venerdì 13 dicembre 2019

Ma fosse.

Qui ieri venivano giù fiocchi sparsi, ma portati dal vento, e basta, per fortuna. Stanotte nulla, sempre per fortuna; in compenso cortile e strada sono lucide che altro che pattinaggio aggraziato. Sui Monti qui dietro, ma anche  su quelli Olimpici, viene che Dio la manda, e Paulo Aimo viaggiatore comunica che a pochi km ha già cominciato: per cui mi sa che è questione di poco. Noi siamo gommati bene, e meno male, perché altrimenti di qui non si esce e, soprattutto, non si torna. Speriamo caldamente, però, che siano gommati bene anche gli altri, e che, conseguentemente, stiano in strada.
Ve ne conto un'altra sugli Amici di Fabullo a scuola: ieri siamo entrati e lo stavo svestendo, arrivano due compagni di classe non  solo molto più alti di me, che non fa testo, ma più alti di chiunque. Lo prendiamo perché non stiamo in classe, andiamo a fare un'attività nell'atrio. Ok, tolgo la giacca ed è pronto.
E loro: però lì si aprono le porte, qualcosa deve avere per il freddo.
Giuro. 
Va bene, gli lascio la mantella davanti, così è calda e comoda e poi voi gliela togliete? 
Facci vedere come si fa.
Bottone qui.
Ok, va bene, andiamo, ciao.
E basta, hanno girato se stessi sulle lunghe gambe e la carrozzina e sono andati.
Ma fosse sempre così semplice, che ne so, con qualsiasi ufficio di scartoffie.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 12 dicembre 2019

Secondo me.

Secondo me sono turùlu, e fin lì dubbi non ce ne sono, dice LA PAOLA, non servono le prove del campo di esistenza dell'affermazione.
Assodato questo, conseguentemente, secondo me non vi ho contato della gita che la coordinatrice di Fabu a scuola sta organizzando.
Quest'anno c'è la gita lunga, due giorni con una notte fuori e la coordinatrice ha pensato ad inizio anno di far partecipare anche Fabullino.
I pasticci sono quelli legati alla gestione, soprattutto notturna, e alla somministrazione dei farmaci, che è davvero complicata. E allora faremo che andremo anche noi in incognito: nel senso che Fabullo sta con gli Amici in pullman e noi li seguiamo con il furgone. Così, a destinazione,  nel momento in cui dovesse essere troppo stanco e fosse necessario fargli stendere le gambette, lo porteremo in albergo in anticipo a riposare per essere di nuovo pronto a stare con gli altri. Ma per tutto il resto del tempo verrà scorrazzato in giro dagli Amici, che sono scioltissimi con lui.
Così è stata scelta Monza come destinazione, che è vicino ed è in pianura. Ma i ragazzi non ci rimarranno male perché non si va più lontano? Ma vah, basta andare in gita!
Per cui sarà in primavera e speriamo che Fabu stia benissimo per questo viaggio.
Duomo e corona ferrea e altre cose che non mi ricordo, perché, effettivamente, basta andare in gita!
Ieri sera nevicava, ma stamattina non c'è nulla per fortuna. Fa un freddo becco, ma deve essere solo un'impressione di quelli vecchi e stanchi come me: perché gli adolescenti sono usciti e passati per la strada tutti con le calzette corte. Ergo, non può fare freddo.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 11 dicembre 2019

Non si fa.

Confronto in una delle discussioni in rete del Terzo Settore, di Quelli Che Fanno, solo del Nord Italia, altrimenti diventa troppo complesso.
Situazione in cui noi, come piccola onlus, non possiamo entrare, ma possiamo riflettere.
Storia raccontata da un'associazione che si occupa principalmente di anziani soli, ma il discorso si potrebbe estendere, ovviamente: ad esempio perché i bambini disabili o muoiono o invecchiano, come sono antipatica.
Quindi: servizio territoriale (quello strutturato) che non garantisce più l'assistenza domiciliare continuativa agli anziani ma solo a progetto.
(Attenzione: voleva comunque dire un'oretta al giorno, non chissà che.)
Sostanzialmente: per mancanza di fondi quell'utente è in carico per tre mesi, fino a conclusione del progetto e poi basta e si aspetta un nuovo progetto.
Ma questo può farlo la realtà in più, il mitico Terzo Settore, con i volontari che o sono gli assistenti diretti, o sono quelli che cercano i fondi.  Non un ente pubblico che esiste per quello.
E invece no, dicono Quelli Che Sanno, non possiamo più. 
Va bene, prendiamone atto: prendiamo anche atto che, in questo assurdo mondo progettuale non si possa dire che metto i fondi tutti lì perché sono vitali e non nell'incontro serale sul sostegno partecipato a cui gli utenti non partecipano. Andiamo oltre.
L'associazione che raccontava la faccenda ha fatto quello che fanno le Streghe: va bene, cerchiamo più fondi per essere maggiormente di supporto a fianco del territorio. Per farlo ci mettiamo a scrivere un progetto dettagliato. Però ce li fornite, i dettagli: perché dobbiamo integrare, quali sono i fondi che sono calati, in base a quali parametri sono stati scelti gli utenti che vengono assistiti nel singolo progetto. 
Tutto fermo. Dati non pervenuti. Che non pervengono nonostante ulteriore richiesta.
Quelli che fanno peccato pensando male, che hanno ascoltato attenti la storia, hanno fin il dubbio che certe volte certi utenti non vengano scelti perché il figlio si è lamentato perché l'assistente è stata cambiata innumerevoli volte, su un utente poco orientato che viene ancora più disorientato dai cambiamenti. Insomma, un figlio noioso.
Quelli che pensano male dovrebbero ricordarsi che a Natale non si fa.
Buona Giornata.
Angela

martedì 10 dicembre 2019

Amarissima, la riflessione.

