martedì 21 aprile 2026

S'ha da fare.

 Sono venuti i medici di Fabullo per la visita programmata e mi hanno chiesto per l'ennesima volta se avessi aggiornato il gastroenterologo su tutto il pasticcio che è successo quando abbiamo fatto, come a buon senso  sarebbe stato  da fare, che abbiamo aperto la peg e rischiato le piaghe da decubito, e tutto il delirio conseguente.

Non l'ho ancora aggiornato.

Non l'ho aggiornato per multiple ragioni: la prima è che sono più stanca degli stanchi quando sono stanchi. Ognuno si stanca come vuole e come può, non giudichiamo nessuno, ma io sono stanca, beati quelli che sono più brillanti di me; poi perché sono furibonda per tutto ciò di cui essere furibondi, tra l'altro il fatto che sono talmente stanca che stamattina ho perso un'ora a cercare gli asciugamani puliti che avevo tirato fuori e non trovavo, e quando il tempo è prezioso non lo si butta via così. Sono furibonda del mio essere furibonda.

In più, non mi oso (non mi calo, nel profondo nord ovest) aggiornare il dottore, perché era evidente che capiva assolutamente la serietà e la gravità di tutto quanto, ma aveva i sudori nel parlarci e non credo che sia felice di leggere una nostra mail, ma che lo consideri un male necessario esclusivamente quando non ci sarà niente altro da fare che ricorrere a lui.

I Medici Santi Subito,  che ci vogliono bene, hanno detto che tutte le mie ragioni sono valide, tranne l'ultima: dobbiamo aggiornarlo perché è un bravo medico, e i bravi medici vogliono saperla una cosa del genere, anche  eventualmente per averla presente per altri pazienti; quindi è tutto comprensibile, ma lo devo proprio fare. Insomma, passati i 3 anni, e anche i 13 come limite massimo, bisogna prendere atto che è necessario procedere anche se non se ne ha voglia, e le scuse cosmiche non stanno in piedi neanche quando elencate con riflessione professorale.

Ovviamente hanno ragione loro e quindi ho provveduto  a preparare mail.

Comunque gli asciugamani stavano dentro ad una bacinella.

Fabullo sta sempre un po' fuori a prendere l'arietta, la sera è piena di grilli, la notte scende nel cielo lilla,  il cucù è già arrivato.

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 20 aprile 2026

Utilizzo dell'alibi.

 Facciamo che lasciare perdere un attimo i dolori che si spostano tra l'orecchio e le gengive le mandibole le tempie il centro del cranio il settimo Chakra e tutto quello che ne consegue.

Lasciamo perdere un attimo, perché veramente viste le bombe terapeutiche ingurgitate mi aspettavo un miracolo che invece non c'è stato, e adesso boh.

Un filo meglio va, ma non è mica passata.

Magari i farmaci cominceranno a fare effetto ora che li ho finiti, magari no. Il Medico Santo Subito, dopo che aveva saputo che erano tre  settimane che ormai avevo male senza fare niente, mi aveva detto che a questo punto potevamo essere certi che non era meningite perché ero ancora viva. Quindi io penso a quello e vi racconto qualcos'altro perché le piaghe d'Egitto non portano mai da nessuna parte.

Però siccome che quando uno non sta benissimo tende ad essere di umore meno brillante, vi racconto che sto continuando a partecipare ad un'iniziativa progettuale piemontese per conto della Onlus (pardon: forse APS, ancora non si sa. Da qui in poi Associazione, altrimenti addio) sulla definizione della difficoltà di approccio sanitario alla disabilità nella nostra regione.

Ma voi lo sapete che quando partecipo a queste cose, probabilmente appunto perché ho meno pazienza del solito, mi viene da piangere, piuttosto che da arrabbiarmi (comunque sbrocco, sapete, e non va bene, bisogna imparare a essere più diplomatici anche quando si è alla saturazione), piuttosto che, prima di tutto, sinceramente, vergognarmi come un cane.

