lunedì 27 gennaio 2020

Come una biscia.

Bingo e strabingo. 
Venerdì pomeriggio siamo arrivati a fisioterapia e Fabu aveva la febbre, per fortuna sotto i 38.
E sotto i 38 si è mantenuta anche la sera, ha perfino cenato, con pochissima tosse. 
Abbiamo sentito subito la Pediatra Santa Subito, e ovviamente tutto è cominciato quando lei aveva già finito l' ambulatorio e, soprattutto, era già a casa, e abita lontano. Perciò ha cominciato a monitorarci a distanza.
Sabato mattina la febbre era a 39. Piano di emergenza, sempre la Pediatra Santa Subito: cerchiamo uno dei suoi sostituti che venga a vederlo, perché abitano in zona; se sono di turno in ospedale, diamo comunque l'antibiotico senza aspettare lunedì: perché sarà anche solo il virus, ma comunque con Fabu la sovrainfezione è quasi scontata e quindi cerchiamo di non andare in ospedale o comunque di non arrivarci in condizioni estreme.
E andare in ospedale è il nostro incubo, perché ci mettono nelle migliori condizioni di questo mondo,  amati e coccolati, ma noi non abbiamo più l'età.
Una dei sostituti della pediatra non era in ospedale, ed era anche la dottoressa che l'aveva seguito dopo gli interventi dell'estate, quindi lo conosce proprio bene. Ed è arrivata in fretta, portando anche la bassottina Cloe, così Fabu è stato un po' felice.
Cose che capitano tra noi provinciali.
Ha rilevato già un po' di impegno respiratorio a sinistra, che è il lato più compromesso: che vuol dire che quando il maggiore sforzo respiratorio non compensa più, la saturazione scende. Quindi ha assolutamente confermato l'antibiotico immediatamente, e anche provato a studiarne uno diverso come formulazione, perché le soluzioni non vuole mai prenderle e si fa venire i conati, e non capiamo alla fine se li pigli o no.
E quindi si balla.
Situazione normale: quattro antiepilettici due volte al giorno, l'integratore di alfa-lattoalbumina solo la mattina, due gastroprotettori due volte al giorno, i fermenti lattici una volta al giorno. Adesso si aggiungono: antibiotici tre volte al giorno, almeno due aerosol, farmaco per il mal di pancia da antibiotico tre volte al giorno.
Fondamentale farlo mangiare e soprattutto bere: il problema è che talmente stanco che ha pochissime forze per stare seduto.  Quindi, dobbiamo cercare di dargli da bere con la siringa il più possibile, e aggiungiamo in ciò che beve il suo integratore di carboidrati così assume calorie e anche la soluzione idratante. Ovviamente manca il tempo materiale per farlo tra tutto il resto, anche perché lui riesce a stare sveglio pochissimo.
Insomma, tutto sommato magari la tareffaggine non è niente di drammatico, ma rischiamo di finire in ospedale perché non riusciamo a stare dietro alle condizioni generali. Ieri eravamo stravolti: la febbre non si è più alzata tanto, che è un'ottima notizia, che fa pensare che siamo arrivati in tempo; la respirazione è sempre buona; Ma lui era decisamente più stanco.
Ed eravamo a casa in due:  non oso pensare a cosa capiterà oggi che sono da sola.
Al momento tutti i farmaci sono già pronti, già fatta colazione iper energetica perché non ho idea di quando sarà possibile mangiare la prossima volta, già riordinata il più possibile la casa perché poi sarà nuovamente il caos.
Volevo dire che sono arrabbiata come una biscia. E che me la farò passare l'arrabbiatura, perché non mi viene in mente niente di più sensato da fare.
Buona Giornata.
Angela

venerdì 24 gennaio 2020

Stessa spiaggia stesso mare. Ma non è vacanza.

