giovedì 17 settembre 2026

Friggitura.

 Povero asino che cade, amiamo questi compagni di avventura con tutta l'anima, con le orecchie morbide e lunghe lunghe, facciamolo cadere solo per non fare quelli che la fanno lunga per non cogliere il punto.

Arriva la comunicazione dagli enti pubblici supremi che cambia il nomenclatore sugli ausili e anche i sistemi posturali personalizzati vanno tutti a gara: cosa vuol dire: che viene studiato un sistema posturale personalizzato su ciascuno; i bravi tecnici ortopedici lavorano con tutta l'equipe riabilitativa e ci mettono ore a elaborare ciò che è giusto e a preparare una proposta di preventivo con i codici corretti per ciascun componente del sistema posturale stesso. I non bravi ci mettono cinque minuti, la caduta dell'asino li titola a fare così.

Se questi sistemi posturali vengono messi a gara vuol dire che la proposta di preventivo viene presentata, inserita in un sistema dall'asl competente in cui va a gara, significa che non ci sono i prezzi ma solo i codici, tutte le aziende ortopediche partecipano e quella che vince per 0,1 centesimo prende il lavoro. Poi il lavoro stesso viene fatto basandosi solo sui codici e non sulla conoscenza del paziente, il quale a un certo punto riceve un sistema posturale personalizzato che può non andare bene : chi affronta queste cose dal punto di vista tecnico e riabilitativo, sa molto bene che non va mai bene al primo colpo, è impossibile. Impossibile per la natura stessa dell'ausilio, impossibile anche perché tra l'inizio e la fine della faccenda passano talmente tanti mesi che le cose possono cambiare per la persona,  che a quel punto però si ritrova un ausilio di cui non si fa nulla e, ripetiamo fino alla nausea, il sistema posturale è necessario prestare fuori dal letto. Non per prendere l'aereo, non per arrampicarsi in cima al Monte Bianco, solo per stare fuori dal letto. Perché tanto questi pazienti non possono accedere a mille altre situazioni che non sono previste per loro perché non esistono (non esistono le persone, non le situazioni, le persone sono invisibili).

Questo problema già c'era, con Fabullo lo abbiamo evitato più volte, grazie alla bravura di chi è tecnicamente preparato e che metteva i codici riconducendoli ad una categoria di ausili che non prevedeva la messa a gara: e non stiamo parlando di qualcosa di illegale; stiamo parlando della presa d'atto che questo meccanismo è profondamente ingiusto e malato, ci sono categorie di ausili che prevedono l'utilizzo di quei codici senza essere messe a gara, semplicemente le usiamo secondo il principio della riconducibilità. Il tutto prevede una profonda conoscenza della materia.

Adesso non sarà più possibile, o lo sarà con maggiore difficoltà ancora, mi sento di dire che si sfiora l'impossibilità.

Apriti cielo, è stata una notizia che è caduta dal cielo, che nessuno poteva prevedere, che nessuno poteva capire, pure le aziende ortopediche si sono offese perché facendo così rischiano di lavorare meno e di dover licenziare i dipendenti.

Ovviamente quando questa cosa veniva tecnicamente detta all'interno del grande gruppo di pensiero che presentava l'istanza di cui ieri,  si veniva sempre messi da parte con grande gentilezza.

Il perché è sempre facilmente comprensibile: certi gruppi di pensiero nascono da necessità di progettazione predefinite che devono mandare avanti delle cose che non sono mai strutturate per essere tecniche, ma estremamente filosofiche. Cioè per mandare avanti realtà che prevedono la presenza di progettisti e non di professionisti tecnici di vario tipo; questo perché bisogna scrivere che la progettazione raggiunge tantissime unità, se diventa un po' più costosa sembra meno efficace. Meglio friggere aria che fare le cose bene, così chi finanzia fa un figurone e solitamente fa lavorare sempre gli stessi, che sono quelli che potrebbero scrivere un progetto sulla disabilità, piuttosto che sull'inquinamento delle falde acquifere, piuttosto che sull'importanza del mattone originale sui camini d'epoca, con tutto l'agglomerato che gira attorno di comunicatori project manager e Dio sa ancora chi. Friggitura dell'aria.