E' che non bisognerebbe partecipare a simili grane, a cotali boiate, a siffatte ipocrisie: è che lo facciamo per la paura di rimanere tagliati fuori con l'associazione, anche se la verità è che la cosa è talmente fine a se stessa che non si rimane tagliati fuori da niente, perché non c'è nulla.

Però uno si sente responsabile e si attacca sempre a quel barlume di pensiero, per cui magari da un incontro ne nasce un altro, e da un altro ancora un altro, finché si arriva ad un punto che invece è qualcosa di concreto, che, probabilmente non c'azzecca niente con la partenza: magari si incontra uno che la pensa come noi, per esempio; partendo sempre dal presupposto che solamente chi decide di vivere per se stesso, e trova ogni alibi per non camminare, non va proprio da nessuna parte, nemmeno da se stesso.

Diciamo che il pensiero  consolatorio, durante l'ascolto delle supercazzole,  è: sono qui che vi ascolto e, magari, vi rispondo anche e sono anche antipatica, quando so benissimo che sono energie buttate al vento, quantomeno con la consapevolezza di essere lì a fare i fantocci e basta, senza pensare che sia la grande impresa che tanto ci vendono il partecipare ad un simile tavolo di discussione.

È una boiata integrale.

Quello che proprio non digerisco è la mia furibondite: bisogna sorridere e annuire, anche meno, stare lì a pensare ai fatti propri, senza sprecare mezzo pensiero. Quello va fatto, invece che avere buoni propositi  che, se faccio sei all'enalotto,  faccio piazza pulita di tutti questi qui, ecco. Mi dò dell'imbecille per  l'inviperitaggine.

Ma uso l'alibi delle ossa craniche dolenti.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 17 aprile 2026

Le bombe.

 Con la prima bomba di cortisone il dolore è regredito da tutta la faccia ed è tornato a livello del lato sinistro, particolarmente l'orecchio. Solamente lì.

Una roba che non ho mai provato l'esperienza di  un trapano infilato nell'articolazione temporo mandibolare, ma immagino che possa dare un'impressione simile.

Boiafaus.

Confido che con la bomba di oggi, che è l'ultima perché da domani si comincia già a scalare, tutto vada ancora molto meglio e che eventualmente, se c'è un'infezione l'antibiotico, faccia un lavoro decente.

Dire che ne ho fino in testa non è metafora, evidentemente.

Mi permetto umilmente di pensare che questa settimana sia stata sostanzialmente da dimenticare.

Che venerdì 17 sia con noi.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 16 aprile 2026

Col cappello.

 Mi piace la faccenda delle ore di Niente. Le voto. Di questi tempi tutto il meglio della progettualità sta emergendo, perché è stagione, delle inconcludenze inimagginabili, tutto tranne ciò che sarebbe utile.

Ecco, un progetto sul Niente, quel Niente lì che dicono le Ragazze del Blog, sarebbe il più concreto di tutto quanto, lo scriverei senza farmi venire l'orticaria come al solito.

Qui funzione che tutto va un pochino meglio, ma troppo pochino.

Così il Medico Santo Subito ha detto che non si bamblìna, si toglie l'ibuprofene e all'antibiotico si abbina il cortisone per il mio povero cranio: sarà doping, ma tanto le olimpiadi sono lontane, i mondiali sono andati così (se mi convocavano, ha detto Paulo Aimo Ottimista di se stesso medesimo, ma quelli li non imparano mai a tenermi da conto).

Ieri mattina stavo fuori a stendere in pigiama, ciabatte dell'orto (ci manca ancora l'orto) e cappello felpato, perché ogni alito di arietta sembra un ascia. Il Vicinato era in giro in condizioni analoghe ma senza cappello: abbiamo riflettuto che, se non abitiamo in Via Lagrange con la creme de la creme, un motivo ci sarebbe.

Fabullo é perplesso dal cappello indossato talvolta anche in casa, 

Per non parlare, sempre talvolta, delle sciarpe attorno al naso. 

Diciamo che non sa se ridere o chiamare la neuro. 

Non lo sappiamo nemmeno noi. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 15 aprile 2026

Difficilmente calcolabile.

