mercoledì 20 maggio 2026

Sbavature.

 Andiamo avanti con il discorsone e entriamo in una categoria ariosa che apparentemente non c'entra niente: le politiche di reinserimento sociale della disoccupazione e i relativi supporti economici teoricamente temporanei.

Apparentemente.

La gestione di tale materia è relativa a istituzioni  altissime, poi ci sono differenze legate alla regione e ai territori, ma il succo cambia sempre poco.

Tiriamo però fuori un postulato, su cui appunto non torniamo più per definizione: la definizione di lavoro deve essere qualcosa di dignitoso, altrimenti non si chiama lavoro, può essere tante altre cose ma certamente non lavoro.

Le attuali politiche, di fronte all'evidente quanto negato tracollo,  partono dal presupposto che ci sono troppi pochi lavoratori per mandare avanti un sistema di non lavoratori, per tanti motivi, anagrafici o sociali, o sociopatici, e che bisogna reinserirli: e quindi c'è tutto il grande discorsone progettuale (sottolineiamo progettuale) dell'organizzazione dei corsi di formazione per i disoccupati contemporaneamente, oppure no, ai supporti economici più o meno temporanei: supporti da fame, per chi ha davvero fame, e fermiamoci qui. 

Tutto ciò è intersecato tra ministero e assessorati per le politiche sociali del lavoro, i centri per l'impiego, le agenzie di somministrazione, i servizi sociali, le agenzie o enti di formazione.

Non sempre i mix sono riusciti quanto il tiramisù e la ribollita e la bagna cauda, fidatevi. Talvolta sono solo insidiosi crocicchi.

Il risultato della zuppa in questione è che non funziona: ve lo può dire tranquillamente chiunque lavori in quell'ingranaggio lì con la mitica onestà intellettuale che nominiamo sempre come la chimera, e anche chiunque ci si sia trovato dentro come utente. Chi ha avuto la sventura di diventare disoccupato ha poi trovato lavoro, forse ed eventualmente, stante la definizione in alto, grazie a risorse personali di tutti i tipi che non sono state certamente quelle di quella formazione lì; se stato infilato in quel sistema, lo ha  poi comunque utilizzato  solo in un periodo limitato per la sopravvivenza.

Chi invece lavora nell'ingranaggio, a tutti i livelli, tira fuori i numeri che dimostrano come a tutto quell'impiccio di formazione non corrisponda un aumento delle figure professionali necessarie che continuano a mancare: i numeri che dimostrano ci sono, ma nulla cambia mai.

E qui diventa facile capire perché nulla cambia mai: perché tutto è gestito a progetto, quindi sappiamo già che significa l'incongruenza di organizzazione e di sistema fine a se stesso; tutto implica il mancato controllo sull'effettiva efficacia del sistema stesso; è un mondo in cui semplicemente qualcuno ci guadagna: chi propone e segue i progetti viene retribuito come ente, dimostrando di averli messi in pratica, disseminando e rendicontando, e dimostrando così la sua funzione in questo mondo;  chi offre formazione fa affaroni.

La chiave è sempre seguire i soldi per comprendere ogni dinamica sbavata.

A questo punto, vedete che ci arriviamo: è fondamentale vedere l'intersezione tra qual è la domanda sociale di figure professionali in determinati ambiti, e quanto si vuole investire in quelle figure lì ( solo numeri: quali sono le figure che mancano, quanto vogliamo pagarle, non andiamo oltre, è facile ). Dall'altra parte: quali sono i corsi finanziati dal sistema pubblico che le agenzie formative offrono alle persone che il sistema impone di infilare in quella formazione.

Pensate a quello che raccontavamo ieri, e, se  sentite un tonfo, sappiate che è l'asino che è cascato.  L'ho detto che era attinente. Non si risponde ai  bisogni di cura di base, quelli assistenziali, perchè mancano le figure professionali: però ne sforniamo a ciclo continuo in corsi da 1000 ore.

Non resta che tirare le somme. Domani.

Buona Giornata.

Angela

martedì 19 maggio 2026

L'attinente, per oggi.

 Finita la convalescenza si riparte con i discorsoni, attenzione perché andiamo per passi successivi e oggi dobbiamo gettare le basi, che significa definire ciò che non va discusso. I paradigmi. I postulati. Non vanno discussi perché sono veri e basta, mai perdere tempo ed energie quando non è necessario,, è la regola indispensabile per centrare gli obiettivi:  non quelli che mirano alla performance, ma quelli di tutti noi.

