venerdì 30 gennaio 2026

Il permesso.

 Per descrivere la mattinata di ieri, fino a più o meno le 13, vanno pensati tutti i tipi di aggettivi che siano legati ai pezzi che si staccano: è stata una mattina straziante, lapidante, dilaniante, lacerante, frantumante.

Il tutto va applicato a carni ossa e tessuti vari presenti nel corpo.

Con al di sopra e intorno un'atmosfera di piombo che stringeva più forte di qualunque morsa.

FaBullo intontitissimo, addormentato in una maniera così profonda che non sapevamo più cosa pensare.

Io ho chiesto pietà e il permesso di piangere tutta la mattina. Voglio procedere con tutte le azioni che vanno compiute ma intanto, contemporaneamente, Lasciatemi piangere.

Con i singhiozzi e i ragli.

Alle 13 semplicemente si è svegliato e, dietro precisa domanda, ha risposto che stava bene. Trullo, con gli occhi grandi e luminosi.

Probabilmente doveva semplicemente recuperare la giornata precedente piena di tremori crisi epilettiche nausea e vomiti .

Ieri non c'è stato più nulla di tutto ciò, ovviamente non abbiamo capito se si sia trattato di un virus fulminante nel suo passaggio o di un fastidio legato all'aumento del farmaco contro la stitichezza .

Ieri pomeriggio quando il vento è cambiato, la luce è tornata, la morsa allentato la presa, io ho chiesto il permesso di continuare a piangere per il sollievo.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 29 gennaio 2026

Niente molecole di panna cotta.

Qualunque azione  contemporanea di un'altra azione, sincrona e coordinata  (no, vabbè, parlando di coordinazione ho esagerato, chiedo assolutamente venia e perdonanza) è stata sospesa poiché Fabullo vomita, e quando non vomita ha la nausea continua con gli spasmi e i conati. È spossato, vorrebbe riposare, ma sta con gli occhi sbarrati in attesa del successivo attacco di nausea che arriva puntuale a intervalli ravvicinati.
Non sappiamo se sia un virus, però non ha nient'altro, e quindi ci fa un pochino pensare; oppure un effetto dell'aumento del farmaco antagonista degli oppioidi per gli stitichezza. L'aumento è stato infinitesimale, ma Fabio è Fabio e magari crea degli spasmi addominali di per sé non troppo rilevanti, ma che danno fastidio allo stomaco.
Chi lo sa.
L'aumento è stato per intanto annullato per decisione unanime dei medici con votazione palese.
Quindi le azioni eventualmente sincrone sono state sostituite dalla posizione seduta continua di fianco a Fabullo, intervallata dalla posizione in piedi di fianco a Fabullo, alternata alla posizione in piedi chinata verso Fabullo.
Insomma, le attività sono diventate più omogenee.
Ma non la consistenza  delicata che ne so, della panna cotta, del bunèt, o del caramello. Propendo per il solito e noto pantano vischioso. 
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 28 gennaio 2026

Basterebbe la crocetta.

 Siamo ripartiti non so se a spron  battuto, perché la necessità continua di interrompere qualunque lavoro non ci permette in realtà grandi sprint, non si fa proprio in tempo a prendere la rincorsa: diciamo che siamo ripartiti a procedere sempre sempre sempre, e, quando le mani sono occupate in altro, procediamo lo stesso con la pianificazione mentale e le dettature.

Essendo gennaio, stiamo preparando la mitica rendicontazione per il giudice per gli ingenti fondi destinati a Fabullo: stiamo facendo tutto bene, solitamente viene approvata in tempo zero, senza mai ulteriori richieste. E' tutto specificato fino all'ultimo centesimo, con meravigliose tabelle colorate che indicano entrate uscite e voci, qualunque insignificante dettaglio viene descritto.

Manca ancora un documento che la banca non ha ancora fornito e poi passeremo tutto alla nostra Autorevole Autorità che procede per noi con il tribunale.

Sempre contemporaneamente, stiamo procedendo con la rendicontazione di due progetti per la Onlus, che o non ci danno un accidenti per anni interi, o bisogna fare tutto insieme: che non vuol dire che ci diano i fondi ora,  vuol dire che dobbiamo prima rendicontare. 

Ulteriormente contemporaneamente, seguitiamo  annaspando con la mitica iscrizione della Onlus al leggendario registro del terzo settore, che infiniti impicci addusse a tanti piccoli enti  tipo  noi. È tutto fatto, anche perché la verità è che la nostra documentazione era già a posto anche prima di questa fiabesca riforma, quindi basta compilare e allegare.

Potrei avere già spedito la richiesta. 

Potrei spedirla in questo stesso istante.

Salvo che.

Nessuno comprende in quale Codice Istat inserire le attività diverse eseguite dalla Onlus, le quali attività non sono da considerarsi commerciali perché apportano pochi euro ma vanno specificate perché presenti in bilancio.

Bisogna mettere una crocetta su un menu a tendina, e nemmeno uno ci sa dire in quale casella. Essendo una classificazione Istat, lo abbiamo chiesto all'Istat, il quale Istat ha risposto:  è vero che è una classificazione  dell'Istat, ma bisogna chiederlo all'Agenzia delle Entrate.

Diciamo che, ad averne il tempo, uno si metterebbe a strillare.

La crocetta dell'attività diversa dell'Istat nel portale dell'Agenzia delle Entrate. Già solo detta così si capisce l'intelligenza della faccenda.

Buona Giornata.

Angela

martedì 27 gennaio 2026

I progetti futuri.

 Amici Amatissimi, anche questa volta non so cosa stiate facendo esattamente, ma sta funzionando, quindi continuate imperterriti come solo voi sapete fare, puntigliosi.

L'allarme sta assolutamente rientrando, è assodato  e da noi accettato  che tutto parte da un impiccio intestinale, probabilmente neanche troppo complesso.

L'impiccio è accettato nel senso che stiamo respirando con maggiore ampiezza toracica,  e non stiamo pensando a catastrofi imminenti, sempre contestualizzate per noi, ci mancherebbe. 

Stiamo aprendo il cuore ad un po' di leggerezza, al punto che Paulo Aimo Propositivo ha deciso che quest'anno non seminerà più l'erba perché non ne vale la pena, tutto verrà coperto da rosmarini gaure lavande e robe varie che  sopportano meglio la siccità. 

Il Vicinato è d'accordo con noi, annuendo silenziosamente.

Questo significa che stiamo addirittura facendo progetti per il futuro, ognuno c'ha i propri, di progetti, sempre contestualizzando,  come si diceva poco fa. Noi lasciamo perdere il prato e piantiamo qualcos'altro.

Quindi non diciamo niente in modo che tutto passi in modo poco appariscente, prima che qualcuno se ne accorga;  e voi andate avanti così, che siete sempre la nostra carta vincente. 

E quindi vi abbracciamo sempre. 

