venerdì 4 settembre 2026

Il Peppione.

 E adesso parliamo delle cose belle del Villaggio Incantato.

La prima cosa bella, punto cardine,  è stato l'andarci: non solo perché sarebbe innegabilmente stato peggio stare qui, è assodato; ma bisogna saper andare oltre nei pensieri, il vedere solamente esclusivamente e principalmente il meno peggio dopo un po' diventa un alibi malato, la famosa teoria del bicchiere mezzo pieno da spaccare in fronte. Qualcosa che non fa bene, sempre dare il nome giusto alle cose.

Le cose belle per quello che sono vanno celebrate.

Ed è stato bellissimo essere lì: prima di tutto perché ci ha concesso di stare all'aria aperta, che è uno dei primi cardini della buona salute per tutti e sotto tutti gli aspetti. Era possibile, ovviamente, prima di tutto per la temperatura, che fin dalla prima boccata è stata rigenerante. Non c'era l'aria rovente che entrava nei polmoni, c'era sempre un venticello delizioso che sembrava uscito dal paese delle favole dopo tutto quello che abbiamo passato con le temperature vulcaniche, veramente sembrava la benedizione. Fabullo se l'è  goduta, perché ogni singolo giorno, anche in quelli peggiori, è stato fuori per più di due ore per volta sia la mattina che il pomeriggio. In qualunque istante riuscissimo logisticamente a farlo uscire, lì funzionava: anche a mezzogiorno se era pronto a mezzogiorno, bastava stare all'ombra e tutto andava bene.

Noi magari eravamo seduti sulle panchine tra i fiori appoggiati ai vecchi muri con delle facce da spettri, ma eravamo fuori a respirare e a non essere divorati dalle zanzare che neanche nelle paludi.

Ecco qui Fabullo che apparentemente fa il peppione, forse più che apparentemente, ma formalmente sta partecipando alla riunione dell'associazione che si occupa di tenere bello il villaggio incantato.

Lui c'era, con la bombola di ossigeno posteggiata lì, ma c'era ed era felice. Si è goduto ogni istante di luce di cielo e di aria. 



Anche noi. È stato innegabilmente più faticoso di qualunque uscita di casa che noi ricordiamo, ma siamo stati così contenti lo stesso. 

Ecco: non sempre, per intervalli che non bisogna conteggiarli nella loro lunghezza perché altrimenti il bilancio non tornerebbe mai, sarebbe un budget da non presentare a nessuno; ma in quegli istanti lì siamo stati pieni di contentezza

Buona Giornata. 


giovedì 3 settembre 2026

La finiamo lì.

 Da quel momento in poi è stato evidente che il giro dei liquidi stava funzionando: come sempre aveva ragione la Palliativista Santa Subito, il grande caldo degli ultimi giorni a casa lo aveva disidratato e dovevamo ritrovare la quadra, aumentando i liquidi, diminuendo la sudorazione, e la montagna da questo punto di vista funzionava benissimo. 

Nei giorni gli intervalli in cui faceva la pipì erano sempre più regolari e noi pian piano sorridevamo, io piangevo sempre meno, percorrevo la stradina fino al villaggio di sotto per intero, uscendo anche dal bosco, senza lacrime. La piaga che stavamo curando all'interno del gomito, ancora dall'ospedale, è passata subito con  quelle buone temperature. 

A questo punto però c'era l'ossigeno: eravamo saliti che non serviva più, lo avevamo tenuto perché l'affanno per il dolore era troppo, però continuava a servire. Ci chiedevamo anche se fosse una paturnia nostra, forse dovevamo semplicemente smettere di monitorare. 

Ma la verità era che l'affanno era tanto, le paturnie sono un'altra cosa, le teorie del "vedi le cose di cui hai paura perché esistono solo nella tua mente"  possono sicuramente funzionare in determinate situazioni in cui bisogna darsi una mossa; ma non era quella lì la congiuntura da prendere in considerazione. 

L'ossigeno serviva e basta. 

Anche perché se non glielo avessimo dato sicuramente qualcosa si sarebbe fermato, e un'infezione sarebbe arrivata: ci sembrava ragionevole che non avesse un focolaio perché andava non bene, ma neanche così male, nello stesso tempo però le antenne sono state all'erta, che voleva dire che stavamo attentissimi a tenerlo seduto tutte le volte possibili e immaginabili, senza tregua; e di notte stavamo con le orecchie aperte in permanenza. 

Quindi, sì, abbiamo sempre girato con la bombola di ossigeno a spalle. Un giorno l'abbiamo anche riempita troppo, che vuol dire come sarebbe da riempire regolarmente, e per fare 5 metri in salita abbiamo pensato che quell'ossigeno lì forse lo dovevamo prendere noi. 

