Un manicomio, ieri è stato tale.
Allora: ho cominciato a preparare Fabu per la scuola, il che richiede il suo tempo, tra lava vesti mangia farmaci, insomma, un paio d'ore. Però, è stato velocemente chiaro che qualcosa non funzionava: era pallido, si lamentava tantissimo, tossiva un po’ ma in maniera faticosa, saturazione buona ma respiro accelerato. Insomma: messaggio alla Pediatra Santa Subito, impegnata nell’ambulatorio del mattino, per sentirci e organizzarci, nessuna emergenza ma Fabu era da vedere. Avvisare la scuola.
Poi nel giro di mezz'ora Fabu l’ho visto sempre peggio: sempre più lamentoso, con tante crisi; soprattutto, cambiava colore: dal pallido al più pallido, tendente al cinereo, diciamo. Saturazione che scendeva, ma risaliva immediatamente. Sempre affannato.
E la Pediatra Santa Subito l’ho chiamata: durante le visite non può rispondere e poi richiama tutti, ma quando siamo noi risponde perché sa che, se chiamiamo così, è perché qualcosa va più che storto.
Ok, è da vedere, dobbiamo capire. Per cui abbiamo preparato il piano d’emergenza: lei poteva partire dall’ambulatorio alle 12. Se fosse peggiorato prima, saremmo andati noi e lei l’avrebbe visitato sull’istante: cerchiamo sempre di evitare questa corsa, perché per Fabu è una fatica, e l’ASL è scomodissima. Intanto ho allertato accompagnatori vari perché lì non si posteggia, quindi qualcuno deve tenere il furgone mollato in mezzo ai piedi: l’alternativa è arrivare lì, guardarsi intorno al posteggio e cercare una faccia conosciuta a cui lasciare le chiavi, ma non è divertente.
Poi stare lucidi, attentissimi, fare una cosa dopo l’altra, prima le urgenti e poi le importanti, non sbagliare nel valutare.
Aerosol con cortisone, ed è andata un po’ meglio, ha smesso di cambiare colore. Allora mangiamo e beviamo, cercando di infilare in pancia quante più calorie possibili, perché chi lo sa come andrà poi. Dare tutti i farmaci, partendo dai più importanti, che è sempre una nobile classifica.
Poi stare attenti, attentissimi. E ce l’abbiamo fatta a far arrivare l’ora della visita: la Pediatra Santa Subito l’ha auscultato di su e di giù: c’erano dei punti che la lasciavano perplessa, però la saturazione, comunque, teneva e non aveva la febbre. D’altra parte, era evidentemente affannato.
Il concetto era: fosse un altro, starei a vedere. Fabullino, se tracolla la faccenda si fa rapida.
Proviamo a fare un aerosol con il broncodilatatore: se non va meglio in poche ore ci serve almeno una lastra.
E per fortuna è andata meglio, nel pomeriggio era decisamente più roseo e vivace. Per cui la Pediatra si chiede come procedere: probabilmente è un po’ di tareffaggine ripresa o mai risolta, ma dobbiamo farla passare. Vediamo cosa succede oggi.
Ellosò, siamo delle piaghe, però siamo, come dire, spianati.
Buona giornata.
Angela
