venerdì 26 giugno 2026

Con l'aria e le onde.

 Per forza i pensieri funzionano, non c'è altra ragione, quelli che arrivano delle montagne con l'aria sottile e quelli con le onde del mare del Golfo o dell'afa lungo il grande fiume e nelle città. Certo che funzionano.

Altrimenti non si potrebbe spiegare perché la settimana scorsa ci hanno detto che non stavamo certamente a ventilare uno come Fabullo, che non aveva niente, solo che non respirava più, e ieri invece abbiamo staccato gli alti flussi, siamo passati a quattro litri di ossigeno normale, e poi a tre.

Il Medico Spaziale ha detto che vuole vedere una stabilità, il suo obiettivo sarebbe visitarlo domenica mattina perché lui è di guardia, e, se tutto funziona, mandarci a casa, ovviamente con l'ossigeno, a fare lo svezzamento per i fatti nostri, in un posto più sicuro di un reparto in cui girano bacilli più grandi dello shuttle, sempre per rimanere in tema cosmico. E anche professionisti che mi consegnano 30 ml di roba dicendomi che lì dentro ci sono 10 farmaci di Fabio, sia quelli liquidi, sia quelli in polvere finemente triturati; ho fatto presente che è impossibile, perché io sarò anche una nota capra in matematica, ma in 30 ml basta fare le somme e i conti non possono tornare. C'è stata una discreta tensione, però non è stato possibile dirmi che ero cattiva e malfidente. Quindi il Medico Spaziale, a maggior ragione, pensa che sia meglio mandarci a casa il prima possibile, purché in sicurezza. E quindi anche oggi, Amici Amatissimi, procedete come solo voi sapete fare.

Ieri però ho detto a tutti che ero tranquilla sulla pipì e non avrei pianto tutto il tempo come una fontana.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 25 giugno 2026

Il Cinque.

 Il Medico Spaziale era molto contento dei risultati ottenuti mettendo seduto Fabullo, e ha abbassato ancora gli alti flussi dell'ossigeno. L'abbiamo rimesso seduto e ci è stato più di due ore. Il Medico Spaziale probabilmente oggi vuole provare a passare alle cannule con l'ossigeno normale, sicuramente tanti litri, ma non più concentrato. E comunque, per quanti litri siano, non saranno mai 40 al minuto come  con gli alti flussi. 

E poi il Medico Spaziale ha detto che andava bene e potevamo togliere il catetere.

E io ho cominciato a impazzire e a chiedere se era sicuro, e che io avevo paura, e pensate se la vescica si è paralizzata.

Mi hanno  guardato come una pazza, e il Medico Spaziale ha detto che Fabullo aveva avuto una bruttissima polmonite, con una grave disidratazione e cosa c'entrava la paralisi della vescica.

Così gliel'hanno tolto, l'hanno messo in carrozzina, e io sono diventata matta completamente.

Se non mi è venuto un infarto è stato tanto. Grazie a Dio non avevo cioccolato, perché altrimenti mi sarebbe venuto un addome acuto sull'istante, perforato e da operare in urgenza.

Ho fatto impazzire tutti per solidarietà.

Dopo poco più di un'ora Fabullo ha fatto la pipì, una valanga, io piangevo come una fontana, mi guardavano come una mentecatta, ma correvano come pazzi e non è che avessero tanto tempo di occuparsi di me.

Meglio così, perché altrimenti mi ricoveravano in psichiatria davvero. 

Il Medico Spaziale è venuto a battere cinque. 

Vale più che mai quello che dicevamo, Amici Amatissimi: non so cosa stiate facendo per Fabullo con  i vostri pensieri, ma vi prego con tutto il cuore di continuare a farlo. 

Vi abbracciamo. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 24 giugno 2026

Paziente e valutante.

 Amici Amatissimi, non so bene cosa stiate facendo, ma continuate a farlo.

Ieri per la prima volta abbiamo messo Fabullo seduto, e anche ridotto un pochino i flussi.

Ci è stato più di un'ora, felice, tutti erano commossi.

C'era un medico spaziale, che ha dato un bel giro alle cose : anche perché la situazione lo ha permesso, perché Fabullo è stato bravissimo.

