venerdì 6 marzo 2026

Gentilmente.

 Io lo sapevo che gli Amici Amatissimi di Fabullo avrebbero colto l'essenza di tutto quanto: se sono magnati tutto mi sembra la chiusura del cerchio perfetta, non si poteva dire meglio. Per altro, tristemente, è la conclusione a cui arriviamo sempre. Non c'è stupore, solo disarmo, braccia cadute con altre eventuali componenti sottoposte a gravità, mestizia, profonda e sorda amarezza. Insomma: i sentimenti più inutili e pericolosi, che portano alla malattia di persone e società, perché il traguardo diventa la resa collettiva.

Oggi Paulo Aimo Convalescente va a Ivrea alla prima visita di controllo, dotato di autista. Sta andando ogni giorno meglio, però non abbastanza da poter guidare,  perché l'autonomia con la luce non è ancora tantissima.

Procediamo con grande impegno nella somministrazione di tutte le gocce di questo mondo nell'occhio sei volte al dì. Quelle in frigo, quello fuori frigo, l'anti infiammatorio non steroideo, quello steroideo, l'antibiotico. Ovviamente abbiamo il pizzino, siamo specialisti sull'argomento.

La nostra Infermiera Santa Subito è andata a parlare con una collega specializzata in stomie, che ovviamente non può fare nulla di chirurgico personalmente, però le ha fornito delle medicazioni che possono aiutare se la PEG perde, purché l'apertura non diventi troppo ampia, ovviamente.

In realtà non ha più perso, ne siamo estremamente felici tutti quanti, e a questo punto però stiamo proprio ragionando che tutto potrebbe essere legato al peggioramento della curva della colonna e e quindi della deformità del torace e dell'addome: è possibile che ogni tanto la parte interna della Peg vada a posizionarsi male e quindi crei problemi. Questo, detto con i sudori, vorrebbe anche dire che potremmo ricadere in qualche intrappolamento: se non altro questa volta sapremo riconoscere la problematica al volo, ma vogliamo muoverci per tempo sentendo altri specialisti.

Quindi: rimettiamo in pista Paulo Aimo Pirata dei Caraibi, e poi ci muoviamo in quella direzione lì.

Ci sentiamo di esprimere il personale concetto per cui la settimana abbia rivestito carattere di non noia.

Detto gentilmente.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 5 marzo 2026

I Conticini di tinche e farfalle, le ghiande di Andromeda marziana di passaggio.

 Torniamo al famoso decreto legge sui caregiver, Questo significa che dovete stare attentissimi. Non ho detto che ci saranno garanzie di chiarezza, solo che dovete stare attentissimi. 

Ricordiamo la definizione più comprensiva: il caregiver prevalente è convivente con carico di assistenza pari o superiore a 98 ore settimanali: 24 per 7 fa un'altra cifra. Forse è una definizione comprensiva nel senso che offre una pacca sulla spalla.

Per questa categoria il contributo previsto sarà di un massimo di 400 euro al mese (1.200 euro trimestrali, fino a 4.800 euro annui). Dividete questa cifrona anche solo per le ridicole 98 ore settimanali, pensando alle mansioni erogate, e già uno si costerna. Figuriamoci diviso per il monte ore vero. 

Da questi presupposti, analizziamo il decreto: 

Per accedervi occorrono due requisiti cumulativi: ISEE non superiore a 15.000 euro e reddito personale del richiedente entro i 3.000 euro lordi annui.

Soffermiamoci su questi 15 mila euro ISEE del nucleo familiare. Attenzione: Non dell'assistito o del caregiver, del nucleo familiare. 

Sembra un'immensa ricchezza, ma ovviamente fa ridere i polli: è sufficiente che nel nucleo familiare ci sia un membro lavoratore (e si spera, altrimenti il nucleo familiare defunge per carestia), e quella quota lì si sfora velocemente. In più va considerato un altro aspetto: che la persona da assistere ha un suo ISEE socio-sanitario che rispetta certi principi, ma poi rientra anche nell'isee del nucleo familiare. I soldini mensili di un soggetto tutelato, per definizione, non possono essere spese tutti, perché il giudice impone che ogni mese ne vengano messi da parte un pochino, data l'enorme ricchezza che viene erogata per soggetti che devono semplicemente andare a giocare a polo o a dipingere durante la loro giornata, mi sembra chiaro. 

In più, inquadrate eventualmente i caregiver come persone tipo noi, che vivono la disabilità partendo dalla minore età, quindi avendo perso le normali fonti di reddito con un bambino che non riceveva la pensione di invalidità per definizione. 

