Che il primo aprile ci porti leggerezza. Il piacere di una bella risata, che è impagabile!
Noi vi raccontiamo che siamo sfatti, avete presente? Stanchi che facciamo solo l’essenziale, che si restringe di più in ogni momento, consapevoli che le cose da fare per Fabullo si stanno ammucchiando inesorabilmente; non abbiamo perso il filo, le sappiamo tutte in fila. Semplicemente non riusciamo a starci dietro, tutto qui.
E quindi limitiamo tutto all’essenziale dell’essenziale. Il quale concetto meriterebbe una valutazione filosofica, non fattibile, però, perché appunto non rientra nell’essenziale, meraviglioso gioco di parole.
La tosse va decisamente molto bene: ormai è pochissima e speriamo di non tornare indietro.
Il problema è che Fabullino si lamenta sempre, sempre, sempre. Poverino nostro.
Ha pochissima resistenza, vuole essere caricato spesso, ma anche alzato spesso, perché poi si annoia. Ieri abbiamo organizzato un riempimento vaso di margherite, per stare un pochino fuori, e fargli prendere un po’ di sole: nonostante le chiacchierate con tutti quanti, cani compresi, ha retto pochissimo: che vuole dire piantare lì sacchi di terra e annaffiatoi e coricarlo, e poi risistemare, pronti a rialzarlo quando poi è stato stufo di stare sdraiato. Dettagli, che c’entrano questi dettagli signora mia, bisogna concentrarsi sulle cose importanti: dicono Quelli Che Sanno, stendendo fior di trattati sul benessere mentale.
Insomma: la cosa più probabile è che siamo dentro alla fase seguente a quella influenzale, in cui si sono presi gli antibiotici (per fortuna pochi, minima dose di copertura), e che adesso sia semplicemente ora di riprendersi. Punto. E noi siamo delle piaghe.
La Pediatra Santa Subito ha detto che oggi deve stare ancora tranquillo, così vediamo come va e facciamo ancora aerosol, e, se va liscia, domani possiamo pensare di tornare a scuola.
E pian piano riprendere il giro. Che vi devo dire.
Tenendo conto che, rispetto ad altri momenti, questo non si può definire un’emergenza, è evidente che il problema siamo noi. Non ci sono altre spiegazioni.
E quindi vi abbraccio forte.
Buona giornata.
Angela
