sindrome aderenziale quando non si sa che dire perché non si trova altro. In questo caso specifico, lui pensa che sia proprio vero, perché davvero altro non appare, e io mi sento molto meglio, pur con un’autonomia ancora assai ridotta:  e quindi bisogna tenere tutto buono e vedere che succede, rimetterci le mani è proprio l’ultima spiaggia. Parallelamente, pur essendo tranquillo, mi ha comunque consigliato degli altri esami, da fare con calma ma da fare, e non come facciamo di solito che facciamo solo e sempre le cose quando si arriva all’emergenza assoluta.
Il dottore ha ragione, ci metteremo d’impegno; solo che non sappiamo a chi chiedere le ferie o la mutua, le Altissime Sfere non ci hanno ancora comunicato la presenza di un ufficio apposito per i Badanti Per Forza, questi fantasmi.
Signora, non la faccia lunga, è il suo grande dolore mai accettato e metabolizzato che la spinge a non fare le cose: cerchi di ridimensionare la faccenda, tutti hanno degli impegni lavorativi e familiari da conciliare, solo lei fa tanto la vittima.
Perdono. Non avevo realizzato di avere degli impegni lavorativi (di quelli che prevedono pause e retribuzioni); e nemmeno che tutta la società di diritto avesse degli impegni familiari in cui le necessità di un neonato durano decenni.
Deve essere per questo che ai tavoli di discussione si parla sempre di altro, perché non sono quelli che dico io i problemi. Beato chi coglie sempre l’essenza.
Buona giornata.
Angela

giovedì 22 febbraio 2018

Sto già fin troppo bene.

Mi sento molto meglio: con molta calma, anche per gli antibiotici da cavallo, ieri pomeriggio ho ricominciato a riuscire a stare un po’ in piedi: pochi minuti per volta, ma è tutta festa.
E ci sono lunghi momenti, tipo un quarto d'ora di seguito, in cui non mi ricordo di avere una pancia e non mi sembra di aver ingoiato una palla da rugby.
Oggi pomeriggio vediamo il chirurgo: l’obbiettivo è che confermi le aderenze post chirurgiche e basta, senza che emerga altro.
E quindi? E quindi tocca contarvi di Quelli Che Sanno, senza possibilità di appello.
Storie da parcheggio. Allora: il parcheggio antistante alla onlus, di proprietà comunale, da quando hanno fatto i lavori è un problema per tutti quelli che lavorano lì e invece un vantaggio per i disabili. Il che sembra, una volta tanto, sembra incredibile: e infatti.
Adesso ci sono sempre i  due posti disabili: che possono essere occupati da altri disabili, o da maleducati, o bloccati da camion  che fanno consegne. Ma il vantaggio è che ora si trova sempre spazio altrove, perché tutti gli altri posti sono diventati a disco orario di 120 minuti. Per cui, per rotazione, c’è sempre spazio: perché chi lavora lì e sta tante ore, o paga o cammina, imprecando in entrambi i casi.
Ma i disabili se la cavano meglio: per loro sarebbe andata benissimo la soluzione che i posteggi dedicati rimanessero dedicati, senza mettere in difficoltà il resto del mondo, ma il comune ha deciso questo; sicuramente per ragioni funzionali, e andiamo oltre.
In questo caso, insomma, i disabili sono facilitati anche perché la legge prevede che, nei posteggi bianchi con il disco orario, chi ha il contrassegno disabili non sia tenuto ad esporre il disco e non abbia limiti temporali nella sosta. Articolo 188 comma 3 del Codice della Strada.
E quindi? E quindi l’altro ieri una mamma si trova una contravvenzione, fatta esattamente 6 minuti dopo la sosta, perché l’orario esposto non era corretto. E per forza! Non l’aveva proprio indicato, c’era il contrassegno.
Quindi torna indietro, poco dopo, con una bella carrozzina, chissà se il Personale Addetto era ancora lì a guardare, visto il tempismo, e trova il mitico foglietto. Quindi chiama l’Ufficio Apposito per capire. E le spiegano che la multa era lecitissima, perché il contrassegno disabili non era correttamente esposto, era scivolato un pochino in basso, e non si vedeva il numero nella sua completezza: Sa, Signora, poteva essere un falso. Se vuole può fare ricorso, ma abbiamo anche fotografato il parabrezza.
Giustamente. Allora ringraziamo il Personale Addetto sempre attento.
Solo che ieri un’altra mamma arriva, posti dedicati non accessibili, e va tranquilla nei bianchi, esponendo benissimo il contrassegno, anche perché i terapisti hanno catechizzato tutti.
Però si avvicina il Personale Addetto, e per fortuna, che le fa notare che il disco orario va esposto comunque: e quindi anche rispettato. La signora esprime i suoi dubbi, ma poi procede, sale con il bambino, e ne parla con il terapista, che mi telefona.
A questo punto io mi siedo, perché alle contrazioni addominali non si può chiedere troppo, e chiamo l’Ufficio Apposito: dove mi passano il Capo Supremo. Che è stato veramente gentile: abbiamo riletto insieme l’articolo 188 comma 3 ed è venuto fuori che avevo proprio ragione. E voi sapete che le Madri Isteriche, ogni mattina, si alzano per sentirsi dire che hanno ragione, l’importante è assecondarle, con i matti si fa così, si sa.
Però questo signore è stato davvero gentilissimo, ad averne, sarebbe consolante parlare ogni volta con persone così educate, credetemi.
Per cui ho osato chiedere: secondo Lei, tutto il suo Personale Addetto è al corrente dell’articolo in questione, visto che mezz'ora fa sembrava di no? E lui ha immediatamente detto che avrebbe diramato un apposita informativa a riguardo: detto da signore, ho veramente apprezzato.
A questo punto ho ringraziato e risposto che dal canto nostro avremmo ricordato a tutti che il contrassegno va esposto in modo corretto, in modo che si vedano anche gli angoli remoti, così non capita come alla signora sanzionata.
E lui: grazie, così ci aiutate nel nostro lavoro, non ha idea di quanti falsi ci siano in giro, che danneggiano i disabili veri.
E lì non ho resistito: lo so eccome, ma vorrei anche far notare che il parabrezza fotografato appartiene ad un furgone a passo lungo, rialzato, dotato di evidente rampa elettrica con relativi contrassegni ovunque. Personalmente, mi sembra che un furbetto falsario vada in giro con un altro tipo di automobile, e difficilmente si procuri un mezzo da 40 mila euro, non proprio semplice da guidare e manovrare.
E il signore dall’altra parte è stato silenzioso, e io ho apprezzato, visto che era stato un colloquio davvero corretto e gentile.
Insomma, sono di nuovo antipatica.
Domanda: ma secondo voi i dolori addominali me li mandano Quelli Che Sanno?
In questo istante ho preso una decisione: inauguro una nuova categoria di post, che si chiama Quelli Che Sanno. Così gli interessati li trovano più facilmente; fanno prima a passarsi voce, perché so che è una delle attività che occupa loro del tempo; e gli Amici del Blog possono cominciare da ora a sincronizzare gli orologi, e vediamo quanto manca al prossimo buscopan.
Buona giornata.
Angela