Riflessione sulla storia dello standing: la signora delle nostre autorizzazioni è veramente meravigliosa. Ha sempre mandato avanti tutto in un contesto magari non semplice, è sempre stata puntuale nelle procedure in modo da mandare tutto ai medici che devono fisicamente mettere la firma, e lei aveva già verificato tutto con competenza. Insomma, brava, davvero. Con mezza Italia che diventa matta in situazioni analoghe: solo per capirci, pensate alla signora Dàgli Una Spinta per mandare avanti quel letto troppo corto. Ecco, noi invece, con il nostro ufficio, andavamo benissimo.
Prima riflessione, la solita: la procedura andava bene grazie a quella persona specifica,a dimostrazione che, quando non funziona, si potrebbero verificare le competenze.
Seconda riflessione, amarissima: le persone che portano avanti il proprio lavoro come andrebbe fatto non possono farlo, perché non sono messe in grado di lavorare. Ad esempio perché salta un pezzo di scotch in un ingranaggio che sta insieme per miracolo. E fermiamoci qui, all'analizzare l'impatto sociale della faccenda; perché poi ci sarebbe anche la frustrazione di chi ci prova a lavorare bene, ed è impossibilitato a farlo. 
Ehhh, ma Signora Mia, è così dappertutto, è inutile che stiamo a dire sempre quelle, dicono Quelli Che Sanno. Vero, dico io: è così dappertutto, ma quando il problema ricade su chi parte già male, i fragili, i disabili per esempio, è tutto più significativo. Ed è vero che sono sempre quelle, ma proprio per questo bisogna continuare a dirle: finché non cambiano. Anzi: oserei dire che sono proprio Quelli Che Sanno che dovrebbero dire, fare presente, verbalizzare, evidenziare dati. Mentre invece la loro risposta è sempre Non è nostro compito: così non è mai tanto chiaro quale sia, questo benedetto loro compito.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 9 dicembre 2019

Meglio partire leggeri.

Cominciamo leggeri, perché in realtà cominciamo la settimana con una grana che non so come risolvere, che mi sento già che sta arrivando il mal di testa da pensieri che si incrociano si scontrano si aggrovigliano e non si sgrovigliano più.
Problema standing di Fabullo, che non sta arrivando l'autorizzazione. Negli anni abbiamo risolto tantissimi problemi riguardo agli ausili: non abbiamo più problemi con i tecnici ortopedici, perché quelli a cui ci rivolgiamo ora sono bravissimi e fanno veramente squadra così terapisti, dedicando all'analisi di ogni ausilio tutto il tempo che serve. Non abbiamo più problemi con le prescrizioni, perché i terapisti pensano al raccordo con i medici e preparano delle relazioni che sono perfette per giustificare ogni  scelta. Insomma non ci abbiamo dormito, ci abbiamo lavorato tanto, e le soluzioni, per fortuna, le abbiamo trovate: e non era mica scontato, perché nel Mondo All'Incontrario non sta scritto da nessuna parte che facendo le cose bene si ottengono risultati.
Questa volta, con lo standing,  abbiamo avuto problemi con l'azienda produttrice: che ci ha fatto aspettare più di 3 mesi per fornirci l'ausilio per fare la prova. Per carità, tutto giustificabile, perché l'azienda ha avuto enormi problemi economici,  ha chiuso e poi riaperto, e in questo momento la manodopera non è ancora tornata nell'organico precedente; diciamo che non è giustificabile che sia così complesso importare, o avere da un'altra azienda un ausilio analogo, con gli stessi codici e che quindi rientri nello stesso budget di spesa.  Fatto sta che sono passati mesi. Quando è arrivato abbiamo avuto la prescrizione in un secondo e subito l'ho portata ad autorizzare.
E lì cadiamo nell'unico problema che non avevamo mai e poi mai avuto, e che non so veramente come risolvere. Perché, mentre in mezza Italia si aspettano le autorizzazioni per un tempo infinito, nella nostra ASL ci mettevamo 10 giorni, che comprendono anche i due giorni di spostamento dalla pratica da Caluso alla sede centrale di Ivrea, dove l'autorizzazione avviene, così non dovevamo portarla direttamente a Ivrea noi. L'eccellenza non stava nel sistema, ovviamente, altrimenti funzionerebbe dappertutto;  o meglio dappertutto potrebbe funzionare così se ci fosse la stessa competenza: nel senso che, in quello specifico ufficio, noi abbiamo una signora bravissima, competente, rapida nel fare i lavori, che sa come farli e veramente offre un servizio brillante sotto tutti i punti di vista, perché è anche gentile quando le si pongono delle domande e ha sempre le risposte. Il problema è che ora deve occuparsi anche di altre mansioni per cui chi è andato in pensione non è stato sostituito, e quindi, oggettivamente, il cumulo di lavoro che ha va al di là della possibile efficienza: perché uno può anche essere bravissimo, o semplicemente compiere il proprio lavoro come andrebbe fatto, ma comunque da Torino a Roma in un'ora in auto non ci si può andare, nemmeno con tutto l'impegno del mondo. E quindi tutte quelle scartoffie non possono essere preparate da una persona sola in poco più di una settimana, come accadeva prima, poiché quella persona sola deve fare altri miliardi di scartoffie.
E il risultato è che Fabullo non sta sullo standing da giugno, e sta facendo molta fatica anche ad andare sul girello, perché non fa più esercizio sullo standing. E, come tutti quelli che stanno in carrozzina, è a rischio osteoporosi, e lui non ce l'ha proprio perché lo mettiamo in piedi;  ma adesso non lo mettiamo in piedi. E passata questa settimana sarà praticamente Natale, e quindi addio. 
E quindi invece che mettermi a piangere preferisco cominciare leggera,  e pensare a Donna Paola, che scende in pigiama e babbucce, che qui si chiamerebbero patèrle. E soprattutto pensare alla faccia del Gino che l'ha vista uscire.  E dire che sia sempre benedetta, perché ci sta regalando questo momento di buon umore, e sappiamo tutti che la famiglia con il bambino cestista racconterà per sempre di questo bellissimo incontro. Incontro con le paterle, si capisce.
E poi speriamo che Luana a Firenze non abbia avuto nessun problema con le scosse di terremoto. E vi abbraccio tutti quanti.
Buona Giornata.
Angela

venerdì 6 dicembre 2019

Nel dubbio.