 Però ieri, grazie alle bombe di antidolorifici sono riuscita a fare colazione senza piangere, nonostante fossero ormai giorni e giorni in cui tritavo cereali e mandorle da ficcare nello jogurt per riuscire a mandarli nella pancia.

Addirittura sono riuscita in giornata a mangiare del pane, troppa grazia  Sant'Antonio.

Il rintronamento è parecchio, ma LA PAOLA mi spiegherebbe che potrebbe anche non essere dovuto a questa contingenza, le percentuali sono difficilmente calcolabili e io non posso che essere d'accordo.

In più, ieri mattina una mega crisi ha fatto vomitare Fabullo ancora nel lettino, ovviamente tutto è riuscito a infiltrarsi tra una traversa cerata e l'altra, ed è stato necessario disfare tutto fino al copri materasso antidecubito, che è stato lavato e asciugato alla velocità della luce: che è bello fare le pulizie di primavera, magari non quando piegare la testa fa entrare nell'orbita della faccia nascosta della Luna anche con i piedi in casa propria. Indubbiamente sono cose che capitano ai vivi, però ai vivi ogni tanto dovrebbe anche capitare qualcos'altro, che non sia sempre una maratona tra azioni subentranti.

Vi abbraccio.

Buona Giornata.

Angela

martedì 14 aprile 2026

Lei, per la gestione.

 Nuovo ko tecnico, che non è nuovo.

Nel senso che la sorta di tareffaggine della sottoscritta di tre settimane fa era solo regredita, ma mai passata. In questi ultimi giorni i dolori alla faccia, dentro le orecchie, nel cranio, sono tornati come tanti spilli, poi come tanti chiodi, poi come tante punte di trapano, poi come tante mazzate.

Che non capivo più se avevo male alle orecchie agli zigomi ai denti o al cervello direttamente.

Ieri sera avevo appuntamento in studio con il Medico Santo Subito, ma se è Santo Subito ci sarà un motivo, e quindi ieri mattina è arrivato lui qui in anticipo.

Che ha detto che probabilmente è una sinusite da manicomio, anche se io non mi ricordo di avere avuto il raffreddore, ma questo è quanto. E quindi da ieri sera antibiotico a manetta, con antidolorifici in dosi da cavallo: che non corre ad Ascot, un ronzino di campagna.

Però è arrivata lei a gestire Fabullo e riesce sempre a risolvere buona parte degli impicci quotidiani: lei le competenze le ha tutte, giuro. Oltre ad essere la più bella sempre.




lunedì 13 aprile 2026

La verità forse rivlata.

 Così la famiglia del bambino, che deve ricevere dall'ente locale il sistema posturale per la scuola, ha prodotto una nuova comunicazione in risposta a quella dell'ente locale stesso: tale comunicazione chiede proprio dei riscontri sulla definizione "è emerso",  di cui dicevamo qualche giorno fa. 

Un ente pubblico che prende delle decisioni e compie delle azioni sulla base della normativa vigente non dovrebbe limitarsi ad un nebuloso "è emerso", soprattutto perché è palesemente scorretto ciò che afferma: allora se siete portatori della verità fateci sapere dove l'avete trovata o chi ve l'ha detta. Non può essere un segreto.

Se, invece,  la verità è rivelata direttamente dai messaggeri divini va bene lo stesso, ne prenderemo atto, però ce lo scrivete proprio bene, che avete aperto gli occhi e c'era davanti a voi un ente celestiale che vi ha detto che effettivamente non dovete comprare l'ausilio perché non volete farlo. 

Nella comunicazione della famiglia però, va detto, viene anche rimarcato che forse non è proprio logico che sia necessaria tutta questa fatica per consentire ad un bambino di frequentare la scuola dell'obbligo. E inoltre che diventa veramente strano dover definire perché sia la famiglia stessa che deve caricarsi della responsabilità di dimostrare dei fatti, che sono in realtà le normative, che andrebbero conosciute da chi le mette in atto e non da chi teoricamente dovrebbe esserne beneficiario: come dire, noi familiari ci dobbiamo difendere, o possiamo godere per nostro figlio del diritto alla frequenza scolastica? Solo per sapere. 

Buona Giornata. 

Angela