Vi ricordate quella bella storia in cui il sistema dell'Inps ha tolto la 104 per sbaglio ad un bambino, nel senso che era stata barrata la casella del comma 1 invece del comma 3?
Per cui la famiglia di venerdì è diventata matta fino al lunedì, quando poi l'Inps ha ammesso l'errore e la famiglia ha potuto togliersi le flebo, con la sicurezza di non dover attivare la procedura di ricorso, che è davvero difficile.
Ecco.
Stesso scenario, cioè stessa famiglia.
Dovendo attivare le procedure per i relativi sgravi fiscali, si rendono conto che nel verbale corretto non sono state barrate le relative caselle. Quindi niente sgravi.
Ovviamente nel verbale precedente, quello vecchio, di prima della revisione in cui è stato fatto il pasticcio, le caselle erano barrate. Altrettanto ovviamente, le cose scritte (diagnosi e caratteristiche funzionali), sono identiche, per cui non c'è nessun valido motivo per cui la casella non sia barrata: è lo strascico dell'errore iniziale.
Per cui? Per cui è lo strascico dell'errore iniziale, appunto. Per cui tornano all'Inps a far vedere che non è cambiato nulla, che c'è stato un errore pregresso, e che la correzione non è completa.
Sperando, però, di trovare l'impiegato competente e volenteroso, che provi a verificare immediatamente la faccenda: perché, di protocollo, la faccenda potrebbe essere la seguente: Signora mia, io non sono nessuno per dire che la commissione medica non abbia ritenuto congruo che la situazione di suo figlio non preveda più la necessità degli sgravi fiscali, quindi bisogna ripartire di lì. 
Quelli Che Sanno direbbero: però l'utente doveva stare attento, quando sono andati all'Inps la prima volta potevano ricordare che andava corretta anche quella parte lì, invece di accorgersene solo quando poi si sono trovati nel corrispondente stato di necessità.
Indubbiamente. Quelli Che Sanno chiedono di sapere a quelli per cui, sostanzialmente, lavorano.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 23 gennaio 2020

Il Multiplo.

Uhhh, quanti 25 compie oggi Paulo Aimo Festeggiato!
Ci muoviamo nella circospezione delle feste comandate, selezione di pensieri, arte in cui siamo ormai maestri. E lo festeggiamo e basta, attentissimi a qualunque bilancio, che nel nostro mondo all'incontrario va fatto inserendo i giusti elementi nelle entrate e nelle uscite, altrimenti sono guai.
E quindi noi festeggiamo che Paulo Aimo Venticinquenne Multiplo sia con noi, e basta. E stasera pappardelle al ragù chianino, direttamente dal Cugino Toscano, messe da parte per l'occasione. E siamo veramente, ma veramente felici di avere qui Paulo Aimo, in questo momento e in questo angolo di galassia con noi, mica detto per dire.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 22 gennaio 2020

Statistica.

Facciamo un discorso lucido e lineare, emerso da una riunione della settimana scorsa, di quelle intelligenti, alla ricerca di soluzioni vere, che prevedono un pensiero e un lavoro. Nei territori, qualunque intervento sui disabili, di qualunque tipo, assistenziale, didattico, sanitario, prevede un piano: che si chiama in vari modi, e che in fondo ha una I maiuscola, che sta per Individuale o Individualizzato.
Ok.
Poi si fa una valutazione: all'interno del territorio x, tutti i piani con la I in fondo sono identici, prevedono esattamente le stesse cose e gli stessi percorsi. 
Allora, forse, abbiamo sbagliato a capire: la I sta per qualcos'altro, in fondo un sacco di cose cominciano per I. Imbuto iguanodonte isola infinito idea intesa imbecille indivia invidia insalata inscatolato invece intende infatti inserito insomma intanto. 
Potrebbe quindi essere un'idea bislacca la nostra, siamo noi che non abbiamo capito a che cosa corrisponda la I. Lo sanno Quelli Che Sanno, che sono lì per noi e dobbiamo stare tranquilli e fidarci.
Allora, ripartiamo da capo ad analizzare il problema. Se dove c'è la I tutti fanno sempre ed esattamente le stesse cose, magari il problema è la P di piano. Che non sta  per Piano di intervento o per nobile Progetto: ma per Piano della Banda Bassotti, e lì si spiegherebbe tutto, vista la fine che fanno solitamente quei piani lì. 
C'è un'altra possibilità ancora: se dove c'è la I quel dato territorio fa sempre esattamente le stesse cose, quel territorio ha un problema. 
Non è isterismo di Madre Isterica, è statistica, basta incrociare i dati: sono sempre quelli. 
Cerchi rogne, mia cara, dice LA PAOLA. Ma no, dico io, le rogne mi trovano da sole, io mi limito a raccontarle.
Buona Giornata.
Angela

martedì 21 gennaio 2020

Che bello che.

