lunedì 19 gennaio 2026

Dissertazione scientifica di alto lignaggio: il panchetto.

Oggi ci siamo alzati scienziati e proponiamo uno studio.

Titolo: Relazione tra scolarizzazione, inclusione, wc (avete letto bene) e un panchetto ; riflessione sul tempo intercorso (uhhh, come passa il tempo!)

 Abstract: l'evoluzione scolastica di un panchetto appoggiapiedi nel locale riservato al wc (toilette, restroom, ritirata, camerino altrimenti e variamente detto) in relazione alla sindrome da burocrazia ossessiva.

Materiali (panchetto del bagno per piedi) e metodi (per carità):  Vi conto uno dei mille (probabilmente in realtà infiniti, e la parola 1000 è usata perché dobbiamo sempre capirci e arrivare al punto delle cose) aspetti del burocratese che non fanno altro che finire sulle spalle dei più fragili. Ovviamente riguarda uno degli argomenti che sono sempre più gettonati a tale proposito, su cui sta lavorando presentemente la Onlus: i disabili, nello specifico i disabili a scuola dell'obbligo, nello specifico i disabili da portare in bagno. In questo caso, parliamo di un ragazzino delle scuole medie, chiamatele nel modo moderno se preferite, rimaniamo alla sostanza, per cui si sta facendo l'impossibile, apparentemente,  per non farlo andare a scuola. Il bagno disabili è organizzato per legge in una maniera poco funzionale, come sempre, per i bambini e i ragazzi, nel senso che l'altezza del water per disabili prevede più o meno la scala a pioli per il suo accesso e piedi ballonzolanti al culmine dell'altezza. In realtà, per fortuna, questo ragazzino è abbastanza alto da non aver bisogno della scala a pioli, ma è necessario un panchetto da mettere sotto i piedi una volta che si è seduto sul suddetto water, scusate il poco  romanticismo dell'argomento, per garantire più stabilità.

Tenete per altro presente che non è che la scuola stia proprio strutturando il più possibile gli opportuni aggiustamenti secondo gli accomodamenti ragionevoli che ormai sono legge, perché il maniglione per tenersi è sul lato sinistro e il lato sinistro è quello che il ragazzino non può utilizzare poiché paralizzato. Non sono state avanzate proposte di buona volontà: spostiamo il maniglione, mettiamone un altro.

Non stiamo parlando di un ragazzino che va preso in braccio e messo di peso, perché svolge il passaggio posturale attivamente con assistenza, e il personale é stato formato dai terapisti della onlus e anche da quelli del sistema pubblico in compresenza.

I mitici operatori scolastici sarebbero tenuti a prestare questa assistenza e, tra l'altro,  sono sempre anche detentori di una formazione specifica in più, che fa sì che vengano pagati a tale proposito indipendentemente da quello che poi in realtà fanno.

La statistica dice che i problemi emergono praticamente sempre.

Quindi una scuola, che non ha fatto la minima mossa per avere un supporto dal lato corretto per questo ragazzino, sta facendo le pulci per il panchetto su cui appoggiare i piedini. 

L'ASL ha messo per iscritto che è sufficiente una soluzione che non sia un vero supporto  sanitario, purché sicuro e funzionale: questo facilita la vita, perché non è richiesta chissà quale burocrazia, ma dall'altro lato vuol dire che la famiglia si deve arrangiare.

Tutti d'accordo che non può essere un panchetto costruito dallo zio falegname, per esempio, ma deve avere delle caratteristiche scritte di portata, di antiscivolo, di larghezza. 

E va bene.

L'azienda ortopedica (una delle più grandi del Piemonte, che fa anche da distributore, grande catalogo e grande magazzino a disposizione) ha chiaramente detto che, normalmente, delle cose del genere non vengono vendute, loro non le tengono, avrebbero dei costi talmente esorbitanti per le famiglie considerato la semplicità dell'elemento, per cui viene sempre consigliato di prendere qualcosa che esiste in commercio, con il buon senso e le caratteristiche funzionali giuste.

Quindi la famiglia, a sue spese, ha cercato, selezionato, e acquistato, un panchetto che abbia la larghezza giusta, il peso giusto per garantire la stabilità, la profondità giusta per far appoggiare bene i piedi, gli elementi antiscivolo, che sia lavabile.