Stamattina facciamo i filosofi. O i poeti. Se volete, i qualunquisti che si accontentano delle piccole cose. 
Nelle varie corse di ieri sono passata a comprare un paio di provviste. Ho dato la solita occhiata che si dà alle casse, e ho scelto quella dove c'è la cassiera che mi è simpatica tantissimo. Che non conosco, non so come si chiama, dove abita, che fa. So solo che quando c'è, io vado in quella fila, come appunto ieri. 
Perché sorride, facciamo due parole sul nulla, è gentile con giovani vecchi lenti veloci isterici antipatici, è gentile lo stesso. 
Insomma, il tutto dura pochi minuti e poi io sto contenta tutto il giorno. 
Quella teoria degli atti di gentilezza a casaccio: ecco, io ci credo ciecamente. 
Perché, ovviamente, sono tutte teorie, quelle robe da feisbùc. Però: siccome che ero più contenta, ho guidato più tranquilla pure in tangenziale; mi sono arrabbiata meno quando Fabullo ha strappato apposta il libro dei paperi; non ho avuto mal di testa nonostante la fatica; ho fatto dei conti per le rendicontazioni mettendoci la metà del tempo; ho trovato al volo in numero di telefono per un ufficio per una mamma, che così ha chiamato prima della chiusura.
Per esempio: magari l'aver guidato tranquilla ha fatto guidare meglio qualcun altro che non ha fatto il pericolo pubblico. Magari no, perché non c'è rimedio alla poca intelligenza, talvolta. Ma magari sì.
E, allora, io, nel dubbio, alla gentilezza a casaccio ci credo, e scelgo quella fila alla cassa.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 5 dicembre 2019

Confidare negli esseri pensanti.

Stamattina è arrivato il ghiaccio sul serio. E noi non abbiamo ancora coperto la mimosa: che ormai è grande, dobbiamo coprire solo la parte del terreno. Tra la pioggia e il fatto che siamo degli inadeguati, o per la carità: sabato, che c'è stato il sole, sono arrivati i vicini, con tanto di trattore, e hanno sistemato un bel po' di roba. La sottoscritta, l'inadeguata doc, non mette i piedi vicino alla mimosa da mesi. Si tratta di fare due passi dal letto di Fabullo, mica di più.
E vabbè, lo faremo. L'alibi di stamattina è che sì, è vero, c'è il ghiaccio, ma non è ancora quel sottozero che dura 24 ore, le piante sopravvivono nonostante noi, e su questo dubbi non ce ne sono. Tanto oggi preparo Fabullino, lo porto a scuola, volo in ospedale per il ritiro farmaci, riprendo Fabullino e lo porto in terapia, rientriamo ad ora di cena e ritroveremo la colazione ancora da sparecchiare, perché l'unico obbiettivo che mi pongo è la gestione del bucato.
Per questo confido nelle piante: sono esseri pensanti, è dimostrato; per cui mi guarderanno in faccia e capiranno che se la devono cavare. Le piante ti guarderanno in faccia, mia cara?, dice LA PAOLA. Si capisce, dico io, bisogna confidare. 
E pensare che è un dato di fatto che alla mezzanotte ieri è finito, siamo a dicembre, ed è un giorno in più che abbiamo passato a casa nostra: e per la nostra media dicembrina non trattasi esattamente di un dettaglio.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 4 dicembre 2019

Le Competenze.

Giuro che sono stata bravissima. Ho superato ogni aspettativa. Nella giornata mondiale per la disabilità non ho detto che io la festeggio tutti i giorni. Non ho nemmeno detto che non so se posso festeggiarla, perché si parla sempre e solo di quelli che fanno in modo diverso e mai di quelli che hanno bisogno di tutto. E nemmeno che per noi che abbiamo bisogno di tutto, handicappati, inabili, chiamateci come accidenti volete che poco ci importa, le feste comandate sono quanto di più odioso si possa immaginare, figuriamoci se ne vogliamo un'altra, di festa comandata. 
Non l'ho fatto.
Quello che invece ho fatto è stato dire che la disabilità richiede rispetto. Perché, detto squallido, nessuno di noi può sapere cosa potrà succedergli tra mezzo secondo; perché chiunque di noi può essere prigioniero di un corpo, e di mille pensieri che vanno come quelli dei normali, mentre il corpo sta lì pietrificato. 
E rispetto vuol anche dire attenzione, perché i disabili hanno bisogno di attenzioni diverse, non dobbiamo avere paura di dirlo, altrimenti va a finire come per l'amministratore della Ragazza Venuta Alta, che non ritiene opportuno avere specifici doveri. Se  vogliamo fare sempre il mitico discorso che i disabili non devono sentirsi diversi dobbiamo avere per loro attenzioni diverse da quelle, forse scarse, che attuiamo di solito.
E, soprattutto, rispetto vuol dire competenza, da parte di Quelli Che Sanno, che appartengano a qualunque categoria, di ogni ordine e grado. Competenza nel come si viene toccati e accuditi; competenza nella pianificazione della politica assistenziale, che sembra sempre che si parli di qualcun altro. Competenza quando si dice che non si riesce a includere abbastanza perché poi non c'è la partecipazione sperata: senza chiedersi se l'iniziativa sia utile e mirata. Competenza quando ancora si dice che la fisioterapia è utile un po' e poi basta, perché non ci sono gli studi che davvero serva.
Ecco, la competenza è anche il coraggio di dire che un servizio erogato non è del tutto congruo, da parte chi quel servizio lo dirige; perché solo ammettendo si può provare ad andare in una direzione diversa. Sempre per essere squallidi, è incompetente chi dirige un servizio che manda in giro una che dice Come Sei Venuta Alta, così ci capiamo. 
È competenza proporre qualunque impegno, appuntamento medico, sociale, o l'ascensore, concordandolo: perché le esigenze sono diverse da quelle degli altri, e l'organizzazione più complessa. Ma di molto.
Altrimenti il rispetto non c'è, ed è inutile fare i filosofi. 
Buona Giornata.
Angela

martedì 3 dicembre 2019

Sempre maestri.

