venerdì 11 giugno 2021

Ancora Grazie.

 Grazie a tutti per la vicinanza e l'aiuto. Sarebbe stato impossibile fare tutto e sarebbe impossibile tutt'ora. 

Ora che la nostra vita diventa immensamente più complessa e difficile, è tutto più pauroso che mai.

Siamo veramente straziati. Siamo fortunati perchè abbiamo una grande famiglia fatta di Zietti e Cuginetti e Amici e non siamo soli mai. 

Fabu ha solo più un litro di ossigeno in ospedale.

Siamo molto preoccupati perchè andava meglio, ma andava meglio anche la settimana scorsa e non capiamo se stiamo sbagliando qualcosa.

Grazie ancora, davvero. Vi abbraccio.

Angela

giovedì 10 giugno 2021

Mai, almeno noi.

 Volevo solo dire che non ci si abitua mai al dolore. O, almeno, parlo per  noi, noi non ci abituiamo. E siamo travolti.

Fabu ha purtroppo due litri di ossigeno.

Un incubo. E di quelli che non finiscono.

Vi abbracciamo, Grazie, stiamo ricevendo tantissimo affetto e aiuto e ne abbiamo bisogno.

Angela

mercoledì 9 giugno 2021

Grazie.

Fabullo è ricoverato nuovamente a Chivasso, ingresso dal Pronto Soccorso purtroppo meno organizzato della volta precedente. La cosa più probabile è che la precedente infezione non si sia risolta.

E' lì con Paulo Aimo Papà.

Noi siamo sopraffatti dal dolore, annegati, non riusciamo a trovare una sponda per respirare. Siamo amati e tutti stanno pensando a noi dal primissimo istante.

Grazie a tutti voi, Amici.

Angela

 

martedì 8 giugno 2021

Amici.

 Amici, Fabullo sta male e sta andando in ospedale. E la la mia Mamma da oggi non c'è più.

lunedì 7 giugno 2021

Sabato pomeriggio, ma non quello là di Senza le tue mani che farò.

 E quindi ho dormito senza lenti a contatto, dalle 11 di sabato sera alle nove di domenica mattina. Ho ascoltato gli uccellini, ho camminato più volte per il cortile per sentire l'aria, mentre il Vicinato mi guardava senza chiedere perché e mi ragguagliava sui piccolini nati nel nostro Nido, e la Mamma Uccellina stava lì con noi sulla siepe. Ho visto la salvia fiorita, la rosa nuova con i boccioli, le ortensie che stanno cominciando. Ho sentito il troppo caldo del sole e il troppo freddo della casa, dopo tutti quei giorni in una stanzetta. Ho messo su l'acqua per la pasta. Amato il mio cuscino, il più comodo della Galassia. Ho detto Faccio una doccia: e poi ci ho messo due ore, perché continuavo a camminare dentro e fuori, che bello poter muovere le gambe per più di 5 passi senza incontrare un muro, e intanto disfavo bagagli (calma: mica tutti, due borse semivuote sono sempre lì in mezzo ai piedi e chissà quanto ci resteranno), bagnavo piante, gestivo lavatrici. Poi l'ho fatta davvero la doccia, non a pezzettini, senza dover uscire dal bagno ogni trenta secondi, per controllare monitor, ossigeno e parlare con medici e infermieri. Ho messo su un litro di tisana, ovviamente, ma per amor di verità va detto che in ospedale avevamo fatto entrare illegalmente un bollitore e thè e infusi di tutti i tipi, e tutto funzionava con discrezione in bagno, dopo le prime 24 ore da manicomio. Ho mangiato subito qualcosa, ricordandomi la prima notte di ricovero, quando, ad un certo punto punto mi sono resa conto che il giorno precedente, quel dannato lunedì, avevo fatto solo colazione, e non capivo più niente, e bisognava essere lucidi, e ho mangiato l'integratore di carboidrati di Fabu, bevendoci dietro l'acqua dal misurino dei farmaci per scioglierlo. Ho anche pianto, così, per pochi secondi all'improvviso, perché veniva e basta. Ho ascoltato Jeff Buckley, perché vabbè che era sabato pomeriggio, ma a tutto c'è un limite.

Tutto questo, appunto,  dal tardo pomeriggio di sabato in poi, quando siamo venuti a casa.

Perché giovedì mattina lo svezzamento dall'ossigeno era stato delirante, poi ha tossito tanto, e dal pomeriggio ha cominciato ad andare benissimo. Venerdì mattina abbiamo staccato i tubicini alle sei, ha retto bene anche la notte, e quindi sabato si poteva fare. Intanto avevamo perso nuovamente la vena, riusciva a mangiare e bere, ed era ovviamente più semplice fargli cambiare posizione spesso, metti su e metti giù. 

