lunedì 30 ottobre 2017

Certo che siamo proprio noiosi.

Riparte una nuova settimana: il che ogni tanto ci fa pensare a tante cose. Per esempio al fatto che, per chi ha dei parametri didò, che si modellano, come i nostri, non si capisce tanto bene a cosa porti iniziare qualcosa. Ma Signora Mia, ma meno male che le dice lei le cose, così non si sente sempre oppressa dal sistema: il non avere obbiettivi è proprio il primo segno di depressione, e non è che può dare la colpa a noi se lei è depressa.
Già, indubbiamente: venerdì in onlus è stato un nuovo momento di puntualizzazione con le famiglie e gli operatori sui bilanci settimanali, che sono ovviamente legati alla scuola. Con gli operatori, che producono scartoffie e prendono appuntamenti, e madri consapevoli che, in troppi casi, si mandano i bambini speciali a scuola solo per non farli stare a casa: l’idea che esista l’insegnante preparato a particolari tipologie di apprendimento è assolutamente un’eccezione. Per fortuna le eccezioni avvengono, ma rimangono tali: per l’appunto eccezioni.
Adesso, che è quasi novembre, possiamo definire terminata la fase del Sostegno al Sostegno, per cui la Mamma Isterica deve passare svariate ore a scuola per “il corretto inserimento”. Una Mamma Isterica, venerdì appunto, mi raccontava che ha dovuto respirare molto ma molto profondamente quando, in una delle svariate ore di “corretto inserimento” un insegnante le ha chiesto: e lei che lavoro fa di bello nella vita? Oggi, guardi, ho un’attività bellissima che posso fare a minuti alterni, quando ne ho voglia, ad esempio quando non mi chiedete di stare qui. Non ha risposto così, non si può, si sa.
Quindi, assodata la fase parcheggio (non si dice, non si dice!), adesso comincia la fase molto più tecnica, quella che vi ho già contato: quella sul programma effettivo da svolgere, per cui gli operatori continuano a ricevere le stesse domande e a dare le stesse risposte, che, per la loro stessa natura, di essere sempre quelle, non si capisce dove vadano a finire.
Veniamo al punto? E dài!!!!!
Così è successo che un insegnante ha spiegato che adesso è tutto molto più chiaro e che, quindi, ci si può organizzare per impostare il tutto e che, dopo Natale, saremo pronti per iniziare il programma in maniera effettiva. Intanto capiamo anche se le graduatorie scorrono ancora e se io rimango qui.
Diciamo la verità: a tutti noi è capitato di prenotare per noi stessi o per un familiare un esame importante, per cui la lista di attesa era di 10 mesi. Ditemi che il primo pensiero non è stato: beh, magari si muore prima e il problema si risolve.
Ecco, qui le proporzioni sono diverse, ma il punto di partenza è simile.
Così gli operatori hanno fatto il solito verbale dell’incontro, scrivendo che L’attuazione effettiva delle indicazioni può essere operativa solo nel mese di gennaio, secondo dichiarazione del corpo docente.
Perché gli operatori sono maligni, si sa. Hanno anche imparato a scrivere in maniera inattaccabile, sapete com’è (emoticon che strizza l’occhio, ci vuole!).
Il verbale viene mandato a tutti i presenti, ma anche a Quelli Che Sanno, cioè i coordinatori, che l’hanno letto, e si sono mortalmente offesi: perché sono tutte bugie e non funziona così. Ma questo è stato dichiarato…. Ma scritto così non va bene.
Insomma, attimi di tensione, telefonate, discussioni.
Che, difficilmente, porteranno a soluzioni.
Per cui, da capo: venerdì c’era appunto il confronto con le Madri Isteriche, che chinano la testa e giurano con il sangue, e che riflettevano su questo argomento da depressi: oggi finisce una settimana e poi ne comincia un’altra, che roba interessante.
Potevo farla meno lunga e raccontare da subito, invece che partire dai parametri didò? E forse sì, potevo. Ma Signora, lei non parla mai delle situazioni che invece vanno bene, estremizza sempre tutto. Chissà se è perché, invece, si raccontano solo le situazioni più paradossali, ma che danno l’idea della media.
Insomma, è sempre una questione di parametri didò: per qualcuno probabilmente certe situazioni non sono mica così drammatiche, in fondo siamo gentili e non chiudiamo nessuno nello sgabuzzino. E ai depressi ossessivi, invece, sembra gravissimo che le specificità professionali non vengano rispettate.
E quindi? E quindi andiamo oltre: vi raccontiamo che ci sentiamo fortunati perché anche noi siamo sulle colline, circondati dai boschi, ma possiamo rimanere a casa nostra perché non bruciano. I Canadair passano avanti e indietro per la provvista d’acqua e nell’aria non c’è solo profumo di camini ma qualcosa di più acre. La Valle Orco, che sta bruciando, è qui dietro e la Valle Susa la vediamo da lontano, e vediamo il fumo, e, appunto, sentirsi fortunati è un modo giusto per cominciare la settimana.
Benediciamo tutto ciò che abbiamo, insomma.
Buona giornata.
Angela    