In questi giorni Fabullo sta stranamente bene: calma: fare festa è un'altra cosa, però mangia bene, dorme qualche ora di seguito, è di buon umore, si entusiasma per le cose che gli piacciono. Come sempre in questi casi, noi cogliamo l'attimo, maestri in quest'arte suprema: banalmente, dormiamo anche noi qualche ora di seguito; banalmente, invece che sembrare più vecchi di 20 anni, lo sembriamo solo di 15; banalmente, ieri ho avuto le energie per lavare con lo spazzolino un angolo di pavimento. 
Detto tutto questo, ci chiediamo un po' perché: mica perché siamo filosofi. Piuttosto perché, come tutte le sante volte, forse se capiamo riusciamo a prolungare l'esperienza. Se capiamo, forse, lo aiutiamo a soffrire di meno.
Quindi, come tutte le volte, ci siamo messi a pensare a che cosa abbiamo fatto di diverso:
sostanzialmente niente
L'unica cosa che è cambiata da un po' è che è stato programmato il baracchino per dare una stimolazione diversa, un pochino più intensa, dalle 7 alle 9:30 del mattino, che è il momento in cui i tracciati di programmazione del baracchino stesso hanno rilevato più crisi.
Visto dall'esterno, non è successo nulla: nel senso che le crisi del mattino ci sono sempre e sono veramente disturbanti, come peraltro quelle di tutta la giornata.
Però noi le crisi non le vediamo sempre tutte, perché il baracchino qualcosa ferma. Per cui chissà se ferma più del solito, e dopo circa due mesi di programmazione in questo modo si vedono i risultati.
E quindi torniamo al punto di partenza per non sbagliare:  che cogliamo il mitico attimo.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 2 dicembre 2019

Quell'ambito lì.

Sono proprio interessanti le riflessioni di Salvatore Astronomo Ufficiale: si parte da un'evidente intelligenza cosmica, nel senso di regola che porta immense distanze di spazio e di tempo a regolarsi le une sulle altre, con spostamenti e aggiustamenti di masse non indifferenti. E poi si arriva all'idiozia di un amministratore e di un locatore che non hanno trovato nessuna legge fisica e chimica  che li portasse ad elaborare il pensiero, e la conseguente azione, di alzare il telefono e parlare con la famiglia della Ragazza Venuta Alta per fare un lavoro non urgente. Perché, come dice Boog, sempre saggio (sarà il meditare sul Grande Fiume che sempre corre e scorre, fatto sta che sempre saggio è), la soluzione c'era. Probabilmente, anche più di una.
Anche perché la famiglia è educata, intelligente, con "pretese" corrette; famiglia che non dice che non vanno fatti i lavori, ma semplicemente che si possono pianificare. Anche perché, appunto, sono esclusivamente di ordine di dignità e estetica: non ci sono le corde usurate, per intenderci, e non si è aperta una voragine sotto la casa per un terremoto, sempre per intenderci.
Quando sono successe momentanee urgenze, che comunque si sa che capitano, per cui l'ascensore si è piantato per qualsiasi motivo e l'azienda è sempre intervenuta in fretta, ma comunque il tempo di lavorare ci vuole, la famiglia non ha mai battuto ciglio; ha perso magari i soliti dieci anni per la fatica, ma non è stata quella che si è messa a dare colpe. Se si sono trovati bloccati in casa, la Madre Isterica ha passato le sue belle ore al telefono a spostare impegni. Se erano fuori, hanno trovato seduta stante un posto confortevole, e accessibile,  in cui passare del tempo. 
Questa volta è diverso. Ed è vero che è  un dato di fatto che non sia possibile provare  che si tratti di una dimenticanza (mah) o di menefreghismo (eh): ma qualunque sia la spiegazione, è evidente che si rientri nell'ambito dell'idiozia. Quando ci vuole, ci vuole.
E  vediamo un po' come andrà a finire.
Oggi Fabullo fa la vacanza: perché a Caluso c'è la fiera di San Nicola, ed è tutto chiuso perché non si arriva da nessuna parte. È una bella festa, in cui non ci avventuriamo per il freddo e la complessità (e perché non ci avventuriamo da nessuna parte da un bel po'): e per fortuna non piove, perché ieri non ha smesso nemmeno per un secondo. Insomma, la fiera in cui si chiacchiera e si comprano i dolci, per intenderci. 
Nel nostro mondo all'incontrario, è un po' un impiccio perché il lunedì è uno dei due giorni settimanali in cui posso concentrare un po' di cose da fare. E vabbè. 
Buona Giornata.
Angela

venerdì 29 novembre 2019

Nessun obbligo.

