lunedì 14 ottobre 2019

Occupazioni.

Paulo Aimo Meno Tareffo è tornato al lavoro, d'accordo con il nostro dottore. Che è un altro Santo Subito. Che ci guarda e ci dice: non vi vedo proprio bene. Nemmeno noi, per altro, Dutùr (perché Piemontesi di provincia, come ama sottolineare quel Torinese di Paulo Aimo). Poi gli chiediamo cosa stiamo sbagliando, e il dottore dice: Niente state sbagliando, siete nella situazione di tutti quanti nella vostra situazione, anche meglio di altri perché vi muovete meglio, che non è proprio una consolazione.
Vabbè. Nel fine settimana abbiamo fatto lavatrici come se non ci fosse un domani, per fortuna da mesi e mesi non ci dedichiamo più comunque alla cucina, così non abbiamo avuto il problema di lavare tanti piatti e pentole; abbiamo fatto lezione di guida con la Michi sulla mitica panda ventennale; abbiamo giocato con Fabu ben 15 minuti perché ci faceva una pena infinita sempre campato lì; Paulo Aimo Tareffo ha dormito per non essere più tareffo; io mi sono portata avanti nei lavori per la onlus che ancora faccio: un po' di rendicontazione, ma poca; un po' di supporto ai terapisti, in modo che loro abbiano sempre più tempo per i pazienti: impaginare relazioni, ricerca materiale, appunti per i fisiatri con cui ci scambiamo informazioni per il nostro impegno a diffondere il più possibile un modo di lavorare buono e giusto; cercato di non pensare troppo. È un lavoro, il non pensare, sapete?
Buona Giornata.
Angela 

venerdì 11 ottobre 2019

Ma con stile.

Asterix non è passato di qui, Panoramix manco: conseguentemente, non c'abbiamo ancora quella bevanda magica.
Per cui: Paulo Aimo Tareffo è più cotto del lesso di Carrù: che nel nostro remoto nord ovest è sempre un pensiero che si apprezza, non è mica essere banalmente cotti come una pera. Va detto, però, che, se pur con stile, sempre una cottura è, e tutto ciò che è da sostenere, tipo la testa o le braccia, pesa come un macigno attaccato per miracolo.
La lavastoviglie è partita alla volta di nuove e brillanti avventure, forse è contenta di viaggiare sul furgoncino del tecnico; poiché da queste parti difficilmente ci si annoia, magari voleva riposare un po'. Indubbiamente ci sta riuscendo.
In tutto questo, Fabullo non lo so come stia. È pulito lui, ha vestiti puliti anch'essi ogni giorno, è incremato su ogni singolo punto che appoggia perché non faccia male da seduto, mangia poco ma qualcosa sì, beve quando lo desidera e la bevanda è pure corretta il giusto, dorme in un bel lettino fresco. Ma come stia ammetto che non lo so, ci guarda annaspare.
Buona giornata.
Angela

giovedì 10 ottobre 2019

Fisica e letteratura.

La novità di ieri è che c'abbiamo Paulo Aimo Tareffo, pare come mezza Italia, perché non c'è più la mezza stagione e via dicendo.
Chissà se mezza Italia c'ha Fabullo da guardare, perché poi siamo sempre lì, che i problemi veri non sono la tareffaggine, ma, dati i presupposti di base, si ha un passaggio di stato del problema, da cosa che capita a impiccio che segna le giornate in modo importante.
Mia cara, dice LA PAOLA, assai preoccupata dall'attacco delirante e conseguentemente timorosa del seguito, guarda che il Nobel per la fisica lo hanno appena dato a quei signori che hanno scoperto, tra le altre cose, i pianetini, quindi non ti addentrare nei passaggi di stato.
Giusto. Rimaniamo alla letteratura di nostra pertinenza, e diciamo quindi che quello che non c'abbiamo è la bevanda magica di Asterix, e ieri sera ne sarebbe stato necessario il mitico pentolone in cui fare il bagno.
Ma comunque.
Utilizzando il trucco dei messaggi registrati negli appunti, per avere le mani libere di fare altro, ho scritto alla pediatra per procedere nei vari adempimenti: l'ho anche riletta quella mail, giuro. E, sempre con lo stesso trucco, preparato anche mail per l'associazione che ci compra l'integratore, ma quella devo ancora rileggerla. E anche intercettato il corriere del Regina Margherita con l'integratore di carboidrati, in modo che trovasse qualcuno anche nei brevi momenti in cui ho portato e ripreso Fabu da scuola, e anche quello è fatto. 
Adesso bisogna dare una bella botta alle rendicontazioni per la Onlus, che ovviamente non è fattibile registrando mentre si mette la roba in lavatrice e si rifanno letti, perché i fogli Excel vanno guardati: ma le relazioni, invece, questa modalità la prevedono, e quindi sono programmate oggi mentre tutto viene un po' ripristinato; partendo immediatamente con la mitica lavastoviglie, che ieri sera si è piantata ma poi è ripartita, e va svuotata subito perché il tecnico sarà qui appena torno dal giro a scuola: e vabbè che è veramente di famiglia, ormai, ma anche dirgli di occuparsi dei piatti non è cosa.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 9 ottobre 2019

Adempiere.

Il tecnico della lavastoviglie è un signore veramente ma veramente simpatico, che ormai fa parte a pieno titolo della via, ieri ha già cominciato a fare amicizia con un pezzo di vicinato. Anche perché passa qui una fetta importante della sua vita professionale, diciamo così. 
Sostanzialmente ieri ha fatto un tentativo ancora prima di mettersi a cambiare pezzi: è stato qui un'ora a farla girare e, ovviamente, andava tutto liscio. È andato via, e si è messa a perdere nello scarico finale. Per cui gli ho mandato relativa foto, immagino abbia detto svariate parole non ripetibili: adesso la usiamo un po' di volte, perderà un po' di più, e poi si pianterà perché ad un certo punto si riempirà una vaschetta che non mi è simpatica e scatterà l'antiallagamento, e, a questo punto, sembra che il problema sia un sensore che si chiama pressoqualcosa che, siamo andati a controllare, è già stato cambiato quando non aveva manco un anno. Insomma, verosimilmente uno di quegli elettrodomestici partiti male, anche troppo economico, preso senza farsi troppe domande quando abbiamo adattato la cucina per il trasloco.
E quindi il tecnico torna domani.
E oggi arriva l'integratore alimentare dal Regina Margherita. E devo scrivere ad un'associazione che supporta le famiglie e che a noi compra l'integratore che ci ha prescritto l'epilettologa: ma, per comprarlo, chiede, giustamente, solo una mail di richiesta, per documentare l'uscita. Ma scriverla 'sta mail. E sentire la pediatra per il prossimo passaggio dei piani terapeutici.
Ma Signora Mia, tutte le casalinghe hanno degli adempimenti, le bollette da pagare per esempio.
Ma anche io le faccio già quelle robe lì; potete, di grazia, farmi un altro esempio che riguardi qualcosa di continuo, che fanno tutti quelli che mi spiegano come si vive, ma che non lo fanno come professione retribuita? Perché non sono abbastanza intelligente da arrivare da sola ai punti di contatto tra il mondo e il mondo all'incontrario.
Buona giornata.
Angela

martedì 8 ottobre 2019

Le pretese.