venerdì 27 ottobre 2017

Elucubrare sempre.

Oggi finisce la seconda settimana di nuovo anti epilettico: dobbiamo aggiornare la dottoressa sul come sta andando, perché lei possa decidere come procedere, se alzare ancora.
La verità è che non abbiamo tanto capito.
Ci sembra di poter certamente dire che non stia dando problemi, come è accaduto in passato con altri farmaci: abbiamo avuto le 24 ore di panico la scorsa settimana, che però poi sono finite; probabilmente c’è stato un accumulo chimico di qualcosa, ma poi è andata.
Se stia funzionando, boh, forse sì, forse no. Fabu ci sembra meno sofferente del mese scorso, ma ci siamo veramente resi conto, trattando la schienetta, di quanto fosse rigido, perché adesso vediamo la differenza, ha davvero cambiato “forma”, Dio salvi sempre il Grande Capo Osteopata: quindi chissà se prima aveva male, e adesso non più, e quindi vada meglio per quello.
Ieri lo ha visto il tecnico della carrozzina, che era lì per un'altra bambina, ed è rimasto impressionato anche lui, che ogni tanto ci incrocia, su come fosse seduto più rilassato: insomma, quello è un dato oggettivo, non ce lo sogniamo noi.
Oppure se stia davvero meglio dal punto di vista neurologico, e quindi è prima di tutto meno sofferente da quel punto di vista.
Perché il problema è valutare il numero di crisi. Forse, diciamo forse, quelle in cui sbatte le palpebre sono diminuite, non arrivano più a gruppi che durano interi quarti d’ora, non ci sembra.
Quelle motorie, boh: in certi momenti ci sembrano di meno. Poi, ieri pomeriggio, in un'ora ne avremo viste dieci. E poi è finita anche lì.
Poi ogni tanto ne ha di nuove, in cui rimane incantato con gli occhi sbarrati.
Insomma altro che dire boh, e non basta nemmeno il mah.
Per cui la prossima settimana scriverò tutto quanto alla dottoressa, con l’unica certezza, appunto, che non ci sembra che il farmaco stia facendo danni.
Chissà com'è non dover stare sempre attenti a pensare, chi lo sa.
Facciamo che pensiamo che domattina non suona la sveglia, ecco.
Buona giornata.
Angela

giovedì 26 ottobre 2017

Cuore leggero!

