mercoledì 20 marzo 2019

Le cose in cui credere.

Procediamo,  piano, ma procediamo. Adesso, dirvi dove andiamo non è che sia tanto chiaro; però ieri, con Fabullino a scuola, non sono andata a dormire, ma l’obbiettivo è stato recuperare un po’. Sostanzialmente, delle mille cose da fare ne sono state rimandate 900. Che sono da fare comunque, e quindi sarà un clamoroso impiccio, un circolo vizioso, un pantano che più si alzano i piedi e più si fatica. Però altre soluzioni brillanti io non le ho trovate: se nella prossima vita divento più intelligente magari va meglio, per questa qui facciamo così.
Per cui parliamo di cose serie. Oggi, stasera, per la precisione, comincia la primavera: e siccome mi spiegano sempre che io sono una povera squilibrata, a causa dell’immensa sofferenza, posso pensare quello che voglio appellandomi all’infermità mentale (LA PAOLA fa da testimone senza problemi): e quindi volevo dirvi che credo a poche cose: non sicuramente alla presa in carico di rete dei disabili, nemmeno alla scuola inclusiva fatta con criterio e non per tirare alla fine anno, né alla progettualità del terzo settore fatta per fare qualcosa di serio, nemmeno alla serietà della ricerca in riabilitazione che ci mette mesi per dimostrare la riduzione della retrazione dei flessori dell’anca su 10 pazienti dopo 10 sedute di fisioterapia. Però alla primavera ci credo ancora, i ranuncoli sono meravigliosi, i tulipani stanno sbocciando, se oggi non sono troppo rottame semino i girasoli. Insomma, l’idea che, da qualche parte, ci sia qualcosa che gira per il verso giusto.
Buona Primavera e vi abbraccio. Che sia una giornata meravigliosa per tutti gli Amici.
Buona giornata.
Angela

martedì 19 marzo 2019

Che poi è niente.

E sì, senza se e senza ma. Siamo delle piaghe d'Egitto. E pure delle piaghe arrabbiate. Perché non è possibile che basti un minimo disequilibrio, che ne so, un mal di testa, un minimo di tareffaggine, insomma, un niente, a farci precipitare nella difficoltà come in questi giorni qui. Va detto, che, probabilmente, il niente in questione rappresenta in realtà la mitica goccia nel mitico vaso, è questo il punto.
Così ieri, che è di per sé stata una buona giornata, si è trasformata in un disagio: perché ci siamo arrivati dopo un fine settimana difficile, e siamo andati a fare il controllo post botulina. Che è stata poco più di una formalità, perché di problemi non ce ne sono stati, la dottoressa è gentilissima, l’appuntamento era nel primo pomeriggio. Però ha significato stare fuori casa mezza giornata, non andare a scuola, e quindi ad arrivare a sera affannati, e a essere ancora più rintronati oggi: e quindi ad essere già in ritardo sulla tabella di marcia fin dall’alba.
Insomma, non succede niente e noi siamo così, e non è nulla di grave. Salvo il fatto che non possiamo occuparci di Fabu come vorremmo.
È che in questi casi, casi da nulla, emerge la fragilità dell’equilibrio precario. Ed è un pensiero poco tollerabile, tutto qui.
Buona giornata.
Angela

lunedì 18 marzo 2019

Le piccole soluzioni.

