giovedì 30 aprile 2026

La mentecatta.

 Cranio infilato nella TAC e anche uscito dalla TAC stessa.

Dovremmo capire se riusciamo ad avere i risultati in tempo utile per andare alla visita dallo specialista o se rimandiamo la visita.

E lo capiremo lunedì.

Solo per dare un'idea di massima di quanto sono stordita: dovevo essere all'alba in un posto accreditato ad Ivrea, dove si va sempre, non lontano dall'ospedale. Ivrea tutto è non lontano, essendo una città piccolissima.

Ci sono arrivata al volo perché sono partita prestissimo e le rotonde centrali erano ancora vuote.

Per cui ho attraversato la rotonda dell'ospedale deserta, fatto che meriterebbe di essere immortalato, perché a memoria d'uomo è rarissimo, e mi sono arrampicata su per la collina.

Quando sono arrivata davanti all'edificio mi sono resa conto che, secondo me, l'edificio non era quello, lì probabilmente ci abitava qualcuno che conoscevo chissà quanto tempo fa, che non mi ricordavo più chi, nella stessa via, per carità, non era troppo sbagliato ma nemmeno giusto.

Quindi mi sono data dell'idiota data integrale, ho posteggiato dove era possibile, sono andata a piedi e davanti a quella casetta sono uscite due persone a cui ho chiesto informazioni: queste  hanno guardato me medesima stravolta, loro hanno fatto un'espressione altrettanto stravolta nel vedermi, ci conoscevamo di vista ma sono stati gentili e non hanno commentato la mia evidente tuonataggine. Avevano scritto in fronte: ma di qui alla clinica ci arrivi solo a piedi per i sentieri, cosa ti viene in mente

Era vero, probabilmente l'avevo sempre saputo perché fa parte della quotidianità di chi è sempre vissuto lì come tutti noi, ma chissà cosa mi è venuto in mente, lo dico anche io.

Quindi mi hanno risposto gentilmente dandomi del lei, scenda dalla collina rifaccia la rotonda prenda per Aosta e si trova la clinica a sinistra, l'ingresso è su quel lato lì.

Ovviamente era su quel lato lì, me lo spiegavano e mi davo mentalmente della mentecatta.

Con il mio pensiero geografico malsano, ancora un po' scollinavo il Mombarone per fare una TAC: il quale Mombarone aveva il cappello, o che fa brutto o che fa bello.

Quindi sono ripartita al volo, erano passati pochi minuti e la rotonda dell'ospedale non era più come prima, su due corsie c'erano almeno quattro macchine, per di più in questo momento, causa il cantiere della ferrovia, un senso unico è un doppio senso e arriva il triplo del traffico, ma comunque stavo davanti allo sportello giusto dell'accettazione con 10 minuti di anticipo.

Diciamo che sono più preoccupata per il rimbambimento che altro.

Il Vicinato attendeva il mio ritorno. E quindi? E quindi mi sono persa. Ma dove? A Ivrea.

Silenzio.

Che sia un ponte di riposo, Amici Amatissimi, ve lo auguriamo con tutto il cuore.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 29 aprile 2026

Vo'

 Boh, sto partendo per andare a fare la TAC perché me l'hanno messa all'apertura del servizio per infilarmi con la richiesta prioritaria, e quindi parto all'alba: anche perché Ivrea va attraversata nell'ora di punta in cui tutti su muovono, ed è una piccolissima città arroccata con un traffico incredibile, e per di più attualmente senza ferrovia giacchè si scava la montagna per rifarla.

Per di più sono abbastanza rintronata, quindi è il caso che me la pigli con molta calma.

Ieri senza antibiotico per il secondo giorno il dolore pian piano ha cominciato a tornare, vedremo un po'. Più che altro bisogna capire quando riusciamo ad avere i risultati, e intanto con il Medico Santo Subito ci siamo portati avanti, fissando una visita dall'otorino che al massimo si annulla.

Vado.

Vi abbraccio.

Buona Giornata.

Angela

martedì 28 aprile 2026

Voi che siete gentili.

 



Come sempre, del 5per1000 per AperCrescere, voi ce lo dovete dire a tutta la famiglia, a tutta la famiglia allargata, a tutta la famiglia inventata, a tutta la famiglia di qualcun altro, alla foca con Pluto nei cartoni animati, a quello che l'ha disegnata, a quello che vi ripara il rubinetto, a quello che vi mette la benzina, che vi vende i bocconcini i maggiolini e le rosette, che installa il wi-fi, che vi dice che dovete tagliare il prato perché così non è bello, tanto mica lo taglia lui.

A tutti.

E dovete aggiungere che ogni singolo soldino va a sostenere le terapie, e tutto ciò che è strumento per le terapie, perché tutta l'organizzazione burocratica e amministrativa e progettuale è tenuta in piedi dai volontari con tantissimo lavoro dietro. 

