lunedì 21 settembre 2026

Che ci perdonino.

Venerdì mattina è andato tutto di male in peggio, due litri e mezzo di ossigeno fissi, Fabullo che piangeva come un pazzo con tutta la pancia bloccata per ogni sorta di uscita, affaticato da morire, bagnato fradicio di sudore che continuavamo a cambiare maglie e lenzuola ed asciugare i capelli.

Con l'aggiunta dei vomiti.

Io ho attuato le procedure di emergenza che erano lavare i miei capelli, preparare i documenti medici, essere vestita per uscire. 

Il Medico Santo Subito ha detto Finisco gli ambulatori e arrivo il prima possibile.

Quando è arrivato c'era appena stato un effetto microclisma, purtroppo neanche troppo cospicuo, per cui c'era il disastro totale e contemporaneamente una vomitata. Fabullo aveva già fatto il bagno completo, era pulito limpido e piangente, catini e asciugamani ovunque, io stavo cercando un balcone al piano terra da cui buttarmi.

Entro 20 secondi la diagnosi era fatta: polmonite basale destra.

Lo sapevamo, non poteva essere solo stitichezza del gastroprotettore, stava troppo male.

Per cui abbiamo iniziato tutto quello che c'era da iniziare ,

Il punto è stato: se riusciamo a gestirlo con l'ossigeno normale, senza gli alti flussi, possiamo non andare in ospedale, bisogna vedere cosa succede. L'altro aspetto sono i liquidi, perché al momento stava andando tutto male, ma provavamo a darci un po' di tempo. 

La giornata ha fatto paura fino alla fine: ho fatto diventare matti tutti quanti, tutti, ditene uno e io l'ho fatto diventare matto con la richiesta di pregare qualunque entità luminosa perché gli facesse fare abbastanza pipì.

Però a fine giornata la pipì c'era stata, la vescica non era bloccata, ma i liquidi usciti erano molto pochi rispetto a quelli entrati. Vero anche che era stanchissimo, con le energie tutte direzionate a respirare, una malattia importante in corso, una quantità di sudore che usciva che si poteva misurare in bottiglie.

Per cui alla sera gli abbiamo messo la sacca esterna per la notte senza fare cateterismi, perché tanto se doveva andare male non era quello che ci avrebbe salvato.

Eravamo pronti alla mattina a spiegare tutto e quindi a valutare insieme che andavano controllati bene gli elettroliti in maniera attenta, con esami continui, e quindi ci serviva all'ospedale indipendentemente dal fatto che l'ossigeno bastasse.

Non ci ricordavamo più se avevamo mangiato, se avevamo bevuto, più niente.

Ci siamo preparati a far passare la notte, io con i Karamazov, Paulo Aimo Storico con una roba sulla seconda guerra a Venezia.

Alle 11 Fabullo si è un po' svegliato e siamo andati a girarlo e non ci credevamo.

Non ci credevamo davvero.

Nella sacca c'erano 500 millilitri esatti di pipì, Fabullo si sentiva meglio e respirava più regolarmente, perché probabilmente aveva fatto spazio anche per il diaframma. 

Sicuramente i farmaci avevano cominciato a fare effetto e contemporaneamente la situazione non era troppo peggiorata. Dall'altra parte, secondo noi, tutti i pensieri degli Amici Amatissimi avevano lavorato mica poco. 

E siccome le cose non si possono dimostrare né in un verso né nell'altro, noi decidiamo di crederci e ci va bene così. 

Sabato mattina gli abbiamo detto di fare la pipì del mattino, dopo il primo pasto, perché comunque eravamo ancora abbastanza preoccupati: e la procedura è stata espletata: si era anche staccata la sacca esterna, per cui la pipì è andata così ovunque. E noi siamo stati felici. 

Felici. 

Felici di tirare via lenzuola e di riempire la lavatrice a 60 gradi. 

È importante essere persone semplici e accontentarsi di poco. 

Poi è arrivata la Palliativista Santa Subito per la visita: non era peggiorato niente, ma Fabullo aveva comunque un'altra faccia, il cortisone e anche un po' l'antibiotico stavano cominciando a lavorare bene. Tutti i liquidi si sono sbloccati ed era tutto regolare. 

