lunedì 1 aprile 2019

Il problema è evidente.

Che il primo aprile ci porti leggerezza. Il piacere di una bella risata, che è impagabile!
Noi vi raccontiamo che siamo sfatti, avete presente? Stanchi che facciamo solo l’essenziale, che si restringe di più in ogni momento, consapevoli che le cose da fare per Fabullo si stanno ammucchiando inesorabilmente; non abbiamo perso il filo, le sappiamo tutte in fila. Semplicemente non riusciamo a starci dietro, tutto qui.
E quindi limitiamo tutto all’essenziale dell’essenziale. Il quale concetto meriterebbe una valutazione filosofica, non fattibile, però, perché appunto non rientra nell’essenziale, meraviglioso gioco di parole.
La tosse va decisamente molto bene: ormai è pochissima e speriamo di non tornare indietro.
Il problema è che Fabullino si lamenta sempre, sempre, sempre. Poverino nostro.
Ha pochissima resistenza, vuole essere caricato spesso, ma anche alzato spesso, perché poi si annoia. Ieri abbiamo organizzato un riempimento vaso di margherite, per stare un pochino fuori, e fargli prendere un po’ di sole: nonostante le chiacchierate con tutti quanti, cani compresi, ha retto pochissimo: che vuole dire piantare lì sacchi di terra e annaffiatoi e coricarlo, e poi risistemare, pronti a rialzarlo quando poi è stato stufo di stare sdraiato. Dettagli, che c’entrano questi dettagli signora mia, bisogna concentrarsi sulle cose importanti: dicono Quelli Che Sanno, stendendo fior di trattati sul benessere mentale.
Insomma: la cosa più probabile è che siamo dentro alla fase seguente a quella influenzale, in cui si sono presi gli antibiotici (per fortuna pochi, minima dose di copertura), e che adesso sia semplicemente ora di riprendersi. Punto. E noi siamo delle piaghe.
La Pediatra Santa Subito ha detto che oggi deve stare ancora tranquillo, così vediamo come va e facciamo ancora aerosol, e, se va liscia, domani possiamo pensare di tornare a scuola.
E pian piano riprendere il giro. Che vi devo dire.
Tenendo conto che, rispetto ad altri momenti, questo non si può definire un’emergenza, è evidente che il problema siamo noi. Non ci sono altre spiegazioni.
E quindi vi abbraccio forte.
Buona giornata.
Angela

venerdì 29 marzo 2019

Tanto l'abito da sera non ce l'avevo.

Ellosò che sono stata a piattoleggiare tutta la settimana, oh come lo so. Piaga d’Egitto, roba da Oscar per la categoria: meno male che non l'hanno istituito, che poi io con i tacchi mi incartavo sul tappeto rosso,  che figura.
Che vi devo dire? È stata banalmente un po’ di tosse, solo che Fabullo è Fabullo è lunedì scorso nemmeno la Pediatra Santa Subito poteva giurare sull’evoluzione blanda.
Stanotte, però, è stata la prima notte in cui ha riposato bene. Insomma, ce la stiamo facendo.
Oggi è l’ultimo giorno di antibiotico: sarebbe meglio proseguire un altro paio di giorni, ma con Fabu facciamo il minimo utile perché altrimenti si affatica troppo.
Oggi ci organizziamo con la dottoressa per la prossima settimana per la scuola: sicuramente è debolino, però giovedì arrivano i terapisti per la revisione degli ausili. Per cui l’ideale sarebbe che andasse a scuola ad esempio martedì, per essere allenato ed essere quindi valutabile giovedì. D’altra parte, non dobbiamo nemmeno fare delle immense stupidaggini, perché se poi si riammala non è valutabile comunque. E quindi vediamo, al massimo si sposta tutto.
Sapete che vi dico? Che lo so che sono piattola, però sono stanca morta, tipo un asino che ha attraversato tutto il deserto di corsa. Che non so bene cosa voglia dire, però rende l’idea.
Insomma, Grazie a voi per la pazienza. E l’affetto. E gli abbracci.
Buona giornata.
Angela

giovedì 28 marzo 2019

Quei ranuncoli, chi lo sa.

Tosse molto ma molto meglio. Ieri non ci sono più stati episodi in cui respirava con affanno: ci sembra proprio di poter cantare vittoria da quel lato, non pensiamo che possa peggiorare di nuovo. Adesso dobbiamo stare dietro alla parte più generale, di grande stanchezza aggiunta ai problemi aulici dati dall’antibiotico.
Ieri ho parlato con la Pediatra Santa Subito che mi diceva che, per essere tranquilli, la copertura antibiotica dovrebbe essere almeno di 5 giorni, cioè fino a domani compreso: vediamo se riusciamo a stare dietro a tutto quanto.
Che vi devo dire. Tempo sospeso. Non so nemmeno se i ranuncoli siano ancora vivi, non esco a guardarli da giorni. Pazienza.
Buona giornata.
Angela

mercoledì 27 marzo 2019

L'armonia dell'ordine. L'eventuale tardoccaggine.