Aggiungeteci poi che il problema del personalismo affligge la galassia e lo sappiamo. 

Per cui la conduzione di determinate iniziative deve prevedere delle stelle che non possono mai essere offuscate, nemmeno se dell'argomento in questione sanno molto poco. 

E quindi anche in questo caso la perdita di tempo è stata notevole, anche preventivata, vi dirò. 

Adesso ovviamente si scateneranno tutta una serie di riunioni in cui si dirà Ma guarda te  cosa è successo. Ma guarda te. 

E Quelli Che Sanno che non danno la parola a nessuno diranno anche Ve l'avevamo detto. 

Pietà. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 16 settembre 2026

Annunciazione!!!

Annunciazione Annunciazione, battuta di piedi e suono di tromba: oggi Nonna Roby festeggia il genetliaco. E, pronunciato con immenso orgoglio di tutti noi, la cifra da venticinquenne quest'anno non fa più nessuna paura!!! Grande Nonna Techno che ha anche doppiato il Capo sul bastimento e può raccontarlo!!!

Invece scusate se imperverso con gli argomenti miseri e noiosi: un po' fanno parte della nostra vita, e ci dispiace dirlo in maniera reiterata rovinando le giornate alla teoria del bicchiere mezzo pieno. I bicchieri  mezzi pieni esistono senza dubbio ma anche le miserie umane, beato chi può far finta di niente, gli auguriamo di non incapparci mai nelle trappole. E come già detto, uno dei grandi problemi della convivenza con le miserie umane sta nella sua ripetizione continua, perché c'è una differenza tra la battaglia e la guerra nella stanchezza quotidiana.

Quindi perdonateci la noiosaggine.

In più siamo in pieno Settembre Andiamo: che rimane appunto il mese in cui Quelli Che Sanno di tutte le risme e i livelli danno il meglio di se stessi con grandi titoloni del Si ricomincia si riparte noi ci siamo.

Quindi ve ne racconto un'altra un po' più lunga e ci prendiamo del tempo per farla poi continuare.

Dovete sapere che in un'altra boiata, in cui la onlus è stata coinvolta, si scriveva un'altra istanza sulle cure per la disabilità. La parola istanza è di moda come progettazione disseminazione iniziativa partecipata brainstorming.  In qualunque materia, quando leggete queste parole, scappate. Sono certa che ne conosciate altre, roba che se facciamo l'elenco altro che la Treccani.

Quindi in queste meravigliose riunioni si parla della prescrizione degli ausili: AperCrescere si è sempre permessa di aprire la bocca spiegando che all'interno dell'associazione ci sono molti professionisti sanitari di tutti i livelli che conoscono molto bene le indicazioni e le normative sugli ausili e rappresenta una delle attività che l'associazione finanzia di più, perché impatta in modo determinante sulla vita delle persone.

Il concetto proprio detto è: Scusate se ci esprimiamo in maniera tecnica, ma la competenza tecnica è indispensabile per capire dove sta il problema, e cioè che l'asticella si sta abbassando in ciò che non viene più prescritto.

Tutte le volte siamo stati ascoltati con la gentilezza dovuta ai mentecatti, a quelli che vogliono essere protagonisti, e alla necessità di riempire il tempo di parole, perché trattasi di un evento progettuale che deve avere una sua durata.

Alla fine di ogni discorso si viene ringraziati con condiscendenza e tutto torna indietro, per esempio con espressioni tipo : ringraziamo per l'intervento, questo problema si pone da sempre per gli ausili ad alta tecnologia informatica come i comunicatori.