Io l'ho mandato ai matti, il medico spaziale, facendogli le stesse domande un numero imbarazzante di volte.

Quindi voi lo state curando, giusto? Non gettate la spugna, giusto?

Il medico spaziale mi guardava paziente e valutante il mio livello di squilibrio.

Siamo stati così contenti.

Poi sono tornati i pensieri sul catetere, su come affronteremo l'estate.

Ma siamo stati così contenti in quel momento. Così contenti.

Il senso del sentire il cuore pieno, per una volta, di acqua di fonte.

Esplicitazione sociologica e organizzativa dei cambi di paziente in stanza: l'afflusso dalla rianimazione e dal pronto è continuo. Ad una dimissione corrisponde il successivo ingresso in meno di mezz'ora.

Quindi va avviata la procedura di sanificazione della stanza: viene chiamata l'azienda delle pulizie, magari è già in reparto, con il mocio sporco lavano il pavimento sporco, spruzzano una roba nel lavandino, apertura acqua per 3 secondi, idem nel water, sciacquone., voilà.

Sanificazione eseguita.

Buona Giornata

Angela

martedì 23 giugno 2026

La sociologia applicata.

 È ancora tutto molto impegnativo e tutto molto ancora all'inizio.

Sicuramente la terapia con alti flussi di ossigeno funziona meglio rispetto al giorno in cui siamo entrati. Gli alti flussi sono molto alti.

Abbiamo provato a ridurli e poi siamo nuovamente tornati indietro: È arrivata la mitica cacca lunga da antibiotico, sinceramente  prevista, a complicare tutto, perché il mal di pancia peggiora la saturazione.

Nella sacca del catetere cominciano a esserci i liquidi che servono, e voi pregate con tutto il vostro cuore tutte le Altissimi Sfere di tutta la Fondazione Galattica che quel catetere alla fine di tutto si tolga e basta.

Se per caso qualcuno vi risponde, approfittatene subito e chiedete anche se per caso sanno che male può avere fatto favullo in questo mondo perché non ci è chiaro. 

Notiamo che, per nostra fortuna, era un po' che non andavamo in ospedale, e il tracollo assistenziale si vede proprio bene: diciamo che stiamo toccando con mano soprattutto l'assistenza specifica alla persona, e tornano perfettamente tutti i discorsoni che avevamo fatto sulle figure professionali che vengono prese da qualunque lista di disoccupazione, per dire che si formano le categorie che servono, indipendentemente dalle competenze che poi mettono in pratica.

Sostanzialmente se non  fossimo  qui presenti, Fabio verrebbe talvolta lavato con qualche salvietta, anche quando è pieno di cacca fino in testa, giusto per essere romantici.

È veramente penoso.

Come fare la prova tangibile delle considerazioni sociologiche analizzate in teoria.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 22 giugno 2026

Assai.

 Alla fine la giornata di venerdì è stata un orrore, non si possono cercare tante altre parole. Fabullo è stato molto sofferente, ha avuto molti dolori addominali, non riusciva a fare la pipì, non si riuscivano a capire questi scambi di liquidi, aveva delle crisi epidettiche violentissime, piangeva tanto tanto. 

C'era anche un infermiera odiosa, veramente l'unica, che continuava a dirmi che durante ogni tipologia di procedura con lui dovevo uscire e io ho  detto che non mi muovevo di lì perché era rappresentavo l'unico tramite che avevano loro con lui, perché lui non parla e solo noi possiamo capirlo e in quel momento era presente solo io. Era come se fossi lui, come se fossi l'interprete. Se questa cosa non le fosse piaciuta, spiegata in questo modo, l'avrei messa per iscritto chiamando in causa le linee guida sulla disabilità in ospedale: purtroppo non sono ancora una legge definitiva, ma quella era tutt'altro che intelligente e non lo sapeva. Quindi mi ha detto piccata che sarebbe andata subito a parlare con la dottoressa, io l'ho lasciata andare, quando è tornata aveva la testa bassa e non ha più chiesto di uscire.

