martedì 23 gennaio 2024

Cose belle. Esistono.

 Cose belle.

Sto facendo gli ordini per procurare il materiale per il progetto di baby-wearing della Onlus, domenica ho appunto comprato fasce e marsupi, la terapista specializzata in questa tecnica mi ha preparato elenco e fornitori.

Per portarmi avanti nella futura rendicontazione, sto cercando di pagare tutto con bonifico bancario, invece che con carta, perché così ho una quietanza di pagamento con tutte le causali e lavoro di meno. 

Su alcune piattaforme la possibilità di bonifico era già contemplata; su altre no, e ho quindi scritto per chiedere comunque la possibilità di ricevere l’iban e un numero di ordine da mettere in causale.

Ho spiegato che era un' esigenza progettuale e ho anche inserito link vari del progetto nella speranza che mi prendessero talmente sul serio da non liquidarmi che tanto la carta c’è.


Una piccola azienda italiana, che ha sede a Pesaro, che si chiama Koala Babycare, mi ha contattato e mi ha detto: che bella cosa che fate, noi Ve lo regaliamo il marsupio, vogliamo sostenervi.

Giuro.

Esistono le Persone così.

Buona Giornata.

Angela 

lunedì 22 gennaio 2024

Tutto bene. Però.

 

Scartoffie, scartoffie e ancora scartoffie.

Senza fine. Senza possibilità di aggrapparsi al molo, nuotare e nuotare, sempre, annaspando e bevendo anche un po'.

Regolarmente questa è la nostra domenica. Io sto seduta davanti alle finestre, ma tra una finestra e l’altra perché troppo a destra non c’è il tavolo e troppo a sinistra non c’è internet.

Ad un certo punto capita che ci sia una motosega. Vabbè, capirai, capita. E’ molto vicina, in effetti, ma capita. Poi qui tutto rimbomba, tra le vie piccoline, non si capisce mai nulla. Non mi sono alzata per ore. Non ho alzato gli occhi per ore.

Poi, quando è buio, attraverso il cortile alla volta del garage, la gita della giornata.

Vedo tutti i rami dei quattro alberelli potati, la legna in un angolo.

Messaggio: ma sei venuto a potare? Ma perché non sei entrato a fare merenda?

Eh, non ti ho visto e pensavo steste dormendo.

Sottotitolo non scritto perché il Vicino è un Signore: se uso la motosega ad un metro da te, il cui fracasso non è esattamente l’armonia lontana e sottile di un fringuello, e non ti vedo, io immagino che siate nei pasticci con Fabullo e non mi oso ad entrare (PS: non mi oso è locuzione tipica del profondo nord ovest).

E ha ragione. Non è possibile essere così presi dalle cose, quelle più odiose di tutte, e non riuscire ad accorgersi degli Amici a due passi nel nostro giardino, che nemmeno si muovono in silenzio. Per altro, venuti ad aiutarci.

Questo la dice lunga su come funzioni il tutto qui.

Non importa, la merenda un altro giorno.

Però. Molto però.

Abbiamo bruciato la torta salata tutti presi a guardare Nero Wolfe sceneggiato italiano del 1969: ci piace. La torta bruciata un po' meno, ma l’abbiamo mangiata perché non era tutta carbonizzata e quella c’era.

Per il resto, tutto bene.

Buona Giornata.

Angela

 

 

venerdì 19 gennaio 2024

Metafisica affettiva e minestrone da passare.

 

Procediamo con la metafisica affettiva.

Che è una nuova branca del sapere filosofico, mia cara? dice LA PAOLA.

Può essere, dico io creata ad hoc or ora. Oppure, molto ma molto più semplicemente, è semplicemente una delle mie corbellerie, sempre così innumerevoli. Non posso garantire.

Volevo quindi raccontarvi che quando siamo andati all'officina ortopedica a Torino è stata una bella mezza giornata, anche perché tutto è filato liscio: oltretutto quando siamo arrivati in anticipo la temperatura artica si era fatta, dal lato della strada al sole, anche lievemente più mite. Ed è stata un'immensa fortuna perché Fabullo in questa carrozzina sta proprio soffrendo, era impensabile pensare di aspettare in macchina perché avrebbe pianto come un pazzo e rischiavamo che stesse male: per cui abbiamo passeggiato un pochino sul lungofiume, ed era una cosa possibile, con ovviamente addosso i piumini e i berretti.

Contesto: siamo andati in una zona di Torino assolutamente popolare, un vecchio quartiere, con nulla di barocco, nulla di sabaudo, nulla di artistico. È stato rivalutato un pò perché dall'altro lato del fiume hanno creato un grande polo universitario al posto di vecchissime fabbriche in disuso, e ovviamente anche i frequentatori della zona sono un cambiati. Il fiume in questione è la Dora, ma lasciatemi fare la provinciale: non la nostra Baltea, diretta dalle montagne, impetuosa sempre, piena di acqua di ghiacciaio, cerulea come dice un saggio. Lì era la Riparia, che a Torino è una roba fangosa inguardabile.

Il solito discorso: potendo scegliere, non si passeggia lì.

