venerdì 29 maggio 2026

Pensa cavallo.

 Siamo decisamente nella fase dei piedi di piombo, dei passi felpati, dei pensieri attenti eccetera eccetera. Per ora stiamo mantenendo il nostro equilibrio  che per noi è tale nel momento in cui non diventa un'emergenza,  perché ognuno nella vita ha i propri obiettivi, le proprie semplici ambizioni.

Facciamo volentieri le danze della pioggia, le implorazioni, le novene, le campane tibetaner sonanti,  le invocazioni a Manitù, tutto quello che può servire per avere un po' di refrigerio, veramente spaventati nell'anticipo di un'estate che di solito è drammatica ma se comincia adesso è veramente il peggiore degli incubi.

Però abbiamo una notiziona, che ci ha fatto commuovere dalla gioia perché eravamo veramente ma veramente preoccupati.

Erano due settimane abbondanti che non riuscivamo più a tenere Fabullo in carrozzina, stava scomodissimo e tutto ruotato, la testa non stava più sul poggiatesta, mettevamo imbottiture di tutti i tipi ma non c'era niente da fare. Siamo in attesa della nuova carrozzina, che è in fabbrica, ma la situazione era veramente precipitata.

Siccome in questo mondo è sempre tutto concomitante ma non come dice Jung, in questo caso non c'è niente di così sublimamente coincidente, solo disastri continui, ci era sembrato che tutto avesse cominciato ad andare male quando la peg si era intrappolata e quindi avevamo i sudori. Pensavamo che lui non riuscisse più a mantenere la posizione perché aveva un grande dolore all'addome, anche se in realtà poi non ci sembrava; o un peggioramento drastico della rotazione vertebrale: però non sapevamo più veramente a che santo prenderci, tenendo anche conto che con questo problema del clima Fabio ha necessità di stare seduto di più e non ci riuscivamo.

Ieri è arrivata la fisioterapista con una borsata di materiali per provare a fare delle nuove imbottiture e non ne siamo venuti a capo. Ad un certo punto però la fisioterapista, che è un genio e probabilmente guidata da presenze angeliche ha detto: ma possibile che tutto sia peggiorato così tanto quando a guardare Fabullo sembra tutto sommato sempre uguale? Ma non ne abbiamo delle accidenti di foto di Fabio seduto in carrozzina il mese scorso? E io le foto le avevo, perché le avevo portate ad esempio del gastroenterologo per fargli vedere il posizionamento della Peg anche da seduto. Così,  guardando quelle foto, abbiamo capito che il poggiatesta, che è una cosa periscopica complicatissima,  con mille viti e mille gradi di movimento, non era più nella posizione dove doveva essere, aveva ceduto indietro di circa 3 cm, ecco perché la testa non si appoggiava più.

Niente peg, scoliosi: solo viti allentate e forza di gravità.

Insomma, a forza di vivere i disastri uno pensa subito a quelli anche quando non è il caso. 

La fisioterapista, più saggia, ha tirato fuori la morale: quando senti zoccolo, pensa a cavallo e non zebra.

Sono stata così felice che l'ho raccontato a chiunque.

Buona festa lunga, Amici Amatissimi, che possiate riposare, che possiate scappare al fresco , è veramente il nostro augurio. 

Nel nostro piccolino, siamo contenti di festeggiare la repubblica, di quelle cose da tenersi care. 

Buona Giornata. 

Angela

giovedì 28 maggio 2026

In burnìa.

Fabullo è stato infiltrato alla spalla per vedere se lavorare su quel dolore possa aiutare, tenendo conto che il caldo rimane, gli altri dolori rimangono, ma qualcosa proviamo a fare.

Adesso è verosimile che per qualche giorno sia più infastidito, come accade tutte le volte che lo facciamo, e poi va meglio, e ce lo auguriamo dalla punta dei capelli alle unghie degli alluci.

È stato infiltrato dal Medico Santo Subito, arrivato al volo, anche perché sta partendo per una missione umanitaria in Sudan, zona notoriamente tranquilla e con una sanità modello, che Dio lo benedica sempre.

Così lo ha anche visitato, perché altrimenti sarebbe comunque tornata la Palliativista per sicurezza, è stata confermata la tachicardia, ma l'aria per il momento passa dappertutto e quindi speriamo che il circolo vizioso dell'affanno se ne stia un poco bravo. Noi ovviamente non siamo stupiti, perché ormai negli ultimi anni con il caldo non ne siamo mai usciti sani.

Noi bagniamo le nuove gaure, sicuramente forti ma non abbiamo proprio scelto il momento giusto per mettere giù piantini, io leggo Claudio Magris, le lavatrici asciugano tutte e questa è una buona notizia. Noi abbiamo sempre 25 gradi in casa e ci sentiamo molto fortunati, anche se ermeticamente chiusi come la burnìa per la giardiniera. Dicesi burnìa  quel barattolo di vetro che si chiude come le bottiglie con la macchinetta e la guarnizione, così siamo noi.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 27 maggio 2026

I livelli

 Stanno salendo i livelli di guardia: per motivi imprecisati, fatto che avviene con coerente regolarità, ma che è una delle peggiori piaghe quotidiane, perché non si sa veramente cosa fare.

Perché Fabullo si lamenta parecchio, qualcosa ha e non sappiamo cosa sia, sicuramente è un mistero che infiliamo nel capitolo dolore.

Aumenta in carrozzina ma non possiamo dire che non ci sia per niente anche da sdraiati.

I punti fermi sono:  il posizionamento in carrozzina è sempre più difficile perché la carrozzina è da cambiare e stiamo aspettando quella nuova: abbiamo sollecitato un po' l'azienda perché è un sistema posturale fatto su misura, e il rischio è il solito, che quando arriva poi non sia più come quando abbiamo fatto il calco. In questo momento siamo nei tempi giusti, la lavorazione non dura poco, è che è proprio un problema.

Da dieci giorni è diventato veramente difficile, chissà se è aumentata la rotazione della colonna, se sono cambiate delle lunghezze, fatto sta che se già prima stava scomodo adesso è disastroso ed è assolutamente congruente con il fatto che si lamenti.

Ma ogni tanto si lamenta anche da sdraiato, e non proprio raramente: con quello che è successo con la PEG a questo punto temiamo che ci sia un problema lì, anche se per il momento non ci sembra, che ovviamente si amplificherebbe da seduto sulla carrozzina, che già va male di suo, associando che evidentemente c' è anche un problema scheletrico aumentato negli ultimi tempi.

Si aggiunge il fatto che ha cominciato a fare molto caldo, per noi è la stagione malefica, anche se in casa abbiamo 24 gradi, comunque si sente, bisogna stare in chiusura ermetica. Ieri la Palliativista l'ha visitato e ha detto che l'aria passa dappertutto ma è tachicardico: chissà se per il caldo o per il dolore.

E quindi stiamo con la guardia alta, teniamo un po' il fiato sospeso pure noi e non verifichiamo la nostra frequenza cardiaca perché lasciamo perdere.

