venerdì 10 maggio 2019

Festa grande!

Siccome che le feste nazionali sono da festeggiare, e siccome che qui le decidiamo noi, oggi è il genetliaco di Luana: la nostra meravigliosa Luana, che averla incontrata sulla nostra strada è una di quelle benedizioni che fanno sì che valga la pena di alzarsi la mattina. Noi abbracciamo Luana, felici di festeggiare che sia qui in questa galassia, proprio in questa, con noi. Da 25 anni, manco a dirlo!!!
E quindi tutto il blog si sente in dovere di procedere: nel mio specifico, con un altro brüt e bùn, che da queste parti si chiamano così le meringhe alle nocciole, con i pezzetti croccanti dentro.
È d’obbligo, mica è un giorno qualunque!!!
E per festeggiare di più, vi conto che sono stati assegnati (non dati, solo assegnati) i fondi del 5per1000 2017 (ellosò, funziona così, la procedura prevede due anni; so che tutti i liberi professionisti stanno attualmente leggendo e pensando il dovuto va dato in anticipo anche per il prossimo anno, e ciò che si riprende lo si riprende con moltissima calma. Ma tant’è.) e AperCrescere riceverà 3269 euro corrispondenti a 112 elargizioni.
E quindi più di 100 volte Grazie, perché sono 3 mesi di spese di struttura pagate (li rendiconto proprio così), senza che un milligrammo ne ricada sulle famiglie.
E quindi, ovviamente, ricordatelo a tutti quanti anche per quest'anno, fino alla prozia di settima generazione!!!
Un abbraccio anche a Boog.
Festeggiamo più che mai ringraziando sempre voi Amici, Fabullino è molto fortunato ad avervi sempre.
Buona giornata.
Angela

giovedì 9 maggio 2019

Cose belle.

Parliamo di cose belle.
Vi conto che la onlus ha vinto un bando, alleluia alleluia, e ci danno 15 mila euro: da ieri, che è arrivata la notizia ufficiale, lavoroni, per tutte le procedure per ottenerli e utilizzarli e rendicontarli, Fabullino mio adesso stai buono ti prego.
Se non altro, si lavora per qualcosa di produttivo, e la onlus, dopo un anno complicato, dovrebbe avere un po’ di respiro e poter offrire di più alle famiglie.
Meno male, insomma.  Per noi sono lavori angoscianti, perché sono difficili, perché dietro hanno tutte le speranze di tutte le famiglie che sperano di tirare il fiato almeno un pochino.
Insomma, sembra sempre incredibile, ma i pensieri nessuno ha ancora capito come pesarli. E i fisici ci dicono che non si fa. Però, intanto, sulle spalle sono più corposi di uno zaino da montagna per star fuori due settimane.
E quindi è stato un pomeriggio convulso, ma la notizia è ottima.
Buona giornata.
Angela

mercoledì 8 maggio 2019

Pensiero sgusciato.

E i bilanci onlus sono finiti, con tutte le relazioni annesse, ieri in una miracolosa ora di silenzio e concentrazione totale: il piacere di essere lucidi, senza l’intontimento del dolore e dei farmaci. Se penso a come stavo fino alla settimana scorsa ancora non ci credo.
Al punto che, ieri sera, ho sbagliato pensiero, ogni tanto capita, l’attenzione non è mai troppa.
Per cui stavo andando a dormire, tutta soddisfatta perché ero stanca morta ma ero riuscita ad occuparmi di Fabu, perché, ovviamente, questo è il primo incubo di quando stiamo male; e proprio mi godevo la sensazione di fare le cose con un dolore che si sente poco: aprire il rubinetto, alzarmi dalla sedia, tirare la porta del frigo, prendere qualcosa che pesi più di 10 grammi.
E così mi è scappato il pensiero: chissà Fabullo quanto sarebbe felice nel riuscire a fare qualcosa che vuole fare, un gesto qualunque, che ha in testa ma non nel corpo.
Che vi devo dire.
Sto rileggendo Yehoshua e ho lasciato perdere, benedicendo la stanchezza che permette di stordirsi e dormire a comando, senza pensare, almeno così sembra.
Buona giornata.
Angela

martedì 7 maggio 2019

Sono buone notizie.

