venerdì 12 gennaio 2024

Il non aulico necessario.

 É finita bene e male.

Bene perché il distributore porterà un generatore, lo attaccherà direttamente al contatore in strada, cosa che noi non avremmo potuto fare, alimenterà tutto e lo gestiranno male.

Male perché è stato necessario procedere come al solito: l’amico dell' amico dell' amico conosceva l’amico di un amico che ha sbloccato tutto.

Quando il distributore mi ha comunicato che ci avrebbero OVVIAMENTE messo in condizione di ricevere l’energia elettrica, perché è un servizio, ho chiesto perché alla mia prima richiesta la risposta era stata che non era loro dovere provvedere e che dovevamo organizzarci autonomamente: tutto ha cominciato a stridere, secondo me lo avete sentito anche voi: erano le unghie che scivolavano sui vetri.

Bene perché è stato preteso che lo stesso servizio venga offerto anche ad un altro utente nella stessa situazione, così tutto questo penoso decorso delle cose è stato utile.

Bene perché siamo amati. 

Male perché è uno schifo: chiedo venia. Non trovo altre definizioni più calzanti. Ci penseranno i lirici a essere più elevati ed empirei. Quando ci vuole, ci vuole.

Ho portato Fabullo a fare fisioterapia. Le montagne sono tutte bianche abbacinanti, toccanti nella loro bellezza di luci e ombre. Una corona. Il Rocciamelone, a sud ovest da qui, tra Val di Susa e Val di Lanzo, é una cresta sottile e tagliente tracciata con la matita dura.

Ho cantato Joe Strummer in tutte le salse.

Quando ci vuole, ci vuole.

Buona Giornata

.

Angela 

giovedì 11 gennaio 2024

Il mondo che va così.

 

Indubbiamente il mondo va così.

Abbiamo atteso la mitica comunicazione che doveva arrivare entro le 13: alle 12.10 è arrivata una comunicazione su Io: si avvisa dell’interruzione, ci scusiamo per il disagio.

Così lo hanno comunicato doppiamente.

Altro che telefonata o mail mirata.

E amen.

Poi il Comune ha imperversato e e-distribuzione ha risposto quello che temevamo: l’unico obbligo di legge è la facilitazione, rappresentata in questo caso dall’informazione verificata.

L’utente lo sa e si deve arrangiare.

Prima di tutto è partita l’organizzazione di emergenza: consultazioni tra provinciali in ciabatte e abbiamo un generatore; Paulo Aimo Operativo rimarrà a casa perché non è proprio detto che sia scontato gestire il tutto; capiremo cosa potrà essere alimentato; si sta parlando di cavi vari per le connessioni. Siamo stati invitati da tutti gli Amici che hanno case accessibili, ma è veramente troppo complesso.

Contemporaneamente abbiamo cercato tutti gli agganci possibili per cercare di fare cambiare qualcosa entro lunedì, ma per il momento senza risultati.

Abbiamo scritto un’inutile pec con l’avvocato, senza alcuna speranza che venga letta rapidamente,  perché stia semplicemente agli atti: nostro figlio ha tutto questo elenco di cose; spostarlo è complicato e meno di una settimana di preavviso non ci permette di trovare una struttura adeguata, la possibilità di contagio è troppa; l’equilibrio è precario e serve un’attenta gestione ambientale; utilizziamo elettromedicali inseriti nella categoria salvavita e lo sapete, perché ci avete suonato il campanello per una firma; vi appellate alla legge per cui il vostro unico dovere è informare; esiste, però, anche il decreto legge sull’accomodamento ragionevole: un altro distributore italiano mette per iscritto che gli utenti non disalimentabili non vengono coinvolti dalle interruzioni programmate, che vuol dire che esiste una possibilità di soluzione, e voi non la offrite.

Siamo stanchi morti.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 10 gennaio 2024

Vi tranquillizzo.

 Nell'eventualità che foste in pensiero, vi tranquillizzo.

Anche per il 2024 siamo già giunti al Robe da matti, Per carità, e altre simili esternazioni assolutamente congrue.

E sono passati solo 10 giorni, di cui, veramente lavorativi, solo tre.

