Vi racconto ancora una roba bella, proprio nel capitolo bellezza di per sé e cose diverse dal solito. Perché sembra solo poesia fine a se stessa e sofismo individualista, ma in realtà fa parte della vita di Fabullo.
Poiché finalmente qui è arrivata la pioggia dopo questi giorni nuovamente feroci, vi racconto che i primi giorni cupi e senza sbocco apparente in montagna hanno però avuto anche lì la benedizione dell'acqua, in qualche momento, che non vedevamo da settimane, che sembrava un miracolo dopo i lunghi giorni senza aria in casa e brucianti fuori. In uno di quei giorni sono appunto uscita arrancando e piangendo e attraversando il Villaggio per andare nel bosco, con il groppo al cuore della pipì che sembrava non arrivare.
Poi Paulo Aimo Operativo mi ha comunicato che era tutto a posto, pipì più del Chisone e lavatrice già attaccata. E in quel momento il cielo, che non era azzurrissimo si è chiuso e ha cominciato a gocciolare: Paulo Aimo Operativo mi ha allora detto che Fabullo era lì che ascoltava la musica della pioggia. Io ero lì che la vedevo e mi sono messa sotto un pino, era incredibile non avere caldo, essere bagnati, sentire quel profumo.
Metaforicamente il cuore si lavava da tutto, e la pipì era fatta a litri.
Ascoltavo i tuoni in distanza perché per fortuna il temporale non era sulla mia testa, il pino era un grande e generoso ombrello.
Poi però il tintinnio è diventato uno scroscio, non pericoloso, ma quell'ombrello lì non bastava, e neanche quello di fianco, e neanche quello di fianco ancora, per cui è stata necessaria una bella prestazione atletica per tornare, tenendo conto che avanzando non mi ero comunque allontanata molto in quanto arrancante.
Quindi sono rientrata nel Villaggio, percorso una scaletta ripida, arrivata nella piazzetta della fontana in alto, una bella fontana di quelle antiche ed esagonali con i bracci di ferro battuto i fiori. E c'è un prete , proprio vestito da funzione con un'ampolla che stava riempiendo.
Il mio primo pensiero è stato che cosa Accidenti ci faceva un prete lì, c'è una chiesetta di culto cattolico nel Villaggio, in cui viene detta una messa la domenica pomeriggio e basta, Non mi era mai capitato di incontrare il sacerdote vestito di tutto punto, peraltro alla fontana; l'altro pensiero brillante è che mi sono chiesta se le ampolle si riempiono alla fontana, ma poi ho lasciato perdere.
Per cui c'era la scena del prete che si volta e mi vede senza senza fiato per la corsa, in cima ad una scala ripida, bagnata come non mai, con gli occhi ancora gonfi per i precedenti pianti convulsi . Non si è spaventato e non ha chiamato la neuro.
E mi dice: Ciao, che bello la pioggia, quanto ci è mancata. Io mi avvicino, secondo me ha pensato che fossi completamente matta, ma probabilmente non pericolosa perchè è stato tranquillo e gli ho detto: Senta (stavamo in un villaggio di forse dieci residenti, in mezzo alle montagne, con nessuno intorno a noi in quell'istante, qualunque cosa dicessi educatamente secondo me andava bene. Peraltro la faccia da fulminata salvava tutto).
Il mio pensiero è stato che quel giorno lì le cose stavano andando per versi incontrollabili e andava bene così perché andavano bene.
E quindi :
Senta, preghi Lei per mio figlio perché io non ce la faccio più.
Così, senza spiegazioni.
Lui è stato zitto e poi mi ha detto che dovevo stare tranquilla e lo avrebbe fatto ora perché stava per dire la messa per gli scout.
Spiegazione del mistero dell'apparizione lì, in effetti c'era il campo lungo il torrente.
E bon, Fabullo aveva fatto la pipì, aveva ascoltato la pioggia, io l'avevo presa in testa ed era bellissimo, eravamo più tranquilli perché anche quel giorno l'avevamo sfangata, poi è tornato il sole e siamo usciti.
Secondo me è una bella storia fabullica.
Qui il gastroprotettore ha fatto veramente effetto, ci sono ancora delle nausee e dei conati ma va tutto meglio, è stato visitato e l'aspetto della fatica respiratoria da malessere è rientrato.
Buona Giornata.
Angela