A questo punto è arrivato il giorno della partenza, sempre con l'ossigeno, io ho pianto per tutto il viaggio tanto per portarmi sempre avanti. 

Siamo arrivati a casa e il caldo era nuovamente feroce; speravamo che questo discorso respiratorio fosse legato all'altezza, ed era probabilmente così: e quindi arrivati giù si sarebbe risolto tutto. Non si è risolto tutto, se non dopo dieci giorni. La palliativista  lo ha visitato e ha confermato che avevamo fatto tutto bene,, i focolai non c'erano. L'ossigeno serviva e basta. 

Così abbiamo ricominciato con la fisioterapia a manetta, metti su e metti giù per farlo respirare bene, i sensori che suonavano che li avrei presi a martellate, le orecchie sempre aperte. ce l'abbiamo fatta dopo 10 giorni. Chissà se il problema era l'altezza, che ci serviva ed era necessaria per le temperature ma 1500 metri per Fabio si confermano tanti e quindi dobbiamo sapere che è così e basta, e poi quando siamo scesi giù faceva troppo caldo. Oppure, sempre partendo dall'assunto che 1500 metri hanno un loro impatto, Fabio è peggiorato dalla polmonite di giugno e quindi ritrovare la quadra ha richiesto più tempo degli altri anni. 

Ma tutto questo è per dirvi che oggi abbiamo concluso le puntate delle cose brutte. 

Buona Giornata. 

Angela


mercoledì 2 settembre 2026

Arrancando.

 I primi cinque giorni sono stati paurosi: proprio nel senso di pieni di paura, l'incubo che capitasse qualcosa per cui dovevamo mettere il catetere fisso lì e poi gestire.

Nei primi cinque giorni Fabullo ha avuto ancora parecchi dolori addominali residui, per il male  respirava male,  una notte è stato  sveglio a piangere per ogni singolo minuto. Non abbiamo più dovuto svuotarlo dopo l'unica volta in cui l'abbiamo fatto il primissimo giorno, ma l'angoscia c'era sempre: c'era sempre peraltro un momento, che corrispondeva alla mattina, in cui passavano molte ore prima che lui facesse la pipì è impazzivamo per l'ansia. Ad un certo punto io nel primo pomeriggio partivo e uscivo di casa per andare a piangere, sulla stradina che porta al villaggio sulla stradina che porta al villaggio più basso, la sua prima parte è in mezzo al bosco e andavo avanti e indietro. Attraversavo il Villaggio Incantato con i piedi che si alzavano a fatica e l'aria affranta e stravolta,  e gli Amici Amatissimi scuotevano la testa e tacevano.

Poi, sulla stradina nel bosco, ad un certo punto Paulo Aimo Felice mi comunicava che la pipì era fatta a litri, allora io arrancando tornavo indietro.

E' venuta la dottoressa del Villaggio Incantato a vederlo tre giorni di seguito, perché , d'accordo con la Palliativista Santa Subito, bisognava capire se respirava male e serviva l'ossigeno perché c'era un problema  respiratorio primario o per la fatica data dal dolore .

Era una dottoressa molto giovane, gentilissima, che ci si è proprio messa senza paura. Fin dal primo momento ha detto che nei polmoni e nei bronchi non si sentiva niente, secondo lei il problema non era respiratorio; la seconda volta era peggiorato, era dopo la notte di grande dolore. Lei ha confermato che era molto più affaticato del giorno prima ma i polmoni erano liberi, lei avrebbe dato un antidolorifico in più, senza fare nulla riguardo alla parte respiratoria specifica. La Palliativiste Santa Subito, che ci badava dalle ferie, ha confermato che era d'accordo, altrimenti ci sarebbero stati altri sintomi. 

L'idea è stata buona e il giorno dopo è andato tutto meglio e la dottoressa lo ha confermato auscultandolo di nuovo.

Di lì in poi c'è stato il giro di boa, i liquidi sono tornati veramente in equilibrio, i dolori addominali sono scomparsi, io ho smesso di piangere sulla stradina. 

L'ossigeno lo abbiamo tenuto.

Fine della terza puntata.

Buona Giornata.

Angela

martedì 1 settembre 2026

In cima.

 Quando siamo arrivati in cima, con un viaggio liscissimo di un paio d'ore, la pipì non era fatta ma eravamo comunque così felici di essere lì. C'era il comitato d'accoglienza del Villaggio Incantato ad aspettare l'ambulanza, ha fatto strada lungo le stradine per farla festeggiare, avevano già scaricato il furgoncino di Paulo Aimo Viaggiatore e tutto era già in casa, e tutti avevano le maniche lunghe, e già solo quello sembrava un sogno. Fabullo aveva l'ossigeno per precauzione ma respirava bene, l'angoscia era davvero la pancia e basta.