Il Grande Capo Osteopata è stato un mito anche questa volta, il dolore è ancora più limitato.

Il Grande Capo Osteopata ha comunque detto che è meglio che io non mangi le noci intere con il guscio. Ognuno si circonda della saggezza che si merita. 

Buona Giornata.

Angela

martedì 26 maggio 2026

Altro che piano quinquennale.

 Devo tornare dal Grande Capo Osteopata perché ho l'appuntamento. Nello specifico alle ore 16, in un posto che richiede mezz'ora scarsa di viaggio su una strada senza traffico, zero problemi a posteggiare, tempo di cammino per entrare e sedersi davanti allo studio un minuto scarso. Un'ora di trattamento. 

Significa dover stare fuori di casa circa due ore mettendoci insieme anche il fatto che due parole si fanno e qualcuno si saluta, oh noi provinciali pettegoli che sappiamo sempre tutto di tutti, e amiamo le violazioni della privacy reciproche. 

Un impegno del genere qui è talmente significativo nell'economia della giornata da farci veramente passare la voglia: soprattutto in relazione al fatto di quanto io stia meglio. Il dolore è presente in modo costante, ma limitato alla mitica articolazione temporo mandibolare, con un'intensità irrilevante rispetto a ciò che c'era prima, e a tutti gli altri pensieri che pesano talmente tanto da essere molto più compromettenti per la salute. 

D'altra parte è tale il beneficio che c'è stato in una sola seduta e, soprattutto, la paura di tornare a dove eravamo è così tanta, che fin dall'alba è stato impostato un programma della giornata che farebbe invidia a qualunque multinazionale che guadagna un milione di dollari al minuto. 

Tutto è sistemato con Fabullo, tutti i pasti a buffet sono organizzati (vuole dire che possono essere fatti in modalità dinamica in qualunque istante), una boiata di interlocuzione alla regione ad argomento disabilità è stata ascoltata, un paio di lavatrici sono  state stese e si poteva fare meglio ma mi sono fatta i fatti miei almeno per quello. 

Il tutto per un'uscita necessaria che ha una frequenza meno che quinquennale. 

Mah. 

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 25 maggio 2026

Le cose concomitanti.

 Sapete quando qualcuno vi racconta che lui medesimo non si piega alla dittatura di questo mondo e fa sempre e solo una cosa per volta? In modalità esclusiva, non in momenti scelti perché è necessario per la complessità dell'azione o per riposo mentale necessario e doveroso. Solitamente trattasi di personaggio che proferisce ed istruisce con aria ispirata e sussiegosa, luminosa, fonte di eterna saggezza.

Sono certa che sia un’esperienza che tutti toccano con mano, questo tipo di incontro esistenziale. Auguro la buona sorte dell’effettività della condizione riferita, che cioè che sia vero che abbiamo davanti a noi, poveri cavernicoli platonici, davvero un essere superiore, che riesce a compiere con grande concentrazione un’azione dopo l’altra senza spostare il pensiero mai su quella seguente, nemmeno un dito va su ciò che è successivo, oltre al pensiero, una mente dalla profonda vastità. E, in più, ci si augura che cotale singola azione, abbia davvero un significato sull’economia del mondo, fosse anche riposare dopo aver lavorato come somarelli.

A noi capitano eccome incontri davvero importanti, benefici,  e che portano pace; bisogna però ammettere che, per statistica, in altre situazioni frequenti, ci imbattiamo in tali soggetti che compiono realmente un’azione per volta senza grande preoccupazione per il futuro (e non analizziamo il peso sociale di tale azione, per educazione), ma perché c’è qualcun altro che fa tutto il resto che attorno a loro ruota, più o meno direttamente.

Tutto lo sproloquio per dire che, nelle passate lunghe settimane, tra i digiuni, la codeina, la disperazione nostra e di chi ci vedeva affranti, qualcosa è stato necessario fare, oltre al dettaglio assistenziale di Fabullo. Per esempio, abbiamo seguito la faccenda della mitica iscrizione al Registro del Terzo Settore: mitica letteralmente, perché ormai è un’epopea, che però non merita la liricità di Calipso e Circe.  Abbiamo iscritto AperCrescere a metà febbraio, la scadenza era il 31 marzo, quindi nei termini ampissimi della legge, abbiamo la ricevuta. Sul sistema la pratica risulta in fase Trasmessa. Pare che valgano i 60 giorni di silenzio assenso: e sono ampiamente passati. A quel punto, anche se non si è ricevuta l’altrettanto mitica comunicazione tramite pec, si è iscritti e ci si trova sugli elenchi. Noi sugli elenchi non ci troviamo. Non siamo propriamente soli in questa situazione, ogni giorno escono elenchi nuovi: per il momento, questo non ritrovarci, non ci fa sentire il bisogno di entrare in analisi, l’attuale sgomento dura circa una frazione di secondo. Certo che ci piacerebbe capire: ad esempio, entro il 30 giugno andrebbero depositati i bilanci, ma, finché non si sblocca tutto, nel sistema non si entra per gli adempimenti. Ho inserito una richiesta di delucidazioni, ho il perennemente mitico ticket di ricevuta, attendiamo eventuali risposte da quel dì.

Poi: c’era la famosa faccenda della gestione di AperCrescere come rappresentante legale all’interno dell’Agenzia delle Entrate, per cui avevo il pin dell’associazione, il mio pin, ma non la mia pw, che era necessaria, e arrivava solo per posta: ma il piccione viaggiatore è stato definitivamente dato per disperso, spero per lui su spiagge caraibiche che non siano Cuba.

Ho mandato mille richieste, dall’interno entrando con le credenziali, tramite pec, con la firma digitale, boiafàus lo vedete che sono io, è emesso quel pdf, se lo avete spedito con il piccione mandatamelo così, fate allega file, su, dài. Niente, bisognava andare in sede, figurarsi, già non si esce di casa, per di più il male al cranio, per carità. Ma la Commercialista Santa Subito, che lavora gratis per AperCrescere, mi ha detto che la procedura era quella, ma ce n’è un’altra che non viene mai spiegata: quindi abbiamo condiviso gli schermi, sono entrata, poi ha fatto lei, e in 20 secondi ero abilitata. Se qualche complottista ha i sudori per simili vicende che violano la privacy ed entra in modalità patema, gli lasciamo volentieri la seduta in analisi di cui sopra: noi abbiamo risolto dopo mesi, siamo persone semplici, e siamo contente.

Che il sito dell’AdE, maledizione perenne, si arrangi.

Fabullo è stato in casa dietro alla zanzariera all’ombra, perché fuori non era cosa. Ha dormito ascoltando Einaudi. Il bagno piccolo è diventato ceruleo sul serio: forse non è proprio ceruleo, è più oltremare, ma difficilmente Miranda passerà di qui, per cui va bene. Un pezzo di Vicinato ha compiuto 87 anni, e ha fatto la torta all’ananas (proprio l’87enne di persona personalmente) e io ho ovviamente ricevuto la mia fetta a domicilio: mangiala che morbida, non ti fa male alle ossa questa.

