martedì 29 settembre 2026

Pip.

Non sappiamo mica se ce la stiamo cavando bene, non lo sappiamo. 

Fabullo ha molti dolori, pensiamo addominali, diamo anche ibuprofene e tutto va un filo meglio, non siamo contenti di dare l'ibuprofene perché l'ultima volta che l'abbiamo somministrato in maniera sistematica per il ginocchio si è scatenato l'inferno con la peg;  stiamo parlando adesso di dosi molto più basse, per carità, e necessarie,  però siamo molto preoccupati.

Speriamo che con il passare dei giorni, l'antibiotico finito, la normalizzazione, qualcosa cambi, e che sia anche possibile togliere l'ossigeno: perché andava meglio, ma siamo tornati indietro proprio per il dolore.

Adesso vi racconto una storia di quelle del nostro Vicinato, una storia a cui tutti stiamo pensando senza proferire troppo i nostri pensieri, per il timore che il primo che lo dice è un babbeo.

Quando è cominciata questa sequenza di guai con Fabullo, a questo punto due settimane fa,  ad un certo punto, la sera, siamo andati a chiudere lo scuretto della porta a vetri della sua camera, che dà sul giardino posteriore, quello della mimosa e delle ortensie.

E c'era lui, scusate la foto poco artistica ma non siamo volontariamente usciti per non disturbarlo e l'angolazione per riuscire a riprenderlo è scarsa.

C'era lui, Pip.


Posizionato lì, ad un paio di metri da Fabullo.

Era estremamente carino. Abbiamo cominciato a guardarlo ed è precisissimo, lo vediamo la sera dopo le 8, dopo le 4 del mattino non c'è più, viene a riposare, in un posto sicuramente molto protetto e sicuro.

E qui cominciano i discorsi con il Vicinato, con blocco immediato dei passi quando tutta la storia viene sviscerata, braccia conserte per pensare meglio, schiene appoggiati al muro, per terra si posano borse di cuoio assai professionali, secchi di vario tipo, ceste, pedali che non pedalano, sguardi pensierosi e lontani.

Il punto è: è comparso solo adesso, ma magari non l'avevamo visto. Sì, magari non l'avevamo visto ma noi quel gesto lì lo facciamo tutti i giorni, e anche quella sera, la prima, abbiamo guardato fuori per caso, ma guardiamo sempre fuori per caso. 

E poi succede questo, che ci rende mutangheri, direbbe Montalbano: una delle sfeere peggiori, abbiamo realizzato che non l'avremmo messo nel suo letto Fabullo, perché c'erano troppe cose da fare, troppo urgenti, l'assistenza era troppo intensa, non c'era quel tempo lì di spostare bombole e cavi e tutto. 

Lo abbiamo deciso, e poi dopo le 8 siamo andati a guardare fuori, perché gli scuretti li abbiamo chiusi comunque: e Pip non c'era e non è arrivato. 

La sera dopo abbiamo rimesso Fabullo nel suo letto e Pip era lì che lo aspettava. 

Quindi stiamo tutti zitti, e ci atteniamo, come al solito, ai fatti. Prendiamo atto. 

Amici Amatissimi, se voi sapete chi è Pip, ditegli di continuare così. 

E se sapete a chi chiedere, astenersi perditempo, chiedete che Fabullo non abbia così male e che continui a fare la pipì da solo. 

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 28 settembre 2026

Non saprei.

Che si fa qui da noi.

In qualche modo si supera il fine settimana, che è sempre uno dei momenti più difficili dell'esistenza qui presente,  perché vanno gestite tutte le faccende che devono essere inesorabilmente mandate avanti per avere la garanzia di sopravvivere in settimana. Ogni minimo intoppo nell'agenda del fine settimana diventa una tragedia a cascata, che si ripercuote per un tempo imprevedibile, e anche improponibile a chiunque non possa comprendere.

Quando già si parte come noi di questi giorni la frittata è fatta, completa, quasi sempre anche rovesciata e da pulire.

Infatti, peraltro, tra le cose che abbiamo fatto, c'è stato  far precipitare a terra un flacone praticamente pieno di depakin, nella ricerca dei Bentelan, la cui dose era stata dimenticata ed ero quindi in ritardo: ditelo a Quelli Che Sanno che gli ho dato 0,5 di Bentelan mezz'ora dopo il previsto, diteglielo.

Dite anche loro che sono qui che li aspetto al varco.

Così c'era acido valproico e frammenti impercettibili e taglienti di vetro ovunque, e con ragionevole certezza diciamo che ci sono ancora.