Io voglio ringraziare Boog perché, proprio nel giorno del Grazie, ci ha raccontato una bella storia, che sono andata a cercare sulle pagine lombarde. È un Grazie che esistano i due operai che non hanno esitato meno di un nanosecondo a salvare il pensionato scivolato in Po, prima che la corrente diventasse troppo forte da trascinarlo via: visto che il Grande Fiume è tornato "normale", come dice Boog, ma non va mica piano. 
Invece, non c'è proprio nessun pensiero positivo da esprimere per la storiella di oggi. Vi dirò di più: è la classica faccenda noiosa, scontata nella sua pochezza, che se la si racconta in coda  dal panettiere, la gente si stufa perché sono sempre quelle. Tristezza nella tristezza.
La Ragazza Venuta Alta vive con la famiglia in un alloggio di un condominio di 10 piani, ovviamente  dotato di ascensore. 
Mercoledì la mamma, chiacchierando con i vicini di condominio,  scopre che l'ascensore verrà bloccato dal lunedì al venerdì nella settimana del 9 dicembre,  e sarà completamente inutilizzabile. Vuol dire che la Ragazza Venuta Alta non potrà uscire di casa.
Attenzione: la mamma l'ha scoperto da chiacchiere casuali, che vuol dire che, se per qualunque motivo, lei non avesse incontrato i vicini, che ne so, fosse stata bloccata in casa dalla tareffaggine per qualche giorno, o fosse stata via, non l'avrebbe saputo o l'avrebbe saputo all'ultimissimo momento, la mattina stessa del blocco, per intenderci.
Non era apparsa nessuna comunicazione ufficiale, e, soprattutto, non era stata contattata per segnalare quello che per questa famiglia è evidentemente un problema.
I vicini sono veramente caduti dal pero: perché nell'assemblea condominiale, che aveva deliberato i lavori e la conseguente spesa, loro avevano ricordato la presenza della ragazza e quindi la necessità dell'informazione, e l'amministratore aveva detto che si sarebbe provveduto.
Il problema è  irrisolvibile proprio solamente per la ragazza,  perché tutti gli altri possono accedere ai loro appartamenti passando dall'ascensore della scala adiacente, uscendo sulla terrazza e facendo un giro che fa rientrare sul pianerottolo: non è comodo ma nemmeno impossibile per i camminanti. Il problema è che questo percorso non è accessibile per una carrozzina per la presenza di gradini.
La mamma, assai inferocita, chiama l'amministratore, e lì comincia il palleggio, che manco Pelè: doveva essere il suo padrone di casa ad informarla. Il padrone di casa dice che tanto lui alla riunione non c'è andato, e che comunque lei come inquilina potrebbe chiedere i verbali delle riunioni stesse. Nuovo palleggio sull'azienda che deve fare il lavoro che pare fosse stata incaricata di avvisare: che peraltro c'entra proprio poco, oserei dire.
Insomma: bene che vada, se ne sono dimenticati. Oppure,  meno bene ancora, se ne sono proprio fregati.
A questo punto, ieri, giovedì, appare la comunicazione ufficiale appesa nei vani comuni. Così la Madre Isterica è contenta.
E, tristissimo, il succo è stato questo: è ovvio che tutto richiede una manutenzione, ed è ovvio che uno che vive in una casa con un ascensore deve sapere che ogni tanto può capitare; ed è, soprattutto, altrettanto ovvio che, uno che ha dei problemi, deve sapere che deve sempre arrangiarsi in ogni momento, perché le emergenze possono capitare: e quindi la mamma della Ragazza Venuta Alta è tenuta ad avere sempre delle soluzioni. La Madre Isterica, sempre ovviamente.
Peccato che però questa non sia stata un'emergenza:  non è stato un guasto che si è verificato improvvisamente, caratteristica essenziale dell'emergenza, e che richiede un blocco prolungato per la sua complessità di soluzione.
Si tratta di manutenzione ordinaria, che poteva essere, ovviamente, sempre ovviamente, comunicata: e soprattutto, in questa situazione particolare, concordata.
Visto che era stata inadempiente, la madre isterica si è eccome procurata coppia del verbale dell'assemblea condominiale: nella quale viene deliberata la spesa, ma non c'è nessuna indicazione sull' emergenza e sull'urgenza del lavoro. Evidentemente sarebbe stato possibile pianificare questo lavoro, già nel passato, nel corso dei mesi: ad esempio parlando con la Madre Isterica, e, consci dei disagio, cercando di pianificarlo in un momento in cui, per esempio, la famiglia andasse in vacanza o comunque avesse meno problemi nell'organizzarsi.
Ovviamente non si sta commettendo un crimine, ponendo la  famiglia in una situazione come quella che potrebbe capitare, per esempio, con un terremoto, per cui vengono buttati sotto i ponti. 
Però è stato creato un disagio oggettivo: perché la soluzione è semplicemente rimanere a casa al caldo. La motivazione di tale comportamento risiede nel fatto che non ci fosse nessuna necessità di avere delle particolari precauzioni nella gestione di questa particolare situazione, perché questa famiglia è, a tutti gli effetti, rappresentata da condomini come gli altri come gli altri.
Gli altri si arrangiano, lo dovete fare anche voi: non avevamo particolari obblighi verso di voi.
Peccato che non sia vero, perché la Ragazza Venuta Alta non è un condomino come tutti gli altri.
Quindi non è commesso un crimine, ma il  ritenere che sia un dettaglio che la ragazza rimanga chiusa in casa è quantomeno una leggerezza.  Peraltro rimanere chiusa in casa improvvisamente, perché,se la mamma non avesse chiacchierato per caso, non l'avrebbe mai saputo se non a frittata fatta.
Perché è vero che la ragazza non morirà di fame e di freddo, rimanendo chiuso in casa:  ma non potrà frequentare il posteggio diurno, e sarà quindi necessario pianificare un'assistenza in casa che non è scontata. Come non è scontato che la ragazza non abbia delle cose importanti da fare, che in effetti ha: perché la fisioterapia, per esempio, è essenziale per non avere dolori e per la patologia specifica non è fattibile a domicilio. E anche l'isolamento sociale non è comunque da sottovalutare. Anche decidendo di fare i reclusi, è comunque una situazione che va pianificata per tempo. 
Ovviamente la famiglia sta già cercando una soluzione, che vuol dire un trasferimento per quei giorni: ma i giorni davanti per trovarla, questa soluzione, sono solo 10. Che non sono mica tanti per trovare una sistemazione accessibile e gestibile, per un disabile adulto, con quindi una misura di carrozzina (che non è la carrozzina di uno che gioca a basket, ma un sistema posturale di una persona che non ha il controllo di capo e tronco, giusto per rovinarvi completamente la giornata con i pensieri) che richiede degli spazi specifici. Con una accessibilità che sia anche economica.
Però io ve l'avevo detto che era una storia noiosa, che sono sempre quelle. Non cambiano proprio mai.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 28 novembre 2019

Ringraziamento.

La prima cosa di cui ringraziare è che non ci è franato niente sotto i piedi In questi giorni, il che, ormai, è davvero una fortuna. E anche che abitiamo in una casa calda ora ma fresca d'estate, con tutti i vestiti puliti, e che non si allaga.
Indubbiamente non è piacevole pensare al conto di ciò che non si fa, soprattutto quando fior di psicologi insistono sull'importanza delle piccole cose nella grande economia cosmica. Per cui in questo anno abbiamo rinunciato al profumo delle pizze e delle torte che cuociono nel forno: ringraziamo perché, comunque, in casa nostra le cose buone entrano comunque dalla porta già fatte, soprattutto quando mi vedono  con la faccia un po' più così del solito. Mi sono fraccata la decima costa, e non è stata una passeggiata, ma ringraziamo perché era solo la tosse. Abbiamo rinunciato al giardino d'estate, ma ringraziamo gli ibischi e il rosmarino che son venuti lo stesso, perché madre natura arriva dove non arriviamo noi. Abbiamo, ad oggi, anche rinunciato al giardino d'autunno: ma ringraziamo perché non ha ancora cominciato a ghiacciare, e quindi possiamo ancora sfoltire e coprire. Abbiamo, di recente, rinunciato a lavare e pulire e cucinare verdure fresche, perché non riuscivamo più: ma ringraziamo, perché alla fine anche quelle nei piatti ci sono. Abbiamo rinunciato a vacanze da copertina, ma ringraziamo perché comunque, dopo due interventi in dieci giorni, siamo comunque andati in una collina fresca e in una casa molto più che confortevole. Abbiamo rinunciato a invitare gli Amici a sedersi a tavola con noi, perché non riusciamo più tanto a sederci a tavola, ma ringraziamo perché loro entrano  comunque anche se noi non facciamo salotto, il caffè se lo autogestiscono, e chiacchierano, e ci portano notizie dal mondo, e intanto tengono d'occhio le nostre giornate. E se mettiamo fuori la testa, quando capita, senza organizzare niente perchè niente si può organizzare, qualcuno che ci dedica un saluto c'è sempre. E abbiamo rinunciato a frequentare regolarmente la biblioteca, ma ringraziamo perché, quando ci andiamo, a noi è concesso un carico di libri che ci vuole la carriola, e, comunque, sempre grazie agli Amici, un libro a settimana da leggere c'è sempre. 
E lo scorso novembre avevo cucinato un pezzo di fesa  di tacchino frullandoci insieme i mirtilli e facendo la purea con la patata americana, e ci eravamo sentiti molto oltre oceano; e ieri ci ho rinunciato a preparare per oggi, perché ero più stanca di un asino. Ma ringraziamo, perché, comunque, del cibo ci sarà per tutti quanti: oltretutto, è pure un periodo in cui Fabullo mangia proprio volentieri, e lì altro che ringraziare. 
Sia reso Grazie  sempre a voi Amici perché non siamo soli, perché il trucco è tutto lì.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 27 novembre 2019