E quindi, dopo che ho trafficato due settimane per scrivere all'epilettologa per il nuovo piano del fycompa, una riga al giorno, perché qualcosa sempre andava storto; allegando anche tutti i video per l'aggiornamento sulle crisi: la dottoressa, Santa Subito, che ogni volta che penso che esiste ringrazio qualunque altissima sfera perché ci ha posizionati vicini su questo pianeta, preferisce fare un controllo anticipato di Fabu con l'ingegnere, intanto che ci consegna il nuovo piano. E ovviamente l'ingegnere è a Torino esattamente lo stesso giorno in cui dobbiamo essere in Onlus: perché al mattino arrivano i tecnici da Reggio Emilia per provare un tutore leggero per la mano, che è molto bello ma in cui credo quasi niente per le modalità con cui viene gestita la fornitura; e, al pomeriggio, arrivano i tecnici di Como per la prova del nuovo standing di Fabu, che hanno finalmente recuperato, perché lo aspettavamo da giugno, in quanto l'azienda che lo distribuisce in Italia si era piantata. Vi dirò di più: che non l'ha ancora fornito. Ma i tecnici alla fine, esasperati, sono riusciti a trovare un modello equivalente anche come codici di prescrizione, per cui è possibile bypassare quel fornitore lì.
Insomma, il 17 ottobre  queste prove vanno fatte. E quindi l'epilettologa adesso cerca altre soluzioni.
La sensazione di quando la marea avanza e si ha un piede incastrato negli scogli: ehhhh, ma Signora Mia, come la fa tragica sempre Lei! Sia easy, non pretenda troppo da se stessa, suvvia. 
Allora: uno pretende troppo da se stesso quando vuole fare il pane esclusivamente in casa, partecipare al corso di campana tibetana mettendo su i Doors (era più o meno così la canzone), fare meditazione due quarti d'ora al giorno, lavare i vetri tutti i giorni, leggere gli articoli di fondo tutte le mattine, coltivare rose.
Io, personalmente, alcuni vetri di questa casa non me lo ricordo quando li ho lavati l'ultima volta; e abbiamo deciso di rinunciare anche ai fiori estivi, quelli da bagnare, e piantare rosmarino, perché non riusciamo più a fare i 10 passi che ci separano dall'aiuola.
Mentre invece il Regina Margherita si è piantato con la fornitura dell'integratore alimentare e siamo agli sgoccioli: devo chiamare l'azienda per capire i tempi, perché se non sono rapidi, cioè entro domani, devo ordinarne uno in farmacia. E ieri il telefono non l'ho alzato.
E oggi devo aspettare il tecnico che porti via la lavastoviglie e incastrare la spesa finché Fabu è a scuola, oggi o mai più.
Ecco, non so se si sia pretendere troppo, fatto sta che il telefono per l'integratore lo devo alzare, non è metafisica.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 7 ottobre 2019

Gli sciocchini.

Facciamo così: dichiariamo in anticipo a Quelli Che Sanno che oggi facciamo solo discorsi sciocchini. Ohhh, ma brava Signora Mia, faccia così, lasci fare agli esperti il proprio lavoro.
Per cui vi conto della lavastoviglie (che non ha molto di sciocchino, osserva LA PAOLA, reduce dalla tangenziale, il che da sola sarebbe già un lavoro).
Venerdì hanno riportato la lavastoviglie. Io dovevo portare Fabu a terapia, quindi organizzati che qualcuno veniva ad aprire al tecnico, perché, appunto, la vita è sempre una scommessa ma con la tangenziale di mezzo di più. In realtà poi ce l'ho fatta ad arrivare anch'io.
Ecco qui, secondo me funziona, dice il tecnico. 
E io la attacco subito. Ok.
La sera: perde un po' d'acqua. Ma poca, se è così io la attacco comunque, e lunedì mattina richiamiamo. Ma almeno due giorni la uso e mi porto avanti. Sabato a pranzo perde un po' di più. Sabato sera si pianta: tre bip bip, l'antiallagamento. Siamo tornati esattamente da capo.
Per carità: ci sono tante cose che uno dice Cancelliamo e ripartiamo da capo. Ma non questa.
Per fortuna era a fine lavaggio e almeno quei piatti lì erano puliti, che vi devo dire. 
Ieri abbiamo lavato noi, ma anche fatto bucati, ripristinato un po' di ordine e, finalmente, anche finito di preparare la richiesta del piano terapeutico del fycompa. Adesso siamo a posto fino a dicembre che scade quello dell'inovelon.
Il succo è che, a parte la sopravvivenza, cibo e pulizia, di Fabu non riusciamo ad occuparci come vorremmo perché sia felice: perché tutto ciò che è la sua assistenza indiretta ci prende tutto il resto del tempo.
Per questo sorridiamo con tanto amore a chi ci chiede perché non usciamo a passeggio o non invitiamo gli amici a casa ormai praticamente da un'eternità. E facciamo gli sciocchini.
Buona giornata.
Angela

venerdì 4 ottobre 2019

Di originale, niente.