Allora: ci sono dei lavori nella nostra via svolti dall'azienda elettrica. Vabbè. S’ha da fare. Ogni tanto chiudono la strada ma si arriva e si va sempre facendo un altro giro.

Ieri suonano il campanello ed era uno dei tecnici, molto gentile. 

Stiamo distribuendo la comunicazione per cui lunedì prossimo interromperemo l’erogazione dell'energia dalle 9 alle 15: questa però è un'utenza segnalata e ho bisogno di una firma di effettiva ricevuta.

E certo che è un'utenza segnalata, utilizziamo apparecchiature salvavita. Come facciamo? Rimarremo al buio e speriamo non sia troppo cupo, al freddo e cercherò di scaldare tanto prima delle nove, ma con le apparecchiature non so cosa fare. La pompa se sta carica funziona, per il resto rimaniamo fermi.

Intanto il tecnico era entrato perché pioveva e io dovevo appunto firmare, ha capito tutto e ha detto: Lei deve chiamare il numero verde e chiedere un intervento diverso, un generatore, un collegamento a ponte, rompa l’anima, non devono lasciarvi così.

Va bene. In un mondo buono e giusto tutto sarebbe stato automatico, ma Babbo Natale abita altrove, Biancaneve pure, eccetera eccetera.

Numero verde, ovviamente nel contempo facendo tutto ciò che c’era da fare.

Prema uno prema due prema 3virgola14, la sequenza di Fibonacci, trequartipigrecoerretre, risponde Eddy il robot, ma io voglio un umano, non è questo l'interno giusto, si ma con altri interni cade la linea, e via dicendo, che ve lo racconto a fare, tutto è noto.

Finalmente una tizia, alla segnalazione guasti. Odiosa.

Mi ascolta (poco) e mi dice: proprio perché vi abbiamo specificatamente informato con grande anticipo vi dovete organizzare. Mi scusi, cosa significa? Non lo so, vedete voi, affittatevi un generatore.

Aspetti: allora Vi devo scrivere e questa risposta la voglio ricevere per iscritto.

Si si, vada sul sito e trova i contatti, anche perché questo non è nemmeno il mio lavoro. 

Bene, e quindi è il lavoro di chi, visto che non riesco a parlare con nessuno e chi eventualmente risponde mi scarica al volo?

Chiami i colleghi dell'ufficio commerciale.

Intuitivo, niente da dire.

Quindi riparto ad ascoltare, a premere, a inserire numeri, il pod, il codice fiscale, l’anno in cui hanno scolpito la Nike di Samotracia, il numero di battute della batteria di Back in black prima dell'attacco di chitarra. Finalmente una nuova operatrice. Gentile. Mi ascolta. Mi mette in attesa. Torna dopo un po'.

Ho verificato ed effettivamente nella vostra utenza è presente un soggetto che utilizza elettromedicali salvavita. (Come sono contenta che non dico le frottole, oh me lieta: non l’ho detto, giuro.) Verrete contattati con priorità assoluta dal servizio di zona entro 24 ore per le relative comunicazioni.

Ero sollevata. L’ho ringraziata e, per qualche santo ho avuto un’illuminazione e ho aggiunto: l’operatore precedente con cui ho parlato mi ha sostanzialmente detto che dovevamo provvedere autonomamente; vorrei segnalare che non è una risposta da dare. Potevo essere un'anziana senza possibilità di azione, potevo essere il disabile in difficoltà.

E mi aspettavo: ma certo Signora, ovviamente non può essere quella la risposta. 

E invece no.

Mi ha detto: verrà contattata dal servizio di zona e se dovete procedere voi vi verrà comunicato. 

Gulp. 

A quel punto mi è sorto il legittimo dubbio che l'unico dovere che abbiano in questi casi sia comunicare e avere una firma di ricevuta. 

Ho cercato di capire e ho visto che altri distributori scrivono chiaramente che nelle utenze come la nostra non possono essere eseguite interruzioni programmate.

Sul sito del nostro distributore, unità territoriale Torino, la precisazione non appare. 

Poiché siamo provinciali e, come tali più fortunati, tempo zero ho chiamato il sindaco.