Eh no, stavolta, o anche stavolta, c’ha ragione il Davide, in quel di Firenze: che è sicuro che l'è sempre  un bravo ragazzino, punto primo. Punto secondo, a scuola l’hanno sempre menata che l’era un bimbo timido, e allora adesso non è che si può aver da dire se apre la bocca. Io non so voi, ma io già me lo vedo il Davide con la faccia perplessa nei confronti della pedagogia, questo mistero misterioso.
Invece da Michelina tutto bene: sono una classe brava, addirittura l’unica classe dell’istituto in cui nessuno ha avuto debiti lo scorso anno, che vuol dire che non hanno rimandato nessuno. Ma, anche lì: sono bravissimi, ma intervengono poco. Però quella di filosofia, di fronte alle mamme preoccupate, è stata filosofica: ci sono classi in cui è difficile fare lezione, loro sono bravi e cresceranno, impareranno ad esprimersi; insomma, ci è stata simpatica.
Ma c’abbiamo una bella notizia, giuro: sempre da cantare sull’aria di C’avemo la bevanda magggica, perché la cultura è sempre quella con la C maiuscola.
È più che bella, meravigliosa: ieri sera siamo tornati tutti e a casa c’erano gli rx di Fabullo, arrivati con il giro Collega/Zietti/Michelina. E lo sapevamo che prima o poi sarebbero arrivati, solo che facevamo finta di dimenticarcene, di non pensare. Così ieri sera li ho aperti come se scottassero.
E invece sono andati benissimo!!!!!!!!!!!!!
Perché la radiologa, che era nuova e si era fatta raccontare bene la storia di Fabullino per capire bene a cosa prestare particolare attenzione, ha evidenziato come il tutto sia esattamente sovrapponibile allo scorso anno e, in particolare, come la testa femorale sinistra sia esattamente nella stessa posizione. Insomma, ci siamo tolti le flebo. Adesso dobbiamo ancora prenotare il controllo neuro ortopedico e andarci, ma è chiaro che siamo infinitamente più tranquilli.
Anche contenti perché Fabullo è, comunque, un bambino fortunato: perché, nella sua situazione, è seguito benissimo, e, almeno sotto certi aspetti, stiamo riuscendo a non farlo soffrire di più. Soprattutto, bravissimi i terapisti, davvero. E noi più sereni, anche perché già ci sentiamo abbastanza in colpa perché potremmo farlo lavorare di più ma non ne abbiamo le risorse: almeno in questo senso abbiamo avuto la conferma di avere fatto delle scelte giuste. Insomma, che bello avere, ogni tanto, anche solo per qualcosa, il cuore leggero. Che sensazione impagabile.
Buona giornata.
Angela        

mercoledì 25 ottobre 2017

La classe è classe.

Mammasantissima il thè delle cinque, ma che bello, che bello, che bello, come siamo contenti per Donna Paola Inglese! Contenti perché è stata con la Piccola Giulia, prima di tutto. E poi….la sala da thè!!!! E qui, però, lasciatemelo dire, perché i fatti sono fatti e la classe non è acqua, e già lo sapevamo ma qui sta scritto: che le Amiche del blog potrebbero tranquillamente vivere a corte; e, se non lo fanno, è solo perché non ne hanno voglia  e ci vogliono bene e allora stanno con noi. Donna Paola Inglese ci ha raccontato le leccornie, così, per farci capire: ma lei era lì per l’atmosfera, per sentirsi a casa, ma si capisce.
Anzi: sono certa che, in una trasferta torinese, il Piccolo Andrea, che a queste cose ci tiene, la porterà in una storica pasticceria sabauda, che ne so, Baratti, per biccerin e gianduiotti, e lei si sentirà a casa sua anche lì. Per altro, non le mancheranno neanche troppo le sterline inglesi, fidatevi.
Oggi facciamo la famiglia organizzata: io vado al consiglio di classe di Michelina, che l’anno scorso abbiamo saltato con scioltezza, ma quest’anno ci andiamo per capire le varie novità del triennio, tipo scuola-lavoro, eccetera eccetera: che è vero che i ragazzi sono grandi e possono pensare a tutto loro, ma beati voi che avete una fiducia illimitata nei vostri Pargoli; invece Paulo Aimo Tuttofare porta Fabullo dal Grande Capo Osteopata (senza pensare che non è l’allenamento di calcio, o di nuoto o di Kung fu, non pensare non pensare non pensare): ci sembra che la schienetta vada decisamente meglio da quando abbiamo fatto le prime due sedute  regolarmente, è molto meno rigida, decisamente meno inarcata, ha proprio cambiato forma; e  lui dorme meglio, chissà se è un caso; che poi lo sapevamo che sarebbe stato utile, è solo avere il coraggio di aggiungere impegni, o noi pelandroni.
Ieri ho già preparato le scartoffie per CRT, potrebbe essere doppiamente utile perché magari faccio piovere ad essere così efficiente; però con calma: sono pronte ma devono essere imbustate, con l’indirizzo scritto, poi bisogna andare a fare la raccomandata, questa è la prassi, per cui sono ancora nella mia media esistenziale; sostanzialmente, non tirate fuori gli ombrelli, per adesso lasciate stare.
Che bello che siete con noi, sul serio, e ci raccontate delle belle cose, sono mica dettagli, sapete?
Buona giornata.
Angela

martedì 24 ottobre 2017

Se non si vede non c'è.