Oggi, come giorno simbolo che deve essere tutti i giorni ma oggi di più, siamo convinti anche noi nel dire che non bisogna dimenticare: perché dimenticare qualcosa di terribile diventa poi una scusante per far finta di nulla in ogni quotidianità, nel dire che finché le cose non ci toccano va tutto bene, nelle nostre tiepide case. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 26 gennaio 2026

Interpretare.

 Venerdì abbiamo faticosamente e pian piano rivisto spiragli luminosi. A raggi. A fasci. Mica tutto insieme, il sole. 

 Il malessere che Fabullo aveva evidenziato giovedì è rientrato, siamo stati col cuore in gola tutto il tempo e sinceramente lo siamo ancora, ma sicuramente non quanto giovedì, in cui non capivamo bene dove saremmo andati a finire.

Quello che ci ha fatto preoccupare in maniera esorbitante è che ci sembrava di vederlo molto intontito, e quindi abbiamo veramente temuto di essere nuovamente in un precipizio di quelli da accumulo di qualcosa, come era accaduto con l'oppio. Fatto completamente senza senso perché l'oppio lo abbiamo in realtà anche ridotto. D'altra parte, però, per quanto poco, a forza di prenderlo qualcosa combina dentro ad un organismo, indipendentemente dalle quantità.

In più, da un mese abbondante stiamo somministrando quel farmaco antistaminico che avevamo sospeso dopo due dosi a giugno quando c'è stato il sovraccarico di oppio, che incubo: lo diamo per sfruttare l'effetto collaterale che è la sonnolenza, per concedergli di riposare meglio la notte e quindi di avere meno crisi epilettiche. Ci sembra che stia aiutando, perché arriviamo anche a due ore di sonno, e nei giorni migliori ci sembra che le crisi epilettiche si riducano anche nella giornata, che era quello che sperava l'epilettologa, facilitando un ritmo sonno veglia più regolare. Quindi eravamo contenti.

Tutti ci hanno giurato che gli effetti collaterali che abbiamo visto a giugno erano dovuti all'oppio e non a quel farmaco, ma giovedì siamo veramente diventati matti per il male al cuore,  quando lo abbiamo visto così: chiedendoci, peraltro, se questa cosa potesse capitare dopo più di un mese: i medici continuano a dire che non c'entra niente, anche se su Fabio le mani sul fuoco non ce le mette veramente mai nessuno.

Nella giornata di venerdì, invece,  lo abbiamo visto piano piano molto meglio, per cui ci fa pensare che il problema sia stato il dolore da stitichezza, che indubbiamente in questo periodo è arrivato senza capire bene perché, e quindi nuovamente ci chiediamo se stia succedendo qualcosa che dà un rallentamento generale o se sia un caso; e il sopore che c'è stato, soprattutto al mattino, probabilmente era proprio dovuto al fatto che aveva male ed era molto stanco, e avevano armeggiato per liberare quel povero intestino,

La situazione è pian piano rientrata, sicuramente la pancia non funziona bene ma lui lo abbiamo visto davvero meno sofferente. Quando riposa a lungo di giorno ci facciamo delle domande e stiamo con il fiato sospeso, e poi non sappiamo cosa risponderci.

Probabilmente riesce a riposare perchè sta effettivamente meglio, non per un rallentamento neurologico: e noi abbiamo paura di tutto, forse anche delle cose positive.

Così la prendiamo un giorno alla volta e possiamo dire che venerdì Paolo Aimo Festeggiato non  ha fatto proprio i salti di gioia, ma si è goduto la giornata sicuramente meglio che se fosse stata come il giorno precedente.

La cosa che un po' ci rassicura è che non ha nessun problema respiratorio, che invece dovrebbe intervenire in un rallentamento centrale delle funzioni. Però anche lì, chissà se è perché stiamo entrando in un tunnel e siamo all'inizio o perché siamo noi che abbiamo paura e interpretiamo male la realtà.

Voi fate una bella cosa: che chiedete alle Alte Sfere, senza farvene accorgere, che Fabio respiri dignitosamente, faccia la pipì e la cacca regolarmente. Insomma queste nobili azioni, quelle scontate.

Fate questo Amici Amatissimi, che le Alte sfere è bene che non si accorgano troppo di noi, perché altrimenti chissà cosa succede. Chissà che vadano meglio le richieste per interposta persona.

Vi vogliamo tanto bene.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 23 gennaio 2026

Il soffitto plumbeo.

 I giri di parole talvolta non è che abbiano un gran significato, Per esempio per dirvi che ieri è stata una giornata brutta. Proprio brutta. E non è che ci vengano in mente altri modi per descriverla.

Indubbiamente poteva essere spaventosa, potevano esserci emergenza assolute, corse in ospedale, ingresso in casa di medici e paramedici di gran carriera.

Non è andata così, è stata una giornata di una bruttezza sorda, con quelle angosce che non lasciano spazio al respiro ampio e ai pensieri ariosi nemmeno per un istante infinitesimo.

Nulla è successo se non un problema di pancia, neanche dei peggiori che abbiamo incontrato nell'ultimo anno, per carità.

Ma erano settimane e settimane che non vedevamo Fabullo così in difficoltà, così giù, così stanco e con le energie solo per lamentarsi. Non il pianto disperato dei dolori lancinanti del passato, ma la fatica subdola la che toglie le energie, la luce, i saluti e le parole.

Noi abbiamo atteso, siamo stati dietro alle cose, siamo stati infinitamente tristi.

E basta.

Non siamo stati capaci di fare di meglio.

È venuta la fisioterapista e gli ha fatto molto bene.

Abbiamo chiesto a tutti quanti pietà perché non saremmo riusciti a esprimere brillantezza d'animo o pensieri quotidiani organizzati (nella nostra media, chiaro), peraltro eravamo abbastanza disorientati a livello spazio temporale, con queste ore che non passavano mai ma che erano piene di cose da fare.

Il soffitto era plumbeo, ecco.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 22 gennaio 2026

De panchettitudine dai pulci facenti.

 Nel senso che discettiamo nuovamente di quell'argomento che sembrerebbe fondamentale nell'offerta formativa di una scuola: il panchetto su cui un disabile può appoggiare i piedi in bagno durante la permanenza scolastica.

Precisazione, sempre di noi saputelli: quel panchetto è fondamentale per il disabile, perché tutto dipende sempre dai dettagli, provate a non avere gli elementi di base che concedono la vita quotidiana e che diamo sempre per scontati per capire l'importanza di tutto ciò. Ma: con tutto ciò che può e deve fare una scuola a livello di offerta formativa, sarà poi logico dedicare tutte queste energie al suddetto panchetto che, è assodato sotto tutti i punti di vista, è funzionale, non pericoloso, e corretto nel suo utilizzo?

Da questo dobbiamo partire, e continuare, perché ci sono delle novità.

Le novità, momentanee quantomeno, sono belle e dobbiamo gioirne.

La scuola ha risposto che la documentazione inviata è stata esattamente quella che era necessaria e quindi il panchetto può essere utilizzato e il ragazzo accompagnato in bagno dal personale scolastico. Ovviamente questa cosa non è vera, o almeno lo è solo in parte, appunto quella di cui essere contenti.