Siamo fortunati, lo sappiamo.

Buona Giornata.

Angela

 

venerdì 22 maggio 2026

Di chi sono.

 Di tutta la faccenda il risultato finale è che i disabili non hanno la tipologia di assistenza a loro necessaria, né in termini quantitativi né qualitativi. Senza se senza ma. Senza sfumature, discussioni, elucubrazioni, penosi esercizi retorici. Così è.

Di chi sono le responsabilità.

Eh.

Facciamo una cosa: diciamo prima di chi non sono le responsabilità.

Non sono dell'utente finale, che è solo una vittima: il disabile e tutta la sua famiglia.

E su questo non può pioverci nemmeno alle Ebridi a novembre.

Però la responsabilità non è nemmeno degli operatori socio sanitari che lavorano bene: rimanendo sempre all'interno delle categorie che si sono ritrovate a fare questo lavoro per disavventura occupazionale nella vita, ci sono quelli che si rendono conto che questa nuova loro formazione è un lavoro che a loro piace, che portano avanti con dignità e impegno. Il problema è che magari non ci riescono, che devono cambiare completamente rotta perché o fanno la fame, perché non è un lavoro vista la retribuzione concessa, o non è un lavoro perché si trovano ad operare in condizioni talmente infime che hanno troppa pena e troppo dolore per le persone che si trovano ad assistere male.

Però le responsabilità stanno a tutti gli altri livelli.

Ovviamente alle Altissime Sfere burocratiche a cui della disabilità non frega veramente niente. Altrimenti non strutturerebbero tutto un sistema privo di risorse, in cui ficcano a lavorare, solo nominalmente, persone che non possono farlo per vari motivi.

La responsabilità è dei livelli intermedi, delle cooperative che sanno benissimo che non stanno facendo nessuna selezione del personale ma devono solo fatturare, degli enti al di sopra delle cooperative stesse, che di solito sono consorzi territoriali, che dovrebbero controllare l'operato in questione e non lo fanno.

Da un lato anche loro pagano la mancanza di risorse, perché un professionista ha a suo carico migliaia e migliaia di utenti. Però è vero che, quando emerge un problema, se fosse perseguita una soluzione con più sollecitudine, chi non fa bene il proprio dovere starebbe un po' più attento anche se non è stato beccato.

A livelli molto bassi, la responsabilità è anche delle categorie sociali che usufruiscono di determinati progetti di reinserimento sapendo già di non aver nessuna intenzione di essere reinseriti: che quindi utilizzano quel posto di lavoro per non esserci mai, per maltrattare gli utenti come emerge  dalle cronache (e se gli utenti non possono parlare è verosimile che emerga solo una piccola parte di ciò che accade davvero), per riuscire a rientrare in qualche nuovo supporto economico appena possibile,  infilandosi con grande abilità in qualche farlocca invalidità piuttosto che fraudolenta fragilità economica. 

Siamo sempre lì: se qualcuno si offende deve prima leggere i numeri che dimostrano la presenza di queste situazioni. 

Insomma, di base la responsabilità è sempre di chi non fa il proprio dovere, a tutti i livelli: lo sfaccendato, più o meno apparente. 

Se vogliamo essere più aulici, la responsabilità è sempre dell'egoismo, mascherato con  l'incompetenza o il desiderio puro di guadagno ad alti livelli; con l'opportunismo e la volontà di approfittare di ogni situazione; con il sofismo che riesce a elaborare mille giustificazioni per il mancato impegno quotidiano. 

Quelli che Sanno (e insegnano più o meno metaforicamente) e Quelli che Fanno: sempre lì siamo.

Non sei stato simpatica, mia cara, dice LA PAOLA. 

È possibile, ma sono dati sociali molto chiari. 

Poi c'è la nostra gaura, che, quando l'anno scorso l'ho menata che bisognava piantarla, il Vicinato ha fatto facce molto perplesse sulla scelta così esotica, certo che te le sogni di notte le robe : ma certo che dobbiamo metterla, dicevo io, è quello che ci vuole con questi climi, vuole poca acqua, resiste a tutto, pure a noi, vedrete.

E lei è diventata così tutto da sola, per cui quest'anno ne sono state piantate altre due. 

E io non ho proferito il glorioso Ve l'avevo detto: perché sono anatra, ma di nobile animo.

                                                                   




Buona Giornata. 

Angela

giovedì 21 maggio 2026

Giro che si chiude.

 Incrociamo le costellazioni: non è vero, non è così nobile il discorso. Le costellazioni ce la fanno senza la piccineria di una struttura amministrativa ridicola.

Il personale sanitario che servirebbe non c'è, è scritto da tutte le parti. Banalmente alla Famiglia Isterica in difficoltà assistenziale non è stato ancora trovato nessuno.

Dall'altra parte, c'è un sistema che ha necessità di avere persone che lavorano, e pagano tasse, per sopravvivere, e che quindi  tira fuori un discorso di occupazione che non è lavoro, perché il lavoro è qualcos'altro.

Un discorso di occupazione con tutto un apparato di formazione che serve semplicemente a mantenere se stesso dicendo che si fanno le cose. Il tutto però, senza investimenti veri, perché il lavoro è appunto qualcos'altro.

Poiché non è possibile infilare nel  corso di formazione di poche ore  dei professionisti di livello universitario, questo aspetto viene dedicato agli operatori socio sanitari. Che però, anche se il loro lavoro sembra di pochissima qualità, sono in realtà persone essenziali nell'assistenza: che devono avere un profilo professionale che comprende tutti gli aspetti, dalle competenze puramente tecniche a quelle emotive a quelle cognitive. Nessun aspetto può essere trascurato.

Quindi gli enti pubblici finanziano le agenzie di formazione perché sfornino in mille ore operatori sanitari, prendendoli delle liste di disoccupazione con il meccanismo che dicevamo ieri.

Adesso attenti: perché l'argomento è scivoloso, diventa facilissimo offendere qualcuno, cosa che in realtà non è intenzione di nessuno fare. Ma dobbiamo attenerci a certi fatti.

Certi fatti dicono che alcune professioni devono essere valutate per le competenze che dovrebbero avere, che vuol dire che appunto il professionista deve essere pagato il giusto, e che questo prevede assolutamente la verifica continua sulla prestazione effettivamente erogata. Ma se quella figura professionale invece non la considero come tale, la pesco dove capita, gli do pochi centesimi all'ora, non è che possiamo pretendere chissà che. L'unico che ci guadagna è appunto il sistema che c'è al di sotto di tutto.

Un'altra cosa da dire è che bisogna saper accettare è che a questo mondo  non tutti possiamo fare tutti i lavori.

Non si può.

Per competenze e predisposizioni.

Questo dovrebbe essere ancora più evidente dove si richiedono delle competenze a favore di fragilità, che magari non possono lamentarsi.

Quindi, il personale socio sanitario, con tutto il meccanismo della formazione e poi del reclutamento tramite l'appalto del subappalto e del subappalto, è carente non solo come numeri, ma come qualità del servizio offerto. Un po' perché quelli bravi hanno bisogno di sopravvivere e sono demotivati e se ne vanno. Un po' perché quelli che restano sinceramente non sono bravi. 