Tempo zero l’ufficio tecnico ha chiamato il loro contatto del distributore, attendendo la risposta: ma certo che l'azienda provvederà, è ovvio.

E invece: non so bene come si proceda in questi casi, mi informo e ti dico.

L’architetto dell'ufficio tecnico era senza parole.

Il sindaco era senza parole.

Io avevo qualunque parte sporgente reale e metaforica che strisciava sgomenta.

Robe da matti.

Per carità.

A questo punto attendiamo la telefonata che dovrebbe giungere oggi entro le 13.

Vorrei dire che attendiamo speranzosamente e fiduciosamente.

Non lo dico.

Buona Giornata.

Angela

martedì 9 gennaio 2024

Vorticosamente.

 Trottolato tutto il dì.

Proprio nel senso che si è girato, mammamia come si é vorticato.

Scartoffie con il Medico Santo Subito, vediamo come muoverci per fare i noiosi appellandoci alle malattie rare: va detto che mi sento una professionista in merito, probabilmente potrei avere una laurea ad honorem in noiosaggine con Quelli Che Sanno.

Scartoffie per il progetto sui marsupi, che finalmente è partito in data di ieri. L'allergia progettuale, causata non dalla fondazione ma dagli incaricati che la Onlus si ritrova a dover pagare per funzioni non troppo evidenti nel loro espletamento, ieri ha raggiunto importanti livelli: sono quelle situazioni in cui l’orticaria metaforica richiede non gli antistaminici ma lunghissimi e profondissimi respiri. Respiri che connettono a laghi interiori limpidi e tranquilli. Poiché però io sottoscritta sono nata a pochi metri dalla Dora, quella Baltea, sempre piuttosto impetuosa e del colore dei ghiacciai quando c’erano, ho fatto passare un congruo intervallo e poi ho risposto con la gentilezza del serpente comunicando che: ho molto chiaro che mi arrangio. Non detto così, ma il succo era quello, aspro come il pompelmo acerbo. Brüsch, si dice nel profondo nord ovest, con la c finale di ció, ciliegia, circo, in modo che si senta la pelle d’oca per quanto è aspro. 

Richiesta di scartoffie per la carrozzina, giusto per capire se qualcosa si muove oppure no.

Richiesta di informazioni per l'utenza del gas in presenza di Fabu nel nucleo familiare, ma lì se ne occupa un'Amica, quindi ci penserà lei, che sia benedetta.

Preparate ulteriori bozze narrative per la rendicontazione per il giudice tutelare, quando tutto sarà pronto parlo con l’avvocato, sempre benedetta anche lei.

Nel frattempo ho lavato il bianco delicato, il nero (con blu e grigio e verde) e il rosso (con rosa giallo e arancione). Ho fatto tutto ciò che andava fatto con Fabullo. Ho preparato la crema di verdure (ma sì, il passato, ma volete mettere l’effetto a chiamarlo così) con tanto di crostini. 

Poi non mi ricordo più. Trottolato.

Buona Giornata.


Angela 

lunedì 8 gennaio 2024

Portate via.

 

Se l’Epifania tutte le feste si è portata via, il punto sostanziale è che si è portata via anche l’isee. Finito. Che incubo. Delirio rimbalzato tra amici, perché, ovviamente tutto è stato fatto in comitiva, alla faccia della privacy: ma tu riesci, ma io no, ma qui si è appena perso tutto, a me si è riaperto e non c’è più niente, a me fa ricominciare da capo, io sono 34 minuti che sono ferma sullo stesso flag, guarda questa sezione cosa devo scrivere secondo te?

Prima considerazione: non funzionava niente a nessuno, che non è motivo di consolazione, vuole dire che tutto affonda, se non altro uno si sente meno tardo, ecco.

Seconda considerazione: sempre beato chi, come noi, non è mai solo a fare le cose.

Le feste son finite, Michela è tornata alla vita lacustre, portata da Paulo Aimo Papà, in auto così abbiamo caricato una mega spesa per tre mesi di tutto ciò che non è fresco, nell’ottica del risparmio più totale.

