venerdì 24 novembre 2017

Essere contenti.

Un po’ meno di grazia, ieri, ma comunque siamo stati contenti, cuore ancora leggero: limitando i pensieri, certo, ma non è mica poco per noi. Banalmente, vuol dire sapere di dormire nel proprio letto e non in quello dell’ospedale, giusto per dare l’idea.
Un po’ meno di grazia perché il pranzo con Rosalina non è stato pieno di buona volontà come la merenda del giorno prima: ha dovuto insistere, per riuscire a dargli qualcosa, e poi è anche arrivata una crisi motoria e addio.
Anche a cena abbiamo dovuto sgridarlo un pochino, ma era stanco perché siamo andati in terapia e non aveva potuto sdraiarsi a dormire. Ma poi ha ingranato, ha mangiato l’uovo e di nuovo il parmigiano: e quindi qualche caloria l’abbiamo portata a casa; non pensiamo ai bilanci nutrizionali, per la carità, solo al fatto che ogni giorno in cui stiamo a casa nostra è tutto di guadagnato. Tra l'altro, mercoledì pomeriggio sono stata dalla dietista per la mensa che mi ha confortato: perché ha detto che con la relazione della logopedista, così precisa e dettagliata, lei non aveva nessun problema a fare qualunque tipo di variazione, senza pensare a nulla, in questo momento, che non sia il gradimento di Fabu, andando oltre ad ogni tabella. Insomma, va bene così.
Per cui anche ieri sera siamo andati a dormire meno affaticati, perché un’ora di cena da incubo vale un turno di lavoro, per cui non è nemmeno concesso il diritto di mutua o sciopero. Essere contenti ha un valore inestimabile.
Invece questo sarà un fine settimana impegnativo per la Michelina, perché ha il B2 di spagnolo: stasera torniamo a Ivrea per l’orale e domani mattina lo scritto, che avventura.
Buona giornata.
Angela

giovedì 23 novembre 2017

Da cinematografo, giuro!

Ieri giorno di grazia, giuro: nessuno sa perché, nessuno sa se si ripeterà, ma ieri è finito da un po' di ore, e quindi lo possiamo mettere per iscritto, come verità rivelata.
Innanzitutto ieri, poiché il mercoledì non è un giorno di mensa, ho dato a scuola lo yogurt per merenda come faccio sempre, senza grande convinzione: e Rosalina, che Dio la salvi sempre, è riuscita a darglielo, miracolo. E pare che sia anche stata una mattinata in cui non è stato mogio, ma contento, attivo e attento.
Poi non ha voluto pranzare, ma vabbè, nessuno si è stupito.
Poi ieri sera era noioso all’ennesima potenza, che dire insopportabile sarebbe fargli un complimento: ed è venuto fuori che aveva fame. Fame, capito? Questa parola sconosciuta, che ormai non ricordiamo da mesi. Così si è mangiato l’uovo alla velocità della luce, poi voleva altro ma a qualunque cosa diceva no, che è sempre ciò che non capiamo più. Alla fine l’ho convinto ad assaggiare un cucchiaino di parmigiano, e, quando si è ricordato quanto era buono, se ne è mangiato un bel po’ di pezzi tutto da solo. Non chissà quanto, lasciamo perdere i bilanci delle calorie, tenendo conto che non aveva nemmeno pranzato: ma è stato incredibile che abbia chiesto lui del cibo e poi non ne abbia avuto paura.
Ovviamente abbiamo fatto un grande cinematografo, un sacco di feste, per farlo contento, una roba mai vista: del tipo, avete presente quando il Toro vince lo scudetto? Ecco, nemmeno io, ma i festeggiamenti sono stati di quell’entità lì.
Così ieri sera siamo andati a dormire sempre stanchi come somari, ma un po’ meno, perché il cuore un po’ contento è più leggero.
Insomma, oggi non si sa, ma ieri ha portato delle buone notizie, che valgono più dei diamanti.
E quindi, sempre giuro, abbiamo dormito senza nemmeno un incubo, e anche questa è da cinematografo.
Buon Giorno del Ringraziamento a tutti gli Amici del Blog, noi ringraziamo prima di tutto perché sappiamo che ci siete.
Buona giornata.
Angela 

mercoledì 22 novembre 2017

Arancio intenso.