Non mi sembra di averlo detto offendendo qualcuno, però, ad un certo punto, pazienza. 

Facciamo così, se sono state dette delle cose cattive,  a rischio di oltraggiare determinate categorie sociali: otteniamoci ad un altro fatto: le situazioni in cui i disabili vengono maltrattati da chi li assiste sono tante, che sia perché non vengono curati a dovere o addirittura sottoposti a violenze di vario tipo. Direi che lì l'evidenza che il personale assistenziale non sia adeguato sotto tanti aspetti emerge senza possibilità di discussione.

Per altro com'è che si formano centinaia di figure, e poi non ci sono: già solo per quello qualcosa non torna.

Il fulcro sta nel fatto che in tutto ciò che è sanitario di investimenti non ce ne sono, e quelli che sono gli utenti finali sono sostanzialmente dimenticati. 

Ve lo avevo detto che tutto tornava. Era un lungo giro, ma si chiude.

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 20 maggio 2026

Sbavature.

 Andiamo avanti con il discorsone e entriamo in una categoria ariosa che apparentemente non c'entra niente: le politiche di reinserimento sociale della disoccupazione e i relativi supporti economici teoricamente temporanei.

Apparentemente.

La gestione di tale materia è relativa a istituzioni  altissime, poi ci sono differenze legate alla regione e ai territori, ma il succo cambia sempre poco.

Tiriamo però fuori un postulato, su cui appunto non torniamo più per definizione: la definizione di lavoro deve essere qualcosa di dignitoso, altrimenti non si chiama lavoro, può essere tante altre cose ma certamente non lavoro.

Le attuali politiche, di fronte all'evidente quanto negato tracollo,  partono dal presupposto che ci sono troppi pochi lavoratori per mandare avanti un sistema di non lavoratori, per tanti motivi, anagrafici o sociali, o sociopatici, e che bisogna reinserirli: e quindi c'è tutto il grande discorsone progettuale (sottolineiamo progettuale) dell'organizzazione dei corsi di formazione per i disoccupati contemporaneamente, oppure no, ai supporti economici più o meno temporanei: supporti da fame, per chi ha davvero fame, e fermiamoci qui. 

Tutto ciò è intersecato tra ministero e assessorati per le politiche sociali del lavoro, i centri per l'impiego, le agenzie di somministrazione, i servizi sociali, le agenzie o enti di formazione.

Non sempre i mix sono riusciti quanto il tiramisù e la ribollita e la bagna cauda, fidatevi. Talvolta sono solo insidiosi crocicchi.

Il risultato della zuppa in questione è che non funziona: ve lo può dire tranquillamente chiunque lavori in quell'ingranaggio lì con la mitica onestà intellettuale che nominiamo sempre come la chimera, e anche chiunque ci si sia trovato dentro come utente. Chi ha avuto la sventura di diventare disoccupato ha poi trovato lavoro, forse ed eventualmente, stante la definizione in alto, grazie a risorse personali di tutti i tipi che non sono state certamente quelle di quella formazione lì; se stato infilato in quel sistema, lo ha  poi comunque utilizzato  solo in un periodo limitato per la sopravvivenza.

Chi invece lavora nell'ingranaggio, a tutti i livelli, tira fuori i numeri che dimostrano come a tutto quell'impiccio di formazione non corrisponda un aumento delle figure professionali necessarie che continuano a mancare: i numeri che dimostrano ci sono, ma nulla cambia mai.

E qui diventa facile capire perché nulla cambia mai: perché tutto è gestito a progetto, quindi sappiamo già che significa l'incongruenza di organizzazione e di sistema fine a se stesso; tutto implica il mancato controllo sull'effettiva efficacia del sistema stesso; è un mondo in cui semplicemente qualcuno ci guadagna: chi propone e segue i progetti viene retribuito come ente, dimostrando di averli messi in pratica, disseminando e rendicontando, e dimostrando così la sua funzione in questo mondo;  chi offre formazione fa affaroni.

La chiave è sempre seguire i soldi per comprendere ogni dinamica sbavata.

A questo punto, vedete che ci arriviamo: è fondamentale vedere l'intersezione tra qual è la domanda sociale di figure professionali in determinati ambiti, e quanto si vuole investire in quelle figure lì ( solo numeri: quali sono le figure che mancano, quanto vogliamo pagarle, non andiamo oltre, è facile ). Dall'altra parte: quali sono i corsi finanziati dal sistema pubblico che le agenzie formative offrono alle persone che il sistema impone di infilare in quella formazione.

Pensate a quello che raccontavamo ieri, e, se  sentite un tonfo, sappiate che è l'asino che è cascato.  L'ho detto che era attinente. Non si risponde ai  bisogni di cura di base, quelli assistenziali, perchè mancano le figure professionali: però ne sforniamo a ciclo continuo in corsi da 1000 ore.

Non resta che tirare le somme. Domani.

Buona Giornata.

Angela

martedì 19 maggio 2026

L'attinente, per oggi.

 Finita la convalescenza si riparte con i discorsoni, attenzione perché andiamo per passi successivi e oggi dobbiamo gettare le basi, che significa definire ciò che non va discusso. I paradigmi. I postulati. Non vanno discussi perché sono veri e basta, mai perdere tempo ed energie quando non è necessario,, è la regola indispensabile per centrare gli obiettivi:  non quelli che mirano alla performance, ma quelli di tutti noi.

Il presupposto fondamentale è che tutto ciò che riguarda la cura non viene assolutamente preso in considerazione dalla struttura amministrativa a tutti i livelli: questo perché possono essere fatte leggi e proclami, ma se poi si dice che l'importante è definire le cose e non importa se non abbiamo gli stanziamenti, vuol dire che il problema non è gestito. Senza se e senza ma. 

Questo vale per tutte le professioni di cura: il secondo presupposto di oggi è che in questo momento ci limitiamo alla disabilità, altrimenti non ne veniamo più fuori. 

Il passaggio successivo di questa mancata strutturazione è che la persona che ha necessità di cura non è presa in carico, dal punto di vista assistenziale e/o educativo e/o-sanitario. 

Passo successivo che però è fondamentale: la conseguenza diretta, della mancata strutturazione di una precisa volontà di gestire percorsi di cura della disabilità appropriati, è l'assoluta mancanza di investimenti sul personale. Questo elemento si verifica sia in termini di numeri che in termini di qualità del personale stesso. 

Sappiamo tutti che mancano i sanitari a tutti i livelli: questo diventa più determinante per quanto riguarda la presa in carico della malattia cronica, dove mancano appunto i sanitari, ma anche il personale socio assistenziale, e anche il personale educativo apposito. Quando c'è, viene pagato ancora meno dei contributi che ricevono i disabili stessi, che vuole dire il nulla dopo il nulla cosmico. 

Non esistono nemmeno numeri per definire quelle cifre, perché dal punto di vista del loro significato sono una pena infinita. Questo fa sì che i professionisti coinvolti semplicemente cambino mestiere. 