Il presupposto fondamentale è che tutto ciò che riguarda la cura non viene assolutamente preso in considerazione dalla struttura amministrativa a tutti i livelli: questo perché possono essere fatte leggi e proclami, ma se poi si dice che l'importante è definire le cose e non importa se non abbiamo gli stanziamenti, vuol dire che il problema non è gestito. Senza se e senza ma. 

Questo vale per tutte le professioni di cura: il secondo presupposto di oggi è che in questo momento ci limitiamo alla disabilità, altrimenti non ne veniamo più fuori. 

Il passaggio successivo di questa mancata strutturazione è che la persona che ha necessità di cura non è presa in carico, dal punto di vista assistenziale e/o educativo e/o-sanitario. 

Passo successivo che però è fondamentale: la conseguenza diretta, della mancata strutturazione di una precisa volontà di gestire percorsi di cura della disabilità appropriati, è l'assoluta mancanza di investimenti sul personale. Questo elemento si verifica sia in termini di numeri che in termini di qualità del personale stesso. 

Sappiamo tutti che mancano i sanitari a tutti i livelli: questo diventa più determinante per quanto riguarda la presa in carico della malattia cronica, dove mancano appunto i sanitari, ma anche il personale socio assistenziale, e anche il personale educativo apposito. Quando c'è, viene pagato ancora meno dei contributi che ricevono i disabili stessi, che vuole dire il nulla dopo il nulla cosmico. 

Non esistono nemmeno numeri per definire quelle cifre, perché dal punto di vista del loro significato sono una pena infinita. Questo fa sì che i professionisti coinvolti semplicemente cambino mestiere. 

Qual è il primo meccanismo fondamentale da far emergere: che mancando un'organizzazione strutturale tutto viene gestito a progetto, e già con la parola progetto abbiamo capito tutto, entriamo nel solito mondo del fine a se stesso degli enti che supportano la loro esistenza ontologica eccetera eccetera. 

E quando si parla di progetti si arriva alle scatole cinesi di un incarico dentro l'altro: per cui il supporto alla disabilità, invece di essere strutturato, viene frammentato e affidato a enti esterni, classicamente cooperative, con la terzializzazione della terzializzazione della terzializzazione.

I fondi stanziati sono appunto assolutamente incongrui, ma con questo meccanismo vengono comunque ulteriormente sprecati, perché la dispersione è continua, in mille rivoli inutili, tutto ha sempre una scadenza talmente breve che non ci può essere nessun significato vero nell'impatto di quell'idea assistenziale sulla vita della persona coinvolta. 

E poi il dato fondamentale: in tutti quei mille rivoli lì, di uno che dà l'incarico all'altro, la qualità del servizio è qualcosa di non dignitoso per tutti i motivi sopracitati: la mancanza distanziamenti, la mancanza di programmazione e, sinceramente, la mancanza di competenze. 

Il sistema dell'appalto del subappalto dell'appalto sappiamo bene quanto sia disastroso, fallimentare, indegno in tutti gli ambiti, basti pensare a cosa succede nei cantieri edili, fino alla tragedia. Immaginate lo stesso discorso applicato alla cura delle persone, che avrebbero bisogno di interventi che hanno una loro continuità nel tempo, continuità dovrebbe anche comprendere il rapporto diretto di conoscenza profonda.

Ovviamente le responsabilità stanno sicuramente a tutti i livelli, ma soprattutto in alto in alto. Dobbiamo però dire che anche il livello intermedio sta bene, in quanto a responsabilità: per intenderci, i servizi sociali territoriali sono quelli molto penalizzati perché non hanno effettivamente risorse; ma nel momento in cui è evidente che la cooperativa a cui danno gli incarichi manda degli operatori che non sono proprio per la quale, avrebbero il dovere di verificare e procedere, e non dare risposte tipo: Signora Mia, purtroppo bisogna accontentarsi, prendiamo già il buono che c'è nel fatto che le arriva a qualcuno ad aiutarla.

Ma dai.

Nel momento in cui il problema non viene riconosciuto, indipendentemente dal fatto che si fa come si può, la responsabilità è netta. La disonestà intellettuale è sempre una colpa.

