lunedì 24 giugno 2019

Una chicca

Avete presente la storia di quella piccina con la malattia rarissima, pochi casi nel mondo, il filo rosso che si dipana nelle generazioni? Ecco, sono nella meravigliosa Alghero.
E ci mandano la chicca sottostante, scattata sul lungomare.
Allora: prima possibilità: è una provocazione, appiccicata da qualche Madre Isterica, per intenderci. Che voleva far notare che è veramente difficile doversi sempre spostare di km per trovare un modo per arrivare al mare.
Seconda possibilità: è un'indicazione "seria". E qui serve una riflessione.
È ovvio che le risorse, per rendere il mondo un po' più accessibile a chi non ha sempre tutte le fortune, sono scarse o nulle. È ovvio che non c'è nessuna pianificazione economica agli alti livelli in tal senso per supportare lo sforzo dei privati, che magari vorrebbero anche adeguarsi. Insomma partiamo con la premessa delle buone intenzioni. Mi sembra che l'atteggiamento di un gestore dovrebbe essere: mi spiace, vi aiuto in tutti i modi, ma i soldi per fare i lavori non li ho, li ho chiesti ma non me mi li danno, lo so che è triste ma non so come fare. Lo so che la spiaggia accessibile non è questa, sarebbe bello, speriamo lo sia appena possibile.
Esporre invece una simile indicazione non sembra proprio il modo più brillante di affrontare la faccenda. Considerato che tali indicazioni stanno sul lungomare, mi sembra assai strano che l'amministrazione comunale non li abbia visti, ammesso che non ne abbia alcuna responsabilità.
La domanda che  sorge spontanea è se, insomma, il cerebroleso sia davvero solo quello seduto in carrozzina.
Buona giornata.
Angela

venerdì 21 giugno 2019

C'ho le prove.

Ieri, al culmine del tardo pomeriggio, sempre con l'obiettivo del risparmio energetico quotidiano, con il tavolo riordinato solo a metà dalla colazione-pranzo di Fabu ( che vuol dire, a pensarci ora, che mi ricordo della mia di colazione, ma oltre non vado), luminosa come il sole, appare LA PAOLA nella via. E così ci ha regalato un paio d'ore di risate. Gli spiragli di felicità esistono, c'ho le prove.
Oggi giornatona perché dobbiamo vedere i tecnici: prova di una nuova carrozzina,  la seduta è già definita e oggi si parla del nuovo schienale, una roba tutta modulare di piccoli cunei che si spostano e le pelotte fatte invece su misura; prova di un nuovo standing perché il nostro è piccolo, oggi se ne valuta uno ad appoggio posteriore; valutazione di un nuovo tutorino per la mano. Ovviamente ci pensano i terapisti: io sto attenta ad arrivare fin lì, poi mi siedo, e mangio la frutta. Ci saranno almeno 3 ore di lavoro con un paio di terapisti in assistenza, perché è così che si fa. Dio salvi la onlus, oltre che LA PAOLA.
Buona giornata.
Angela

giovedì 20 giugno 2019

Non fare la lista del non fatto.

Bellissima l'archiviazione della scuola media di Davide! Rende perfettamente: il passaggio di stato tra l'aula e il pallone da basket. In mezzo non c'è nulla, altro che leggi fisiche, molecole, fusioni o fissioni: eppure funziona! La più bella vacanza della galassia!!! Grande Davide!
Qui procediamo con cautela, che vuol dire l'assoluto risparmio energetico: significa fare attenzione a non essere mai troppo stanchi per affrontare il momento dopo. Pianificazione attentissima, sapete? Perché tra un lavoro e l'altro con Fabullino non si può andare  a dormire: se vado a dormire mi sveglio domani e non tra mezz'ora. E riposare quello che si può senza lasciare indietro troppo di quello che andrebbe fatto. Soprattutto, evitare come la peste la lista delle cose che non si fanno più. Il fermare a pranzo chi entra in casa non si fa più. Stare fuori un pochino ogni giorno in giardino non si fa più. Il giornale del sabato dura tutta la settimana, leggendo solo qualche articolo.  L'impasto della pizza non si fa più. Niente torte.
Fermi tutti: nessuno muore di fame. Perché il vicinato entra in casa, posa le torte e quella è risolta.
E quindi? E quindi niente. Quella lista lì, delle cose che non si fanno, non si fa. Ed è risolta anche quella.
Buona giornata.
Angela

mercoledì 19 giugno 2019

Sarà la pressione.