Qual è il primo meccanismo fondamentale da far emergere: che mancando un'organizzazione strutturale tutto viene gestito a progetto, e già con la parola progetto abbiamo capito tutto, entriamo nel solito mondo del fine a se stesso degli enti che supportano la loro esistenza ontologica eccetera eccetera. 

E quando si parla di progetti si arriva alle scatole cinesi di un incarico dentro l'altro: per cui il supporto alla disabilità, invece di essere strutturato, viene frammentato e affidato a enti esterni, classicamente cooperative, con la terzializzazione della terzializzazione della terzializzazione.

I fondi stanziati sono appunto assolutamente incongrui, ma con questo meccanismo vengono comunque ulteriormente sprecati, perché la dispersione è continua, in mille rivoli inutili, tutto ha sempre una scadenza talmente breve che non ci può essere nessun significato vero nell'impatto di quell'idea assistenziale sulla vita della persona coinvolta. 

E poi il dato fondamentale: in tutti quei mille rivoli lì, di uno che dà l'incarico all'altro, la qualità del servizio è qualcosa di non dignitoso per tutti i motivi sopracitati: la mancanza distanziamenti, la mancanza di programmazione e, sinceramente, la mancanza di competenze. 

Il sistema dell'appalto del subappalto dell'appalto sappiamo bene quanto sia disastroso, fallimentare, indegno in tutti gli ambiti, basti pensare a cosa succede nei cantieri edili, fino alla tragedia. Immaginate lo stesso discorso applicato alla cura delle persone, che avrebbero bisogno di interventi che hanno una loro continuità nel tempo, continuità dovrebbe anche comprendere il rapporto diretto di conoscenza profonda.

Ovviamente le responsabilità stanno sicuramente a tutti i livelli, ma soprattutto in alto in alto. Dobbiamo però dire che anche il livello intermedio sta bene, in quanto a responsabilità: per intenderci, i servizi sociali territoriali sono quelli molto penalizzati perché non hanno effettivamente risorse; ma nel momento in cui è evidente che la cooperativa a cui danno gli incarichi manda degli operatori che non sono proprio per la quale, avrebbero il dovere di verificare e procedere, e non dare risposte tipo: Signora Mia, purtroppo bisogna accontentarsi, prendiamo già il buono che c'è nel fatto che le arriva a qualcuno ad aiutarla.

Ma dai.

Nel momento in cui il problema non viene riconosciuto, indipendentemente dal fatto che si fa come si può, la responsabilità è netta. La disonestà intellettuale è sempre una colpa.

Fermiamoci qui e facciamo il passaggio successivo domani, con un aspetto apparentemente non attinente.

Ieri ad un certo punto è arrivato Tecnico, perché sono settimane che non si vede più buona parte delle emittenti televisive, ma non è stato possibile occuparci anche di questo : buongiorno Tecnico, è bello che tu sia qui, però lo sai che se ti abbiamo chiamato è perché c'è un problema, non solo perché siamo felici di vederti. Chissà se è colpa dell'amplificatore di segnale che hai messo nel sottotetto nel 2023 quando ti sei rifiutato di ripararci il tubo catodico che aveva appunto a 23 anni? Chi lo sa, risponde Tecnico, io disfattista.

Così Tecnico ha verificato Prima di tutto il segnale che arrivava alla televisione e ha confermato che era penoso:  siamo saliti nel sottotetto, e io andavo avanti e indietro a somministrare farmaci a Fabullo, le scale fanno bene,  e intanto che eravamo nel sottotetto è arrivato il camion che ci portava un nuovo bidone per i rifiuti speciali, e il Vicinato ha aiutato Tecnico e supervisionato Fabullo; e mentre il camion bloccava la strada è arrivata una macchina non congrua (nel senso che non sapeva come funziona questa via qui, con molta filosofia) che doveva assolutamente passare quindi il camion ha dovuto entrare in cortile dove c'erano già due furgoni, il nostro e quello del tecnico. Poi è andato via quello del bidone e intanto Tecnico è sceso dicendo: il problema non sta a livello dell'antenna ma qui in questa casa. Tecnico, anche tu, però, dimmi qualcosa che non so. 

Quindi si è messo a fare scorrere un cavo nei muri dandomi il compitino di andare a sentire nelle scatole elettriche se si bloccava oppure no, la piccola elettricista provetta. Contemporaneamente proseguiva la gestione fabullica e la cottura della cena, ma questa era una storia rimossa. La scatola è stata trovata e tecnico ha cambiato il componente, mentre contemporaneamente  bruciavo gli spinaci come sempre, e arrivava il ragazzo dell'ossigeno, perché la bombola si era inspiegabilmente svuotata anche senza usarla, probabilmente perdeva. 

Il ragazzo dell'ossigeno ha salutato Tecnico, perché alla fine tutti conoscono sempre tutti, ed è andato a vedere anche lui le scatole elettriche. 

Intanto è arrivato altro Vicinato per salutarci. Io ho pensato dentro di me che forse siamo una gabbia di matti ma pazienza.

L'altra cosa che ho pensato è arrivata nella mia mente contorta alle due del pomeriggio, mentre mangiavo una mozzarella a morsi e un barattolo di ceci precotti a cucchiaiate: che ero contenta perché stavo bene, quella lì per noi è una mattina che è solo normale. Ho pure mangiato una mela a piccoli pezzi, perché se aspettavo di cuocerla diventavo vecchia. 

Cavarsela è meraviglioso.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 18 maggio 2026

Una mattina.

Una mattina il sole si è svegliato (noi no perchè eravamo già desti),  è entrato all'alba e tutto era diverso: il mio dolore alle povere ossa del cranio non era completamente scomparso, ma era qualcosa di più domestico. È stato giusto aspettare che la seduta di osteopatia facesse effetto, perchè ha portato  molto molto bene.

Non è  passata del tutto, ma ci sono ottimi presupposti, basta una tachipirina nei momenti peggiori e funziona, e comunque ci devo tornare non appena le contingenze cosmiche elaborano un appuntamento per noi accessibile. Il fatto che sia andata meglio nel fine settimana, che è il momento più cupo, quello a cui guardiamo come il babau sotto il letto nella notte, perché richiede una concentrazione, e una velocità, e un affastellarsi di cose minuto per minuto in modo da non compromettere poi l'evoluzione della settimana stessa: ecco, che sia andata meglio in quel frangente lì, è proprio indicativo di qualcosa che sta cambiando. È stato come sentirsi rinati, scoprire che esiste la primavera, che il cucù di giorno e l'assiolo la sera sono lì per noi,  che vuoi che siano due doloretti qua e là rispetto a prima. Ci vuole ancora moltissima cautela nel mangiare, il che complica non poco la vita, perché significa anche avere a disposizione sempre le cose giuste, non si può pescare l'insalata scondita con le mani a tutte le ore pur di ingurgitare in caso di bisogno: la frutta e la verdura devono essere cotte, la frutta secca deve essere tutta tritata, e tutto questo va eseguito un gesto dopo l'altro in un tempo che è quello necessario; tutto deve essere comunque gestito a bocconi piccolissimi, che durano un'eternità, e tenendo conto delle nostre condizioni di base non è proprio semplice; e la strutturazione vuole che non ci siano mai stati i pasti organizzati della nostra giornata, ma adesso è saltato tutto per aria perché si sviluppa in in piccoli morsi continui in tutte le ore comprese tra le cinque e mezzanotte.