Grandissimo Blog che ha trovato il tempo e la voglia, e il pensiero, di darci sue notizie: lo abbracciamo e gli auguriamo, di cuore, che tutto finisca presto e bene. E lo ringraziamo perché ha pensato a Fabu anche in un momento complicato.
Oggi vi racconto che stiamo riprendendo il giro, sperando che duri, perché qui, ogni volta che si pianta qualche cosa, il recupero è complicato. E, in fase di recupero, la prima cosa che salta è ogni singola azione che sia di riposo.
Fabu ha iniziato la settimana scolastica che speriamo che riesca ad essere la prima completa dopo tanto tempo: anche perché sta per arrivare la lunga estate calda, che tutti i bambini aspettano con grande gioia, e che invece, nel nostro mondo del contrario, diventa solo un problema. Per cui speriamo proprio che Fabu possa approfittare al massimo della scuola, per poter stare in compagnia.
E, contemporaneamente, noi dobbiamo approfittare di questo tempo per fare tutto ciò che è già indietro, perché abbiamo di nuovo avuto un periodo complicato.
Per cui ieri mattina, è ufficiale, sono nuovamente riuscita a sollevare la tazzona grande del thè, senza farmi venire i sudori, prendendo solo due dosi di antidolorifici in tutto il giorno e non cinque; e quindi ero anche in grado di tenere gli occhi aperti e concedermi 5 ore filate di spesa, riordino biancheria e pulizie. E poi, recuperato Fabullino, con lui che dormiva, 2 ore di bilancio onlus: per cui siamo indietro, ma non era proprio fattibile. Ma oggi, se non c’è nemmeno mezzo intoppo, lo finisco: funziona che mentre mi occupo di Fabu e cose varie lo penso, stando attenta a non dimenticare altro. E quando posso sedermi, devo solo più scrivere.
Chissà com’è riposare e basta. Chi lo sa.
Vabbè. Comunque sono buone notizie, essere di nuovo in grado di muoversi è spaventosamente bello.
Buona giornata.
Angela

lunedì 6 maggio 2019

Babbo Natale esiste.