Stare al mondo. Questo mondo.

Apperò, "solo" 4 e 40 il Po? Gulp, però se Boog è tranquillo come un papa, e va con la bici,  noi deglutiamo e siamo contenti. Deve essere impressionante, per noi che non siamo abituati. Immagino che per Boog, e per gli Amici che guardano il fiume, sia qualcosa che si ha dentro, il fiume come il sangue, per cui si impara a sapere che, sostanzialmente, comanda lui, e bisogna aspettare che passi, tutta quell'acqua.
Un grosso pezzo della nostra famiglia arriva da quelle sponde, e diciamo sempre che dobbiamo far vedere ai Bambini (!) quelle rive lì; poi, ovviamente, sono decenni che non ci andiamo.
Speriamo vada liscia davvero, oggi viene di nuovo giù che Dio la manda, ma pare duri poco. Certo che piove sul quel che è già bello zuppo, fà che non frani più niente.
Vi conto del numero di ieri, suvvia.
Insieme al giro del Terzo Settore stavamo analizzando una serie di iniziative: c'è un bando, rivolto a famiglie con fragilità economiche di vario tipo, di quelli promossi da una fondazione famosa, molto vip, e dai vip molto promossa.
Leggiamo bene: viene pubblicato di venerdì, la scadenza della presentazione delle domande è dopo 15 giorni, è necessario (nonché giusto) fornire il modello isee, e viene sottolineato chiaramente, nel senso che è scritto bene: ricordatevi che ci vogliono almeno 10 gg per averlo. 
Appunto: e quindi metti la scadenza dopo 15 giorni, partendo da un venerdì? Sono stata guardata male perché non si dicono certe cose su istituzioni che fanno tanto del bene. Ma no, ma leggi bene. 
Leggo bene, conto sulle dita, e mi scuso: la scadenza è dopo 16 giorni e non 15. Non mi sembra proprio una differenza determinante.
È appunto un bando rivolto a soggetti fragili,  che non è detto che abbiano la certificazione pronta (anche perché peraltro ormai ha una durata brevissima e poi va rifatta), magari si tratta di soggetti che vanno aiutati a fare quella certificazione, e quindi diciamo che è un bando meraviglioso? Mah. 
Così è se vi pare,  diceva uno geniale.
Oggi si potrebbe aggiornare così: così è se così lo si pubblicizza.
Lo ammetto, mea culpa,  anche questa volta: la disonestà intellettuale mi manda in bestia, penso che sia una grande causa di malfunzionamento di tante cose. 
E quindi: si poteva fare quelli che semplicemente andavano oltre senza dire alla fondazione stravip che non si concorda? Si poteva. 
Dimmi che non hai litigato con quelli lì, mia cara, dice LA PAOLA.
Ma certo che lo dico,  perché non ho proprio litigato.  Ho espresso un punto di vista, ecco tutto. Peraltro un punto di vista fatto di numeri scritti nero su bianco dalla fondazione stessa.
Mi sa che quelli che stanno stare al mondo abitano da un'altra parte, dice LA PAOLA. 
Buona Giornata.
Angela

martedì 26 novembre 2019

Aggiornamenti dagli Amici.

Qui, improvvisamente, alle quattro di ieri ha smesso di piovere ed è venuto fuori un cielo turchese con le nuvole che correvano che manco l'Irlanda. Era l'autunno più dorato che ci fosse, brillante. Lucidissimo, con quel che era venuto giù. Le montagne bianche abbaglianti. In compenso sulla strada si vedevano, sempre lucidamente, buche da tutte le parti. E qui roba piccola, che non blocca nulla, per cui bisogna solo andare piano. Tutto il resto della regione è in panne. 
Oggi sarà di tregua, e pare ricominci tra stanotte e domattina: sembra una roba da poche ore, per fortuna, su una situazione però già zuppa, per cui  vediamo cosa ne esce.
E oggi aspettiamo invece notizie da Boog, si spera in perlustrazione in bici e non in barca, per la piena che sta arrivando. Che il Grande Po sarà anche affascinante, ma lo è di più quando sta bravo. Mi pare di capire che l'onda sia prevista per il pomeriggio.
Facciamo tutti  grandi e grandi complimenti alle due ragazze quadrupedi sul Golfo, dove mi pare invece che la poesia sia un tantino messa da parte, in questi giorni, a favore di parole che non fanno rima, non allitterano, sono poco metaforiche e tanto terra terra, ecco. Soprattutto la collaborazione tra la nera e la bionda nel fare danni ha un suo perché, che parte, comunque, dal come accidenti ha fatto un cane di 10 kg a lussarsi la rotula. Come dire, gli Amici di Fabullo non conoscono noia, quella meravigliosa con le ciabatte e la copertina.
Fabu è stato a scuola tutta la giornata senza mal di pancia, forse l'abbiamo sgamata. O meglio: per ieri l'abbiamo sgamata di sicuro, la mezzanotte è oggettivamente passata. I professionisti del vivere alla giornata.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 25 novembre 2019

Qui sotto controllo.