Poiché era stato un bel pomeriggio, mentre tornavamo in macchina, nel traffico penoso ma non troppo, nulla di romantico, tra i quartieri di Torino Nord dove la poesia non è proprio scontata, ho detto a Paulo Aimo Autista: ma guarda che bello!

Che cosa sarebbe bello, di grazia, chiede Paulo Aimo Autista, cercando di non prendere in pieno uno che aveva cambiato corsia in uno spazio virtuale, perché non c’era.

Tutto. La gente che cammina per andare a casa, i bambini che saltellano usciti da scuola, i bar malfrequentati, guarda che bello quel verde nuovo dei furgoni in esposizione all’Iveco (solo per darvi un’idea di dove eravamo, che roba bucolica), il 4.  Mi piace tutto.

Paulo Aimo Autista Saggio ha capito perfettamente ma anche osservato: è tutto entusiasmante anche perché non guidi, che, se non avessimo svoltato a sinistra prima, poi   in Piazza Sofia ci dormivamo prima di passare.

(Ricordate: le svolte a sinistra a Torino sfidano ogni legge del buon senso, si svolta a sinistra solo da controviale destro).

Ho concordato con Paulo Aimo: piuttosto di guidare lì io mi ci buttavo sotto il 4, altro che guardarlo.

Ma, poiché non guidavo, mi piaceva tutto.

Veniamo al punto che mi ha fatto tanto contenta.

Nessuno sano di mente sceglie di trascorrere la vita in casa senza contatti con il mondo. Nessuno. Se però capita, uno se la fa andare: e quindi è bello stare in casa nostra, al caldo, con i colori belli, la porta che si apre, il silenzio, il bollitore.

Ma finchè ci si scopre contenti di vedere il mondo, di affrontarlo, di cambiare abitudini (dato il postulato fondamentale  per cui tutto sia andato bene e non si striscia dalla stanchezza o dal dolore), anche se quel mondo non è per forza l’aurora boreale o i ciliegi di Kioto, ecco, allora, forse, vuol dire che troppo male con la testa non si sta.

Permettetemi di esserne contenta. E poi passo il minestrone per cena.

Buona Giornata.

Angela

 

giovedì 18 gennaio 2024

Come al bar.

 

Noi abbiamo passato un bel pomeriggio.

Davvero.

Avete presente quando le persone si trovano in esperienze drammatiche, ad esempio delle emergenze piuttosto che dei ricoveri ospedalieri, e poi raccontano che ci sono stati anche dei momenti intensi e belli da ricordare circondati da belle persone?

Ecco.

E’ evidente che nessun individuo con un livello di equilibrio psicologico ritenuto nella norma desideri trovarsi in esperienze spiacevoli. Assolutamente.

Detto in termini molto molto più terra terra, il mitico pian dei bàbi del profondo nordovest,  che vi assicuro essere sempre rasoterra, nessun sano di mente se le va a cercare.

Però è altrettanto ragionevole accorgersi di ciò che è bello nelle situazioni che belle non sono. Soprattutto se le suddette situazioni non sono sporadiche e momentanee, ma rappresentano anzi la costante in cui vivere.

Tutto questo per dire che, se potessimo scegliere, non passeremmo certamente il pomeriggio all'officina ortopedica, dove siamo arrivati addirittura con 20 minuti di anticipo, che è assolutamente qualcosa di spaziale, e abbiamo trovato parcheggio lì davanti. Ma avendolo dovuto trascorrere il, il benedetto pomeriggio, abbiamo veramente assaporato l’essere con persone che ci piacciono, che ci sono amiche, che ci accolgono con calore e che si impegnano tanto per Fabullo.

C'erano una dei nostri terapisti, uno dei nostri tecnici preferiti, la signora si occupa del confezionamento delle ortesi, nel senso che le cuce.

E quindi prendevano misure e cucivano, poi riprovavano e cucivano di nuovo, perché era un lavoro assolutamente complicato. Ma, intanto, noi siamo stati seduti al caldo, Fabullo era sdraiato bello tranquillo, ci siamo raccontati di tutto come se ci fossimo trovati al bar, anche se è abbastanza paradossale dire una cosa del genere. Ma non lo è nel mondo all'incontrario delle Famiglie Isteriche, quelle che al bar non ci vanno, e trovano i momenti per chiacchierare come e dove li colgono.

Avremmo potuto essere in una sala d'attesa affollata, a fare dentro e fuori da un ambulatorio, con qualcuno che faceva il suo lavoro facendocelo cadere dal cielo.

E invece no.

Sempre accorgersi di qualcosa quando è bello.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 17 gennaio 2024

Aneddoti.

 Esistono eccome gli esempi calzanti che fanno comprendere tempi, modi, pensieri laterali del mondo all' incontrario delle Famiglie Isteriche. Perché è basilare entrare in parametri di valutazione diversi per le congiunture quotidiane, per tutti gli assi cartesiani che possono venirvi in mente.