E voi questa cosa ditela bene, perché io la dico sempre male, con i fumi che escono dalle orecchie, gli occhi iniettati di sangue, e la faccia verde: perché mi ritrovo sempre a dirla alla quinta essenza di Quelli Che Sanno, che finanziano, o dovrebbero finanziare i progetti: i quali mi rispondono che però loro non vogliono finanziare l'attività, per quelle bisogna arrangiarsi da soli, vogliono finanziare l'apparato organizzativo perché così si vede che è una roba seria.

Io faccio sempre notare che se l'offerta è qualitativamente così alta in persone, mezzi, modi, e tempi, è evidente che dietro ci sono dei volontari con grandi competenze che mandano avanti la baracca, e quindi l'organizzazione è eccellente: e allora perché accidenti dobbiamo pagare un informatico se noi l'informatico ce l'abbiamo gratis? O la commercialista? O la supervisione di terapisti di riferimento a livello nazionale? Se lo fanno con il cuore per mandare avanti l'associazione, perché dobbiamo pagare qualcun altro e non sostenere invece le terapie? Ma su questo argomento veramente chi dovrebbe finanziare non ci sente, in compenso però propone aziende che lavorano nell'indotto del terzo settore che fanno capo a loro stessi medesimi a cercare bene gli agganci.

Ah, ecco.

Questo dovete dire a tutti, perché siete più gentili di me e lo dite meglio.

Ma sì, i fiori di gaggia in pastella qui sono comunissimi, appena sbocciano e prima che si riempiano di formiche, è proprio una roba che si fa dalle ere geologiche. Sono buonissimi, ovviamente con l'arte della pastella, che non mi appartiene, ma il Vicinato li fa splendidi.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 27 aprile 2026

Informazione preventiva per lo straccivendolo.

 Diciamo che essere stati in due in casa è stato indubbiamente un bel sollievo. Le mie povere ossa del cranio sono state dolenti in modo sostenibile, ma un prezzo alle dosi cavalline di antibiotico si paga, e quindi la condizione generale era passibile di valutazione da parte dello straccivendolo: che avrebbe offerto poco assai, troppo straccio per essere interessante in quanto straccio.

Gli antibiotici sono finiti ieri, e speriamo di non ripetere l’esperienza della scorsa settimana, quando le stilettate sono ripartite a palla entro poche ore. Anche perché mercoledì c’è la tac, ma bisogna anche arrivarci.

In più Fabullo sabato ha cominciato a respirare male: non una tragedia, non un’emergenza assoluta, ma qualcosa c’era. C’era di guardia proprio la Palliativista  Santa Subito, a cui abbiamo mandato immediatamente un video, che ha confermato che era necessaria immantinente un areosol anche con il cortisone, e poi avremmo navigato a vista.

Nel pomeriggio la situazione si è stabilizzata, è stato visitato, non l’abbiamo portato a spasso perché era stanchissimo.  E abbiamo appunto mantenuto lo sguardo sul breve termine, gli scogli vicini. E per adesso è andata.

La primavera è in sboccio e gli ibischi, tre, sono pieni di pidocchi che fanno paura. Ho detto al Vicinato che sarei andata a caccia di coccinelle da mettere lì a mangiare pidocchi: loro hanno detto che apprezzano la mia saggezza, che si augurano che ne trovi almeno un milione di coccinelle perché la faccenda sia significativa.

Sempre detto che la progettualità è regolarmente fuori contesto, lo dimostra anche la lotta ai pidocchi degli ibischi.

Però mi hanno portato le frittelle di fiori di acacia.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 24 aprile 2026

Zero pareri.

 Le cose che vanno bene sono delle altre ma, quando tutto va malissimo, appena va un po' meglio va subito bene.

Non so se è chiaro, ma secondo me sì.

Vuol dire che ieri nessuno ha pensato che mi venisse un infarto, riuscivo a stare in piedi,il dolore era tanto, ma non come il giorno prima. Sicuramente perché ho lasciato perdere la codeina, e tutti i suoi effetti collaterali, a fronte di un'azione sul dolore veramente irrisoria; e, secondo i dottori, il dolore sia un po' ridotto perché l'antibiotico fa nuovamente effetto, e quindi chissà cosa vuole dire. Più che annaspare fino alla tac non possiamo.

Diciamo che, se la settimana precedente è stata da dimenticare, su questa preferisco non esprimere neanche mezzo parere.

Buona Festa della Libertà, Amici Amatissimi, che sempre ci ricordiamo che non è in regalo.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 23 aprile 2026

Uranico.

 I dottori hanno parlato con l'otorino che ha detto che non va bene l'aerosol ma servono i lavaggi. E poi non bastano gli antidolorifici da banco, serve qualcosa di più tosto per questi dolori. 

E serve la tac, per capire cosa c'è.

I lavaggi? Ma come faccio con questo male.

