Tutti in questo mondo, checché ne possiamo pensare, dobbiamo cogliere l'attimo.
Perché è insito nella nostra condizione umana, questione più o meno accettata.
Il punto è per cosa si coglie l'attimo, in questo sta probabilmente la qualità della nostra giornata.
Nello specifico nostro, tale infinitesimo viene carpito, nell' intervallo di tempo in cui non abbiamo delle emergenze: questo ci consente di muovere passi per la casa, compiere azioni, dettare cose contemporaneamente, programmare il sistema nervoso centrale su svariate funzioni intercorrenti. Quando si è in emergenza tutto il metabolismo deve andare in una sola direzione.
E' la solita legge della sopravvivenza: quando si è in sicurezza si disegnano i graffiti delle grotte di Lascaux; se arriva T-Rex, si corre e basta.
Tutto questo per dire che ieri, perché era ieri e di emergenze per fortuna non ce ne sono veramente state, e il Medico Santo Subito ha confermato che Fabullo stava bene, abbiamo colto l'occasione per ripartire con quella benedetta crocetta sul codice delle attività diverse per l'iscrizione al terzo settore. Diciamo che non è così che uno vorrebbe trascorrere il proprio tempo: ci sono azioni indubbiamente poco intelligenti, ma che vanno fatte perché fanno parte della vita quotidiana, o perché portano qualcosa di molto bello: è la differenza tra avere 3 anni e 26 che fa sì che certi elementi salienti della quotidianità vengano portati avanti indipendentemente dal nostro desiderio. In questo caso mi sembra solo una babbea menata, ma è necessaria per la onlus e quindi s'ha da fare. Una crocetta: una crocetta ci separa dalla spedizione di questa corbelleria; non preparare bilanci, avere requisiti, rientrare nella legalità: una crocetta su un numero.
Ho ricominciato a spedire messaggi, a mandare mail, chiedendo cose del tipo: avete mica avuto occasione di pensare alla domanda precedentemente fatta, cioè quale codice devo inserire per concordare con la fattura di attività che vi allego?
La stessa identica domanda che non ha ricevuto precedentemente risposte.
Ogni tanto mi vergogno a rimandare le stesse domande. Mi sembra di dire che prendo atto che non abbiate capito, oppure di evidenziare quanto sono noiosa (fatto che però non è che possa proprio sconvolgermi, insangrinarmi, farmi sentire in grande colpa).
Però al momento di salvagente che mi dicono quale benedetta voce del menù a tendina devo barrare non ne sono arrivati.
Manteniamo la calma.
Anche perché non so bene cos'altro fare, come sempre.
Accidenti. Spero tanto che la quint'essenza dei burocrati la benedicano le Alte Sfere, perché io non ne sono umilmente in grado.
Buona Giornata.
Angela