Ebbene, all'interno dell'isee del nucleo familiare i supporti dati dall'INPS al disabile non costituiscono reddito, ma giacenza media sì, e questa giacenza media esiste per forza, perché è imposta dal giudice che dice che vanno sempre risparmiati dei soldini per eventuali emergenze. Il giudice fa il suo lavoro, è una tutela per il disabile che i fondi non vengano buttati via; il problema sono le cifre che non tengono conto delle effettive esigenze, ovviamente. Ma questi soldini che pesano sulla giacenza media fanno per forza alzare l'ISEE del nucleo familiare. È già lì abbiamo capito che questo tetto è una presa in giro, soprattutto perché la giacenza media si alza negli anni, quindi chi fa il caregiver da sempre è quello che viene maggiormente danneggiato da simili parametri. Il paradosso totale.

Andiamo oltre e leggiamo un altro pezzo :

L’articolo 13 del DDL prevede che l’importo effettivo venga fissato trimestre per trimestre con apposito decreto della Presidenza del Consiglio, dividendo un quarto del limite annuale di spesa per il numero degli aventi diritto comunicato dall’INPS. Se i beneficiari saranno molti, l’importo reale potrebbe essere significativamente inferiore.

Le risorse stanziate sono 257 milioni di euro nel 2027 e 260 milioni dal 2028.

A questo punto prendete quella cifra, moltiplicatela per pi greco, fatela incrociare con la traiettoria dell'orbita di Marte, intersecatela con la costellazione di Andromeda, dividetela per il numero dei semi che vengono prodotti da una quercia con le sue ghiande in Central Park, addizionateli ai battiti d'ala di una farfalla a vostra scelta e a quelli di pinna di una tinca del Lago di Candia. 

Cantate anche Che al mercato mio padre comprò: e capirete quale sarà la somma. 

Ovviamente sono state mosse molte obiezioni a questa normativa, la risposta è stata che è la prima volta che un governo pensa a questa situazione e quindi va encomiato. A noi Badanti Per Forza, invece, sembra solo che se una problematica così profonda e drammatica viene affrontata con questa superficialità, che vuol dire senza lo stanziamento adeguato, è solamente un modo per far vedere che si fanno cose senza fare proprio niente. 

Allora: di solito vale il discorso che se siete stati attenti non avete capito lo stesso. 

Invece questa volta non è vero: perché io sono certa che voi avete capite benissimo dove si va a parare con questo decreto legge. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 4 marzo 2026

Non è Jung.

 Tra tutte le cose che accadono in questo macro mondo, che ovviamente riempiono di dubbi e amarezze, ci sono quelle che capitano nel micromondo, e quelle che capitano a casa nostra, tutte contemporaneamente. Le sincronicità, così Quelli Che Sanno possono mettersi a studiare Jung, si impegnano, li piazziamo, e non tediano noi con brillantezze varie. 

A noi, invece, sembrano solo disavventure aggiunte, perché non siamo aulici, si sa.

Così, oltre a Paulo Aimo Pirata dei Caraibi in questi giorni si è posto un problema con la PEG, per cui ieri è arrivata l'equipe delle cure palliative un po' rapidamente.

Rispetto al passato è ovviamente tutta festa, noi abbiamo chiaramente detto che ci dicano dove dobbiamo firmare perché le cose vadano così e non come tutto ciò che è successo prima di luglio.

Però questa Peg si è rimessa a perdere, dalla stomia, ed è per questo che preferiremmo capire se non torniamo nella fossa delle Marianne a testa in giù.

Tutto è stato molto inspiegabile (quale novità!) , perché la settimana scorsa è stato fatto qui un cambio programmato, perché era ora di farlo, ed è andato tutto benissimo: e la stomia si è messa a perdere due giorni dopo. Se fosse capitato subito sarebbe stato  più comprensibile, perché ci avevamo ravanato dentro; ma due giorni dopo è proprio strano. 

Ha perso più volte, in maniera estremamente copiosa, per cui abbiamo cambiato Fabio Dalla testa ai piedi con l'esclusione delle sole calzette; ma non continuamente, cosa che avrebbe potuto accadere in un problema strutturale che si era creato nel buco, irrimediabilmente allargato, o per un difetto della Peg inserita.

Ad esempio ieri, quando è arrivata l'equipe molto preoccupata, andava tutto bene: anche all'auscultazione, perché  c'è stato un momento in cui non si capiva se avesse un problema respiratorio dato da qualche dolore addominale (che le Alte Sfere ci scampino da quella sciagura).

Quindi il responso che ci siamo dati tutti quanti è che dobbiamo cominciare ad avere la guardia alta, che vuole dire più alta dell'alta consueta,  e stare pronti a interpellare vari specialisti se necessario.

