giovedì 22 gennaio 2026

De panchettitudine dai pulci facenti.

 Nel senso che discettiamo nuovamente di quell'argomento che sembrerebbe fondamentale nell'offerta formativa di una scuola: il panchetto su cui un disabile può appoggiare i piedi in bagno durante la permanenza scolastica.

Precisazione, sempre di noi saputelli: quel panchetto è fondamentale per il disabile, perché tutto dipende sempre dai dettagli, provate a non avere gli elementi di base che concedono la vita quotidiana e che diamo sempre per scontati per capire l'importanza di tutto ciò. Ma: con tutto ciò che può e deve fare una scuola a livello di offerta formativa, sarà poi logico dedicare tutte queste energie al suddetto panchetto che, è assodato sotto tutti i punti di vista, è funzionale, non pericoloso, e corretto nel suo utilizzo?

Da questo dobbiamo partire, e continuare, perché ci sono delle novità.

Le novità, momentanee quantomeno, sono belle e dobbiamo gioirne.

La scuola ha risposto che la documentazione inviata è stata esattamente quella che era necessaria e quindi il panchetto può essere utilizzato e il ragazzo accompagnato in bagno dal personale scolastico. Ovviamente questa cosa non è vera, o almeno lo è solo in parte, appunto quella di cui essere contenti.

Il documento inviato dalla professionista sanitaria è assolutamente perfetto, descrive come richiesto le caratteristiche e la necessità del panchetto stesso; dice anche molto di più: nel senso che mette in luce il fatto che il ragazzo non stesse frequentando la scuola dell'obbligo, e che il bagno offerto dalla scuola in realtà presenta dei problemi.

Quindi su quel versante è vero che la documentazione è quella giusta.

Non è vero invece che è ciò che era stato richiesto per quanto riguarda il documento relativo al panchetto, perché la dirigenza aveva chiesto una dichiarazione di conformità, che, come abbiamo detto, non può esistere per quello specifico oggetto.

Per cui la Famiglia Isterica ha preso tutta le pagine presenti sul sito del produttore, che descrivono bene tutte le caratteristiche, le ha trasformate in pdf e mandate alla scuola. Ma la dichiarazione di conformità con i relativi timbri non esiste.

La scuola è soddisfatta E va bene così, però è giusto analizzare quelle che sono le possibilità che si aprono in questo momento.

La prima è che quella scuola lì, che fa le pulci sull'argomento da novembre, veramente ritenga che la documentazione sia quella giusta. Allora però non si capisce perché l'abbiano fatta lunga da novembre, perché quella documentazione in realtà sotto vari aspetti già esisteva, visti anche tutti gli interventi a scuola da parte dei professionisti sanitari che si sono recati lì.

Oppure: la documentazione non è proprio quella che voleva, perché non esiste, ma la scuola, letta anche la relazione della professionista sanitaria che presenta caratteristiche simili alla carta vetrata, ha capito che ci sono argomenti e doveri più importanti a questo mondo e ha deciso di impegnarsi per il bene del ragazzo.

In questo momento possiamo fare finta di crederci, perché è meglio così.

Certo è che, se fosse così, non si capisce perché ne abbiamo discusso da novembre senza avere grandi dimostrazioni di impegno da parte della scuola stessa.

Altra possibilità: di fronte alla dichiarazione di carta vetrata della professionista sanitaria, si è capito di essersi spinti troppo oltre e tutta la professionalità scolastica è diventata improvvisamente intelligente, e ha deciso di lasciare stare. 

Teniamoci buona anche questa idea, il colpo di intelligenza,  purché il ragazzo vada a scuola.

Pensiamo all'ultima possibilità: primo, perché commettiamo il peccato di essere malpensanti; secondo, perché rientriamo in una statistica di eventi già vissuti: nessuno è diventato improvvisamente intelligente, nessuno ha pensato che la documentazione sia quella corretta e che ci siano cose più giuste da fare per questo ragazzo invece che perdere il tempo così. Nessuno ha fatto questi pensieri e sarebbe coerente con i facenti pulci prolungate; ma, dall'altra parte, si è anche capito di avere dei torti e quindi di non volere problemi: però, difficilmente, con questo atteggiamento si arriva alla professionalità e all'impegno.

La speranza è quindi che non accada che: il suddetto panchetto sia effettivamente accettato e congruente alla situazione, ma tutte le volte che è ora di portare i ragazzi in bagno, la famiglia viene chiamata perché il ragazzo non si sente tanto bene ed è meglio che venga portato a casa.

Facciamo che siamo sospettosi, che sappiamo che queste cose sono già successe svariate volte, ma che questa non sarà tale occasione: meglio essere pettegoli provinciali,  che avere poi ragione. 

Se però avessimo poi ragione ci tocca giocare i numeri relativi alla giornata di oggi perché è capace che facciamo sei.

Buona Giornata.

Angela

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Quanto tutto è complicato..... Xxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx un abbraccio grande forza forza
Nonna Roby 💓🤗🙏

Paola ha detto...

Si arriva a qualcosa quando dall'altra parte si devono parare il c..... bisogna arrivare a metterli con le spalle al muro davanti all'evidenza che piu' evidente non puo' essere... e nel frattempo ci sono tempo, energie, soldi ecc buttati via.
Un malcostume che ormai e' la norma.... un ignobile norma
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Un abbraccio grande

Anonimo ha detto...

Forza Forza Forza Fabullo
Forza Forza Forza Angela
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Boog