mercoledì 21 febbraio 2018

Da libro Cuore.

Perdonateci se di questi tempi risultiamo più noiosi che mai, ancora meno avventurosi, ancora più un “caso umano”, di quelli che, per fortuna, vanno bene per il libro Cuore e basta. Mettiamola così: quando le cose sono molto difficili, e diventano più molto difficili, prevale la sopravvivenza ai minimi termini.
Per cui, non è che, ad esempio, non ci sia niente da raccontarvi su Quelli Che Sanno, bersaglio preferito di noi povere Madri Isteriche che hanno bisogno di esternare le proprie manie persecutorie: giuro, Quelli Che Sanno non si sono estinti e sono all’opera con brillanti azioni e intuizioni. Però la situazione è indicativa: qui le cose stanno andando decisamente meglio, i momenti in cui sembra che ci sia una mano nella pancia a strappare le budella si stanno riducendo, ieri sono addirittura arrivata a stare in piedi per 3 minuti di seguito; ma ovviamente siamo in una situazione da cinematografo, in cui Paulo Aimo, che è l’unico che porta a casa uno stipendio, riesce a lavorare pochissimo; in cui i brillanti si chiedono perché Fabullino non può stare con baby sitter o nonni, come tutti i ragazzini del mondo, o perché, con la mitica pensione di accompagnamento, non paghiamo del personale specifico.
Per cui, alla fine, i pensieri devono per forza andare oltre, a Quelli Che Sanno, per superare minuto per minuto: avete presente quando poi si arriva a dire Ma la famiglia era in difficoltà e non ci ha mai detto niente, noi saremmo stati qui per intervenire…?
Si impone silenzio e meditazione. Prendo antibiotici e svariate altre delizie e vado a sdraiarmi. Paulo Aimo Operativo sta trottando per portare Fabullo a scuola, lavorare due ore e tornare a prenderlo.
Che poi io il libro Cuore non l'ho mai potuto vedere, preferivo Tom Sawyer e la sua staccionata: perché sei sempre stata sensibile come i paracarri, dicono i miei Grandi Amici con cui chiacchiero di libri, e che con Garrone & C hanno iniziato a leggere; e lo so, dico io.
Buona giornata.
Angela

martedì 20 febbraio 2018

Con il cuore.

