venerdì 6 febbraio 2026

All'ologramma va benissimo.

 Nel profondo nord ovest, molto molto ovest, un bimbo della Onlus ha necessità di acquisire un nuovo sistema posturale per la permanenza all'asilo: il precedente è piccolo. Capita che i bambini crescano.

Tutta l'equipe sanitaria ha certificato che è necessario ai fini della frequenza scolastica, che sarebbe un diritto, della didattica, della socialità, della sicurezza, delle grandi parole. E serve proprio quell'ausilio lì, e non un altro eventualmente presente nel fondo remoto di qualche magazzino.

La legge prevede che queste forniture, quelle per la scuola, vengano garantite dal comune di residenza: in soldoni sonanti, il comune deve pagare.

E' stata fatta una riunione plenaria: famiglia, ente locale, dirigenza scolastica, professionisti asl.

Preso atto di tutto, il comune ha detto che non ha i soldi. E basta. E quindi non può.

Nessuna delle altre personalità presenti ha proferito la seguente frase: capiamo il problema, i costi sono alti, ma è una spesa necessaria, dovuta, il bambino deve andare a scuola, i soldi li dovete trovare voi, fate come volete, andate fuori budget, chiedeteli alla regione, al ministero, all'Europa, alla Fondazione Galattica, ad Hari Seldon di ologramma ologrammente, fatti vostri, ma è da fare.

Nessuno ha articolato verbo.

La Famiglia Isterica ha fatto mille domande prive di risposta.

E quindi a chi dobbiamo chiedere? A nessuno, è la risposta, perché vi rimanderebbero al via senza le ventimilalire.

E quindi facciamo la stessa domanda per iscritto, alla cortese attenzione di tutti, la risposta che non si può deve arrivare per iscritto; puntualizziamo la necessità che vincola il diritto di frequenza scolastica; facciamo presente che la risposta formale, eventualmente negativa, è necessaria alla Famiglia Isterica per motivare un'ulteriore richiesta altrove.

Detta così è pesante.

Certo che lo è; si offenderanno da morire; è da vedere se lo mettono per iscritto; la strategia potrebbe essere tirare avanti fino a giugno senza risposte. Per questo bisogna per forza provare a scrivere: perchè se non rispondono si può riscrivere accumulando fatti.

Insomma, non è una comunicazione che farà felice l'ente in oggetto: e pazienza, andranno da uno bravo per superare il trauma psichico, come quelli che non hanno mai superato la negazione di una pasta di mandorle all'età di 8 anni e mezzo. Ma non saranno simpatici, probabilmente.

Cara Famiglia Isterica, procuratevi cioccolato melissa camomilla profumi vanigliati salame morbido tome dell'alpeggio; aggiungete l'ascolto di Experience del buon Ludovico. Sarà necessario per mantenere un minimo la calma.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 5 febbraio 2026

Piena di buon senso.

 La Palliativista Santa Subito ha detto che vorrebbe provare a togliere del tutto l'oppio, reinserendo invece la morfina: secondo lei l'oppio non sta facendo proprio niente e la morfina potrebbe aiutare di più sul dolore e anche sulle condizioni respiratorie.

Quando l'abbiamo provata è stata gestita talmente male che non fa testo su come fosse andata, e noi siamo assolutamente d'accordo su questo.

L'unica cosa che abbiamo chiesto è se Fabio sarà nuovamente tendente al rimbambito come quando prendeva più oppio, perché adesso che l'abbiamo scalato abbiamo riscoperto come è lui davvero e ne siamo contenti, e anche lui quando sta bene riesce a fare moltissime delle cose che gli piacciono molto, il tutto compatibilmente.

Sempre compatibilmente, l'adattamento è condizione primaria di sopravvivenza, lo diceva qualcuno di molto più saggio di noi alle Galapagos.

La Dottoressa ci ha spiegato che potrebbe esserci una fase un po' intontita, ma che dura solo qualche giorno: però scalare una molecola e introdurre l'altra qualche pasticcio lo potrebbe creare, e quindi la Palliativista Santa Subito è stata immediatamente e meravigliosamente piena di buon senso.