Ma tutto è meglio del dolore falcidiante, dirompente, annichilente.

Quindi, proseguiamo con passo felpato, ma siamo sinceramente contenti tutti noi qui, perché la situazione era proprio addolorata, a tutti i livelli.

Voglio raccontarvi di come è stato bravo Fabullino nostro in tutto questo: lui si preoccupa sempre moltissimo quando vede che si arranca più del solito. In queste lunghe settimane ci sono stati momenti in cui è stata proprio richiesta la sua collaborazione: Fabullino mio, ho la necessità di riposare cinque minuti di seguito senza nient'altro, intanto che riordino fai la pipì subito, così sistemiamo tutto e poi veramente pianifichiamo cinque minuti con la testa appoggiata allo schienale della poltrona, per placare un attimo i coltelli gli spilli e le asce, salvo emergenze tipo satelliti che ci precipitano addosso.

E Fabullo immediatamente annuiva e si organizzava anche lui per sbrigare la pratica.

Io vorrei sempre dire che Fabullo continua a mettercela tutta ogni singolo istante.

Chissà cosa accadrebbe in questo povero mondo se tutti facessero il proprio dovere, come lui, per mandare avanti la vita in comunità necessariamente interdipendenti.

Abbiamo addirittura passeggiato per la via, salutando tutti. 

Nel frattempo  sono proseguiti i lavori per fare diventare ceruleo il bagno piccolo, circa un metro quadrato, nonostante Paulo Aimo Pittore Sistino non volesse cogliere il connotato culturale fondamentale nell'esistenza di tale presenza cromatica.

Ma ti sembra che io vado da Colorificio e gli chiedo il ceruleo, manco fossimo quelli del Salone del Mobile di Milano con le installazioni varie? Mi prendono in giro che li sentono fin oltre il Monferrato.

E invece è andato da Colorificio, come si fa tra noi provinciali, si è appoggiato al bancone e ha proferito qualcosa del tipo: ma tu lo sai che a casa mia vogliono il ceruleo?

Colorificio non si è messo a ridere con grande goduria, ma ha semplicemente allargato le braccia e ha  detto Cose che capitano di questi tempi, e gli ha dato il ceruleo. Sfumatura chiara. 

Buona Giornata.

Angela

venerdì 15 maggio 2026

Scelta dei dati certi.

 Il Grande Capo Osteopata ha fatto l'impossibile per riequilibrare la qualunque, e quindi facilitare la rimozione dell'infiammazione.ù: sono passate poche ore da ieri sera, vediamo un pò.

Siamo tutti d'accordo che bisognerebbe fare tante cose: fare un eventuale valutazione per i bite notturni, riposare perché è l'unico modo per guarire le cose, prendere integratori specifici per la rigenerazione delle fibre nervose periferiche, prendere delle robe molto buone che attutiscano il dolore specifico, proprio la lyrica che dice Boog, che è l'unica cosa sui tempi lunghi; la Palliativista Santa Subito sta studiando dosi minime efficaci che però permettano la nostra quotidianità.

Cercando di capire quanto tutto sia compatibile, per l'appunto,  con quella nostra quotidianità.

Facciamo che chiudiamo questa settimana e confidiamo negli effetti dell'osteopatia piano piano, barcamenandoci, navigando a vista. Quando è così, tra le mille azioni che vanno scelte nella giornata, tutte da fare, le importanti oltre alle urgenti, scelgo la rendicontazione economica dei progetti: basta caricare fatture, mettere numeri, fare tabelle, sono dati certi.

Pazienza.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 14 maggio 2026

Per pietà di nuovo.

 Siamo nuovamente in allarme rosso con i dolori del povero cranio. La battuta vorrebbe che si dicesse che ne ho fino in testa, ma stavolta è talmente scontata e soprattutto appropriata da non essere congrua, una non battuta,

Le dosi alte di cortisone avevano attutito il dolore, anche se ero stonata che non sapevo veramente più chi ero; mi mettevo degli appunti per ricordarmi qualunque cosa, tipo respirare o mettermi le ciabatte.. Adesso il dolore è di nuovo stellare, probabilmente perché sto scalando il farmaco e, soprattutto, mi sono concessa a cena di mangiare un po' di pane e nella notte si è scatenato tutto quanto, a partire dalla mitica articolazione temporomandibolare dentro l'orecchio sinistro, che mi sarei svitata l'orecchio, staccato i denti con le tenaglie, cavata due occhi su due.

Tramite il solito giro organizzativo che farebbe invidia alla più organizzata delle organizzazione (e che dimostra una volta di più che i modelli umani basati sull'individualismo sono destinati al fallimento), oggi vado dal Grande Capo Osteopata per vedere di far sistemare un pochettino le cose. Contemporaneamente, la Palliativista Santa Subito sta fornendo indicazioni per un farmaco utile al dolore neuropatico, da avere in casa e  prendere se divento matta completamente, e in dosi non troppo alte per poter condurre la giornata come fanno quelli che non possono stare seduti sui taburetti a riflettere.

Mammasantissima.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 13 maggio 2026

Seduti contenti.

 La giornata di visite con la specialista della scoliosi in AperCrescere è andata benissimo. Sono stati tutti così consapevoli del buono: le famiglie per il servizio offerto; i professionisti che hanno lavorato, perché hanno avuto l'idea di aver fatto qualcosa di fatto bene; le volontarie che hanno supportato tutto, perché tutto è filato liscio. 

Sapete, in questo mondo dove tutti fanno gli autoproclami e pubblicano le verità più intelligenti della storia, ovviamente a titolo esclusivamente personale per quanto concerne la valutazione dell'intelligenza in oggetto, per spiegare agli altri che non capiscono tanto bene e meno male che ci siamo noi a spiegarvi che siete dei tontolini, ecco, in questo mondo qui, bisogna restare umili. 

Ma non l'umiltà falsa,  dell'io sono poverino ma lo so che tanto non mi fregate perché sono più furbo e non mi bevo niente; il restare umili davvero, di quando la mattina ci si alza e si fa il proprio dovere in questo mondo con gli altri.

Però ogni tanto è bello semplicemente stare seduti, soprattutto perché si è troppo stanchi per stare in piedi, e essere contenti, nella pienezza di sapere che qualcosa di buono lo si è fatto. 

Vi abbracciamo. 

Buona Giornata. 

Angela

martedì 12 maggio 2026

Il regalone.

