martedì 30 giugno 2026

Per San Paulìn.

 Ieri, per San Paulìn, abbiamo avuto una giornata assai estenuante. I valori  sono stati un pochettino meglio, un po' è il cortisone che stiamo dando, un po' i temporali non ci hanno raggiunto ma ci hanno permesso di tenere le finestre aperte due ore perché fuori c'era una lieve brezza, e quindi l'umidità in casa si è ridotta: la mattina, perchè il pomeriggio la brezza è finita.

Però verso sera sono arrivate due macchine per raffreddare e deumidificare, una con Tecnico e un'altra con un'Amica Amatissima.

I nostri medici hanno visitato Fabio e, visti i presupposti, sono stati molto contenti, hanno detto di lasciare perdere ogni valutazione in questo momento sul togliere o non togliere l'ossigeno, è troppo presto e basta.

Noi siamo terrorizzati, perché comunque tenere l'ossigeno è una fatica incredibile, oltre che una fonte di grande disagio per Fabullo.

I nostri medici hanno anche guardato il foglio delle dimissioni, in cui c'è scritto che Fabullo non aveva niente in pronto soccorso e la polmonite 5 minuti dopo in medicina. Sempre il Pronto Soccorso ha scritto che la saturazione era a 92 in aria ambiente, mentre noi siamo arrivati lì in ambulanza con 3  litri di ossigeno.

Per pietà galattica.

Io sono stata in enorme difficoltà di stanchezza, ho preso il caffè a mezzogiorno. Io che bevo il caffè non si è mai visto. Alle 14 la mia pressione massima era 89, un mal di testa da bomba a mano, i denti da lavare, i capelli da pettinare, la colazione da finire, la nausea indicibile.

Ho chiesto a tutti quelli che sono venuti ad aiutarci di non chiedermi una tabella di cose da fare troppo rapidamente, perché  non riuscivo neanche ad ascoltare le domande che mi facevano.

Ma siano benedetti tutti coloro che ci stanno aiutando, tutti voi, Amici Amatissimi.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 29 giugno 2026

L'impegno.

 Siamo stati dimessi, alla fine, sabato pomeriggio invece che domenica, perché nella notte la peg aveva cominciato a funzionare male e a perdere tantissimo: faceva male, la cute era molto arrossata, era una Peg da cambiare, era difficile infondere.

Il Medico Spaziale le ha pensate tutte, e poi ha detto: io sono allibito e mortificato, perché la situazione è paradossale, ma io questa mattina, che è sabato, non so chi chiamare per cambiare la peg, Perché ci sarebbe solo il reperibile per tutta l'ASL che fa questo lavoro, che potrebbe verosimilmente dire che Fabio è talmente complicato che questa procedura va fatta lunedì con la presenza di tutta un'equipe, perché quella stomia ha delle complicazioni che tutti conosciamo bene, e non si prende la responsabilità di cambiare semplicemente la sonda. Il paradossale è che io penso che voi a casa vi gestiate questa cosa e tutte le altre meglio che in ospedale e in questo momento di mettermi oggi o domani non cambierebbe nulla, quindi vorrei mandarvi a casa oggi. Il paradossale è che io penso che voi a casa vi gestiate questa cosa e tutte le altre meglio che in ospedale e in questo momento dimettervi oggi o domani non cambierebbe nulla, quindi vorrei mandarvi a casa oggi, perché avete un'assistenza medica continua che mi permette di fare questa proposta. È una cosa che è importante risolvere, perché Fabio ha bisogno di essere idratato, alimentato, e di prendere farmaci, se non la risolviamo in fretta sono guai. 

Noi siamo stati assolutamente d'accordo. 

Il viaggio è stato abbastanza impattante per Fabullo, per le temperature esterne, la temperatura dell'ambulanza. Siamo arrivati  alle 16 e avevamo 28 gradi , che sappiamo bene essere una cosa che mezza Italia si sogna in casa. 

Però 28 gradi umidi e Fabullo era affaticato, e quindi è stato necessario dare più ossigeno rispetto all'ospedale, poco di più,  da 2 litri e mezzo siamo passati a 3. 

Non sappiamo se per lo stress di viaggio o proprio perché qui faccia più caldo o perché doveva andare così. 