Il documento inviato dalla professionista sanitaria è assolutamente perfetto, descrive come richiesto le caratteristiche e la necessità del panchetto stesso; dice anche molto di più: nel senso che mette in luce il fatto che il ragazzo non stesse frequentando la scuola dell'obbligo, e che il bagno offerto dalla scuola in realtà presenta dei problemi.

Quindi su quel versante è vero che la documentazione è quella giusta.

Non è vero invece che è ciò che era stato richiesto per quanto riguarda il documento relativo al panchetto, perché la dirigenza aveva chiesto una dichiarazione di conformità, che, come abbiamo detto, non può esistere per quello specifico oggetto.

Per cui la Famiglia Isterica ha preso tutta le pagine presenti sul sito del produttore, che descrivono bene tutte le caratteristiche, le ha trasformate in pdf e mandate alla scuola. Ma la dichiarazione di conformità con i relativi timbri non esiste.

La scuola è soddisfatta E va bene così, però è giusto analizzare quelle che sono le possibilità che si aprono in questo momento.

La prima è che quella scuola lì, che fa le pulci sull'argomento da novembre, veramente ritenga che la documentazione sia quella giusta. Allora però non si capisce perché l'abbiano fatta lunga da novembre, perché quella documentazione in realtà sotto vari aspetti già esisteva, visti anche tutti gli interventi a scuola da parte dei professionisti sanitari che si sono recati lì.

Oppure: la documentazione non è proprio quella che voleva, perché non esiste, ma la scuola, letta anche la relazione della professionista sanitaria che presenta caratteristiche simili alla carta vetrata, ha capito che ci sono argomenti e doveri più importanti a questo mondo e ha deciso di impegnarsi per il bene del ragazzo.

In questo momento possiamo fare finta di crederci, perché è meglio così.

Certo è che, se fosse così, non si capisce perché ne abbiamo discusso da novembre senza avere grandi dimostrazioni di impegno da parte della scuola stessa.

Altra possibilità: di fronte alla dichiarazione di carta vetrata della professionista sanitaria, si è capito di essersi spinti troppo oltre e tutta la professionalità scolastica è diventata improvvisamente intelligente, e ha deciso di lasciare stare. 

Teniamoci buona anche questa idea, il colpo di intelligenza,  purché il ragazzo vada a scuola.

Pensiamo all'ultima possibilità: primo, perché commettiamo il peccato di essere malpensanti; secondo, perché rientriamo in una statistica di eventi già vissuti: nessuno è diventato improvvisamente intelligente, nessuno ha pensato che la documentazione sia quella corretta e che ci siano cose più giuste da fare per questo ragazzo invece che perdere il tempo così. Nessuno ha fatto questi pensieri e sarebbe coerente con i facenti pulci prolungate; ma, dall'altra parte, si è anche capito di avere dei torti e quindi di non volere problemi: però, difficilmente, con questo atteggiamento si arriva alla professionalità e all'impegno.

La speranza è quindi che non accada che: il suddetto panchetto sia effettivamente accettato e congruente alla situazione, ma tutte le volte che è ora di portare i ragazzi in bagno, la famiglia viene chiamata perché il ragazzo non si sente tanto bene ed è meglio che venga portato a casa.

Facciamo che siamo sospettosi, che sappiamo che queste cose sono già successe svariate volte, ma che questa non sarà tale occasione: meglio essere pettegoli provinciali,  che avere poi ragione. 

Se però avessimo poi ragione ci tocca giocare i numeri relativi alla giornata di oggi perché è capace che facciamo sei.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 21 gennaio 2026

Non preziosiamo.

 Fatto salvo tutto quanto testé cavillosamente e sofisticamente riferito, è molto semplice passare alla gestione del rinnovo dei servizi da parte di Quelli Che Sanno. Ne consegue direttamente, senza tanti preziosismi.

Semplicemente: Quelli Che Sanno parlano per minuti minuti e minuti e minuti e minuti senza dire nulla, non fanno mai le domande che porterebbero a una risposta univoca e che prevede un valore di quantificazione.

Ricordiamoci che nell'argomento supporto umano di tutti i tipi i numeri hanno poco senso, ma i progetti e i servizi funzionano a numeri, se ne deduce che il sistema di valutazione non ha senso a prescindere: figuriamoci quando anche si evita di farle queste valutazioni.

La valutazione mancata (o anche limitando i parametri inseriti) è assolutamente deliberata, in modo che non emerga mai  il risultato non raggiunto (si dice gol, dovete essere alla moda) e l'assoluta inutilità dell'attore che porta avanti il servizio che non viene quantificato.

Ciò che non è detto non esiste.

Poi, vabbè.

Uno trova sempre il modo di buttare lì la frase giusta.

Firmi qui, Signora mia. 

Cosa devo firmare?, dice la Madre Isterica con la faccia più sempliciona possibile. Il rinnovo del servizio.

 Allora uno legge il foglio facendo finta di fare grande attenzione, con spropositato interesse, e grande emozione, come se tenesse in mano la stele di Rosetta;  sapendo già  di cercare qualcosa che non c'è. 

Perdoni la mia ignoranza, ma in quale parte del contratto dei servizi vengono delineate le caratteristiche del servizio stesso? Perché qui non le trovo.

Ahhh.... Ahhhh... Behhh... E' che il codice di servizio è definito a priori quindi non ci sono ulteriori definizioni.

Capisco, comunque il problema non esiste, state tranquilli, Voi che sapete, io vi tutelo comunque, perché quando faccio la rendicontazione per il giudice, come dovuto, per Fabio, specifico che determinate cifre vengono spese poiché il servizio non eroga ciò che è effettivamente utile a Fabio e quindi è necessario che si acquisti lui beni strumentali o materiali, state pure tranquilli che io faccio comunque tutto bene anche se questo protocollo non lo prevede;  spiego sempre bene quello che fate,  almeno non dovete avere timore che non emerga.

Sempre detto con il sorriso smagliante di chi gira le frittate facendole volare e roteare fino in cima alla cupola di Santa Maria Belfiore e ritorno. (E dài, però, se possiamo far passare l'informazione che forse Trump non ha capito che gli europei non ce l'hanno con lui, che ha frainteso, è per quello che mette i dazi se non gli danno la Groenlandia a Risiko, ah, non era Risiko? vabbè, comunque, se certe informazioni vengono esternate dalle istituzioni, volete che la Madre Isterica non ce la faccia con Quelli Che Sanno? ma sì).

Quelli Che Sanno deglutiscono, prendono i fogli, e se ne vanno alla velocità della luce per almeno un anno;  e noi ce li siamo tolti.

Ovviamente tutto ciò non serve proprio a niente: è vero che nella rendicontazione del giudice io scrivo tutto, ma non è che questo porti a qualcosa.