Signora Mia, già che Lei utilizzi la parola diverso non va bene, denota distanza dall'idea di inclusione, diverso da che, la normalità non esiste, se proprio Lei parte così non ci siamo. Dicono Quelli Che Sanno. Ohhhhh, ma quanta profonda ponderazione, dico io.

Esempi.

Primo aneddoto.

Recentemente nel Vicinato mi hanno chiesto: Hai mica una piantana da prestarci solo per oggi? E io prontissima: Ma si, posso darvi quella della sacca della pompa gastrica, per oggi ci arrangiamo senza problemi, è regolabile in altezza e ha due ganci, con le ruote, una ruota è un filo ciucca. 

Mi hanno guardato come se parlassimo due lingue di pianeti remoti. Anche imbarazzati 

E quindi, poiché non capivo: perché ti servirebbe diversa? É più o meno alta così….

Veramente a noi serve una lampada.

Ah, ecco, certo vieni a prendere quella della sala.

E sì, è come se uno parlasse italiano e l’altro sanscrito.

Diciamo che ho toccato con mano quanto siamo remoti.

Secondo aneddoto.

Una sera c’è stato un tramonto folgorante, grandioso. Anche da casa nostra, tra i tetti, dove si vede solo uno scampolo di cielo, riempiva comunque di meraviglia, sono girate mille foto. Era la sera del solstizio d’inverno, c’era stata la tempesta di vento, nel Canavese verso le Valli di Lanzo aveva scoperchiato paesi, qui era andata liscia. L’aria era calda e dava la scossa, c’erano nubi lenticolari di tutte le sfumature infuocate con striature verdi. Sapete, quelle situazioni in cui i complottisti impazziscono. Insomma, uno spettacolo. 

E volevo mettere seduto Fabullo davanti alle vetrate perché lo vedesse.

Non ce l'ho fatta. Non ho fatto in tempo. Ora che abbiamo posizionato la carrozzina, frenata, aperto le spinte, messo il tutore (solo uno) messo la scarpa, sollevato Fabullo, posizionato bene, chiuso le spinte, sfrenato, girato, portato alla vetrata, il sipario era chiuso.

Spettacolo concluso.

Le Famiglie Isteriche non fanno in tempo. A vedere i tramonti.

Secondo me esplicano, gli esempi. Eccome. L’altro mondo. Agli estremi sconosciuti della Fondazione Galattica.

Ieri abbiamo ritirato i nuovi tutori dei piedini, ci sembra che vadano molto bene.

Oggi andiamo a confezionare quello del polso, in un posto torinese imposteggiabile. Cercheremo di arrangiarci perché il freddo è artico.

Buona Giornata.

Angela 

martedì 16 gennaio 2024

Eppure esistono.

 Il senza intoppi ha funzionato come formula.

Ridondando di conseguenza: tutto ha funzionato senza intoppi.

Abbiamo avuto corrente tutto il tempo. Il generatore era grandissimo e stava su un camion in cortile, con i fili che si collegavano direttamente al contatore. Questa casa ha superato il secolo e mezzo abbondantemente, i muri sono spessi tanto e il rumore è stato irrilevante.

Gli elettricisti hanno girato tutto il tempo, sono anche stati qui a prendere il caffè per scaldarsi. 

Fabullo era il più felice della terra. 

Ma doppiamente.

Perché poi è arrivato anche il furgone del caldaista: erano due settimane che la caldaia ogni tanto si piantava, capito che la faccenda si stava intensificando abbiamo chiamato. Tra due ore siamo lì. Ma guardate che per ora funziona, basta riavviare, ci spiace che veniate oggi che la strada è la via di mezzo tra la trincea e la gimkana, i cestelli a gru sono ovunque e noi abbiamo il generatore in cortile. Per carità, veniamo, ci manca ancora che nella vostra situazione arrivaste all'emergenza, arriviamo eccome.

Quelli Che Fanno esistono, assodato. Giuro. 

Buona Giornata.


Angela 

lunedì 15 gennaio 2024

Notizie dai babbei.

 

Oggi attendiamo alla fin fine l’arrivo della squadra che collegherà il generatore direttamente con il contatore: che va bene, avessimo dovuto fare da soli ci sarebbe stato un cavo che entrava in casa con qualcosa di tenuto conseguentemente aperto, giusto per godersi il clima mite della stagione.

A parte il rumore di ‘sto trabiccolo a pochi metri, avremo tutto quanto di funzionante.

Si capisce, siamo molto privilegiati rispetto al resto del mondo. E’ per quello che ci hanno permesso simili lussi, nonostante il nostro essere clamorosamente ottusi, tardòcchi: incapaci di organizzarci da soli, di trasformare l’inconveniente dei lavori (sacrosanti) in una possibilità esistenziale di andare a spasso, vedere amici, organizzare opportunità lavorative, o anche vivere l’avventura di recuperarci noi un generatore e utilizzarlo in autonomia. Avremmo potuto imparare, crescere, evolverci, illuminarci.

E invece no, preferiamo l’assistenzialismo. Invochiamo il pietismo di coloro che oggi passeranno di qui a controllare che tutto vada liscio per noi.

Che babbei.

Buona Giornata.

Angela