Sarebbe bello dire che tiriamo le fila di tutta la vicenda, e invece no. Quelli Che Sanno dormiranno come sempre sonni tranquilli: per la carità, sincronizzate gli orologi, perché sicuramente saranno nervosi, se lo diranno l’un con l’altro, e qualche effetto boomerang ci sarà. Il primo sarà ipotizzare che, quella che abbiamo raccontato, sia tutta una storia montata ad arte. In effetti sembra così, con i tasselli che arrivano a poco a poco e confluiscono.
Ma qui di artistico non c'è nulla, le Madri Isteriche lo giurano con il sangue.
Dicevo che non tiriamo le fila: perché vorrebbe dire arrivare ad un dunque, magari, addirittura, a delle soluzioni.
E invece proprio no.
                       Abbiamo raccontato questa storia qui perché io sono una piaga noiosa incattivita            dalla vita (notate la splendida figura retorica), che è la definizione corrente di Madre Isterica: ma, questa storia qui, è solo uguale a tantissime altre.
Le Madri Isteriche chinano la testa contando le volte in cui hanno chiesto qualcosa ai servizi territoriali e la risposta è sempre stata no. La richiesta non poteva mai essere fatta rientrare. In che? Non si sa più.
Ecco, partiamo di qui. Non le tiriamo le fila, facciamo solo delle riflessioni.
I servizi territoriali, che rientrano nel mitico Terzo Settore, sono quelli creati dai territori, appunto, per le esigenze assistenziali del territorio stesso. Solitamente, quindi, il loro datore di lavoro è un consorzio di comuni: giustamente, perché, soprattutto nei piccoli comuni, è l’unico modo.
In quanto tali, lavorano su qualcosa di specifico, quel territorio lì, esistono apposta: perché ogni territorio ha peculiarità diverse. Le problematiche non sono uguali nelle grandi periferie rispetto a km di borgate di montagna sparse.
E già lì, prima riflessione, che nasce dalla storia che abbiamo appena raccontato, che è solo un esempio: è evidente che qualcosa non torna, nell’hinterland di una grande città del Nord Ovest italiano non può essere che non esista nulla.
Poi: queste strutture territoriali sono sempre, dico sempre, sotto dimensionate a livello di fondi erogati, che vuol dire che non c'è personale sufficiente, perché non lo si può pagare. Insomma, che tutto ciò che è welfare non sia esattamente una priorità di qualunque governo è la scoperta dell’acqua calda.
Vero.
Però.
Pensiamo  a questa storia, che però non è un caso isolato.
Non era un problema di fondi da trovare: ci sono, sono lì inutilizzati. Il compito dell’Ambito, che ha partecipato al bando, è di renderli fruibili. Per tale compito, l’Ambito viene pagato. Ecco: sicuramente per questo lavoro qui, come per tutti gli altri, l’Ambito è pagato poco. E gli operatori non hanno solo quello da fare, ma centinaia di problematiche da portare avanti a cui stare dietro.
Però questo discorso sarebbe inoppugnabile per due aspetti: se il lavoro relativo a questo bando (valutazione, stesura PAI, eccetera) fosse stato un’urgenza: una roba da fare dall’oggi al domani. Abbiamo migliaia di richieste, un solo operatore, altre emergenze da gestire (34 anziani moribondi con nessuno al mondo, ingresso di 12 nuovi bambini disabili a scuola, necessità di 10 educatori di comunità, eccetera eccetera), ci lasciano due giorni per definire tutto di un bando che poi non può più essere cambiato.
Ecco: non era così. La faccenda è stata chiara ora perché la Madre Isterica, invece di stare a pontificare su feisbùc, ha letto il bando: ma sono anni che la faccenda procede, anni, un bando dopo l’altro. E il PAI poteva eccome essere aggiornato.
E poi: l’effettiva impossibilità per mancanza di risorse è giustificabile solo quando le competenze sono presenti. Tenendo conto che l’Ambito è lo stesso che ha detto alla ragazza Ma come sei venuta alta, ecco, permettete che qualche ragionevole dubbio emerga.
In più: veramente le Madri Isteriche non hanno abbastanza dita per contare tutte le situazioni in cui i servizi territoriali non possono intervenire perché non rientra. Non c’è mai nulla che rientri.
La trafila è questa: non rientra l’assistenza a quell'ora lì, ma solo a quell'ora là, quando non serve. Non rientra quel lavoro lì, ma quel lavoro là, dove non serve.
Ma se deve essere tutto studiato sul territorio specifico, questo territorio qui, perché non rientra mai?
Mistero.
Ehhhh...però.
Facciamo tante cose. I tavoli di discussione. I gruppi di auto aiuto. Le serate divulgative. Non viene mai nessuno, la gente non capisce.
Tutte belle cose, finanziate da varie situazioni, ad esempio da bandi e contributi comunali e regionali, che permettono l’esistenza del servizio territoriale e di buona parte del Terzo Settore. Che così può pagare i propri operatori. Insomma: che esiste per esistere, e basta.
Poi, di solito, finisce così: qualche tragedia sociale appare sui giornali. Ma sì che conosciamo questo/a disabile/anziano/famiglia, però ha sempre rifiutato il nostro aiuto, non ne sapevamo più niente. Che cosa vorrà dire? Che mai nulla di richiesto rientrava e poi non partecipava con ardore alla serata divulgativa?
Ecco la riflessione: la Madre Isterica di questa storia andrà eccome a fondo: ma con un obiettivo concreto, di ottenere il dovuto per la figlia almeno per il prossimo bando, perché quello che è perso è perso.
Ma sa già che l’Ambito sarà, proprio al limite, solo lievemente irritato, e rimarrà tale, sotto tutti i suoi aspetti. Perché l’Inps dovrebbe valutare la faccenda tramite il proprio ufficio di territorio, che con quell’ambito ci parla tutti i giorni; e dovrebbe segnalare la faccenda al datore di lavoro dell’Ambito, cioè il consorzio dei comuni, che vuol dire una serie di persone, che a, questo punto si mettono a valutare la qualità del servizio offerto da quelle persone sotto tutti gli aspetti.
Tutto questo perché lo dice una Madre, che è Isterica per definizione.
Ecco, io credo a Babbo Natale. Ma che possa capitare una roba così, proprio no.
E perché si sia impaginato così, non lo so.
Buona giornata.
Angela

venerdì 3 maggio 2019

Il bello della scelta.