Provi, è necessario.

Così ho fatto e il dolore è arrivato su Urano. Per altro senza che il naso o gli occhi comincino a gocciolare.

Quindi mi hanno dato la codeina al volo e un'ora dopo avevo la nausea, mal di stomaco esteso a tronco e torace, la pressione minima è arrivata a 55 dopo mezz'ora di riposo sdraiata.

Il mal di testa però era passato.

Dopo tre ore stavo meglio, nel senso che stavo seduta.

Il male al cranio era già tornato, abbondantemente. Un picchetto, che terrebbe fermo un igloo in Patagonia, attualmente nell'occhio sinistro.

Alle 4 mi sono sentita di pranzare e tutti i presenti hanno convenuto che mi meritavo latte e biscotti. Il conforto delle cose morbide e profumate, come le coperte arancioni, la luce calda del pomeriggio, i cuscini a fiori, la crostata e il ronzio delle api laboriose quando si riposa. Tutto questo e molto altro, nella tazza di latte e biscotti.

Mercoledì prossimo faccio la tac. 

Pietà. 

Però siamo stati fortunati perchè la giornata di Fabullo è stata stabile.

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 22 aprile 2026

Micheal Jordan

 Paulo Aimo Occhio di Lince sta continuando le medicazioni dell'occhio, ma va veramente sempre meglio.

La prossima settimana andrà a visita a due mesi dall'intervento e poi subito dopo a rifare gli occhiali, perché il principale problema attuale è che gli attuali trifocali non vanno più bene, perché l'occhio operato ci vede molto meglio. Ma il chirurgo ha detto che era necessario attendere almeno 60 giorni, perché la macula si sarebbe ridistesa ulteriormente, e quindi c'era un po' più la garanzia di una situazione stabile.

Io invece vado nuovamente con la felpa con il cappuccio in testa, perché mi sento tanto Michael Jordan, soprattutto per l'altezza.

Il dolore è ritornato: è passata la palliativista che ha detto che dopo le dosi  introiettate, utili ad un intero ippodromo,  poteva esserci ancora un po' di dolore ma non così, e comunque non il nuovo peggioramento. 

Quindi sono stata nuovamente visitata, tutti i punti mi hanno fatto malissimo e si è scatenato nuovamente il profluvio di spilli e mazzate diffuse. Mi hanno fatto fare il tentativo di un aerosol per capire cosa succedeva, effettivamente si è mosso un filo di catarro che non sapevo di avere, e il dolore e schizzato a palla.

Da oggi si comincia con un nuovo antibiotico da cavallo questa volta in aerosol, e se non cambia veramente nulla faremo le radiografie.

La palliativista ha detto che per questa tipologia di dolori non bastano i calmanti da banco che sto pigliando io, ci vorrebbe qualcosa di più pesante, almeno la codeina: ma se io prendo una roba del genere dormo 17 settimane di seguito, e non è praticabile per la nostra povera esistenza.

Sono stata diligente e compunta,  e ho scritto al gastroenterologo, che ha ovviamente risposto perché è un bravo dottore ed è anche gentile, e non era vero che non ci voleva sentire per nessun motivo a questo mondo, confermando che l'apertura della peg era un tentativo da fare ma che è d'accordo sul fatto che dobbiamo lasciare perdere e attendere gli eventi.

Ovviamente, potevo anche evitare di aspettare 15 giorni per spedire una mail facendomi inesistenti problemi.

Anche stavolta si dimostra che nella vita possono servire tante cose, tipo un fiore in bocca, piuttosto che imparare a ballare il tango, piuttosto che mettersi una maglia nera ed entrare in un garage: assolti questi adempimenti, però bisogna darsi una mossa.

Non è che non lo sapessi, è che sono piattolamente stanca.

Buona Giornata.

Angela

martedì 21 aprile 2026

S'ha da fare.

 Sono venuti i medici di Fabullo per la visita programmata e mi hanno chiesto per l'ennesima volta se avessi aggiornato il gastroenterologo su tutto il pasticcio che è successo quando abbiamo fatto, come a buon senso  sarebbe stato  da fare, che abbiamo aperto la peg e rischiato le piaghe da decubito, e tutto il delirio conseguente.

Non l'ho ancora aggiornato.

Non l'ho aggiornato per multiple ragioni: la prima è che sono più stanca degli stanchi quando sono stanchi. Ognuno si stanca come vuole e come può, non giudichiamo nessuno, ma io sono stanca, beati quelli che sono più brillanti di me; poi perché sono furibonda per tutto ciò di cui essere furibondi, tra l'altro il fatto che sono talmente stanca che stamattina ho perso un'ora a cercare gli asciugamani puliti che avevo tirato fuori e non trovavo, e quando il tempo è prezioso non lo si butta via così. Sono furibonda del mio essere furibonda.

