venerdì 24 luglio 2026

Lo straordinario.

 Proseguono ferventi le attività straordinarie: dove i sinonimi non entrano nell'insieme dell'immaginifico, bensì nella sfera del non quotidiano. Il che implica una fatica che non è proprio sempre proporzionale  all'impatto sull'umanità stessa di quell'azione lì.

Per cui ieri è stata organizzata la visita annuale dalla Parrucchiera: di più è impensabile, nonostante l'aspetto alla Baba Yaga. Per altro, una fatica del genere con aumentata frequenza non è proponibile, per riassorbirla si arriva praticamente al prossimo dodicesimo mese.

Per altro la mattinata di ieri è stata contrassegnata da un saturimetro che mai ha taciuto, verosimilmente per sforzo da coliche addominali. Però il saturimetro è stato molto fortunato a non essere inserito in un contesto domestico proprietario di un mitra. Ho mangiato una scatola di ceci con il cucchiaino, perchè il cucchiaio era troppo doloroso per le mie povere articolazioni.

Parrucchiera ha chiesto: cosa faccio? 

Quello che vuoi, qualcosa che duri un anno e lasciami perdere.

Va bene, tu dormi.

Adoro le mie Amiche, non bisogna spiegare mai niente.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 23 luglio 2026

L'attività.

 Uno delle  attività di ieri (che non si può nemmeno rendicontare come attività progettuale, chi volete che investa in un progetto su di noi) è stato andare a fare la risonanza magnetica per la povera temporo mandibolare molto dolente. Sicuramente la situazione non è drammatica, non ci chiediamo cosa ci sia se non una disfunzione meccanica, però fa proprio male.

Negli ultimi giorni succede che la povera articolazione sinistra fa malissimo come da sempre e, come novità,  la destra si blocca e il Grande Capo Osteopata ha proprio detto che la sinistra che fa così male ha tamponato per tanto tempo la destra che si blocca, perché il problema parte di lì.

Sono andata a fare la risonanza nello stesso posto in cui sono andata a fare la TAC, ovviamente con un altro spirito, perché non temiamo che cosa verrà trovato all'interno del cranio, questa volta.

In quella radiologia ci sono degli Amici Amatissimi che sono stati molto sollevati del non vedermi nelle condizioni in cui mi avevano trovato a fine aprile.

Peraltro non mi sono nemmeno persa in città, che dimostra oggettivamente che sono meno fulminata di allora.

Ho addirittura  gestito il traffico di Ivrea dell'inizio mattina , che è disarmante sempre, soprattutto è impensabile che sia così in un momento in cui la città non prevede nemmeno i pullman della scuola, e nonostante ciò sembri di stare a Mexico City con soli 20.000 abitanti.

Il fiume era ceruleo era bellissimo, la collina della Serra dritta e possente, il Mombarone non aveva nessun cappello, quindi chissà se fa brutto o se fa bello.

Guarda che non durerà tanto, ma è un esame bello noioso, come stare in discoteca con la musica a palla e con l'aggiunta dei martelli pneumatici, e devi stare immobile. 

Stai tranquillo che lo so e ho talmente sonno che non me ne frega niente. Quando vuoi che mi ricapiti di stare dei minuti interi sapendo di dover solo stare ferma, senza altre urgenze, il rumore sarà irrilevante.

È stato assolutamente così, riposante, giuro:  salvo per il fatto che arrivavano i ricordi delle risonanze di Fabullo e della disperazione annessa; altro che i rimbombi, arrivavano le onde di memoria, molto più lancinanti, soffocanti, dense, plumbee.

Pazienza. Non essendoci alternative ai ricordi di cose accadute, stavo lì e mi riposavo lo stesso.

Però l'impiccio è arrivato nella fase successiva, perché l'esame è proseguito con l'apertura della bocca per valutare bene l'articolazione : che è dovuta durare un po' con l'interposizione di un affare da tenere tra i denti.

E lì è stata dura, perché avevo veramente male e ho ringraziato che la sera precedente ero andata dal Grande Capo osteopata, perché per quanto sia stata penosa la situazione, il giorno prima senza il trattamento sarebbe stato impossibile da gestire tutto ciò.

