mercoledì 22 luglio 2026

Narrazioni e elucubrazioni.

 Riflessioni più o meno consone a ciò che porta la narrazione della disabilità e quanto essa sia utile: quelle grandi occasioni proposte che servono a mettere una crocetta su un'attività di progetto svolta. Bisognerebbe presentarsi con la faccia giusta, si fa quel che si può.

Trasformiamo le riflessioni più o meno consone in riflessioni intelligenti, è sempre interessante, ma soprattutto innegabilmente necessario, perché il materiale narrativo ormai supera ovviamente i pensieri, considerata qual è la facilità nel produrlo.

Narrare la disabilità è utile e necessario oppure no?

Ovviamente se ci chiediamo se porta a dei risultati più o meno immediati, allora potremmo lasciare perdere di parlarne già dall'inizio.

Soprattutto perché è fondamentale capire chi è il narratore e come vengono narrate le cose: se il narratore è il solito ente, a tutti i livelli, che per qualche motivo deve o vuole occuparsi di disabilità, perché è un'istituzione o perché è un ente che ha come primo obiettivo far vedere di essere utile a questo mondo, non fosse altro che per elargire fondi che vengono detratti dalle imposte, le cose vanno sempre prese con le pinze. Perché gli enti istituzionali , che della disabilità dovrebbero occuparsi, non è sempre detto che facciano una narrazione proprio sincera: altrimenti potrebbe venire fuori che il loro operato non è effettivamente efficace. E uno a quel punto potrebbe chiedersi ma per cosa esistete a fare. Solitamente però è tutto più raffinato: le narrazioni sono sincere, basta girare un po' i lati della medaglia, cioè finire il tutto con qualcosa di incredibilmente positivo e aulico, tipo fare emergere le grandi potenzialità delle singole persone, il valore dell'essere insieme, eccetera eccetera. Poi che dietro ci sia il nulla cosmico, a questo punto si nota meno.

Chi invece narra per farsi bello poi qualcosa fa, il problema è che fa sempre le stesse azioni per raggiungere l'obbiettivo, pardon, il target, che è  per l'appunto farsi bello: e se vai a scavare le categorie che ne traggono effettivamente un beneficio sono sempre e solo quelle che possono permettere l’obiettivo finale.

Lasciamo perdere questa tipologia di narrazione, ma dobbiamo imparare a distinguerla, per capire bene tutto.

Quindi, se la narrazione è concreta e sincera, se tocca i punti salienti senza polemica ma con oggettività, è utile e necessaria questa benedetta narrazione? secondo noi la risposta è sì, nel senso che rappresenta una delle poche forme di contropotere che si possano attuare. 

Scusate la dicitura di contropotere, perchè è pretenziosa, e fa anche pensare che effettivamente abbia grande impatto: però ci dobbiamo capire, in qualche modo. Sicuramente, la narrazione sincera,  dal punto di vista del risultato,  conta quanto il due di picche, ma resta comunque qualcosa di scritto , che può comunque essere tirato fuori dal mazzo. Comunque il due di picche a pinnacola lo conti, quando l'hai messo giù in tavola. Poco, ma lo conti.

Sicuramente, però,  il contropotere, chiamiamolo così in modo un po' forse eccessivo ma comprensibile,  può essere appannaggio esclusivo di Quelli Che Fanno, e non di Quelli Che Sanno: perché l'arte oziosa dell'affaccendarsi intellettualistico (o fumo senza arrosto) fatto da chi poi la mattina non si alza nemmeno per risuolare una scarpa o attaccare un bottone, non porta a niente: leggere Il miglioratore del mondo di Hermann Hesse del 1906, che lui dice proprio così, con quelle parole lì, probabilmente Quelli Che Sanno sono una razza con grandi radici nell'umanità.

Poi sapete, vale il solito discorso che si fa a Quelli Che Sanno: ma se ritenete che certe narrazioni  siano insignificanti e quindi non perdete tempo a leggerle, com'è che poi vi danno tanto fastidio. Nelle radici dell'umanità ci sono sempre anche i misteri misteriosi.

Buona Giornata.

