È vero, che San Giovanni sia! Quest'anno a Torino per forza in sordina, niente falò e Farò, che è il falò di buon auspicio, figlio diretto di quelli del profondo nord ovest che si facevano sulle colline per risvegliare la terra. In sordina giustamente, perché va tutto meglio, ma non ne siamo ancora così sicuri che vada liscia. E la festa per le strade, se poi non va liscia, sarebbe un gran guaio.
E quindi buon San Giovanni a tutti, soprattutto agli Amici fiorentini, grandissimi Amici.
Noi abbiamo inaugurato l'epoca del Fabullo chiuso in casa al fresco, perché fuori le giornate sono roventi. E sempre fortunati a dormire coperti. Per fortuna la mattina all'ombra funziona ancora bene, per cui vetrate aperte per accumulare aria pulita per tutto il giorno. E poi bagni seminterrati tra i muri spessi che non verranno più chiusi fino all'autunno, con aria che circola sempre dappertutto, quindi fortunati due volte. Fabullo si stufa assai, è vero, però come sempre, freddo o caldo che sia. Forse quest'anno un po' di più, perché, per forza, non c'è il passaggio dei saluti rapidi di chi mette dentro la testa per qualche minuto, che per Fabu era la formula giusta per godersi la compagnia senza stancarsi, e quindi godersela sul serio.
Insomma, esercitare la pazienza. Uhhhh, ma brava Signora Mia, si diventa zèn perché la vita è un percorso, dicono Quelli Che Sanno Non Pervenuti: o forse non abbiamo capito, sono qui per fare i filosofi, mica per erogare i servizi.
Zèn o non zèn, oggi i compagni di Fabu fanno l'esame. Quindi, respirare, godersi l'arietta del mattino, ascoltare galline allodole ghiandaie e piccioni e gazze più tanti che non so. E fermi lì.
Buona Giornata.
Angela