Per cui sono uscita ed è stato doveroso stare un minuto intero seduta perché passasse il male. E poi sono tornata a casa, cercando di non prendere sotto nessuno in quel formicaio impazzito, alle 9 ero già dentro,  era già passata la Palliativista Santa Subito che ha trovato Fabullo comunque migliorato, andiamo avanti a scalare tutto piano piano. Poi è arrivato il fisioterapista. Poi è stato fatto tutto il resto, per altro realizzando   che non avevo fatto partire la lavastoviglie la sera precedente: che sono dettagli nella vita, chi più di noi può essere più d'accordo, i motivi di nera depressione vanno ricercati altrove. Resta il fatto che, presi dalla disperazione, avevamo mangiato sardine in scatola, e c'era una puzza pazzesca, e non potevo, soprattutto, ricaricare una lavastoviglie successiva perché era già piena: e questo ha implicato un imballo della giornata.

Se Quelli Che Sanno dicono sempre che bisogna saper dare importanza all'attimo, con discorsoni aulici e saggi e pieni di luce, dovrebbero però acconsentire anche a dare il valore ad un nostro specifico attimo, in cui facciamo una quantità di cose che tutti gli altri (soprattutto Quelli Che Sanno) fanno in almeno mezz'ora. Per questo trovarlo poi l'istante di riordino stoviglie ha richiesto una pianificazione da agenda. 

Alle 10:00, anche se faceva caldo mi sono fatta un piatto di pasta perché non ne potevo più dalla fame.

Beati quelli che la menano che per il benessere olistico bisogna mangiare orari fissi.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 22 luglio 2026

Narrazioni e elucubrazioni.

 Riflessioni più o meno consone a ciò che porta la narrazione della disabilità e quanto essa sia utile: quelle grandi occasioni proposte che servono a mettere una crocetta su un'attività di progetto svolta. Bisognerebbe presentarsi con la faccia giusta, si fa quel che si può.

Trasformiamo le riflessioni più o meno consone in riflessioni intelligenti, è sempre interessante, ma soprattutto innegabilmente necessario, perché il materiale narrativo ormai supera ovviamente i pensieri, considerata qual è la facilità nel produrlo.

Narrare la disabilità è utile e necessario oppure no?

Ovviamente se ci chiediamo se porta a dei risultati più o meno immediati, allora potremmo lasciare perdere di parlarne già dall'inizio.

Soprattutto perché è fondamentale capire chi è il narratore e come vengono narrate le cose: se il narratore è il solito ente, a tutti i livelli, che per qualche motivo deve o vuole occuparsi di disabilità, perché è un'istituzione o perché è un ente che ha come primo obiettivo far vedere di essere utile a questo mondo, non fosse altro che per elargire fondi che vengono detratti dalle imposte, le cose vanno sempre prese con le pinze. Perché gli enti istituzionali , che della disabilità dovrebbero occuparsi, non è sempre detto che facciano una narrazione proprio sincera: altrimenti potrebbe venire fuori che il loro operato non è effettivamente efficace. E uno a quel punto potrebbe chiedersi ma per cosa esistete a fare. Solitamente però è tutto più raffinato: le narrazioni sono sincere, basta girare un po' i lati della medaglia, cioè finire il tutto con qualcosa di incredibilmente positivo e aulico, tipo fare emergere le grandi potenzialità delle singole persone, il valore dell'essere insieme, eccetera eccetera. Poi che dietro ci sia il nulla cosmico, a questo punto si nota meno.

Chi invece narra per farsi bello poi qualcosa fa, il problema è che fa sempre le stesse azioni per raggiungere l'obbiettivo, pardon, il target, che è  per l'appunto farsi bello: e se vai a scavare le categorie che ne traggono effettivamente un beneficio sono sempre e solo quelle che possono permettere l’obiettivo finale.

Lasciamo perdere questa tipologia di narrazione, ma dobbiamo imparare a distinguerla, per capire bene tutto.

Quindi, se la narrazione è concreta e sincera, se tocca i punti salienti senza polemica ma con oggettività, è utile e necessaria questa benedetta narrazione? secondo noi la risposta è sì, nel senso che rappresenta una delle poche forme di contropotere che si possano attuare. 

Scusate la dicitura di contropotere, perchè è pretenziosa, e fa anche pensare che effettivamente abbia grande impatto: però ci dobbiamo capire, in qualche modo. Sicuramente, la narrazione sincera,  dal punto di vista del risultato,  conta quanto il due di picche, ma resta comunque qualcosa di scritto , che può comunque essere tirato fuori dal mazzo. Comunque il due di picche a pinnacola lo conti, quando l'hai messo giù in tavola. Poco, ma lo conti.