 Oggi Abilità Per Crescere riceve un regalone: tramite un giro di professionisti di grandissime competenze che ci aiutano, perché condividono il modo di lavorare e il principio cardine che il progetto riabilitativo debba essere qualcosa di serio e non una roba giusto per dire che si offre il mitico servizio che non serve, arriva una grande specialista nella valutazione delle scoliosi nelle patologie neuromotorie pediatriche. Viene a vedere appunto un po' di bambini, ci viene regalandoci il suo lavoro, e per le famiglie è un servizio inimmaginabile per le difficoltà logistiche ed economiche che avrebbe comportato l'arrivare da lei: in più questa visita verrà fatta in presenza di tutta l'equipe riabilitativa, per cui il bambino verrà considerato davvero nella sua globalità. Parliamo di soldoni imprtanti: considerando tutti i professionisti che sono coinvolti, ogni visita vale più di €300, solo per dare un'idea, e ci teniamo ancora sull'umile, senza contare appunto la parte regalata.

È stato veramente un lavorone arrivare fin qui dal 2012, ai limiti di ogni fatica e sforzo economico, però siamo contenti.

Fabullo non parteciperà alla valutazione perché poco cambierebbe ed è giusto lasciare spazio agli altri. Era programmato che io fossi lì a dare una mano, ma lasciamo perdere anche questo, e una serie di Grandi Persone dell'Associazione faranno tutto benissimo, quindi va bene così.

E vi abbracciamo tutti Amici Amatissimi, perché è anche grazie a Voi che siamo arrivati qui.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 11 maggio 2026

Evidentemente.

 Erano un po' di giorni che avevamo il dubbio che ci fosse qualcosa che non andava con la peg: dolori a toccare, un po' di fastidio nello stare in carrozzina: ma nemmeno sempre, nemmeno troppo. E’ che ci ricordavamo il peggio, e tutto è meglio del peggio.

Poi: sapevamo di non avere più fatto le verifiche del diametro del palloncino, che non deve diventare troppo piccolo; ma un po' a inizio aprile abbiamo avuto il grande pasticcio della peg tenuta aperta come tentativo per evitare decubiti interni, tentativo fallito ma ci abbiamo provato, e ci abbiamo messo un bel po' a recuperare, e non abbiamo più toccato niente; in più tutto è stato molto difficile con la storia del povero cranio.

Sabato mattina, però, qualcosa proprio non andava: abbiamo verificato, e il palloncino era 4 ml invece che 8; sgonfiarlo e rigonfiarlo ha creato a Fabullo un dolore che l’ha reso più bianco di uno spettro, tutto ha cominciato a gonfiare, tutto era intrappolato.

L’incubo.

Ovviamente, per altro, di sabato mattina. Tutti i Medici Santi Subito sono stati chiamati e la peg è stata cambiata al volo, con il palloncino gonfio il giusto.

E poi abbiamo pregato. E basta. Di meglio non sappiamo che fare. Nel pomeriggio Fabullo sorrideva, e ci diceva che stava meglio.

Che bravo. Che irrevocabile impegno sempre, che ci mette.

Che strazio, che stare attoniti. Sapete come dice il Saggio: che Gli uccellini nel vento non si fanno mai male; noi, non siamo uccellini, evidentemente.

Ieri, domenica, la situazione era stabile, con le medicazioni da fare.

Ieri, domenica, dopo un sabato così, il mio cranio stava decisamente decisamente meglio. Dopo quasi due mesi le stilettate erano lievissime. Direi che la dose di cortisone che basterebbe ad un cammello, per la traversata di due deserti senza pausa, e ce ne sarebbe ancora per un elefante che potrebbe spostare i tronchi di mezzo Bengala senza dolori, ecco, qualcosa sta facendo. Speriamo che duri. Da oggi si scala.

Auguri alle Mamme, ci mancherebbe. Ma auguri alla nostra Luana, che è bello che quest’anno è nata per la Festa della Mamma, che bello che è qui con noi, come le vogliamo bene e la abbracciamo.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 8 maggio 2026

Ceruleo. Siberiano.

 Il cielo a Ivrea era ceruleo (come la tinta da dare in bagno, Paulo Aimo Pittore non apprezza il contributo culturale della faccenda e dice che ci mancava Miranda, oltre alle idee di sua moglie e le sue amiche), le montagne vicine e bianche, il vento siberiano.

Per cui ho camminato 5 minuti all'andata e 5 al ritorno, percorso i vicoli, usato scalini che conosciamo noi indigeni, mi sono sentita un genio perché non mi sono persa, ma le ossicine non hanno gradito.

Il tempo di attesa è stato zero, il dottore era proprio l'otorino con cui aveva parlato il Medico Santo Subito. Mi ha guardato le orecchie, fatto la fibroscopia al naso, guardato bene la TAC e dichiarato che non è sinusite ma mega nevralgia da infiammazione dell'articolazione temporo mandibolare, probabilmente con inizio virale.

Certo che Lei ha un male feroce, e certo che l'antibiotico non ha fatto niente, servono i farmaci per il dolore neuropatico: però Lei con questa situazione a casa non so come fa, le danno sonnolenza. Prenda almeno di nuovo il cortisone, altrimenti non si va da nessuna parte.

Quindi cerco di andare dal Grande Capo Osteopata il prima possibile.

Poi sono tornata a casa ed ero stravolta, ho preparato la cena, ho assaggiato un cucchiaino di sugo per vedere se era pronto e ho visto le stelle per quel movimento lì, apri chiudi deglutisci.

Per carità.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 7 maggio 2026

In missione.

 Parto e vado dall'otorino, l'appuntamento è in ospedale per le 8 e mezza, il quale ospedale sta nel disastro più totale della viabilità eporediese sempre, adesso di più. E' imposteggiabile e bisogna trottare e va bene. Pazienza se sembra la Scozia a novembre, il microclima di Ivrea con il vento che scende dalle montagne sempre e comunque, non sarà particolarmente piacevole, ma io giro con la sciarpa e il cappello per il povero cranio.

Ci sono molti aspetti positivi rispetto alla scorsa settimana: siamo molto più tranquilli dopo la Tacm prima di tutto. Poi non mi perderò, perché, se so che devo andare in ospedale, vado in ospedale e non mi distraggo finendo a casa di qualcun altro come è successo per la TAC. Magari mi perdo all'interno dell'ospedale e mi ritroveranno dopo cinque mesi addormentata in uno sgabuzzino, su questo non garantisco.

Rispetto alla settimana scorsa, perché tutto è meglio del peggio più peggio, non ci sentiamo di essere negativi, perché è una parola troppo pesante: diciamo però che speriamo che sia una visita proficua, che confermi o escluda delle diagnosi così poi andiamo avanti. Speriamo di non trovare qualcuno che fa passare la visita alla veloce dandomi un altro appuntamento dopo 20 secondi, perché non si comprende  che io ho tanto male, ma tanto tanto, e la gestione della quotidianità è tanto pesante, ma tanto tanto.

L'altra speranza è che, siccome il Medico Santo Subito spera nella fibroscopia immediata, non mi facciano ancora più male per necessità; che però me la facciano, che troviamo un dunque.