Aspettiamo notizie dagli Amici di Fabullo, soprattutto quelli sul Golfo e quelli sul Po, che forse quelli sull'Arno stamattina tirano il fiato.
Fabullo ha avuto mal di pancia da venerdì pomeriggio a sabato sera, ieri è andata liscia, se è finita così siamo signori davvero.
Però a fare musicoterapia oggi non ci andiamo, e abbiamo bloccato tutto quanto in onlus: parecchi bambini dovevano spostarsi parecchio come noi, terapista compresa, ed è tutto troppo difficile.
Nei km qui intorno, a differenza che in tutto il resto del Piemonte e della Valle, la situazione è sostenibile, nel senso che non ci sono grosse frane, non sono crollati ponti, gli allagamenti sono piccoli. Però non è roba da mettersi a fare tanta strada, che i punti chiusi sono tanti e, dove si passa, sarà un traffico poco sostenibile. 
Paulo Aimo Pendolare ha preso il treno, perché molti erano soppressi ma il suo c'era, e adesso speriamo che vada liscio con tutti i ponti da attraversare. In compenso nel sottopasso della stazione scende acqua dal soffitto, sopra il cui soffitto passano i binari. Vabbè.
Buona Giornata.
Angela

venerdì 22 novembre 2019

Possibilissimo.

Fuori vien giù che sembra l'acqua della doccia: pare che sarà un fine settimana di allerta meteorologica con poca neve in alto perché fa troppo caldo, per cui i torrenti si riempiranno, e scendono ripidi, e quindi saranno subito fiumi pieni.
Per fortuna noi andiamo in terapia a mezzogiorno, quando la tangenziale, in teoria,  non è troppo piena: e, se marca male, è più facile capirlo e tornare indietro. E Paulo Aimo Cittadino fa il provinciale  lavorando da casa, perché c'è sciopero dei mezzi a Torino. Il che potrebbe anche, in effetti, far piantare talmente tanto la tangenziale che a mezzogiorno è un delirio comunque. Vabbè, vedremo un po'.
Il primo obbiettivo è più, come dire, terra terra: sperare che non diluvi proprio quando, nei vari giri casa scuola terapia casa, bisogna caricare e scaricare Fabu su e giù dalla rampa in macchina: perché siamo maestri nel non farlo bagnare, cappello da pioggia (vietato perderlo vietato perderlo) e giacche lunghe e anfibi ai piedi,  in modo da non fermare la carrozzina sotto l'acqua e girare noi tra le pozze e nelle pozze; maestri sì, ma stanchi morti. 
Uhhh, dicono Quelli Che Sanno, ma possibile che siate sempre stanchi? Possibile, dico io.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 21 novembre 2019

Storie di Spati.

La nebbia, mammasantissima, che qui non c'è mai, e invece stamattina non si vede oltre al garage. Speriamo sia solamente qui, nebbia alta, dopo tutta la pioggia. Perché se invece è solo   la coda di ciò che c'è scendendo in pianura, non la voglio pensare la tangenziale.
E quindi continuo a contarvi della onlus, si vede che questa settimana gira così: ieri sono arrivati 4 colli di materiale, ne ho sdoganato altro che arriverà oggi, insieme ad altro ancora che, per fortuna, è europeo, così un lavoro in meno.
Tra le varie cose che faremo oggi ci sarà anche iniziare a smistare un carico di vestiti: che verranno, a seconda delle taglie, passati alle diverse famiglie e al centro rifugiati, con consegna diretta nelle mani della responsabile. Sempre a proposito di cose usate ma nuove, arriva anche un carico di libri: che verranno tenuti per le terapie in sede, dati alle famiglie per la stimolazione a casa, portati nelle scuole per i lavori con i singoli bambini in carico, messi nella sala d'attesa dove i fratellini di passaggio potranno prenderli e portarli anche a casa, divisi anche con il centro rifugiati se la responsabile dice che ce n'è necessità.
I terapisti si occuperanno dei libri, perché sanno loro di cosa è utile  pensando ai pazienti; io dei vestiti, che verranno caricati sul furgone e portati a casa  per dividere con calma. 
Il tutto, tangenziale permettendo, sempre lì si arriva.
Ve ne conto un'altra: che stamattina parlavo con Spathiphyllum, Spati per gli amici, e mi chiedevo, e gli chiedevo, com'è che sopravvive da tanto, mette sempre foglie, ma piccole, non fiorisce mai, poi le foglie diventano marroni e brutte, ma tanto ne mette sempre altre, però è sempre poverino.
Perché gli parli, mia cara, dice LA PAOLA, e pure gli canti, sempre mia cara. Può essere, dico io, in effetti. Ma il mio primo pensiero è che è come noi, che resiste. Adattamento all'ambiente, mica me lo sono inventato io. Buon Spati a tutti, per intenderci.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 20 novembre 2019

Lavoretti.