In più, non mi oso (non mi calo, nel profondo nord ovest) aggiornare il dottore, perché era evidente che capiva assolutamente la serietà e la gravità di tutto quanto, ma aveva i sudori nel parlarci e non credo che sia felice di leggere una nostra mail, ma che lo consideri un male necessario esclusivamente quando non ci sarà niente altro da fare che ricorrere a lui.

I Medici Santi Subito,  che ci vogliono bene, hanno detto che tutte le mie ragioni sono valide, tranne l'ultima: dobbiamo aggiornarlo perché è un bravo medico, e i bravi medici vogliono saperla una cosa del genere, anche  eventualmente per averla presente per altri pazienti; quindi è tutto comprensibile, ma lo devo proprio fare. Insomma, passati i 3 anni, e anche i 13 come limite massimo, bisogna prendere atto che è necessario procedere anche se non se ne ha voglia, e le scuse cosmiche non stanno in piedi neanche quando elencate con riflessione professorale.

Ovviamente hanno ragione loro e quindi ho provveduto  a preparare mail.

Comunque gli asciugamani stavano dentro ad una bacinella.

Fabullo sta sempre un po' fuori a prendere l'arietta, la sera è piena di grilli, la notte scende nel cielo lilla,  il cucù è già arrivato.

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 20 aprile 2026

Utilizzo dell'alibi.

 Facciamo che lasciare perdere un attimo i dolori che si spostano tra l'orecchio e le gengive le mandibole le tempie il centro del cranio il settimo Chakra e tutto quello che ne consegue.

Lasciamo perdere un attimo, perché veramente viste le bombe terapeutiche ingurgitate mi aspettavo un miracolo che invece non c'è stato, e adesso boh.

Un filo meglio va, ma non è mica passata.

Magari i farmaci cominceranno a fare effetto ora che li ho finiti, magari no. Il Medico Santo Subito, dopo che aveva saputo che erano tre  settimane che ormai avevo male senza fare niente, mi aveva detto che a questo punto potevamo essere certi che non era meningite perché ero ancora viva. Quindi io penso a quello e vi racconto qualcos'altro perché le piaghe d'Egitto non portano mai da nessuna parte.

Però siccome che quando uno non sta benissimo tende ad essere di umore meno brillante, vi racconto che sto continuando a partecipare ad un'iniziativa progettuale piemontese per conto della Onlus (pardon: forse APS, ancora non si sa. Da qui in poi Associazione, altrimenti addio) sulla definizione della difficoltà di approccio sanitario alla disabilità nella nostra regione.

Ma voi lo sapete che quando partecipo a queste cose, probabilmente appunto perché ho meno pazienza del solito, mi viene da piangere, piuttosto che da arrabbiarmi (comunque sbrocco, sapete, e non va bene, bisogna imparare a essere più diplomatici anche quando si è alla saturazione), piuttosto che, prima di tutto, sinceramente, vergognarmi come un cane.

E' che non bisognerebbe partecipare a simili grane, a cotali boiate, a siffatte ipocrisie: è che lo facciamo per la paura di rimanere tagliati fuori con l'associazione, anche se la verità è che la cosa è talmente fine a se stessa che non si rimane tagliati fuori da niente, perché non c'è nulla.

Però uno si sente responsabile e si attacca sempre a quel barlume di pensiero, per cui magari da un incontro ne nasce un altro, e da un altro ancora un altro, finché si arriva ad un punto che invece è qualcosa di concreto, che, probabilmente non c'azzecca niente con la partenza: magari si incontra uno che la pensa come noi, per esempio; partendo sempre dal presupposto che solamente chi decide di vivere per se stesso, e trova ogni alibi per non camminare, non va proprio da nessuna parte, nemmeno da se stesso.

Diciamo che il pensiero  consolatorio, durante l'ascolto delle supercazzole,  è: sono qui che vi ascolto e, magari, vi rispondo anche e sono anche antipatica, quando so benissimo che sono energie buttate al vento, quantomeno con la consapevolezza di essere lì a fare i fantocci e basta, senza pensare che sia la grande impresa che tanto ci vendono il partecipare ad un simile tavolo di discussione.

È una boiata integrale.

Quello che proprio non digerisco è la mia furibondite: bisogna sorridere e annuire, anche meno, stare lì a pensare ai fatti propri, senza sprecare mezzo pensiero. Quello va fatto, invece che avere buoni propositi  che, se faccio sei all'enalotto,  faccio piazza pulita di tutti questi qui, ecco. Mi dò dell'imbecille per  l'inviperitaggine.

Ma uso l'alibi delle ossa craniche dolenti.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 17 aprile 2026

Le bombe.

 Con la prima bomba di cortisone il dolore è regredito da tutta la faccia ed è tornato a livello del lato sinistro, particolarmente l'orecchio. Solamente lì.

Una roba che non ho mai provato l'esperienza di  un trapano infilato nell'articolazione temporo mandibolare, ma immagino che possa dare un'impressione simile.