Viene la parte migliore, per noi che amiamo le parole: quelle che hanno un significato perché diventano fatti. E, in questo caso, più che mai, i fatti sono, appunto, le cose non fatte.
Promettetemi che non commetterete atti inconsulti, vi prego.
Allora: all’interno di questo famoso progetto, con cui vi ho tediato rovinandovi la settimana, vengono definite Responsabili le persone che accedono alla piattaforma Inps, accreditandosi, inserendo i dati dell’utente che ha necessità, partecipando, insomma, al bando.
Tutti i mesi i Responsabili ricevono dall’Ambito questa mail (questa è quella di febbraio, come esempio), che è veramente uno spettacolo, che pure LA PAOLA, che teme sempre la mia fantasia delirante, dovrà ammettere che c’è di peggio anche a  quello che viene in mente a me. E questo peggio è pure reale: perché l’unica cosa che ho fatto io è mettere le X al posto del nome del progetto, per ovvi motivi di privacy. Perché poi è ovvio che, di fronte a simili storie, Quelli Che Sanno si attaccano alla privacy.
Leggete:

Cari responsabili del progetto XXX,

inoltro la solita email promemoria per ricordarvi di effettuare l'accettazione mensile per le prestazione di XXX da voi ricevute nel mese di FEBBRAIO 2019 .
L'accettazione può essere effettuata dal 10 al 19 del mese in corso.
L'INPS ci richiede di porre particolare attenzione alla fase di conferma della ricevuta da parte vostra: se non viene fleggata l'opzione "non erogata in accordo con l'Ambito" scatta la penale.
Ricordo quanto segue: se NON avete usufruito di tutte le ore/ giorni a vostra disposizione, o non avete usufruito di nulla (per vostra scelta personale), dovete CONTINUARE a fleggare: “NON EROGATO IN ACCORDO CON L'AMBITO” vicino alla cifra che troverete sotto la voce quantità effettivamente ricevuta, inoltre se la quantità che di cui voi avete usufruito nel mese è inferiore a quanto scritto sul PAI (cioè la cifra da usare ogni mese), dovete continuare a fleggare: "IN ACCORDO CON L'AMBITO”.
Continuiamo a raccomandarci che NON dovrà MAI essere fleggato "PER RINUCIA ALLA FRUIZIONE" . Nel caso ci fossero delle discrepanze tra quanto da noi inserito e quanto da voi effettivamente usufruito vi prego di telefonarmi subito, in modo che insieme si possa rimediare agli eventuali errori.