Noi abbiamo apprezzato le feste per il riposo, perché i giorni a casa in due a guardare Fabullo cambiano per davvero l’esistenza. Il difficile sta nel fatto che, come sempre si dice perché si sa, le feste lo rendono il tutto, più difficile: se di solito da distanza tra le Famiglie Isteriche e le altre è abissale (con riferimento alla fossa delle Marianne), nelle feste diventa siderale (e lì, tanti auguri sul prendere le misure). Diciamo che si fa finta, si prende tutto il bello e il buono con gratitudine, ma sul lungo la fatica un poco segna, anche se il lavoro è solo sorridere e apprezzare e cercare di stare tranquilli e fare un filo finta.

Così ieri ho preparato la mail per le progettiste che fosse in uscita oggi alle otto, perché io imperverso. Ho preparato l’elenco delle cose da fare per il mese, perché stamattina arriva il Medico Santo Subito. Sono andata avanti nella mail di richiesta per le variazioni per il giudice tutelare. Il pensiero di: Se anche questa domenica deve essere così, è durato il tempo di meno di un respiro, giuro. Non lo so se siano pensieri che segnano, quando sono così brevi: se provo a valutare, il tempo si allunga, e allora non funziona più.

Ho finito Smilla, dopo tanti anni le innumerevoli definizioni del ghiaccio mi hanno di nuovamente toccato, le stesse cose hanno nomi diversi per ciascuno.

Ancora: non stiamo mica male, è che noi siamo questi.

Buona Giornata.

Angela

 

 

venerdì 5 gennaio 2024

Girava.

 

Diciamo che uno si stordisce di pensieri positivi, ci si ubriaca, prova a pensare che ci sia un accesso diretto tramite vaso centrale così vanno in circolo meglio: come insegnano i meditanti, i new age, i seduti sul taburetto, quelli che si purificano con zucchine lesse ad ogni pasto e fanno pensieri aulici e vicini all’essenza.

Così ho preso atto del sole; del caldo anomalo alle ore 13 di ieri; ho  pensato che si poteva intabarrare Fabullo e fargli fare due passi per farlo contento, ho cambiato idea subito perché era una fatica improba e al primo accenno di arietta sarebbe stato gelido per cui magari stavamo fuori venti secondi; ho amato aprire il vaso con il passato di verdura cucinato con il cuore e recapitato proprio per me; ho ammirato il turchese del cielo a spicchi tra i tetti; sono stata così trulla di avere ceste su ceste di bucato da piegare e riporre, perché vuole dire che siamo fortunati ad avere tutti i vestiti puliti che servono; ho pensato che è così magico non sapere quale bega progettuale per la onlus gestire per prima, perché significa che questo universo è pieno di opportunità come porte dai battenti di diamante da aprire.

Varie ed eventuali da aggiungere in tutta libertà, senza preoccuparsi dell’apparente tiratura per i capelli, quando si decide di vivere nella favola tutto vale e non è discutibile.

Poi.

Andiamo oltre.

Conclusi i sentieri di luce che mi hanno guidato, mi sono però ritrovata ad ammettere che se il buonanno si vede dal mattino, allora boiafàus, perché non mi vengono proprio in mente soluzioni migliori da proporre come sintesi efficace.

Ieri era il quarto giorno dell’anno. Che vuol dire che sono stati quattro, dico quattro, giorni interi dedicati alla burocrazia; di cui tre, dico tre, completamente assorbiti dall’isee: ieri toccava al socio sanitario di Fabullo con il mitico nucleo ristretto.

E, dopo tre giorni, non ho finito. Perché tutto ha i tempi tecnologici di prima dell’invenzione della ruota. Ieri, per esempio, non salvava l’indirizzo di Fabullo, girava girava girava: fornendo poi brillanti messaggi tipo: AVVISO IMPORTANTE! Così, tutto stampatello e pure esclamato. Salvo che, poi, l’avviso non c’era. Solo la rotella che girava e girava e girava, altro che valzer.

E torniamo quindi al punto di partenza: se l’anno va avanti così, ho delle perplessità sull’andare in giro con l’espressione luminosamente babbea di chi si beve che tutto va bene perché dipende dall’atteggiamento mentale.

Buona Giornata.

Angela