venerdì 20 febbraio 2026

Tra IA e la caldaia.

 L'obbligo di iscrizione al fantomatico registro del terzo settore è stato assolto nei tempi dovuti, non abbiamo la più pallida idea di come andrà, teoricamente bene perché non ci sono razionali ragioni per cui debba andare male, ma non credo che la burocrazia abbia come principio cardine della propria quintessenza la razionalità. Comunque, quello che doveva essere fatto è stato fatto, l'istruttoria può durare fino a 60 giorni e si vedrà. 

Continuiamo a procedere invece nelle questioni che rimangono libere nell'aria non per leggerezza, ma per inconsistenza totale; utilizziamo il vocabolo continuiamo  perché non è che abbiamo cominciato adesso, ma  da settimane e settimane non troviamo nessun riscontro. Continuiamo perché non possiamo fermarci, ecco. 

Siamo quindi cercando di comprendere cosa scrivere nella documentazione attuale di questo tempo limbico fino al 31 marzo, quando tutto passerà definitivamente al terzo settore; ma noi siamo attualmente in regola appunto con le scadenze, ma in attesa di risposta. Teoricamente non possiamo più fare una ricevuta di donazione scrivendo Onlus, perché le Onlus non esistono più. ma essendo noi in situazioni limbica, cosa scriviamo? Esiste una formula intermedia che poi può essere utilizzata nel 2027 da chi ad esempio presenta delle ricevute emesse tra il primo gennaio e il 31 marzo 2026? Dove la troviamo questa formula? Secondo me emettere ricevuta con la dicitura Ente Nel Limbo è inappuntabile, ma l'agenzia delle entrate non ha uno spiccato senso dell'umorismo, è noto assai.

Quando lo chiediamo la risposta è: non ci sono indicazioni. Sui canali ufficiali di internet: non ci sono indicazioni. 

Abbiamo quindi provato ad avere la risposta dai massimi vertici, e cioè l'Agenzia delle Entrate stessa: passando dai canali di contatto su internet vengono fuori delle risposte che non sono quelle pertinenti alla domanda, esattamente come se questo argomento non lo avesse pensato nessuno. Cerchiamo di telefonare, ma per arrivare ad un umano che abbia l'autorizzazione a rispondere a questa tipologia di quesiti bisogna percorrere altri sentieri fatti di mille ostacoli rappresentati da numeri da premere, e ad un certo punto si precipita in un dirupo che fa bip bip bip bip bip. 

Quindi siamo passati a parenti e ad amici che abbiano lavorato nel settore supplicandoli di trovare notizie. 

Sempre contemporaneamente, visto che i canali ufficiali non sono chiari, abbiamo cercato di fare la domanda più esatta possibile a quell'incredibile fonte di saggezza sublime che è l'intelligenza artificiale: che ha dato una risposta di per sé sensata, che riguarda appunto una formula sospensiva. 

Ma in un mondo in cui le informazioni depositate in rete possono arrivare da quelli laureati all'Università della vita, al corrente di segreti per le menti superiori, che suggeriscono acqua e sale con una spruzzata di limone per qualunque avversità umana, secondo me anche le piaghe infette girando il tutto con la lama acuminata, è stato opportuno verificare le fonti che la mitica intelligenza artificiale ha citato e usato. Quella formula proposta sulle fonti non c'è: per cui non è tanto chiaro se l'oracolo sia stato profuso utilizzando le parole presenti nella domanda stessa. Non mi sembra proprio una soluzione sicura quel canale lì. 

Probabilmente siamo noiosi noi che andiamo a cercare mille aggrovigliamenti: che poi non è vero: sono talmente una ragazza di belle speranze che, vedendo tiepidi tepori di primavera, e avvertendo un'altra temperatura, ho cominciato a lavare giacche; non giacca invernali, bensì capi  autunnali rimasti lì perché non c'è stato tempo di gestirli. Immaginando che potessero essere utili tra poco, le ho quindi stese fuori, e ovviamente nella notte ha piovuto a dirotto  sulle giacche primaverili, torrenti di gocce come da Boog. E ovviamente nella stessa mattina la caldaia è in blocco. Quindi non è che non mi lancio in avventure metropolitane cercando sempre il pelo nell'uovo, sono le avventure stesse ad essere attirate qui.

Il Pierfrancesco Metereologo di Famiglia scuote la testa, dicendo che se non sono mai stata in grado di programmare leggendo le previsioni prima ormai non c'è speranza.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 19 febbraio 2026

Tavoli cavoli stivali.

 Vi ricordate il famoso ente locale che non vuole acquistare la seduta per il bambino nella scuola dell'obbligo, come da prescrizione di legge? L'ente che non ha detto di non avere i soldi e quindi di cercarli in qualche modo, ma il bambino deve andare a scuola: ma quello che ha risposto  alla mamma di fare lei anche con un eventuale raccolta fondi.

La mamma ha quindi inviato una richiesta formale, chiedendo una risposta in cui venga altrettanto formalmente comunicato che l'ausilio non può essere fornito dall'ente locale come sarebbe stabilito, spiegando di avere necessità appunto di un riscontro scritto per poter chiedere ad altre istituzioni il supporto. Ovviamente l'altra  motivazione, tra le righe, è: se dite una cosa del genere, dovete avere il coraggio di scriverla.

Hanno risposto dopo giorni e giorni e giorni dicendo che hanno attivato che cosa? il mitico Tavolo del Cavolo,  per decidere come procedere. Il tavolo di lavoro con tutti gli altri attori del territorio. Già, in primo luogo, quando si parla di tavolo viene l'orticaria, e l'abbiamo già sviscerato questo nobile concetto.

In secondo luogo la legge parla chiaro, l'ente locale ha degli impegni, in quella specifica area è anche stato elaborato un ulteriore documento che lo ribadisce, e l'ente locale in questione lo ha firmato.

Quindi la teoria era che l'ausilio veniva fornito, e dopo eventualmente si faceva il tavolo per dire: noi piccolo comune i soldi non ce li abbiamo, mettiamoci insieme per capire come fare, in modo che poi ad esempio ci sia un magazzino ausili comune a questa circoscrizione. Ma questi dovevano essere fatti loro, intanto l'ausilio andava fornito.

Invece la risposta è: la famiglia verrà avvisata tempestivamente dell'interlocuzione.

Ma non è chiaro quando avverrà, questa benedetta interlocuzione sul tavolo dei nostri stivali.

Detto più gentilmente non si può.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 18 febbraio 2026

Arancioni.

 Per farvi un esempio di quanto si continui comunque a camminare nonostante tutti i pasticci, i dubbi, gli impicci, e anche un po' le angosce legate alla fiscalità di questo nuovo terzo settore, in attesa di risposte molto flemmatiche.

Dallo scorso anno l'Associazione struttura periodicamente le visite dell'equipe riabilitativa con la partecipazione di un fisiatra da poco andato in pensione, che è un grande riferimento per tutto il territorio: è veramente un onore che abbia accettato, per le sue competenze. È un grande servizio che viene offerto alle famiglie, e un servizio che si amplifica nel fatto che i terapisti, grazie a queste valutazioni di equipe, possono imparare sempre di più e quindi supportare meglio l'evoluzione dei bambini; oltre ovviamente a sciogliere eventuali dubbi sugli obiettivi da raggiungere e sulle problematiche a cui prestare particolare attenzione.

La cosa bellissima è che il dottore ci sta veramente mettendo un entusiasmo che ci gratifica e commuove, al punto che ha coinvolto una specialista in scoliosi, una dei più grandi nomi del nord Italia, e sta cercando di portarla in associazione a fare una giornata di valutazione sulle scoliosi, e la dottoressa sembra molto contenta all'idea.

Significa evitare alle famiglie trasferimenti, code, liste d'attesa, guai di posteggio banalmente.

Ci sentiamo un po' orgogliosi.

Detto questo, consuetamente e tritamente,  cerchiamo i soldi. Ma almeno sappiamo che ne vale veramente la pena.

Ieri qui al sole è veramente scoppiata la Primavera, come lo scarlo di carnevale che brucia l'inverno.

Sicuramente avremo ancora giorni grigi, ma è evidente che la luce ormai è tanta. Con il sole ieri hanno fatto la comparsa una tipologia di cimici mai viste, grandi, arancioni fosforescenti come le calze che avevo in piedi io. 

Con il Vicinato abbiamo già ovviamente silenziosamente immaginato l'arrivo di tutte le tipologie orientali che mangiano frutti e boccioli, zanzare, lepidotteri, abbiamo alzato gli occhi agli scaffali  a guardare tutto ciò che ci siamo preoccupati per la lotta biologica di non si sa bene che cosa, visto che ogni momento appare qualcosa di nuovo; e ci siamo anche chiesti, questa volta ad alta voce, se la colpa sia appunto delle mie calze; e quindi basta togliere quelle e tutto si risolve. Mah. Ma sono dei Pokemon? eh sì. Vabbè, ma i Pokemon dopo i 25 anni per forza attirano qualunque piaga infestante per aria e per terra, anche tu, sveglia sei. Certo che siete sempre polemici. 

Scuotimenti di capo.

Buona Giornata. 

Angela

martedì 17 febbraio 2026

Il diritto e il rovescio.

 Alcuni enti locali , tra cui grandi comuni del nord-ovest, sono stati condannati dal tribunale a risarcire le famiglie dei disabili, perché avevano imposto al disabile stesso il pagamento di una larga quota per la permanenza in istituto.

Attenzione: non stiamo parlando della casa di riposo, che già è un argomento veramente indegno nella sua gestione all'interno delle politiche sociali. Parliamo degli istituti in cui vengono ricoverati i disabili giovani, magari per moltissimi anni, quando nessuno riesce più ad occuparsi di loro.

Con tutti gli annessi e connessi di un disabile giovane, in una grande percentuale che lo è dalla nascita, a livello economico, che ben conosciamo.

Sostanzialmente alcuni enti locali hanno formulato un regolamento, per cui la quota di competenza della persona stessa viene calcolata inserendo anche dei parametri che non possono essere nell'isee perché non costituiscono reddito, cioè la pensione di invalidità e l'accompagnamento.

La legge parla molto chiaro a tale proposito: tali fondi, chiamiamoli così per capirci, ma ricordiamoci che sono quattro soldi, non possono costituire reddito, perché si tratta di persone che non possono avere un reddito acquisito autonomamente.

La stessa legge dice appunto che per determinare il contributo per l'istituto bisogna valutare solo l'ISEE.

Alcune famiglie dei disabili hanno fatto ricorso ai regolamenti degli enti pubblici e gli stessi enti pubblici sono stati pesantemente condannati.

Quei soldini, che sono appunto pochi spiccioli nella vita di un disabile, devono servire al disabile stesso per tutte le spese che esulano dalla permanenza in struttura: tutte le attività sportive adattate, per esempio; le attività educative; tutto ciò che non è compreso all'interno dell'offerta della struttura stessa, e tantissimo non è compreso, inclusi moltissimi farmaci che non rientrano nel nomenclatore.

Dove sta ovviamente il problema: che i disabili ricevono nel corso della loro vita veramente un supporto che non garantisce la sopravvivenza in modo autonomo, viste le necessità assistenziali; e, dall'altra parte, che gli enti locali non ricevono fondi che mancano per una politica  locali non ricevono fondi che socio assistenziale che non esiste.

Quindi è ovvio che gli enti locali si trovino a formulare dei regolamenti che sono in realtà illegali, perché non hanno altrimenti i soldi.

Quindi la risposta doveva essere: certo che noi enti locali abbiamo commesso un grosso errore, certo che questi disabili hanno il diritto di essere risarciti perché sono poveri, ma è altrettanto certo che noi enti locali stessi non abbiamo i soldi per pagare le rette e diteci cosa dobbiamo fare.

Il problema è che la risposta non è stata questa.

Le istituzioni in modo molto chiaro hanno detto che è la legge che va variata, per far sì che il regolamenti diventino non illegali: cioè è il disabile che deve pagare, e non l'ente locale che deve ricevere più fondi. È stato anche aggiunto che si spera che non tutti i disabili facciano ricorso perché altrimenti sarebbe un grosso problema. Frittata rovesciata magistralmente, senza farla finire nel lavandino.