Ottime notizie per la Onlus: perché anche quest'anno ci hanno assegnato il contributo di CRT. Arriverà il prossimo anno, perché adesso bisogna rispedire scartoffie, aspettare l’autorizzazione e poi rendicontare. Poi valutano tutto  e poi erogano il contributo effettivamente.
Quindi: a questo punto siamo al pari degli anni scorsi, e sappiamo di poter portare avanti tutte le prestazioni gratuite che già vengono offerte. La differenza è che stavolta hanno lavorato le progettiste, mentre io ho fatto solo da supporto fornendo il materiale richiesto: che va benissimo, perché abbiamo avuto la sicurezza che il tutto venisse portato avanti, mentre, nel mio caso, tutto è sempre troppo oscillante, esposto alle minime brezze, che però sono sempre tempeste; e abbiamo avuto anche la sicurezza che tutto fosse fatto bene, con tutti i sacri crismi, perché è un mondo burocratico ogni anno più complesso: insomma, è concreto ammettere i propri limiti e far fare le cose a chi ne è capace, soprattutto se in palio c’è il bene dei bambini.
D’altra parte, siamo al pari degli anni scorsi, con infinitamente più sicurezze, ma le progettiste le paghiamo: per cui da ora in poi si tratta di capire se la faccenda ha un effettivo riscontro. In realtà CRT è stato un progetto, ma ne abbiamo presentati altri 5 da cui attendiamo risposte: è normale attenderle, i tempi sono quelli lì. E questi altri progetti non avremmo mai potuto
presentarli, perché è un lavoro da professionisti, io avrei avuto troppa paura di sbagliare. Quindi speriamo di ricevere eccome, perché le aspettative ci sono, e ci sembrano concrete.
Noi siamo molto contenti per i bambini e le loro famiglie, a cui si offrono gocce nell’oceano ma anche quelle servono, e una goccia tira l’altra.
E poi, come dire, è anche un po’ il pensiero di costruire qualcosa, soprattutto in tempi come questi, per noi, in cui non sempre esistono proprio grandi motivazioni per alzarsi     la mattina.
Ecco, brava, Signora, faccia così, si impegni un pochino in qualcosa, almeno non sta sempre a dire che le cose non  funzionano: sarebbe stato meglio avesse investito di più sull’uncinetto, comunque.
Però bisogna ammettere che sarebbe una strategia: invece di far emergere dati chiari di situazioni paradossali, di quando le parole sono solo parole e non fatti, le Madri Isteriche potrebbero fare grandi coperte all’uncinetto per coprire tutto; copriamo gli ausili gratuiti, perché siete fortunati, che arrivano quando non servono più; le botuline fatte senza elettromiografo, tanto sono tutte uguali; le pratiche chirurgiche o riabilitative fatte solo all’estero perché sono inutili e voi vi fate incantare, poi magari viene fuori che qualche azienda sanitaria italiana ha provato a importarle ma il tutto si è piantato in storie di soldi, competenze, burocrazia, ma non bisogna dirlo; la scuola inclusiva, che poi organizza le gite sul campanile di Giotto, e vabbè, si fanno dei gruppi mica si lascia il bambino da solo, d’altra parte mica c’erano altre mete; la fisioterapia nel servizio pubblico, però voi venite di venerdì e io ho delle ferie da recuperare e non ci sono per 5 venerdì, e gli altri giorni non c'è posto, d’altra parte tutti hanno diritto alle ferie, ci vediamo tra un mese e mezzo, stia tranquilla che per il bambino non cambia niente. Ecco: una bella coperta all’uncinetto, di quelle con tante toppe colorate, per coprire tutto. Io direi che, per immensa bontà, bisogna anche lasciare libera espressione artistica: vanno bene anche i quadrotti a punto croce.
Così le Povere Donne si tengono impegnate, non stanno a coniugare congiuntivi, e tutto quello che è coperto non si vede, quindi non c'è, quindi va tutto bene.
Buona giornata.
Angela    

lunedì 23 ottobre 2017

Bastasse essere gentili.