Traduzione: non è vero che ne sapete qualcosa, comunque dobbiamo parlare noi, comunque è un problema che c'è da sempre e adesso cosa tirate fuori.

È vero che questo problema c'è sempre per i comunicatori ma il punto cruciale, eccolo qui nuovamente il mitico perno, è che l'asticella si sta abbassando a cose ancora più vitali: che fa pena dover dire che ci sono cose più vitali che comunicare, ma permettetemi di andare avanti e ci arriviamo.

L'asticella si sta abbassando ad esempio alla difficoltà di prescrizione dei sistemi posturali personalizzati, che fanno la differenza tra lo stare seduti e lo stare a letto, perché parliamo di persone che non possono essere messe su una qualunque poltrona, di persone a cui la difficoltà di imbarco in stiva sugli aerei di una carrozzina non gliene frega veramente un tubo, perché tanto sul sedile dell'aereo loro non possono stare seduti, fino a che non si arriverà a permettere loro di fare un viaggio sulla propria carrozzina, e quindi l'aereo non lo prendono. Vorrebbero solo uscire dal letto.

Risposta: ringraziamo e in effetti anche per i comunicatori è così.

Sì, ma il sistema posturale fa sì che la persona non stia allettata e che quindi non aumentino i ricoveri, le difficoltà per chi assiste, eccetera eccetera.

Ringraziamo per il contributo e mettiamo sull'istanza che tutto ciò che è ad alta tecnologia deve essere importante nella considerazione dei bisogni del disabile.

Pietà. Il nuovo ripasso dal via senza le ventimila lire.

Poi, però, casca l'asino.

Fine della puntata.

Buona Giornata.

Angela

martedì 15 settembre 2026

Lucidi.

 Cosa si fa quando si incappa nelle trappole? Prima di tutto si fa sempre come si può, ma la cosa sostanziale è rimanere lucidi.

Quindi il primo pensiero sarebbe scrivere una cosona e chiedere che la Onlus venga tirata fuori da questo coordinamento perché non si condividono gli obiettivi.

Però: è evidente che in quello stagno lì la onlus è destinata ad affondare, perchè i  santi in paradiso li hanno gli altri che hanno creato tutto. Il mitico valore da due di picche. Dall'altra parte qualunque progettualità fa i conti esclusivamente con le parole, i numeri, le apparenze.

Quindi all'interno di qualunque progettualità richiesta bisogna elencare le reti a cui si appartiene, che vengono esclusivamente lette come tali e nessuno va a verificare l'efficacia delle cose effettivamente portate avanti.

Quindi così rimaniamo lucidi: la onlus lì dentro rimane, ipocritamente, ma anche perché dobbiamo pensare alla pratica quotidiana della sopravvivenza delle piccole associazioni.

Parallelamente, si smette di perdere tempo: nel senso che si cessa di produrre documentazione per quel fine, di passare notti a scrivere istanze, che tanto è evidente che vengono cestinate 20 secondi dopo, e ci si dedica a qualcos'altro di più proficuo. 

E, soprattutto si dice la verità agli utenti che chiedono se valga la pena rivolgersi a certe realtà per ricevere aiuto: eccoci di nuovo al punto: che nel mondo dell'essere per essere, del progetto per il progettare, dell'ente fine a se stesso, quelli che non devono perdere tempo sono i beneficiari finali.

Poi bisogna sperare che esista qualcosa di più proficuo, ma l'unica strada è cercarlo senza sprecare energie in ciò che è inutile.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 14 settembre 2026

Il perno.

 Poichè a settembre andiamo, significa che ripartono anche determinate formalità più o meno utili per la Galassia.

Vi devo pertanto raccontare una trappola che non so se definire progettuale, socio assistenziale, legale, di rispetto per l'umanità. Però è una trappola.

Trappola nel senso letterale, non in quello complottista, che ci si rimane impigliati e non si va da nessuna parte.