Sempre quelle. Spiacente. Sarà bellissimo dirne delle altre quando ci saranno da dire, ma per intanto: sempre quelle.
Il seguito di una storia come quella di ieri è l'attenzione estrema a quanto viene scritto sui verbali o relazioni di incontro. Perché quando qualcosa non è lineare, si trova la soluzione di cambiare nome alle cose.
Esempio molto grossolano, ma concreto e, soprattutto, reale. Bambino/adulto da assistere  a domicilio da parte del servizio preposto (attenzione, parliamo di un supporto di circa un'oretta a fronte di 24). Signora Mia, le mandiamo l'operatore alle 7 del mattino. Guardi, alle 7 è inutile, perché, con gli orari dei farmaci, a quell'ora si riaddormenta e dobbiamo lasciarlo riposare, non possiamo cambiare gli orari  dei farmaci perché nelle 24 ore sono tanti. Il nostro ruolo è mandare l'operatore a quell'ora. Possiamo avere un supporto diverso che comunque sia un aiuto nella giornata? Per esempio un aiuto in casa, che quindi ci permette di assistere la Persona direttamente mentre l'operatore si occupa di altri aspetti, o un aiuto economico per pagare l'operatore alle otto e non alle sette.
No. Non si può.
Scriviamo che la famiglia non concorda sull'intervento proposto.
Mah. Scritta così non rende. Perché se in ambito disabilità qualunque servizio deve strutturare un intervento personalizzato in base alle esigenze effettive, sarebbe più corretto dire che il servizio in questione non può essere di supporto alle esigenze di quella Persona. 
Passiamo al ragazzo di 25 anni. Se il Posteggio Diurno scrive che la Famiglia non concorda sull'intervento, è vero. Ma, detta così, potrebbe anche essere che la famiglia non concordi perché non è gradito il colore delle pareti, la pettinatura dell'operatore, la disposizione dei mini cactus sul davanzale.
La realtà è che non si concorda sull'intervento perché l'intervento non è congruo, perché non è quello prescritto, per altro dal centro stesso.
Quindi, non cambiamo il nome alle cose: per quel singolo utente, per quella singola Persona, il servizio non può fornire quel tipo di intervento specifico. L'intervento specifico è ciò che è inserito nella normativa sulla disabilità.
Se è necessario operare un menisco non tolgo la cataratta. Se serve una logopedista non offro un cameriere con l'insalata di avocado.
Se l'intervento (medico, scolastico, sociale) prescritto e necessario non può essere svolto da quel servizio, il sistema assistenziale deve offrire un altro servizio operativo, e non cambiare l'intervento. Perché quel servizio operativo non è idoneo. Ne serve un altro. 
Chiaramente, non è dato sapere se quel servizio non sia idoneo praticamente mai, per cui non è chiara la sua ragione di esistere.
Ecco: in questi casi le Madri Isteriche non firmano i verbali. Per cui: o si rifà il verbale, e non capita mai. O la Madre Isterica ne produce un altro, da allegare. Ovviamente, ammesso che esista un verbale, e non solo una relazione unilaterale.
E, in qualunque caso, sarebbe necessario che la Madre Isterica avesse un testimone esterno, altrimenti la Madre Isterica dice le bugie. Non so se è chiara la fatica.
Sostanzialmente:  abbiamo bisogno di questo.  Non potete darci questo? Non c'è problema: magari sarete bravissimi nel fare qualcos'altro (magari, dico), ma non quello che è necessario a noi; scriveteci che non potete darcelo, in modo da essere autorizzati a cercare altre soluzioni.
Ripartiamo dell'esempio grossolano: Il vostro ruolo è mandare l'operatore alle 7 e non cercare le soluzioni corrette (supporto economico per pagare l'operatore in un'altra ora? Aiuto di diverso tipo ma comunque utile?)? Bene, non siete il servizio che può assolvere alle esigenze specifiche di questa Persona. Punto.
Ecco, questo non capita mai e poi mai e poi mai:  spiegazione banalissima. Perché qualunque servizio di qualunque tipo sul territorio è già finanziato in maniera forfettaria, più altri contributi per interventi specifici. Se il servizio comincia a dichiarare di non essere adeguato alla richiesta, il territorio comincia a chiedersi che cosa accidenti serva pagare in maniera forfettaria la sussistenza del servizio stesso, e poi pagarne un altro.
E  quindi basta cambiare il nome alle cose:  la famiglia non concorda con l'intervento.
Però ve l'avevo detto che non dicevo niente di originale.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 3 ottobre 2019

Parole snaturate.

Vi racconto un altro pezzettino della Mamma Isterica che parla con i Fenomeni del Posteggio Diurno.
Non una novità, purtroppo no.
In tutta la discussione è emersa, ad un certo punto, la bieca affermazione: Signora, Lei prova un grande rancore, per la sua grande sofferenza, si sta facendo aiutare?
Eccoli lì, quelli con il Master in Scienze dell'Umiliazione.
La Madre Isterica ha preso in considerazione l'estintore dato in testa, poi ha semplicemente chiesto cosa c'entra questo con la prescrizione scritta dal responsabile medico del posteggio stesso, prescrizione poi non rispettata, sempre  dal posteggio stesso.
La parola rancore è di moda, ed è possibile che Quelli Che Sanno l'abbiano imparata a qualche brillante formazione.
È una parola intelligente, protagonista del bellissimo saggio scritto dal direttore del Censis, per cui è verosimile l'averla imparata a qualche congresso, prima del coffee break.
Solo che, in quel saggio, viene usata in maniera congrua: la situazione economica e sociale è oggettivamente cupa, la percezione del futuro è caratterizzata da paura e poca speranza, questa situazione è, giustamente, vissuta come un'ingiustizia, e il senso di questa ingiustizia determina rancore per qualcosa di rubato, per esempio il futuro: lo stesso rancore viene spesso direzionato verso chi, in realtà, non ne ha responsabilità, per esempio determinate categorie sociali che ci rubano il lavoro, eccetera eccetera. Ovviamente, questo rancore viene amplificato e direzionato da chi lo utilizza strumentalmente a proprio vantaggio politico. 
È una bellissima analisi, che rispecchia il mondo in cui viviamo. 
E, ovviamente, non funziona con la Madre Isterica, la parola è strumentalmente snaturata.
Perché, in ambito disabilità, i servizi preposti devono designare dei piani personalizzati, ed è la legge, non una percezione  della realtà. 
Per cui:  se il servizio sanitario deve occuparsi della riabilitazione del tronco come obbiettivo a medio termine, non può mobilizzare una mano e basta; se il servizio scolastico deve formulare un piano educativo individuale, non può avere un insegnante di sostegno che tappa i buchi dell'organico di geometria; se il servizio socio assistenziale rileva che il bisogno dell'utente è un aiuto in casa, non può offrire il laboratorio di teatro. 
Per cui Quelli Che Sanno, nello snaturare una parola che è stata utilizzata bene per spiegare la realtà, in maniera lucida, sono o disonesti o poco intelligenti. O un mix.
Perché la Madre Isterica avverte eccome l'ingiustizia,  e prova eccome rancore verso la vita che ha ridotto così suo figlio: ma quel rancore lì non è quello che manifesta verso Quelli Che Sanno, che, è vero, non possono avere colpa di quel maledetto incidente d'auto.
Però se Quelli Che Sanno scrivono su un piano individuale che l'utente X ha una necessità a cui loro devono venire incontro, dopo di che non rispettano la loro stessa prescrizione; e suggeriscono, come soluzione, la presa in carico psicologica della madre: ecco, lì la colpa c'è eccome, è un dato concreto e tangibile, e la rabbia è rivolta ad un organismo che le responsabilità le ha davvero, è scritto nero su bianco. Perché la Madre Isterica va dallo psicologo, ma al figlio non passa il mal di schiena perché sta sempre seduto.
Sostanzialmente, quel servizio non assolve al ruolo per cui è preposto e per cui viene pagato. 
Punto. 
Buona giornata.
Angela