Boiafaus.

Confido che con la bomba di oggi, che è l'ultima perché da domani si comincia già a scalare, tutto vada ancora molto meglio e che eventualmente, se c'è un'infezione l'antibiotico, faccia un lavoro decente.

Dire che ne ho fino in testa non è metafora, evidentemente.

Mi permetto umilmente di pensare che questa settimana sia stata sostanzialmente da dimenticare.

Che venerdì 17 sia con noi.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 16 aprile 2026

Col cappello.

 Mi piace la faccenda delle ore di Niente. Le voto. Di questi tempi tutto il meglio della progettualità sta emergendo, perché è stagione, delle inconcludenze inimagginabili, tutto tranne ciò che sarebbe utile.

Ecco, un progetto sul Niente, quel Niente lì che dicono le Ragazze del Blog, sarebbe il più concreto di tutto quanto, lo scriverei senza farmi venire l'orticaria come al solito.

Qui funzione che tutto va un pochino meglio, ma troppo pochino.

Così il Medico Santo Subito ha detto che non si bamblìna, si toglie l'ibuprofene e all'antibiotico si abbina il cortisone per il mio povero cranio: sarà doping, ma tanto le olimpiadi sono lontane, i mondiali sono andati così (se mi convocavano, ha detto Paulo Aimo Ottimista di se stesso medesimo, ma quelli li non imparano mai a tenermi da conto).

Ieri mattina stavo fuori a stendere in pigiama, ciabatte dell'orto (ci manca ancora l'orto) e cappello felpato, perché ogni alito di arietta sembra un ascia. Il Vicinato era in giro in condizioni analoghe ma senza cappello: abbiamo riflettuto che, se non abitiamo in Via Lagrange con la creme de la creme, un motivo ci sarebbe.

Fabullo é perplesso dal cappello indossato talvolta anche in casa, 

Per non parlare, sempre talvolta, delle sciarpe attorno al naso. 

Diciamo che non sa se ridere o chiamare la neuro. 

Non lo sappiamo nemmeno noi. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 15 aprile 2026

Difficilmente calcolabile.

 Però ieri, grazie alle bombe di antidolorifici sono riuscita a fare colazione senza piangere, nonostante fossero ormai giorni e giorni in cui tritavo cereali e mandorle da ficcare nello jogurt per riuscire a mandarli nella pancia.

Addirittura sono riuscita in giornata a mangiare del pane, troppa grazia  Sant'Antonio.

Il rintronamento è parecchio, ma LA PAOLA mi spiegherebbe che potrebbe anche non essere dovuto a questa contingenza, le percentuali sono difficilmente calcolabili e io non posso che essere d'accordo.

In più, ieri mattina una mega crisi ha fatto vomitare Fabullo ancora nel lettino, ovviamente tutto è riuscito a infiltrarsi tra una traversa cerata e l'altra, ed è stato necessario disfare tutto fino al copri materasso antidecubito, che è stato lavato e asciugato alla velocità della luce: che è bello fare le pulizie di primavera, magari non quando piegare la testa fa entrare nell'orbita della faccia nascosta della Luna anche con i piedi in casa propria. Indubbiamente sono cose che capitano ai vivi, però ai vivi ogni tanto dovrebbe anche capitare qualcos'altro, che non sia sempre una maratona tra azioni subentranti.

Vi abbraccio.

Buona Giornata.

Angela

martedì 14 aprile 2026

Lei, per la gestione.

 Nuovo ko tecnico, che non è nuovo.

Nel senso che la sorta di tareffaggine della sottoscritta di tre settimane fa era solo regredita, ma mai passata. In questi ultimi giorni i dolori alla faccia, dentro le orecchie, nel cranio, sono tornati come tanti spilli, poi come tanti chiodi, poi come tante punte di trapano, poi come tante mazzate.

Che non capivo più se avevo male alle orecchie agli zigomi ai denti o al cervello direttamente.

Ieri sera avevo appuntamento in studio con il Medico Santo Subito, ma se è Santo Subito ci sarà un motivo, e quindi ieri mattina è arrivato lui qui in anticipo.

Che ha detto che probabilmente è una sinusite da manicomio, anche se io non mi ricordo di avere avuto il raffreddore, ma questo è quanto. E quindi da ieri sera antibiotico a manetta, con antidolorifici in dosi da cavallo: che non corre ad Ascot, un ronzino di campagna.

Però è arrivata lei a gestire Fabullo e riesce sempre a risolvere buona parte degli impicci quotidiani: lei le competenze le ha tutte, giuro. Oltre ad essere la più bella sempre.




lunedì 13 aprile 2026

La verità forse rivlata.

 Così la famiglia del bambino, che deve ricevere dall'ente locale il sistema posturale per la scuola, ha prodotto una nuova comunicazione in risposta a quella dell'ente locale stesso: tale comunicazione chiede proprio dei riscontri sulla definizione "è emerso",  di cui dicevamo qualche giorno fa. 