È complessa da raccontare e anche molto lunga, cerco di farla il più breve possibile perché dobbiamo cogliere quello che è il punto vero e non tutto il contorno, che sarà lungo ancora per mesi, forse per anni con pochissimi risultati significativi. Nel contorno stanno anche gli attori, non sono significativi, credetemi: potrebbe essere chiunque, di quel mondo lì.

Durante tutto lo scorso anno la onlus è stata coinvolta in una serie di incontri per la definizione di un'istanza da presentare all'apposito ente pubblico  per la creazione di percorsi specifici per l'accesso dei disabili in ospedale, sia a livello ambulatoriale nei termini di tempi, modi, spazi;  che per i ricoveri, con la necessità per gli adulti di avere sempre a fianco una persona che conosce bene il disabile, e che è in grado di fare da tramite perché il disabile può non comprendere, non capire, non parlare, ma farsi capire dalla persona a lui cara che può fare da mediatore. 

Parliamo degli adulti sotto questo aspetto, perché i bambini devono sempre avere un accompagnatore presente in quanto minori.  La strutturazione invece di programmi specifici dal punto di vista dell'accoglienza terapeutica della disabilità vale sia per gli adulti che per l'età pediatrica. 

Pensando a come è andato banalmente l'ultimo ricovero di Fabullo, in cui sono stati dati i farmaci solo perché vedevamo gli errori e li segnalavamo, e veniva lavato solo perché dicevamo che non si poteva lasciare pieno di cacca in quel modo, mi sembra tutto molto chiaro. Come dire, meno male che eravamo lì.

Il punto però che dobbiamo considerare, e che è stato l'ingranaggio in cui si è inceppato tutto il discorso durante tutto l'anno, sono i disabili a cui destinare questa idea. 

Mi sembrerebbe saggio che ci debba essere un percorso personalizzato per tutti i disabili, secondo le specifiche necessità, al di là della diagnosi in sé. 

Fin dall'inizio non è andata proprio così: perché il percorso di come strutturazione richiesto all'apposito ente pubblico, responsabile delle aziende sanitarie,  doveva in realtà riguardare solo una categoria specifica di disabili. 

Permettetemi di usare la parola categoria senza che vi dica quale, proprio perché non va bene che parliamo di una categoria sola. 

E permettetemi anche di usare la parola categoria, così squallida, perché se ci mettiamo a fare i sofismi non ne usciamo vivi. 

Sostanzialmente in ogni riunione, in cui veniva definita l'istanza, e poi il suo perfezionamento, si partiva sempre da questa categoria e basta, e poi si arrivava, dopo mille discorsi, a dire che in effetti andava estesa a tutti gli disabili, che non andava bene andare a settori. Diciamo che, ogni volta, arrivare a questa ammissione era una conquista.

Io sono stata estremamente antipatica, ammetto, ma sono contenta. 

Il punto è che, ogni volta, riguardo a questo specifico argomento della destinazione dei beneficiari di tale istanza, si ripartiva sempre da capo, come se nulla fosse stato detto. Ripassa dal Via senza le 20mila lire. 

Dopo mille sollecitazioni e riunioni è arrivata una risposta dall'ente pubblico, che ovviamente deve essere perfezionata, ci sono tante cose da ribadire perché le modalità proposte non sono così congrue, ma la prima risposta è già qualcosa, per carità. 

Ma nella risposta dell'ente pubblico,  che propone la strutturazione di uno specifico protocollo da definirsi, che rappresenta un documento ufficiale,  è scritto chiaramente che riguarda quella categoria di disabili. 

Quella.

Sostanzialmente dopo mille parole, mille cose scritte, mille discorsi,  mille concessioni sospirate, la proposta che è stata portata avanti è stata quella iniziale. Ci dicevano che era stata cambiata e invece, sostanzialmente, non era vero. 

Ovviamente tutto può essere opinabile, per esempio si può dire che stiamo sempre vedendo del negativo dappertutto,  che tutto va semplicemente puntualizzato meglio, che siamo sempre i soliti disperati e depressi che si sentono umiliati e offesi, e delittati e castigati. 