E allora potresti lasciare perdere mia cara, dice LA PAOLA che vuole solo il mio bene e cerca di non farmi sprecare inutili energie,  e consegna pane e formaggio per la merenda.

Sono assolutamente d'accordo, ma come dicevamo anzi tempo, tra i buoni propositi dell'anno non c'è l'essere più buoni con Quelli Che Sanno.

Buona Giornata.

Angela

martedì 20 gennaio 2026

La tediosa piattola consapevole.

 Ci tengo molto a essere Madama Precisini, pedante, noiosa, continuando sempre il mitico discorso sui dettagli. È proprio un mio obiettivo essere una piattola integrale.

Peraltro ci riesci benissimo, dice LA PAOLA,  potresti insegnare all'accademia, a qualunque master di piattolaggine delle più grandi istituzioni mondiali, probabilmente galattiche, dice LA PAOLA che coglie sempre l'essenza.

La coglie perché è vero, chiaro che mi riesce benissimo: però devo dirvi anche che ci tengo particolarmente, perché sono discorsi che ricorrono in modo pervasivo nelle nostre giornate, soprattutto in questo periodo che è il momento del rinnovo dei servizi, essendo inizio anno.

Diciamo subito che li definiamo servizi altrimenti non ci capiamo, ma un servizio che non serve non è un servizio. Buona parte dei servizi in oggetto rientrano in quell'insiemistica lì. Andiamo oltre.

Ci tengo a far passare il discorso come pervasivo nella quotidianità, perché lo è. E' giusto che emerga una giornata pesante, noiosa, in cui si gira sempre attorno agli stessi concetti, in cui non si arriva mai a nulla, in cui non si vede l'obiettivo di niente. Se il tutto risulta estremamente tedioso da leggere, e inconcludente, l'obiettivo è raggiunto: perché l'aderenza alla realtà tocca gli estremi.

Nel capitolo di oggi affrontiamo il rinnovo dei servizi da parte di Quelli Che Fanno, perché l'approccio è specifico.

Quelli Che Fanno , compilando scartoffie, fanno la domanda più logica: quanto potete essere sostituibili nell'assistenza di Fabio in questo momento.

La risposta è: per nulla, perché ci viene detto che nessuna delle figure a disposizione può coprire tutti gli aspetti, che non sono prevedibili in nessun momento della giornata, per cui non sarebbe possibile alternare figure professionali specifiche per ciascun momento, perché il ciascun momento non ha previsione delle azioni da compiere.

Quindi: tale servizio x a voi offerto, quale impatto ha sulla vostra vita, da 0 a 10?

Meno di 1.

Le 24 ore al giorno per sette giorni a settimana sono tutte a carico nostro, se qualche servizio di supporto viene offerto non può essere un vero supporto, perché la persona non può mai stare da sola neanche una frazione di secondo e c'è addirittura il rischio che noi dobbiamo badare a Fabullo e pure a quella persona lì.

Quelli Che Fanno scuotono la testa, sono dispiaciuti, ma assolutamente non sorpresi, per loro non è una novità, si sentono impotenti, provano a discutere con chi di dovere, ma sanno già che non arrivano da nessuna parte.

Però la risposta, a questa domanda che ci fanno, loro la scrivono bene bene bene.

Così possiamo affrontare poi la seconda puntata, come gestiscono il rinnovo dei servizi Quelli Che Sanno.

Significa che continueremo a essere noiosi.

Significa che questa comunicazione nella sua metodica e tipologia è efficace. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 19 gennaio 2026

Dissertazione scientifica di alto lignaggio: il panchetto.

Oggi ci siamo alzati scienziati e proponiamo uno studio.

Titolo: Relazione tra scolarizzazione, inclusione, wc (avete letto bene) e un panchetto ; riflessione sul tempo intercorso (uhhh, come passa il tempo!)

 Abstract: l'evoluzione scolastica di un panchetto appoggiapiedi nel locale riservato al wc (toilette, restroom, ritirata, camerino altrimenti e variamente detto) in relazione alla sindrome da burocrazia ossessiva.

Materiali (panchetto del bagno per piedi) e metodi (per carità):  Vi conto uno dei mille (probabilmente in realtà infiniti, e la parola 1000 è usata perché dobbiamo sempre capirci e arrivare al punto delle cose) aspetti del burocratese che non fanno altro che finire sulle spalle dei più fragili. Ovviamente riguarda uno degli argomenti che sono sempre più gettonati a tale proposito, su cui sta lavorando presentemente la Onlus: i disabili, nello specifico i disabili a scuola dell'obbligo, nello specifico i disabili da portare in bagno. In questo caso, parliamo di un ragazzino delle scuole medie, chiamatele nel modo moderno se preferite, rimaniamo alla sostanza, per cui si sta facendo l'impossibile, apparentemente,  per non farlo andare a scuola. Il bagno disabili è organizzato per legge in una maniera poco funzionale, come sempre, per i bambini e i ragazzi, nel senso che l'altezza del water per disabili prevede più o meno la scala a pioli per il suo accesso e piedi ballonzolanti al culmine dell'altezza. In realtà, per fortuna, questo ragazzino è abbastanza alto da non aver bisogno della scala a pioli, ma è necessario un panchetto da mettere sotto i piedi una volta che si è seduto sul suddetto water, scusate il poco  romanticismo dell'argomento, per garantire più stabilità.

Tenete per altro presente che non è che la scuola stia proprio strutturando il più possibile gli opportuni aggiustamenti secondo gli accomodamenti ragionevoli che ormai sono legge, perché il maniglione per tenersi è sul lato sinistro e il lato sinistro è quello che il ragazzino non può utilizzare poiché paralizzato. Non sono state avanzate proposte di buona volontà: spostiamo il maniglione, mettiamone un altro.

Non stiamo parlando di un ragazzino che va preso in braccio e messo di peso, perché svolge il passaggio posturale attivamente con assistenza, e il personale é stato formato dai terapisti della onlus e anche da quelli del sistema pubblico in compresenza.

I mitici operatori scolastici sarebbero tenuti a prestare questa assistenza e, tra l'altro,  sono sempre anche detentori di una formazione specifica in più, che fa sì che vengano pagati a tale proposito indipendentemente da quello che poi in realtà fanno.

La statistica dice che i problemi emergono praticamente sempre.

Quindi una scuola, che non ha fatto la minima mossa per avere un supporto dal lato corretto per questo ragazzino, sta facendo le pulci per il panchetto su cui appoggiare i piedini. 

L'ASL ha messo per iscritto che è sufficiente una soluzione che non sia un vero supporto  sanitario, purché sicuro e funzionale: questo facilita la vita, perché non è richiesta chissà quale burocrazia, ma dall'altro lato vuol dire che la famiglia si deve arrangiare.

Tutti d'accordo che non può essere un panchetto costruito dallo zio falegname, per esempio, ma deve avere delle caratteristiche scritte di portata, di antiscivolo, di larghezza. 

E va bene.