Quindi ci siamo detti che non doveva capitare niente in 48 ore per avere una discreta certezza di stare a casa nostra. 

Per il momento siamo qui, affranti ma contenti perché potrebbe essere molto peggio.

E' stato visitato anche ieri e i rumori polmonari erano migliorati.

Ieri Fabullo ha compiuto gli anni. Che le Alte Sfere ci perdonino se non abbiamo festeggiato.

Voi pregate che faccia la pipì, che rappresenta l'incubo più grande. 

E comunque io voglio sapere cosa fa l'Assessore sul Golfo.

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 18 settembre 2026

Mammasantissima.

 Se per caso conoscete qualcuno delle Alte Sfere ditegli da parte mia che un'altra giornata come ieri e io non rispondo di ciò che posso dire e pensare.

Riferitelo voi perché io potrei non essere educata.

Fabullo si è piantato con la pancia per colpa del gastroprotettore, ma tutte le volte che abbiamo provato a scalarlo è andata male e quindi per il momento va così, diciamo che di solito questa pancia l'abbiamo gestita e ieri invece no.

Quindi ieri ad un certo punto non si capiva più niente, ho commesso le azioni più indicibili per sbloccare questa pancia e anche per capire se faceva la pipì. Non ve le dico le azioni indicibili perché sono proprio poco pittoresche. Ad un certo punto però qualcosa si è mosso utilizzando sistemi operativi antipatici, molto antipatici, ed ero nel panico totale perché in quel che si era mosso non si capiva più da dove erano uscite le cose: voleva dire che non sapevo più se la pipì era stata fatta o no e quindi se dovevo procedere diversamente. 

Contemporaneamente stavo preparando la cena,  ascoltando un webinar sui controlli nel terzo settore, cercando di vestirmi e di lavarmi , organizzando il pomeriggio, perché il pomeriggio di ieri era un grosso problema. 

Dovevano arrivare nuovamente quelli dell'agenzia dei servizi con l'ennesima signora che dovrebbe venire qui a fare le pulizie e che poi all'ultimo momento cambia idea per ragioni sue che non ci interessano, se ne deve occupare l'agenzia e noi siamo sempre a piedi da parecchio. 

Con la contemporanea dell'assistente di Fabio dei servizi sociali per parlare con l'agenzia dei servizi in modo molto chiaro, e poi la fisioterapista. 

Però un po' potevano esserci tante cose da fare con Fabio, un po' a lui da un po' fastidio avere gente intorno quando è così. Ma a noi quell'incontro serviva, per cui quello che ho fatto è contattare la signora dell'agenzia per avere la conferma dell'appuntamento e puntualizzare che o c’era la certezza che poi andasse a buon fine, o siccome era una giornata penosa preferivamo lasciare perdere dall'inizio l'incontro. La signora dell'agenzia ha capito che ero abbastanza determinata e mi ha confermato che sarebbe andato tutto bene, e io ho pregato che Fabio facesse la pipì nei tempi utili in modo che io potessi seguire tutto il resto  con discreta leggerezza. 

Perché tutto dipende dal livello dell'asticella in cui la mettiamo la leggerezza, partiamo pure dal presupposto che il livello di accettazione dei problemi sia altissimo, il problema era alzarlo ulteriormente.

Quindi abbiamo cercato di gestire tutto, siamo stati molto stanchi, quando sono arrivate le persone ero anche vestita , nel senso che non ero più in pigiama, la cena era pronta, il tavolo sgombro. 

Adesso vediamo cosa succede oggi con la pancia di Fabullo. 

Per favore parlateci voi con le Alte Sfere, ve ne prego. 

Quando è così ognuno ha le proprio soluzioni, le mie sono i Karamazov e Melody Gardot. 

Buona Giornata. 

Angela

giovedì 17 settembre 2026

Friggitura.

 Povero asino che cade, amiamo questi compagni di avventura con tutta l'anima, con le orecchie morbide e lunghe lunghe, facciamolo cadere solo per non fare quelli che la fanno lunga per non cogliere il punto.