Angela

martedì 21 luglio 2026

Il contorno.

 L'inizio mattina di ieri è stato di nuovo decisamente in salita, poi dopo la fisioterapia è andato tutto meglio, L'impressione è che incidano moltissimo i dolori soprattutto addominali. È andata molto bene perché la Palliativista Santa Subito è arrivata durante la fisioterapia, e ha potuto visitarlo in quella situazione e ha proprio detto che il problema non era respiratorio primario, certo che però se continuava a essere così affannato per forza lo sarebbe diventato: secondo lei era veramente un impiccio di pancia da antibiotico. È stato indispensabile che lo visitasse perché immaginavamo che fosse così, ma c'era anche il dato oggettivo che stiamo scalando il Bentelan e quindi va verificato che cosa sta succedendo. La Dottoressa ha detto che a questo punto però andiamo ancora più piano a scalare, anche se la parte respiratoria non è peggiorata.

Però ci sono sempre occasioni per cui ci sentiamo veramente benedetti dalla vita: per esempio quando è arrivato il cane Aster, grande grande, con una coda che andava alla velocità della luce, che ha baciato Fabullo a fine terapia con la delicatezza che solo queste creature sanno regalare.

L'altro dono è stato il comparire alla porta di un'Amica Amatissima con il casco in testa, perché è stata trasportata in scooter. Ma la bellezza della cosa è che è stata qui a contarcela, ed è divertentissima, con il casco in testa, perché non si toglieva più: Fabullo ha riso come un pazzo tutto il tempo e poi saturava a 99 con 0,25 di ossigeno. Giuro.

In teoria la nostra Amica Amatissima ha poi trovato qualche soluzione e non ha dormito col casco in testa. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 20 luglio 2026

Lo sappiamo.

 Stiamo scalando il cortisone andando molto piano, all'ossigeno andiamo dietro, e vediamo cosa sarà di tutto quanto:  come è sempre per ogni dettaglio, ma deve essere riconosciuto che l'impatto sulla vita tra il respirare o l'esito estetico dell'attaccatura di un bottone abbiano un significato diverso. Deve essere fondamentale dare il peso alle cose.

Ieri abbiamo avuto momenti in cui tutto è precipitato inspiegabilmente e poi siamo tornati in superficie: è abbastanza faticoso scendere in apnea verso torbidi fondali  e risalire al volo per prendere aria, si sente davvero la pressione sul torace di cui tanto si racconta. 

Quando le metafore funzionano alla lettera.

Una notte ci ha svegliato il rumore della pioggia dalle finestre aperte sulla via, sembrava la musica del Paradiso:  le ore di fresco non sono durate tanto ma sono state incredibili, proprio nel senso che non ci credevamo, non ce le ricordavamo più.

Oggi Fabullo verrà visitato nuovamente e vedremo come andrà.

Non siamo tanto preoccupati solamente per il doverci rassegnare a tenerci la bombola di ossigeno tra i piedi o a spalle: perché a questo mondo ci si abitua a tante cose. Ci addolora il fatto che lui lo tolleri pochissimo e, obiettivamente, il naso gli fa male.

Amici Amatissimi, come sempre non so a chi chiedete le cose tra le Altissime Sfere, ma voi chiedetele senza tregua, quante volte ha funzionato, lo sappiamo.

Grazie.

Vi abbracciamo.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 17 luglio 2026

L'importante è il nome.

 Ci sono vari fattori che vanno considerati: il lavoro continuo, dove la definizione di lavoro non è corretta perché presuppone dei requisiti giuridici che non esistono; invece invece la situazione di continuità vuol proprio dire continuità, sulle 24 ore. 

Il fatto che le temperature non siano proprio quelle di quando esistevano le mezze stagioni, sicuramente è colpa delle scie chimiche che cambiano il clima e probabilmente ci stanno anche controllando.

Così intanto che pensiamo alle scie chimiche, ed eventualmente anche ai microchip, non abbiamo il tempo di analizzare bene come va il mondo e di leggere qualcosa di intelligente. 