L'azienda ortopedica (una delle più grandi del Piemonte, che fa anche da distributore, grande catalogo e grande magazzino a disposizione) ha chiaramente detto che, normalmente, delle cose del genere non vengono vendute, loro non le tengono, avrebbero dei costi talmente esorbitanti per le famiglie considerato la semplicità dell'elemento, per cui viene sempre consigliato di prendere qualcosa che esiste in commercio, con il buon senso e le caratteristiche funzionali giuste.

Quindi la famiglia, a sue spese, ha cercato, selezionato, e acquistato, un panchetto che abbia la larghezza giusta, il peso giusto per garantire la stabilità, la profondità giusta per far appoggiare bene i piedi, gli elementi antiscivolo, che sia lavabile.

Tenete conto che di questa cosa si parla da novembre, cioè dal momento in cui è stata fatta la formazione degli operatori scolastici con un panchetto a disposizione portato dalla Onlus, che si era visto essere funzionale, per cui l'ASL stessa ha detto procedete nel acquisire qualcosa di analogo (arrangiatevi) : il vantaggio è che non ha posto particolari condizioni e quindi lascia del margine di scelta. 

Il panchetto che la famiglia ha acquisito, che funziona,  in realtà non è stato sufficiente, perché sono stati posti mille e mille e mille dubbi, con il risultato che il ragazzino non poteva accedere al bagno, è stato a casa dalla scuola dell'obbligo perché è una funzione primaria quella di fare la pipì e la cacca per tutta l'umanità, ed è andato a scuola esclusivamente nei giorni in cui il papà ha potuto stare a casa dal lavoro e passare la giornata a scuola, pronto a portarlo in bagno lui stesso, per non privarlo della possibilità completa di frequenza. 

Della scuola dell'obbligo, sempre per sottolineare. 

La scuola dell'obbligo, sempre per l'appunto, si è presa come unico impegno quella del continuare a porre problematiche legate alla sicurezza degli operatori scolastici, chiedendo a questo punto una dichiarazione dei professionisti sanitari sulla necessità del benedetto panchetto di cui si parla da novembre e che l'asl ha ritenuto essere necessario,  con quelle caratteristiche, e richiede anche una dichiarazione di conformità del panchetto procurato. 

I professionisti sanitari hanno prodotto la scartoffia, scrivendo anche che il panchetto è ancora più necessario per il fatto che la struttura in sé del bagno non è in realtà adeguata allo studente, poiché il maniglione non è dal lato effettivamente utilizzabile e non è stata proposta l'installazione di un altro. 

Hanno anche aggiunto che la soluzione è congrua per permettere al ragazzo di ricominciare a frequentare la scuola in modo strutturato e non dipendendo completamente dalla presenza dei genitori per l'assistenza. 

Sicuramente non verrà proprio accolta bene la faccenda, scritta così, al vetriolo.

Ma il punto rimane un altro: che ci si può appigliare alla mitica dichiarazione di conformità che non c'è, perché, poiché il panchetto non è stato prodotto in Unione Europea, e non essendo un supporto sanitario, perché non lo è, né il produttore né l'importatore hanno il dovere di produrre quella scartoffia lì. 

Ribadiamo che si tratta di un pacchetto su cui appoggiare i piedi che tutti hanno detto che va bene e basta: lo so che è una storia sconclusionata, sconnessa, che gira in tondo, che è noiosa. Ma questo è: un panchetto per i piedi, per il bagno, e basta. Da novembre. Non stiamo parlando delle categorie platoniche, della massa del neutrino, dei colori originali del Partenone.

Sarebbe bello sapere che, se decidessimo di acquistare a quelle ragazzino un panchetto che costa, che ne so, 5.000 euro, e ha le controfirme delle Alte Sfere di persona personalmente su tutte le quattro zampe, poi gli operatori scolastici non si inventerebbero qualche altra problematica. Perché, consentitemi di dire, che il dubbio viene. 

La burocrazia che copre una scarsa attitudine professionale.

Conclusione: la discussione protratta da novembre scorso sull'utilizzo di un panchetto per appoggiare i piedi durante la seduta sul wc non permette la frequenza congrua della scuola dell'obbligo. La discussione riguarda le norme della sicurezza del personale e riflette sicuramente l'impegno per garantire il benessere dell'alunno nell'ambito scolastico.

Allo stato attuale, non è possibile esprimere pareri sulla metodologia dello studio in atto, né sui possibili esiti; l'impossibilità di parere in oggetto è determinata dalla buona educazione e dalla PAOLA che non vuole, che mi sgrida se dico cose non eleganti.

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 16 gennaio 2026

Sappiamola lunga.

Andiamo avanti, noi saputelli. Addirittura oggi facciamo quelli che la sanno lunga sulla gestione dei servizi pubblici. 

L'altro aspetto della faccenda del supporto ai caregivers è molto più scontato, purtroppo quotidiano, purtroppo facilmente inseribile in mille altre situazioni che non sono legate alla disabilità in sé, ma all'intervento sociale dell'amministrazione di alto livello in generale. 

Ovviamente il discorso riguarda il fare la manovra sociale epica senza stanziare i fondi. 

Il passaggio dopo è che il politico di turno dice che è vero che non è proprio un intervento soddisfacente, ma intanto è meglio che non farlo perché se ne parla. 

Mah.

Mah.

Mah.

La verità è che la serietà di un intervento include tutti gli aspetti della serietà stessa, quindi anche il congruo stanziamento economico che parte da un'analisi dei fatti specifica. 

Perché altrimenti viene il dubbio che sia solo un pochino una pubblicità personale del protagonista contestuale in quell'attimo di storia patria (povera Italia). 

Non si può sempre giocare al ribasso dicendo che dobbiamo imparare ad apprezzare le piccole cose, e quindi anche il piccolo impegno profuso.

Non si può dire riferito agli alti livelli amministrativi. 

Perché altrimenti capita, guarda caso, che il livello della qualità erogata si appiattisce sempre di più.

Non è uguale dire che bisogna godersi la vacanza dietro casa e non importa se non si può andare in Thailandia, e applicare la stessa regola all'accontentarsi di 10 grammi di pastasciutta invece che di 80: che nello, su, impariamo a concentrarci sui gusti, saranno dieci grammi ma la consapevolezza è tutto. 

Ci sono elementi di base su cui non si può transigere, e non si può giocare la carta della buona volontà e basta. 

Buona Giornata.

Angela

giovedì 15 gennaio 2026

Tegole nel vuoto.

 Vi ricordate quando l'altro giorno parlavamo dell'importanza dei dettagli? D'altra parte se sono sempre piaciuti molto al diavolo probabilmente un pur lieve perché esisterà.

Mia cara, dici di quando hai fatto tutto quello spiegone su quanto sei organizzata e intelligente nel gestire indumenti e lavatrici, per metterti al di sopra di Quelli Che Sanno e fare un po' la presuntuosa? Dice LA PAOLA prgamatica.