Un ente pubblico che prende delle decisioni e compie delle azioni sulla base della normativa vigente non dovrebbe limitarsi ad un nebuloso "è emerso", soprattutto perché è palesemente scorretto ciò che afferma: allora se siete portatori della verità fateci sapere dove l'avete trovata o chi ve l'ha detta. Non può essere un segreto.

Se, invece,  la verità è rivelata direttamente dai messaggeri divini va bene lo stesso, ne prenderemo atto, però ce lo scrivete proprio bene, che avete aperto gli occhi e c'era davanti a voi un ente celestiale che vi ha detto che effettivamente non dovete comprare l'ausilio perché non volete farlo. 

Nella comunicazione della famiglia però, va detto, viene anche rimarcato che forse non è proprio logico che sia necessaria tutta questa fatica per consentire ad un bambino di frequentare la scuola dell'obbligo. E inoltre che diventa veramente strano dover definire perché sia la famiglia stessa che deve caricarsi della responsabilità di dimostrare dei fatti, che sono in realtà le normative, che andrebbero conosciute da chi le mette in atto e non da chi teoricamente dovrebbe esserne beneficiario: come dire, noi familiari ci dobbiamo difendere, o possiamo godere per nostro figlio del diritto alla frequenza scolastica? Solo per sapere. 

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 10 aprile 2026

Il bolero un'altra volta

 È passata la nostra infermiera a guardare la stomia e secondo lei i guai più grossi, dal punto di vista cutaneo, ce li siamo tolti e possiamo interrompere le medicazioni con l'antibiotico, che a sua volta poi secca anche troppo la cute.

Esistono gli equilibri precari e poi ci siamo noi, che sarebbe bello dire che balliamo il Bolero come Plushenko, e invece  siamo sempre sull'orlo del precipizio.

Qui la poesia della condizione umana, votata all'evoluzione e all'apprendimento, non trova indirizzo.

Adesso andiamo con i piedi di piombo ancora per i dolori e le nausee, associate ai dolori della Peg, che sono per forza nello stomaco, così la nausea è il riflesso più immediato.

Però ne stiamo uscendo e non facciamo più niente finché non siamo nei guai colossali.

Oggi dovrebbe passare la Palliativista Santa Subito, che è sempre una presenza luminosa nella nostra giornata, e sentiamo cosa dice anche lei.

È vero che noi non crediamo che il dolore faccia evolvere l'individuo, se il dolore è a carico di qualcuno che è un bambino, ma siamo fermamente convinti che in ogni situazione sia possibile incontrare delle belle persone, e quindi ci sentiamo sempre fortunati.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 9 aprile 2026

Compensiamo.

Per compensare un minimo la dovuta necessità di sbroccamento di noi del blog, immaginando che ci saranno purtroppo altre occasioni, vediamo qualche spiraglio: infatti, mi sono dimenticata di raccontare una notizia che ha dello struggente, e anche del sorprendente.

Che in poco più di due settimane siamo riusciti ad avere la prescrizione per la nuova carrozzina in toto, comprensiva anche di un sistema che ci dovrebbe facilitare la spinta per le nostre povere ossa.

Questa volta i codici hanno funzionato molto in fretta, quindi è possibile che sia vero che l'aggiornamento dei codici stessi in regione abbia avuto un senso. Penso che possa aver avuto un senso anche la nostra guardia alta su tutta la vicenda, ma restiamo umili.

A questo punto tutto è passato alla fase di autorizzazione e ci siamo dati 10 giorni di attesa prima di chiedere se ci sono notizie.

Ma è già stata una notizia veramente da ciucca colossale, ad averne tempo.

Fabullo è andato a spasso per la via, ne abbiamo approfittato del sole alto ma non ancora troppo, e quindi degli spazi di ombra in cui camminare, si stava benissimo.

Abbiamo chiacchierato con chiunque passasse a piedi, ma anche con chi passava in macchina che bloccava la macchina in mezzo alla strada per contarsela un po' con noi. Pure con i corrieri che hanno dei bellissimi furgoni che a Fabullo piacciono molto e che passano sempre di qua e quindi ci conoscono bene. E' stata una festa, non accadeva da mesi.

Fabullo ha guardato il cielo, gli uccellini, i gatti, i fiori. Abbiamo ammazzato qualche zanzara, ma per fortuna poche, è la finestra stagionale che bisogna cogliere.

Prima ero uscita in perlustrazione perché mi era stata comunicata la presenza di una biscia che striscia sulla strada.

E io neanche morta sarei passata di lì.

Metti che si arrampicasse su un albero, metti che si arrampicasse sul muro, metti che ci cadesse in testa, metti metti metti. Ma non ti fa niente, ha proferito il Vicinato con gli occhi all'empireo. Invece sì, mi viene un infarto, e a voi un colpo per la parcella del vetraio, perché prima di schiattare urlo che tutto si frantuma.