Senza fare tanti giri di parole, è stato un fine settimana un tantino difficoltoso. Dove “un tantino” ha tanti significati: per esempio che abbiamo, indubbiamente, visto momenti peggiori nella nostra storia personale: eravamo a casa nostra, non sono arrivati soccorsi vari e nemmeno medici per necessità, insomma, niente di troppo drammatico.
Però siamo stati veramente, ma veramente, ma veramente stanchi: quelle situazioni che si risolvono, basta non togliere il pigiama e riposare, e, con pargoli grandi, abbandonare tutti al frigo non vuoto che di fame non morite.
E invece no, perché Fabullino il frigo non se lo apre; e non può scegliere da solo se stare in pigiama oppure no:  o meglio, qualunque cosa scelga, può solo subire le decisioni altrui.
E quindi? E quindi niente, oggi siamo cotti da piangere. Abbiamo attivato uno dei nostri piani di emergenza: niente cucina brillante, solo frittata all’erbetta di San Pietro che sta spuntando tenerissima, e Dio salvi le uova del vicinato. Niente elenchi di cose da fare, tra onlus e compiti dei terapisti da fare con Fabullino, perché non era possibile. Così è rimasto tutto da fare. E sabato, che era più che primavera, e Fabu doveva stare un pochino al sole per le ossicine e la vitamina D, abbiamo fatto ciò che richiedeva meno energie in assoluto: portarlo dagli Amici del vivaio qui a 5 minuti, dove gli fanno tante feste, e poi tenerlo in cortile a chiacchierare con chi passa, mentre noi abbiamo zappato menta primule e ranuncoli: che, a tutt’oggi, sono ancora vivi. Così abbiamo messo insieme un po’ di terapie necessarie, il suo intrattenimento, un po’ di felicità. Quando la zappa diventa una soluzione, piccola, ma pur sempre una soluzione.
Buona giornata.
Angela

venerdì 15 marzo 2019

Tempo e spazio.

Ogni tanto, nel trottamento di ogni giorno, quello che fa arrivare a oggi piatti come delle sogliole, ho degli attimi filosofici: non degli attimi intelligenti? Dice LA PAOLA, che coglie l’essenza. Quelli no, dico io, e comunque, fedele al mio ruolo di Madre Isterica nonché bambasciona, non li ammetterei nemmeno sotto tortura. Magari è tutta colpa del giorno del pi greco.
Gli attimi filosofici, dunque. Per esempio, pensavo alla storia di una piccina con una malattia più che rara: la diagnosi è arrivata, tramite i nostri ospedali, da un centro di ricerca canadese, i casi in letteratura sono 3, in Italia è la prima. E, allucinante nell’allucinante, sembrava una mutazione casuale e invece si è visto che entrambi i genitori sono portatori dell’identica, nonché appunto rarissima, mutazione. Per cui si è ipotizzata una possibile parentela tra loro molte ma molte generazioni fa.
Ecco: la bambina è indubbiamente grave, non è che si possono fare tanti giri di parole. E, attimo di filosofia, sembra una storia che è partita forse secoli fa, e si è snodata tra tempi e esistenze, tra loro indipendenti e sconosciute, fino a questa bimba. E ditemi se uno non si ferma un attimo a pensarci, per esempio a quanto siano davvero indipendenti le esistenze nel tempo e nello spazio.
I Genitori di questa bambina non fanno una vita semplice, proprio per niente. E non sono sempre sereni e pieni di energia vitale.  E raccolgono fondi, in maniera seria e costruttiva, e stanno aiutando altri bambini.
Ecco l’altro attimo filosofico: Quelli Che Sanno troverebbero una serie di spiegazioni confortanti sul perché questa famiglia ne aiuti delle altre, soprattutto quando si ritrovano all’asl a litigare sulle solite menate tipo i codici di prescrizione: quindi i Genitori Isterici devono trovare una ragione di vita, signora mia.
Noi lasciamo Quelli Che Sanno a sapere, beati loro.
Invece nel mio attimo filosofico, tardocco, alla buona, riesco solo a pensare che una storia iniziata tanto tempo fa però sta muovendo il mondo in qualche modo. Pensare al perché, e a cosa sarebbe giusto, o per la carità.
Buona giornata.
Angela

giovedì 14 marzo 2019

La certezza della frittata.