Alla fine abbiamo messo un catetere fisso, La dottoressa è stata carina e mi ha detto che Fabio in questo momento ha tanti impicci e se gliene togliamo uno è meglio, e quando passerà la malattia tutto si capirà in un altro modo, in questo momento è possibile che il grande stress dato dall'infezione compromette tutto. Non so se l'abbia detto perché voleva essere gentile con me o  perché lo pensava veramente. 

Alla sera poi, parlando con un'infermiera carina, perché sono tutte carine tranne quella là, sulla gestione dei farmaci abbiamo parlato della  del paracetamolo, che Fabio ha sempre in alte dosi quotidiane come terapia del dolore costante.

L'infermiera ha sbarrato gli occhi e ha detto che il paracetamolo non era in terapia, e a me sono venuti i brividi e ho spiegato che è una terapia del dolore assolutamente necessaria, che Fabio deve prendere, che è importante e prescritta dagli specialisti delle cure palliative esattamente come la terapia antipilettica è prescritta dalla neurologa, Anzi, le due cose erano anche strettamente correlate. Si è scatenato un discreto panico e alla fine la terapia è stata messa: però noi abbiamo a questo punto assodato con grande dolore che la giornata di sofferenze andava letta sotto un altro profilo.

Sostanzialmente tutto poteva andare male lo stesso, ma la terapia del dolore non è un'opinione, è sicuramente Fabio poteva stare un filo meglio di come è stato. In seguito è venuto fuori che non si erano sbagliati nel non inserirla, ma era stata una scelta determinata perché pensavano che le dosi indicate fossero troppo alte, che è vero.

Perché se uno avesse la febbre quelle dosi sarebbero effettivamente troppo alte, ma il presupposto è un altro, e sarebbe stato giusto parlarne con noi, che avremmo chiarito tutto e tirato anche fuori i referti con le relative prescrizioni della medicina del dolore, invece che prendere decisioni autonome. 

Noi pensiamo che questi siano dei medici veramente molto bravi, ma che è necessario cambiare parametri di pensiero riguardo alle persone come Fabullo: hanno altre esigenze, altri indici da considerare, altri tempi di recupero. 

Noi siamo molto addolorati.

Attualmente continua ad avere ossigeno ad alti flussi, anche se sta rispondendo anche abbastanza bene nel senso che non ha nessuna tipologia di crisi respiratoria, deve proseguire la terapia antibiotica come necessaria, ci auguriamo solo che vengano rispettati i suoi tempi di guarigione e non si getti la spugna dopo tre giorni .

E che alla fine di tutto tolga anche il catetere. 

Siamo assai preoccupati. 

Buona Giornata.

Angela

venerdì 19 giugno 2026

È andata così.

 Paulo Aimo Delegato è volato in agenzia delle entrate e lo statuto è stato registrato, adesso deve essere ricaricato sulla piattaforma del terzo settore, e poi speriamo che sia fatta, perché ne abbiamo fino a oltre la testa.

E poi tutto si è messo a correre, Fabio non respirava, non faceva la pipì, è arrivata la palliativista, è arrivata l'infermiera, non ci sono state emergenze perché abbiamo gestito però ci volevano tanti litri di ossigeno, quindi è arrivata anche l'ambulanza con tutto il Vicinato, che si è occupato di chiudere casa. Siamo in ospedale vicino a casa. La palliativista e l'infermiera hanno chiamato chiunque perché tutto fosse organizzato al meglio per Fabio.

Il caldo è decisamente impegnativo, nonostante un massimo di 26 gradi in casa proprio quando è tanto.

In pronto soccorso non sono proprio stati simpatici e nemmeno un brillanti, hanno detto che tutto era negativo e quindi che  non respirava solo per una affaticamento muscolare  relativo alle sue condizioni e che quindi non c'era niente da fare se non aspettarci un esito.

Noi abbiamo sottolineato che sia la palliativista che il medico dell'ambulanza avevano chiaramente sentito un focolaio polmonare, ma il medico on ha voluto sentire ragioni: gli esami ematici erano negativi, ma era troppo presto perché si muovessero; la radiografia era negativa, ma anche quella non era l'esame corretto in quel momento. 

Siamo stati affranti e disarmati, perché è vero che noi sappiamo che tutto può capitare, ma ci sembrava che la gestione fosse stata veramente superficiale. 