Si può dire tutto. Certo che le cose scritte e i fatti restano.

Per cui la il documento ufficiale dell'ente pubblico parla in modo chiaro di  specifiche categorie,  e poi arriva la risposta del coordinamento dell'istanza: e visto che abbiamo frainteso la risposta dell'ente pubblico, oppure dobbiamo solo avere pazienza perché adesso si sistema tutto, obiettivamente l'ente pubblico doveva dare almeno un segno di vita da mesi e adesso ha messo su una comunicazione alla belle e meglio, sicuramente il coordinamento puntualizzerà.

Il coordinamento ha ringraziato, ha specificato che le procedure già in atto devono essere rese più omogenee su tutto il territorio, devono essere approfondite, devono essere perfezionate, ma non ha fatto parola dello sbaglio nella destinazione specifica di un programma di accoglienza specifica dei disabili in ospedale. Traduzione: il coordinamento ha apprezzato che fosse rivolta ad una specifica categoria di disabili perché è verosimilmente esattamente ciò che è stato richiesto.

Torniamo alla necessità iniziale di lasciare perdere i sofismi.

Non ve lo dico qual è la categoria di apparenti privilegiati perché non va bene: non perché poi si scatena la guerra dei poveri, cosa peraltro vera, ma perché dobbiamo arrivare al fulcro della cosa che non è la categoria in sé, che non è privilegiata, che non ha delle colpe per come vengono gestite le cose e nemmeno dei meriti in chi li propone rispetto ad altri. 

Poi è chiaro che, se i presupposti sono questi, la guerra dei poveri si scatena per forza: perché di base in generale le risorse stanziate sono inesistenti e si direzionano con la legge del più forte per vari motivi.

Il perno rotante  è l'obiettivo ultimo che forse va capito fino in fondo. 

Chissà cosa c'era di brutto, di sbagliato, di inefficace, nel coinvolgere tutti i disabili nella necessità di un percorso personalizzato.

Se fossimo dei malpensanti, se lo fossimo, ci immagineremmo che in tempo quasi zero uscirà un progetto bello e confezionato e già finanziato da qualche fondazione che illustra tale proposito, come se tutto fosse già stato pensato all'inizio della faccenda. Ma questo avverrebbe solo se fossimo dei malpensanti.

Poiché invece non lo siamo, ognuno si muove come desidera nella propria vita.

Io, per esempio, ascolto una bellissima canzone di Maldestro che si chiama Le chiavi di casa: e riguardo a tutta questa faccenda, mi trovo nella sua identica condizione di quando ascolta le nuove canzoni: e lascio a voi la possibilità di andare a verificarla voi quella condizione,  perché se ve lo spiego meglio LA PAOLA mi sgrida tanto.

Buona giornata.

Angela

venerdì 11 settembre 2026

Tra saggezza e bite.

Si, sta lì la saggezza:  pensare a quanto siano importanti gli incontri, anche quelli che veramente sono la cosa più inaspettata della galassia, siano essi la pioggia o persone con cui mai avremmo pensato di parlare. Qualunque sia il motivo, la causa determinante, la non causa, chi lo sa, qualche volta in questa vita serve un po' di fiato.

Ecco qual è, forse, la morale di tante cose, e beati quelli più intelligenti di noi che sanno sempre tutte le risposte.

In quei giorni lì l'altra questione era tutto il cinematografo legato alla lussazione delle mandibole, per cui siamo arrivati a risolverne una bella parte con l'osteopatia ma rimaneva il dolore a sinistra dentro l'orecchio che ha reso veramente difficile mangiare e dormire.

Se non altro in montagna si poteva pensare di mangiare roba cucinata, il punto era al limite cucinarla.