mercoledì 2 ottobre 2019

Cambiare patente?

Anche ieri non è successo nemmeno un grosso pasticcio. Siamo sempre piantati con la burocrazia più importante, che sono i piani terapeutici, perché ne è emersa di più urgente ancora, più urgente dell'urgente, cioè le procedure per il collaudo della carrozzina. Che poi noi siamo fortunati, perché i tre quarti del lavoro lo fanno i terapisti: ma almeno il materiale lo dobbiamo preparare e  inviare noi. Così succede quando le cose si ammucchiano tanto: per cui i piani terapeutici sono importanti e urgenti, nel senso che uno è scaduto, ma stiamo sopravvivendo perché abbiamo una scorta di farmaco. Tempo due settimane e l'urgente, sempre posticipato a favore di qualcosa di più urgente, diventerà urgentissimo. 
Ieri l'urgentissimo, oltre alla faccenda collaudo, è stato il riordino casa, che si era piantato nei grandi pasticci di questi giorni. E c'erano quindi ovunque catini di roba pulita da piegare e mettere via: perché a mezzanotte si possono preparare lavatrici, perché è urgentissimo, ma  non piegare roba. Il che, appunto, però, diventa poi urgentissimo quando non ci si gira più, per esempio con la carrozzina. 
Insomma: distinguere sempre l'importante dall'urgente, la concentrazione deve essere massima. Il confine è quando tutto diventa urgente. Ecco.
Mettiamola così: siete dei piloti esperti, bravissimi. Vi destreggiate alla guida nelle strade, trovate sempre le scorciatoie, facendo tutto bene, anche quando c'è traffico, stando attenti, con l'abilità, studiando il percorso, aggiornandovi continuamente con internet e il notiziario del traffico, e, contemporaneamente, stando attenti alla macchina, mettendoci benzina, cambiando l'olio, la manutenzione, insomma.
Fate tutto bene.
Finché qualcuno vi dice: Lei è molto bravo, e quindi deve andare da Torino a Roma in un'ora. 
Semplicemente, non si può. Nemmeno con la Lamborghini della polizia. 
Servirebbe l'elicottero, ma voi avete solo la patente B.
Ecco, è quello che capita alle Famiglie Isteriche: che non ce la si fa. Si vive sempre al limite dell'urgentissimo. 
E quando si chiede l'elicottero, che deve guidare qualcun altro, per forza, succede che vi offrano un trattore Landini: che è quello che succede, ad esempio, quando la Madre Isterica di ieri parla con il Posteggio Diurno. Si riceve qualcosa di completamente inutile alla situazione.
Non ho capito che c'hai contro il mio Landini, dice il Vicino che lo posteggia qui fuori e Fabu è contento, mentre entra e si fa il caffè. Da solo, perché io non riesco più a prepararlo a nessuno.
Ma Dio salvi i Vicini che sanno sempre cosa fare.
Buona giornata.
Angela 

martedì 1 ottobre 2019

Quei Fenomeni.

