Allora: oggi non
andiamo dal tecnico per sistemare i tutori perché dovremmo, probabilmente,
lasciarli lì. E domani abbiamo l’appuntamento con la dottoressa per le
scartoffie, cioè il collaudo: per cui dobbiamo averli con noi, ‘sti tutori, per
portarli all’asl. E poi giovedì torniamo dal tecnico per vedere il da farsi,
che l’asl faccia che firmarli o no. E intanto, all’asl, parliamo di carrozzina
e tutorino per il braccio. E’ la storia infinita, davvero. Anche se all’asl
sono stati rapidissimi: la prescrizione era arrivata in meno di 10 giorni,
telefonata ieri e appuntamento domani. Stavolta si è decisamente perso il
tecnico.
Poi, quando tutto filerà liscio sotto tutti i versanti,
quando una cosa andrà d’accordo con l’altra, magari faremo, non lo so, una
festa; lo pubblicheremo a caratteri cubitali, quelle robe lì.
O, semplicemente, andremo a dormire con il cuore leggero: e
quindi riusciremo anche a dormire senza pensieri; e quindi ad alzarsi la
mattina in condizioni dignitose: non che a quest’ora sembrano già le undici e
tre quarti di sera, per lo meno sulle spalle. E sulle rughe della fronte. E sui
piedi che sembra abbiano scalato almeno almeno il colle dell’Assietta.
Anche perché questa organizzazione di appuntamenti qua,
detta così sembra semplice: in realtà è costata un giro di telefonate iniziato
alle 9 e finito alle 15.30: il tutto senza perdersi, senza dimenticarsi di
farle, senza mettere i pensieri in vacanza altrimenti addio.
Insomma, che piaga, lo so. Poi mi passa un pochino: nel
senso che adesso abbiamo alzato Fabu e quanto meno uno il tempo di fare il
noioso non ce l’ha più!!!!!
Buona giornata.