Certamente la situazione è estrema, per la prima volta in 11 anni che siamo qui, abbiamo i bagni, che sono sottoterra con una piccola finestra che dà su un Vicinato che non prende mai sole, abbiamo i bagni tiepidi. E' un dato interessante, con buona pace di coloro che negano i cambiamenti galattici, per bastiancontriaraggine o pigrizia mentale. 

Comunque alle 18 è già arrivato Tecnico per capire come aiutarci: e ci ha detto che avevamo sicuramente una situazione migliore a quella del resto d'Europa in questo momento, il problema è la situazione di Fabullo,  e quindi per noi può essere sufficiente scendere di un paio di gradi e togliere l'umidità; ci procura qualcosa di portatile e abbiamo già un buco nel muro come presa d'aria da utilizzare, sarà semplice. Lui ritiene che nonostante le dimensioni del soggiorno questa "piccola" cosa farà già la differenza per Fabullo. Adesso dobbiamo solo sperare che ce lo possa consegnare molto in fretta, perchè è davvero tutto troppo impegnativo. Tecnico qui di sabato sera secondo noi è tanta roba, sta nei Santi Subito, ma lo sapevamo già.

Tornati a casa la prima cosa che abbiamo fatto è stata lavare Fabio, per rinfrescarlo, e anche perché era assolutamente necessario viste le condizioni di vita in ospedale. 

E poi abbiamo pulito bene la PEG e cominciato ad utilizzarla in modo diverso soprattutto con la somministrazione dei farmaci, a dosi più piccole, tritati meglio. E la PEG non ha più perso, ieri mattina è riuscito anche a stare seduto, quindi il dolore interno non doveva essere troppo: per cui abbiamo rimandato il cambio per non infliggere un ulteriore stress. Ma siamo a casa nostra, è una cosa che, in emergenza, può essere fatta in qualunque istante. 

Amici Amatissimi, vi ringraziamo per tutto quello che avete fatto per noi tutti quanti, come sempre funziona, tra tutto: la speranza adesso è che pian piano possiamo scalare questo ossigeno, per quello che Fabullo ha passato speriamo che non sia ancora una situazione irrimediabile, ma lo scopriremo col procedere dei giorni. 

A noi è caduta addosso tutta la stanchezza e siamo delle larve,  in un momento in cui di cose da fare ne abbiamo proprio tante. 

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 26 giugno 2026

Con l'aria e le onde.

 Per forza i pensieri funzionano, non c'è altra ragione, quelli che arrivano delle montagne con l'aria sottile e quelli con le onde del mare del Golfo o dell'afa lungo il grande fiume e nelle città. Certo che funzionano.

Altrimenti non si potrebbe spiegare perché la settimana scorsa ci hanno detto che non stavamo certamente a ventilare uno come Fabullo, che non aveva niente, solo che non respirava più, e ieri invece abbiamo staccato gli alti flussi, siamo passati a quattro litri di ossigeno normale, e poi a tre.

Il Medico Spaziale ha detto che vuole vedere una stabilità, il suo obiettivo sarebbe visitarlo domenica mattina perché lui è di guardia, e, se tutto funziona, mandarci a casa, ovviamente con l'ossigeno, a fare lo svezzamento per i fatti nostri, in un posto più sicuro di un reparto in cui girano bacilli più grandi dello shuttle, sempre per rimanere in tema cosmico. E anche professionisti che mi consegnano 30 ml di roba dicendomi che lì dentro ci sono 10 farmaci di Fabio, sia quelli liquidi, sia quelli in polvere finemente triturati; ho fatto presente che è impossibile, perché io sarò anche una nota capra in matematica, ma in 30 ml basta fare le somme e i conti non possono tornare. C'è stata una discreta tensione, però non è stato possibile dirmi che ero cattiva e malfidente. Quindi il Medico Spaziale, a maggior ragione, pensa che sia meglio mandarci a casa il prima possibile, purché in sicurezza. E quindi anche oggi, Amici Amatissimi, procedete come solo voi sapete fare.

Ieri però ho detto a tutti che ero tranquilla sulla pipì e non avrei pianto tutto il tempo come una fontana.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 25 giugno 2026

Il Cinque.

 Il Medico Spaziale era molto contento dei risultati ottenuti mettendo seduto Fabullo, e ha abbassato ancora gli alti flussi dell'ossigeno. L'abbiamo rimesso seduto e ci è stato più di due ore. Il Medico Spaziale probabilmente oggi vuole provare a passare alle cannule con l'ossigeno normale, sicuramente tanti litri, ma non più concentrato. E comunque, per quanti litri siano, non saranno mai 40 al minuto come  con gli alti flussi. 