La biscia che striscia è stata avvistata da me in modalità dato il mortal sospiro.

E a quel punto ho sospirato di sollievo io, anche se non bisogna essere così cattivi, e ho portato Fabullo a spasso: le altre bisce che strisciano hanno tutto lo spazio per vivere belle felici nel prato sotto la strada, al sicuro dai mezzi meccanici, così siamo contenti tutti.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 8 aprile 2026

E' emerso.

 In una situazione in cui di relativa stabilità fabullica, vi conto la puntata successiva del famoso sistema posturale per la scuola per quel bimbo piccolo: eravamo arrivati al tavolo del cavolo in cui l'ente locale aveva ammesso, sicuramente accoratamente,  che toccava a loro comprarlo. Sembrava cosa fatta.

Il passaggio dopo è che sono partite le procedure: la scuola ne ha fatto richiesta all'ente locale, perchè funziona così.

L'ente locale, dopo quindi pochissimi giorni del mitico cavolo di tavolo, abbastanza zoppo, oserei dire, ha risposto che in seguito a quell'incontro è emerso che non tocca loro, bensì all'ASL, che a questo punto è stata coinvolta nella figura dell'ufficio integrativa.

Il quale ufficio integrativa ci metterà del tempo a rispondere, e la risposta sarà Ciccia, perché sostanzialmente è un'affermazione non vera, la fornitura in ambito scolastico segue una procedura sua specifica.

È interessante l'affermazione che "è emerso": non si capisce bene da dove, da quale fosse oceanica, Da quale pantano, da quale cratere lunare della faccia nascosta , forse l'hanno visto gli astronauti.

Chissà se è qualche fonte attendibile come quelle che usano i presidenti plenipotenziari per dichiarare guerra, perché così siamo proprio a posto.

Buona Giornata.

Angela

martedì 7 aprile 2026

Va bene così.

 Abbiamo assodato definitivamente che l'indicazione di mobilizzazione della peg non è una strada percorribile: non ci resta che attendere il prossimo intrappolamento, sperando che sia tra tanto tempo, che altro dobbiamo dire o pensare o fare.

In questo esatto istante stiamo tirando il fiato perché ci sembra di poter dire che siamo usciti da un principio di emergenza: dopo le manovre di martedì scorso, la perdita, l'arrossamento, le medicazioni, i dolori, i conati, forse ne stiamo uscendo senza finire in ospedale ora, con una storia complicata da portare al gastroenterelogo: che già aveva i sudori solo a pensare di vedere Fabullo, figuriamoci a trovarselo lì.

Ha vomitato l'ultima volta domenica mattina, per festeggiare, e poi è andata. E' poi stato contento di vedere persone, il dolore era evidentemente ridotto, la pelle aveva un colore meno ustionato. Noi siamo stati con i riflessi prontissimi tutto il giorno, le orecchie più tese dell'antenna di Capodistria per captare ogni variazione del respiro, le posizioni sempre su tre quarti, semi girate su di lui pronti allo scatto.

Ieri mattina ci è sembrato ancora meglio, con la possibilità almeno di toccarla la peg, senza farlo saltare per aria, fargli venire le crisi e tutto ciò che ne consegue. La cute attorno alla stomia tende al rosa e non al porpora.

Qui è stata una caldissima primavera, ieri sarebbe stato da portarlo almeno qui fuori. Siamo stati troppo stanchi anche per quello. 

Ma siamo sollevati, giuro, quindi va bene così. Se finisce così, poteva andare infinitamente peggio. Buona Giornata.

Angela 

giovedì 2 aprile 2026

Che festa possa essere!

 La strategia che ha consigliato il gastroenterologo, molto giustamente,  per cercare di avere meno problemi possibili con la PEG, cioè aprirla  e mobilizzarla perché il palloncino non aderisca sempre allo stesso punto della parete addominale, purtroppo è apparentemente già fallita miseramente. Perché perde dalla stomia e lo sapevamo, ma questa cosa ha creato un grande arrossamento, che se  ora si infetta allarga ancora di più la stomia.

Quindi il nostro pensiero, che faremo questa cosa tutte le volte che ci è possibile, deve ancora essere ridimensionato a il meno possibile, perché rischiamo di vincere ancora più guai.

O comunque dobbiamo cercare di capire se possiamo fare in un altro modo: in questo momento l'urgenza è medicare per evitare che si ulceri veramente la cute. Abbiamo cominciato a mettere subito l'antibiotico e speriamo in bene.

Nel giro di poche ore era tutto rosso fuoco, d'altra parte ciò che esce dallo stomaco dovrebbe stare nello stomaco e non sulla pelle della pancia.