Ecco: sarebbe bello che queste parole fossero una provocazione per scuotere la politica che sta al di sopra degli enti locali stessi. Sinceramente, però, ascoltandole ci è sembrato di percepire una grande convinzione nel fatto che i disabili abbiano un reddito in realtà altissimo non dichiarato nell'isee proprio perché la pensione e l'accompagnamento non emergono, e quindi sono ricchi e possono fare un sacco di cose. 

Permettete a noi la provocazione: un'istituzione che dice questo si mette al livello del nullafacente che cerca di rubare la pensione e l'accompagnamento per non lavorare un giorno nella vita, sentendosi così furbo; e percependosi anche ricco: e giustamente quel furbo lì è ricco, perchè prende dei soldini senza avere i bisogni effettivi dei disabili veri, per cui quei soldini invece non sono nulla.

D'altra parte a noi è capitato spesso di parlare con la quint'essenza di Quelli Che Sanno, e cioè con chi si occupa appunto di politiche sociali, e ci è proprio sembrato di non abitare lo stesso pianeta. Però sappiamo tutti molto bene che la Fondazione Galattica è immensa, per carità: quindi forse c'è posto per tutti, peccato che magari sarebbe meglio rivedere un pochino gli altri vertici.

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 16 febbraio 2026

La burocrazia straordinaria.

 La mitologica iscrizione al glorioso registro del terzo settore è stata ultimata, nel senso che ho inserito il famoso codice acquisito con executive decision,  riguardato tutto ciò che avevo già fatto, controllato che gli allegati fossero nel formato giusto e fatto in via.

Poiché è una piattaforma pubblica, si è automaticamente generato il relativo modulo di ricevuta che è stato firmato elettronicamente .cades e ricaricato.

La procedura va quindi verificata per avere l'approvazione: teoricamente non dovrebbero esserci attuali motivi perché l'iscrizione venga rifiutata, salvo poi controlli molto più dettagliati nel corso del triennio, almeno così dicono le informazioni elette.

In pratica: finché non vediamo la scritta che la procedura è stata accettata, sulle spine un poco siamo, anche perché se così non fosse, sarebbe durissima  capire il perché, perché non si può immaginare che le cose siano chiare. Vorrebbe dire dedicare ancora e ancora tempo. Ma proviamo a non spingerci oltre con i pensieri, che in questo caso è quanto mai un'operazione del tutto inutile, perché tanto quello che si poteva fare è stato fatto, secondo noi bene; e non è pensandoci che possiamo cambiare le cose. Non serve stare seduti sul mitico taburetto ad attendere chissà che cosa intanto che la vita passa, per intenderci.

Quindi procediamo con tutte le varie adempienze burocratiche, tipo le rendicontazioni, che vengono fatte in frazioni di secondo liberi e attendiamo e basta. Attendiamo anche il mitico pin personale, con la passuòrd personale, che ci permette di usare purtuttavia e conciossiacosacchè il pin della onlus (che non si può più dire in quanto categoria abolita) che al mercato mio padre comprò.

Diciamo che auguriamo a tutta questa spettacolare, ferraginosa, irrecuperabile e improduttiva normativa  la benedizione delle Alte Sfere. Perché i nostri pensieri, invece, in quella direzione benedicente non ci vanno proprio. 

Buona Giornata.

Angela

venerdì 13 febbraio 2026

Attenzione prego, inutilmente.

 Amiamo le sfumature, come tutti coloro che stanno in equilibrio sulla vita e nella vita. Lasciamo agli altri le certezze della nettezza cromatica, della disperazione precisa che poi lascia seduti sul taburetto.

Adesso esagero, già che ci sono: pure il sole che sale e scende, spettacolo più bello e gratuito del mondo, è così cangiante.

Quindi di base verrà inviata l'iscrizione con quel codice lì e che le Alte Sfere benedicano tutti quanti. A meno che ovviamente non ci diano certezze assolute e dogmatiche in tempi molto brevi.

Ma intanto ieri c'è stato un attimo di esaltazione, durato un frammento infinitesimo.

 L'esaltazione è stata protratta per il tempo dell'apertura di una busta, quello di sedersi al computer perché tutto sommato la busta suddetta è arrivata anche in un attimo relativamente tranquillo, un paio di tentativi, la comprensione che non era un miracolo.

Diciamo 10 minuti proprio per essere ottimisti. E poi siamo tornati con i piedi nella burocrazia più bieca.

Perché ieri, udite udite, è arrivato il mitico pin per operare per la onlus.

C'era una bella letterina in cui spiegava che lì sotto c'erano i pin e la password da usare al primo accesso e poi cambiare, ma questa password temporanea andava comunque tenuta tanto cara, perché sarebbe stata necessaria in caso di smarrimento della password poi inserita per chiederne un'altra.

Per favore state attenti sapendo già che non capirete, ma voi state attenti lo stesso.

Dove c'era la parte riservata ai codici, la password non c'era, solo il pin. Nelle righe piccole c'era scritto che la password per gli enti non veniva fornita perché il rappresentante legale deve utilizzare la sua password personale. Perché la password viene data solo alle persone fisiche che inseriscono appunto questo dato, con il pin dell'ente che rappresentano.

Non perdetevi, state sempre attenti.

Ovviamente io non avevo una password personale bensì un pin personale.

E quindi con la Ragazza Comitatesca che mi supporta e sopporta stavamo cercando di capire com'era possibile che mi avessero dato un pin senza fare tutto il cine di mandarmi a casa la lettera con anche la password. Allora forse avevo la password senza cognizione.

Ho fatto 1000 tentativi, perché il sito è qualcosa che può essere solamente concepito da una mente malata all'ultimo stadio, ed è venuto fuori che il pin in questione era esattamente quello che avevo io, ma la password non c'era per davvero. Allora ho nuovamente fatto la procedura di richiesta ed è venuto fuori che mi manderanno a casa la stessa letterina che mi hanno mandato per la onlus, quindi tra 15-20 giorni, con il pin che però io ho già, e anche la password.

Ad averlo saputo prima, peraltro.

Poi però continua a non essere chiaro perché per la onlus non ci abbiano dato il pin subito e per me medesima sì.

Dopo un paio d'ore di elucubrazioni, all'interno delle quali però mi occupavo anche di Fabio, siamo giunti alla seguente conclusione.

Che la procedura che serve a me per entrare nel cassetto fiscale della onlus e vedere eventuali codici che tanto non ci saranno, perché quello che c'è lo sappiamo già, e quindi non importa, ma ci teniamo questa possibilità per il futuro), è una procedura che fa parte di fisco online dell'agenzia delle entrate. Il pin personale a me l’ha concesso solamente l'agenzia delle entrate non nella sua sublimazione fisica e spirituale di fisco online. Quindi: adesso fisco online, che è sempre l'agenzia delle entrate ma non parla con l'agenzia delle entrate, mi manderà a casa il pin che io ho già con insieme anche la password.

Con quella password e il pin della onlus, passando da fisconline dell'agenzia delle entrate, e non dall'agenzia delle entrate, perché sono fratelli di sangue ma si odiano, forse arriverò al cassetto fiscale.

Se non avete capito non importa, siamo in buona compagnia.

A questo punto abbiamo ribadito nel nostro pensiero che utilizzeremo il codice che forse ha delle sfumature, altrimenti non ne usciamo vivi.

Buona Giornata.

Angela

 

giovedì 12 febbraio 2026

Pensavamo.

 Ieri le teste pensanti della Onlus, che detta così sembrano una congrega da Premio Nobel e invece siamo noi poveracci che cerchiamo di congetturare il modo per mandare avanti qualcosa che può aiutare le famiglie, hanno partorito il seguente pensiero a riguardo del famoso codice da inserire nella domanda di iscrizione ai Runts per cui non ne stiamo venendo a capo. 

Non ce la facciamo a confrontarci con l'Agenzia delle Entrate, che è ancora da vedere che ci permetta di fare questo discorso a distanza, e nello specifico dovrei andarci io. Non ce la faccio perché non ho tempo. 

Spiegazione secca, netta e lapalissiana: non è che non ho tempo perché devo fare la meditazione trascendentale, il numero di passi imposto nella giornata, la riflessione sulle zucchine bollite, lo studio sulle neurocostellazioni partendo da qualche testo improbabile. 

Non c'è tempo e basta. 

Allora: se noi mettiamo il codice più plausibile, tenendo conto che stiamo parlando di una sfumatura; un codice che non riguardi l'arte orafa, la coltivazione dei peperoni di Carmagnola, la tessitura del tappeto persiano o la fabbricazione dei sombreri, piuttosto che la ricerca sulla filogenetica del levriero afgano v, o sulla rilegatura dei testi del Mato Grosso. 

Ecco, mettiamo un codice congruente, che al limite non è congruissimo appunto in modo sfumato. Tenendo conto che la situazione fiscale è corretta, che le dichiarazioni IVA vengono sempre presentate nei tempi giusti. Che tutti gli altri parametri sono apparentemente corretti, nella misura in cui possono essere corrette le cose in questo grande marasma del terzo settore incomprensibile ai più. 

Ecco, tenendo conto di tutto questo, se noi scegliamo il codice più sensato da quell'accidenti di menù a tendina, e dovessimo anche sbagliarlo, ma che cosa ci possono fare? Possono dirci di cambiarlo. Ma intanto siamo andati avanti.

Partendo dal presupposto che solo chi non agisce con la scusa di non sbagliare non va da nessuna parte, noi stiamo pensando a questa condotta di vita qui. 

Perché non è possibile che una menata del genere debba impattare così tanto sul nostro benessere mentale,  ma soprattutto possa rischiare di compromettere la sussistenza stessa della Onlus e quindi i benefici che reca alle famiglie, se andiamo fuori tempo massimo. 

Insomma, tenendo conto che nessuno si mette in tasca niente, che i parametri del terzo settore sono tutti rispettati, in un mondo in cui i problemi fiscali dovrebbero essere degli altri, stiamo proprio pensando di fare così. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 11 febbraio 2026

Ancora quelli in ciabatte.

 La digitalizzazione, ovviamente per chi riesce a praticarla, facilita un poco la vita di quelli chiusi in casa come noi. 

Restano obiettivamente delle incongruenze: per esempio i comuni e le città di grandi dimensioni che hanno strutturato la procedura di rinnovo o rilascio del permesso per disabili  direttamente da piattaforma, tramite accesso con le proprie credenziali e necessari documenti allegati.

Andiamo oltre al fatto che bisogna essere in grado di procedere o comunque venire aiutati: che è già poco semplice nel bisogno burocratico estemporaneo, diventa un'idea pesante nella quotidianità del supermercato, tipo facciamo lo sconto agli anziani muniti di app, gli altri si arrangiano (tra parentesi: il supermercato è stato boicottato gentilmente e ha fatto marcia indietro); rimaniamo sull'aspetto che toglie il problema di chiedere appuntamenti, recarsi negli uffici, fare code, eccetera eccetera eccetera.

Fermiamoci al positivo.

C'è l'incongruenza lo stesso, che è pure peggio: perché allora non è facilitazione a favore del disabile, ma dell'ufficio erogante. Non si è nuovamente capito nulla della problematica.

Sostanzialmente: poi difficilmente viene fatta la spedizione a domicilio ed è necessario recarsi nell'ufficio per il ritiro quando convocati.

Ma allora.

Se il disabile non può muoversi.

Se chi lo assiste non può muoversi perché è legato al disabile che non può muoversi.

Se è stata fatta tutta questa grande rivoluzione digitale, non si poteva arrivare in fondo pensando anche ad una facilitazione nella consegna a domicilio in qualche modo?

Credo che il perplimersi sia autorizzato senza richieste formali, o almeno lo spero. 

Così vi racconto come funziona qui, perché è storia proprio di questi giorni, con i residui dell'accidenti cefalico rappresentati da qualche dolore ancora all'interno delle ossa delle orecchie e nella mandibola.

Noi piccoli provinciali non abbiamo ancora la digitalizzazione per questa cosa e quindi facciamo in un altro modo.