Poi, presa dall'entusiasmo per lievi miglioramenti, mi sono permessa di mangiare un pezzo di mela, anche perché avevo una fame che non ci vedevo e non riuscivo ad organizzarmi in altro modo, e potevo sempre farmi furba perché pensavo mi si staccasse un pezzo di cranio frontale sinistro.

Siano benedetti sempre gli Amici Amatissimi che continuano incessantemente a portarci cibo gestibile.

Abbiamo gestito il calo dell'ossigeno per Fabullo, che sta andando benino, la Dottoressa ha detto che non c'è più un broncospasmo né rumore polmonare e tutto l'eventuale affanno, che non è eventuale ma abbastanza costante, è legato a dolori soprattutto addominali. Stiamo cercando di trovare la quadra tra ciò che combina l'antibiotico sull'intestino e ciò che combina il gastroprotettore. In conclusione, non quadriamo niente, sapete, tutto ha sempre una forma geometrica indistinta che si ravvoltola  continuamente su se stessa, in cui noi in qualche modo annaspiamo senza regole né chiarezza di cosa fare.

Diciamo che non ha più avuto le coliche micidiali della scorsa settimana e ci sentiamo dei signori. Vale sempre la regola che il bicchiere mezzo pieno in fronte fa tanto male.

Gestendo bagni farmaci e vetri per terra. 

Io ho ascoltato Vinicio e Dylan Thomas, che mi piace tanto perché è sconnesso come devono esserlo i pensieri più belli.

Paulo Aimo Affaccendato ha pensato ai rifornimenti delle farmacie e ha  zappato. Ha fatto un grande buco in cui pianterà qualcosa, e se non pianterà eventualmente raggiungerà la Cina a forza di scavare. 

È stata stesa una cesta da 9 kg di bucato che attendeva con grande pazienza. 

È stata fatta una grande discussione con l'azienda che fornisce il materiale per la nutrizione: tutto sommato non grande, nel senso che non si è protratta più di tanto perché la pazienza è molto scarsa. Diciamo che è stata una discussione molto determinata e abbiamo vinto noi nella definizione della fornitura. 

Abbiamo girato e rigirato Fabullo piangente per i dolori, sempre per dire che le coliche micidiali non ci sono state, ma le passeggiate in pianura le fanno gli altri: girato e rigirato senza sapere dove andare nel vero senso della parola. 

Ho dedicato anche minuti sparsi al buon Aleksej e a tutta la banda, quando Ivan ha cominciato a parlare della sofferenza dei bambini ho pensato una volta di più che in certi libri tutti è detto.

Lavato lenzuola su lenzuola perché quando Fabio ha i dolori suda come un matto e sia sempre benedetta la lavatrice. 

Mi sono scusata con la cenere sulla testa e i ceci sotto la ginocchia con una fondazione che ci ha iscritto ad un loro bando, che non vuol dire che ci dà i soldi, vuoi solo dire che ci ha iscritto, che ci ha mandato la stessa mail due volte e io quella mail non l'avevo mai trovata, mi sono genuflessa e hanno capito e non ci hanno escluso. Giuro che non era arrivata. Abbiamo quindi mandato al volo i documenti richiesti. 

Poi, non saprei. 

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 25 settembre 2026

Nessuno.

 Parlavamo di quando fare una quadriglia per ballare di gioia perché va tutto meglio, avevamo pensato a Natale. Per tenerci larghi; n realtà potevamo farci gli affari nostri. Avevamo anche detto che eravamo scesi sotto i due litri di ossigeno, potevamo doppiamente  farci i fatti nostri.

Ecco.

Avevamo detto che restavamo umili. Si vede che non lo siamo stati abbastanza. Fabullo ha avuto dei dolori addominali che abbiamo veramente temuto in una prima fase che ci fosse qualcosa di chirurgico, un addome acuto.

Poi, molto poi, molto molto poi, è andata meglio con il paracetamolo e con l'impacco caldo , quindi possiamo immaginare che sia stata una serie di coliche, da antibiotico, da stitichezza, da macrogocol per la stitichezza, da tutto quanto in sintonia.

Ore e ore e ore di pianti a tutte le ore.

Siamo risaliti sopra i due litri di ossigeno perché è troppo stanco, e speriamo che non venga fuori un ulteriore problema respiratorio primario.

A questo punto rimaniamo più umili ancora. Rimandiamo la guarigione al giovedì grasso. E non lo saprà nessuno.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 24 settembre 2026

La miniera.

Però io la voglio sapere la storia dell'assessore sul Golfo di Donna Paola, nel senso che voglio sapere chi la spunta: noi sappiamo molto bene per chi fare il tifo, con gli occhiali da sole e facciamo anche la faccia saputella, perchè sappiamo anche che Donna Paola la spunta. Sempre.