Arriva la comunicazione dagli enti pubblici supremi che cambia il nomenclatore sugli ausili e anche i sistemi posturali personalizzati vanno tutti a gara: cosa vuol dire: che viene studiato un sistema posturale personalizzato su ciascuno; i bravi tecnici ortopedici lavorano con tutta l'equipe riabilitativa e ci mettono ore a elaborare ciò che è giusto e a preparare una proposta di preventivo con i codici corretti per ciascun componente del sistema posturale stesso. I non bravi ci mettono cinque minuti, la caduta dell'asino li titola a fare così.

Se questi sistemi posturali vengono messi a gara vuol dire che la proposta di preventivo viene presentata, inserita in un sistema dall'asl competente in cui va a gara, significa che non ci sono i prezzi ma solo i codici, tutte le aziende ortopediche partecipano e quella che vince per 0,1 centesimo prende il lavoro. Poi il lavoro stesso viene fatto basandosi solo sui codici e non sulla conoscenza del paziente, il quale a un certo punto riceve un sistema posturale personalizzato che può non andare bene : chi affronta queste cose dal punto di vista tecnico e riabilitativo, sa molto bene che non va mai bene al primo colpo, è impossibile. Impossibile per la natura stessa dell'ausilio, impossibile anche perché tra l'inizio e la fine della faccenda passano talmente tanti mesi che le cose possono cambiare per la persona,  che a quel punto però si ritrova un ausilio di cui non si fa nulla e, ripetiamo fino alla nausea, il sistema posturale è necessario prestare fuori dal letto. Non per prendere l'aereo, non per arrampicarsi in cima al Monte Bianco, solo per stare fuori dal letto. Perché tanto questi pazienti non possono accedere a mille altre situazioni che non sono previste per loro perché non esistono (non esistono le persone, non le situazioni, le persone sono invisibili).

Questo problema già c'era, con Fabullo lo abbiamo evitato più volte, grazie alla bravura di chi è tecnicamente preparato e che metteva i codici riconducendoli ad una categoria di ausili che non prevedeva la messa a gara: e non stiamo parlando di qualcosa di illegale; stiamo parlando della presa d'atto che questo meccanismo è profondamente ingiusto e malato, ci sono categorie di ausili che prevedono l'utilizzo di quei codici senza essere messe a gara, semplicemente le usiamo secondo il principio della riconducibilità. Il tutto prevede una profonda conoscenza della materia.

Adesso non sarà più possibile, o lo sarà con maggiore difficoltà ancora, mi sento di dire che si sfiora l'impossibilità.

Apriti cielo, è stata una notizia che è caduta dal cielo, che nessuno poteva prevedere, che nessuno poteva capire, pure le aziende ortopediche si sono offese perché facendo così rischiano di lavorare meno e di dover licenziare i dipendenti.

Ovviamente quando questa cosa veniva tecnicamente detta all'interno del grande gruppo di pensiero che presentava l'istanza di cui ieri,  si veniva sempre messi da parte con grande gentilezza.

Il perché è sempre facilmente comprensibile: certi gruppi di pensiero nascono da necessità di progettazione predefinite che devono mandare avanti delle cose che non sono mai strutturate per essere tecniche, ma estremamente filosofiche. Cioè per mandare avanti realtà che prevedono la presenza di progettisti e non di professionisti tecnici di vario tipo; questo perché bisogna scrivere che la progettazione raggiunge tantissime unità, se diventa un po' più costosa sembra meno efficace. Meglio friggere aria che fare le cose bene, così chi finanzia fa un figurone e solitamente fa lavorare sempre gli stessi, che sono quelli che potrebbero scrivere un progetto sulla disabilità, piuttosto che sull'inquinamento delle falde acquifere, piuttosto che sull'importanza del mattone originale sui camini d'epoca, con tutto l'agglomerato che gira attorno di comunicatori project manager e Dio sa ancora chi. Friggitura dell'aria.

Aggiungeteci poi che il problema del personalismo affligge la galassia e lo sappiamo. 