Ciao Ufficio del Comune, sono io, mi mettete in contatto con il Vigile che devo rifare il permesso disabili di Fabullo?

Ciao cara ti faccio richiamare.

Ciao, sono il Vigile, non ti devi preoccupare, prepara le tre cose che servono, quando le hai mi chiami, questo è il mio numero e te lo tieni, io vengo a casa, ti faccio firmare la scartoffia e poi ti porto il permesso quando arriva.

Ovvio che certe cose si possono fare solo sui piccoli numeri, non è lì che volevo arrivare: bensì al punto per cui se una procedura è facilitata, lo deve essere fino in fondo, altrimenti non è la soluzione di un problema. Per rispondere alla nostra richiesta, nessuno ci ha detto che ne facciamo un pezzo e non l'altro, di tutta la faccenda, non sarebbe mai venuto in mente.

Sempre storie da provinciali in ciabatte.

Buona Giornata.

Angela

martedì 10 febbraio 2026

Ko forse.

 C'è stato un blackout umano, altrimenti definibile, forse, come ko tecnico, della sottoscritta.

Difficoltò Durata qualche giorno, infida,  con momenti migliori che facevano dire che passa subito e momenti peggiori che facevano ripiombare il tutto nel baratro dell'organizzazione più difficile.

Fino al culmine del quarto giorno e alla soluzione totale di oggi. in cui rimane solamente più il residuo di un mal di testa efferato, con un po' di  attuale dolore alle ossa del cranio.

Viste le nausee, che poi passavano; i brividi, che poi passavano; il mal di testa costante e penetrante  con punte  più acuminate, che non si capiva se fosse una causa o una conseguenza; non è stato chiaro se il tutto sia stato imputabile ad un'emicrania di quelle importanti, o ad un virus di quelli fulminanti, subdoli, disonesti, un po' come quello che forse ha colpito Fabullo dieci giorni fa .

Stamattina, a parte il residuo di un dolore perforante dell'orbita oculare destra e la sensazione di essersi arrampicati da un dirupo profondissimo per uscirne, sembra tutto sistemato.

Ovviamente, si è impanata tutta la nostra produttività, che è proseguita per forza di cose non potendosi mettere a letto con i libri e la berretta da notte .

E soprattutto non è arrivato nessun miracolo per il famoso codice che mi serve per la ONLUS, e mi sa che mi tocca rivolgermi direttamente all'Agenzia delle Entrate, e mi cadono già tutte le formazioni anatomiche sottoposte a forza di gravità .

Buona Giornata.

Angela

lunedì 9 febbraio 2026

Tutti d'accordo.

 Noi adoriamo Quelli Che Fanno, si sa, punti cardine dell'esistenza di chiunque, conchiglie madreperlate su una rena zuppa di tristi residui dopo la mareggiata, ganci in mezzo al cielo come dice il Saggio, squarci di sole quando uno desidera solo la coperta sulla testa. Vogliamo bene a Quelli Che Fanno, punto primo, perché sono Persone tendenzialmente simpatiche; punto secondo, perché effettivamente quello che possono fare lo fanno, senza stare a tirare fuori troppi castelli di concetti le cui fondamenta sono  costruite sulla sabbia: e sabbia di scarsissimo valore, sapete, mica quella della spiaggia della Pelosa. Terzo, perché riescono a prendere comunque in giro Quelli Che Sanno, poichè i suddetti che sanno sono degli esseri poco utili al mondo ma strumentali alla causa.

Quelli Che Sanno, per la loro stessa natura intrinseca babbea, difficilmente si accorgono di essere stati presi in giro, così andiamo tutti d'accordo.

Per esempio: quando bisogna sbrigare qualche sciocca procedura, che Quelli Che Sanno trasformano in un evento degno di qualche onorificenza galattica, per sentirsi importanti e scoprire di avere una funzione a questo mondo. Tutti sappiamo che non è vero, ma non glielo possiamo certamente annunciare, altrimenti ci complicheremmo ulteriormente l'addolorata, e costernata, esistenza.

Per questo adoriamo Quelli Che Fanno della categoria medica, con un curriculum prezioso, quando esprimono i seguenti concetti: dobbiamo far contento questo tizio che deve sentirsi importante? e va bene, mi siedo lì, faccio l'allievo del primo anno di medicina, sorrido, acconsento,  faccio ahhh ihhh ohhh per la meraviglia, questo mette una firma, noi ce lo siamo tolto, e noi lo vediamo più.

Così si fa.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 6 febbraio 2026

All'ologramma va benissimo.

 Nel profondo nord ovest, molto molto ovest, un bimbo della Onlus ha necessità di acquisire un nuovo sistema posturale per la permanenza all'asilo: il precedente è piccolo. Capita che i bambini crescano.

Tutta l'equipe sanitaria ha certificato che è necessario ai fini della frequenza scolastica, che sarebbe un diritto, della didattica, della socialità, della sicurezza, delle grandi parole. E serve proprio quell'ausilio lì, e non un altro eventualmente presente nel fondo remoto di qualche magazzino.

La legge prevede che queste forniture, quelle per la scuola, vengano garantite dal comune di residenza: in soldoni sonanti, il comune deve pagare.

E' stata fatta una riunione plenaria: famiglia, ente locale, dirigenza scolastica, professionisti asl.

Preso atto di tutto, il comune ha detto che non ha i soldi. E basta. E quindi non può.

Nessuna delle altre personalità presenti ha proferito la seguente frase: capiamo il problema, i costi sono alti, ma è una spesa necessaria, dovuta, il bambino deve andare a scuola, i soldi li dovete trovare voi, fate come volete, andate fuori budget, chiedeteli alla regione, al ministero, all'Europa, alla Fondazione Galattica, ad Hari Seldon di ologramma ologrammente, fatti vostri, ma è da fare.

Nessuno ha articolato verbo.

La Famiglia Isterica ha fatto mille domande prive di risposta.

E quindi a chi dobbiamo chiedere? A nessuno, è la risposta, perché vi rimanderebbero al via senza le ventimilalire.

E quindi facciamo la stessa domanda per iscritto, alla cortese attenzione di tutti, la risposta che non si può deve arrivare per iscritto; puntualizziamo la necessità che vincola il diritto di frequenza scolastica; facciamo presente che la risposta formale, eventualmente negativa, è necessaria alla Famiglia Isterica per motivare un'ulteriore richiesta altrove.

Detta così è pesante.

Certo che lo è; si offenderanno da morire; è da vedere se lo mettono per iscritto; la strategia potrebbe essere tirare avanti fino a giugno senza risposte. Per questo bisogna per forza provare a scrivere: perchè se non rispondono si può riscrivere accumulando fatti.

Insomma, non è una comunicazione che farà felice l'ente in oggetto: e pazienza, andranno da uno bravo per superare il trauma psichico, come quelli che non hanno mai superato la negazione di una pasta di mandorle all'età di 8 anni e mezzo. Ma non saranno simpatici, probabilmente.

Cara Famiglia Isterica, procuratevi cioccolato melissa camomilla profumi vanigliati salame morbido tome dell'alpeggio; aggiungete l'ascolto di Experience del buon Ludovico. Sarà necessario per mantenere un minimo la calma.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 5 febbraio 2026

Piena di buon senso.

 La Palliativista Santa Subito ha detto che vorrebbe provare a togliere del tutto l'oppio, reinserendo invece la morfina: secondo lei l'oppio non sta facendo proprio niente e la morfina potrebbe aiutare di più sul dolore e anche sulle condizioni respiratorie.

Quando l'abbiamo provata è stata gestita talmente male che non fa testo su come fosse andata, e noi siamo assolutamente d'accordo su questo.

L'unica cosa che abbiamo chiesto è se Fabio sarà nuovamente tendente al rimbambito come quando prendeva più oppio, perché adesso che l'abbiamo scalato abbiamo riscoperto come è lui davvero e ne siamo contenti, e anche lui quando sta bene riesce a fare moltissime delle cose che gli piacciono molto, il tutto compatibilmente.

Sempre compatibilmente, l'adattamento è condizione primaria di sopravvivenza, lo diceva qualcuno di molto più saggio di noi alle Galapagos.

La Dottoressa ci ha spiegato che potrebbe esserci una fase un po' intontita, ma che dura solo qualche giorno: però scalare una molecola e introdurre l'altra qualche pasticcio lo potrebbe creare, e quindi la Palliativista Santa Subito è stata immediatamente e meravigliosamente piena di buon senso.

Ha detto testualmente: dobbiamo trovarci in un momento di stabilità e tranquillità, che non sappiamo mai quando sia e quanto duri, ma non adesso. 

Ma non adesso. 

Perché è vero che sono nuovamente giorni tranquilli, che la morfina potrebbe poi portare a meno impicci rispetto all'oppio, ma adesso voi siete davvero troppo stanchi. Stremati, sfiniti, prostrati oltre misura.

Che le Alte sfere la benedicano sempre. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 4 febbraio 2026

Soprannaturale.

Sempre checché se ne dica: uno può aspettare la scadenza del 31 marzo per l'iscrizione al registro della Onlus, può aspettare come se non ci fosse un domani, facendo l'asceta il filosofo il relativista. Solo che poi il domani arriva e pure il 31 marzo. 

Quindi: meglio non attendere l'arrivo degli eventi senza innescare nessuna reazione quantomeno inerziale degli eventi stessi: soprattutto perché stiamo parlando di situazioni che riguardano la pubblica amministrazione, uno non può pensare che tutto fili liscio. E' sempre statistica, non malpensantismo.

Per questo è stato strutturato anche un piano B: ho chiesto la possibilità di accedere al cassetto fiscale della Onlus, per poter visualizzare le dichiarazioni IVA in cui forse, dico forse , troveremo il benedetto codice dei miei stivali. Questo per essere autonomi, o almeno provarci, senza aspettare consulenze varie.

(Tra parentesi: quando si perdono troppe autonomie dell'esistenza, si perde anche la pazienza verso chi le dà per scontate e si ammammalucca ad ogni piè sospinto. Provarci bisogna sempre).

Tale accesso è stato approvato dall'agenza delle entrate, previo ricevimento della seconda parte di un pin via posta cartacea.

Se non arriva entro 15 giorni bisogna fisicamente recarsi in un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, nello specifico ci devo proprio andare io, semplicissima come idea, tenendo conto che l'ultima volta che sono uscita di casa con un paio di scarpe in piedi è stata esattamente venti giorni fa.

Aspettate un attimo: ho chiesto il domicilio fiscale tramite l'utilizzo della PEC, per cui non potete mandarmelo via pec questo benedetto secondo pezzo di un pin, tutto detto allitterando?

Eh no: arriva per posta tradizionale. Col piccione viaggiatore. Una mano passa l'altra. Eventualmente si bagna per la pioggia e scompare.

Potete immaginare che uno si studia anche i piani b, ma poi sono quelli lì.

Mammasantissima.

Allora: siccome facciamo tutto bene,  e non stiamo ad attendere l'avvenire con la dinamicità di un bradipo, ma poi si ha a che fare con queste risme di faccende qui, si impone il piano C: Amici Amatissimi, pregate per il miracolo del pin. Che arrivi, che mi permetta di accedere alla documentazione, che ci sia ciò che serve nella documentazione in oggetto.

Quando si entra nel castello di Kafka, solo il soprannaturale può vicariare.

Buona Giornata.

Angela

martedì 3 febbraio 2026

Checché.

 Tutti in questo mondo, checché ne possiamo pensare, dobbiamo cogliere l'attimo.

Perché è insito nella nostra condizione umana, questione  più o meno accettata.

Il punto è per cosa si coglie l'attimo, in questo sta probabilmente la qualità della nostra giornata.

Nello specifico nostro, tale infinitesimo viene carpito, nell' intervallo di tempo in cui non abbiamo delle emergenze: questo ci consente di muovere passi per la casa, compiere azioni, dettare cose contemporaneamente, programmare il sistema nervoso centrale su svariate funzioni intercorrenti. Quando si è in emergenza tutto il metabolismo deve andare in una sola direzione.

E' la solita legge della sopravvivenza: quando si è in sicurezza si disegnano i graffiti delle grotte di Lascaux; se arriva T-Rex, si corre e basta.