E poi il Medico Spaziale ha detto che andava bene e potevamo togliere il catetere.

E io ho cominciato a impazzire e a chiedere se era sicuro, e che io avevo paura, e pensate se la vescica si è paralizzata.

Mi hanno  guardato come una pazza, e il Medico Spaziale ha detto che Fabullo aveva avuto una bruttissima polmonite, con una grave disidratazione e cosa c'entrava la paralisi della vescica.

Così gliel'hanno tolto, l'hanno messo in carrozzina, e io sono diventata matta completamente.

Se non mi è venuto un infarto è stato tanto. Grazie a Dio non avevo cioccolato, perché altrimenti mi sarebbe venuto un addome acuto sull'istante, perforato e da operare in urgenza.

Ho fatto impazzire tutti per solidarietà.

Dopo poco più di un'ora Fabullo ha fatto la pipì, una valanga, io piangevo come una fontana, mi guardavano come una mentecatta, ma correvano come pazzi e non è che avessero tanto tempo di occuparsi di me.

Meglio così, perché altrimenti mi ricoveravano in psichiatria davvero. 

Il Medico Spaziale è venuto a battere cinque. 

Vale più che mai quello che dicevamo, Amici Amatissimi: non so cosa stiate facendo per Fabullo con  i vostri pensieri, ma vi prego con tutto il cuore di continuare a farlo. 

Vi abbracciamo. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 24 giugno 2026

Paziente e valutante.

 Amici Amatissimi, non so bene cosa stiate facendo, ma continuate a farlo.

Ieri per la prima volta abbiamo messo Fabullo seduto, e anche ridotto un pochino i flussi.

Ci è stato più di un'ora, felice, tutti erano commossi.

C'era un medico spaziale, che ha dato un bel giro alle cose : anche perché la situazione lo ha permesso, perché Fabullo è stato bravissimo.

Io l'ho mandato ai matti, il medico spaziale, facendogli le stesse domande un numero imbarazzante di volte.

Quindi voi lo state curando, giusto? Non gettate la spugna, giusto?

Il medico spaziale mi guardava paziente e valutante il mio livello di squilibrio.

Siamo stati così contenti.

Poi sono tornati i pensieri sul catetere, su come affronteremo l'estate.

Ma siamo stati così contenti in quel momento. Così contenti.

Il senso del sentire il cuore pieno, per una volta, di acqua di fonte.

Esplicitazione sociologica e organizzativa dei cambi di paziente in stanza: l'afflusso dalla rianimazione e dal pronto è continuo. Ad una dimissione corrisponde il successivo ingresso in meno di mezz'ora.

Quindi va avviata la procedura di sanificazione della stanza: viene chiamata l'azienda delle pulizie, magari è già in reparto, con il mocio sporco lavano il pavimento sporco, spruzzano una roba nel lavandino, apertura acqua per 3 secondi, idem nel water, sciacquone., voilà.

Sanificazione eseguita.

Buona Giornata

Angela

martedì 23 giugno 2026

La sociologia applicata.

 È ancora tutto molto impegnativo e tutto molto ancora all'inizio.

Sicuramente la terapia con alti flussi di ossigeno funziona meglio rispetto al giorno in cui siamo entrati. Gli alti flussi sono molto alti.

Abbiamo provato a ridurli e poi siamo nuovamente tornati indietro: È arrivata la mitica cacca lunga da antibiotico, sinceramente  prevista, a complicare tutto, perché il mal di pancia peggiora la saturazione.

Nella sacca del catetere cominciano a esserci i liquidi che servono, e voi pregate con tutto il vostro cuore tutte le Altissimi Sfere di tutta la Fondazione Galattica che quel catetere alla fine di tutto si tolga e basta.

Se per caso qualcuno vi risponde, approfittatene subito e chiedete anche se per caso sanno che male può avere fatto favullo in questo mondo perché non ci è chiaro. 

Notiamo che, per nostra fortuna, era un po' che non andavamo in ospedale, e il tracollo assistenziale si vede proprio bene: diciamo che stiamo toccando con mano soprattutto l'assistenza specifica alla persona, e tornano perfettamente tutti i discorsoni che avevamo fatto sulle figure professionali che vengono prese da qualunque lista di disoccupazione, per dire che si formano le categorie che servono, indipendentemente dalle competenze che poi mettono in pratica.