Ieri mattina alle sette Paulo Aimo Pendolare, uscendo, mi ha detto: apro un po' il rubinetto della cisterna di raccolta dell'acqua (la usiamo per bagnare il giardino) che non trabocchi. Chiudila a metà mattina. 
Come no. Figuriamoci se io mi ricordo. Infatti l'ho chiusa ieri sera, dopo 12 ore, quando Paulo Aimo Accampato è stato un'ora e un quarto a Porta Susa in attesa che qualcosa partisse, per un guasto elettrico che ha paralizzato tutto per più di due ore. E figuriamoci cosa c'è nelle principali stazioni torinesi all'ora del rientro, i marciapiedi si sono riempiti di centinaia di persone, anziani che non stavano più in piedi dalla stanchezza ma le panchine sono 4 in croce, ad un certo punto partiva un piccolo locale che però è stato fermo 20 minuti perché non riuscivano a chiudere le porte, gente che urlava, insomma, quando la città diventa un'entità insostenibile. Paulo Aimo ha poi preso il suo solito treno partito con 70 minuti di ritardo. 
E, intanto, io tardocca ho chiuso l'acqua. Però va detto che, con tutta quella che è scesa ieri, per il momento difficilmente ci disidratiamo. E quindi, chissà Luana, dalle notizie l'Arno sembra tranquillo, chissà che preoccupazione però.
A mia parziale discolpa, va detto che ieri ho cominciato a sdoganare il materiale che abbiamo ordinato per la onlus e che sta cominciando ad arrivare dagli Stati Uniti, e io odio sdoganare: perché è un lavoro che bisogna fare in quel momento lì, senza smettere, finché non si è finito, e danno le informazioni con il contagocce, per cui tutto va rifatto cento volte.
E poi arrivano Quelli Che Sanno: ma perché Lei ha questa mania di rivolgersi all'estero, e poi chissà cosa compra, perché quello che non c'è qui vuol dire che non va bene e non serve.
Vi giuro che ancora si dicono simili cose: nella assoluta incomprensione dei meccanismi economici. Ma senza fare in complottisti o i polemici, è solo un dato di fatto: ci sono materiali che non hanno ancora un importatore, e sono materiali assolutamente autorizzati, solo da sdoganare. Soprattutto perché, se Quelli Che Sanno continuano ad avere servizi di riabilitazione con solo un pallone e un tappeto vecchio e sporco, e continuano ad esserne soddisfatti, non si crea la domanda per cui ad un'azienda convenga importare, non ci sono i numeri. Oppure, ci sono già materiali equivalenti importati, ma che costano il triplo per i vari passaggi da fare dai vari operatori coinvolti, che giustamente vanno pagati. 
È chiaro che è un lavoro: ma se ce la faccio io, tardocca e volontaria, vuol dire che si può fare, in maniera regolare, con tutte le procedure e le fatture a posto. Eh, ma sa com'è, continuano Quelli Che Sanno, alla fine si danno più soldi agli enti benefici che a noi che lavoriamo tutti i giorni. 
Portate pazienza: la onlus fa questi investimenti ogni tanti anni, quando ha soldi in cassa, e, nello specifico, stiamo parlando di 2000 euro. Io non ci credo che un servizio,  che fa girare in vari modi ben altre cifre, non possa parlare di 2000 euro. Che noi invece ci mettiamo anni ad accumulare e a chiedere.
E bon, oggi si continua, man mano che arriva la roba, il tutto incastrando l'assistenza di Fabu.
Buona Giornata.
Angela

martedì 19 novembre 2019

Il dire del non dire.

Mammasantissima, che paura tante cose, ma stamattina che paura che fa l'Arno per il lavoro di Luana. Ci mancherebbe questa, pensando a che fatica si fa già a tirare la carretta nelle piccole aziende. Non so cosa si dica a Firenze con questi pensieri, forse si chiamano in causa maremme varie. Nel profondo nord ovest diremmo boiafàus con aria pensierosa, allargando per bene la a.
Qui siamo sempre tranquilli, ma continua a piovere. E quindi pensiamo eccome a Luana, la pensiamo tanto. 
Vi conto che ieri mattina una compagna di mille avventure mi chiedeva ridendo com'è che si può inventarsi ogni giorno qualcosa da raccontare. E poi si è fermata perché si è resa conto di sapere già la risposta. Che il problema, ma quello grosso, è l'opposto: cioè la quantità di cose che non si raccontano. 
Non si possono raccontare perché bisogna sopravvivere: è vero che è sempre tutto documentato, che non facciamo  un passo senza produrre un documento inattaccabile, e quindi ci si può sempre difendere. Ma difendersi costa un'immensa fatica, e anche un immenso dolore.
Ed è la frase tipica delle Madri Isteriche: lo so che è così, lo so che dovremmo fare, lo so che non dovremmo permettere, ma non abbiamo tempo, non abbiamo voglia, è una battaglia persa, in qualche modo poi la paghiamo. Se volete ve lo giurano, sempre con il sangue.
E beati voi che tirate fuori il senso di persecuzione dei depressi: è invece una sacrosanta verità. 
Perché poi, gira e rigira, qualche dispetto viene fuori. E nel grande marasma dell'inadempienza, che è veramente immenso, poi questi sono dettagli: per cui queste persone rimangono sempre lì. 
Ellosò che è una tristezza, ma non so che dirvi. Se non tutto quello che vi dico. E non vi dico.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 18 novembre 2019

Autoreferenziale. Spudoratamente.

Che bella l'immagine di Mercurio di Salvatore. Galattica letteralmente, stavolta, e piena di poesia.
Dateci vostre notizie meteorologiche: perché leggiamo i giornali ed è veramente tutto che, in tanti modi, si sgretola, dall'Arno in poi. Qui sembriamo un'isola felice, con mezzo Piemonte senza luce e franato, noi, in quest'area, siamo tranquilli, strade libere e ponti aperti, nonostante la tanta pioggia. Ci siamo anche salvati dalla neve, che è vicina ma non qui.
Proseguiamo con l'opera di auto incensamento della onlus: ieri ho ordinato 2000 euro di materiale grazie ad un finanziamento arrivato proprio per quello scopo. Si tratta di materiale di uso molto quotidiano, che verrà offerto alle famiglie, come i cerotti per intenderci, o fatto girare, come alcuni giochi terapeutici, che servono per rinforzare a casa ciò che si fa in terapia.
Siamo contenti prima di tutto perché è un maggiore supporto che si offre, certamente. E poi, davvero, anche per orgoglio: perché è davvero un finanziamento arrivato per premiare la bravura dei terapisti. Nel senso che, in quanto piccola realtà, magari facciamo fatica ad accedere a grandi bandi, come quelli europei, in cui bisogna, giustamente, dimostrare competenze economiche e numeriche molto ampie; però arrivano i riconoscimenti concreti, di chi vede il lavoro quotidiano, concreto, tangibile, davvero a favore dei pazienti e non dell'associazione in sé, e quindi decide di aiutare. 
E siccome che sono lanciata nel lodare e sbrodare, ve ne conto un'altra: la settimana scorsa una terapista ha accompagnato una famiglia dal fisiatra per la prescrizione di un ausilio, per illustrare allo specialista perché è stato scelto quello. È il medico del servizio territoriale, che vediamo quindi spesso perché ha in carico parecchi pazienti. Prescrive sempre, ma fa anche sempre molte domande: perché questo, avete valutato che, eccetera: giustamente, sia per tutelare i pazienti, sia per fare prescrizioni congrue, visti i costi e il fatto che è poi lui il responsabile in caso di contestazioni da parte dell'economato dell'Asl.
La settimana scorsa ha ascoltato la terapista, guardato tutto, è stato zitto, e poi ha detto: certo che voi non ne sbagliate una.
Insomma, ogni tanto un po' di sano auto spargimento di polvere dorata male non fa.
Però adesso basta, la pianto.
Buona Giornata.
Angela