Anche questa volta si conferma la regola dell’importanza delle parentesi tonde, guardate cosa c’è scritto dentro: per vostra scelta personale.
Quando l’unica proposta ricevuta e inserita nel mitico PAI è la frequenza di una piscina, che può garantire la disponibilità della vasca per questa ragazza solo nelle ore imminenti all’alba, che si è rivelata una tale fatica per tutti da risultare controproducente. E basta, nient’altro, area dell’immediato hinterland torinese, non c’è niente.
Questa è la scelta personale.
Ovviamente, le famiglie, i mitici Responsabili, obbediscono. Perché altrimenti si blocca tutto da parte dell’Inps, e prima di dimostrare tutta la faccenda si vien vecchi. Mentre le famiglie sperano sempre che qualcosa si sblocchi: per cui obbediscono all’ordine di Quelli Che Sanno, l’Ambito in questo caso, e tutti i mesi insistono perché qualcosa venga fuori.
Anche pensando che, se l’Ambito ha i requisiti per gestire il bando, starà facendo tutto bene. Finché, un giorno, leggono il bando. E vengono in mente tutte le molteplici situazioni in cui l’Ambito non è stato proprio brillante nelle sue competenze.
L’altra parola che fa paura, leggendo la mail, è penale: ma, a questo punto, sarebbe interessante sapere per chi scatti la penale.
È stata l’altra domanda che la Madre Isterica ha fatto all’Ambito, oltre che Perché. Nessuna risposta.
Adesso definiamo.
I fondi sono lì, per lo meno fino alla scadenza del bando, che è imminente. E c’è già quello nuovo a cui iscriversi. Non sono finiti da un'altra parte. Questo no.
Però.
Quello che nel bando è definito l’Ambito è, in questo caso specifico, il consorzio socio assistenziale territoriale, uno di quegli organismi che confluirà nel mitico Terzo Settore.
Un organismo nato per offrire servizi, è questa la sua sola ragion d’essere. In teoria.
Questo consorzio si è candidato al Bando per diventare Ambito (ahhh, le parole, ma dobbiamo usarle bene, perché vedete ben che fregature nascondono per chi non sa i congiuntivi): per essere, cioè, l’organismo titolato ad assistere gli utenti coinvolti dal bando in quell’area specifica. Per candidarsi, hanno dimostrato di avere i requisiti: aiutare l’iscrizione, conoscere gli utenti, valutarli, preparare un PAI concordato, individuare le strutture da convenzionare e convenzionarle.
Per proporre questa candidatura all’Inps, e vincerla, presentano anche un budget: che sono i costi gestionali, quelli del personale che lavora per fare tutto questo, per esempio.
Ed è giusto che sia personale retribuito perché competente: il Terzo Settore non può basarsi solo sul volontariato. Deve essere un settore che offre servizi e che non fa lucro, ma il personale deve essere retribuito, altrimenti tutto si pianta.
Questi costi di gestione non sono assolutamente i fondi a disposizione degli utenti, che sono lì, sono altri fondi.
Che vengono percepiti dall’Ambito comunque, perché ha svolto il suo ruolo. E perché l’ha svolto? Perché ciò che non è stato erogato non lo è stato per scelta personale dell’utenza.
Penso che a questo punto il cerchio si chiuda, e gli Amici del Blog, che tutto hanno capito, stanno cercando le braccia da raccogliere.
Il lanciafiamme no, vi prego.
Insomma: l’Ambito ha comunque percepito il suo dovuto, semplicemente non ha fatto niente.
Il controllo avviene da parte dell’ufficio Inps, sempre di zona. Il controllo, però, significa controllare che i dati sul sistema siano congruenti. Punto.
L’unica risposta data alla Madre Isterica e Ingrata, al perché non si sia fatto, è stata: Ehhh ma è difficile.
Sentite: tutto ciò che va oltre la tabellina dell’8 per me, personalmente, è difficile. E infatti lo lascio fare all’Andrea al Poli e al piccolo Davide in quel di Firenze.
Ma se i nostri due matematici preferiti, un bel giorno, dicessero: io non lo fo perché è difficile e sto qui a fare la tabellina del 2 e non chiedetemi altro, ecco, pure loro verrebbero buttati fuori. Ed è per questo che sono i nostri matematici preferiti, perché quella risposta lì, a loro, non passa per la testa. A me sì, ma infatti faccio altro.
Attacco la lavatrice, per esempio. Che però non rappresenta una caratteristica per portare avanti certi ruoli, tipo la gestione di quel bando lì.
Buona giornata.
Angela


giovedì 2 maggio 2019

Procurare reggi mandibola.