Tutto questo per dire che ieri, perché era ieri e di emergenze per fortuna non ce ne sono veramente state, e il Medico Santo Subito ha confermato che Fabullo stava bene, abbiamo colto l'occasione per ripartire con quella benedetta crocetta sul codice delle attività diverse per l'iscrizione al terzo settore. Diciamo che non è così che uno vorrebbe trascorrere il proprio tempo: ci sono azioni indubbiamente poco intelligenti, ma che vanno fatte perché fanno parte della vita quotidiana, o perché portano qualcosa di molto bello: è la differenza tra avere 3 anni e 26 che fa sì che certi elementi salienti della quotidianità vengano portati avanti indipendentemente dal nostro desiderio. In questo caso mi sembra solo una babbea menata, ma è necessaria per la onlus e quindi s'ha da fare. Una crocetta: una crocetta ci separa dalla spedizione di questa corbelleria; non preparare bilanci, avere requisiti, rientrare nella legalità: una crocetta su un numero.

Ho ricominciato a spedire messaggi, a mandare mail, chiedendo cose del tipo: avete mica avuto occasione di pensare alla domanda precedentemente fatta, cioè  quale codice devo inserire per concordare con la fattura di attività che vi allego?

La stessa identica domanda che non ha ricevuto precedentemente risposte.

Ogni tanto mi vergogno a rimandare le stesse domande. Mi sembra di dire che prendo atto che non abbiate capito, oppure di evidenziare quanto sono noiosa (fatto che però non è che possa proprio sconvolgermi, insangrinarmi, farmi sentire in grande colpa).

Però al momento di salvagente che mi dicono quale benedetta voce del menù a tendina devo barrare non ne sono arrivati.

Manteniamo la calma.

Anche perché non so bene cos'altro fare, come sempre.

Accidenti. Spero tanto che la quint'essenza dei burocrati la benedicano le Alte Sfere, perché io non ne sono umilmente in grado.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 2 febbraio 2026

Giravento.

 Dopo le ore cupe il vento è nuovamente girato, in modo incomprensibile: e va bene, è l'oscurità in sé che  non va bene, perché comprendere ci permetterebbe, forse, di non ripetere certe esperienze. Oppure no, perché le cose capitano e basta. 

Fatto sta che.

Fatto sta che non abbiamo capito niente, appunto, e ci tocca prenderne atto, accettare la faccenda: senza neanche stare troppo a sindacare su quale sia la differenza tra accettare e subire. Accade una cosa e te la metti sulle spalle; oppure avviene una cosa e te la metti dietro alle spalle. Per noi vale un po’ d'idea che beato chi le capisce queste differenze, meno male che a questo mondo ci sono i saggi e gli intelligenti, noi non ne facciamo indubbiamente parte e quindi siamo autorizzati a dire che non sappiamo che dire.

Fatto sta che: Fabullo é al momento tornato quello di sempre degli ultimi tempi; venerdì mattina é passata la Palliativista che, con il nostro Medico Santo Subito, é sempre rimasta in contatto con noi continuamente negli scorsi giorni: lo ha trovato bene, condizioni respiratorie addirittura migliori del solito:

Siamo molto contenti di avere qualcuno che passa continuamente, perché ogni tanto noi facciamo fatica a capire se abbiamo un problema oppure no: se qualcuno passa spesso a visitarlo esistono dei dati più obiettivi.

La Dottoressa nemmeno sa che dire su questo disastro di nausee e crisi e vomiti durati un intero giorno. La certezza è che, quando poi ha dormito come un sasso, è perché era stremato; fosse stata una sonnolenza neurologica, non è che passava così.

La Dottoressa non pensa tanto che sia stato l'aumento del farmaco: aumento per altro in questo momento annullato e ci ripenseremo a bocce un po' più ferme.  Pensa piuttosto ad un virus di quelli fulminanti, che stanno circolando abbondantemente, e neanche dei più aggressivi, poiché pare che siano simpatici quanto i piranha. Su Fabullo, però, il non aggressivo va contestualizzato in realtà con i pasticci che ogni piccola cosa provoca, partendo dalle sue condizioni non proprio brillanti. 

È stata qui un'ora per essere certa di osservarlo bene, e adesso vediamo un po' che succede. La Palliativista entra di diritto nei Santi Subito.

Nel pomeriggio poi sono arrivati i nostri terapisti, la nostra tecnica ortopedica, e gli specialisti dell'ASL, per cominciare a mandare avanti le scartoffie per un nuovo sistema posturale; formalmente non si potrebbe,  perché non sono passati i tempi giusti per una nuova prescrizione; ma ci sentiamo di dire che sia abbastanza possibile dimostrare che nell'ultimo anno Fabullo  proprio bene non sia stato, e le condizioni siano quindi cambiate. 

Questi specialisti non ci vedevano da un paio d'anni abbondanti, hanno guardato Fabullo, hanno guardato noi, e hanno scosso la testa e chinato gli occhi. Ogni tanto le facce altrui sono molto più eloquenti di qualunque specchio, perché lo specchio lo guardiamo solo con il nostro punto di osservazione. 

Ho comunicato a tutti che questa volta io non porterò due mesi di pazienza, nel momento in cui avessimo il minimo dubbio di problematiche burocratiche non gestite adeguatamente. 

Ci hanno assicurato che saranno loro stessi a perdere la pazienza immediatamente per tutelare Fabullo. 

E va bene. 

Oggi invece passa il Medico Santo Subito a monitorare.

E quindi abbiamo ascoltato Ezio Bosso e Bungaro, propinandolo a Fabullo fino alla nausea, ma sembrava contento. 

Ho letto Viola Ardone, che mi sconvolge sempre per la sua immensa bravura. 

Che anche questo febbraio sia.

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 30 gennaio 2026

Il permesso.

 Per descrivere la mattinata di ieri, fino a più o meno le 13, vanno pensati tutti i tipi di aggettivi che siano legati ai pezzi che si staccano: è stata una mattina straziante, lapidante, dilaniante, lacerante, frantumante.

Il tutto va applicato a carni ossa e tessuti vari presenti nel corpo.

Con al di sopra e intorno un'atmosfera di piombo che stringeva più forte di qualunque morsa.

FaBullo intontitissimo, addormentato in una maniera così profonda che non sapevamo più cosa pensare.

Io ho chiesto pietà e il permesso di piangere tutta la mattina. Voglio procedere con tutte le azioni che vanno compiute ma intanto, contemporaneamente, Lasciatemi piangere.

Con i singhiozzi e i ragli.

Alle 13 semplicemente si è svegliato e, dietro precisa domanda, ha risposto che stava bene. Trullo, con gli occhi grandi e luminosi.

Probabilmente doveva semplicemente recuperare la giornata precedente piena di tremori crisi epilettiche nausea e vomiti .

Ieri non c'è stato più nulla di tutto ciò, ovviamente non abbiamo capito se si sia trattato di un virus fulminante nel suo passaggio o di un fastidio legato all'aumento del farmaco contro la stitichezza .

Ieri pomeriggio quando il vento è cambiato, la luce è tornata, la morsa allentato la presa, io ho chiesto il permesso di continuare a piangere per il sollievo.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 29 gennaio 2026

Niente molecole di panna cotta.

Qualunque azione  contemporanea di un'altra azione, sincrona e coordinata  (no, vabbè, parlando di coordinazione ho esagerato, chiedo assolutamente venia e perdonanza) è stata sospesa poiché Fabullo vomita, e quando non vomita ha la nausea continua con gli spasmi e i conati. È spossato, vorrebbe riposare, ma sta con gli occhi sbarrati in attesa del successivo attacco di nausea che arriva puntuale a intervalli ravvicinati.
Non sappiamo se sia un virus, però non ha nient'altro, e quindi ci fa un pochino pensare; oppure un effetto dell'aumento del farmaco antagonista degli oppioidi per gli stitichezza. L'aumento è stato infinitesimale, ma Fabio è Fabio e magari crea degli spasmi addominali di per sé non troppo rilevanti, ma che danno fastidio allo stomaco.
Chi lo sa.
L'aumento è stato per intanto annullato per decisione unanime dei medici con votazione palese.
Quindi le azioni eventualmente sincrone sono state sostituite dalla posizione seduta continua di fianco a Fabullo, intervallata dalla posizione in piedi di fianco a Fabullo, alternata alla posizione in piedi chinata verso Fabullo.
Insomma, le attività sono diventate più omogenee.
Ma non la consistenza  delicata che ne so, della panna cotta, del bunèt, o del caramello. Propendo per il solito e noto pantano vischioso. 
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 28 gennaio 2026

Basterebbe la crocetta.

 Siamo ripartiti non so se a spron  battuto, perché la necessità continua di interrompere qualunque lavoro non ci permette in realtà grandi sprint, non si fa proprio in tempo a prendere la rincorsa: diciamo che siamo ripartiti a procedere sempre sempre sempre, e, quando le mani sono occupate in altro, procediamo lo stesso con la pianificazione mentale e le dettature.

Essendo gennaio, stiamo preparando la mitica rendicontazione per il giudice per gli ingenti fondi destinati a Fabullo: stiamo facendo tutto bene, solitamente viene approvata in tempo zero, senza mai ulteriori richieste. E' tutto specificato fino all'ultimo centesimo, con meravigliose tabelle colorate che indicano entrate uscite e voci, qualunque insignificante dettaglio viene descritto.

Manca ancora un documento che la banca non ha ancora fornito e poi passeremo tutto alla nostra Autorevole Autorità che procede per noi con il tribunale.

Sempre contemporaneamente, stiamo procedendo con la rendicontazione di due progetti per la Onlus, che o non ci danno un accidenti per anni interi, o bisogna fare tutto insieme: che non vuol dire che ci diano i fondi ora,  vuol dire che dobbiamo prima rendicontare. 

Ulteriormente contemporaneamente, seguitiamo  annaspando con la mitica iscrizione della Onlus al leggendario registro del terzo settore, che infiniti impicci addusse a tanti piccoli enti  tipo  noi. È tutto fatto, anche perché la verità è che la nostra documentazione era già a posto anche prima di questa fiabesca riforma, quindi basta compilare e allegare.

Potrei avere già spedito la richiesta. 

Potrei spedirla in questo stesso istante.

Salvo che.

Nessuno comprende in quale Codice Istat inserire le attività diverse eseguite dalla Onlus, le quali attività non sono da considerarsi commerciali perché apportano pochi euro ma vanno specificate perché presenti in bilancio.

Bisogna mettere una crocetta su un menu a tendina, e nemmeno uno ci sa dire in quale casella. Essendo una classificazione Istat, lo abbiamo chiesto all'Istat, il quale Istat ha risposto:  è vero che è una classificazione  dell'Istat, ma bisogna chiederlo all'Agenzia delle Entrate.

Diciamo che, ad averne il tempo, uno si metterebbe a strillare.

La crocetta dell'attività diversa dell'Istat nel portale dell'Agenzia delle Entrate. Già solo detta così si capisce l'intelligenza della faccenda.

Buona Giornata.

Angela

martedì 27 gennaio 2026

I progetti futuri.

 Amici Amatissimi, anche questa volta non so cosa stiate facendo esattamente, ma sta funzionando, quindi continuate imperterriti come solo voi sapete fare, puntigliosi.

L'allarme sta assolutamente rientrando, è assodato  e da noi accettato  che tutto parte da un impiccio intestinale, probabilmente neanche troppo complesso.

L'impiccio è accettato nel senso che stiamo respirando con maggiore ampiezza toracica,  e non stiamo pensando a catastrofi imminenti, sempre contestualizzate per noi, ci mancherebbe. 

Stiamo aprendo il cuore ad un po' di leggerezza, al punto che Paulo Aimo Propositivo ha deciso che quest'anno non seminerà più l'erba perché non ne vale la pena, tutto verrà coperto da rosmarini gaure lavande e robe varie che  sopportano meglio la siccità. 

Il Vicinato è d'accordo con noi, annuendo silenziosamente.

Questo significa che stiamo addirittura facendo progetti per il futuro, ognuno c'ha i propri, di progetti, sempre contestualizzando,  come si diceva poco fa. Noi lasciamo perdere il prato e piantiamo qualcos'altro.