Passato l’allarme, a questo punto, dopo tutto l’intero fine settimana, possiamo dire che le 24 ore di crisi strane sono finite: nessuno ci ha capito nulla ma è finita, che altro dobbiamo dire. Siamo stati lì a guardarlo star male e basta: per carità, tutti d’accordo che in ospedale si sarebbe potuto fare poco, e che Fabullino è stato più contento di stare a casa sua.
Traduciamo questo pensiero nel linguaggio da madre isterica, dicendo le cose che non vanno dette, ma che sono quelle: è stato più contento di stare male a casa sua e non in ospedale, così è anche andato a scuola dagli amici.
Sabato ci siamo organizzati a puntino con le ore di riposo e, viste le temperature miti, siamo andati tutti quanti a Ivrea per le 4 a recuperare la Michi Tedesca: Fabullo si è divertito, figuriamoci, alla fermata dei pullman, tutto da guardare, le altre famiglie, i cani, mezzi di tutte le dimensioni. E poi sono arrivati i ragazzi, un pullmone interessantissimo, scarico dei bagagli dai lati, che avventura.
La Michi ovviamente felice e ci ha spiegato che ha messo a frutto la sua pluriennale esperienza di vacanze tedesche diventando un riferimento culturale: ha spiegato come funzionano i bagni degli autogrill tedeschi, che si igienizzano da soli e tenete lo scontrino perché viene per due terzi restituito al bar; ha spiegato a tutti che le famiglie chiedevano di riportare le bottiglie di plastica vuote dei pranzi al sacco che fornivano perché sono attentissimi al riciclo, e perché il compattatore del supermercato restituisce 25 centesimi sulla spesa per ogni bottiglia (non so se da voi le cose siano più avanti, ma qui in zona l’unico supermercato che ha questo servizio di centesimi ne dà 1); ha spiegato come si può mangiare nelle panetterie; ha illustrato i diversi tipi di salsiccia. Insomma: ha fatto un figurone.
Fabullo è stato ovviamente felicissimo di riaverla a casa, anche se in questi giorni si era proprio comportato bene.
Venerdì siamo anche andati a fisioterapia, dove abbiamo incontrato le altre mamme e i loro racconti, sempre prevalentemente scolastici per la tendenza di moda autunnale; e si cerca anche di tirare le fila, visto che abbiamo girato la boa del primo mese.
C’era la mamma di una piccina con una malattia rara che è appena passata dal nido alla materna (pardon: scuola dell'infanzia): ritardo motorio che si sta colmando, al momento la bambina cammina per mano e tra un pochino andrà da sola; ritardo cognitivo più evidente, anche se anche quello sta andando molto meglio e la malattia, in sé, prevede mille sfaccettature, che non è detto siano troppo gravi: per cui è fondamentale lavorarci e l’asilo (pardon: scuola dell'infanzia) ha ovviamente un grande ruolo didattico e non solo ludico.
Fortuna vuole che alla bambina venga da subito assegnata una maestra di ruolo, per cui, dal secondo giorno sono stati immediatamente organizzati gli incontri per l’aspetto didattico. Sfortuna vuole che, chissà perché, la maestra non se la cavi: la tiene lì seduta con lei, le fa le carezze, colora e fa i lavoretti al posto suo. La mamma è esasperata, in un mese i terapisti sono andati alla scuola due volte a settimana, hanno sempre detto le stesse cose, risposto alle stesse domande e nulla è cambiato. Per cui, la settimana scorsa, hanno chiesto una riunione formale alla presenza del medico responsabile della diagnosi funzionale: che non aveva voglia di prendersi la patata bollente, ma i dati riportati da famiglia e terapisti erano talmente evidenti che non c'è stata possibilità di appello. La dirigente è stata diplomatica ma furente, e il risultato positivo è stato che la bambina cambierà scuola: non era possibile cambiare insegnante, all’asilo (pardon: scuola dell'infanzia) certi spostamenti sono più semplici, la bambina non presenta particolari problemi relazionali, quindi è meglio farlo subito. Andrà in una sede distaccata, per fortuna non troppo lontana, dove verrà assegnata ad una maestra conosciuta e bravissima.
Ovviamente tutto è rimasto sulla linea di: se questa madre è una scompensata, per il bene della bambina siamo così volenterosi che la accontentiamo, perché è nobile da parte nostra accontentare le richieste di famiglie con un vissuto di sofferenza,
Solo che poi la maestra ha detto: però guardate che a questa bambina io voglio tanto bene, ed è la cosa più importante.
E lì la dirigente voleva sputare fuoco come un drago e anche il medico diplomatico ha fatto presente che la specificità professionale richiede anche altri aspetti.
Traduzione: è scontato e dovuto volere tanto bene alla bambina, ma anche se la portiamo dal fruttivendolo le vogliono tanto bene e poi scelgono la frutta e la verdura migliore per farla crescere; e se la portiamo dal calzolaio le vogliono tanto bene e poi le aggiustano le scarpine per i suoi piedini; e se la portiamo al mercato a comprare la tuta le vogliono tanto bene e poi cercano di accontentare lei e famiglia sul prodotto comodo bello economico; e se la portiamo dal panettiere le vogliono tanto bene e poi le vendono del buon pane fresco che dà energia; e se la portiamo dai terapisti le vogliono tanto bene ma, o meglio: e, il loro lavoro lo fanno.
Insomma, la gentilezza è scontata, dovuta, ma non basta.
Per cui la bambina da oggi avrà una nuova scuola e una nuova maestra, i terapisti la conoscono già per altri bambini e stamattina vanno anche loro ad impostare il tutto, e venerdì lo mamma raccontava tutta felice. Storia finita bene e, purtroppo, abbastanza un’eccezione.
Nel riposo del fine settimana abbiamo anche spedito il video a Kiev e non ne vogliamo più sapere, anche questa è fatta.
Buona giornata.
Angela