Parlo di quello, sì. Torniamoci a questi dettagli, perché poi viene fuori che Li puoi anche chiamare tecnicismi, ma un impatto sulle vite quotidiane ce l'hanno.

Lunedì si è discusso il mitico decreto legge sui caregivers, quello che abbiamo già sviscerato per evidenziare come dietro ci sia sostanzialmente il nulla, visto che mancano le risorse. Mancano nel senso  non sono state stanziate in modo congruo a tale proposito, lasciamo perdere se queste risorse esistano oppure no.

È solo una discussione sul decreto legge, in questo momento di concreto non c'è ancora niente, tali eccelsi fondi da un numero di esiguo di utenti non possono al momento essere richiesti e non ci sono ancora prospettive.

Assodato questo, occupiamoci delle quisquilie, come fanno i presuntuosi, tecnicisti e prosaici.

La cifra irrisoria, che verrà elargita come la benedizione dello Spirito Santo e la manna dal cieolo,  è legata ad un Isee limitatissimo, con, ovviamente, la grande contraddizione italiana per cui tutto è al ribasso, e questo si sa.

Per precisare però la grande intelligenza della cosa, viene detto che questi fondi non saranno tassati, per cui all'eseguità non si aggiungerà un'altra eseguità.

MA (maiuscolo), come tutto ciò che viene elargito a piene ed abbondanti mani ai disabili non fa parte del reddito tassabile,  rientra  sempre nella giacenza ai fini del conteggio dell'isee. 

Vabbè, ma cosa vuoi che cambi, tenendo conto che sono cifre piccole e i beni mobili a quel punto incidono poco. 

Eh no, già è un capitolo discutibile a prescindere, perché in quella giacenza media finiscono cifre come  i risarcimenti per le gravissime lesioni che provocano disabilità, e che devono durare tutta la vita, trasformando in ricchi persone che non sono ricche, e che la Cassazione ha già contestato più volte nel fatto che non dovrebbero entrare nella giacenza minima ma continuano a esserci per una mancata organizzazione. 

Eccolo qui il dettaglio: se l'ISEE da considerarsi come soglia massima per gli aventi diritto è da fame, ne consegue che l'aumento, seppur minimo, dato dalla giacenza media di 4 spiccioli indegni, qualcosa vuol dire e incide.

E quindi quella che sembra una misura già penosa, proprio per questo tecnicismo che racchiude in realtà un problema molto più grande di non comprensione e considerazione, proprio per questo dettaglio che tirano fuori i saputelli come noi, diventa un aggravante che fa sì che la platea si riduca ancora. 

Non esiste una struttura che tenga su aleatorie tegole. Tutto qui. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 14 gennaio 2026

Sempre in tema.

 Ma vi dirò molto di più, sempre per rimanere nel tema delle cose così belle.

Che le Mamme dell'Arteterapia sono evidentemente molto concrete, al punto da dire chiaramente di non fare le boiate che fanno Quelli Che Sanno perché, tanto, Quelli Che Fanno, insieme che include a pieno titolo e con onore quelle Mamme lì, alle boiate non partecipano proprio; ecco, sono così concrete da comprendere anche che comunque c'è un lavoro dietro a tutto, anche al tempo  e allo spazio per fare la terapia,  e all'avere a disposizione la professionista psicologa che deve essere competente e quindi pagata in modo congruo. E ovviamente questo vale per tutti gli altri servizi della Onlus, che con tutto il cuore possibile non possono cadere dal cielo.

E quindi queste stesse Mamme, ciascuna nelle proprie possibilità, nel proprio tempo, nei propri pensieri, nelle proprie angosce, perché nessuna di loro ha granché da divertirsi, trova tutti i modi per cercare di sostenere l'associazione stessa, inventandosi la qualunque. Così è doppiamente commovente, perché per fare una bella cosa, che dovrebbe essere loro semplicemente offerta perché ne avrebbero tutti i diritti di non preoccuparsene nemmeno un po', ecco, loro invece se ne preoccupano anche. O meglio, se ne occupano.

Certo che il vestito sarà bellissimo e sarà un gruppo di Amiche meraviglioso.

E' che la morale di Toro Farcito è proprio sempre quella: le Belle Persone trovano tutte le strade per incontrarsi, e noi ne abbiamo le prove.

Buona Giornata.

Angela

martedì 13 gennaio 2026

Piena di grazia.

 Giusto per non sembrare sempre quelli pieni di rancore verso la vita, colmi di acrimonia, per non diventare antipatici e poco buoni, che poi finisce che Babbo Natale ci porta un vocabolario, vi raccontiamo, con grande umiltà, una storia che riguarda la Onlus.

Con grande umiltà perché è qualcosa di tanto piccolino, perché si fa sempre solo quello che si può, ma è sempre meglio che non farlo, e se porta del vantaggio a qualcuno, in qualche modo il cerchio si allarga, una candela ne accende sempre un'altra.

Ve lo raccontiamo perché è una storia piena di grazia, in cui la Onlus ha pochissimi meriti, ma che ci ha veramente commosso.

Da circa un anno c'è un piccolissimo gruppo di mamme che frequenta una volta al mese il percorso di Arteterapia con la psicologa. Era stata un'idea proprio nata ascoltando le mamme, che erano state limpide come l'acqua di fonte di alta montagna: se fate i gruppi di autoaiuto, o quelli in cui c'è l'esperto che ci spiega come affrontare questa vita, noi non ci veniamo, ne abbiamo fino in testa di queste storie qua: di solito ci andiamo perché qualcuno di Quelli Che Sanno, che pensiamo ci serva a qualcosa, ce lo propone con cortese sollecitudine (traduzione: progetto da rendicontare) in cambio dei servizi; poi capiamo che non ci serve a nulla il percorso e nemmeno Quelli Che Sanno, e lasciamo perdere. Per favore non offriteci questo. 

Chiare e concise.

E quindi è cominciata l'arteterapia, che è qualcosa in cui è bello creare, in cui si può parlare se se ne ha voglia, altrimenti si sta zitte, e ci si dedica del tempo, e qualcosa di buono ne nasce sempre. 

È questa è l'evidenza di cosa fiorisce.

Perché una di queste mamme ha chiesto a queste nuove amiche di essere accompagnata ad un momento importante: proprio da loro, poteva scegliere chiunque altro,  e l'avrebbe trovato; ma ha scelto loro. 

Sono andate insieme a comprare l' abito per il matrimonio. Capite, non è andare a fare la spesa, a scegliere un qualunque paio di scarpe, a prendere un caffè, una spedizione che se non si fa stavolta si farà la prossima volta, oggi vado con queste persone e la prossima volta con voi. 

Si sono scelte. 

Sicuramente sono persone che per qualche benedizione divina si sono trovate, e probabilmente  non si può ripetere tutti i momenti un'esperienza di questo. Però loro hanno degli attimi in cui sono davvero contente, e un po' più leggere, e se la Onlus avesse fatto anche solo questo, saremmo contenti anche noi. 

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 12 gennaio 2026

Dell'omogeneità del bucato.