Quindi non diciamo niente in modo che tutto passi in modo poco appariscente, prima che qualcuno se ne accorga;  e voi andate avanti così, che siete sempre la nostra carta vincente. 

E quindi vi abbracciamo sempre. 

Oggi, come giorno simbolo che deve essere tutti i giorni ma oggi di più, siamo convinti anche noi nel dire che non bisogna dimenticare: perché dimenticare qualcosa di terribile diventa poi una scusante per far finta di nulla in ogni quotidianità, nel dire che finché le cose non ci toccano va tutto bene, nelle nostre tiepide case. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 26 gennaio 2026

Interpretare.

 Venerdì abbiamo faticosamente e pian piano rivisto spiragli luminosi. A raggi. A fasci. Mica tutto insieme, il sole. 

 Il malessere che Fabullo aveva evidenziato giovedì è rientrato, siamo stati col cuore in gola tutto il tempo e sinceramente lo siamo ancora, ma sicuramente non quanto giovedì, in cui non capivamo bene dove saremmo andati a finire.

Quello che ci ha fatto preoccupare in maniera esorbitante è che ci sembrava di vederlo molto intontito, e quindi abbiamo veramente temuto di essere nuovamente in un precipizio di quelli da accumulo di qualcosa, come era accaduto con l'oppio. Fatto completamente senza senso perché l'oppio lo abbiamo in realtà anche ridotto. D'altra parte, però, per quanto poco, a forza di prenderlo qualcosa combina dentro ad un organismo, indipendentemente dalle quantità.

In più, da un mese abbondante stiamo somministrando quel farmaco antistaminico che avevamo sospeso dopo due dosi a giugno quando c'è stato il sovraccarico di oppio, che incubo: lo diamo per sfruttare l'effetto collaterale che è la sonnolenza, per concedergli di riposare meglio la notte e quindi di avere meno crisi epilettiche. Ci sembra che stia aiutando, perché arriviamo anche a due ore di sonno, e nei giorni migliori ci sembra che le crisi epilettiche si riducano anche nella giornata, che era quello che sperava l'epilettologa, facilitando un ritmo sonno veglia più regolare. Quindi eravamo contenti.

Tutti ci hanno giurato che gli effetti collaterali che abbiamo visto a giugno erano dovuti all'oppio e non a quel farmaco, ma giovedì siamo veramente diventati matti per il male al cuore,  quando lo abbiamo visto così: chiedendoci, peraltro, se questa cosa potesse capitare dopo più di un mese: i medici continuano a dire che non c'entra niente, anche se su Fabio le mani sul fuoco non ce le mette veramente mai nessuno.

Nella giornata di venerdì, invece,  lo abbiamo visto piano piano molto meglio, per cui ci fa pensare che il problema sia stato il dolore da stitichezza, che indubbiamente in questo periodo è arrivato senza capire bene perché, e quindi nuovamente ci chiediamo se stia succedendo qualcosa che dà un rallentamento generale o se sia un caso; e il sopore che c'è stato, soprattutto al mattino, probabilmente era proprio dovuto al fatto che aveva male ed era molto stanco, e avevano armeggiato per liberare quel povero intestino,

La situazione è pian piano rientrata, sicuramente la pancia non funziona bene ma lui lo abbiamo visto davvero meno sofferente. Quando riposa a lungo di giorno ci facciamo delle domande e stiamo con il fiato sospeso, e poi non sappiamo cosa risponderci.

Probabilmente riesce a riposare perchè sta effettivamente meglio, non per un rallentamento neurologico: e noi abbiamo paura di tutto, forse anche delle cose positive.

Così la prendiamo un giorno alla volta e possiamo dire che venerdì Paolo Aimo Festeggiato non  ha fatto proprio i salti di gioia, ma si è goduto la giornata sicuramente meglio che se fosse stata come il giorno precedente.

La cosa che un po' ci rassicura è che non ha nessun problema respiratorio, che invece dovrebbe intervenire in un rallentamento centrale delle funzioni. Però anche lì, chissà se è perché stiamo entrando in un tunnel e siamo all'inizio o perché siamo noi che abbiamo paura e interpretiamo male la realtà.

Voi fate una bella cosa: che chiedete alle Alte Sfere, senza farvene accorgere, che Fabio respiri dignitosamente, faccia la pipì e la cacca regolarmente. Insomma queste nobili azioni, quelle scontate.

Fate questo Amici Amatissimi, che le Alte sfere è bene che non si accorgano troppo di noi, perché altrimenti chissà cosa succede. Chissà che vadano meglio le richieste per interposta persona.

Vi vogliamo tanto bene.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 23 gennaio 2026

Il soffitto plumbeo.

 I giri di parole talvolta non è che abbiano un gran significato, Per esempio per dirvi che ieri è stata una giornata brutta. Proprio brutta. E non è che ci vengano in mente altri modi per descriverla.

Indubbiamente poteva essere spaventosa, potevano esserci emergenza assolute, corse in ospedale, ingresso in casa di medici e paramedici di gran carriera.

Non è andata così, è stata una giornata di una bruttezza sorda, con quelle angosce che non lasciano spazio al respiro ampio e ai pensieri ariosi nemmeno per un istante infinitesimo.

Nulla è successo se non un problema di pancia, neanche dei peggiori che abbiamo incontrato nell'ultimo anno, per carità.

Ma erano settimane e settimane che non vedevamo Fabullo così in difficoltà, così giù, così stanco e con le energie solo per lamentarsi. Non il pianto disperato dei dolori lancinanti del passato, ma la fatica subdola la che toglie le energie, la luce, i saluti e le parole.

Noi abbiamo atteso, siamo stati dietro alle cose, siamo stati infinitamente tristi.

E basta.

Non siamo stati capaci di fare di meglio.

È venuta la fisioterapista e gli ha fatto molto bene.

Abbiamo chiesto a tutti quanti pietà perché non saremmo riusciti a esprimere brillantezza d'animo o pensieri quotidiani organizzati (nella nostra media, chiaro), peraltro eravamo abbastanza disorientati a livello spazio temporale, con queste ore che non passavano mai ma che erano piene di cose da fare.

Il soffitto era plumbeo, ecco.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 22 gennaio 2026

De panchettitudine dai pulci facenti.

 Nel senso che discettiamo nuovamente di quell'argomento che sembrerebbe fondamentale nell'offerta formativa di una scuola: il panchetto su cui un disabile può appoggiare i piedi in bagno durante la permanenza scolastica.

Precisazione, sempre di noi saputelli: quel panchetto è fondamentale per il disabile, perché tutto dipende sempre dai dettagli, provate a non avere gli elementi di base che concedono la vita quotidiana e che diamo sempre per scontati per capire l'importanza di tutto ciò. Ma: con tutto ciò che può e deve fare una scuola a livello di offerta formativa, sarà poi logico dedicare tutte queste energie al suddetto panchetto che, è assodato sotto tutti i punti di vista, è funzionale, non pericoloso, e corretto nel suo utilizzo?

Da questo dobbiamo partire, e continuare, perché ci sono delle novità.

Le novità, momentanee quantomeno, sono belle e dobbiamo gioirne.

La scuola ha risposto che la documentazione inviata è stata esattamente quella che era necessaria e quindi il panchetto può essere utilizzato e il ragazzo accompagnato in bagno dal personale scolastico. Ovviamente questa cosa non è vera, o almeno lo è solo in parte, appunto quella di cui essere contenti.

Il documento inviato dalla professionista sanitaria è assolutamente perfetto, descrive come richiesto le caratteristiche e la necessità del panchetto stesso; dice anche molto di più: nel senso che mette in luce il fatto che il ragazzo non stesse frequentando la scuola dell'obbligo, e che il bagno offerto dalla scuola in realtà presenta dei problemi.

Quindi su quel versante è vero che la documentazione è quella giusta.

Non è vero invece che è ciò che era stato richiesto per quanto riguarda il documento relativo al panchetto, perché la dirigenza aveva chiesto una dichiarazione di conformità, che, come abbiamo detto, non può esistere per quello specifico oggetto.

Per cui la Famiglia Isterica ha preso tutta le pagine presenti sul sito del produttore, che descrivono bene tutte le caratteristiche, le ha trasformate in pdf e mandate alla scuola. Ma la dichiarazione di conformità con i relativi timbri non esiste.

La scuola è soddisfatta E va bene così, però è giusto analizzare quelle che sono le possibilità che si aprono in questo momento.

La prima è che quella scuola lì, che fa le pulci sull'argomento da novembre, veramente ritenga che la documentazione sia quella giusta. Allora però non si capisce perché l'abbiano fatta lunga da novembre, perché quella documentazione in realtà sotto vari aspetti già esisteva, visti anche tutti gli interventi a scuola da parte dei professionisti sanitari che si sono recati lì.

Oppure: la documentazione non è proprio quella che voleva, perché non esiste, ma la scuola, letta anche la relazione della professionista sanitaria che presenta caratteristiche simili alla carta vetrata, ha capito che ci sono argomenti e doveri più importanti a questo mondo e ha deciso di impegnarsi per il bene del ragazzo.

In questo momento possiamo fare finta di crederci, perché è meglio così.

Certo è che, se fosse così, non si capisce perché ne abbiamo discusso da novembre senza avere grandi dimostrazioni di impegno da parte della scuola stessa.

Altra possibilità: di fronte alla dichiarazione di carta vetrata della professionista sanitaria, si è capito di essersi spinti troppo oltre e tutta la professionalità scolastica è diventata improvvisamente intelligente, e ha deciso di lasciare stare. 

Teniamoci buona anche questa idea, il colpo di intelligenza,  purché il ragazzo vada a scuola.

Pensiamo all'ultima possibilità: primo, perché commettiamo il peccato di essere malpensanti; secondo, perché rientriamo in una statistica di eventi già vissuti: nessuno è diventato improvvisamente intelligente, nessuno ha pensato che la documentazione sia quella corretta e che ci siano cose più giuste da fare per questo ragazzo invece che perdere il tempo così. Nessuno ha fatto questi pensieri e sarebbe coerente con i facenti pulci prolungate; ma, dall'altra parte, si è anche capito di avere dei torti e quindi di non volere problemi: però, difficilmente, con questo atteggiamento si arriva alla professionalità e all'impegno.

La speranza è quindi che non accada che: il suddetto panchetto sia effettivamente accettato e congruente alla situazione, ma tutte le volte che è ora di portare i ragazzi in bagno, la famiglia viene chiamata perché il ragazzo non si sente tanto bene ed è meglio che venga portato a casa.

Facciamo che siamo sospettosi, che sappiamo che queste cose sono già successe svariate volte, ma che questa non sarà tale occasione: meglio essere pettegoli provinciali,  che avere poi ragione. 

Se però avessimo poi ragione ci tocca giocare i numeri relativi alla giornata di oggi perché è capace che facciamo sei.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 21 gennaio 2026

Non preziosiamo.

 Fatto salvo tutto quanto testé cavillosamente e sofisticamente riferito, è molto semplice passare alla gestione del rinnovo dei servizi da parte di Quelli Che Sanno. Ne consegue direttamente, senza tanti preziosismi.

Semplicemente: Quelli Che Sanno parlano per minuti minuti e minuti e minuti e minuti senza dire nulla, non fanno mai le domande che porterebbero a una risposta univoca e che prevede un valore di quantificazione.

Ricordiamoci che nell'argomento supporto umano di tutti i tipi i numeri hanno poco senso, ma i progetti e i servizi funzionano a numeri, se ne deduce che il sistema di valutazione non ha senso a prescindere: figuriamoci quando anche si evita di farle queste valutazioni.

La valutazione mancata (o anche limitando i parametri inseriti) è assolutamente deliberata, in modo che non emerga mai  il risultato non raggiunto (si dice gol, dovete essere alla moda) e l'assoluta inutilità dell'attore che porta avanti il servizio che non viene quantificato.

Ciò che non è detto non esiste.

Poi, vabbè.

Uno trova sempre il modo di buttare lì la frase giusta.

Firmi qui, Signora mia. 

Cosa devo firmare?, dice la Madre Isterica con la faccia più sempliciona possibile. Il rinnovo del servizio.