Aggiungiamoci il fatto che mi fa di nuovamente molto male l'articolazione temporo-mendibolare, solo quella, il mio povero cranio all'interno dell'orecchio sinistro, ma tanto tanto tanto tanto tanto. È un dolore solo articolare, su cui non bisogna farsi domande relative alla sua natura, ma è micidiale: questo significa che mangiare è una tortura, non ho tutto il tempo che sarebbe necessario per stare dietro all'alimentazione. Probabilmente il fatto è anche dovuto al fatto che non accendendo i fornelli per ovvie ragioni, se non per un insalata di pasta cotta alle cinque del mattino, si mangiano più cose crude che mi fanno male. Non le noci con il guscio, ma il melone piuttosto che i pomodori piuttosto che un pezzo di pane fanno impazzire dal dolore.

Alla luce di tutto questo, ad un certo punto Ieri è arrivata l'assistente di Fabullo, ci siamo sedute per fare il punto sulle cose fatte e quelle da fare, e a un certo momento le ho detto che non mi sentivo proprio tanto bene: e quindi la mia pressione massima era di nuovo sotto i 90 e andava bene stare seduti.

Così è stato importante mangiare al volo, ma riuscirci anche : così ho frullato i cetrioli lo yogurt le mandorle i ceci e anche il pane, che erano già comunque tutti pronti in frigo e in dispensa.

Ed è qui che volevo arrivare, non sulla mia poca prestazione atletica: che quella roba lì sarebbe la pappa per chi è senza denti.

Ma bisogna saperci  vivere in questa porzione della Fondazione Galattica: in un mondo in cui si cambiano i nomi alle cose a proprio uso, consumo e comodo, in cui l'eventuale amore per il proprio paese diventa odio per tutti gli altri, in cui lo scarso desiderio di fare il proprio dovere diventa un effetto sempre dei maltrattamenti subiti dalla bollatrice al mattino, e contemporaneamente il lavoro a progetto di chi si impegna per sopravvivere si chiama mettersi in gioco,  in cui l'asilo non è più l'asilo e sembra quello della definizione il punto vitale e non che costa uno sproposito,  eccetera eccetera, quella roba lì non è pappa per sdentati.

La chiamiamo gazpacho di cetrioli e ceci aromatizzato alle mandorle e al pane di segale.

Abbiamo tanto riso su questa storia con l'assistente e il Vicinato, e ci siamo sentiti tanto fortunati che nella vita non facciamo gli influencer, altrimenti ci toccava pubblicare.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 16 luglio 2026

Continuamente.

Ha fatto bene Donna Paola a non andare nel palco reale, sai che discorsi noiosi, non si può sempre portare pazienza e dare da mente a tutti. Ha fatto un'ottima scelta a lasciare che si arrangiassero senza la sua compagnia.

Fabullo è stato visitato nuovamente dalla Palliativista Santa Subito, che, nonostante tutto, nonostante fosse anche arrivata in un momento in cui era decisamente affannato, i rumori toracici li ha trovati migliorati.

Anzi: secondo lei, a questo punto, è evidente che non sono un focolaio vero e proprio ma una bella infiammazione con broncospasmo, per cui il miglioramento è sicuramente dovuto al Bentelan, ma l'antibiotico va preso comunque,  perché tanto prima o poi altrimenti qualcosa si ferma e il focolaio arriva. I discorsi sull'abuso degli antibiotici e i pasticci sul sistema immunitario sono tutti veri, ma non valgono per Fabullo.

La Dottoressa ha anche detto che dobbiamo portarlo a inizio agosto in condizioni cliniche stabili, perché Fabio deve andare in montagna, qui per lui non è fattibile, con tutte le attenzioni di questo mondo. L'obiettivo è che in montagna abbia guai gestibili, e la prospettiva proprio tranquilli non ci lascia, visti i precedenti del mese scorso.

Però lo sappiamo che sarebbe meglio, qui ieri ha piovuto qualche minuto, l'aria è diventata respirabile, ma veramente è stata questione di attimi e poi si è tornati ad una cappa spaventosa.

È tutto molto ma molto faticoso, e ci teniamo, come dire, a essere noiosi a ripeterlo, perché è fondamentale quando la fatica non è momentanea, ma  continua e senza tregua. Le prospettive cambiano.

