Ripartiamo a bomba dall'ente locale che non fornisce il sistema posturale in ambito scolastico ad un bimbo.
Nella prima fase ha detto che non aveva i soldi ma non l'ha scritto, e ha detto che comunque voleva convocare un tavolo con gli altri enti facenti parti del progetto educativo riabilitativo del bambino, gli altri enti hanno risposto all'ente locale che loro fanno il loro lavoro e l'ente locale deve fare il suo e basta, il quale dovere prevede eventualmente il rivolgersi ai suoi stessi piani superiori e non ad altri soggetti e meno che mai alla famiglia; a quel punto, nella seconda fase, ha detto che non lo fornisce perché la famiglia non ne ha bisogno, visto che, da confronto con l'azienda sanitaria, emerge che lo stesso ausilio è presente a casa, ed è facilmente trasportabile.
Più di 20 kg di ausilio, smontabile non esattamente in modo rapido, da regolare tutte le volte. L'asl, nelle persone che si occupano del progetto riabilitativo, comunicano che non sono d'accordo e che non hanno offerto loro questa brillante soluzione.
Riassunto concluso.
Di qui ripartiamo per elaborare una norma sociologica, filosofica, umana.
Mia cara, dice LA PAOLA saggia, quando parti così sei già malmostosa, finisce male.
Può essere, dico io.
Allora: sappiamo molto bene che non dobbiamo mai fare i saputelli; mai fare quelli che te l'avevano detto; mai fare quelli che ci avremmo giurato che il passo successivo era quello; mai fare quelli che quando si scopre il passo successivo si mettono a ridere con la faccia supponente; mai fare quelli che, di fronte a qualcuno che ci illustra come vivere, ma che sembra che egli medesimo non lavori e che non sia un elemento particolarmente utile all'umanità, perdono la pazienza e dicono: Piantala di fare tante parole e vai a lavorare, sia che questo personaggio si occupi di cosa pubblica sia che no.
Non accettiamo a priori queste reazioni: sarebbe semplicistico, non comprensivo delle situazioni, non conosciamo mai a fondo la storia di una persona per poter giudicare, sia che si tratti di storia all'interno di un'istituzione, sia che si parli di vita personale. Per cui magari quella persona lì sembra solo che non lavori, ma la verità è che magari ha fatto l'impossibile per mandare avanti la cosa pubblica, ma non riceve risposte da più in alto (vietato pensare che in tal caso professerebbe una diversa onestà intellettuale, mai giudicare); oppure quella persona lì sembra persa nel suo mondo ma sta dando un contributo fondamentale all'umanità che noi non arriviamo a comprendere (tipo compie degli studi sulla relazione tra la consistenza della lana merinos e l'estinzione dei dinosauri, lui è bravissimo perché ha frequentato l'Università della vita, e questo studio non lo finanzia a nessuno perché il mondo non capisce); oppure è gravemente sofferente da quando gli hanno rubato le figurine a 8 anni, certi traumi impattano differentemente su ciascuno di noi.
Ecco, mai trarre conclusioni affrettate.
LA PAOLA tace sconsolata, la vede malissimo.
Quindi affrontiamo la terza fase della vicenda, che non è una terza ma è un ritornare al via senza prendere le 20.000 lire, ma comunque; ascoltiamo questa terza fase con serietà, senza proferire giudizi avventati, senza pensare che si tratta di un'idea non propriamente originale, una perdita di tempo, un tirare a campare : l'ente locale continua a non scrivere che non procura l'ausilio per mancanza di fondi, ma, attenzione attenzione, ha scritto un'altra cosa, dopo il facile trasporto: ha invitato coloro che aveva già invitato, e che avevano risposto ciccia, ad un tavolo di lavoro.
Il tavolo del cavolo. Il cavolo di tavolo.
Amici Amatissimi, recuperiamo mandibole e mascelle perché altrimenti ci entrano le mosche, recuperiamo l'uso delle mani senza rovesciare la tazzina del caffè sulle tastiere, prima di dire tutte le parole che abbiamo in mente guardiamo che c'è attorno a noi, dobbiamo rispettare le orecchie sensibili.
Quindi però, dato che siamo persone serie e non ci limitiamo alla superficialità delle cose, tiriamole queste conclusioni: la prima conclusione è che la parola tavolo, come la parola progetto, dovrebbe mettersi a piangere, se fosse nelle facoltà di una parola poterlo fare: come snaturare e togliere significato a tutto. Ve la immaginate la ribellione delle parole contro Quelli Che Sanno che le usano a vanvera?
La seconda conclusione è che, ogni tanto e stavolta sì, si può ridere, per forza, non con aria saccente ma con l'espressione disarmata, perché altre immagini non ce ne sono.
Ulteriore conclusione: è che dopo aver fatto tutto il precedente discorsone sul fatto che non si può esordire con espressioni semplicistiche, proprie di essere umani con poca cognizione, che non colgono i complotti, e che non sanno andare a fondo delle cose, prendendo atto che non dobbiamo liquidare certi atteggiamenti solo perchè non li capiamo; avendo, però, anche analizzato le cose per quelle che sono, ogni tanto, il buon senso è necessario, e questa è proprio una di queste situazioni.
E quindi: andate a lavorare, si può dire eccome. Sarebbe uno specifico dovere.
Lo sapevo che saresti stata poco elegante, mia cara, dice LA PAOLA, gli esordi non mentono mai. Lo sapevo anch'io, e secondo me ci siamo già sforzati abbastanza per non dire di meglio.
Buona Giornata.
Angela