Fermiamoci qui e facciamo il passaggio successivo domani, con un aspetto apparentemente non attinente.

Ieri ad un certo punto è arrivato Tecnico, perché sono settimane che non si vede più buona parte delle emittenti televisive, ma non è stato possibile occuparci anche di questo : buongiorno Tecnico, è bello che tu sia qui, però lo sai che se ti abbiamo chiamato è perché c'è un problema, non solo perché siamo felici di vederti. Chissà se è colpa dell'amplificatore di segnale che hai messo nel sottotetto nel 2023 quando ti sei rifiutato di ripararci il tubo catodico che aveva appunto a 23 anni? Chi lo sa, risponde Tecnico, io disfattista.

Così Tecnico ha verificato Prima di tutto il segnale che arrivava alla televisione e ha confermato che era penoso:  siamo saliti nel sottotetto, e io andavo avanti e indietro a somministrare farmaci a Fabullo, le scale fanno bene,  e intanto che eravamo nel sottotetto è arrivato il camion che ci portava un nuovo bidone per i rifiuti speciali, e il Vicinato ha aiutato Tecnico e supervisionato Fabullo; e mentre il camion bloccava la strada è arrivata una macchina non congrua (nel senso che non sapeva come funziona questa via qui, con molta filosofia) che doveva assolutamente passare quindi il camion ha dovuto entrare in cortile dove c'erano già due furgoni, il nostro e quello del tecnico. Poi è andato via quello del bidone e intanto Tecnico è sceso dicendo: il problema non sta a livello dell'antenna ma qui in questa casa. Tecnico, anche tu, però, dimmi qualcosa che non so. 

Quindi si è messo a fare scorrere un cavo nei muri dandomi il compitino di andare a sentire nelle scatole elettriche se si bloccava oppure no, la piccola elettricista provetta. Contemporaneamente proseguiva la gestione fabullica e la cottura della cena, ma questa era una storia rimossa. La scatola è stata trovata e tecnico ha cambiato il componente, mentre contemporaneamente  bruciavo gli spinaci come sempre, e arrivava il ragazzo dell'ossigeno, perché la bombola si era inspiegabilmente svuotata anche senza usarla, probabilmente perdeva. 

Il ragazzo dell'ossigeno ha salutato Tecnico, perché alla fine tutti conoscono sempre tutti, ed è andato a vedere anche lui le scatole elettriche. 

Intanto è arrivato altro Vicinato per salutarci. Io ho pensato dentro di me che forse siamo una gabbia di matti ma pazienza.

L'altra cosa che ho pensato è arrivata nella mia mente contorta alle due del pomeriggio, mentre mangiavo una mozzarella a morsi e un barattolo di ceci precotti a cucchiaiate: che ero contenta perché stavo bene, quella lì per noi è una mattina che è solo normale. Ho pure mangiato una mela a piccoli pezzi, perché se aspettavo di cuocerla diventavo vecchia. 

Cavarsela è meraviglioso.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 18 maggio 2026

Una mattina.

Una mattina il sole si è svegliato (noi no perchè eravamo già desti),  è entrato all'alba e tutto era diverso: il mio dolore alle povere ossa del cranio non era completamente scomparso, ma era qualcosa di più domestico. È stato giusto aspettare che la seduta di osteopatia facesse effetto, perchè ha portato  molto molto bene.

Non è  passata del tutto, ma ci sono ottimi presupposti, basta una tachipirina nei momenti peggiori e funziona, e comunque ci devo tornare non appena le contingenze cosmiche elaborano un appuntamento per noi accessibile. Il fatto che sia andata meglio nel fine settimana, che è il momento più cupo, quello a cui guardiamo come il babau sotto il letto nella notte, perché richiede una concentrazione, e una velocità, e un affastellarsi di cose minuto per minuto in modo da non compromettere poi l'evoluzione della settimana stessa: ecco, che sia andata meglio in quel frangente lì, è proprio indicativo di qualcosa che sta cambiando. È stato come sentirsi rinati, scoprire che esiste la primavera, che il cucù di giorno e l'assiolo la sera sono lì per noi,  che vuoi che siano due doloretti qua e là rispetto a prima. Ci vuole ancora moltissima cautela nel mangiare, il che complica non poco la vita, perché significa anche avere a disposizione sempre le cose giuste, non si può pescare l'insalata scondita con le mani a tutte le ore pur di ingurgitare in caso di bisogno: la frutta e la verdura devono essere cotte, la frutta secca deve essere tutta tritata, e tutto questo va eseguito un gesto dopo l'altro in un tempo che è quello necessario; tutto deve essere comunque gestito a bocconi piccolissimi, che durano un'eternità, e tenendo conto delle nostre condizioni di base non è proprio semplice; e la strutturazione vuole che non ci siano mai stati i pasti organizzati della nostra giornata, ma adesso è saltato tutto per aria perché si sviluppa in in piccoli morsi continui in tutte le ore comprese tra le cinque e mezzanotte.