 Allora uno legge il foglio facendo finta di fare grande attenzione, con spropositato interesse, e grande emozione, come se tenesse in mano la stele di Rosetta;  sapendo già  di cercare qualcosa che non c'è. 

Perdoni la mia ignoranza, ma in quale parte del contratto dei servizi vengono delineate le caratteristiche del servizio stesso? Perché qui non le trovo.

Ahhh.... Ahhhh... Behhh... E' che il codice di servizio è definito a priori quindi non ci sono ulteriori definizioni.

Capisco, comunque il problema non esiste, state tranquilli, Voi che sapete, io vi tutelo comunque, perché quando faccio la rendicontazione per il giudice, come dovuto, per Fabio, specifico che determinate cifre vengono spese poiché il servizio non eroga ciò che è effettivamente utile a Fabio e quindi è necessario che si acquisti lui beni strumentali o materiali, state pure tranquilli che io faccio comunque tutto bene anche se questo protocollo non lo prevede;  spiego sempre bene quello che fate,  almeno non dovete avere timore che non emerga.

Sempre detto con il sorriso smagliante di chi gira le frittate facendole volare e roteare fino in cima alla cupola di Santa Maria Belfiore e ritorno. (E dài, però, se possiamo far passare l'informazione che forse Trump non ha capito che gli europei non ce l'hanno con lui, che ha frainteso, è per quello che mette i dazi se non gli danno la Groenlandia a Risiko, ah, non era Risiko? vabbè, comunque, se certe informazioni vengono esternate dalle istituzioni, volete che la Madre Isterica non ce la faccia con Quelli Che Sanno? ma sì).

Quelli Che Sanno deglutiscono, prendono i fogli, e se ne vanno alla velocità della luce per almeno un anno;  e noi ce li siamo tolti.

Ovviamente tutto ciò non serve proprio a niente: è vero che nella rendicontazione del giudice io scrivo tutto, ma non è che questo porti a qualcosa.

E allora potresti lasciare perdere mia cara, dice LA PAOLA che vuole solo il mio bene e cerca di non farmi sprecare inutili energie,  e consegna pane e formaggio per la merenda.

Sono assolutamente d'accordo, ma come dicevamo anzi tempo, tra i buoni propositi dell'anno non c'è l'essere più buoni con Quelli Che Sanno.

Buona Giornata.

Angela

martedì 20 gennaio 2026

La tediosa piattola consapevole.

 Ci tengo molto a essere Madama Precisini, pedante, noiosa, continuando sempre il mitico discorso sui dettagli. È proprio un mio obiettivo essere una piattola integrale.

Peraltro ci riesci benissimo, dice LA PAOLA,  potresti insegnare all'accademia, a qualunque master di piattolaggine delle più grandi istituzioni mondiali, probabilmente galattiche, dice LA PAOLA che coglie sempre l'essenza.

La coglie perché è vero, chiaro che mi riesce benissimo: però devo dirvi anche che ci tengo particolarmente, perché sono discorsi che ricorrono in modo pervasivo nelle nostre giornate, soprattutto in questo periodo che è il momento del rinnovo dei servizi, essendo inizio anno.

Diciamo subito che li definiamo servizi altrimenti non ci capiamo, ma un servizio che non serve non è un servizio. Buona parte dei servizi in oggetto rientrano in quell'insiemistica lì. Andiamo oltre.

Ci tengo a far passare il discorso come pervasivo nella quotidianità, perché lo è. E' giusto che emerga una giornata pesante, noiosa, in cui si gira sempre attorno agli stessi concetti, in cui non si arriva mai a nulla, in cui non si vede l'obiettivo di niente. Se il tutto risulta estremamente tedioso da leggere, e inconcludente, l'obiettivo è raggiunto: perché l'aderenza alla realtà tocca gli estremi.

Nel capitolo di oggi affrontiamo il rinnovo dei servizi da parte di Quelli Che Fanno, perché l'approccio è specifico.

Quelli Che Fanno , compilando scartoffie, fanno la domanda più logica: quanto potete essere sostituibili nell'assistenza di Fabio in questo momento.

La risposta è: per nulla, perché ci viene detto che nessuna delle figure a disposizione può coprire tutti gli aspetti, che non sono prevedibili in nessun momento della giornata, per cui non sarebbe possibile alternare figure professionali specifiche per ciascun momento, perché il ciascun momento non ha previsione delle azioni da compiere.

Quindi: tale servizio x a voi offerto, quale impatto ha sulla vostra vita, da 0 a 10?

Meno di 1.

Le 24 ore al giorno per sette giorni a settimana sono tutte a carico nostro, se qualche servizio di supporto viene offerto non può essere un vero supporto, perché la persona non può mai stare da sola neanche una frazione di secondo e c'è addirittura il rischio che noi dobbiamo badare a Fabullo e pure a quella persona lì.

Quelli Che Fanno scuotono la testa, sono dispiaciuti, ma assolutamente non sorpresi, per loro non è una novità, si sentono impotenti, provano a discutere con chi di dovere, ma sanno già che non arrivano da nessuna parte.

Però la risposta, a questa domanda che ci fanno, loro la scrivono bene bene bene.

Così possiamo affrontare poi la seconda puntata, come gestiscono il rinnovo dei servizi Quelli Che Sanno.

Significa che continueremo a essere noiosi.

Significa che questa comunicazione nella sua metodica e tipologia è efficace. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 19 gennaio 2026

Dissertazione scientifica di alto lignaggio: il panchetto.

Oggi ci siamo alzati scienziati e proponiamo uno studio.

Titolo: Relazione tra scolarizzazione, inclusione, wc (avete letto bene) e un panchetto ; riflessione sul tempo intercorso (uhhh, come passa il tempo!)

 Abstract: l'evoluzione scolastica di un panchetto appoggiapiedi nel locale riservato al wc (toilette, restroom, ritirata, camerino altrimenti e variamente detto) in relazione alla sindrome da burocrazia ossessiva.

Materiali (panchetto del bagno per piedi) e metodi (per carità):  Vi conto uno dei mille (probabilmente in realtà infiniti, e la parola 1000 è usata perché dobbiamo sempre capirci e arrivare al punto delle cose) aspetti del burocratese che non fanno altro che finire sulle spalle dei più fragili. Ovviamente riguarda uno degli argomenti che sono sempre più gettonati a tale proposito, su cui sta lavorando presentemente la Onlus: i disabili, nello specifico i disabili a scuola dell'obbligo, nello specifico i disabili da portare in bagno. In questo caso, parliamo di un ragazzino delle scuole medie, chiamatele nel modo moderno se preferite, rimaniamo alla sostanza, per cui si sta facendo l'impossibile, apparentemente,  per non farlo andare a scuola. Il bagno disabili è organizzato per legge in una maniera poco funzionale, come sempre, per i bambini e i ragazzi, nel senso che l'altezza del water per disabili prevede più o meno la scala a pioli per il suo accesso e piedi ballonzolanti al culmine dell'altezza. In realtà, per fortuna, questo ragazzino è abbastanza alto da non aver bisogno della scala a pioli, ma è necessario un panchetto da mettere sotto i piedi una volta che si è seduto sul suddetto water, scusate il poco  romanticismo dell'argomento, per garantire più stabilità.

Tenete per altro presente che non è che la scuola stia proprio strutturando il più possibile gli opportuni aggiustamenti secondo gli accomodamenti ragionevoli che ormai sono legge, perché il maniglione per tenersi è sul lato sinistro e il lato sinistro è quello che il ragazzino non può utilizzare poiché paralizzato. Non sono state avanzate proposte di buona volontà: spostiamo il maniglione, mettiamone un altro.

Non stiamo parlando di un ragazzino che va preso in braccio e messo di peso, perché svolge il passaggio posturale attivamente con assistenza, e il personale é stato formato dai terapisti della onlus e anche da quelli del sistema pubblico in compresenza.

I mitici operatori scolastici sarebbero tenuti a prestare questa assistenza e, tra l'altro,  sono sempre anche detentori di una formazione specifica in più, che fa sì che vengano pagati a tale proposito indipendentemente da quello che poi in realtà fanno.

La statistica dice che i problemi emergono praticamente sempre.

Quindi una scuola, che non ha fatto la minima mossa per avere un supporto dal lato corretto per questo ragazzino, sta facendo le pulci per il panchetto su cui appoggiare i piedini. 

L'ASL ha messo per iscritto che è sufficiente una soluzione che non sia un vero supporto  sanitario, purché sicuro e funzionale: questo facilita la vita, perché non è richiesta chissà quale burocrazia, ma dall'altro lato vuol dire che la famiglia si deve arrangiare.

Tutti d'accordo che non può essere un panchetto costruito dallo zio falegname, per esempio, ma deve avere delle caratteristiche scritte di portata, di antiscivolo, di larghezza. 

E va bene.

L'azienda ortopedica (una delle più grandi del Piemonte, che fa anche da distributore, grande catalogo e grande magazzino a disposizione) ha chiaramente detto che, normalmente, delle cose del genere non vengono vendute, loro non le tengono, avrebbero dei costi talmente esorbitanti per le famiglie considerato la semplicità dell'elemento, per cui viene sempre consigliato di prendere qualcosa che esiste in commercio, con il buon senso e le caratteristiche funzionali giuste.

Quindi la famiglia, a sue spese, ha cercato, selezionato, e acquistato, un panchetto che abbia la larghezza giusta, il peso giusto per garantire la stabilità, la profondità giusta per far appoggiare bene i piedi, gli elementi antiscivolo, che sia lavabile.

Tenete conto che di questa cosa si parla da novembre, cioè dal momento in cui è stata fatta la formazione degli operatori scolastici con un panchetto a disposizione portato dalla Onlus, che si era visto essere funzionale, per cui l'ASL stessa ha detto procedete nel acquisire qualcosa di analogo (arrangiatevi) : il vantaggio è che non ha posto particolari condizioni e quindi lascia del margine di scelta. 

Il panchetto che la famiglia ha acquisito, che funziona,  in realtà non è stato sufficiente, perché sono stati posti mille e mille e mille dubbi, con il risultato che il ragazzino non poteva accedere al bagno, è stato a casa dalla scuola dell'obbligo perché è una funzione primaria quella di fare la pipì e la cacca per tutta l'umanità, ed è andato a scuola esclusivamente nei giorni in cui il papà ha potuto stare a casa dal lavoro e passare la giornata a scuola, pronto a portarlo in bagno lui stesso, per non privarlo della possibilità completa di frequenza. 

Della scuola dell'obbligo, sempre per sottolineare. 

La scuola dell'obbligo, sempre per l'appunto, si è presa come unico impegno quella del continuare a porre problematiche legate alla sicurezza degli operatori scolastici, chiedendo a questo punto una dichiarazione dei professionisti sanitari sulla necessità del benedetto panchetto di cui si parla da novembre e che l'asl ha ritenuto essere necessario,  con quelle caratteristiche, e richiede anche una dichiarazione di conformità del panchetto procurato. 

I professionisti sanitari hanno prodotto la scartoffia, scrivendo anche che il panchetto è ancora più necessario per il fatto che la struttura in sé del bagno non è in realtà adeguata allo studente, poiché il maniglione non è dal lato effettivamente utilizzabile e non è stata proposta l'installazione di un altro. 

Hanno anche aggiunto che la soluzione è congrua per permettere al ragazzo di ricominciare a frequentare la scuola in modo strutturato e non dipendendo completamente dalla presenza dei genitori per l'assistenza. 

Sicuramente non verrà proprio accolta bene la faccenda, scritta così, al vetriolo.

Ma il punto rimane un altro: che ci si può appigliare alla mitica dichiarazione di conformità che non c'è, perché, poiché il panchetto non è stato prodotto in Unione Europea, e non essendo un supporto sanitario, perché non lo è, né il produttore né l'importatore hanno il dovere di produrre quella scartoffia lì. 

Ribadiamo che si tratta di un pacchetto su cui appoggiare i piedi che tutti hanno detto che va bene e basta: lo so che è una storia sconclusionata, sconnessa, che gira in tondo, che è noiosa. Ma questo è: un panchetto per i piedi, per il bagno, e basta. Da novembre. Non stiamo parlando delle categorie platoniche, della massa del neutrino, dei colori originali del Partenone.