Per cui la conduzione di determinate iniziative deve prevedere delle stelle che non possono mai essere offuscate, nemmeno se dell'argomento in questione sanno molto poco. 

E quindi anche in questo caso la perdita di tempo è stata notevole, anche preventivata, vi dirò. 

Adesso ovviamente si scateneranno tutta una serie di riunioni in cui si dirà Ma guarda te  cosa è successo. Ma guarda te. 

E Quelli Che Sanno che non danno la parola a nessuno diranno anche Ve l'avevamo detto. 

Pietà. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 16 settembre 2026

Annunciazione!!!

Annunciazione Annunciazione, battuta di piedi e suono di tromba: oggi Nonna Roby festeggia il genetliaco. E, pronunciato con immenso orgoglio di tutti noi, la cifra da venticinquenne quest'anno non fa più nessuna paura!!! Grande Nonna Techno che ha anche doppiato il Capo sul bastimento e può raccontarlo!!!

Invece scusate se imperverso con gli argomenti miseri e noiosi: un po' fanno parte della nostra vita, e ci dispiace dirlo in maniera reiterata rovinando le giornate alla teoria del bicchiere mezzo pieno. I bicchieri  mezzi pieni esistono senza dubbio ma anche le miserie umane, beato chi può far finta di niente, gli auguriamo di non incapparci mai nelle trappole. E come già detto, uno dei grandi problemi della convivenza con le miserie umane sta nella sua ripetizione continua, perché c'è una differenza tra la battaglia e la guerra nella stanchezza quotidiana.

Quindi perdonateci la noiosaggine.

In più siamo in pieno Settembre Andiamo: che rimane appunto il mese in cui Quelli Che Sanno di tutte le risme e i livelli danno il meglio di se stessi con grandi titoloni del Si ricomincia si riparte noi ci siamo.

Quindi ve ne racconto un'altra un po' più lunga e ci prendiamo del tempo per farla poi continuare.

Dovete sapere che in un'altra boiata, in cui la onlus è stata coinvolta, si scriveva un'altra istanza sulle cure per la disabilità. La parola istanza è di moda come progettazione disseminazione iniziativa partecipata brainstorming.  In qualunque materia, quando leggete queste parole, scappate. Sono certa che ne conosciate altre, roba che se facciamo l'elenco altro che la Treccani.

Quindi in queste meravigliose riunioni si parla della prescrizione degli ausili: AperCrescere si è sempre permessa di aprire la bocca spiegando che all'interno dell'associazione ci sono molti professionisti sanitari di tutti i livelli che conoscono molto bene le indicazioni e le normative sugli ausili e rappresenta una delle attività che l'associazione finanzia di più, perché impatta in modo determinante sulla vita delle persone.

Il concetto proprio detto è: Scusate se ci esprimiamo in maniera tecnica, ma la competenza tecnica è indispensabile per capire dove sta il problema, e cioè che l'asticella si sta abbassando in ciò che non viene più prescritto.

Tutte le volte siamo stati ascoltati con la gentilezza dovuta ai mentecatti, a quelli che vogliono essere protagonisti, e alla necessità di riempire il tempo di parole, perché trattasi di un evento progettuale che deve avere una sua durata.

Alla fine di ogni discorso si viene ringraziati con condiscendenza e tutto torna indietro, per esempio con espressioni tipo : ringraziamo per l'intervento, questo problema si pone da sempre per gli ausili ad alta tecnologia informatica come i comunicatori.

Traduzione: non è vero che ne sapete qualcosa, comunque dobbiamo parlare noi, comunque è un problema che c'è da sempre e adesso cosa tirate fuori.

È vero che questo problema c'è sempre per i comunicatori ma il punto cruciale, eccolo qui nuovamente il mitico perno, è che l'asticella si sta abbassando a cose ancora più vitali: che fa pena dover dire che ci sono cose più vitali che comunicare, ma permettetemi di andare avanti e ci arriviamo.