Poiché ieri non è andata troppo storta, secondo i parametri degli ultimi giorni: ho pure prenotato gli rx, figurarsi; e basta, perché poi ho cercato di aver ragione dell'immenso pasticcio domestico che si è accumulato in questi giorni: ragione avuta solo in parte. Poiché tutto questo, vi conto una storia uscita in onlus la scorsa settimana.
Ragazzo di circa 25 anni, trauma cranico da incidente di 3 anni fa. Prognosi di stato vegetativo permanente, suggerimento alla famiglia di ricovero in apposita struttura.
La famiglia non accetta, chiede ricoveri di tipo diverso, vengono accontentati perché poverini, oggi il ragazzo sta seduto da solo, parla, mangia da solo, va in bagno, sta cominciando a camminare con il girello e migliora sempre. Non è tornato quello di prima ma non è, evidentemente, in stato vegetativo. Vorrei dire che la famiglia poverina e visionaria ha fatto risparmiare un sacco di soldi alla società, perché si smazza il figlio da sola a casa, mentre la permanenza nel centro di altissimo livello per lo stato non cosciente è, per le competenze richieste, costosissima: se dobbiamo ragionare così, allora facciamolo.
Il ragazzo è attualmente infilato per qualche ora a settimana in un Posteggio Diurno, in cui fanno abbastanza i fenomeni: non siamo in centro diurno ma un nucleo di recupero delle facoltà neurologiche superiori eccetera eccetera.
Potrei anche dire che è lo stesso Posteggio Diurno in cui andava a far niente la Ragazza Venuta Alta, ma andiamo oltre. Cogliamo il punto.
Il ragazzo non ci vuole più andare perché non fa niente tutto il giorno e si stufa da morire.
La mamma chiede una riunione con i responsabili e gli operatori che si occupano del ragazzo.
Ma signora non è vero che non fa niente, facciamo con lui un lavoro cognitivo continuo, solo che ragazzo non è in grado di coglierlo.
Ok,  passiamo ai dati concreti, dice la mamma.
Il vostro responsabile medico al nostro ingresso ha stilato un programma di fisioterapia,  scritto nero su bianco, che prevede tutta una serie di cose durante la giornata con circa un'ora di lavoro; mio figlio non viene nemmeno alzato dalla carrozzina, gli vengono mosse un po' le mani stando lì seduto, vuol dire che non coglie il lavoro?
Uhhhh, ma sì, è che il programma stilato dal responsabile medico va raggiunto poco per volta e i terapisti hanno cominciato. 
Peraltro il responsabile medico alla riunione non era presente, pur essendo fisicamente in struttura.
Ma veramente in tre mesi è stato solamente possibile muovere le mani da seduto? Quando a casa si alza in piedi con aiuto, cammina con il girello con aiuto, e quando esce di qua ha mal di schiena perché è stato seduto tutto il giorno?
Guardi che comunque come struttura saremmo obbligati a fornire solo 6 minuti al giorno di fisioterapia e guardi invece quante cose facciamo noi.
Immagino che la madre abbia valutato se stendere loro i tappeti rossi per questo grande impegno, magari sentendosi anche un pochino in colpa per tutte le sue pretese.
Dopo la valutazione, ha deciso di dare un'altra risposta.
Ma quel programma l'ha stilato il vostro responsabile medico.  Per cui: o il responsabile medico non sa quello che scrive; oppure vi proponete come un centro (di Fenomeni) che fa delle cose che poi non fa, e si viene qui per non stare a casa magari perché le famiglie hanno necessità di un posteggio.  Però allora dite le cose come stanno.
Apriti o cielo. Le nostre competenze, La grande attenzione per i pazienti, La sofferenza delle famiglie che non fa percepire la realtà nel modo corretto, né come stanno le cose per quanto riguarda le competenze dei propri figli o marit o mogli, né per il servizio eccellente effettivamente offerto. Insomma noi fenomeni abbiamo veramente tanta pazienza, con voi Madri Isteriche.
Poche ore dopo, a fine giornata, viene richiesto alla madre di portare il girello l'indomani per far camminare il figlio.
Insomma il grande programma attentamente calibrato è cambiato in poche ore: verrebbe da dire che almeno un po' di furbizia si poteva dimostrare, e magari chiedere il girello la settimana dopo.
La Madre Isterica è ovviamente furente e non vive la faccenda come una vittoria: perché Il passo successivo sarà dimostrare ogni giorno che il girello non è utilizzabile, perché il ragazzo non se la sente, perché non si sente bene, perché non è orientato, perché lo vedono troppo stanco, perché si sente troppo sotto pressione e quindi non riesci a gestire le proprie frustrazioni, eccetera eccetera eccetera.
Roba da scrivere la previsione di come andrà tutta la faccenda, chiuderla in una busta e depositarla dal notaio e farla tirare fuori ridendo quando verrà comunicato alla famiglia che il programma stilato era corretto, ma sono loro ad avere avuto troppa fretta.
Buona giornata.
Angela

lunedì 30 settembre 2019

È che la geometria bisogna studiarla.

Sempre a proposito di geometrie: se una è sempre stata rapa non è che possa diventare, che ne so, orchidea. Ma nemmeno pratolina o begonia, se è per questo. Immagino sia questo il motivo per cui, nelle suddette geometrie, proprio bene non ci siamo orientati. E quindi siamo più o meno, come stanchezza, al punto di venerdì. E, come progressione nelle cose da fare, pure; siamo onesti, non facciamo le piattole sempre: ho cucinato le melanzane, ecco, in tempo prima che andassero a male.
Allora: venerdì ho fatto riposare Fabu senza portarlo a scuola perché a mezzogiorno dovevamo uscire per andare in onlus a ritirare la nuova carrozzina, e sarebbe stato un lungo pomeriggio di prove. 
Mi sono organizzata tutta bene, perché volevo uscire di casa lasciando ordine, soprattutto con i piatti lavati, perché poi se ne sarebbero aggiunti altri. Alle 11 Fabu aveva mangiato, i piatti erano lavati. Rimaneva da riordinare, che vuol dire ad esempio risistemare tutti i farmaci, catini, saponi, roba da lavare; fare pranzo io e vestirmi per uscire, pensare alla lavatrice. E squilla il telefono. 
Il tecnico che ha già la lavastoviglie sul furgone e ce la porta, ho cercato di fare in fretta perché so che ne avete bisogno: io devo uscire a mezzogiorno. Ce la facciamo, dice lui.
Per cui riordino come un tornado, il tecnico arriva, si mette al lavoro, io porto Fabu in bagno, preparo lui, preparo me, preparo le cose per uscire, il pranzo poi domani. La lavatrice chissà.
In realtà va tutto per le lunghe perché installare in quella nicchia è complicato. Dico al tecnico di stare tranquillo, lo ringrazio per la fatica, dico che posso anche uscire un quarto d'ora dopo, è solo meno tranquillo il viaggio ma ce la faccio, ma vado comunque a recuperare qualche vicino che stia lì, e che poi chiuda.
In realtà a mezzogiorno e un quarto era fatta, ho lasciato tutti lì a farsi il caffè, chiudete poi le finestre e tiratevi dietro la porta, grazie grazie grazie al tecnico per il lavoro rapido.
A quel punto voliamo in onlus, va tutto bene, il sistema posturale viene composto lì, è perfetto, veniamo via alle sei stravolti: Fabu aveva un sonno  mai visto, io avevo bisogno di cibo serio. Entriamo in tangenziale e basta, nel senso che ci fermiamo subito lì. Incidente, coda chilometrica. Arriviamo  a casa dopo un'ora e mezza, Fabu che piangeva, che poi non ha praticamente cenato, speriamo sia solo stanco. La lavatrice di oggi verrà gestita domani: ma intanto tutto va in lavastoviglie, alleluia, meno male anche perché era la sera della frittata.
A dormire a mezzanotte meno qualcosa. A mezzanotte e qualcosa Fabu comincia a tossire, pieno di catarro. Facciamo un puf, domani che è già oggi partiamo con l'areosol, speriamo in bene. 
Andiamo in cucina, la lavastoviglie girava e tutto era allagato. Acqua ovunque.
Vi risparmio il resto della notte. A cui si aggiunge Fabu che tossiva.
Ad un certo punto ci siamo alzati dal letto alle otto e mezza. Piallati. Mettiamo su una teiera di quelle ai limiti della legalità per quello che ci mettiamo dentro. Uno si occupa di Fabu e dell'areosol, respira bene, cerchiamo solo di togliere il catarro fastidioso, che non faccia pasticci.
L'altro lava il pavimento perché era solo stato asciugato, gestione lavatrice, mettiamoci dentro tutti gli stracci usati per l'allagamento, tutti i panni puliti che aspettavano il riordino avrebbero aspettato ancora, le melanzane non ne parliamo. Poi uno deve fare la spesa. Michi, oggi niente cavallo, porta pazienza. Intanto alle nove e un quarto, avanzando come zombi, abbiamo chiamato il negozio di elettrodomestici per raccontare il fattaccio: ommisignùr, avvisiamo il tecnico che oggi è a riposo e vi chiama lunedì. L'unica consolazione è che la lavastoviglie aveva già lavato quando ha allagato tutto.
Procediamo sempre come i cadaveri. Alle dieci suona il campanello perché il cancello era rimasto chiuso, non sono i vicini perché si annunciano anche chiamando dalla strada, è un furgone, è il tecnico, che Dio lo benedica. Sono mortificato, ho lavorato in fretta perché so che avete bisogno, e si sbaglia sempre a fare presto, guarda lì. Tra l'altro ho provato a chiamarvi per dirvi che arrivavo, ma non funziona. Controlliamo: linea isolata. Alla faccia delle geometrie cosmiche.
E quindi riporta via il tutto, riasciughiamo il pavimento perché un po' di acqua è uscita ancora.
A mezzogiorno passato esco a fare la spesa, vado in edicola perché un nostro lusso settimanale è il quotidiano del sabato, con tutti gli inserti, così leggiamo una settimana. L'edicola stava chiudendo ma mi sporge il giornale. Volo a far la spesa.
Torno a casa. Nel quotidiano c'è la rivista, ma non l'inserto. Allora ditelo.
Insomma, il lato positivo è che la casa non si è più allagata,  non avendo la lavastoviglie.
Ci siamo ripresi ieri pomeriggio, più o meno. Quando a forza di procedere molto piano avevamo recuperato un po' di forze, messo a posto il più grosso e, appunto, cucinato le melanzane, che vuol dire, tagliate, messe nel sale, lavate, piazzate in forno a gligliare, nessuno si aspetti chissà che. Il telefono funziona di nuovo, non per merito nostro, si sarà messo una mano sulla coscienza. La tosse va molto meglio.
Con la burocrazia, siamo allo stesso punto di dove siamo rimasti. 
E decidiamo che domani non vi racconto deliri analoghi perché tutto gira dritto.
Buona giornata.
Angela