Su queste latitudini non marine, ripartiamo invece dai dati certi, non stiamo a fare troppo pensieri, che costano fatica preziosa,  lasciando perdere critiche della ragion pura, flussi di coscienza, fiumi sempre diversi e sempre uguali, astenersi perditempo: la Palliativista Santa Subito ha visitato Fabullo e ha detto che i rumori polmonari vanno effettivamente meglio. I crepitii crepitano meno; non so in cosa si trasformino, sussurri mantici sospiri. Fa niente, va meglio. E la Dottoressa altro che Santa Subito.

Quindi il cortisone lo stiamo scalando. L'altro dato certo è che siamo stati per molte ore con quantità di ossigeno al di sotto dei 2 litri,  e per tempi così lunghi non era ancora stato possibile nell'ultima settimana.

Poi vabbè: io ho pianto quattro ore all'alba perchè Fabullo si lamentava tantissimo e la sacca della pipì era vuota. Poi è venuto fuori che la pipì era un lago circondante Fabullo,  ed è per quello che era furibondo.

La quadriglia non la balliamo ancora, forse per Natale eventualmente. Per il momento restiamo umili e proseguiamo con i turni in miniera. 

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 23 settembre 2026

Estremi, pizze, ceste.

 Sempre Partendo dal fatto che nel peggio esiste il peggio del peggio, diciamo che non siamo nel peggiore peggio perché continuiamo a essere a casa nostra.

E non è una consolazione, è un dato di fatto; su quelli che sono i parametri delle consolazioni, delle gratificazioni, dobbiamo pensarci in un altro momento, quando siamo meno stanchi, di umore migliore, più pazienti con i filosofi.

Va detto però che qui invece dei filosofi compaiono Amici Amatissimi che materializzano nel punto consegna, perché in provincia si fa così, che ci sono le ceste, pizze fumanti appena uscite dal forno a legna e creme di cioccolato. 

Te l'ho fatta perché ti ho visto un po' provata.

Hai fatto bene, lasciami perdere.

Rimaniamo ai fatti perché è evidente che la lucidità è scadente.

Non stiamo ballando la quadriglia per la gioia, né sedendoci per gustarla tranquillamente quella pizza e quella al cioccolata. La mangiamo da in piedi, non è che rimane lì. Ma non siamo in ospedale. I due estremi sarebbero questo; in mezzo ci sono tantissime cose.

Ieri dovevamo cominciare a scalare il cortisone, ieri mattina la Dottoressa ha detto che la terapia sta funzionando e non aggiungiamo il secondo antibiotico per non sovraccaricare, ma il cortisone non lo scaliamo ancora. 

Va bene così, appunto, l'eventuale estremo che non ci piace lo conosciamo benissimo. 

Buona Giornata. 

Angela

martedì 22 settembre 2026

Pilota automatico.

 La situazione è apparentemente sotto controllo, e poiché siamo qui noi a gestire tutto quanto decidiamo che ci fidiamo delle apparenze.

Ieri eravamo talmente distrutti dai giorni precedenti, esausti e con una quantità di cose da fare che superava qualunque agenda della tanto brillante intelligenza artificiale, che abbiamo la certezza che l'eventuale controllo di cui sopra la situazione se lo procura da sé e non certamente solo per merito nostro.

Grazie ai farmaci, e al pilota automatico che manda avanti le cose, e basta.

L'unica richiesta che ho fatto è stata che chiunque passi di qui non mi deve togliere la concentrazione, sicuramente precaria per altro, ma interrompere un'azione risulta pericolosissimo, perché poi, a pensarci, non si sa più a che punto si era e dove si vada. Su ogni farmaco sono attaccati bigliettini con scritto a che somministrazione siamo, perchè compilare la tabella richiede troppo tempo e aumento la possibilità di errore. Servono troppi gesti: posa il farmaco, trova la riga, metti la crocetta. Se scriviamo direttamente sul farmaco stesso si economizzano le risorse, i secondi sono preziosi, ma l'attenzione lo è di più.

Ognuno ha i propri obiettivi in questa esistenza, nel nostro prossimo futuro ci auguriamo 10 minuti di seguito a leggere, i Karamazov ancora, per quanto mi riguarda.

Dieci minuti di seguito.

La situazione respiratoria non è tracollata e i liquidi sono a posto.

Il bicchiere mezzo pieno è un'arma molto pericolosa nelle nostre mani. Fa molto male sulle teste, giuro.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 21 settembre 2026

Che ci perdonino.