Niente da fare, a Firenze sono sempre più avanti: sarà l'aria, saranno gli Appennini lì e il mare là, sarà la schiaccia, fatto sta che la città, si sa, li ha prodotti tutti quelli più avanti, in rima e non in rima. Ovviamente compreso Quel Matematico, preso a mestolate, in quanto genio incompreso, la cui madre sicuramente sta proprio adesso pensando a dove l'ha messo, quel benedetto mestolo, che può sempre tornare utile.
Fatto sta che Luana è sempre avanti, e basta.
La controindicazione dei sogni, ha ragione lei. E, come tutte le controindicazioni, conosciute bene anche se manca il bugiardino, uno cerca di evitarla, andando alla causa del problema: nello specifico, evitando di sognare, concentrandosi bene per non farlo, stando attentissimo. E non va mica bene, anche lì Luana è sempre avanti: perché le dosi, nelle prescrizioni, sono importanti. Altrimenti, diventa la malattia dentro la malattia. E a nessuno è dato sapere a che cosa portino le cose, tanto meno i pensieri, tanto meno i sogni. 
Non lo sanno nemmeno Quelli Che Sanno: che richiedono sempre alle Madri Isteriche di rimanere con i piedi per terra, anche se, apparentemente, le cose da loro richieste sono, ad esempio, la competenza, il rispetto delle normative esistenti. Lì diventano velenosi: perché è davvero un veleno convincere qualcuno che i diritti sono invece assurde pretese, che nascono dal rifiuto della realtà. Insomma, trasformare un diritto in sogno è veramente incivile: perché, da un lato, annullano anni di lavoro, di chi, magari partendo da un sogno, ha lavorato per una società migliore. E dall'altro, sminuiscono i sogni, ossigeno puro, l'attimo che fa bene, come dice ancora Luana, e che nessuno può sapere dove porti: appunto, si crea la malattia dentro alla malattia.
Insomma, che bello che esistono gli Amici. E buon sogno al giorno, a tutti quanti.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 20 gennaio 2020

La prescrizione.

I bei pensieri, anche quando struggenti, vanno raccontati. Non solo nel calderone di feisbùc, dove magari si perdono in mille e mille rivoli. Perché sono ossigeno puro, per tutti quanti.
Ecco, Signora mia, così si fa, dicono Quelli Che Sanno,  ovviamente non deve essere un modo per sfuggire alle sue consapevolezze da accettare, quelle per cui noi siamo indispensabili.
In cui sareste indispensabili, dico io, ma purtroppo siete inutili.
Per cui le storie sono più produttive, i pensieri più salvagente.
In questi giorni chiacchieravo con una mamma della Onlus di una serie di problematiche burocratiche. Hanno una bimba che deve andare alle elementari, con una sindrome rara: è stata messa in piedi, cammina, e corre anche, ma ha necessità di essere seguita attentamente in ogni azione quotidiana; l'evoluzione della malattia non è prevedibile. Hanno un altro piccino appena più grande. Un'altra serie di battaglie combattute e vinte, gravi malattie che hanno coinvolto loro genitori, di quelle che lasciano il segno in gesti e pensieri.
Allora, parlando appunto di odiosa burocrazia mi ha contato di sua sorella giovane che farà il grande salto di trasferirsi lontano, con un piano familiare sensato e preciso, di risparmi, lavoro cercato, eccetera.
E mi ha detto: Quando ce l'hanno raccontato tutti abbiamo pensato: ma sì, sono giovani, sono quelle robe che si dicono! E invece sono proprio bravi!
Ecco, il discorso era questo, che nulla c'entra, volevo solo creare il contesto per farvi capire il dopo, quello per cui l'avrei baciata.  
Mi ha detto la cosa bellissima: io pensavo che mia sorella lo dicesse così, come quei sogni che si fanno, quelli che ti svegli la mattina; io tutti i giorni ho un sogno diverso, anche più di uno, qualche volta uno al mattino e uno a mezzogiorno!!!
E io lì ho pensato, e non ho ancora smesso di pensare: che siano sempre benedetti quelli come te, che sanno sognare, e che lo dicono, e che perseverano nel sognare.
E ho anche pensato: è incredibile, si perde anche quello, uno non si ricorda più come si fa.
E quelli che sognano sono più avanti, hanno dei numeri in più, non c'è niente da fare.
Dovrebbe essere una prescrizione medica: faccia almeno un sogno al giorno.
Prima o dopo mangiato, dutùr? (Da leggersi con accento piemontese).
Uguale, fa bene sempre, ma farlo.
Buona Giornata.
Angela

venerdì 17 gennaio 2020

Per una santissima volta, di venerdì 17.

In questi giorni chi si occupa di Fabu è sempre lì che dice: com'è che mangia come un lupetto, ne chiede quando ha fame, è, causa e effetto, in forma, roseo, attento, partecipe?
È proprio vero, ieri sera siamo tornati da fisioterapia e si sarebbe invitato volentieri al banchetto di Asterix, per Toutatis, con relativo cinghiale. 
Noi non sappiamo. Come vi contavo, l'unica variante è l'ultima regolazione del baracchino, che è anche più evoluto del precedente. 
Però bòh. Però chissà. Però non so.
Per una volta, unica e santissima volta, faccio finta di niente, faccio finta che non sia necessario pensarci visto che il problema non c'è. Vivo confusa e felice per un attimo e mangio marmellata di fragole e leggo il buon Camilleri che scrive  Il Terremoto del 38.
Buona Giornata.
Angela