Per fortuna poi ci hanno mandato in reparto dove in dieci secondi hanno fatto la diagnosi con l'ecografia, perché ovviamente la terapia c'era davvero, e impostato una tera, che non sarà una passeggiata, ce ne dovremo stare qui per un po' , ma chiaramente l'approccio è decisamente diverso.

Poiché Fabullo è stato molto impicciato nel fare pipì,   probabilmente perché l'infezione e l'affanno della malattia gli facevano perdere i liquidi diversamente,  questo è il nostro grande dolore attuale: voi pregate perché si rimetta a fare la pipì, i dottori sono ottimisti, ma finché non lo vediamo noi ci crediamo.

Voi pregate per quello, perché sulla parte respiratoria ci staranno dietro in qualche modo.

Vi abbracciamo.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 18 giugno 2026

La statistica e il suo perchè.

Per quanto concerne le cose di cui ieri, quelle raccontano tutte le Famiglie Isteriche, al fine di porgere all'attenzione esempi concreti (mettere a terra, in progettese) noi potremmo farvi il racconto di un'operatrice, che non avevamo mai conosciuto, che doveva venire qui e che ad un certo punto, già in grande ritardo, ci ha messaggiato dicendo che non sarebbe venuta perché aveva un attacco di panico in macchina e quindi si fermava a prendere un caffè.

La persona ha tutto il diritto di avere qualsivoglia problema.

Noi, però,  abbiamo pensato e comunicato che, sia che la problematica fosse vera o oppure no,  qui non eravamo noi all'altezza di avere in carico questa persona.

Con tutto il rispetto di questo mondo, però, dopo che si sono fatte tutte le considerazioni psicologiche, sociologiche, umane in generale,  bisogna anche ricordare il dato di fatto che esistono sia gli scompensati che i babbei,  a tutti i livelli, e non possiamo caricarcene noi le spalle. Sempre partendo dal famoso presupposto che i servizi sono fatti per fatturare e essere rendicontati, e il personale viene selezionato e fornito partendo da presupposti che sono il far vedere di formare e selezionare. E basta.

All'organizzazione di vari personaggi, si aggiungono i ritiri e le consegne di tutte le tipologie di materiale, dall'ossigeno ai farmaci alle sacche. Qualche volta sono servizi organizzati in maniera pedestre dalle Altissime Sfere, che non hanno idea di come sia la quotidianità delle Famiglie Isteriche, vedi la famosa storia dello stupefacente che ogni tanto stupeface e ogni tanto no. Altre volte le criticità nascono dal fatto che i servizi sembrano eccellenti, ma poi vengono gestiti con il subappalto del subappalto del subappalto, e la persona che deve poi effettivamente eseguire la consegna è veramente un poveraccio , con 30.000 cose da fare in 20 secondi: è vero che abbiamo i nostri diritti, ma pensiamo anche che in questo mondo sia necessario essere generosi verso gli altri, quindi normalmente si porta una gran pazienza e si fa l'impossibile per venirsi tutti quanti incontro. In 99 casi su 100, queste stesse persone, non si fanno solo in quattro per essere utili, si fanno in 277. Però c'è sempre l'1%, perchè la somma deve tornare: ad un certo punto ci si rende conto che, quando c'è quella specifica persona, lo stesso servizio, che non ha mai un problema, sembra qualcosa di insormontabile, caratterizzato da ostacoli paragonabili a un satellite in giardino, con la presenza di metodi comunicativi che definire lievemente antipatici è un eufemismo. 

A questo punto si applica sempre la statistica: se qualcosa di solito funziona, e quando c'è quella specifica persona non funziona,  quella specifica persona rientra nelle categorie sopra descritte, cioè i babbei o gli scompensati. E quindi bisogna vedere qual è l'effettivo significato nella quotidianità: se è minimo, e si può sorridere ai grandi insegnamenti che di solito ci profonde questa persona, guardandolo trasparente come l'aria; oppure è necessario impegnarsi per mettere dei limiti alla faccenda. In questo caso è l'ennesimo impiccio, tra i mille altri intrighi. 

Buona Giornata. 

Angela