venerdì 27 settembre 2019

Cercasi nuove geometrie.

Certo che le ragazze quadrupedi là sul Golfo di La Spezia, la mattina, sono pettinate meglio di me, ne sono certa! Lo so che il paragone non è proprio per la quale, perché ci va proprio poco. Però secondo me sono bellissime, chissà che boccoli, chissà che onde!
Stamattina la forma fisica non credo mi permetterebbe di correre la maratona di New York, presumo nemmeno l'Ivrea Mombarone. Ma non ho mal di testa, ed è un traguardo pazzesco dopo una simile settimana.
Ieri i programmi non sono nuovamente stati rispettati, ma almeno qualcosa è andato avanti: nel senso che avevo già messo da parte svariate cose, ma volevo prenotare i farmaci in ospedale e cucinare le mitiche melanzane. Per cui: mentre badavo a Fabu giravo con il telefono in viva voce facendo il numero ma non ho mai preso la linea, e nel pomeriggio non sono più riuscita dal cellulare. 
E appena rientrata, dopo aver depositato Fabullo a scuola, ha chiamato Paulo Aimo Operativo per dire che stava per arrivare un tecnico per la lavastoviglie. In casa era esplosa la bomba della preparazione mattutina, per cui come un ciclone ho reso il tutto praticabile. Il tecnico è giunto, la lavastoviglie non l'ha riparata ma portata via; che volevo piangere, ma l'alternativa era comunque aspettare l'assistenza fino al 10. 
Poi Fabu usciva presto per le terapie, e quindi ho finito le urgenze, le melanzane sono sempre pazienti in frigo, e lì resteranno anche per oggi: perché abbiamo Ia  consegna della nuova carrozzina, e sarà un lavoro assai lungo. E siamo già felici perché utilizzeremo una nuova imbottitura appena importata sul mercato italiano dall'Australia, con un codice e quindi prescrivibile, che però richiede un bel lavoro per adattarla perfettamente ad ogni schiena: e i tecnici oggi arrivano con tutto, sega e quant'altro, trasferendo in onlus l'officina ortopedica per Fabu ed altri pazienti, così non viaggiamo noi e Fabu è in un ambiente confortevole.
Però, appunto, le melanzane restano lì e chissà come andranno a finire. E l'altra cosa che lì resta, per ieri e per oggi, sono le ragnatele al posto della lavastoviglie, perché non ce l'ho fatta a partire di aspirapolvere.
Vabbè. Se non altro, appunto, non è successo nemmeno un guaio complesso. Speriamo di essere entrati in una nuova geometria cosmica.
Buona giornata.
Angela

giovedì 26 settembre 2019

Niente melanzane.

Ok. Deve essere un modo per ridere. Non è possibile. Facciamo che continuiamo a cogliere punti, neanche fossero ciliegie di quando ancora c'erano le mezze stagioni: e lasciamo appunto perdere a cosa serva la raccolta punti; pentolini, coppette per la fonduta, asciugamani di improbabili misure, tazzine che uno apre il bar sport, solitamente non hanno proprio senso tutte le storie di bollini vari; per cui mi viene solo da ridere, perché faccio finta molto bene.
Allora: ieri mattina decido che tra le varie cose il freezer andava sbrinato. Non ci stava più niente, un cassetto non si apriva più, la spesa era sempre più complicata.
Per cui ho per forza infilato quella brillante attività nell'agenda quotidiana, tra prepara Fabu lavalo vestilo mangialo portalo a  scuola riportalo a casa riportalo in bagno mangialo di nuovo rimettilo a letto alzalo dal letto eccetera eccetera eccetera più la burocrazia più la preparazione della cena che comprendeva anche le melanzane grigliate per avere un'alimentazione sana e varia prima che andassero a male in frigo più la lavatrice.
Tutto così, senza virgole, con i verbi che diventano transitivi perché si fa prima.
Stava funzionando, concentrazione massima, dal mattino presto, pentolini bollenti in freezer stando attenta che l'acqua fosse sempre calda da vapore, stracci per terra, catini per raccogliere l'acqua, tutte le altre incombenze incastrate in mezzo. Riportato Fabu a casa, sistemato, rimesso a letto, e il freezer era a posto.
Ok, adesso, riordino la cucina da pranzo e colazione e, negli intervalli da Fabu, mando avanti il resto.
Ficco tutto in lavastoviglie e quella si impana. Bòn. Non funziona. Non ci credo. Non ci credo. Intanto Fabu era già da alzare. E aveva sete. Ma anche sonno, ma anche stufo, ma anche stanco di stare su e poi stanco di stare giù.
E quindi? E quindi niente, ho lavato i piatti, che comprendono sempre infiniti bicchierini e misurini e cucchiaini per la preparazione farmaci; ho chiamato l'assistenza, che viene il 10 ottobre, il 10 ottobre, ma non può essere. 
E basta, tutto il resto non ci è più entrato nella giornata, meno che mai le melanzane.
E oggi andiamo a fare le terapie, domani c'è la consegna delle carrozzina nuova, che sarà lunga, quindi quello che si può si sposta nel fine settimana, che mi viene già da piangere, e vorrei     anche cercare un altro tecnico che venga prima: ma quando incastrare sia la ricerca, sia il suo eventuale arrivo, non lo so.
Per cui, appunto, deve esserci qualcosa di buffo in tutto ciò, che non colgo in quanto poco duttile. 
Buona giornata.
Angela