Sarebbe bello sapere che, se decidessimo di acquistare a quelle ragazzino un panchetto che costa, che ne so, 5.000 euro, e ha le controfirme delle Alte Sfere di persona personalmente su tutte le quattro zampe, poi gli operatori scolastici non si inventerebbero qualche altra problematica. Perché, consentitemi di dire, che il dubbio viene. 

La burocrazia che copre una scarsa attitudine professionale.

Conclusione: la discussione protratta da novembre scorso sull'utilizzo di un panchetto per appoggiare i piedi durante la seduta sul wc non permette la frequenza congrua della scuola dell'obbligo. La discussione riguarda le norme della sicurezza del personale e riflette sicuramente l'impegno per garantire il benessere dell'alunno nell'ambito scolastico.

Allo stato attuale, non è possibile esprimere pareri sulla metodologia dello studio in atto, né sui possibili esiti; l'impossibilità di parere in oggetto è determinata dalla buona educazione e dalla PAOLA che non vuole, che mi sgrida se dico cose non eleganti.

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 16 gennaio 2026

Sappiamola lunga.

Andiamo avanti, noi saputelli. Addirittura oggi facciamo quelli che la sanno lunga sulla gestione dei servizi pubblici. 

L'altro aspetto della faccenda del supporto ai caregivers è molto più scontato, purtroppo quotidiano, purtroppo facilmente inseribile in mille altre situazioni che non sono legate alla disabilità in sé, ma all'intervento sociale dell'amministrazione di alto livello in generale. 

Ovviamente il discorso riguarda il fare la manovra sociale epica senza stanziare i fondi. 

Il passaggio dopo è che il politico di turno dice che è vero che non è proprio un intervento soddisfacente, ma intanto è meglio che non farlo perché se ne parla. 

Mah.

Mah.

Mah.

La verità è che la serietà di un intervento include tutti gli aspetti della serietà stessa, quindi anche il congruo stanziamento economico che parte da un'analisi dei fatti specifica. 

Perché altrimenti viene il dubbio che sia solo un pochino una pubblicità personale del protagonista contestuale in quell'attimo di storia patria (povera Italia). 

Non si può sempre giocare al ribasso dicendo che dobbiamo imparare ad apprezzare le piccole cose, e quindi anche il piccolo impegno profuso.

Non si può dire riferito agli alti livelli amministrativi. 

Perché altrimenti capita, guarda caso, che il livello della qualità erogata si appiattisce sempre di più.

Non è uguale dire che bisogna godersi la vacanza dietro casa e non importa se non si può andare in Thailandia, e applicare la stessa regola all'accontentarsi di 10 grammi di pastasciutta invece che di 80: che nello, su, impariamo a concentrarci sui gusti, saranno dieci grammi ma la consapevolezza è tutto. 

Ci sono elementi di base su cui non si può transigere, e non si può giocare la carta della buona volontà e basta. 

Buona Giornata.

Angela

giovedì 15 gennaio 2026

Tegole nel vuoto.

 Vi ricordate quando l'altro giorno parlavamo dell'importanza dei dettagli? D'altra parte se sono sempre piaciuti molto al diavolo probabilmente un pur lieve perché esisterà.

Mia cara, dici di quando hai fatto tutto quello spiegone su quanto sei organizzata e intelligente nel gestire indumenti e lavatrici, per metterti al di sopra di Quelli Che Sanno e fare un po' la presuntuosa? Dice LA PAOLA prgamatica.

Parlo di quello, sì. Torniamoci a questi dettagli, perché poi viene fuori che Li puoi anche chiamare tecnicismi, ma un impatto sulle vite quotidiane ce l'hanno.

Lunedì si è discusso il mitico decreto legge sui caregivers, quello che abbiamo già sviscerato per evidenziare come dietro ci sia sostanzialmente il nulla, visto che mancano le risorse. Mancano nel senso  non sono state stanziate in modo congruo a tale proposito, lasciamo perdere se queste risorse esistano oppure no.

È solo una discussione sul decreto legge, in questo momento di concreto non c'è ancora niente, tali eccelsi fondi da un numero di esiguo di utenti non possono al momento essere richiesti e non ci sono ancora prospettive.

Assodato questo, occupiamoci delle quisquilie, come fanno i presuntuosi, tecnicisti e prosaici.

La cifra irrisoria, che verrà elargita come la benedizione dello Spirito Santo e la manna dal cieolo,  è legata ad un Isee limitatissimo, con, ovviamente, la grande contraddizione italiana per cui tutto è al ribasso, e questo si sa.

Per precisare però la grande intelligenza della cosa, viene detto che questi fondi non saranno tassati, per cui all'eseguità non si aggiungerà un'altra eseguità.

MA (maiuscolo), come tutto ciò che viene elargito a piene ed abbondanti mani ai disabili non fa parte del reddito tassabile,  rientra  sempre nella giacenza ai fini del conteggio dell'isee. 

Vabbè, ma cosa vuoi che cambi, tenendo conto che sono cifre piccole e i beni mobili a quel punto incidono poco. 

Eh no, già è un capitolo discutibile a prescindere, perché in quella giacenza media finiscono cifre come  i risarcimenti per le gravissime lesioni che provocano disabilità, e che devono durare tutta la vita, trasformando in ricchi persone che non sono ricche, e che la Cassazione ha già contestato più volte nel fatto che non dovrebbero entrare nella giacenza minima ma continuano a esserci per una mancata organizzazione. 

Eccolo qui il dettaglio: se l'ISEE da considerarsi come soglia massima per gli aventi diritto è da fame, ne consegue che l'aumento, seppur minimo, dato dalla giacenza media di 4 spiccioli indegni, qualcosa vuol dire e incide.

E quindi quella che sembra una misura già penosa, proprio per questo tecnicismo che racchiude in realtà un problema molto più grande di non comprensione e considerazione, proprio per questo dettaglio che tirano fuori i saputelli come noi, diventa un aggravante che fa sì che la platea si riduca ancora. 

Non esiste una struttura che tenga su aleatorie tegole. Tutto qui. 

Buona Giornata. 

Angela

mercoledì 14 gennaio 2026

Sempre in tema.

 Ma vi dirò molto di più, sempre per rimanere nel tema delle cose così belle.

Che le Mamme dell'Arteterapia sono evidentemente molto concrete, al punto da dire chiaramente di non fare le boiate che fanno Quelli Che Sanno perché, tanto, Quelli Che Fanno, insieme che include a pieno titolo e con onore quelle Mamme lì, alle boiate non partecipano proprio; ecco, sono così concrete da comprendere anche che comunque c'è un lavoro dietro a tutto, anche al tempo  e allo spazio per fare la terapia,  e all'avere a disposizione la professionista psicologa che deve essere competente e quindi pagata in modo congruo. E ovviamente questo vale per tutti gli altri servizi della Onlus, che con tutto il cuore possibile non possono cadere dal cielo.

E quindi queste stesse Mamme, ciascuna nelle proprie possibilità, nel proprio tempo, nei propri pensieri, nelle proprie angosce, perché nessuna di loro ha granché da divertirsi, trova tutti i modi per cercare di sostenere l'associazione stessa, inventandosi la qualunque. Così è doppiamente commovente, perché per fare una bella cosa, che dovrebbe essere loro semplicemente offerta perché ne avrebbero tutti i diritti di non preoccuparsene nemmeno un po', ecco, loro invece se ne preoccupano anche. O meglio, se ne occupano.

Certo che il vestito sarà bellissimo e sarà un gruppo di Amiche meraviglioso.

E' che la morale di Toro Farcito è proprio sempre quella: le Belle Persone trovano tutte le strade per incontrarsi, e noi ne abbiamo le prove.

Buona Giornata.

Angela

martedì 13 gennaio 2026

Piena di grazia.

 Giusto per non sembrare sempre quelli pieni di rancore verso la vita, colmi di acrimonia, per non diventare antipatici e poco buoni, che poi finisce che Babbo Natale ci porta un vocabolario, vi raccontiamo, con grande umiltà, una storia che riguarda la Onlus.

Con grande umiltà perché è qualcosa di tanto piccolino, perché si fa sempre solo quello che si può, ma è sempre meglio che non farlo, e se porta del vantaggio a qualcuno, in qualche modo il cerchio si allarga, una candela ne accende sempre un'altra.

Ve lo raccontiamo perché è una storia piena di grazia, in cui la Onlus ha pochissimi meriti, ma che ci ha veramente commosso.

Da circa un anno c'è un piccolissimo gruppo di mamme che frequenta una volta al mese il percorso di Arteterapia con la psicologa. Era stata un'idea proprio nata ascoltando le mamme, che erano state limpide come l'acqua di fonte di alta montagna: se fate i gruppi di autoaiuto, o quelli in cui c'è l'esperto che ci spiega come affrontare questa vita, noi non ci veniamo, ne abbiamo fino in testa di queste storie qua: di solito ci andiamo perché qualcuno di Quelli Che Sanno, che pensiamo ci serva a qualcosa, ce lo propone con cortese sollecitudine (traduzione: progetto da rendicontare) in cambio dei servizi; poi capiamo che non ci serve a nulla il percorso e nemmeno Quelli Che Sanno, e lasciamo perdere. Per favore non offriteci questo. 

Chiare e concise.

E quindi è cominciata l'arteterapia, che è qualcosa in cui è bello creare, in cui si può parlare se se ne ha voglia, altrimenti si sta zitte, e ci si dedica del tempo, e qualcosa di buono ne nasce sempre. 

È questa è l'evidenza di cosa fiorisce.

Perché una di queste mamme ha chiesto a queste nuove amiche di essere accompagnata ad un momento importante: proprio da loro, poteva scegliere chiunque altro,  e l'avrebbe trovato; ma ha scelto loro. 

Sono andate insieme a comprare l' abito per il matrimonio. Capite, non è andare a fare la spesa, a scegliere un qualunque paio di scarpe, a prendere un caffè, una spedizione che se non si fa stavolta si farà la prossima volta, oggi vado con queste persone e la prossima volta con voi. 

Si sono scelte. 

Sicuramente sono persone che per qualche benedizione divina si sono trovate, e probabilmente  non si può ripetere tutti i momenti un'esperienza di questo. Però loro hanno degli attimi in cui sono davvero contente, e un po' più leggere, e se la Onlus avesse fatto anche solo questo, saremmo contenti anche noi. 

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 12 gennaio 2026

Dell'omogeneità del bucato.

Aaaaah l’organizzazione l’organizzazione!!! Aaaaah l’organizzazione l’organizzazione!!!

Da leggersi come quando Catarella proferisce Ahhhh Dottori Dottori!!!!

Non c’entra nulla con il discorso di venerdì, ma è un termine che in questi giorni ci ha permesso di ridacchiare. In segreto.

Dovete sapere due cose.

La prima è che, essendo inizio anno, c’è un’apparizione più frequente di Quelli Che Sanno (non so se si misura in hertz, questo aumento di frequenza; non so quale sia, eventualmente l’unità di misura, coinvolge multipli fattori): questo perché alcuni compitini formali vanno eseguiti, poi per il resto dell’anno si può essere affidati al nulla cosmico. Per noi, per altro, va benissimo: perché è una condizione insita nell’essenza di Quelli Che Sanno, l’assoluta inutilità, e non si combatte per far sanguinare rape né per tondeggiare quadrati; quindi, va benissimo non perdere ulteriore tempo.

(Parentesi: purtroppo stiamo parlando di Quelli Che Sanno che hanno (non dovrebbero avere, purtroppo davvero  hanno, parentesi nella parentesi) un ruolo nella società a riguardo di Fabullo. Perché ci sono anche Quelli Che Sanno che rientrano solo nella categoria della saggezza disadattata, che sono assai fastidiosi ma è più consono eliminarli con un magnifico sorriso, non si hanno obblighi formali. Per definire che purtroppo hanno un ruolo, si valuta che vengono pagati da tutti noi per il nulla che fanno, Quelli Che Sanno Ufficiali).