Sabato mattina i pediatri lo hanno visitato più volte per darci il via. Va bene, l'aria passa ma piano, se lo vedete stanco dategli un po' di ossigeno già che avete ancora il barile. Mi raccomando, fatelo bere tanto, tanto, tanto. Sono stati meravigliosi.

Cosa che abbiamo fatto, appena tornati, di dare l'ossigeno: perché era il più felice di tutti, ma il viaggio di un quarto d'ora e l'eccitazione lo avevano stancato. Ieri abbiamo cambiato posizione spesso, siamo usciti a prendere arietta a piccoli intervalli, l'ossigeno non è servito ma ha mangiato pochissimo, perché poi voleva dormire. Ce l'abbiamo fatta con i liquidi.

Oggi e domani Paulo Aimo Operativo sta a casa, perché dobbiamo riprendere il giro, e a me, forse, passerà il mal di testa e capirò meglio cosa fare. Da sabato meno thè e più tisane, perché si può riposare ad intervalli più lunghi della mezz'ora, e non servono le miscele troppo nere tutto il giorno per stare svegli.

Grazie perché siete stati e siete sempre con noi, grazie davvero di cuore.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 4 giugno 2021

In confusione

 Buongiorno,

ieri giornata strana e difficile.

Abbiamo perso la vena al braccino sinistro, come temevamo è durata poco. 

Il braccino è molto spastico e va sempre a finire così.

La mattinata di ieri è stata complessa, purtroppo per l'idratazione ma non avere l'ago nel braccio ha facilitato gli spostamenti letto carrozzina: mamma Angela lo ha spostato varie volte provando a staccare ossigeno ma è andata sempre male. Saturazione basa e tanta tosse.

 

Il pomeriggio è andato molto meglio, chissà se la tosse ha smosso quel po di catarro, è possibile che questi continui spostamenti abbiano aiutato a smuovere il catarro. In effetti adesso è quasi un mese che non viente trattato, quindi ci stà che sia molto rigido e che non riesca a buttare fuori il muco.


La nottata è stata nolto buona, speriamo non sia un caso, speriamo che regga!


Mi auguro di scrivervi presto, oggi o domani, per dirvi che siamo sulla strada di casa,


un saluto,


Paolo

giovedì 3 giugno 2021

Sulla via della guarigione

Nei giorni scorsi Fabio ha ripeso a stare un pò seduto, tanto felice di guardarsi un pò intorno e di guardare i cartoni una volta tanto in carrozzina.

Martedì qualche problemino intestinale, durante i ricoveri si presenta sempre il solito problema, l'impossibilità di portarlo in bagno a causa ti tubicini e cavetti, gli blocca l'intestino. Eh si lui è abituato ed ha imparato che certe cose si fanno in bagno. Purtroppo in questi casi bisogna poi agire con qualche aiutino e qualche spasmo di troppo lo disturba tantissimo. Quindi giornata, e parte della nottata, all'insegna del malessere intestinale. Per questo motivo la saturazione non è stata ottima e anche la frequenza cardiaca ne ha risentito. In questo caso almeno sapevamo a che cosa fosse dovuto.

Ieri, passato il male alla pancia, la giornata è stata migliore. Fabio ha alternato ore senza ossigeno in carrozzina, in cui ha compensato bene, ad ore di riposo coricato con il supporto. E' stato fino a 3 ore di fila senza ossigeno.

Tutto questo fa ben sperare per i giorni futuri.

Nel tardo pomeriggio di ieri abbiamo perso la vena, non ci siamo stupiti, ma abbiamo chiesto di cercarne un'altra per essere tranquilli con i liquidi. E' vero che stando meglio potrebbe idratarsi da solo ma poche ore seduto e il non ottimale stato di forma complicherebbero la situazione in un momento delicato.

Le infermiere sono riuscite a prendere una vena nel braccio sinistro, quello malconcio, speriamo che tenga.

Ultima nota importante, 2 notti fa mamma Angela è riuscita a fare una notte nel lettino e non in poltrona.

E' stato necessario fare degli spostamenti nella cameretta e ci sono riusciti, purtroppo la notte è stata costellata da emergenze intestinali quindi nel letto ci è stata molto poco. 

La notte appena trascorsa è stata buona, i doloi intestiali sono finiti. Per questioni logistiche legate alla flebo sul braccino sinistro mamma Angela è tornata a "riposare" sulla poltrona ma con un cuscino,

 

speriamo di uscirne bene e presto,

 

buon giovedì,

 

Paolo