Ha detto testualmente: dobbiamo trovarci in un momento di stabilità e tranquillità, che non sappiamo mai quando sia e quanto duri, ma non adesso. 

Ma non adesso. 

Perché è vero che sono nuovamente giorni tranquilli, che la morfina potrebbe poi portare a meno impicci rispetto all'oppio, ma adesso voi siete davvero troppo stanchi. Stremati, sfiniti, prostrati oltre misura.

Che le Alte sfere la benedicano sempre. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 4 febbraio 2026

Soprannaturale.

Sempre checché se ne dica: uno può aspettare la scadenza del 31 marzo per l'iscrizione al registro della Onlus, può aspettare come se non ci fosse un domani, facendo l'asceta il filosofo il relativista. Solo che poi il domani arriva e pure il 31 marzo. 

Quindi: meglio non attendere l'arrivo degli eventi senza innescare nessuna reazione quantomeno inerziale degli eventi stessi: soprattutto perché stiamo parlando di situazioni che riguardano la pubblica amministrazione, uno non può pensare che tutto fili liscio. E' sempre statistica, non malpensantismo.

Per questo è stato strutturato anche un piano B: ho chiesto la possibilità di accedere al cassetto fiscale della Onlus, per poter visualizzare le dichiarazioni IVA in cui forse, dico forse , troveremo il benedetto codice dei miei stivali. Questo per essere autonomi, o almeno provarci, senza aspettare consulenze varie.

(Tra parentesi: quando si perdono troppe autonomie dell'esistenza, si perde anche la pazienza verso chi le dà per scontate e si ammammalucca ad ogni piè sospinto. Provarci bisogna sempre).

Tale accesso è stato approvato dall'agenza delle entrate, previo ricevimento della seconda parte di un pin via posta cartacea.

Se non arriva entro 15 giorni bisogna fisicamente recarsi in un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, nello specifico ci devo proprio andare io, semplicissima come idea, tenendo conto che l'ultima volta che sono uscita di casa con un paio di scarpe in piedi è stata esattamente venti giorni fa.

Aspettate un attimo: ho chiesto il domicilio fiscale tramite l'utilizzo della PEC, per cui non potete mandarmelo via pec questo benedetto secondo pezzo di un pin, tutto detto allitterando?

Eh no: arriva per posta tradizionale. Col piccione viaggiatore. Una mano passa l'altra. Eventualmente si bagna per la pioggia e scompare.

Potete immaginare che uno si studia anche i piani b, ma poi sono quelli lì.

Mammasantissima.

Allora: siccome facciamo tutto bene,  e non stiamo ad attendere l'avvenire con la dinamicità di un bradipo, ma poi si ha a che fare con queste risme di faccende qui, si impone il piano C: Amici Amatissimi, pregate per il miracolo del pin. Che arrivi, che mi permetta di accedere alla documentazione, che ci sia ciò che serve nella documentazione in oggetto.

Quando si entra nel castello di Kafka, solo il soprannaturale può vicariare.

Buona Giornata.

Angela

martedì 3 febbraio 2026

Checché.

 Tutti in questo mondo, checché ne possiamo pensare, dobbiamo cogliere l'attimo.

Perché è insito nella nostra condizione umana, questione  più o meno accettata.

Il punto è per cosa si coglie l'attimo, in questo sta probabilmente la qualità della nostra giornata.

Nello specifico nostro, tale infinitesimo viene carpito, nell' intervallo di tempo in cui non abbiamo delle emergenze: questo ci consente di muovere passi per la casa, compiere azioni, dettare cose contemporaneamente, programmare il sistema nervoso centrale su svariate funzioni intercorrenti. Quando si è in emergenza tutto il metabolismo deve andare in una sola direzione.

E' la solita legge della sopravvivenza: quando si è in sicurezza si disegnano i graffiti delle grotte di Lascaux; se arriva T-Rex, si corre e basta.