Sostanzialmente se non  fossimo  qui presenti, Fabio verrebbe talvolta lavato con qualche salvietta, anche quando è pieno di cacca fino in testa, giusto per essere romantici.

È veramente penoso.

Come fare la prova tangibile delle considerazioni sociologiche analizzate in teoria.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 22 giugno 2026

Assai.

 Alla fine la giornata di venerdì è stata un orrore, non si possono cercare tante altre parole. Fabullo è stato molto sofferente, ha avuto molti dolori addominali, non riusciva a fare la pipì, non si riuscivano a capire questi scambi di liquidi, aveva delle crisi epidettiche violentissime, piangeva tanto tanto. 

C'era anche un infermiera odiosa, veramente l'unica, che continuava a dirmi che durante ogni tipologia di procedura con lui dovevo uscire e io ho  detto che non mi muovevo di lì perché era rappresentavo l'unico tramite che avevano loro con lui, perché lui non parla e solo noi possiamo capirlo e in quel momento era presente solo io. Era come se fossi lui, come se fossi l'interprete. Se questa cosa non le fosse piaciuta, spiegata in questo modo, l'avrei messa per iscritto chiamando in causa le linee guida sulla disabilità in ospedale: purtroppo non sono ancora una legge definitiva, ma quella era tutt'altro che intelligente e non lo sapeva. Quindi mi ha detto piccata che sarebbe andata subito a parlare con la dottoressa, io l'ho lasciata andare, quando è tornata aveva la testa bassa e non ha più chiesto di uscire.

Alla fine abbiamo messo un catetere fisso, La dottoressa è stata carina e mi ha detto che Fabio in questo momento ha tanti impicci e se gliene togliamo uno è meglio, e quando passerà la malattia tutto si capirà in un altro modo, in questo momento è possibile che il grande stress dato dall'infezione compromette tutto. Non so se l'abbia detto perché voleva essere gentile con me o  perché lo pensava veramente. 

Alla sera poi, parlando con un'infermiera carina, perché sono tutte carine tranne quella là, sulla gestione dei farmaci abbiamo parlato della  del paracetamolo, che Fabio ha sempre in alte dosi quotidiane come terapia del dolore costante.

L'infermiera ha sbarrato gli occhi e ha detto che il paracetamolo non era in terapia, e a me sono venuti i brividi e ho spiegato che è una terapia del dolore assolutamente necessaria, che Fabio deve prendere, che è importante e prescritta dagli specialisti delle cure palliative esattamente come la terapia antipilettica è prescritta dalla neurologa, Anzi, le due cose erano anche strettamente correlate. Si è scatenato un discreto panico e alla fine la terapia è stata messa: però noi abbiamo a questo punto assodato con grande dolore che la giornata di sofferenze andava letta sotto un altro profilo.

Sostanzialmente tutto poteva andare male lo stesso, ma la terapia del dolore non è un'opinione, è sicuramente Fabio poteva stare un filo meglio di come è stato. In seguito è venuto fuori che non si erano sbagliati nel non inserirla, ma era stata una scelta determinata perché pensavano che le dosi indicate fossero troppo alte, che è vero.

Perché se uno avesse la febbre quelle dosi sarebbero effettivamente troppo alte, ma il presupposto è un altro, e sarebbe stato giusto parlarne con noi, che avremmo chiarito tutto e tirato anche fuori i referti con le relative prescrizioni della medicina del dolore, invece che prendere decisioni autonome. 

Noi pensiamo che questi siano dei medici veramente molto bravi, ma che è necessario cambiare parametri di pensiero riguardo alle persone come Fabullo: hanno altre esigenze, altri indici da considerare, altri tempi di recupero. 

Noi siamo molto addolorati.

Attualmente continua ad avere ossigeno ad alti flussi, anche se sta rispondendo anche abbastanza bene nel senso che non ha nessuna tipologia di crisi respiratoria, deve proseguire la terapia antibiotica come necessaria, ci auguriamo solo che vengano rispettati i suoi tempi di guarigione e non si getti la spugna dopo tre giorni .

E che alla fine di tutto tolga anche il catetere. 

Siamo assai preoccupati. 

Buona Giornata.

Angela