  Ma augurissimi a Salvatore, è sempre meraviglioso compiere 25 anni!!!! E Grazie per il pensiero regalo!
Intanto, sia come sia, vada come vada, ieri l'allarme è tornato tra il rosso e l'arancione intenso, avete presente quello che nelle scatole di colori da 36 si chiamava vermiglione? Ecco, quello lì. Che è la nostra sfumatura solita. Quella che se pubblicassimo le tabelle settimanali, come quelle dell'Arpa, ci sarebbe da spararsi. Allora noi non le pensiamo nemmeno le suddette tabelle e procediamo.
Intendiamoci: non è che facciamo finta di niente, ho parlato anche ieri con la dottoressa. È che non sappiamo cosa fare, e le uniche soluzioni che vengono in mente sono comunque più cruente e di dubbia utilità. E quindi proviamo ad andare avanti.
Ieri è andata meglio perché Rosalina che Dio la salvi sempre riuscita a dargli mezza porzione di passato di verdura: e in questo modo abbiamo potuto rimanere a casa nostra, che con il passare delle ore non era affatto scontato, e Fabio può continuare ad andare a scuola a passare il tempo con gli amici.
E qui si è proceduto respirando profondo, finendo di piantare i bulbi, procurando il materiale perché oggi copriamo il limone e la mimosa per il gelo, con un lavoro di equipe di vicinato che prevede 1000 parole, risentito quelli del materiale delle ortesi che mi stanno facendo venire il nervoso, varie ed eventuali.
Poi, ovviamente, se Quelli Che Sanno vogliono delucidarci su condotte di vita più sagge, sono i benvenuti: l'unica richiesta è che, prima di esporre delle perle di saggezza, è necessario stare qui 24/7 per una settimana di seguito; non un pomeriggio, e nemmeno un giorno, una settimana: perché il logorio del tempo ha un suo significato.
Oggi pomeriggio invece torna Paolo Aimo Organizzato, perché a scuola si fa mezza giornata, e io vado in Comune a parlare con la dietista della mensa, per provare a sistemare i menù in modo che ci sia sempre qualcosa che, apparentemente, è più gradito a Fabio: in realtà non pensiamo che sia questione di gusti, però la disponibilità c'è e quindi proviamoci.
Buona giornata.
Angela

martedì 21 novembre 2017

Essere matti in alternativa.

Allora, non siamo tetrissimi solo perché siamo matti, sai che novità. E perché siamo allenati a vivere in emergenza rossa, e il nostro spettro è quella viola, che ci impone la partenza per l’ospedale. Siamo sempre lì: i parametri didò, che si spostano dalla qualità di vita al far passare la giornata senza troppo soffrire. Cercando anche gli attimi che parlano di qualcos'altro, che dia la percezione di far parte di qualcosa di sensato, ogni tanto capita: perché si legge qualcosa di molto bello, perché ci si ricorda di com’è andare a camminare, che bella sensazione, di quel momento del venerdì sera quando si esce dal lavoro quando il respiro si allarga (e poi arriva il pensiero di eventuali impicci da fine settimana, però quel momento lì esiste). Ecco, così sembra sempre che vada tutto bene, o non troppo male.
Tutto questo per dire che ieri non è che sia stata proprio brillante, la faccenda: a scuola è stato mogio; ha avuto di nuovo delle crisi di quelle piccole, con lo sbattimento delle palpebre, che si vedevano molto meno; non ha toccato cibo nemmeno per sbaglio.
Però ieri sera siamo riusciti a dargli uovo  e latte (con dentro di tutto, pure un cucchiaio d’olio): quindi il pensiero della qualità della vita non va nemmeno sfiorato (almeno non lì, diversa è la marmellata aspra che sto mangiando ora, c’è dentro tutta la collina, e gli uccellini, e il lavorare con le mani, un salvagente a cui attaccarsi); però non siamo arrivati all’emergenza viola, siamo a casa nostra, e noi matti furiosi ringraziamo per questo.
È tutto un pochino delirante, mia cara, dice LA PAOLA, che ha sempre ragione, dico io.
Buona giornata.
Angela



lunedì 20 novembre 2017

Soluzioni di pensiero.