Consiglio a tutti di tirar fuori da subito qualcosa di molto buono per il mal di testa, come dice Luana.
Aggiungiamoci anche un reggi mandibola, garantisco che serve.
Procediamo.
La Madre Isterica, nonché, Ingrata, e, oserei aggiungere, Sconsiderata, perché non fa quello che Giulio Wilson dice di fare con le etichette al centro commerciale (Mia Bella Ciao, guardate voi il testo, LA PAOLA non vuole che io mi esprima come uno scaricatore): decide di leggere lei il bando, di persona personalmente.
La Madre Isterica è pure Odiosa, perché sa i congiuntivi, dannazione.
E scopre.
Avete presente le integrazioni, che sono attività che vanno svolte con personale convenzionato, individuate nel PAI secondo i bisogni di ciascuno? Ecco, suona proprio ma proprio strano che in tutta l’area in questione, che è appunto l’ampio circondario di una metropoli del Nord ovest, si possa convenzionare, per questa ragazza, solamente una piscina: bellissima, ma poco opportuna per lei, a partire dalla possibilità organizzative di frequenza. Poiché gli orari disponibili per lei erano solo quelli pari dei giorni dispari dei mesi corti con la luna calante.
La madre legge che nel bando si parla di fisioterapia, logopedia, rieducazione neurocognitiva, e quant'altro.
Attenzione: non che l’utente si debba adeguare a ciò che c’è in lista, ma è la  lista delle convenzioni che si adegua all’utente. Quindi: l’Ambito incaricato valuta, stende un PAI concordato con l’utenza, cerca le strutture, avvia le procedure di convenzione.
Allora: ripartiamo dal presupposto che l’utenza in questione non abita con la mucca pezzata, le galline, 4 compaesani in Vicolo Stretto, località Picco Buio; che l’utenza non pretende la spiaggia per le sabbiature sotto casa. Ma secondo voi, in quell’area di pertinenza dell’Ambito non c’era uno straccio di struttura o di professionista da convenzionare? Secondo me qualche dubbio è lecito.
Ma c’è di peggio: i fondi del bando possono anche supportare la frequenza di qualche centro. Ricordate: per la ragazza non si è trovato nulla (andiamo oltre alla diatriba tra parcheggio diurno e centro di recupero, sorvoliamo), se non il centro a circa un’ora da casa, anche perché tutto il resto costava di più.
E chi si è occupato di questa cosa? Lo stesso Ambito che manda avanti l’erogazione di questo bando. La svegliona che le ha detto “Come sei venuta alta” è appunto un’operatrice. Quindi, l’Ambito era al corrente che c’erano a disposizione dei fondi, esclusivamente per questa ragazza.
Tenetele, queste mandibole, perché non è finita.
Tra le altre cose supportate dal bando ci sono i supporti. Che sono gli ausili. Nella quota del 10 per cento. La quale quota è esattamente quella che la famiglia ha versato ultimamente  per l’integrazione per la nuova carrozzina, perché il nomenclature asl non copriva tutto, e per il mitico letto corto (i noiosi, quante storie, per due piedi).
L’Ambito non lo poteva sapere, perché se ne occupa l’ufficio apposito dell’ASL (dài, dài, dài, dàlle una spinta: quella signora lì). Ma è ovvio che questa ragazza, negli anni (perché ormai sono anni, un bando dopo l’altro) ha avuto bisogno di ausili: e mai l’Ambito ha chiesto: sono necessari ausili? Li inseriamo nel PAI? Oppure: visto che questi fondi sono fermi, sappiate che possono essere un pochino usati per gli ausili.
Ditemi che non sorgono altri dubbi, considerato che la famiglia da anni chiede la possibilità di trovare una soluzione per questi fondi fermi.
Non solo: la risposta è sempre stata: ma no, non c’è nulla di convenzionato, e poi il PAI è fatto così, c’è scritta solo la piscina.
La Madre Ingrata legge molto chiaramente l’articolo che dice che il PAI può essere integrato nel tempo.
E, nel tempo, le cose non convenzionate, verosimilmente, possono diventarlo, previo lavoro.
La Madre Ingrata comincia quindi a chiedere: perché non ce l’avete mai detto, perché. A tutt'oggi, risposta non pervenuta, se non un generico: Ehhh, ma è difficile.
Però, la Madre Isterica procede: la fattura per il letto non è ancora stata emessa, e quindi mettiamola a carico del fornitore. Ehhh, ma non sappiamo chi sia, (azienda fornitrice dell'Asl, non bottega di Vicolo Corto), bisogna fare le procedure, ci vorranno tre mesi, e ormai il bando scade.
Giuro. Neanche il gesto di alzare il telefono e dire: ok, vediamo se recuperiamo.
Sudori freddi perché questo bando sta scadendo, ma per il prossimo la Madre Isterica sarà anche insopportabile nelle sue pretese. E l’ammissione al bando della paziente la fa l’Inps, e ci rientrerà in pieno.
Se la morale di Toro Farcito è sempre quella, verrebbe da dire: uhh, ma Quella Madre Isterica, che noiosa, cosa è andata a leggere lei il bando; e se comunque sa tutto lei, allora poteva leggerselo prima.
Invece di stare su zalando, andare a teatro, lavorare la calzetta, cucinare macrobiotico.
Non è mica finita, domani vi conto la quintessenza.
Buona giornata.
Angela