Io vorrei vederla  la faccia di Davide tra, diciamo, tre ore scarse: non si ricorderà nemmeno più dove sta di casa la scuola media, gli sarà scivolata via più rapida di un'onda del mare, avrà già il pallone da basket in mano da qui l'eternità. Perché la vacanza dopo le medie ha il sapore del paradiso, non c'è niente da fare.
E siamo davvero contenti per il timbro di nulla osta della Signora Barbara: un sospiro di sollievo che è infinitesimale in tutte le grane, ma almeno quello.
Ditemi una  cosa, ditemi se è un pensiero malsano, o solo nostro. Immaginate: un genitore qualunque, ma consentitemi di dire più probabilmente una mamma qualunque; che ha dei figli non più piccoli, altrimenti non ha senso: diciamo al di sopra dei 10 anni; che una volta ogni tanto, una per lustro, dice, o sogna di dire, ad adulti e bambini della famiglia: ok ragazzi, sono le sei di sera, sIamo rientrati tutti, c'è tutto da sistemare, la spesa i vestiti le scarpe il bucato la cena, sembra che sia scoppiata una bomba e bisogna scavare tra le macerie anche se siamo stanchi come somari. Avete presente la scena? Ecco, quella mamma lì, una volta al lustro dice: ok ragazzi, io vado a dormire e si rimanda tutto a domani. Se volete mangiare il frigo è pieno di roba cucinata; oppure mangiate pane e formaggio; o le patatine, la girella di Toro Farcito, il kinderpinguì; se volete lavarvi l'acqua in casa c'è, e pure gli asciugamani puliti; se volete andare a dormire con i piedi puzzolenti, pazienza, per stasera va bene e domani è un altro giorno.
Ecco, se voi mi dite che sono pensieri che non ha nessuno, ok: io vado da Quelli Che Sanno e dico: eccomi, avete ragione, non sono all'altezza delle cose perché il mio equilibrio psichiatrico non è garantito, e quindi rinnego ogni diritto a valutare come funziona questo mondo perché non ne ho le competenze cognitive.
Se invece pensate che sia un sogno congruo, o addirittura un pensiero di tutti quanti, ecco: vi dico che è il sogno più grande delle Madri Isteriche, quello che non si può fare mai e poi mai e poi mai, perché c'è sempre qualcuno che ha bisogno, in ogni singolo microscopico istante.
Sarà la pressione bassa.
Buona giornata.
Angela

martedì 18 giugno 2019

Fatta.

Ma Davide? Finito? Tutto fatto, anche in quelle condizioni da povero bambino con le dita contuse? Anche l'orale con Mamma Luana con l'orticaria perché non si studia la sera prima e basta?
Ieri siamo arrivati al terzo incrocio passando al primo colpo, senza aspettare almeno 4 semafori verdi: ed è stato chiaro che la città è in versione vacanza, meno imbottigliata e fumosa, per fortuna.
Botulina fatta, Fabu è stato bravissimo, poverino, anche nell'ultimo buco all'adduttore del pollice che è proprio doloroso. Niente ischio crurali, perché hanno visto che sulla situazione della colonna che si inarca incidono poco. Sempre tutti contenti che non ci sia scoliosi: un po' siamo stati bravi nel seguirlo bene, e un po' anche fortunati perché non sempre ci si può agire. Quindi non si mette botulina dove non serve, insomma. E qui è veramente la fortuna (però, stamattina, si parla di fortuna assai!) di aver trovato questo ambulatorio, perché quasi tutti i bambini come Fabu, almeno in Piemonte, per scuola di pensiero, fanno la botulina alle gambette  a prescindere. A lui, invece, hanno fatto nuovamente l'ileo psoas, che sono proprio in pochi a bucare.
Poi, nel braccino, volevano anche prendere un flessore di polso che però non si vedeva bene all'eco, per le cicatrici da allungamento, e non si sono fidati.
Da oggi partiamo con fisioterapia a manetta, almeno tre volte a settimana, che è quello che avremmo sempre dovuto fare dopo gli inoculi e adesso ne approfittiamo perché Fabu è in vacanza. Speriamo di reggere, perché non è che siamo proprio dei brillantoni, di questi tempi, che mi sia permesso dirlo, ecco.
Vabbè.
Buona giornata.
Angela