L'asticella si sta abbassando ad esempio alla difficoltà di prescrizione dei sistemi posturali personalizzati, che fanno la differenza tra lo stare seduti e lo stare a letto, perché parliamo di persone che non possono essere messe su una qualunque poltrona, di persone a cui la difficoltà di imbarco in stiva sugli aerei di una carrozzina non gliene frega veramente un tubo, perché tanto sul sedile dell'aereo loro non possono stare seduti, fino a che non si arriverà a permettere loro di fare un viaggio sulla propria carrozzina, e quindi l'aereo non lo prendono. Vorrebbero solo uscire dal letto.

Risposta: ringraziamo e in effetti anche per i comunicatori è così.

Sì, ma il sistema posturale fa sì che la persona non stia allettata e che quindi non aumentino i ricoveri, le difficoltà per chi assiste, eccetera eccetera.

Ringraziamo per il contributo e mettiamo sull'istanza che tutto ciò che è ad alta tecnologia deve essere importante nella considerazione dei bisogni del disabile.

Pietà. Il nuovo ripasso dal via senza le ventimila lire.

Poi, però, casca l'asino.

Fine della puntata.

Buona Giornata.

Angela

martedì 15 settembre 2026

Lucidi.

 Cosa si fa quando si incappa nelle trappole? Prima di tutto si fa sempre come si può, ma la cosa sostanziale è rimanere lucidi.

Quindi il primo pensiero sarebbe scrivere una cosona e chiedere che la Onlus venga tirata fuori da questo coordinamento perché non si condividono gli obiettivi.

Però: è evidente che in quello stagno lì la onlus è destinata ad affondare, perchè i  santi in paradiso li hanno gli altri che hanno creato tutto. Il mitico valore da due di picche. Dall'altra parte qualunque progettualità fa i conti esclusivamente con le parole, i numeri, le apparenze.

Quindi all'interno di qualunque progettualità richiesta bisogna elencare le reti a cui si appartiene, che vengono esclusivamente lette come tali e nessuno va a verificare l'efficacia delle cose effettivamente portate avanti.

Quindi così rimaniamo lucidi: la onlus lì dentro rimane, ipocritamente, ma anche perché dobbiamo pensare alla pratica quotidiana della sopravvivenza delle piccole associazioni.

Parallelamente, si smette di perdere tempo: nel senso che si cessa di produrre documentazione per quel fine, di passare notti a scrivere istanze, che tanto è evidente che vengono cestinate 20 secondi dopo, e ci si dedica a qualcos'altro di più proficuo. 

E, soprattutto si dice la verità agli utenti che chiedono se valga la pena rivolgersi a certe realtà per ricevere aiuto: eccoci di nuovo al punto: che nel mondo dell'essere per essere, del progetto per il progettare, dell'ente fine a se stesso, quelli che non devono perdere tempo sono i beneficiari finali.

Poi bisogna sperare che esista qualcosa di più proficuo, ma l'unica strada è cercarlo senza sprecare energie in ciò che è inutile.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 14 settembre 2026

Il perno.

 Poichè a settembre andiamo, significa che ripartono anche determinate formalità più o meno utili per la Galassia.

Vi devo pertanto raccontare una trappola che non so se definire progettuale, socio assistenziale, legale, di rispetto per l'umanità. Però è una trappola.

Trappola nel senso letterale, non in quello complottista, che ci si rimane impigliati e non si va da nessuna parte.

È complessa da raccontare e anche molto lunga, cerco di farla il più breve possibile perché dobbiamo cogliere quello che è il punto vero e non tutto il contorno, che sarà lungo ancora per mesi, forse per anni con pochissimi risultati significativi. Nel contorno stanno anche gli attori, non sono significativi, credetemi: potrebbe essere chiunque, di quel mondo lì.

Durante tutto lo scorso anno la onlus è stata coinvolta in una serie di incontri per la definizione di un'istanza da presentare all'apposito ente pubblico  per la creazione di percorsi specifici per l'accesso dei disabili in ospedale, sia a livello ambulatoriale nei termini di tempi, modi, spazi;  che per i ricoveri, con la necessità per gli adulti di avere sempre a fianco una persona che conosce bene il disabile, e che è in grado di fare da tramite perché il disabile può non comprendere, non capire, non parlare, ma farsi capire dalla persona a lui cara che può fare da mediatore. 

