giovedì 1 febbraio 2024

Se sono veri.

 Chiacchierando con un’Amica è stata esternata una verità agghiacciante: come sono contenta di non dover portare più Fabullo a scuola. 

Che fa paura da dire, pensando a quanto gli piaceva e a quante cose ha fatto. 

Però è vero. 

Gli ultimi tempi sono stati una tale delusione, una tale fatica, una tale frustrazione, rabbia, grande preoccupazione, attenzione, ansia, scambi epistolari pesanti e inconcludenti, irrispettosi di Fabullo, indegni: che pensare di non dover più affrontare tutto questo dà una sensazione di leggerezza, il sollievo letterale.

Però è folle. Agghiacciante, dicevo. Immeritato. Desolante e soffocante.

Essere contenti di stare a casa. 

Ma dài.

Ma è giusto esternare simili concetti cupi. 

Perché sono veri.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 31 gennaio 2024

Come un mattone.

 Ecco, la Signora Barbara è stata più chiara della prova dell'addizione, l’unica che so fare pure io. Più chiara del fatto assodato che per le meringhe ci vuole l’albume montato a neve. Più chiara dell'acqua azzurra battistiana. Insomma, avete capito.

La situazione è sconvolgente nei suoi risvolti e nelle sue conseguenze, sia personali, sia sociali in toto, perché si crea un’intera categoria poverissima.

Quello che continua a lasciarmi pietrificata è che qualunque riflessione, o protesta, o normativa, o decreto legge, o che accidenti ne so, non enuncia mai il seguente dato di fatto: la disabilità acquisita dell'adulto (e più che mai dell'anziano) non può essere equiparata nel suo costo GLOBALE (presente passato futuro) a quella di chi disabile lo è da sempre.

E non è io voglio più di te.

É matematica.

Chi è disabile da sempre lo é per un periodo più lungo della sua esistenza senza che esista un reddito di base. Il nucleo familiare che lo assiste, lo assiste per un periodo più lungo e ha una vita lavorativa più breve degli altri. 

Punto.

É una situazione diversa, che va gestita con risorse e modalità diverse: non è solo una questione di cifra erogata. É diverso e basta, in tutto e per tutto. 

É un concetto che ha la concretezza non dell'alabastro, opalino, traslucido e nobile, ma dell'onesto mattone. Un concetto grave nel senso di pesante per forza di gravità e pesante come pensiero umano e sociale.

Ma quello che è veramente al di là della più bieca fantascienza mentale è che il concetto suddetto, con la discriminante della differenza tra situazioni, non viene così esplicitato dalle organizzazioni per la disabilità che hanno una rappresentanza parlamentare: parlano di caregiver, ne parlano bene, sottolineano la differenza con l’Europa, evidenziano che le risorse stanziate sono sempre per finta, ma quella differenza lì non la tirano mai fuori. Mai.

Buona Giornata.

Angela 

martedì 30 gennaio 2024

Dovevo.

 Rimaniamoci sulle coperte corte, che Donna Paola vede sempre lungo.

L’assegno assistenziale per i cittadini di oltre ottant'anni in gravissime condizioni: argomento assai spinoso e scivoloso, perché sembra subito di screditare una categoria a favore dell'altra, perché a te sí e a me no, la guerra del poveri, perché stai forse dicendo che non bisogna prendersi cura di persone che hanno faticato tutta la vita e lo dici solo perché sei depressa che a te sono andate tutte male. 

Eccetera eccetera eccetera.

Qualunque cosa si dica, sarà sempre sbagliata, sempre. Quando i servizi non ci sono, va sempre a finire così: la rissa del chi ha ragione è il presupposto teorico della guerra dei poveri.

E quindi prendiamo atto del fatto che ogni opzione sarà scorretta e andiamo oltre.

Mettiamo anche da parte l’idea che possa essere un contributo di poco conto, sull’incidenza nazionale, utile come arma di distrazione di massa. Forse si o forse no. 

Di più ancora: non approfondiamo nemmeno il concetto della coperta corta, così non dobbiamo assodare se sia corta realmente o se semplicemente non esista proprio una strutturazione del supporto socio assistenziale di lunghe e larghe vedute e competenze. Facciamo finta di non pensarci. 