Sicuramente, però,  il contropotere, chiamiamolo così in modo un po' forse eccessivo ma comprensibile,  può essere appannaggio esclusivo di Quelli Che Fanno, e non di Quelli Che Sanno: perché l'arte oziosa dell'affaccendarsi intellettualistico (o fumo senza arrosto) fatto da chi poi la mattina non si alza nemmeno per risuolare una scarpa o attaccare un bottone, non porta a niente: leggere Il miglioratore del mondo di Hermann Hesse del 1906, che lui dice proprio così, con quelle parole lì, probabilmente Quelli Che Sanno sono una razza con grandi radici nell'umanità.

Poi sapete, vale il solito discorso che si fa a Quelli Che Sanno: ma se ritenete che certe narrazioni  siano insignificanti e quindi non perdete tempo a leggerle, com'è che poi vi danno tanto fastidio. Nelle radici dell'umanità ci sono sempre anche i misteri misteriosi.

Buona Giornata.

Angela

martedì 21 luglio 2026

Il contorno.

 L'inizio mattina di ieri è stato di nuovo decisamente in salita, poi dopo la fisioterapia è andato tutto meglio, L'impressione è che incidano moltissimo i dolori soprattutto addominali. È andata molto bene perché la Palliativista Santa Subito è arrivata durante la fisioterapia, e ha potuto visitarlo in quella situazione e ha proprio detto che il problema non era respiratorio primario, certo che però se continuava a essere così affannato per forza lo sarebbe diventato: secondo lei era veramente un impiccio di pancia da antibiotico. È stato indispensabile che lo visitasse perché immaginavamo che fosse così, ma c'era anche il dato oggettivo che stiamo scalando il Bentelan e quindi va verificato che cosa sta succedendo. La Dottoressa ha detto che a questo punto però andiamo ancora più piano a scalare, anche se la parte respiratoria non è peggiorata.

Però ci sono sempre occasioni per cui ci sentiamo veramente benedetti dalla vita: per esempio quando è arrivato il cane Aster, grande grande, con una coda che andava alla velocità della luce, che ha baciato Fabullo a fine terapia con la delicatezza che solo queste creature sanno regalare.

L'altro dono è stato il comparire alla porta di un'Amica Amatissima con il casco in testa, perché è stata trasportata in scooter. Ma la bellezza della cosa è che è stata qui a contarcela, ed è divertentissima, con il casco in testa, perché non si toglieva più: Fabullo ha riso come un pazzo tutto il tempo e poi saturava a 99 con 0,25 di ossigeno. Giuro.

In teoria la nostra Amica Amatissima ha poi trovato qualche soluzione e non ha dormito col casco in testa. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 20 luglio 2026

Lo sappiamo.

 Stiamo scalando il cortisone andando molto piano, all'ossigeno andiamo dietro, e vediamo cosa sarà di tutto quanto:  come è sempre per ogni dettaglio, ma deve essere riconosciuto che l'impatto sulla vita tra il respirare o l'esito estetico dell'attaccatura di un bottone abbiano un significato diverso. Deve essere fondamentale dare il peso alle cose.

Ieri abbiamo avuto momenti in cui tutto è precipitato inspiegabilmente e poi siamo tornati in superficie: è abbastanza faticoso scendere in apnea verso torbidi fondali  e risalire al volo per prendere aria, si sente davvero la pressione sul torace di cui tanto si racconta. 

Quando le metafore funzionano alla lettera.

Una notte ci ha svegliato il rumore della pioggia dalle finestre aperte sulla via, sembrava la musica del Paradiso:  le ore di fresco non sono durate tanto ma sono state incredibili, proprio nel senso che non ci credevamo, non ce le ricordavamo più.

Oggi Fabullo verrà visitato nuovamente e vedremo come andrà.

Non siamo tanto preoccupati solamente per il doverci rassegnare a tenerci la bombola di ossigeno tra i piedi o a spalle: perché a questo mondo ci si abitua a tante cose. Ci addolora il fatto che lui lo tolleri pochissimo e, obiettivamente, il naso gli fa male.

Amici Amatissimi, come sempre non so a chi chiedete le cose tra le Altissime Sfere, ma voi chiedetele senza tregua, quante volte ha funzionato, lo sappiamo.

Grazie.

Vi abbracciamo.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 17 luglio 2026

L'importante è il nome.

 Ci sono vari fattori che vanno considerati: il lavoro continuo, dove la definizione di lavoro non è corretta perché presuppone dei requisiti giuridici che non esistono; invece invece la situazione di continuità vuol proprio dire continuità, sulle 24 ore. 

Il fatto che le temperature non siano proprio quelle di quando esistevano le mezze stagioni, sicuramente è colpa delle scie chimiche che cambiano il clima e probabilmente ci stanno anche controllando.

