Un po' uno ragiona razionalmente sugli sbarùf e la guardia media e alta, però poi si sente babbeo, e di base preferisce pensare che sia solo la stanchezza. In più noi, ammettiamolo, abbiamo un brutto rapporto con le piaghe cosmiche che si inventano impicci inesistenti pur di non.
Solo che poi la concretezza esiste e gli impicci pure, e non sono quelli delle suddette piaghe cosmiche, quindi ieri mattina Fabullo era veramente troppo affannato, la Palliativista Santa Subito è arrivata di corsa, ha sentito dei rumori toracici, che non si potevano ricondurre a crepitii da focolaio, ma che fanno alzare le antenne alla grande, quindi abbiamo rimesso l'ossigeno stabile, dato il Bentelan, e atteso tempi migliori. Adesso dobbiamo capire oggi che cosa succede, se ripartire con l'antibiotico, e se la faccenda prende direzioni diverse.
A noi non sembra di aver sbagliato qualcosa e di aver fatto tutto con grande attenzione.
Chi può dirlo.
In più ieri non riuscivo più a gestire i sensori del suo saturimetro, quindi ho cominciato ad attaccare qualunque cosa per verificare, perché era tutto poco ragionevole. Sulle mani non li vuole più, dove può se li toglie e dove non può parte la sceneggiata napoletana che serve ancora più ossigeno di quello che è veramente necessario.
E sugli alluci non funzionava più niente, che non capivo più se erano i sensori, che peraltro ci danno con grande parsimonia e quindi non possiamo neanche sprecarli, o se si era fulminato l'apparecchio. Ad un certo punto ho fatto quello che non si fa, cioè metterli sul secondo dito del piede che normalmente non si usa: e invece andava bene. L'unica spiegazione è che sugli alluci, sulle unghiette, ci sia della colla che non riusciamo a lavare via e quindi non conduca più.
Comunque, c'è stato un momento in cui, tra far tenere gli occhialetti, il caldo, il dispiacere, eravamo messi così, 2 piedi e 3 saturimetri, meno male che Fabullo è più bello di una scolopendra: giocateli al Lotto, Amici Amatissimi, che forse è l'unica cosa che possa avere un senso.
Buona Giornata.
Angela