Buona Giornata.

Angela 

mercoledì 15 luglio 2026

Di più.

 Sapete, io non credo che noi siamo bravissimi, è solo che nessuno a questo mondo, quando l'acqua si alza, smette di nuotare, tutto lì , anche se non è proprio un campione olimpico.

Le cose non sono precipitate ma non si sono nemmeno risolte, per cui abbiamo cominciato con l'antibiotico. Ha fatto fisioterapia e, mobilizzato bene, si è sentito molto meglio e i valori sono migliorati riducendo l'ossigeno: questo fa pensare che non possa essere niente di troppo grave. Noi speriamo che ce la caviamo a casa nostra, il concetto è quello lì; e che tra una settimana vada tutto meglio.

Sempre per il solito postulato che siamo dei sempliciotti che si accontentano di tanto poco, a questo mondo.

Ieri leggevamo le previsioni con le mitiche piogge sparse sul Piemonte settentrionale: chissà dove si spargono, ci siamo chiesti.

In compenso un bel pezzo di regione è già senza acqua e noi invece no. 

Siamo più stanchi di qualunque pensiero di stanchezza possiamo formulare. 

Io leggo l'investigatore svizzero Allmen, che ovviamente mi ha passato LA PAOLA, un po' mi fa tanto ridere e un po' mi fa venire il nervoso.

Paulo Aimo Pensieroso riguardo agli attuali tempi che corrono legge Sciascia, perché mai dimenticare ciò che esiste.

Fabullo ha riposato ascoltando Einaudi.

Ogni tanto arrivano delle botte di desideri di vita micidiali, sarà l'estate. Poi, da qualche parte, se ne vanno.

Pazienza.

Buona Giornata.

Angela



martedì 14 luglio 2026

Non è una scolopendra.

 Un po' uno ragiona razionalmente sugli sbarùf e la guardia media e alta,  però poi si sente babbeo, e di base preferisce pensare che sia solo la stanchezza. In più noi, ammettiamolo, abbiamo un brutto rapporto con le piaghe cosmiche che si inventano impicci inesistenti pur di non.

Solo che poi la concretezza esiste e gli impicci pure, e non sono quelli delle suddette piaghe cosmiche, quindi ieri mattina Fabullo era veramente troppo affannato, la Palliativista Santa Subito è arrivata di corsa, ha sentito dei rumori toracici, che non si potevano ricondurre a crepitii da focolaio, ma che fanno alzare le antenne alla grande, quindi abbiamo rimesso l'ossigeno stabile, dato il Bentelan, e atteso tempi migliori. Adesso dobbiamo capire oggi che cosa succede, se ripartire con l'antibiotico, e se la faccenda prende direzioni diverse.

A noi non sembra di aver sbagliato qualcosa e di aver fatto tutto con grande attenzione.

Chi può dirlo.

In più ieri non riuscivo più a gestire i sensori del suo saturimetro, quindi ho cominciato ad attaccare qualunque cosa per verificare, perché era tutto poco ragionevole. Sulle mani non li vuole più, dove può se li toglie e dove non può parte la sceneggiata napoletana che serve ancora più ossigeno di quello che è veramente necessario.

E sugli alluci non funzionava più niente, che non capivo più se erano i sensori, che peraltro ci danno con grande parsimonia e quindi non possiamo neanche sprecarli, o se si era fulminato l'apparecchio. Ad un certo punto ho fatto quello che non si fa, cioè metterli sul secondo dito del piede che normalmente non si usa: e invece andava bene. L'unica spiegazione è che sugli alluci, sulle unghiette, ci sia della colla che non riusciamo a lavare via e quindi non conduca più.

Comunque, c'è stato un momento in cui,  tra far tenere gli occhialetti, il caldo, il dispiacere, eravamo messi così, 2 piedi e 3 saturimetri, meno male che Fabullo è più bello di una scolopendra: giocateli al Lotto, Amici Amatissimi, che forse è l'unica cosa che possa avere un senso.



Buona Giornata.

Angela