Al ritorno abbiamo finalmente sentito lo studio dentistico, dove non mi vedevano da decenni per ragioni facilmente comprensibili e dove ci vogliono bene. Hanno ascoltato tutta la storia e guardato la risonanza,  avevano scritto in fronte, tra la cuffia e la mascherina,  che potevo aspettare ancora un po' ma non l'hanno detto, per la ragione di cui sopra, che ci vogliono bene.

Quindi, allo stato attuale ho un bite da una settimana,  che da due notti riesco ad utilizzare per un numero di ore  importante, e che fin dai primi giorni comunque ha dato immediati i risultati sul movimento;  rimaneva il grande dolore a sinistra. Ho fatto una seduta di agopuntura, sempre allo studio,  perché i farmaci non funzionano e anche il Medico Santo Subito ha detto che bisognava provare  prima di passare a cose più cruente: tra quello e l'utilizzo del bite in modo molto prolungato mi sembra che vada un filo meglio. Per il momento serve sempre il cucchiaino e non si può passare alla Forchetta, il pane resta un miraggio, ma ci sono dei momenti di pausa dal dolore, che prima non c'erano.

È bello stare meglio, tutto lì. Permette di essere un po' meno stanchi.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 10 settembre 2026

La storia.

 Vi racconto ancora una roba bella, proprio nel capitolo bellezza di per sé e cose diverse dal solito. Perché sembra solo poesia fine a se stessa e sofismo individualista, ma in realtà fa parte della vita di Fabullo.

Poiché finalmente qui è arrivata la pioggia dopo questi giorni nuovamente feroci, vi racconto che i primi giorni cupi e senza sbocco apparente in montagna hanno però avuto anche lì la benedizione dell'acqua, in qualche momento, che non vedevamo da settimane, che sembrava un miracolo dopo i lunghi giorni senza aria in casa e brucianti fuori. In uno di quei giorni sono appunto uscita  arrancando e piangendo e attraversando il Villaggio per andare nel bosco, con il groppo al cuore della pipì che sembrava non arrivare.

Poi Paulo Aimo Operativo mi ha comunicato che era tutto a posto, pipì più del Chisone e lavatrice già attaccata.  E in quel momento il cielo, che non era azzurrissimo si è chiuso e ha cominciato a gocciolare: Paulo Aimo Operativo mi ha allora  detto che Fabullo era lì che ascoltava la musica della pioggia. Io ero lì che la vedevo e mi sono messa sotto un pino, era incredibile non avere caldo, essere bagnati, sentire quel profumo.

Metaforicamente il cuore si lavava da tutto, e la pipì era fatta a litri.

Ascoltavo i tuoni in distanza perché per fortuna il temporale non era sulla mia testa, il pino era un grande e generoso ombrello.

Poi però il tintinnio è diventato uno scroscio, non pericoloso, ma quell'ombrello lì non bastava, e neanche quello di fianco, e neanche quello di fianco ancora, per cui è stata necessaria una bella prestazione atletica per tornare, tenendo conto che avanzando non mi ero comunque allontanata molto in quanto arrancante.

Quindi sono rientrata nel Villaggio, percorso una scaletta ripida, arrivata nella piazzetta della fontana in alto, una bella fontana di quelle antiche ed esagonali con i bracci di ferro battuto i fiori.  E c'è un prete , proprio vestito da funzione con un'ampolla che stava riempiendo.

Il mio primo pensiero è stato che cosa Accidenti ci faceva un prete lì, c'è una chiesetta di culto cattolico nel Villaggio, in cui viene detta una messa la domenica pomeriggio e basta, Non mi era mai capitato di incontrare il sacerdote vestito di tutto punto, peraltro alla fontana; l'altro pensiero brillante è che mi sono chiesta se le ampolle si riempiono alla fontana, ma poi ho lasciato perdere.

Per cui c'era la scena del prete che si volta e mi vede senza senza fiato per la corsa, in cima ad una scala ripida, bagnata come non mai, con gli occhi ancora gonfi per i precedenti pianti convulsi . Non si è spaventato e non ha chiamato la neuro.