Parliamo degli adulti sotto questo aspetto, perché i bambini devono sempre avere un accompagnatore presente in quanto minori.  La strutturazione invece di programmi specifici dal punto di vista dell'accoglienza terapeutica della disabilità vale sia per gli adulti che per l'età pediatrica. 

Pensando a come è andato banalmente l'ultimo ricovero di Fabullo, in cui sono stati dati i farmaci solo perché vedevamo gli errori e li segnalavamo, e veniva lavato solo perché dicevamo che non si poteva lasciare pieno di cacca in quel modo, mi sembra tutto molto chiaro. Come dire, meno male che eravamo lì.

Il punto però che dobbiamo considerare, e che è stato l'ingranaggio in cui si è inceppato tutto il discorso durante tutto l'anno, sono i disabili a cui destinare questa idea. 

Mi sembrerebbe saggio che ci debba essere un percorso personalizzato per tutti i disabili, secondo le specifiche necessità, al di là della diagnosi in sé. 

Fin dall'inizio non è andata proprio così: perché il percorso di come strutturazione richiesto all'apposito ente pubblico, responsabile delle aziende sanitarie,  doveva in realtà riguardare solo una categoria specifica di disabili. 

Permettetemi di usare la parola categoria senza che vi dica quale, proprio perché non va bene che parliamo di una categoria sola. 

E permettetemi anche di usare la parola categoria, così squallida, perché se ci mettiamo a fare i sofismi non ne usciamo vivi. 

Sostanzialmente in ogni riunione, in cui veniva definita l'istanza, e poi il suo perfezionamento, si partiva sempre da questa categoria e basta, e poi si arrivava, dopo mille discorsi, a dire che in effetti andava estesa a tutti gli disabili, che non andava bene andare a settori. Diciamo che, ogni volta, arrivare a questa ammissione era una conquista.

Io sono stata estremamente antipatica, ammetto, ma sono contenta. 

Il punto è che, ogni volta, riguardo a questo specifico argomento della destinazione dei beneficiari di tale istanza, si ripartiva sempre da capo, come se nulla fosse stato detto. Ripassa dal Via senza le 20mila lire. 

Dopo mille sollecitazioni e riunioni è arrivata una risposta dall'ente pubblico, che ovviamente deve essere perfezionata, ci sono tante cose da ribadire perché le modalità proposte non sono così congrue, ma la prima risposta è già qualcosa, per carità. 

Ma nella risposta dell'ente pubblico,  che propone la strutturazione di uno specifico protocollo da definirsi, che rappresenta un documento ufficiale,  è scritto chiaramente che riguarda quella categoria di disabili. 

Quella.

Sostanzialmente dopo mille parole, mille cose scritte, mille discorsi,  mille concessioni sospirate, la proposta che è stata portata avanti è stata quella iniziale. Ci dicevano che era stata cambiata e invece, sostanzialmente, non era vero. 

Ovviamente tutto può essere opinabile, per esempio si può dire che stiamo sempre vedendo del negativo dappertutto,  che tutto va semplicemente puntualizzato meglio, che siamo sempre i soliti disperati e depressi che si sentono umiliati e offesi, e delittati e castigati. 

Si può dire tutto. Certo che le cose scritte e i fatti restano.

Per cui la il documento ufficiale dell'ente pubblico parla in modo chiaro di  specifiche categorie,  e poi arriva la risposta del coordinamento dell'istanza: e visto che abbiamo frainteso la risposta dell'ente pubblico, oppure dobbiamo solo avere pazienza perché adesso si sistema tutto, obiettivamente l'ente pubblico doveva dare almeno un segno di vita da mesi e adesso ha messo su una comunicazione alla belle e meglio, sicuramente il coordinamento puntualizzerà.

Il coordinamento ha ringraziato, ha specificato che le procedure già in atto devono essere rese più omogenee su tutto il territorio, devono essere approfondite, devono essere perfezionate, ma non ha fatto parola dello sbaglio nella destinazione specifica di un programma di accoglienza specifica dei disabili in ospedale. Traduzione: il coordinamento ha apprezzato che fosse rivolta ad una specifica categoria di disabili perché è verosimilmente esattamente ciò che è stato richiesto.