Il bollettino del lazzaretto dice che questa notte è passata senza dolore, per cui ho dormito e non mi ricordo bene da quanto non capitava. E stamattina sono anche stata seduta su una sedia per ben 5 minuti.
Il dolore si è attenuato ieri pomeriggio, non è chiaro perché: era già stato così sabato, ma il sollievo è durato poco, speriamo che stavolta sia diverso. Ieri ho anche cominciato degli antibiotici specifici.
Poi ho parlato con il chirurgo ieri verso sera, quando è uscito dalla sala: siamo d’accordo che ci vediamo giovedì in studio; se ci sembra di peggiorare, ci prende in ospedale tra un intervento e l’altro. Se riusciamo, preferiamo aspettare giovedì: l’ospedale è più difficile da raggiungere, camminare per me è un problema, pensare di stare seduti ad aspettare che il dottore si liberi da un’emergenza grossa, magari a lungo, al momento non è cosa.
Grazie perché ci siete vicinissimi. Grazie con il cuore.
Buona giornata.
Angela

lunedì 19 febbraio 2018

Le buonissime.

Ho dimenticato di darvi una buonissima notizia: che ho ritrovato il cappello da pioggia, che cercavo da due anni, che avevo alla fine pensato di aver dimenticato sulla Mosella. E invece, mercoledì scorso, preparando una rapida borsa per andare in ospedale, da una tasca remota è uscito il cappello. Chiaro che in quella tasca ci avevo guardato  mille volte, e vi giuro che non c'era.
L’altra buona notizia è che Fabullino si sta preparando ad andare a scuola con Paulo Aimo Papà per iniziare la sua prima vera settimana da tanto tempo, è tutto trullo; a scuola ci saranno oggi anche le terapiste, e lui farà la faccia offesa: io vengo qui per stare con gli Amici e non è il vostro territorio.
Ecco, poi: abbiamo una casa calda, cibo e vestiti. Mica poco. Anche degli Amici Grandi.
Per il resto la notte è stata molto difficile, con dolori addominali continui, stamattina è già arrivata la dottoressa che vuole una visita chirurgica ben fatta: così oggi pomeriggio dobbiamo sentire un chirurgo per chiedere un appuntamento il più velocemente possibile.
Siamo abbastanza distrutti, più che altro per i pasticci legati alla gestione di Fabullino, altrimenti la prenderemmo con un altro spirito.
E bon.
Buona giornata.
Angela

venerdì 16 febbraio 2018

Il succo.

Sempre prima le buone notizie: Fabullino a scuola è stato felice perché ha incontrato gli Amici e non ha passato la giornata da solo in casa, è tornato che più contento non si poteva. Oltretutto l’hanno trovato tutti meglio del solito, ed è vero, perché, da quando mangia, ha proprio un’altra faccia, senza quelle brutte occhiaie da sofferente.
E stamattina si riparte, con Paulo Aimo Papà, anche se solo per un paio d’ore, e arriva anche il nuovo seggiolino del bagno. E poi andranno direttamente in fisioterapia.
Per il resto, qui è stata una giornata molto ma molto difficile, in posizione orizzontale perché non riuscivo a stare in piedi per più di un minuto di seguito, ieri sera sono ricominciati i dolori, ma siamo riusciti a rimanere a casa.
Oggi speriamo ma proprio speriamo che vada meglio: perché il succo di tutto è che non abbiamo veramente la possibilità di essere ammalati, Fabullino rimane da guardare.
Buona giornata.
Angela

giovedì 15 febbraio 2018

Partire dalle buone notizie.

Prima le buone notizie: a Erba è andato tutto bene e oggi Fabullo torna a scuola!!!!!
Epperò siamo reduci da una brutta avventura: nel senso che i dolori addominali che c’erano da domenica forse non erano tareffaggine, o non solo, o alzare Fabullo non ha contribuito, o le 4 ore di macchina ieri non hanno aiutato. Fatto sta che siamo tornati e io non sapevo più dove stare, con la febbre che saliva e scendeva, e poi è arrivata la dottoressa al volo (Dio la salvi sempre) che ci ha spediti in pronto soccorso, con l’aiuto del vicinato perché con Fabullo cosa facciamo. E poi lì un’attesa di due ore sdraiata su una panca, una roba penosa, e poi gli esami erano a posto, e quindi la diagnosi di colica addominale da aderenze post chirurgiche e una flebo che avrebbe fatto passare il male anche ad un cavallino come quello che monta Michelina, circa 8 quintali.
E poi siamo tornati stanotte, il dolore è tenue e lontano, voglio solo dormire e fà che passi tutto, e Paulo Aimo si occupa di Fabullino.
E bon.
Buona giornata.
Angela