La seconda cosa che dovete sapere è che nei buoni propositi di questo anno si ripete quello di prendere in giro tutti Quelli Che Sanno: di tutte le risme, senza esclusione. Più gentilmente o più amaramente, dipende.

Mettiamo insieme i due concetti: essendo inizio anno, abbiamo cominciato a burlarci educatamente di Quelli Che Sanno Ufficiali.

In mezzo a tutta una serie di grandi discorsi sulla definizione dei bisogni, la fatica quotidiana, la retorica del caregiver, il nulla assoluto (quest'ultima definizione è mia ovviamente),  l'ho buttata lì, assolutamente certa di colpire nel segno, una partita a battaglia navale che non dà soddisfazione: se parliamo di seria organizzazione della quotidianità, nello specifico contesto della fatica fisica e del disagio economico, è più importante pensare agli elementi davvero quotidiani che incidono su tutti gli aspetti; per esempio, si pianifica di avere sempre tutti quanti i vestiti, procurati in vario modo che non importa, se nuovi o usati, che siano sempre omogenei l'uno con l'altro: significa dello stesso colore, dello stesso tessuto, e cioè sostanzialmente lavabili tutti insieme alla stessa temperatura e con lo stesso programma, perché nelle quantità di lavatrici necessarie bisogna facilitarsi l'esistenza. È fondamentale essere praticamente sempre vestiti allo stesso modo perché è più semplice, tutto pulito sempre, tutto uguale. Vorrà dire che la propria espressività si troverà altri modi per emergere. Questa è l'organizzazione di base a cui bisogna pensare, con metodo e pianificazione, questa deve essere la scelta. Chiamatele, se volete, scelte.

L'eccelso esponente di Quelli Che Sanno, che aveva fatto grandi discorsi sublimi pieni di implicazioni sociologiche, ha annaspato: bocca aperta senza suono esalato.

E poi ha semplicemente detto: non ci avevo mai pensato.

E lì ho portato a termine il mio primo buono proposito dell'anno, perché è stato importantissimo non proferire verbo, ma avere scritto chiaro in fronte il pensiero: ,se voi che valutate i bisogni, e strutturate conseguentemente l'operato, non partite dalle valutazioni di base io non posso aiutare voi babbei. Detto in silenzio con gli occhi fissi.

Ma solo pensato, così non è imputabile né condannabile.

Poi magari nei buoni propositi per l'anno nuovo ci sarà anche diventare più bravi, me ne ero dimenticata.

Sicuramente c’è il ficcarti nei guai, dice LA PAOLA,  con immensa saggezza. Ma no: perché Quelli Che Sanno non leggono il blog. E, purtroppo, comunque, dopo 20 secondi si sono già scordati la qualunque, a prescindere. Impermeabili e immutabili in un ruolo strutturato e cristallizzato.

Devo dirvi però una terza cosa: se sentite olezzo di bruciato, sono i miei spinaci, attualmente vicini allo stadio della carbonizzazione. Capito quella tanto furba e brava ad organizzarsi? Sempre restare umili.

Buona Giornata.

Angela


venerdì 9 gennaio 2026

Ammè.

 Facciamo che capite ammè. Tanto noi ci capiamo sempre.

E quindi sottovoce, con mezze parole, viso girato da un'altra parte perché non si veda l'espressione, fischiettando, vi dico che certi eventi non si sono ripetuti. Respiriamo piano per non far rumore così magari non si accorgono di noi.

Respiriamo piano anche perché ci viene spontaneo per il timore: contrattura da atteggiamento inspiratorio costante.

E mi fermo qui.

Vi conto che ieri è arrivata l'equipe per la nuova assistenza medica intensiva domiciliare: collaboreranno con il nostro Medico Santo Subito dandogli supporto, così in caso di emergenza arriva il primo che ha tempo e che è fisicamente più vicino.

Ieri sono arrivate l'infermiera, che è la nostra e che ci ha aiutato a definire la situazione, e la dottoressa che sarà da raccordo con l'intera equipe e che sarà il nostro riferimento.

Verrà regolarmente tutte le settimane e in più ci sarà sempre la reperibilità di uno specialista anche durante i giorni festivi, più ovviamente il Medico Santo Subito che sarà il riferimento per tutto quanto. 

Questa dottoressa c'è molto piaciuta, ci ha ascoltato, ci è sembrato che abbia creduto a tutto ciò che abbiamo detto, che quando lo si dice così sembra una sciocchezza da soggetti in piena crisi di persecuzione, ma certe dinamiche sono quelle che si strutturano quando i servizi non vengono erogati, e diventa più facile dire che l'utente o non si spiega bene o vede cose che non esistono.

Quindi siamo stati contenti.

Ho anche scritto un lunghissimo papiro per la fisiatra, perché abbiamo bisogno di capire come muoverci per rifare il sistema posturale.

Ho pure contattato le progettiste perché devo capire come rendicontare una fondazione noiosa assai, che non comunica né se eroga i fondi, né quando li eroga, però poi vuole le rendicontazioni come se i progetti fossero stati fatti.

Con Fabullo abbiamo ascoltato Einaudi e Joe Ely. Ognuno ha le connessioni culturali che può.

Abbiamo ascoltato sempre più perplessi, e sconvolti, e intimoriti, questa storia della Groenlandia.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 8 gennaio 2026

La pensieristica.

 È stato inconsueto, per cui magico,  raccontarvi delle buone notizie, davvero non ci credevamo nemmeno noi, man mano che passavano i giorni. 

Per il resto sono assolutamente sulla stessa linea di Luana, in questo inizio anno di sciagure spietate di tutti i tipi. Noi che abbiamo il coraggio di un angolo ottuso tutte le volte, ancora oggi, che al telegiornale si parla dell'accaduto in Svizzera, noi togliamo l'audio e voltiamo le spalle: abbiamo deciso di essere consapevolmente vigliacchi, non ce la sentiamo.

Per quanto riguarda la nostra domesticità, invece, va sempre preso atto che ieri era ieri e oggi è oggi, e  che questo null'altro è che un dato di fatto: permettetemi di non addentrarmi in ragionamenti sulla relatività del tempo come quelle che scrive Rovelli, perché sono meravigliose ma io non sono in grado di capirle. Rimaniamo sui nostri concetti basici, quali siamo notoriamente noi, povere creature poco sublimi.

Ah ecco, ieri era ieri e oggi è oggi, e il dato di fatto è che anche quest'anno ti sei svegliata saggia, dice LA PAOLA posando la tazza del tè. ( LA PAOLA ed io lo abbiamo bevuto insieme il tè,  è fatto mille parole, si sa; LA PAOLA è luminosa anche quest'anno).

Non ho gli strumenti per dire se mi sono svegliata saggia, ma sicuramente ci siamo nuovamente ritrovati concreti: perché  ieri, solo ieri,  Fabullo ha ricominciato a vomitare dopo le crisi epilettiche, e non succedeva dall'autunno.

Non avevamo capito perché questa cosa così pesante, che poteva anche poi compromettere il posizionamento della Peg per gli spasmi, fosse cessata: se per il miglioramento dello stomaco o delle crisi dopo la rimodulazione del Baracchino. Se c'era una differenza visibile ai nostri occhi era minima, e quindi non riuscivamo a discriminare;  e così non possiamo sapere che cosa sia successo ieri: ovviamente i parametri sono tanti, il Baracchino potrebbe aver dato un effetto immediato che poi si è ridotto, contemporaneamente abbiamo ridotto l'oppio, e chissà se un eventuale aumento dei dolori aggrava le crisi. Ieri abbiamo avuto l'impressione che fossero un po' più violente, ma proprio dire che la nostra sapienza  si sia esternata, e arrivata alla comprensione, non si può.

Quindi nuovamente attendiamo, abbastanza angosciati e mortificati e dispiaciuti per il nostro povero Fabullo. Eravamo così contenti, anche perché con la riduzione dell'oppio lui è brillantissimo.

Così ci siamo dati alle speculazioni filosofiche inutili. (Se diventiamo come Quelli Che Sanno, però, per favore, sopprimeteci senza troppe storie).

La prima è di carattere statistico: nella nostra esperienza, che è fatta di avvenimenti verificabili (fiuuu: mi rispondo da sola, non siamo Quelli Che Sanno, la mancanza di azione nega ogni possibilità di verifica), possiamo assolutamente mettere un check sul fatto che anche stavolta noi non abbiamo imparato un emerito accidenti. Perché è bastato dirlo alle Alte Sfere che eravamo lieti e queste immediatamente hanno provveduto con grande celerità ed efficienza.

Che sia o no uno sciocco convincimento il nostro, però è statistica, per l'appunto.

L'altro ambito di speculazione pensieristica è assolutamente di altissima profondità galattica.

Se le Alte Sfere sono state così clementi da regalarci delle belle feste natalizie, e per belle rimaniamo nei parametri che ben conosciamo, perché non è proprio detto che tutti sarebbero d'accordo con il nostro ideale di bellezza, non è che gli costava  poi tanto sforzo lasciarci perdere, per farci continuare su questa linea. Che gliene fregava alle Alte Sfere di farci un regalo per poi togliercelo, potevano farsi gli affari loro.

Attendiamo.

Sai che novità. 

Buona Giornata

Angela

mercoledì 7 gennaio 2026

Le Feste degli Amici.

 Buon Anno, Amici Amatissimi. Il nostro più grande augurio e pensiero è che siate stati contenti, e che lo siate ora. Il nostro più infinito augurio dal profondo del nostro cuore.

Facciamo come al solito: che ci togliamo prima le grane,

Perché è una strategia funzionale all'esistenza, per lo meno la nostra, e strategia che funziona non si cambia.

Togliamoci le grane.

Le grane non ci sono state.

Giuro.

Non è successo niente di niente. Traduzione: non abbiamo visto le cime innevate da vicino, né i flutti del mare d’inverno, nè festeggiato capodanno tra le  mille luci di Times Square e neanche tra le candele con le persone amate, non abbiamo fatto gite, non abbiamo visto Praga e neanche Dublino e nemmeno Denver o Singapore, non abbiamo pranzato fuori, né cenato davanti a un caminetto. Non abbiamo passeggiato né visto film uscendo completamente dal quotidiano.

Ma non è successo niente.

Niente.

E per noi è meraviglioso quando non succede niente: abbiamo accudito Fabio, 24/7, ma non ha avuto nemmeno un'emergenza respiratoria, non ha avuto un aumento delle crisi, non ha avuto un aumento dei dolori. Tutti questi impicci, certo, ma non di più. Per noi è stata la routine, ed è la benedizione che non ci aspettavamo.

Capitolo grane: chiuso.

Passiamo alle cose belle.

Fabullo si è goduto il Natale, è stato sempre sdraiato, con gli occhi felici e luminosi, grandi come il cielo, a partecipare alle chiacchiere. Era così felice perché era festa.

In tutti questi giorni siamo stati a casa in due per tempi prolungati, e questo ci ha davvero permesso di riposare: per quanto le passeggiate in pianura con scarpette leggere siano qualcos’altro, se ci si smezza il lavoro va meglio.

Abbiamo avuto vicino a noi gli Amici, sempre, da vicino e da lontano, in presenza e con il cuore: vicinissimi. Abbiamo ricevuto affetto, calore, luce, abbracci, i regali più belli. Anche asciugamani per lavare Fabullo, mutande, pigiami, traverse, cibo per ogni giorno, tutto ciò che ci serve per mandare avanti la lavatrice e  le faccende: che non è tanto, ovviamente, l’oggetto in sé, forme peso tatto calorie, ma è l’idea che sempre gli Amici Amatissimi hanno pensato a cosa possa essere utile a noi, nel nostro specifico, proprio il nostro. Capite? Il pensiero, non per dire; proprio l’averci pensato.

Questo è ciò che davvero rende così contenti, il sapere di fare parte di qualcosa. Rende anche sereni: magari non per sempre, magari non continuamente, magari sono arrivati i pensieri tetri, magari arrivano, per forza, dài. Ma i momenti sereni esistono, non analizziamone la lunghezza.

Amici Amatissimi, Vi abbracciamo. E Vi ringraziamo sempre, anche per questo anno.

Buona Giornata.

Angela