Aaaaah l’organizzazione l’organizzazione!!! Aaaaah l’organizzazione l’organizzazione!!!

Da leggersi come quando Catarella proferisce Ahhhh Dottori Dottori!!!!

Non c’entra nulla con il discorso di venerdì, ma è un termine che in questi giorni ci ha permesso di ridacchiare. In segreto.

Dovete sapere due cose.

La prima è che, essendo inizio anno, c’è un’apparizione più frequente di Quelli Che Sanno (non so se si misura in hertz, questo aumento di frequenza; non so quale sia, eventualmente l’unità di misura, coinvolge multipli fattori): questo perché alcuni compitini formali vanno eseguiti, poi per il resto dell’anno si può essere affidati al nulla cosmico. Per noi, per altro, va benissimo: perché è una condizione insita nell’essenza di Quelli Che Sanno, l’assoluta inutilità, e non si combatte per far sanguinare rape né per tondeggiare quadrati; quindi, va benissimo non perdere ulteriore tempo.

(Parentesi: purtroppo stiamo parlando di Quelli Che Sanno che hanno (non dovrebbero avere, purtroppo davvero  hanno, parentesi nella parentesi) un ruolo nella società a riguardo di Fabullo. Perché ci sono anche Quelli Che Sanno che rientrano solo nella categoria della saggezza disadattata, che sono assai fastidiosi ma è più consono eliminarli con un magnifico sorriso, non si hanno obblighi formali. Per definire che purtroppo hanno un ruolo, si valuta che vengono pagati da tutti noi per il nulla che fanno, Quelli Che Sanno Ufficiali).

La seconda cosa che dovete sapere è che nei buoni propositi di questo anno si ripete quello di prendere in giro tutti Quelli Che Sanno: di tutte le risme, senza esclusione. Più gentilmente o più amaramente, dipende.

Mettiamo insieme i due concetti: essendo inizio anno, abbiamo cominciato a burlarci educatamente di Quelli Che Sanno Ufficiali.

In mezzo a tutta una serie di grandi discorsi sulla definizione dei bisogni, la fatica quotidiana, la retorica del caregiver, il nulla assoluto (quest'ultima definizione è mia ovviamente),  l'ho buttata lì, assolutamente certa di colpire nel segno, una partita a battaglia navale che non dà soddisfazione: se parliamo di seria organizzazione della quotidianità, nello specifico contesto della fatica fisica e del disagio economico, è più importante pensare agli elementi davvero quotidiani che incidono su tutti gli aspetti; per esempio, si pianifica di avere sempre tutti quanti i vestiti, procurati in vario modo che non importa, se nuovi o usati, che siano sempre omogenei l'uno con l'altro: significa dello stesso colore, dello stesso tessuto, e cioè sostanzialmente lavabili tutti insieme alla stessa temperatura e con lo stesso programma, perché nelle quantità di lavatrici necessarie bisogna facilitarsi l'esistenza. È fondamentale essere praticamente sempre vestiti allo stesso modo perché è più semplice, tutto pulito sempre, tutto uguale. Vorrà dire che la propria espressività si troverà altri modi per emergere. Questa è l'organizzazione di base a cui bisogna pensare, con metodo e pianificazione, questa deve essere la scelta. Chiamatele, se volete, scelte.

L'eccelso esponente di Quelli Che Sanno, che aveva fatto grandi discorsi sublimi pieni di implicazioni sociologiche, ha annaspato: bocca aperta senza suono esalato.

E poi ha semplicemente detto: non ci avevo mai pensato.

E lì ho portato a termine il mio primo buono proposito dell'anno, perché è stato importantissimo non proferire verbo, ma avere scritto chiaro in fronte il pensiero: ,se voi che valutate i bisogni, e strutturate conseguentemente l'operato, non partite dalle valutazioni di base io non posso aiutare voi babbei. Detto in silenzio con gli occhi fissi.

Ma solo pensato, così non è imputabile né condannabile.

Poi magari nei buoni propositi per l'anno nuovo ci sarà anche diventare più bravi, me ne ero dimenticata.

Sicuramente c’è il ficcarti nei guai, dice LA PAOLA,  con immensa saggezza. Ma no: perché Quelli Che Sanno non leggono il blog. E, purtroppo, comunque, dopo 20 secondi si sono già scordati la qualunque, a prescindere. Impermeabili e immutabili in un ruolo strutturato e cristallizzato.

Devo dirvi però una terza cosa: se sentite olezzo di bruciato, sono i miei spinaci, attualmente vicini allo stadio della carbonizzazione. Capito quella tanto furba e brava ad organizzarsi? Sempre restare umili.

Buona Giornata.

Angela


venerdì 9 gennaio 2026

Ammè.

 Facciamo che capite ammè. Tanto noi ci capiamo sempre.

E quindi sottovoce, con mezze parole, viso girato da un'altra parte perché non si veda l'espressione, fischiettando, vi dico che certi eventi non si sono ripetuti. Respiriamo piano per non far rumore così magari non si accorgono di noi.

Respiriamo piano anche perché ci viene spontaneo per il timore: contrattura da atteggiamento inspiratorio costante.

E mi fermo qui.

Vi conto che ieri è arrivata l'equipe per la nuova assistenza medica intensiva domiciliare: collaboreranno con il nostro Medico Santo Subito dandogli supporto, così in caso di emergenza arriva il primo che ha tempo e che è fisicamente più vicino.

Ieri sono arrivate l'infermiera, che è la nostra e che ci ha aiutato a definire la situazione, e la dottoressa che sarà da raccordo con l'intera equipe e che sarà il nostro riferimento.

Verrà regolarmente tutte le settimane e in più ci sarà sempre la reperibilità di uno specialista anche durante i giorni festivi, più ovviamente il Medico Santo Subito che sarà il riferimento per tutto quanto. 

Questa dottoressa c'è molto piaciuta, ci ha ascoltato, ci è sembrato che abbia creduto a tutto ciò che abbiamo detto, che quando lo si dice così sembra una sciocchezza da soggetti in piena crisi di persecuzione, ma certe dinamiche sono quelle che si strutturano quando i servizi non vengono erogati, e diventa più facile dire che l'utente o non si spiega bene o vede cose che non esistono.

Quindi siamo stati contenti.

Ho anche scritto un lunghissimo papiro per la fisiatra, perché abbiamo bisogno di capire come muoverci per rifare il sistema posturale.

Ho pure contattato le progettiste perché devo capire come rendicontare una fondazione noiosa assai, che non comunica né se eroga i fondi, né quando li eroga, però poi vuole le rendicontazioni come se i progetti fossero stati fatti.

Con Fabullo abbiamo ascoltato Einaudi e Joe Ely. Ognuno ha le connessioni culturali che può.

Abbiamo ascoltato sempre più perplessi, e sconvolti, e intimoriti, questa storia della Groenlandia.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 8 gennaio 2026

La pensieristica.