Ieri gli incastri hanno funzionato lisci come l’olio fino alle 11 e mezza ieri sera, quando la lavatrice aveva finito, la lavastoviglie è partita, avevo fatto il giro fuori e visto le stelle, la colazione apparecchiata e potevo leggere un paio di pagine di Gianni Farinetti, langarolo doc.
Però la Michi oggi è rimasta a casa, perché è un cadavere. Quell’altro regge e fa che duri.
E così ce l’ho fatta ad andare dalla commercialista, che mi ha tutto sommato confortato. Nel senso: la parte fiscale è perfetta, nel senso che tutto il terzo settore verrà uniformato, sostanzialmente, alla normativa che è già propria delle onlus e che noi abbiamo sempre rispettato in maniera precisissima; sostanzialmente, verrà tassato qualunque guadagno, anche se mascherato da “non commerciale”: noi, evidentemente, non guadagniamo proprio un accidenti, perché tutto ciò che entra ha un corrispettivo in ciò che esce; e, ciò che esce, esce per attività aderenti in tutto e per tutto agli scopi statutari. Insomma, quelli in braghe di tela come noi non guadagnano.
Perfetto.
Invece mi ha confermato anche lei che non si capisce un accidenti per quanto concerne la modifica degli statuti: sicuramente il nostro ha già tutti i presupposti richiesti, salvo, ovviamente, l’acronimo ETS. Però, nelle categorie previste dagli ETS, la voce onlus non c’è, e va bene; ma, soprattutto,  non si sa in quale categoria finire: forse Associazioni? Mah. Non si ricevono risposte.
Però, secondo lei, sarà una modifica semplice che non va fatta dal notaio, perché, appunto, il nostro statuto è già perfetto e l’iscrizione a questi benedetti registri rappresenta già l’autorizzazione istituzionale. Ma, appunto, non si capisce niente.
Nel senso che si pubblicano quintali di materiale senza che ci sia scritta la cosa principale e, contestualmente, gli organi preposti non danno spiegazioni chiare.
Insomma, il sole c’è, ma sotto non c'è niente di nuovo. Al limite, l’ erba di San Pietro per la frittata, quella sì che è sempre una certezza.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 13 marzo 2019

Per noi cape di ciuccio.

Oggi deve filare tutto liscio in un meraviglioso gioco di incastri: che vedo un po’ fragile perché la Michi è partita con una tosse modello quando andava all’asilo. E quindi speriamo che non stia male durante la giornata e da andare a recuperare. E speriamo che non se la prenda quell’altro.
Perché, appunto incastrando il tutto al minuto, ho appuntamento con la commercialista della onlus, altro che Santissima Subito, visto che lavora gratis: parto con un foglio lungo di qui all’equatore sulla riforma del Terzo Settore, con tutte le domande che ci sono venute in mente.
Avevo già fatto la stessa cosa per la parte civilistica con l’Autorità, che aveva parlato con gli addetti ai lavori e deliberato che non si fa nulla finché non è sicuro che tutto non si rimandi nuovamente. Io, che sono italiana nel profondo, spero eccome che tutto si rimandi, che le scadenze slittino: al momento bisogna aggiornare gli statuti entro il 2 agosto.
E mi dicono: ma c'è un sacco di tempo.
Non c’è un sacco di tempo, con Fabu quando ci piantiamo chi lo sa quando si va a finire.
E sarà comunque estate, quando non c'è nemmeno la scuola.
Questa storia per noi sarà un immenso impiccio, e anche costoso: perché il notaio andrà pagato. E ultimamente i progetti con le varie fondazioni non stanno andando lisci: imbrocchiamo solo CRT, e basta. Insomma, che grana.
Oggi vado a parlare invece per la parte fiscale, altro immenso delirio: mi sembra di capire che noi non avremo grossi problemi perché facciamo tutto bene, e non rientriamo nemmeno nelle cifre che impongono grossi adempimenti. Anche se continuo a non capire se è obbligatorio, ai fini dell’iscrizione nei nuovi elenchi, certificare la personalità giuridica, e sarà infatti una delle domande di oggi.
Ma, comunque, saranno impicci: nel senso che le procedure di compilazione dei bilanci potrebbero essere difficili per essere svolte da noi, note cape di ciuccio.
Insomma, ho già l’orticaria intellettiva, avete presente?
Buona giornata.
Angela

martedì 12 marzo 2019

L'importante è che si sbaglia sempre.