Con il parcheggio è andata bene: nel senso che siamo arrivati lì ed era chiuso, non c’era nessuno con cui parlare perché era pausa pranzo, però ci avevano detto che potevamo entrare. Allora abbiamo spostato il palo con il cartello del divieto d’accesso, siamo entrati e poi l’abbiamo rimesso a posto. E ho messo il furgone con apparente cognizione, evitando i punti in cui stavano scavando, ovvio che il buon senso ci vuole.
Poi ho parlato con il custode che mi ha detto che andava benissimo così, e quindi avvisato i pazienti seguenti di fare altrettanto.
L’ultima versione è che i lavori finiranno questo venerdì. Adesso il dubbio è che sì lascino entrare i disabili, ma chi sa se ci saranno giorni in cui  scavatori e camion e buche davvero non permetteranno di muoversi, d’altra parte devono lavorare. E se questi giorni ci saranno, è stata pensata una soluzione alternativa? E chi lo sa, lo scopriremo solo vivendo. Per adesso portiamoci a casa la prima vittoria, appunto l’accesso per i disabili. E contiamo ciecamente nella meraviglia per la saggia gestione di tutta la faccenda, ma ve lo dirò quando sarà finita.
Invece noi abbiamo avuto un fine settimana assai triste: sabato Fabullo ha di nuovo avuto tantissime crisi strane, come era già successo un po’ di tempo fa. Stavolta non ci siamo allarmati troppo, nel senso che abbiamo aspettato le 24 ore: o gli viene la febbre perché sta covando, o gli passa perché è qualche “accumulo” chimico come la volta scorsa. E così è stato: certo che la giornata è stata penosa, perché era devastato.
E ieri erano appunto finite, ma, in tutto il giorno ha mangiato due tazze di latte corretto al mattino e due cucchiaini di stracchino alla sera, e basta. Diciamo che non ha proprio la faccia di uno che sta bene, diciamo questo, per essere eleganti. Che pena infinita.
Poi ognuno fa come può: noi abbiamo affrontato la tristezza facendo i turni per leggere il giornale da cima a fondo, che è assai triste anche quello; c’è però il vantaggio che è tutto talmente paradossale che uno può far finta che capiti su un altro pianeta, l’immensa e abissale e incolmabile distanza tra la politica e la vita quotidiana. E poi abbiamo zappato, abbiamo quasi finito con i bulbi e cominciato a proteggere le piante più delicate per il freddo, a posto il terreno, dobbiamo coprire i rami. Quando la zappa è terapeutica, nel senso che fa pensare poco.
Buona giornata.
Angela

venerdì 17 novembre 2017

Poi vi dico.

Domani si dorme fino a dopodomani o giù di lì. Che ieri è stata più che mistica, e oggi fin di più, perché il venerdì partiamo a mezzogiorno per le terapie, quindi è vietato perdersi, anche solo per 20 secondi.
Però è stata emblematica la vicenda parcheggio, la sua gestione.
Allora, la Onlus è all’interno di una struttura che ospita anche decine di attività professionali di vario tipo, con un parcheggio per circa 200 macchine, che comunque non basta, per la quantità di gente, più i corrieri. Nelle strade intorno si trova sempre spazio, camminando qualche minuto.
Poi, che vengano occupati i posti disabili, che stanno davanti all’ingresso principale, perché qualche minuto di cammino non va bene, questa è un’altra storia, che ha a che fare con lo sport nazionale dell’inciviltà.
Adesso invece succede che questo parcheggio ha bisogno di lavori: è una roba che capita.
Indubbiamente un disagio per tutti: perché immaginate duecento auto, più i corrieri, spostate nelle strade intorno, in cui già normalmente è necessario posteggiare.  Vuol dire che il primo posto libero sarà a km di distanza.Non sono chiari i tempi, versioni contrastanti tra i 10 gg e il mese.È un’emergenza, va bene, tutti si faranno la ginnastica quotidiana, che ci fa pure bene. Tutti, tranne quelli che non camminano.
Per cui ieri discussione civile, ma pur sempre discussione: a cui non bisognava nemmeno arrivare, tenendo per altro conto che il proprietario del parcheggio e  responsabile dei lavori è il comune.
Allora: nessuno ha pensato che esistono i disabili. Non che c’è la onlus, non è questo il punto. Che ci sono i disabili. Per cui: se si chiude un posteggio pubblico, e viene detto di utilizzare i posteggi in strada, vuol dire che comunque, in strada, nell’immediata prossimità dell’accesso più vicino, devono essere delimitati degli altri posti disabili sostitutivi. Che già sappiamo che, nel panico generale verranno, come sempre, occupati da chiunque: e l’inciviltà è già costante nelle situazioni normali, perché tutti abbiamo visto occupare i posti disabili quando ce n’erano di disponibili a pochi passi (ma solo per un minuto, se vuole me lo dice e mi sposto); ecco, figuriamoci cosa capita quando invece c'è una situazione di disagio per tutti, già preventivata.
Per cui ho fatto presente della gravità del fatto per cui un ente pubblico si è sostanzialmente completamente dimenticato della faccenda, per cui determinate fasce deboli vanno tutelate comunque, nella pianificazione delle esigenze del territorio.
Mi hanno risposto che ho ragione, credo che non ci fossero altre risposte disponibili, e che i disabili verranno fatti comunque entrare nel parcheggio. Tutti i turni degli operai verranno avvisati? Sì sì, stia tranquilla.
Io sono lieta di avere ragione, sto tranquilla, ma poi oggi ve lo dico come va a finire.
Buona giornata.
Angela