Un po’ meglio va. Per fortuna. Ieri pomeriggio la tosse ha lasciato un po’ di tregua e Fabu ha riposato, ed è stato contento di farlo, come è quando si è tareffi e si vuole solo stare sdraiati.
Per cui, conseguentemente, qui c’era tutto da fare ma è stato necessario recuperare energie: dormire no, perché farlo con un occhio solo sempre pronti ad alzarsi all’improvviso è quasi peggio. Però stare seduti è già bellissimo, un lusso, senza iniziare nemmeno mezzo lavoro che poi resta a metà. In questi casi l’unico obbiettivo è la lavatrice e qualcosa in frigo da mangiare, di più no.
La grana supplementare di ieri è stata che è cominciato il mal di pancia da antibiotico, con annessi e connessi, quelli poetici per intenderci. Per cui oggi parlo con la Pediatra Santa Subito per capire quante siano le minime dosi utili. L’altra grana è che non lo vuole prendere questo benedetto antibiotico, lo abbiamo anche cambiato ma niente da fare, per cui bisogna sempre ridarlo perché vomita tutto, giusto per passare il tempo. E quindi adesso recuperiamo una nuova prescrizione per avere un nuovo flacone.
Insomma, scegliere le priorità in un piano di sopravvivenza. La prima: mettere fuori i ginetti della carta, perché l’ordine serve all’armonia, lo dice pure la pubblicità dell’Ikea, deve essere vero. E sì, da queste parti si chiamano ginetti davvero, giuro, non è tardoccaggine. Almeno questa.
Buona giornata.
Angela

martedì 26 marzo 2019

Detto con diplomazia. Poca.

Come dire? Siamo stanchini, detto con diplomazia. Ieri è arrivata la Pediatra Santa Subito e l’ha sentito tossire, e visitato e rivisitato coricato e seduto: niente broncospasmo, niente focolai, ma, effettivamente, con il respiro affannato. Satura bene, ma affannato: per cui, Fabullo è Fabullo ed è meglio prendere l’antibiotico prima di avere guai seri, anche se non ha la febbre. Ovviamente, a casa da scuola per almeno la settimana.
Facciamo così: lasciamo da parte la diplomazia, ne riattiveremo la modalità quando prenderemo il thè in qualche elegante maniero della campagna inglese. E diciamo quindi che la giornata è stata un incubo. Avete presente? Di quelli senza tregua in cui l’unico obbiettivo è che arrivi mattina. Peccato che, quando la mattina è arrivata, cioè oggi, ci ritroviamo più stanchi degli stanchi.
Un incubo perché l’antibiotico Fabu non lo vuole prendere, perché fa giustamente schifo: così si fa venire i conati e vomita tutto quanto. E visto che i farmaci occupano tutta la giornata, di cose ne vomita tante. Poi era stanco, voleva dormire e non riusciva per la tosse continua. E quindi è stato tutto il santo giorno idrofobo con niente che andasse bene. La notte è stata faticosa, non drammatica ma faticosa.
E poi basta. Dio salvi il vicinato che, quando è così, entra silenzioso e lascia sul tavolo la torta di mele.
Buona giornata.
Angela

lunedì 25 marzo 2019

Macigni vari.

Noi abbracciamo fortissimo Luana, che periodo mammasanta. Quando la doccia dei guai non sembra mai chiudersi, e si vive giorno dopo giorno con la tachicardia costante e il respiro bloccato; e, per di più, l’idea, il dubbio, la paura che non ci si possa fidare di chi dovrebbe occuparsi di noi come specialista. Di noi, oppure delle persone che amiamo: perché, comunque, se possiamo cavarcela per noi stessi in qualche modo faticoso, la sofferenza di chi amiamo diventa veramente intollerabile, un macigno, un carico che fa invecchiare in pochi momenti.
Noi qui si rema ancora: per fortuna sabato il laringo spasmo si era risolto a suon di aerosol. Si è trasformato in una tosse fastidiosa, che lo fa riposare poco. Senza febbre, e lo abbiamo anche visto  arzillino. In questi giorni caldi siamo anche stati un pochino fuori per respirare meglio: sabato abbiamo piantato un acero facendo le comiche, il vicinato ha preso il biglietto per assistere. La parte in cui non riuscivamo a tirarlo fuori dal secchio del vivaio è stata la migliore: in tre a tagliare il secchio e le radici aggrovigliate con il trinciapollo. E le considerazioni sui giardinieri della domenica e su quelli del sabato, che eravamo noi, che alla domenica non ce la possono fare. Vale sempre la risposta che il caffè lo si prende al bar, allora, se lo fanno meglio: ma pare che quello funzioni sempre, nonostante gli aceri magistralmente gestiti.
Ieri sera, però, Fabullo abbiamo cominciato a vederlo peggio: con tante crisi, ha rifiutato qualunque cibo, chissà se sta arrivando davvero qualcosa o se era solo stanco.
Insomma, vediamo un po’, che vi devo dire.
Buona giornata.
Angela

venerdì 22 marzo 2019

Subito pettinarsi.

Ecco: ieri Fabullino aveva del catarro che girava un po’, e stanotte ha cominciato con il respiro affannoso e la tosse del cane. Quindi oggi sta in casa tranquillo a fare areosol, tachipirina e pùf. E speriamo proprio tanto ma tanto di rimanerci a casa tranquilli.
D’altra parte la Michi con le calzette corte sono 10 giorni che c’ha la tosse (lei quella asinina).
Che vi devo dire? Stiamo a vedere. Che ovviamente non vuol dire libro e poltrona (un po’ di Malaussene per l’ennesima volta, giuro, non riesco a smettere, stavolta quando Therese si sposa), ma vuol dire che si rema, un po’ più del solito, e si spera.
Quando è così, nel primo secondo libero bisogna pettinarsi. Altrimenti addio.
Buona giornata.
Angela