mercoledì 25 settembre 2019

Il punto è colto eccome.

Vi abbraccio tutti, perché ieri ci avete tirato su il morale in una giornata con i postumi post giornata da incubo: però lo dico in tutta sincerità: proprio meglio di Bruce non credo di aver cantato, suppongo di no.
Ieri abbiamo recuperato un po' sulla tabella di marcia settimanale: purtroppo non sulla burocrazia. Sono riuscita ad andare a spedire le raccomandate per la onlus, a ordinare del materiale che serviva e basta. Poi il recupero è avvenuto, in parte, sul riordino casa, e solo in parte. Manca tutta la parte che riguarda Fabu, oggi spero di fare qualcosa per il rinnovo di un piano terapeutico; l'ordine ospedaliero domani comunque, perché oggi è chiuso. Ma oggi Fabu entra alle 10 ed esce alle 13, mah, vedremo.
Ma Signora Mia, dicono Quelli Che Sanno, è ridicolo che Lei utilizzi un blog per raccontare a tutti che non ha tempo. Non è ridicolo, dico io, è proprio lo specchio delle giornate delle Famiglie Isteriche: e non è vero che è la situazione di tutti quanti comuni mortali. Non lo è perché è di molto maggiore la quantità delle incombenze quotidiane che non può mai essere rimandata. Si può demandare al futuro anteriore il lavaggio dei vetri; ma non l'accudire Fabullo a tutte le ore di tutti i giorni, e nemmeno il preparare e somministrare farmaci, e, appunto, fare gli ordini dei farmaci stessi. E anche, per esempio, prenotare rx di controllo, me ne ricordo adesso.
Quindi, l'affanno continuo è più che mai cogliere il punto. E io lo racconto.
Buona giornata.
Angela

martedì 24 settembre 2019

Annullo l'iscrizione.

Ieri è stata una prova di sopravvivenza, almeno lo spero. Perché se quella è una giornata normale io dichiaro forfait subito: tenendo conto che era solo lunedì, che oggi è l'ultima giornata di tempo pieno per Fabu nella settimana, e che quindi da domani in poi è peggio.
E se, eventualmente, è stata una prova di sopravvivenza per avere dei punti, ditemi cosa si vince: la batteria di pentole non mi serve, tanto non cucino più nulla che non sia alimentarsi; e se mi sono iscritta ad una gara senza accorgermene, ditemi dove sta il link per annullare tutto, ci deve essere, per la legge sui dati sensibili.
Perché in tutto il cine, in tutta la complessa tabella di marcia, capitano gli imprevisti, e non sono stati romantici e nemmeno epici: Bruce Springsteen non ha festeggiato qui il compleanno, per intenderci. 
È che ho messo Fabu in bagno prima di uscire, e lui bravissimo ha fatto pipì, che però è andata dappertutto: chissà perché, qualcosa di sbagliato nel posizionamento del seggiolino. Solo che era tutto tardi.  E far uscire il seggiolino dal bagno voleva dire pulire anche corridoio e cucina.
E quindi ho lasciato la carrozzina fuori, alzato Fabu di lì, piantato lì tutto in condizioni pietose, andata a scuola, deciso che il secondo giro per il girello non era possibile e lo avrei portato quando tornavo a prenderlo, tornata a  casa, ricordata che tra le urgenze c'era un ritiro farmaci in farmacia: obbligato, perché uno era finito e mi serviva per la sera perché vengono dati, giustamente, contati. Ma lì era impossibile far coincidere tutto, perché poi il dottore per Michi finiva l'ambulatorio. Allora per la farmacia ho attivato la rete di Quelli Che Fanno (che, per oscuri motivi, fanno venire il nervoso a Quelli Che Sanno, che ora alzano il telefono per confermare che La Signora è sempre polemica ma non fa mai riferimento a noi. Che strano, dico io.) e i farmaci in giornata erano a casa. Andate dal dottore, che ha rifilato a Michi il cortisone. Sempre con il pensiero del bagno che ovviamente era lì che aspettava, perché non si poteva ripulire prima. Tornate, subito il pranzo così Michi tareffa poteva iniziare il cortisone velocemente, e poi preparazione cena, due filetti trasparenti di pesce buttati lì con un  ciuffo di maggiorana e un cucchiaio di vino, cuocete da soli perché io non ho tempo di occuparmi di voi. Riordino cucina che era un manicomio dalla mattina, ancora con le bacinelle per lavare Fabu, spegni il pesce, carica la lavatrice, parte alle 19. E poi ho affrontato il bagno, un'ora di lavoro intensa. Lava e rilava. Ed è stato l'imprevisto che, a questo punto, ha già impanato la settimana, perché in un'ora avrei radunato mille cose.
Poi ho caricato il girello, fatto gasolio, scaricato il girello, preso Fabu, portato a musicoterapia, e intanto ho fatto l'ordine per gli integratori di carboidrati.
Però Fabu aveva la faccia più felice del mondo alla sua lezione di musica. E, io, ovviamente, ho cantato Springsteen tutta la tangenziale. In modo magistrale, neanche a dirlo.
Mammasantissima.
Buona giornata.
Angela

lunedì 23 settembre 2019

Le tabelle di marcia che non marciano.