giovedì 16 novembre 2017

Zappe e paraurti.

Io ringrazio Salvatore che dice sempre delle belle cose, ma credo onestamente di poter affermare che la sottoscritta in versione giardiniera (quella con la zappa, non con tonno e sottaceti) faccia più ridere che altro. Io zappo come se non ci fosse un domani, non so mai dove metto la roba, intanto discuto con le cavallette,  i pidocchi e le cimici cinesi, spiegando tutto bene alla cagnona di fianco, che mi segue passo passo lungo la staccionata, e mi ascolta attenta, il tutto con i vicini che mi guardano assai perplessi.
Detto tutto questo, ieri è stata una giornata senza tregua, tra il Comune per la mensa, che la prossima settimana mi fanno parlare direttamente con la dietista dell'azienda che rifornisce i pasti, così concordiamo direttamente delle variazioni, che poi vengono accettate e perdiamo meno tempo; poi riordino rapido, perché Fabu è uscito all’una, nessun problema per il pranzo tanto non mangia, preparare ancora scartoffie per la mensa, scartoffie per la onlus, parlare con i tedeschi del neuro tape, ai quali mi inchino: perché avevo chiesto di comprarne poco da provare, anche se, ovviamente, lo sapevo che era una spedizione meno conveniente, e quindi ho sollecitato più volte il proforma per pagare e far arrivare l’ordine, ed è venuto fuori che non hanno mandato gli estremi per pagare, ma direttamente il materiale in omaggio; e di nuovo invece contattato l’azienda per il termoplastico, che non è tedesca, i soldi li vuole davvero, anche perché sono tanti, ma sembra che degnarsi di vendere sia un immenso problema. Più varie ed eventuali con Fabullino.
E, appunto, in tutto questo, tra lo stendino e il ritorno a scuola, dieci minuti di tulipani: perché malgrado tutto, questa primavera avremo un’aiuola olandese, o tutti voi di poca fede.
E oggi era tutto studiato benissimo: Fabullo a scuola, io volo in onlus la mattina perché arrivano i tecnici a parlare di sistemi posturali, poi Paulo Aimo In Volata recupera Fabullo e me lo sporge per fare le terapie, in tutto questo vedevo anche l’ortottista. E invece viene fuori che, per lavori in corso, il parcheggio oggi non  è accessibile, quindi bisogna capire come fare, perché tutti possono arrivare a piedi, tranne i disabili.  E nel panico totale, tutti quelli camminanti lasceranno le macchine in mezzo ai piedi, perché io sono eccome una di poca fede che non ha propriamente un’immensa fiducia nell’intelligenza umana,  e quindi bisogna capire dove mettere i furgoni per scaricare le carrozzine,  che poi, a loro volta, non possono passare  in 5 cm tra un paraurti e l’altro; in più, anche i tecnici devono scaricare i sistemi posturali.
Insomma, giornatina, meglio zappare.
Buona giornata.
Angela