Restiamo su un concetto limpido, visibile, innegabile, al di là di ogni deriva di opinione personale: anche questa volta non è stato pensato che le gravissime disabilità in età infantile creano nuclei familiari poveri, perché il disabile non può avere nulla da parte per ragioni anagrafiche (che vuole dire che non ha mai lavorato prima di essere disabile) e la famiglia, sempre per ragioni anagrafiche, non ha avuto il tempo materiale di lavorare a lungo prima di dedicarsi al figlio. Risultato: nemmeno la famiglia ha nulla da parte.

Precisiamo che i piccoli contributi dati non permettono di delegare un'assistenza complessa a qualcun altro 24/7. E il disabile in questione non può assumere sua madre, dandole i pochi contributi in oggetto.

Ecco l’innegabile: è un modo di fare miope assai. Primo perché denota non comprensione del sistema e mancanza dell’idea di cura, ma questi sono concetti da attacco di metafisica. Rimanendo sui soldoni sonanti, notoriamente l’unico valore che può smuovere determinate montagne, la miopia si evidenzia perché questi nuclei familiari, se ricevessero a qualche titolo uno stipendio, pagherebbero tasse e spenderebbero per qualcosa, facendo girare anche loro il mondo, non diventerebbero a loro volta anziani mal ridotti e poveri. 

Quindi, affondiamo.

Dovevo essere più gentile. Più cauta. Più sfocata. Più diafana.

Pazienza.

Buona Giornata.

Angela 

lunedì 29 gennaio 2024

Condivisione.

 

Un po' perché sono noiosa e mi attacco alle cose, e, poiché non si tratta certamente di una novità, scelgo la linea della coerenza e proseguo nel mio essere tale. Un po' perché se ve ne racconto un altro pezzo non è tanto per parlare male di qualcuno, quanto più per ricordare i nuovi Amici della Onlus che, visto tutto il lavoro, il pensiero, l’entusiasmo, la fatica, invece che venderci il marsupio ce lo hanno regalato.

Una grande, grandissima azienda che vende tutti i prodotti per i bambini, tutti tutti tutti, mi ha spiegato che non ci farà la fattura perché loro le fatture le rilasciano solo ai privati. A me la fattura serve per la rendicontazione: ad ogni pagamento una fattura. E’, giustamente, un meccanismo rigido e controllato quello della rendicontazione economica: penso che sia giustissimo, tanto quanto, parallelamente, penso che sia assurdo imporre ai piccoli progetti come il nostro inutili spese di project manager e comunicazione pagata. La correttezza economica è imprescindibile.

Questi qui mi hanno spiegato che, nel momento in cui ho acquistato, ho accettato le condizioni di vendita che non prevedono appunto l’emissione di una fattura se non per i privati cittadini: è vero, confesso, ho flaggato la mitica accettazione senza leggere un accidenti, altrimenti non andavo avanti a comprare. E mai avrei pensato ciò. Se lo avessi pensato, infatti, avrei chiesto ai terapisti di scegliere un altro prodotto con un altro fornitore.

Adesso ho chiesto che venga intestata al rappresentante legale, e poi vedrò come spiegare il tutto. Se non si potrà fare, troveremo soluzioni.

Però vorrei tirare le fila: i nuovi Amici di Koala la fattura non ce l’hanno fatta perché hanno deciso di farci un regalo, azienda piccolina, che ha questi penseri. Quelli Che Fanno.

Quando uno ha compiuto 26 anni, comincia a pensare che il mondo vada nella direzione giusta solo grazie alla condivisione. Mica quella di feisbùk.

Adesso la pianto con queste storie. Forse. Non lo so. Sono indietro con tutto.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 26 gennaio 2024

Filosofia. Tanta.

 E Luana legge sempre nei pensieri, si sa; perché uno ad un certo punto dice: ma boiafàus, certo che la statistica delle piattaforme che non funzionano ha una certa qual incidenza in questo mondo tecnologico. Infatti l’ho detto eccome.

Certamente si possono fare svariati pensieri.

Il primo è quello da rifiutare: sono sfortunata, quando devo fare io le cose non funziona mai niente, che vita grama, l’universo mi odia, e potremmo andare avanti all'infinito.