Così intanto che pensiamo alle scie chimiche, ed eventualmente anche ai microchip, non abbiamo il tempo di analizzare bene come va il mondo e di leggere qualcosa di intelligente. 

Aggiungiamoci il fatto che mi fa di nuovamente molto male l'articolazione temporo-mendibolare, solo quella, il mio povero cranio all'interno dell'orecchio sinistro, ma tanto tanto tanto tanto tanto. È un dolore solo articolare, su cui non bisogna farsi domande relative alla sua natura, ma è micidiale: questo significa che mangiare è una tortura, non ho tutto il tempo che sarebbe necessario per stare dietro all'alimentazione. Probabilmente il fatto è anche dovuto al fatto che non accendendo i fornelli per ovvie ragioni, se non per un insalata di pasta cotta alle cinque del mattino, si mangiano più cose crude che mi fanno male. Non le noci con il guscio, ma il melone piuttosto che i pomodori piuttosto che un pezzo di pane fanno impazzire dal dolore.

Alla luce di tutto questo, ad un certo punto Ieri è arrivata l'assistente di Fabullo, ci siamo sedute per fare il punto sulle cose fatte e quelle da fare, e a un certo momento le ho detto che non mi sentivo proprio tanto bene: e quindi la mia pressione massima era di nuovo sotto i 90 e andava bene stare seduti.

Così è stato importante mangiare al volo, ma riuscirci anche : così ho frullato i cetrioli lo yogurt le mandorle i ceci e anche il pane, che erano già comunque tutti pronti in frigo e in dispensa.

Ed è qui che volevo arrivare, non sulla mia poca prestazione atletica: che quella roba lì sarebbe la pappa per chi è senza denti.

Ma bisogna saperci  vivere in questa porzione della Fondazione Galattica: in un mondo in cui si cambiano i nomi alle cose a proprio uso, consumo e comodo, in cui l'eventuale amore per il proprio paese diventa odio per tutti gli altri, in cui lo scarso desiderio di fare il proprio dovere diventa un effetto sempre dei maltrattamenti subiti dalla bollatrice al mattino, e contemporaneamente il lavoro a progetto di chi si impegna per sopravvivere si chiama mettersi in gioco,  in cui l'asilo non è più l'asilo e sembra quello della definizione il punto vitale e non che costa uno sproposito,  eccetera eccetera, quella roba lì non è pappa per sdentati.

La chiamiamo gazpacho di cetrioli e ceci aromatizzato alle mandorle e al pane di segale.

Abbiamo tanto riso su questa storia con l'assistente e il Vicinato, e ci siamo sentiti tanto fortunati che nella vita non facciamo gli influencer, altrimenti ci toccava pubblicare.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 16 luglio 2026

Continuamente.

Ha fatto bene Donna Paola a non andare nel palco reale, sai che discorsi noiosi, non si può sempre portare pazienza e dare da mente a tutti. Ha fatto un'ottima scelta a lasciare che si arrangiassero senza la sua compagnia.

Fabullo è stato visitato nuovamente dalla Palliativista Santa Subito, che, nonostante tutto, nonostante fosse anche arrivata in un momento in cui era decisamente affannato, i rumori toracici li ha trovati migliorati.

Anzi: secondo lei, a questo punto, è evidente che non sono un focolaio vero e proprio ma una bella infiammazione con broncospasmo, per cui il miglioramento è sicuramente dovuto al Bentelan, ma l'antibiotico va preso comunque,  perché tanto prima o poi altrimenti qualcosa si ferma e il focolaio arriva. I discorsi sull'abuso degli antibiotici e i pasticci sul sistema immunitario sono tutti veri, ma non valgono per Fabullo.

La Dottoressa ha anche detto che dobbiamo portarlo a inizio agosto in condizioni cliniche stabili, perché Fabio deve andare in montagna, qui per lui non è fattibile, con tutte le attenzioni di questo mondo. L'obiettivo è che in montagna abbia guai gestibili, e la prospettiva proprio tranquilli non ci lascia, visti i precedenti del mese scorso.

Però lo sappiamo che sarebbe meglio, qui ieri ha piovuto qualche minuto, l'aria è diventata respirabile, ma veramente è stata questione di attimi e poi si è tornati ad una cappa spaventosa.

È tutto molto ma molto faticoso, e ci teniamo, come dire, a essere noiosi a ripeterlo, perché è fondamentale quando la fatica non è momentanea, ma  continua e senza tregua. Le prospettive cambiano.

Buona Giornata.

Angela