Tutto questo per dire che ieri, perché era ieri e di emergenze per fortuna non ce ne sono veramente state, e il Medico Santo Subito ha confermato che Fabullo stava bene, abbiamo colto l'occasione per ripartire con quella benedetta crocetta sul codice delle attività diverse per l'iscrizione al terzo settore. Diciamo che non è così che uno vorrebbe trascorrere il proprio tempo: ci sono azioni indubbiamente poco intelligenti, ma che vanno fatte perché fanno parte della vita quotidiana, o perché portano qualcosa di molto bello: è la differenza tra avere 3 anni e 26 che fa sì che certi elementi salienti della quotidianità vengano portati avanti indipendentemente dal nostro desiderio. In questo caso mi sembra solo una babbea menata, ma è necessaria per la onlus e quindi s'ha da fare. Una crocetta: una crocetta ci separa dalla spedizione di questa corbelleria; non preparare bilanci, avere requisiti, rientrare nella legalità: una crocetta su un numero.

Ho ricominciato a spedire messaggi, a mandare mail, chiedendo cose del tipo: avete mica avuto occasione di pensare alla domanda precedentemente fatta, cioè  quale codice devo inserire per concordare con la fattura di attività che vi allego?

La stessa identica domanda che non ha ricevuto precedentemente risposte.

Ogni tanto mi vergogno a rimandare le stesse domande. Mi sembra di dire che prendo atto che non abbiate capito, oppure di evidenziare quanto sono noiosa (fatto che però non è che possa proprio sconvolgermi, insangrinarmi, farmi sentire in grande colpa).

Però al momento di salvagente che mi dicono quale benedetta voce del menù a tendina devo barrare non ne sono arrivati.

Manteniamo la calma.

Anche perché non so bene cos'altro fare, come sempre.

Accidenti. Spero tanto che la quint'essenza dei burocrati la benedicano le Alte Sfere, perché io non ne sono umilmente in grado.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 2 febbraio 2026

Giravento.

 Dopo le ore cupe il vento è nuovamente girato, in modo incomprensibile: e va bene, è l'oscurità in sé che  non va bene, perché comprendere ci permetterebbe, forse, di non ripetere certe esperienze. Oppure no, perché le cose capitano e basta. 

Fatto sta che.

Fatto sta che non abbiamo capito niente, appunto, e ci tocca prenderne atto, accettare la faccenda: senza neanche stare troppo a sindacare su quale sia la differenza tra accettare e subire. Accade una cosa e te la metti sulle spalle; oppure avviene una cosa e te la metti dietro alle spalle. Per noi vale un po’ d'idea che beato chi le capisce queste differenze, meno male che a questo mondo ci sono i saggi e gli intelligenti, noi non ne facciamo indubbiamente parte e quindi siamo autorizzati a dire che non sappiamo che dire.

Fatto sta che: Fabullo é al momento tornato quello di sempre degli ultimi tempi; venerdì mattina é passata la Palliativista che, con il nostro Medico Santo Subito, é sempre rimasta in contatto con noi continuamente negli scorsi giorni: lo ha trovato bene, condizioni respiratorie addirittura migliori del solito:

Siamo molto contenti di avere qualcuno che passa continuamente, perché ogni tanto noi facciamo fatica a capire se abbiamo un problema oppure no: se qualcuno passa spesso a visitarlo esistono dei dati più obiettivi.

La Dottoressa nemmeno sa che dire su questo disastro di nausee e crisi e vomiti durati un intero giorno. La certezza è che, quando poi ha dormito come un sasso, è perché era stremato; fosse stata una sonnolenza neurologica, non è che passava così.

La Dottoressa non pensa tanto che sia stato l'aumento del farmaco: aumento per altro in questo momento annullato e ci ripenseremo a bocce un po' più ferme.  Pensa piuttosto ad un virus di quelli fulminanti, che stanno circolando abbondantemente, e neanche dei più aggressivi, poiché pare che siano simpatici quanto i piranha. Su Fabullo, però, il non aggressivo va contestualizzato in realtà con i pasticci che ogni piccola cosa provoca, partendo dalle sue condizioni non proprio brillanti. 

È stata qui un'ora per essere certa di osservarlo bene, e adesso vediamo un po' che succede. La Palliativista entra di diritto nei Santi Subito.

Nel pomeriggio poi sono arrivati i nostri terapisti, la nostra tecnica ortopedica, e gli specialisti dell'ASL, per cominciare a mandare avanti le scartoffie per un nuovo sistema posturale; formalmente non si potrebbe,  perché non sono passati i tempi giusti per una nuova prescrizione; ma ci sentiamo di dire che sia abbastanza possibile dimostrare che nell'ultimo anno Fabullo  proprio bene non sia stato, e le condizioni siano quindi cambiate. 

