Ma anche nella tecnologica East Coast si cade nei buchi neri
in cui salta qualunque connessione? Non
voglio sapere quante parole avrà detto il nostro consulente americano, e
soprattutto non voglio sapere quali parole!!! Ma in che lingua dice le
parolacce?
Ieri proprio una buona giornata, con tutti i terapisti molto
soddisfatti di Fabullo.
Lui era bello stanco ma di ottimo umore: a pranzo ha
mangiato la zuppa di pomodoro con la pasta e due dico due bistecche impanate.
Poi ha guardato il beach volley.
Con ‘ste olimpiadi stiamo imparando un sacco di parole
polacche: eliminazia, informazia, portugheisa, terasu, spocognie, grekka,
polaccu, americanki, capital, situazi, rappresentazio . Sono molto
interessanti, sarebbe assai carino metterle anche insieme ed eventualmente
capire anche solo alla lontana di che cosa stanno parlando.
Che tristezza i racconti di Boog su tutta quella roba
buttata via. Ma la cosa ancora più drammatica è che sapere certe cose ci
rattrista e mortifica ma non ci stupisce: anche noi abbiamo amici volontari in
croce rossa che ci raccontano vicende simili, e mica solo in croce rossa.
E ancora più triste è il fatto che poi davvero ci vanno di
mezzo i poveracci che sono lì a mandare avanti la baracca, senza nessun potere
decisionale: sono poi quelli che credono
davvero in certe cose e si impegnano, mentre gli alti livelli sembrerebbero
avere ruoli decorativi e poi viene fuori che non fanno assolutamente nulla,
quando va bene, e ci guadagnano settanta volte sette, quando va male. Quando va
male tutto intorno, mica per loro.
Magari Anna Dei Gatti l’ha detta un po’ così, però non
sarebbe una cattiva punizione quella che ha proposto.
Siccome è stata davvero una buona giornata, non lo volevo
dire, però ce l’ho lì e allora vi racconto che sono in ansia per il ritorno:
perché dobbiamo sfruttare al meglio tutto ciò che Fabullo ha fatto e imparato
per mandarlo a scuola nelle migliori condizioni possibili. E vuol dire con gli
ausili giusti e in tempi giusti: è troppo frustrante cercare sempre di fare il
meglio e poi perdere dei treni sostanzialmente perché c’è sempre qualcuno che
dorme. Ellosò che non c’è solo Fabullo, che per noi ruota tutto attorno a lui e
invece ci sono anche altri bambini: però secondo me è un alibi che regge quando
i ritardi durano giorni e non mesi; e quando capitano ogni tanto e non
regolarmente. Alla fine sembra quasi di dover ammettere che potevamo stare a
casa a seguire tutte le faccende, invece che stare via due mesi così: peccato
che, per esempio il girello l’aspettassimo per l’inizio di maggio e noi siamo a
Koszalin dall’inizio di luglio. E penso che non si possa proprio dire che uno scelga
di fare le vacanze a Koszalin: con tutto il rispetto per le persone che ci
stanno attorno che ci supportano in ogni modo, ma le vacanze si fanno in posti
diversi, giuro.
Noi ci stiamo muovendo per trovare delle soluzioni e delle
opportunità diverse: ma rientriamo e quindici giorni dopo la scuola comincia.
E ce l’avevo sullo
stomaco ‘sto rospo.
Buona giornata.
Angela