Torniamo alla necessità iniziale di lasciare perdere i sofismi.

Non ve lo dico qual è la categoria di apparenti privilegiati perché non va bene: non perché poi si scatena la guerra dei poveri, cosa peraltro vera, ma perché dobbiamo arrivare al fulcro della cosa che non è la categoria in sé, che non è privilegiata, che non ha delle colpe per come vengono gestite le cose e nemmeno dei meriti in chi li propone rispetto ad altri. 

Poi è chiaro che, se i presupposti sono questi, la guerra dei poveri si scatena per forza: perché di base in generale le risorse stanziate sono inesistenti e si direzionano con la legge del più forte per vari motivi.

Il perno rotante  è l'obiettivo ultimo che forse va capito fino in fondo. 

Chissà cosa c'era di brutto, di sbagliato, di inefficace, nel coinvolgere tutti i disabili nella necessità di un percorso personalizzato.

Se fossimo dei malpensanti, se lo fossimo, ci immagineremmo che in tempo quasi zero uscirà un progetto bello e confezionato e già finanziato da qualche fondazione che illustra tale proposito, come se tutto fosse già stato pensato all'inizio della faccenda. Ma questo avverrebbe solo se fossimo dei malpensanti.

Poiché invece non lo siamo, ognuno si muove come desidera nella propria vita.

Io, per esempio, ascolto una bellissima canzone di Maldestro che si chiama Le chiavi di casa: e riguardo a tutta questa faccenda, mi trovo nella sua identica condizione di quando ascolta le nuove canzoni: e lascio a voi la possibilità di andare a verificarla voi quella condizione,  perché se ve lo spiego meglio LA PAOLA mi sgrida tanto.

Buona giornata.

Angela

venerdì 11 settembre 2026

Tra saggezza e bite.

Si, sta lì la saggezza:  pensare a quanto siano importanti gli incontri, anche quelli che veramente sono la cosa più inaspettata della galassia, siano essi la pioggia o persone con cui mai avremmo pensato di parlare. Qualunque sia il motivo, la causa determinante, la non causa, chi lo sa, qualche volta in questa vita serve un po' di fiato.

Ecco qual è, forse, la morale di tante cose, e beati quelli più intelligenti di noi che sanno sempre tutte le risposte.

In quei giorni lì l'altra questione era tutto il cinematografo legato alla lussazione delle mandibole, per cui siamo arrivati a risolverne una bella parte con l'osteopatia ma rimaneva il dolore a sinistra dentro l'orecchio che ha reso veramente difficile mangiare e dormire.

Se non altro in montagna si poteva pensare di mangiare roba cucinata, il punto era al limite cucinarla.

Al ritorno abbiamo finalmente sentito lo studio dentistico, dove non mi vedevano da decenni per ragioni facilmente comprensibili e dove ci vogliono bene. Hanno ascoltato tutta la storia e guardato la risonanza,  avevano scritto in fronte, tra la cuffia e la mascherina,  che potevo aspettare ancora un po' ma non l'hanno detto, per la ragione di cui sopra, che ci vogliono bene.

Quindi, allo stato attuale ho un bite da una settimana,  che da due notti riesco ad utilizzare per un numero di ore  importante, e che fin dai primi giorni comunque ha dato immediati i risultati sul movimento;  rimaneva il grande dolore a sinistra. Ho fatto una seduta di agopuntura, sempre allo studio,  perché i farmaci non funzionano e anche il Medico Santo Subito ha detto che bisognava provare  prima di passare a cose più cruente: tra quello e l'utilizzo del bite in modo molto prolungato mi sembra che vada un filo meglio. Per il momento serve sempre il cucchiaino e non si può passare alla Forchetta, il pane resta un miraggio, ma ci sono dei momenti di pausa dal dolore, che prima non c'erano.

È bello stare meglio, tutto lì. Permette di essere un po' meno stanchi.

Buona Giornata.

Angela