Questi specialisti non ci vedevano da un paio d'anni abbondanti, hanno guardato Fabullo, hanno guardato noi, e hanno scosso la testa e chinato gli occhi. Ogni tanto le facce altrui sono molto più eloquenti di qualunque specchio, perché lo specchio lo guardiamo solo con il nostro punto di osservazione. 

Ho comunicato a tutti che questa volta io non porterò due mesi di pazienza, nel momento in cui avessimo il minimo dubbio di problematiche burocratiche non gestite adeguatamente. 

Ci hanno assicurato che saranno loro stessi a perdere la pazienza immediatamente per tutelare Fabullo. 

E va bene. 

Oggi invece passa il Medico Santo Subito a monitorare.

E quindi abbiamo ascoltato Ezio Bosso e Bungaro, propinandolo a Fabullo fino alla nausea, ma sembrava contento. 

Ho letto Viola Ardone, che mi sconvolge sempre per la sua immensa bravura. 

Che anche questo febbraio sia.

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 30 gennaio 2026

Il permesso.

 Per descrivere la mattinata di ieri, fino a più o meno le 13, vanno pensati tutti i tipi di aggettivi che siano legati ai pezzi che si staccano: è stata una mattina straziante, lapidante, dilaniante, lacerante, frantumante.

Il tutto va applicato a carni ossa e tessuti vari presenti nel corpo.

Con al di sopra e intorno un'atmosfera di piombo che stringeva più forte di qualunque morsa.

FaBullo intontitissimo, addormentato in una maniera così profonda che non sapevamo più cosa pensare.

Io ho chiesto pietà e il permesso di piangere tutta la mattina. Voglio procedere con tutte le azioni che vanno compiute ma intanto, contemporaneamente, Lasciatemi piangere.

Con i singhiozzi e i ragli.

Alle 13 semplicemente si è svegliato e, dietro precisa domanda, ha risposto che stava bene. Trullo, con gli occhi grandi e luminosi.

Probabilmente doveva semplicemente recuperare la giornata precedente piena di tremori crisi epilettiche nausea e vomiti .

Ieri non c'è stato più nulla di tutto ciò, ovviamente non abbiamo capito se si sia trattato di un virus fulminante nel suo passaggio o di un fastidio legato all'aumento del farmaco contro la stitichezza .

Ieri pomeriggio quando il vento è cambiato, la luce è tornata, la morsa allentato la presa, io ho chiesto il permesso di continuare a piangere per il sollievo.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 29 gennaio 2026

Niente molecole di panna cotta.

Qualunque azione  contemporanea di un'altra azione, sincrona e coordinata  (no, vabbè, parlando di coordinazione ho esagerato, chiedo assolutamente venia e perdonanza) è stata sospesa poiché Fabullo vomita, e quando non vomita ha la nausea continua con gli spasmi e i conati. È spossato, vorrebbe riposare, ma sta con gli occhi sbarrati in attesa del successivo attacco di nausea che arriva puntuale a intervalli ravvicinati.
Non sappiamo se sia un virus, però non ha nient'altro, e quindi ci fa un pochino pensare; oppure un effetto dell'aumento del farmaco antagonista degli oppioidi per gli stitichezza. L'aumento è stato infinitesimale, ma Fabio è Fabio e magari crea degli spasmi addominali di per sé non troppo rilevanti, ma che danno fastidio allo stomaco.
Chi lo sa.
L'aumento è stato per intanto annullato per decisione unanime dei medici con votazione palese.
Quindi le azioni eventualmente sincrone sono state sostituite dalla posizione seduta continua di fianco a Fabullo, intervallata dalla posizione in piedi di fianco a Fabullo, alternata alla posizione in piedi chinata verso Fabullo.
Insomma, le attività sono diventate più omogenee.
Ma non la consistenza  delicata che ne so, della panna cotta, del bunèt, o del caramello. Propendo per il solito e noto pantano vischioso. 
Buona Giornata.
Angela