Ma tutto è meglio del dolore falcidiante, dirompente, annichilente.

Quindi, proseguiamo con passo felpato, ma siamo sinceramente contenti tutti noi qui, perché la situazione era proprio addolorata, a tutti i livelli.

Voglio raccontarvi di come è stato bravo Fabullino nostro in tutto questo: lui si preoccupa sempre moltissimo quando vede che si arranca più del solito. In queste lunghe settimane ci sono stati momenti in cui è stata proprio richiesta la sua collaborazione: Fabullino mio, ho la necessità di riposare cinque minuti di seguito senza nient'altro, intanto che riordino fai la pipì subito, così sistemiamo tutto e poi veramente pianifichiamo cinque minuti con la testa appoggiata allo schienale della poltrona, per placare un attimo i coltelli gli spilli e le asce, salvo emergenze tipo satelliti che ci precipitano addosso.

E Fabullo immediatamente annuiva e si organizzava anche lui per sbrigare la pratica.

Io vorrei sempre dire che Fabullo continua a mettercela tutta ogni singolo istante.

Chissà cosa accadrebbe in questo povero mondo se tutti facessero il proprio dovere, come lui, per mandare avanti la vita in comunità necessariamente interdipendenti.

Abbiamo addirittura passeggiato per la via, salutando tutti. 

Nel frattempo  sono proseguiti i lavori per fare diventare ceruleo il bagno piccolo, circa un metro quadrato, nonostante Paulo Aimo Pittore Sistino non volesse cogliere il connotato culturale fondamentale nell'esistenza di tale presenza cromatica.

Ma ti sembra che io vado da Colorificio e gli chiedo il ceruleo, manco fossimo quelli del Salone del Mobile di Milano con le installazioni varie? Mi prendono in giro che li sentono fin oltre il Monferrato.

E invece è andato da Colorificio, come si fa tra noi provinciali, si è appoggiato al bancone e ha proferito qualcosa del tipo: ma tu lo sai che a casa mia vogliono il ceruleo?

Colorificio non si è messo a ridere con grande goduria, ma ha semplicemente allargato le braccia e ha  detto Cose che capitano di questi tempi, e gli ha dato il ceruleo. Sfumatura chiara. 

Buona Giornata.

Angela

venerdì 15 maggio 2026

Scelta dei dati certi.

 Il Grande Capo Osteopata ha fatto l'impossibile per riequilibrare la qualunque, e quindi facilitare la rimozione dell'infiammazione.ù: sono passate poche ore da ieri sera, vediamo un pò.

Siamo tutti d'accordo che bisognerebbe fare tante cose: fare un eventuale valutazione per i bite notturni, riposare perché è l'unico modo per guarire le cose, prendere integratori specifici per la rigenerazione delle fibre nervose periferiche, prendere delle robe molto buone che attutiscano il dolore specifico, proprio la lyrica che dice Boog, che è l'unica cosa sui tempi lunghi; la Palliativista Santa Subito sta studiando dosi minime efficaci che però permettano la nostra quotidianità.

Cercando di capire quanto tutto sia compatibile, per l'appunto,  con quella nostra quotidianità.

Facciamo che chiudiamo questa settimana e confidiamo negli effetti dell'osteopatia piano piano, barcamenandoci, navigando a vista. Quando è così, tra le mille azioni che vanno scelte nella giornata, tutte da fare, le importanti oltre alle urgenti, scelgo la rendicontazione economica dei progetti: basta caricare fatture, mettere numeri, fare tabelle, sono dati certi.

Pazienza.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 14 maggio 2026

Per pietà di nuovo.