Parto con in tasca i calmanti, che servono a poco, ma si spera un pochino, per tamponare eventuali situazioni. Ed eventualmente lancerò un messaggio di soccorso e qualcuno verrà a recuperarmi, se sto troppo peggio di come sto attualmente. Beati noi che siamo amati.

E basta.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 6 maggio 2026

La giornata sociologica.

Dopo la metafisica oggi passiamo alla sociologia.

Torniamo a bomba sulla famosa legge sui caregiver, ancora da approvare, già completamente imbecille nella sua formulazione, ma soprattutto nei suoi stanziamenti: e prendiamo come postulato, senza nemmeno discuterci, che dire che già il parlarne e fare una legge è qualcosa di importante, anche se non si stanziano le risorse congrue, è un'affermazione completamente babbea, ipocrita, legata solo alla personalizzazione della politica. E fermiamoci qui per andare oltre.

Quello che va detto è che ovviamente gli enti che a vario titolo rappresentano i caregiver sono chiaramente arrabbiati come delle bisce e hanno assolutamente ragione. Sono arrabbiati gli enti come astrazione, figuratevi le povere persone, quando hanno il tempo di pensarci.

Sta ovviamente però succedendo la solita cosa che capita quando i servizi non esistono: la guerra dei poveri.

Perché gli enti rappresentativi semplicemente si stanno moltiplicando che neanche la gemmazione dei protozoi e tunicati.

Ovviamente si struttura in noi contro voi (dove gli attori non sono gli utenti nei confronti di Quelli Che Sanno, perché sarebbe legittimo, ma sono gli utenti contro gli altri utenti ; perdonatemi la parola utenti, non attacchiamoci ai dettagli e andiamo avanti per capirci. Le vittime contro le vittime). Altrettanto ovviamente, non sempre le proposte di guerra sono condotte con coerenza e competenza, anche perché non è vero che le competenze si inventano all'Università della Vita.

È il classico meccanismo tristissimo che si struttura quando alla base non c'è niente, e quindi ciò che prevale è sempre e solo la disperazione e la necessità di sentirsi considerati. È sempre il meccanismo, purtroppo, che porta al fallimento di tante cose.

Però è un frangente (letteralmente: il confine che si spezza sempre) che è comprensibile, chi si ribella e ci prova ha sempre ragione in queste situazioni, perché non ha nulla di nulla da perderci : l'avvilimento sta appunto nel risultato.

Buona Giornata.

Angela

martedì 5 maggio 2026

L'attacco metafisico.

 Usiamo la vita per riflettere sulla vita: mi permetterei anche di dire che, chi sta come d'autunno sugli alberi le foglie (il che, scusate la brutalità, è una condizione che riguarda tutti noi), non ha tanta scelta oltre a questo e all'alzarsi ogni mattina per fare il proprio dovere per la comunità umana.

Insomma, partiamo con gli attacchi di metafisica.

A posto, siamo, mia cara, che parti con Ungaretti quando è il 5 maggio, dice LA PAOLA serafica e saggia. Non era voluta, dico io.

Noi siamo fortunati ad avere davvero dei bravi medici che ci seguono, il Medico Santo Subito ieri mattina è venuto per visita doppia a due utenti coabitanti, cioè Fabullo e me stessa medesima.

Ha anche guardato le immagini della Tac, che intanto sono arrivate, e ha ribadito che in questo momento non sappiamo bene che cosa c'abbia il mio cranio, cominciamo a scremare con l'otorino e poi vediamo come procedere eventualmente.

Però, la riflessione è questa: i nostri medici, che colgono molto bene la quotidianità, in questo momento si fanno il problema dell'impatto del dolore, non solo quello dell'anima, ma anche quello, in questo caso, delle ossa del cranio: l'impatto che può avere sulla vita. E peraltro, ci sia concessa l'umiltà di dire, sulla vita un filo più complessa di chi sta seduto sul taburetto a esternare perle di saggezza  che non si sa bene da quale anfratto galattico provengano,  di cui è pieno questo mondo e di cui tutti abbiamo indubbiamente negli esempi intorno.

Noi vediamo i nostri Medici veramente addolorati per noi: e sicuramente lo sono per tutti i pazienti che seguono nelle nostre condizioni di complessità, per cause diverse. Li vediamo addolorati quando non sanno cosa fare e si rendono conto che il dolore veramente cambia l'esistenza sotto tutti gli aspetti; ed è forse anche per quello che poi magari si perde la pazienza quando qualcuno decide che deve essere badato per un'unghia incarnita; o, vergogna abissale,  si inventa con grande stupidità malesseri inesistenti pur di ricevere supporti vari e potersi dichiarare inabile a qualcosa: e anche questi li conosciamo tutti.

Anche ieri il Medico Santo Subito aveva in mente un farmaco per il dolore, perché la scienza ha fatto grandi passi avanti per fortuna, e non è più accettabile che uno soffra e basta. Il problema però sta nel fatto che Fabullo va badato, e quel farmaco lì non lo concede.

Per questo il Medico Santo Subito era veramente prostrato.

Così siamo stati tutti felici quando una dose da cavallo di Tachipirina ha attutito la faccenda per un po', e io mi sono sentita un'altra persona, capace di muoversi con quasi i soliti ritmi e di riuscire a chiacchierare e ad ascoltare tutti quelli che sono entrati in casa.

La riflessione quindi va in duplice direzione: amiamo ciò che abbiamo, che sembra una di quelle robe da Bacio Perugina; e, dall'altra, non dobbiamo volerci troppo male quando perdiamo la pazienza nell'incontrare la categoria degli Inetti ( proprio quelli degli esempi letterari, intendo, perché Zeno è meraviglioso da leggere, se ci dovessimo convivere lo prenderemo a battipannate). Non la meritano mica, la nostra pazienza.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 4 maggio 2026

Punteruolo con sollievo, May the 4th.

 Un Amico Amatissimo, vedendoci afflitti, disperati e sconsolati,  e considerando la mia personale impossibilità di avere sempre le mani sulla testa o sulla faccia per lenire il dolore,  visto che le mani mi servono per qualcos'altro,  tutto il giorno, tutta la notte,  ha fatto una magia e  procurato in anticipo il referto della TAC: in modo da tranquillizzare tutti, anche se i medici erano sereni, sono molto preoccupati per l'impossibilità di gestire quotidianamente il dolore e quindi il suo impatto nella nostra vita.

La tac è negativa, su tutti i fronti, a questo punto ci è stato possibile confermare che questa settimana ci sarà la visita con l'otorino per vedere se sia quella la direzione da prendere oppure no.

Devo dire che avere il punteruolo nel cranio,  ma con un sospiro di sollievo, è stata una bella sensazione: anche le fitte sono state qualcosa di meglio.

È sempre incredibile imparare ogni giorno quanto ci siano sempre alternative peggiori.

Il primo che parla di bicchiere mezzo pieno lo abbatto senza dolore e invoco il diritto alla mentecattaggine proprio per le fitte continue. 

Anche stavolta ce la stiamo cavando perché non siamo da soli, Amici Amatissimi. May the 4th.

Vi abbracciamo.

Buona Giornata.

Angela