Venerdì mattina è andato tutto di male in peggio, due litri e mezzo di ossigeno fissi, Fabullo che piangeva come un pazzo con tutta la pancia bloccata per ogni sorta di uscita, affaticato da morire, bagnato fradicio di sudore che continuavamo a cambiare maglie e lenzuola ed asciugare i capelli.

Con l'aggiunta dei vomiti.

Io ho attuato le procedure di emergenza che erano lavare i miei capelli, preparare i documenti medici, essere vestita per uscire. 

Il Medico Santo Subito ha detto Finisco gli ambulatori e arrivo il prima possibile.

Quando è arrivato c'era appena stato un effetto microclisma, purtroppo neanche troppo cospicuo, per cui c'era il disastro totale e contemporaneamente una vomitata. Fabullo aveva già fatto il bagno completo, era pulito limpido e piangente, catini e asciugamani ovunque, io stavo cercando un balcone al piano terra da cui buttarmi.

Entro 20 secondi la diagnosi era fatta: polmonite basale destra.

Lo sapevamo, non poteva essere solo stitichezza del gastroprotettore, stava troppo male.

Per cui abbiamo iniziato tutto quello che c'era da iniziare ,

Il punto è stato: se riusciamo a gestirlo con l'ossigeno normale, senza gli alti flussi, possiamo non andare in ospedale, bisogna vedere cosa succede. L'altro aspetto sono i liquidi, perché al momento stava andando tutto male, ma provavamo a darci un po' di tempo. 

La giornata ha fatto paura fino alla fine: ho fatto diventare matti tutti quanti, tutti, ditene uno e io l'ho fatto diventare matto con la richiesta di pregare qualunque entità luminosa perché gli facesse fare abbastanza pipì.

Però a fine giornata la pipì c'era stata, la vescica non era bloccata, ma i liquidi usciti erano molto pochi rispetto a quelli entrati. Vero anche che era stanchissimo, con le energie tutte direzionate a respirare, una malattia importante in corso, una quantità di sudore che usciva che si poteva misurare in bottiglie.

Per cui alla sera gli abbiamo messo la sacca esterna per la notte senza fare cateterismi, perché tanto se doveva andare male non era quello che ci avrebbe salvato.

Eravamo pronti alla mattina a spiegare tutto e quindi a valutare insieme che andavano controllati bene gli elettroliti in maniera attenta, con esami continui, e quindi ci serviva all'ospedale indipendentemente dal fatto che l'ossigeno bastasse.

Non ci ricordavamo più se avevamo mangiato, se avevamo bevuto, più niente.

Ci siamo preparati a far passare la notte, io con i Karamazov, Paulo Aimo Storico con una roba sulla seconda guerra a Venezia.

Alle 11 Fabullo si è un po' svegliato e siamo andati a girarlo e non ci credevamo.

Non ci credevamo davvero.

Nella sacca c'erano 500 millilitri esatti di pipì, Fabullo si sentiva meglio e respirava più regolarmente, perché probabilmente aveva fatto spazio anche per il diaframma. 

Sicuramente i farmaci avevano cominciato a fare effetto e contemporaneamente la situazione non era troppo peggiorata. Dall'altra parte, secondo noi, tutti i pensieri degli Amici Amatissimi avevano lavorato mica poco. 

E siccome le cose non si possono dimostrare né in un verso né nell'altro, noi decidiamo di crederci e ci va bene così. 

Sabato mattina gli abbiamo detto di fare la pipì del mattino, dopo il primo pasto, perché comunque eravamo ancora abbastanza preoccupati: e la procedura è stata espletata: si era anche staccata la sacca esterna, per cui la pipì è andata così ovunque. E noi siamo stati felici. 

Felici. 

Felici di tirare via lenzuola e di riempire la lavatrice a 60 gradi. 

È importante essere persone semplici e accontentarsi di poco. 

Poi è arrivata la Palliativista Santa Subito per la visita: non era peggiorato niente, ma Fabullo aveva comunque un'altra faccia, il cortisone e anche un po' l'antibiotico stavano cominciando a lavorare bene. Tutti i liquidi si sono sbloccati ed era tutto regolare. 

Quindi ci siamo detti che non doveva capitare niente in 48 ore per avere una discreta certezza di stare a casa nostra. 

Per il momento siamo qui, affranti ma contenti perché potrebbe essere molto peggio.

E' stato visitato anche ieri e i rumori polmonari erano migliorati.

Ieri Fabullo ha compiuto gli anni. Che le Alte Sfere ci perdonino se non abbiamo festeggiato.

Voi pregate che faccia la pipì, che rappresenta l'incubo più grande. 

E comunque io voglio sapere cosa fa l'Assessore sul Golfo.

Buona Giornata. 

Angela