Grazie perché siete stati con noi. È incredibile come nel Mondo all'Incontrario alcuni dei momenti più difficili siano quelli che per il pensiero comune sono quelli più belli.
Varrebbe la pena riflettere sulla fragilità delle cose, su ciò che si dà per scontato e, forse, non lo è. Meglio non farlo, perché un'altra delle caratteristiche fondamentali per sopravvivere nel Mondo all'Incontrario è andare oltre, soffermandosi solamente su ciò che davvero illumina ed è bello da pensare, una specie di posto caldo in cui stare: per esempio, appunto, il fatto che gli Amici siano stati con noi.
Allora vi conto che oggi Fabullo comincia a fare il tempo pieno, il lunedì e il martedì, per cui avrò più di due ore di seguito per portarmi avanti sulla tabella di marcia. Usciamo una mezz'oretta prima per andare a musicoterapia.
MA, scritto in stampatello come le cose che fanno cambiare i programmi, la Michi è tareffa: tutta rotta e senza febbre, niente di preoccupante, solo che ha una ghiandola bella gonfia e quindi lascio Fabullo a scuola alle dieci, faccio un secondo giro a scuola per lasciare il girello che ho recuperato sabato dalla onlus, e poi la porto dal dottore che oggi è nel paese vicino: giusto per capire se va bene ciò che stiamo facendo, cioè niente e aspettare che passi, o se questa ghiandola richiede altro.
Quindi ho già provveduto  a cancellare dalla lista i tre quarti delle cose, perché dal dottore ci passeremo la mattina. RImane la preparazione della cena perché poi stasera è tardi e scrivere alla dietista mandando la richiesta per la fornitura degli integratori, caricamento lavatrice e sua programmazione per le ore 19, che sono tra le faccende urgentissime.
Si spostano le raccomandate per la onlus, la prenotazione degli rx di controllo, il caricamento delle fatture della onlus per le rendicontazioni, il riordino della biancheria pulita, gli ordini dei farmaci alla farmacia dell'ospedale, il contattare l'epilettologa per il rinnovo del piano terapeutico del Fycompa, che erano le urgenze.
Le cose ordinarie non sono nemmeno contemplabili.  Mammasanta.
Buona giornata.
Angela 

venerdì 20 settembre 2019

Davvero.

Quel Matematico di Davide è un genio. Lo diciamo sempre, ma ogni volta di più. E certo che lui ha colto l'essenza, e si è studiato per bene il prof di mate. Auguriamo a Davide che si appassioni, è una  delle cose più belle che possano capitare a scuola.
Allora, oggi è il compleanno di Fabullino. Sarà una lunga giornata. Lunghissima. Tremenda.
Ma saremo bravi. Bravissimi. Giuro. Ci godremo e assaporeremo tutto l'Amore degli Amici che ci circondano sempre, vicini e lontani.
Staremo attenti ai pensieri, ai Come poteva essere. Scivoleremo cauti ma rapidi, procedendo alle sostituzioni, tipo: guarda che è finito l'orzo soffiato per la colazione vedi se ce n'è ancora in casa, prendi la cesta con le bottiglie e vai alla casetta dell'acqua, ma quando portiamo via la plastica che è un pasticcio. Ci aggiungerei anche Mammasanta il thè oolong all'osmanto quanto è buono con pane e marmellata. Ci concentreremo su ogni chackra che il Dalai Lama è un dilettante.
Ce la faremo.
Vi abbracciamo. Davvero.
Buona giornata.
Angela

giovedì 19 settembre 2019

Solo per ridere.

Facciamo che oggi non vi racconto niente di socialmente utile. Una roba innocua, per ridere; o, per lo meno, su cui abbiamo riso noi e su cui continuiamo a farlo tutte le volte che ci pensiamo. Mi è venuta in mente pensando a Donna Paola da La Spezia che fa due parole anche con i sassi. Insomma, Dio salvi le risate. 
Ma certo, Signora Mia, quello deve fare lei, concentrarsi solo sulle piccole cose piacevoli. Va bene, dico io, valutando se avrebbe un senso utilizzare cartucce soporifere da elefante, per fare dormire Quelli Che Sanno per qualche mese, il tempo di godersi il tempo senza di loro, una piccola cosa piacevole, appunto.
Allora: quando eravamo in vacanza nel piccolo villaggio di cento anime nelle colline tra Saar e Renania, portavamo a spasso Fabu più volte al giorno, a prendere il fresco. Ovviamente abbiamo chiacchierato con la gente, soprattutto verso sera, quando tutti tornavano dal lavoro ed erano in giardino (che per i tedeschi tornare dal lavoro vuole dire le cinque, non le otto e ventitré): tutti sapevano che eravamo gli Italiani che stavano dai Triem, eccetera eccetera. In queste passeggiate, rapide e in ciabatte, per intenderci, la Michi se ne stava sui divani a farsi gli affari suoi, giustamente.
Un giorno Michi ed io tornavamo con il furgone dal supermercato, che era a pochi minuti in macchina di stradette su e giù. Entriamo nel villaggio e al nostro passaggio un tizio si sbraccia per salutare e io faccio ciao.
E Michi, con la faccia da extraterrestre: ma chi è? È il marito di quella signora simpatica che ti dicevo, quella che la zia ha le mucche là in fondo....
La Michi annuisce con la faccia ancora un po' così, come dire, frastornata, come chi esce da un'esperienza difficile. 
Ok, ok, è solo che per un istante ho temuto che capitasse come con LA PAOLA. Mi sarei buttata giù dal furgone.
Uhhhh, beati voi che avete dei figli che non sono noiosi.
Tutto perché quando io e LA PAOLA ci incrociamo in macchina ci salutiamo clamorosamente, oltre che calorosamente: clacson, braccia di fuori,  cose così. Se una delle due è a piedi, ci si posteggia dove c'è posto, tipo in mezzo alla strada. Qualora Michi sia presente, la fa lunga e vuole scomparire.
Ecco perché aveva quella faccia lì, come se avesse appena scampato chissà quale pericolo.
Io le ho spiegato che lì nel villaggio non facevo queste scene qui: TRANNE CHE se fosse comparsa LA PAOLA che ci faceva una sorpresa. E io mi buttavo dal furgone e chiedevo asilo politico, ribadisce la noiosa.
Ovviamente ha poi raccontato tutto a Paulo Aimo, e a tutti quanti. Però tutti, compresa LA PAOLA, le hanno spiegato che tra genetica e influssi ambientali è verosimile che anche lei diventi così.
Pare preoccupata dalla prospettiva.
Buona giornata.
Angela