Abbiamo percorso in barella quella che si chiama Via Grande del Villaggio Incantato, larga circa un metro e lunga circa venti, e Paolo Aimo Operativo mi ha detto che in casa ci attendeva una sorpresa.

Gli Amici Amatissimi del Villaggio Incantato hanno sorriso con aria saputa.

La sorpresa era la Stefy dei Monti olimpici che aveva passato il colle e cambiato valle , ci aveva portato da mangiare, sapeva tutto quanto della nostra angoscia, e ci ha abbracciato anche lei.

E poi ci ha badato tutto tutto il giorno con me che disfavo valigie e piangevo sempre come una fontana, Fabullo era felice di essere lì ma la pipì non era fatta e lui aveva tanti dolori. A questo punto lo abbiamo svuotato alle tre del pomeriggio perché non la faceva dall'alba e aveva già avuto male tutto il giorno prima, abbiamo tenuto l'ossigeno per il dolore, e poi non ho saputo fare di meglio che continuare a piangere.

Verso sera ha fatto una seduta di osteopatia con la Stefi  e poi ha fatto la pipì, e anche tutto il resto, e ci sembrava un sogno. Avevamo anche un pò di riscaldamento acceso, le felpe, non formicolavano i piedi.

Io ho continuato a piangere perché  diventava difficile smettere e la paura del futuro troppa.

Fine seconda puntata.

Buona Giornata

Angela

lunedì 31 agosto 2026

Per portarci avanti.

 Amici Amatissimi, che bello sapere che ci siete e che ci siamo,  che bello sapere che ci siamo pensati in ogni momento in questo mese. Ci auguriamo che siate stati nella contentezza il più possibile, non vi siate liquefatti al solleone, dicono che tanto poi ci abituiamo, quante storie; che non abbiate preso ciottoli di grandine che arrivano con la velocità delle schiacciate delle ragazze di Velasco agli Europei. Quanto abbiamo pensato a Boog guardando Cremona e alle Amiche sulle montagne del nord est.

Noi siamo un po' mortificati, genàti si direbbe da queste parti del profondo Nord Ovest, perché ci sembra di passare per quelli che non sono mai contenti e a cui vanno tutte storte. Però non è che vadano tutte dritte.

E non sono andate proprio tutte dritte.

Diciamo che ci sono state ore e ore e ore e ore e ore, ma tante ore di seguito, in cui la sottoscritta ha pianto senza tregua e senza possibilità di consolazione a lungo, per la paura l'angoscia la tristezza.

Poi ci sono state anche delle ore buone, dei quarti d'ora, delle mezz'ore.

Facciamo che come al solito partiamo dal peggio, è un po' lungo, soprattutto perché è iniziato ancora prima che l'ambulanza venisse a recuperarci per partire: sapete, noi siamo gente coerente, impostiamo subito una linea di condotta.

Sostanzialmente prima della domenica del viaggio era arrivata una nuova ondata di caldo paurosa.

Paurosa.

Il venerdì Fabio ha continuato a respirare bene come eravamo riusciti a raggiungere dopo la polmonite, ma si vedeva che era molto disturbato. Ad un certo punto aveva dei bei dolori addominali perché tutta la romantica attività intestinale non funzionava proprio bene.

Il sabato non ha fatto la pipì regolarmente, lo abbiamo svuotato due volte.

Ci mancava il respiro per quanto eravamo affranti.

Io per portarmi avanti ho cominciato a piangere.

La Palliativista Santa Subito era già in ferie e ovviamente ci ha badato lo stesso perché è Santa Subito, e ha detto che dovevamo partire comunque perché secondo lei Fabullo era solo disidratato per il nuovo arrivo del caldo, bisognava portarlo via di lì.

Postatelo via di lì prima che ricominci a respirare male, svuotatelo tutte le volte che serve, portatelo al fresco assolutamente, le previsioni per i prossimi giorni sono il Sahara umido.

E se poi non ricomincia a fare la pipì? Secondo me ricomincia, ma se state qui smette anche di respirare dignitosamente e si piglia di nuovo qualcosa di grave, portatelo via, svuotatelo via e se non riprende il giro cercate un infermiere che vi metta un catetere fisso e state lì comunque. E aumentiamo l'apporto di liquidi a 1200. 

Quindi quel sabato lo abbiamo svuotato due volte, perché nemmeno provvedendo a pratiche romantiche per espletare le funzioni intestinali usciva la pipì, aveva grandi coliche ed era molto disturbato, poi nella notte la pipì l'ha fatta.