Da rifiutare perché si può pensare qualcos'altro: e cioè che i mitici bug nelle piattaforme esistono, se uno non si muove praticamente mai di casa e usa le piattaforme in modo regolare, ovviamente incappa nei bug, visto che esistono. É statistica anche questa.

Detto questo: è una scocciatura significativa, che trasforma un’azione di pochi minuti in qualcosa che procede per giorni, e che vada a finire bene. Il che, nel caso delle piattaforme degli enti pubblici, non è propriamente scontato. 

Stavolta eravamo clienti, comunque disposti a spendere: vero anche che ad un'azienda di quelle dimensioni il nostro mancato acquisto avrebbe avuto un'incidenza infinitesimale. Una non incidenza.

Comunque: ieri, dopo quasi una settimana di tira e molla, hanno concesso la possibilità di fare il bonifico manualmente. Il che mi fa pensare, a me che sono serpe, che la piattaforma non verrà ottimizzata per i clienti italiani impegnandosi in tempi brevi. 

Ci vuole sempre tanta filosofia per percorrere le giornate.

Buona Giornata.

Angela 


giovedì 25 gennaio 2024

E stavolta no.

 La pensavo esattamente come Luana, stiamo a vedere un attimo.

Infatti ieri il cástomercheeeer della grande azienda ha risposto che in effetti c’è un problema, è vero. Insomma, non sono babbea.

O meglio: sono babbea quando lo dice LA PAOLA, perché LA PAOLA ha sempre ragione.

Ma non questa volta qui.

E hanno detto che ci vorrà qualche giorno per sistemare tutto, e se abbiamo altri mezzi di pagamento è meglio.

Io, appena tiro il fiato, e mi siedo, rispondo che se è una roba di qualche giorno aspetto, perché una ricevuta di bonifico mi toglie talmente tanto lavoro che ne vale la pena. Se invece è un modo gentile per dirmi che se ne occuperanno prima o poi dei pagamenti dall'Italia, ma non è che proprio gliene freghi, ovviamente mi arrangerò.

Per altro, si vede che la possibilità di fornire un IBAN su cui fare un bonifico e una causale di ordine è troppo, troppo. Quelli Che Fanno hanno consegnato il marsupio in regalo ieri, Quelli Che Sanno la fanno lunga per vendere.

Vi prego, troviamo un senso in tutto questo perché io non lo vedo da me. 

Buona Giornata.


Angela 

mercoledì 24 gennaio 2024

Ce ne passa.

 Uhhh galassie e comete da Salvatore, grazie!

Per fare risaltare maggiormente ciò che è bello e prezioso, vale la pena raccontare, in questo caso, un altro evento non definibile brutto (che le cose brutte, si sa sono altre), ma sciocco sì.

Sciocchissimo.

Stiamo ordinando fasce e marsupi anche da un’altra azienda europea, famosa, un colosso, con uffici commerciali in almeno mezzo mondo. Non la nominiamo, in questo caso, perché non ne vale la pena.

La modalità di pagamento con bonifico è prevista dalla piattaforma ma, scegliendo quell'opzione si apre una videata con un elenco di banche di alcuni paesi europei tra cui scegliere la propria. L’Italia non è contemplata.

Pazienza, penso io, senza alcun desiderio di addentrarmi in riflessioni di politica bancaria.

Semplicemente scrivo al servizio clienti, il mitico cástomercheeeer, e chiedo l’iban e una causale da inserire, per procedere con il pagamento manualmente.

L'ufficio italiano, molto paziente, mi spiega che devo solo andare in piattaforma e cliccare su bonifico e tutto si fa tranquillamente.

Io ringrazio, comunico che mi era chiaro, allego lo screenshot della videata che viene fuori che evidenzia che non posso procedere.

Mi spiegano che non è vero, che è perché sbaglio a cliccare, scegliendo il bonifico non appare quella videata lì.

Ho allegato 11 secondi di video dove si vede la sequenza con la selezione corretta. 

Caso mai pensassero che sono proprio babbea, sapete, ho avuto quell'impressione.

Non mi hanno più risposto.

Finiró con il lasciar perdere, e userò la carta di credito, e poi produrró più materiale narrativo per la rendicontazione, che vi devo dire.

Direi che tra Quelli Che Sanno e Quelli Che Fanno qualcosa ci passa sempre.

Buona Giornata.

Angela