Noi eravamo già un po' stanchi, quando ci hanno guardato in faccia eravamo affranti, prostrati, costernati.

Buona Giornata.

Angela

martedì 3 marzo 2026

Gamberi e Pirati

 La nostra organizzazione quotidiana attuale è lievemente più articolata del solito perché abbiamo Paulo Aimo Pirata dei Caraibi: aspirerebbe anche ad essere uguale a Johnny Depp, ma si deve accontentare semplicemente di una benda sull'occhio.

Giovedì scorso ha affrontato un piccolo intervento alla macula, con solo una notte di ricovero, programmato, niente di grave, ma da fare perché si era formato un ispessimento tale che non ci vedeva più niente. La descrizione era: un gambero che vagava continuamente davanti all'occhio sinistro, con fasci di luce che penetravano attraverso a seconda del movimento del gambero stesso. Evidentemente era da fare.
Peraltro non era nemmeno un gambero rosso premiato.
L'intervento è andato benissimo, il dottore è stato molto contento perché è riuscito a togliere tutto, per i nostri parametri è un decorso molto semplice, certo che è un aggravante alle aggravanti quotidiane. Nel senso che  fino a venerdì prossimo sta con una mezza sfera davanti a quell'occhio, perché deve essere protettissimo, quindi non ci stanno gli occhiali di sopra e non vede conseguentemente niente nemmeno con l'altro occhio; la luce da molto fastidio, dentro ci sono dei punti che si riassorbiranno da soli,  ma adesso pungono, bisogna mettere molte somministrazioni di antinfiammatori e antibiotici durante la giornata.
Va meglio di giorno in giorno e anche di ora in ora:  tenendo conto che ci hanno ravanato dentro tre quarti d'ora, tutto sommato non è più rosso che se avesse avuto la congiuntivite, e quando togliamo la protezione per fare le medicazioni lui non vede più il gambero.
Insomma, è solo un impiccio in più di cui una quotidianità normale manco si accorgerebbe: sto per abbattere il primo che dice:  Signora Mia, la normalità non esiste.
Il fulcro impicciante e aggrovigliante sta nel fatto che non c'è come al solito uno che si occupa di Fabullo e l'altro che fa le commissioni, che sono tante. Per fortuna, tra i provinciali in ciabatte si è deciso da sempre che tutti noi la privacy noi la lasciamo agli altri, il segreto di stato per i nostri riservatissimi affari anche, ciascuno si fa i fatti altrui su richiesta e benvenuto reciproco: questa è l'interconnessione che funziona, per cui abbiamo autisti e  fattorini senza emettere richiesta in marca da bollo. Siano sempre benedetti tutti gli Amici Amatissimi.
Siamo molto affaticati, detto senza tanti giri di  concetto: ma contenti di come sta andando e, soprattutto, di essere abbracciati sempre.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 2 marzo 2026

Giri rigiri.

 Amici Amatissimi, un attimo di raccoglimento, commozione, sorpresa.

Dopo circa due mesi abbiamo risolto il profondissimo dubbio della definizione fiscale di un'associazione, attualmente in dimensione limbica, per l'emissione di tutti i documenti appunto fiscali relativi a questo periodo.

Risoluzione del dubbio è una proposizione un cicinìn iperbolica: tale evento potrebbe realizzarsi di fronte a una pubblicazione chiara di linee guida da parte delle Alte Sfere deputate a.

Questo non è avvenuto, sapevamo che se perseguivamo quella strada lì diventavamo vecchi, per cui l'obiettivo è stato trovare qualcuno di ragionevole che proponesse una soluzione nonostante tutto.

All'alba quindi dell'ingresso nel terzo mese di domande, abbiamo trovato una commercialista che si è anch'essa posta il problema e ha meditato: è partita dal presupposto che lei sta seguendo molti enti che stanno facendo il passaggio e nessuno è stato rifiutato, fatto salvo il fatto che ovviamente la procedura e i documenti presentati siano corretti. 

Partendo da questo elemento innegabile, lei ha detto: non potete più scrivere Onlus perché la categoria non esiste più, avete trasmesso la richiesta e avete la ricevuta,  tenendo conto che state solo aspettando l'esito dell'istruttoria, che andrà benissimo, la cosa più logica è già emettere documenti con la nuova denominazione.

Se ci fosse un problema futuro, ci appelleremo all'articolo 10 di non so bene cosa, soprattutto partendo dal presupposto che le linee guida non sono state pubblicate.

Gira e rigira, ma tanto gira e rigira, immensi contorcimenti aggrovigliamenti e assurdimenti, alla fine qualcuno di ragionevole in questa Galassia si trova.