La mattina avrebbe dovuto farla verso le 10, considerato l'apporto di liquidi,

Ma alle dieci è arrivata l'ambulanza come concordato, c'era la nostra assistente preferita che è brillantissima nell'aiutarmi a gestire Fabullo sulla barella, a girarlo al volo tutte le volte che è stanco.. Abbiamo messo l'ossigeno per precauzione visto che salivamo, però i valori erano sempre altissimi e quindi questo da questo punto di vista ci rasserenava.

Ovviamente durante il viaggio, che è durato circa due ore, la pipì non l'ha fatta, e aveva ancora evidentemente i dolori addominali dal giorno prima.

Io ho ascoltato la musica così non vomitavo e ho pianto tutto il tempo per portarmi sempre avanti sulla tabella di marcia.

I pianti sono finiti definitivamente mercoledì scorso

Fine prima puntata.

Amici amatissimi, vi abbracciamo e vi vogliamo bene.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 31 luglio 2026

Lo stesso.

Abbiamo paura che Fabullo tenga l'ossigeno tutto il tempo nel Villaggio Incantato, che vuole dire un fastidio per lui, una grande fatica da gestire, una grande preoccupazione perché significa che tutto può peggiorare. 

Abbiamo paura che tutto peggiori. 

Abbiamo paura di essere talmente stanchi da piangere spesso. 

Abbiamo paura di dimenticare a casa qualcosa di estremamente sostanziale. 

Abbiamo paura di passare più tempo in coda in farmacia che a respirare un filo d'aria.

Assodato tutto questo, ci andiamo lo stesso nel Villaggio Incantato, perché a fermarsi  con la paura non si è mai andati da nessuna parte. Proviamo a camminare, con la paura. 

Ci stanno aspettando e questo ci rende così felici. 

Vi abbracciamo Amici Amatissimi e ci chiediamo di pensare a Fabullo perché stia bene, ci fidiamo ciecamente dei vostri pensieri come sempre. Vi auguriamo giorni luminosi, ma non con la vampa come adesso, ma luminosi perché pieni di affetto. e ci vediamo a fine agosto.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 30 luglio 2026

Niente di metaforico.

 Sapete, i menischi ce li abbiamo tutti noi mammiferi umani. Solo che quelli dei calciatori della serie A valgono oro diamanti e platino. I nostri no.

Ma quello che è interessante è che i menischi sono dei cuscinetti che non sono solo quelli delle preziosissime ginocchia altrui, sono presenti in svariate articolazioni a fare appunto il loro compito che è quello dei menischi, di interposizione. Poi sono anche metaforici, quando uno fa da menisco tra un  babbeo e l'altro, per esempio.

Ma lasciamo perdere le figure retoriche per stamattina. La cosa importante è che i menischi ci sono anche nelle articolazioni temporo mandibolari, e ieri è arrivato il referto per le mie povere ossa craniche e tutti e due i menischi delle mie povere temporo mandibolari sono lussati.

Lo avevamo immaginato visto il dolore, il movimento a scatti, e tutto quanto, certo che speravamo di no.

Quindi cerchiamo di sopravvivere e appena possibile andrò a parlare con un'amica dentista per farmi consigliare su cosa fare per non avere troppo male, sicuramente per noi non sono percorribili le strade di strutturazione ortodontica più complesse: l'obiettivo è non avere troppo male, riuscire a mangiare anche se con modalità non semplicissime, evitare che l'articolazione si smonti completamente.

Per il resto, per non annoiarci,  abbiamo cambiato una Peg perché avevamo l'impressione che facesse male e la Palliativista Santa Subito ha detto chiaramente era meglio fare che procedere perché comunque era lì dal 5 maggio, era la stessa che era stata maltrattata in ospedale e che alla fine non avevamo cambiato, e dovevamo evitare ogni causa di dolore per limitare qualunque problema respiratorio. Abbiamo fatto bene a toglierla e a metterne un'altra, perché quella che c'era faceva veramente pena ed era vero che faceva male.

Tutto sommato non è stato così traumatico, per qualche giorno perderà ma per il momento non è drammatica e non si sta ulcerando tutta la pelle, eccetera eccetera.

Ieri è arrivato un nuovo piccolo saturimetro che abbiamo comprato per fare la controprova con gli altri le volte che non capiamo più niente, dovrebbe avere delle misure più compatibili con le dita di Fabullo, ed è pure a forma di giraffa, per cui speriamo non crei delle facce da bambino maltrattato che si appella alla convenzione di Ginevra: il risultato sperato è che tenga il dito fermo tipo 5 secondi.

Abbiamo procurato tutti i farmaci, anche quelli che speriamo di non usare.

Abbiamo iniziato mille azioni senza concludere una, come sempre quando le cose sono tutte concomitanti.

Fuori c'era una temperatura degna della foresta tropicale senza la componente pluviale, con un cielo grigio che ovviamente non portava proprio niente di fresco e liquido. Pauroso, la vampa.

Buona giornata.

Angela