lunedì 17 giugno 2019

Trottare

Notizie torinesi di Madri Isteriche che abbiano reso al suolo un liceo, cospargendo il terreno di sale per seguire le tradizioni latine, non ce ne sono! E quindi auguriamo con tutto il cuore alla nostra Mamma Isterica che il nulla osta sia stato concesso: possibilmente senza trattarla male, ecco.
Noi trottiamo perché andiamo a fare la botulina: dove sono tutti gentili, siamo contentissimi di come lavorano, pensiamo che, se la botulina deve avere un significato, ce l'abbia solo se fatta così, con un'analisi attenta. Ci saranno anche i terapisti, che vengono a confrontarsi sugli ischio crurali: le ginocchiette, dall'intervento del 2016, sono rimaste belle distese; vogliono però capire se avrebbe un senso trattarli oltre all'ileo psoas, per agire sulla schiena che si inarca.
L'impiccio è il solito: che dobbiamo andare alle Molinette, il che per ogni torinese, che non abiti lì davanti, rappresenta più o meno un incubo. Va detto che le scuole sono chiuse, che andiamo per le 10 che è meno ora di punta. Ma anche che ci sono lavori ovunque.
Insomma, avete capito perché si trotta.
Buona giornata.
Angela

venerdì 14 giugno 2019

È importante.

Sempre Grazie per i vostri pensieri, che, come sempre, fanno bene al cuore.
Luana ha, come sempre, centrato l'obiettivo. Mai sprecare energie quando se ne hanno molto poche, soprattutto se non ne vale proprio la pena.
Lo sappiamo tutti che non è un atteggiamento giusto: perché, quando si hanno in mano dati concreti, non bisognerebbe lasciar perdere; è in questo modo che le situazioni di cui parlava Luana, in cui nella dirigenza di varie strutture ci sono persone non congrue, vanno avanti negli anni. Il problema sta nel fatto che, soprattutto in certe situazioni, come nella politica sanitaria, quelli che dovrebbero dimostrare il non funzionamento, sotto tutti gli aspetti, sono proprio gli utenti che non hanno le risorse per farlo: per motivi di salute, per enorme stanchezza, per mancanza di tempo che viene dedicato alla sopravvivenza quotidiana. Per paura, anche: perché la singola figura è legata ad una rete, che non funziona, ma che è meglio che semplicemente non funzioni piuttosto che renda anche la vita impossibile. Un circolo pantanoso.
Però c'è una cosa importante, che è quella che mi portato tranquillamente a comprare il dentifricio l'altro ieri: la serenità di sapere di non essere matta.
Lo diciamo sempre, ma per le Madri Isteriche è vitale saperlo, è la differenza tra il procedere e il precipitare nell'abisso.
Certo che lo dice sempre, Signora mia, lei dice sempre quelle, sono anni che occupa la rete rifilando sempre le stesse menate ogni giorno. Dicono Quelli Che Sanno, dopo un rapido giro per sapere chi comprava la pasta. Non riesce mai a convivere con le sue frustrazioni. Investa su qualcos'altro, se vuole le mandiamo qualcuno un'ora ogni tre mesi così va dalla pettinatrice. Lo scriviamo in un progetto per il sostegno alla fragilità.
E qui Le Madri Isteriche giurano con il sangue, su queste risposte qua.
Sostanzialmente: se, da parte di qualcuno con un ruolo, vengono sempre fare risposte del tipo: Sappiamo, lei ha l'ansia di ricevere prestazioni per sua figlia, ma sa non è facile. Oppure: Era meglio la medium. Oppure: Ma sì, attiveremo il servizio, ci vorrà qualche mese, non può sempre essere così preoccupata.
È ovvio che, un giorno dopo l'altro, le Madri Isteriche il problema se lo fanno. Ok, non può essere, non può funzionare così, è vero che sono io che non capisco, che non accetto, che sbarello.
Ecco, arrivare a dire: no, mi hai dato delle risposte sbagliate, ci sono dati oggettivi che lo dimostrano, non ero, non sono, io matta, ma tu nel posto sbagliato, non hai fatto bene il tuo lavoro. Ecco, dire questo permette di respirare e procedere.
Non di comprare la pasta, ma il dentifricio: perché un conto è avere la certezza intellettuale delle scelte fatte; un conto è il cuore che sanguina: e per quello, se non si è il Dalai Lama, si cambia corsia.
Però, riassumiamo bene e arriviamo al punto: dà una soddisfazione enorme la capacità di dire: Ok, ho fatto tutto bene. Perché è la differenza tra la corsia del dentifricio e quella, per dire, della vodka.
Fermo subito Quelli Che Sanno pronti a pensarne una delle loro:  cosa succede quando qualcuno non riceve mai risposte congrue e compra, ad esempio, vodka? Che prima o poi Quelli Che Sanno sono chiamati in causa e dicono: Ahhhh, ma noi non sapevamo niente di questa fragilità.
E lì potremmo elencarne a migliaia di situazioni.
Ecco perché è meraviglioso scoprire di ragionare, sapere che si fa bene. E poter  scegliere anche di lasciar perdere.
Buona giornata.
Angela