 È stato inconsueto, per cui magico,  raccontarvi delle buone notizie, davvero non ci credevamo nemmeno noi, man mano che passavano i giorni. 

Per il resto sono assolutamente sulla stessa linea di Luana, in questo inizio anno di sciagure spietate di tutti i tipi. Noi che abbiamo il coraggio di un angolo ottuso tutte le volte, ancora oggi, che al telegiornale si parla dell'accaduto in Svizzera, noi togliamo l'audio e voltiamo le spalle: abbiamo deciso di essere consapevolmente vigliacchi, non ce la sentiamo.

Per quanto riguarda la nostra domesticità, invece, va sempre preso atto che ieri era ieri e oggi è oggi, e  che questo null'altro è che un dato di fatto: permettetemi di non addentrarmi in ragionamenti sulla relatività del tempo come quelle che scrive Rovelli, perché sono meravigliose ma io non sono in grado di capirle. Rimaniamo sui nostri concetti basici, quali siamo notoriamente noi, povere creature poco sublimi.

Ah ecco, ieri era ieri e oggi è oggi, e il dato di fatto è che anche quest'anno ti sei svegliata saggia, dice LA PAOLA posando la tazza del tè. ( LA PAOLA ed io lo abbiamo bevuto insieme il tè,  è fatto mille parole, si sa; LA PAOLA è luminosa anche quest'anno).

Non ho gli strumenti per dire se mi sono svegliata saggia, ma sicuramente ci siamo nuovamente ritrovati concreti: perché  ieri, solo ieri,  Fabullo ha ricominciato a vomitare dopo le crisi epilettiche, e non succedeva dall'autunno.

Non avevamo capito perché questa cosa così pesante, che poteva anche poi compromettere il posizionamento della Peg per gli spasmi, fosse cessata: se per il miglioramento dello stomaco o delle crisi dopo la rimodulazione del Baracchino. Se c'era una differenza visibile ai nostri occhi era minima, e quindi non riuscivamo a discriminare;  e così non possiamo sapere che cosa sia successo ieri: ovviamente i parametri sono tanti, il Baracchino potrebbe aver dato un effetto immediato che poi si è ridotto, contemporaneamente abbiamo ridotto l'oppio, e chissà se un eventuale aumento dei dolori aggrava le crisi. Ieri abbiamo avuto l'impressione che fossero un po' più violente, ma proprio dire che la nostra sapienza  si sia esternata, e arrivata alla comprensione, non si può.

Quindi nuovamente attendiamo, abbastanza angosciati e mortificati e dispiaciuti per il nostro povero Fabullo. Eravamo così contenti, anche perché con la riduzione dell'oppio lui è brillantissimo.

Così ci siamo dati alle speculazioni filosofiche inutili. (Se diventiamo come Quelli Che Sanno, però, per favore, sopprimeteci senza troppe storie).

La prima è di carattere statistico: nella nostra esperienza, che è fatta di avvenimenti verificabili (fiuuu: mi rispondo da sola, non siamo Quelli Che Sanno, la mancanza di azione nega ogni possibilità di verifica), possiamo assolutamente mettere un check sul fatto che anche stavolta noi non abbiamo imparato un emerito accidenti. Perché è bastato dirlo alle Alte Sfere che eravamo lieti e queste immediatamente hanno provveduto con grande celerità ed efficienza.

Che sia o no uno sciocco convincimento il nostro, però è statistica, per l'appunto.

L'altro ambito di speculazione pensieristica è assolutamente di altissima profondità galattica.

Se le Alte Sfere sono state così clementi da regalarci delle belle feste natalizie, e per belle rimaniamo nei parametri che ben conosciamo, perché non è proprio detto che tutti sarebbero d'accordo con il nostro ideale di bellezza, non è che gli costava  poi tanto sforzo lasciarci perdere, per farci continuare su questa linea. Che gliene fregava alle Alte Sfere di farci un regalo per poi togliercelo, potevano farsi gli affari loro.

Attendiamo.

Sai che novità. 

Buona Giornata

Angela

mercoledì 7 gennaio 2026

Le Feste degli Amici.

 Buon Anno, Amici Amatissimi. Il nostro più grande augurio e pensiero è che siate stati contenti, e che lo siate ora. Il nostro più infinito augurio dal profondo del nostro cuore.

Facciamo come al solito: che ci togliamo prima le grane,

Perché è una strategia funzionale all'esistenza, per lo meno la nostra, e strategia che funziona non si cambia.

Togliamoci le grane.

Le grane non ci sono state.

Giuro.

Non è successo niente di niente. Traduzione: non abbiamo visto le cime innevate da vicino, né i flutti del mare d’inverno, nè festeggiato capodanno tra le  mille luci di Times Square e neanche tra le candele con le persone amate, non abbiamo fatto gite, non abbiamo visto Praga e neanche Dublino e nemmeno Denver o Singapore, non abbiamo pranzato fuori, né cenato davanti a un caminetto. Non abbiamo passeggiato né visto film uscendo completamente dal quotidiano.

Ma non è successo niente.

Niente.

E per noi è meraviglioso quando non succede niente: abbiamo accudito Fabio, 24/7, ma non ha avuto nemmeno un'emergenza respiratoria, non ha avuto un aumento delle crisi, non ha avuto un aumento dei dolori. Tutti questi impicci, certo, ma non di più. Per noi è stata la routine, ed è la benedizione che non ci aspettavamo.

Capitolo grane: chiuso.

Passiamo alle cose belle.

Fabullo si è goduto il Natale, è stato sempre sdraiato, con gli occhi felici e luminosi, grandi come il cielo, a partecipare alle chiacchiere. Era così felice perché era festa.

In tutti questi giorni siamo stati a casa in due per tempi prolungati, e questo ci ha davvero permesso di riposare: per quanto le passeggiate in pianura con scarpette leggere siano qualcos’altro, se ci si smezza il lavoro va meglio.

Abbiamo avuto vicino a noi gli Amici, sempre, da vicino e da lontano, in presenza e con il cuore: vicinissimi. Abbiamo ricevuto affetto, calore, luce, abbracci, i regali più belli. Anche asciugamani per lavare Fabullo, mutande, pigiami, traverse, cibo per ogni giorno, tutto ciò che ci serve per mandare avanti la lavatrice e  le faccende: che non è tanto, ovviamente, l’oggetto in sé, forme peso tatto calorie, ma è l’idea che sempre gli Amici Amatissimi hanno pensato a cosa possa essere utile a noi, nel nostro specifico, proprio il nostro. Capite? Il pensiero, non per dire; proprio l’averci pensato.

Questo è ciò che davvero rende così contenti, il sapere di fare parte di qualcosa. Rende anche sereni: magari non per sempre, magari non continuamente, magari sono arrivati i pensieri tetri, magari arrivano, per forza, dài. Ma i momenti sereni esistono, non analizziamone la lunghezza.

Amici Amatissimi, Vi abbracciamo. E Vi ringraziamo sempre, anche per questo anno.

Buona Giornata.

Angela