E mi dice: Ciao, che bello la pioggia, quanto ci è mancata. Io mi avvicino, secondo me ha pensato che fossi completamente matta, ma probabilmente non pericolosa perchè è stato tranquillo e gli ho detto: Senta  (stavamo in un villaggio di forse dieci residenti, in mezzo alle montagne, con nessuno intorno a noi in quell'istante, qualunque cosa dicessi educatamente secondo me andava bene. Peraltro la faccia da fulminata salvava tutto).

Il mio pensiero è stato che quel giorno lì le cose stavano andando per versi incontrollabili e andava bene così perché andavano bene.

E quindi :

Senta, preghi Lei per mio figlio perché io non ce la faccio più.

Così, senza spiegazioni.

Lui è stato zitto e poi mi ha detto che dovevo stare tranquilla e lo avrebbe fatto ora perché stava per dire la messa per gli scout.

Spiegazione del mistero dell'apparizione lì, in effetti c'era il campo lungo il torrente.

E bon, Fabullo aveva fatto la pipì, aveva ascoltato la pioggia, io l'avevo presa in testa ed era bellissimo,  eravamo più tranquilli perché anche quel giorno l'avevamo sfangata, poi è tornato il sole e siamo usciti.

Secondo me è una bella storia fabullica.

Qui il gastroprotettore ha fatto veramente effetto, ci sono ancora delle nausee e dei conati ma va tutto meglio, è stato visitato e l'aspetto della fatica respiratoria da malessere è rientrato.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 9 settembre 2026

Buone notizie in altitudine.

 Poi tra le preoccupazioni multiple sono arrivate delle notizie che non erano dipendenti dal posto in cui ci trovavamo, ma hanno alleggerito non poco la situazione. E hanno reso il luogo ancora più caro, perchè i ricordi degli avvenimenti hanno un significato nella luce che si dà alle esperienze.

Perché uno dei problemi era che dovevamo rendicontare un progetto della Onlus che richiedeva ancora una spesa di duemila euro che non erano proprio semplici da tirar fuori così: e una delle notti più fonde,  prima dell'alba, è apparsa la notizia che erano arrivati €6000 ,che avevamo anticipato da un'altra progettualità e che sc avevano finalmente rimborsato. Alto che sospiro di sollievo, roba da ballare 24 ore di seguito ad averne avuto il tempo.

E pochi giorni dopo è arrivato il 5 per mille, quello su cui non contavamo perché c'è stata la sovrapposizione dell'iscrizione al terzo settore, avvenuta in ritardo rispetto alla pubblicazione delle cifre erogate perché l'ufficio regionale aveva comunque risposto in ritardo rispetto ai tempi stabiliti dalla legge, perchè hanno avuto troppe richieste. Quindi noi contavamo che questo benedetto 5 per mille lo avremmo preso se andava bene a dicembre, e eventualmente addirittura il prossimo anno.

E invece è arrivato ed è stata una notiziona di Ferragosto.

Anche perché sono stati 9670 euro, fatto mai accaduto, che ci mette in discreta sicurezza per il prossimo anno, quando non abbiamo nessuna progettualità stanziata in questo momento.

E qui, Amici Amatissimi più di 9000 volte grazie perché per almeno 8.999€ il merito è tutto vostro.

Vi abbraccio fortissimo. 

Qui, dopo l'altra notte  di grandissimi dolori e pianti continui e vomiti e necessità di fisioterapia respiratoria notturna, stavolta è andata meglio, Probabilmente il nuovo gastroprotettore sta funzionando di più. E adesso però speriamo che passi, perché è tutto molto faticoso e anche molto delicato.

Signora mia, è perché lei non gli dà le tisane allo zenzero e limone. 

Certo. E le Alte Sfere non mi danno abbastanza pazienza per sopportare Quelli Che Sanno.

Buona Giornata

Angela