Tenete conto che di questa cosa si parla da novembre, cioè dal momento in cui è stata fatta la formazione degli operatori scolastici con un panchetto a disposizione portato dalla Onlus, che si era visto essere funzionale, per cui l'ASL stessa ha detto procedete nel acquisire qualcosa di analogo (arrangiatevi) : il vantaggio è che non ha posto particolari condizioni e quindi lascia del margine di scelta. 

Il panchetto che la famiglia ha acquisito, che funziona,  in realtà non è stato sufficiente, perché sono stati posti mille e mille e mille dubbi, con il risultato che il ragazzino non poteva accedere al bagno, è stato a casa dalla scuola dell'obbligo perché è una funzione primaria quella di fare la pipì e la cacca per tutta l'umanità, ed è andato a scuola esclusivamente nei giorni in cui il papà ha potuto stare a casa dal lavoro e passare la giornata a scuola, pronto a portarlo in bagno lui stesso, per non privarlo della possibilità completa di frequenza. 

Della scuola dell'obbligo, sempre per sottolineare. 

La scuola dell'obbligo, sempre per l'appunto, si è presa come unico impegno quella del continuare a porre problematiche legate alla sicurezza degli operatori scolastici, chiedendo a questo punto una dichiarazione dei professionisti sanitari sulla necessità del benedetto panchetto di cui si parla da novembre e che l'asl ha ritenuto essere necessario,  con quelle caratteristiche, e richiede anche una dichiarazione di conformità del panchetto procurato. 

I professionisti sanitari hanno prodotto la scartoffia, scrivendo anche che il panchetto è ancora più necessario per il fatto che la struttura in sé del bagno non è in realtà adeguata allo studente, poiché il maniglione non è dal lato effettivamente utilizzabile e non è stata proposta l'installazione di un altro. 

Hanno anche aggiunto che la soluzione è congrua per permettere al ragazzo di ricominciare a frequentare la scuola in modo strutturato e non dipendendo completamente dalla presenza dei genitori per l'assistenza. 

Sicuramente non verrà proprio accolta bene la faccenda, scritta così, al vetriolo.

Ma il punto rimane un altro: che ci si può appigliare alla mitica dichiarazione di conformità che non c'è, perché, poiché il panchetto non è stato prodotto in Unione Europea, e non essendo un supporto sanitario, perché non lo è, né il produttore né l'importatore hanno il dovere di produrre quella scartoffia lì. 

Ribadiamo che si tratta di un pacchetto su cui appoggiare i piedi che tutti hanno detto che va bene e basta: lo so che è una storia sconclusionata, sconnessa, che gira in tondo, che è noiosa. Ma questo è: un panchetto per i piedi, per il bagno, e basta. Da novembre. Non stiamo parlando delle categorie platoniche, della massa del neutrino, dei colori originali del Partenone.

Sarebbe bello sapere che, se decidessimo di acquistare a quelle ragazzino un panchetto che costa, che ne so, 5.000 euro, e ha le controfirme delle Alte Sfere di persona personalmente su tutte le quattro zampe, poi gli operatori scolastici non si inventerebbero qualche altra problematica. Perché, consentitemi di dire, che il dubbio viene. 

La burocrazia che copre una scarsa attitudine professionale.

Conclusione: la discussione protratta da novembre scorso sull'utilizzo di un panchetto per appoggiare i piedi durante la seduta sul wc non permette la frequenza congrua della scuola dell'obbligo. La discussione riguarda le norme della sicurezza del personale e riflette sicuramente l'impegno per garantire il benessere dell'alunno nell'ambito scolastico.

Allo stato attuale, non è possibile esprimere pareri sulla metodologia dello studio in atto, né sui possibili esiti; l'impossibilità di parere in oggetto è determinata dalla buona educazione e dalla PAOLA che non vuole, che mi sgrida se dico cose non eleganti.

Buona Giornata. 

Angela

4 commenti:

Luana ha detto...

La Buona volontà, questa sconosciuta.
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Forza Famiglie speciali! Sempre a lottare anche per un semplice panchetto.

Anonimo ha detto...

Soiite mancanze di buon senso e praticità . Poveri noi e povero mondo!! Xxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx augurando.buona giornata con abbraccio Forte
Nonna Roby 💓🤗🙏

Anonimo ha detto...

Forza Forza Forza Fabullo
Forza Forza Forza Angela
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Boog

Anonimo ha detto...

Io , lo manderei lo stesso a scuola e lascia che si faccia la pipì addosso. Nel momento che la fa , faccio foto e le porto dai carabinieri e servizi sociali denunciando tutti e la scuola. Se non basta chiamo anche le iene