L'occhio di Paulo Aimo Operato va molto meglio, ha fatto la visita di controllo dopo un mese ed è stato tolto l'ultimo punto interno: che sgiài, come si dice nel profondo Nord Ovest. E abbiamo anche detto: tutti quei punti, e non abbiamo preso niente, che so, un bricco, una pirofila, un guanto da forno, niente.

Adesso abbiamo dimezzato le medicazioni e deve portare pazienza ancora un altro mese: perché il problema attuale è che quell'occhio ci vede molto meglio e gli occhiali non vanno più bene, ma il dottore ha detto che la macula si distenderà ulteriormente dopo il raggrinzimento causato da  quel gambero, così è necessario attendere ancora un po' per fare degli occhiali che funzionino.

Amici Amatissimi, Vi auguriamo una Pasqua serena, piena di risate e di amici. Piena di gite anche, che sono sempre un bellissimo modo per festeggiare la primavera e tutto che rinasce. Di tutto cuore Vi auguriamo le gite, e la luce, e l'aria fresca.

E ci vediamo dopo Pasquetta!

Un grande abbraccio. Amici Amatissimi.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 1 aprile 2026

Fuori.

 Mi sono sentita sommamente sfolgorante perché sono stata bene e me la sono anche cavata nonostante l'abituale vita in ciabatte.

Ho preso i treni giusti, ho usato l'app di Ferrovie dello Stato in maniera magistrale, ho raggiunto il centro medico distante 1.100 metri dalla stazione in 10 minuti netti: che nello scorso weekend ci avrei messo 15 giorni e strisciando.

La visita è andata molto bene: il dottore ha esaminato tutto e ha detto che in questo momento non vuole vedere Fabio, perché ha capito la problematica, quello che si poteva vedere da fuori lo ha visto bene nei video e nelle foto che gli ho portato, eventuali altre considerazioni potrebbero essere fatte solo con un'indagine interna in gastroscopia e lui ha chiaramente detto che vuole tenersi questa possibilità per la volta in cui siamo veramente nella necessità, visti i pasticci che comporta.

Noi siamo pienamente d'accordo e ho ribadito che l'obiettivo era solo prendere contatto e capire come raggiungerlo in caso di bisogno, perché in questo momento noi non vogliamo fare assolutamente niente.

È stato molto utile anche perché mi ha spiegato che stiamo sbagliando tutto: noi adesso questa Peg la stiamo toccando il meno possibile, tenendola molto chiusa, altrimenti perde.

Lui mi ha spiegato che, tenendola così chiusa, prima o poi si crea nuovamente un decubito e un'ischemia dei tessuti interni dove il palloncino si appoggia senza muoversi mai come dovrebbe,  con la creazione di una tasca interna, e quindi saremo da capo con l'intrappolamento: purtroppo dobbiamo cercare di tenerla più aperta e mobile durante la giornata, anche se perde.

Dottore, ma ha visto quanto perde dal video? ho visto, raccogliete tutto ciò che esce tamponandolo, scegliete i momenti in cui non escono i farmaci, però provateci perché allontaniamo il momento in cui lui può ricominciare ad avere quel male feroce, anche perché le cose che poi si possono fare non sono né tante né semplici, quindi pariamoci le spalle il più possibile, fate come potete ma provate.

Quindi ieri abbiamo già iniziato a trafficare con l'infermiera e la Palliativista Santa Subito e siamo tutti d'accordo che se non riusciamo a fare questa cosa tutti i giorni la faremo tutte le volte che potremo, che sarà sempre meglio di niente. Tenere la peg più aperta significa tamponare continuamente senza poter fare altro (peccato, il torneo di canasta, la conversation per mantenere il livello, lo studio della politica delle formiche nel secolo ottavo). In più, la cute si arrossa, e se la facciamo infettare poi la stomia si apre di più e perde di più, insomma, dobbiamo provare ma l'equilibrio in questo mondo non abita qui.

Il dottore ha detto che tubi più grossi non se ne possono mettere, l'alternativa è provare a fare dall'interno una chiusura della stomia con una sorta di clips, intervento non proprio scontato, o spostare il buco che è un lavorone anche dal punto di vista anestesiologico. Insomma, cose che dobbiamo avere beni in mente come prospettiva, ma da farsi nel momento in cui proprio non se ne può più fare a meno.

Torino era luminosa come il cielo del Sahara per il vento che veniva dalle montagne, nuvole che correvano, viali e controviali,  la gente era  da Platti a prendere il caffè e il cioccolato, usciva dal lavoro, salutava i colleghi, accompagnava bambini in giro con le cartelle, faceva la spesa, apriva porte per rientrare a casa,  ho letto Montalbano in treno (non ho cantato in macchina perché ho ascoltato i duetti di Springsteen, bisogna sapere quando stare zitti).

C'è vita là fuori, il mondo si muove.

Che pesci d'aprile siano, che facciano tanto ridere.

Buona Giornata.

Angela