 Siamo nuovamente in allarme rosso con i dolori del povero cranio. La battuta vorrebbe che si dicesse che ne ho fino in testa, ma stavolta è talmente scontata e soprattutto appropriata da non essere congrua, una non battuta,

Le dosi alte di cortisone avevano attutito il dolore, anche se ero stonata che non sapevo veramente più chi ero; mi mettevo degli appunti per ricordarmi qualunque cosa, tipo respirare o mettermi le ciabatte.. Adesso il dolore è di nuovo stellare, probabilmente perché sto scalando il farmaco e, soprattutto, mi sono concessa a cena di mangiare un po' di pane e nella notte si è scatenato tutto quanto, a partire dalla mitica articolazione temporomandibolare dentro l'orecchio sinistro, che mi sarei svitata l'orecchio, staccato i denti con le tenaglie, cavata due occhi su due.

Tramite il solito giro organizzativo che farebbe invidia alla più organizzata delle organizzazione (e che dimostra una volta di più che i modelli umani basati sull'individualismo sono destinati al fallimento), oggi vado dal Grande Capo Osteopata per vedere di far sistemare un pochettino le cose. Contemporaneamente, la Palliativista Santa Subito sta fornendo indicazioni per un farmaco utile al dolore neuropatico, da avere in casa e  prendere se divento matta completamente, e in dosi non troppo alte per poter condurre la giornata come fanno quelli che non possono stare seduti sui taburetti a riflettere.

Mammasantissima.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 13 maggio 2026

Seduti contenti.

 La giornata di visite con la specialista della scoliosi in AperCrescere è andata benissimo. Sono stati tutti così consapevoli del buono: le famiglie per il servizio offerto; i professionisti che hanno lavorato, perché hanno avuto l'idea di aver fatto qualcosa di fatto bene; le volontarie che hanno supportato tutto, perché tutto è filato liscio. 

Sapete, in questo mondo dove tutti fanno gli autoproclami e pubblicano le verità più intelligenti della storia, ovviamente a titolo esclusivamente personale per quanto concerne la valutazione dell'intelligenza in oggetto, per spiegare agli altri che non capiscono tanto bene e meno male che ci siamo noi a spiegarvi che siete dei tontolini, ecco, in questo mondo qui, bisogna restare umili. 

Ma non l'umiltà falsa,  dell'io sono poverino ma lo so che tanto non mi fregate perché sono più furbo e non mi bevo niente; il restare umili davvero, di quando la mattina ci si alza e si fa il proprio dovere in questo mondo con gli altri.

Però ogni tanto è bello semplicemente stare seduti, soprattutto perché si è troppo stanchi per stare in piedi, e essere contenti, nella pienezza di sapere che qualcosa di buono lo si è fatto. 

Vi abbracciamo. 

Buona Giornata. 

Angela

martedì 12 maggio 2026

Il regalone.

 Oggi Abilità Per Crescere riceve un regalone: tramite un giro di professionisti di grandissime competenze che ci aiutano, perché condividono il modo di lavorare e il principio cardine che il progetto riabilitativo debba essere qualcosa di serio e non una roba giusto per dire che si offre il mitico servizio che non serve, arriva una grande specialista nella valutazione delle scoliosi nelle patologie neuromotorie pediatriche. Viene a vedere appunto un po' di bambini, ci viene regalandoci il suo lavoro, e per le famiglie è un servizio inimmaginabile per le difficoltà logistiche ed economiche che avrebbe comportato l'arrivare da lei: in più questa visita verrà fatta in presenza di tutta l'equipe riabilitativa, per cui il bambino verrà considerato davvero nella sua globalità. Parliamo di soldoni imprtanti: considerando tutti i professionisti che sono coinvolti, ogni visita vale più di €300, solo per dare un'idea, e ci teniamo ancora sull'umile, senza contare appunto la parte regalata.

È stato veramente un lavorone arrivare fin qui dal 2012, ai limiti di ogni fatica e sforzo economico, però siamo contenti.

Fabullo non parteciperà alla valutazione perché poco cambierebbe ed è giusto lasciare spazio agli altri. Era programmato che io fossi lì a dare una mano, ma lasciamo perdere anche questo, e una serie di Grandi Persone dell'Associazione faranno tutto benissimo, quindi va bene così.

E vi abbracciamo tutti Amici Amatissimi, perché è anche grazie a Voi che siamo arrivati qui.

Buona Giornata.

Angela