Certo che se a questo punto facesse che arrivare la risposta, ovviamente positiva, dell'istruttoria, tutto sarebbe più semplice.

Con ciò, che marzo sia.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 27 febbraio 2026

Travestimenti.

 Io non so se si fanno le assicurazioni dei volontari perché qualcuno chiede i rimborsi per qualunque idiozia: non lo so ma non possiamo assolutamente dire che sia impossibile, che le alte sfere ci servono tutti quanti dall'abisso della mentecattaggine totale.

La certezza assoluta è: che in questo momento si è definita la condizione di volontario; c'è un obbligo di avere volontari per rientrare in determinate categorie come APS a cui abbiamo fatto domanda noi; nel momento in cui si dichiara di avere dei volontari, è necessario che siano iscritti su un apposito registro dei volontari; il passaggio successivo è che chi è iscritto in un registro dei volontari deve essere assicurato, indipendentemente dalla funzione che ha all'interno dell'organizzazione no profit.

Quindi ovviamente è necessario pagare un balzello per qualcosa di assolutamente inutile.

Perché c'è una differenza tra fare il post su feisbúk (o anche un progetto mettendoci gratuitamente tutte le proprie competenze) e invece guidare un'ambulanza, piuttosto che fare anche un mercatino, perché obiettivamente ci si può fare del male, o si può fare del male a terzi perché gli si cade addosso mentre si sposta ad esempio una scatola.

Effettivamente anche io potrei fare male a terzi nel momento in cui  capisco che per rendere un budget di progetto appetibile per qualche fondazione bisogna inserire delle voci inutili e costose, fini a se stesse: però ha più senso ricorrere al Nussgniúr ténme le màn, invece che all'assicurazione.

A parte le gigionerie che siamo soliti dire, certamente è mancato il passaggio per cui viene definito l'obbligo assicurativo per attività che effettivamente lo richiedono, fossero anche solo occasionali, certamente.

Ma un consiglio direttivo, composto ovviamente da volontari perché è necessario che sia così non essendo un'azienda, che si siede lì, e trova un modo per mandare avanti il piccolo ente, che accidenti di attività svolge per cui debba esserci una previsione di risarcimento di qualunque tipologia di danno?

Quel passaggio lì non c'è stato: siamo fermi a volontario uguale iscrizione nel registro dei volontari uguale assicurazione.

Uguale balzello.

Sarebbe più semplice dirlo così, balzello appunto, perché ci risparmieremmo se non altro tanto lavoro. Come travestire un ammenda da necessità.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 26 febbraio 2026

Tra corbellerie e ardue sentenze.

 Chiacchieriamo con altri piccoli enti che stanno facendo il passaggio al terzo settore e che affrontano una serie di perplessità, incredulità, percezioni di assoluta assurdità, che noi abbiamo già affrontato, rimosso, superato, deciso che sono boiate, ma tanto questo e quanto.

E quindi ci confrontiamo e gli amici ci chiedono cose tipo: ma voi che avete già fatto, dobbiamo considerare un volontario colui che fa i post sui social per raccontare le attività dell'associazione?

E non lo so, è un professionista che fattura oppure no?

 No, è uno di noi che lo fa volontariamente, ma è una corbelleria, un post su feisbùk. 

Certo che non è la scrittura della politica sanitaria pubblica, ma si chiama attività di comunicazione, perché a questo mondo bisogna sempre dare definizioni integerrime. Quindi lo devi considerare un volontario e inserire nel registro dei volontari. 

Aspetta, ma ho letto che per definizione chi sta nel registro dei volontari deve essere assicurato e quindi l'associazione deve pagare una quota annua che rientra nell'assicurazione del volontariato. 

Esattamente, è così.

E quindi gli amici ci fanno la fatidica domanda: ma quindi anche voi pagate l'assicurazione per persone che possono al massimo cadere dalla sedia mentre scrivono qualcosa al computer, piuttosto che farsi venire la tendinite agli estensori del polso per l'utilizzo del mouse, piuttosto che il mal di testa perché sono lì che pensano a come gestire i bilanci quando hanno sonno? Ma tanto quale assicurazione paga questi problemi?

Noi assicuriamo i nostri volontari così, compresi noi del consiglio direttivo, e non abbiamo nessuna risposta alle vostre domande, li assicuriamo e basta.

Ma quindi è un'assicurazione o un balzello?

E chi lo sa, le ardue sentenze non le hanno proferite i posteri per Napoleone, non so se qualcuno si occuperà di noi poverini. E' il terzo settore, bellezza.

Buona Giornata.

Angela