A fare la spesa ho incontrato un’Amica, che è una delle Madri Isteriche con la storia più difficile che si possa pensare. Una figlia che ha ormai più di 20 anni, nata con delle problematiche gravi, ma solo scheletriche, e che ha incontrato una gravissima lesione cerebrale dopo un intervento ortopedico, quando era piccola. Così sono decenni che è in stato vegetativo, e, per di più, con grandi dolori e deformità. Insomma, immaginatevi il peggiore degli incubi e moltiplicatelo per infinito.
È una mamma che si lamenta poco, soprattutto perché non ha tempo di farlo.
E mi raccontava un pensiero concreto: che, visto che comunque si è soli, ognuno trova le proprie strategie. Lei, ad esempio, trova un grandissimo confronto dalla dimensione spirituale: però, è questo che volevo dirvi, non lo racconta mai a nessuno, perché altrimenti, comunque, bene che vada, le mettono una mano sulla spalla e la guardano con affettuoso compatimento. E il com-patimento ci starebbe anche: nel senso del provare lontanamente a immaginare un dolore senza definizione e spiegazione. Ma quello che questa Mamma vuol dire è che non racconta mai niente per evitare il compatimento che si riserva ai mentecatti.
Cioè, spiegamolo in squallidi soldoni sonanti com’è d’uso tra noi: le Madri Isteriche come fanno, sbagliano.
Allora: se chiedono delle cose che dovrebbero essere garantite (scuola, competenze, professionalità, assistenza, riabilitazione) sono noiose. E arriva la mitica frase: Signora mia, deve stare più tranquilla, pensi solo a fare la mamma di un bambino felice, finirà per comunicare al bambino le sue stesse ansie. Insomma, la Mamma Isterica, oltre a tediare il mondo, danneggia potenzialmente il figlio. (Beati voi che state già dicendo Uhhh quanto esagera questa).
E quindi arriva la mitica frase: Signora, investa su qualcos'altro.
Però, quando lo si fa, come questa Mamma, è meglio non raccontarlo altrimenti bisogna comunque affrontare spiegazioni varie. Per altro su argomenti, quelli spirituali appunto, su cui ci si interroga da qualche millennio, e si riflette: e, permettetemi, ho qualche perplessità sul fatto che Quelli Che Sanno davvero sappiano come stanno le cose, in tale ambito, meglio degli altri.
Insomma: il succo di oggi è questo: le Madri Isteriche si sentono sempre in tribunale perché sempre sbagliano. Allora tacciono, e quindi ci si chiede perché siano famiglie isolate dal contesto sociale.
Quelli Che Sanno, in questi casi, non sono solo gli addetti ai lavori, ma anche chi si incontra al mercato, quando ci si riesce ad andare con tanta fatica. Gli addetti ai lavori, però, sono più intollerabili proprio in quanto addetti: e quindi professionisti in grado di relazionarsi, direbbe la teoria.
Insomma: mi sembra che sia proprio dura obbiettare sulle strategie di sopravvivenza al dolore senza spiegazioni. E, tra l’altro, provate a dimostrare che chi riesce a essere sereno, sentendosi confortato su altri piani, abbia torto.
È qui la tristezza infinita: nel sistema che annienta le  Persone. Che non offre ciò che dovrebbe, che dice che non serve la cosa richiesta (aiuto, assistenza, ausili, progetti che non sono il Parcheggio Diurno) per non dover spiegare perché non offre; e poi, in più, commisera senza rispetto le scelte molto personali, che, tra l’altro, sono “solo” pensieri.
Ecco, se le Madri Isteriche sono caratterizzate dalla categoria psichiatrica del lamentarsi sempre e prendere tutto sul personale (e qui chinano la testa), viene però da dire che Quelli Che Sanno siano in pieno nella spirale dell’attaccare sempre e comunque.
Perché è vero quello che diceva questa Mamma a far la spesa: io non racconto, perché qualunque cosa dica, è sbagliata.
Non so voi, ma io non ho risposte: però penso che, nella sofferenza, l’unica cosa che il sistema sociale dovrebbe offrire sia l’assistenza dovuta in tutti gli ambiti. E poi, di fronte al dolore inspiegabile, sarebbe professionale ascoltare.
Altre risposte e spiegazioni non le ho: l’unica strategia che ho elaborato ieri, dopo questi discorsi, è stata lavare i vetri. Una porta sola, però, non esageriamo.
Buona giornata.
Angela