venerdì 20 ottobre 2017

La fortunata legge del sole che tramonta.

Non so se ve ne siate mai accorti, ma esiste una legge universale per cui il sole tramonta tutti i giorni, arriva la sera, e, se si è fortunati, si può andare a dormire: una via di mezzo tra l’addormentarsi e il perdere conoscenza. Strano a dirsi, ma capita anche nelle giornate come quella di ieri, finiscono, giuro, anche se sembra impossibile.
Adesso, il mettersi a pensare se sia spiritualmente evolutivo sperare solo di arrivare alla fine, è qualcosa che può riguardare quelli zèn, non certamente noi ieri: per cui ogni attimo, in realtà è stato abbastanza un incubo sul cosa poteva accadere l’attimo dopo.
Ieri mattina, al risveglio, sono ricominciate le crisi strane, senza febbre, anche se sono state, da subito, meno frequenti della sera precedente. Poi alle nove e mezza sono terminate: così l'ho portato a scuola per vedere un po' che cosa sarebbe capitato. Intanto avevo già scritto alla dottoressa, per raccontarle tutta la faccenda, e per capire dove potevamo spingerci senza andare in ospedale.
A scuola in realtà è andato tutto bene: quel mito di Rosalina l'ha messo sullo standing e gli ha  pure fatto mangiare del pollo; grazie a Dio, perché tra una crisi e l'altra la colazione era stata penosa. Io di tutte le cose da fare non sapevo veramente  quale scegliere: tra un sonno senza senso per non aver chiuso occhio la notte, il dubbio se preparare la valigia per l'ospedale, o il lasciar perdere e semplicemente aspettare. Per non sbagliare, non ho fatto proprio niente se non le emergenze assolute, tipo sincerarmi di avere vestiti puliti e stirati in caso di necessità di bagagli; e poi ho sperato che non mi chiamassero da scuola.
Allora poi l'ho portato in fisioterapia dove è stato molto stanco, con  un'espressione particolare,  molto fissa, e alla fine è arrivata una crisi lunga di quelle strane: però solo una. Nel ritorno sembrava che ci fosse  un interruttore che si accendeva e si spegneva: in certi momenti era cottissimo e in altri era tutto trullo. Avete presente quando qualcuno si prende qualcosa di molto buono, giusto per intenderci? D'altra parte gli antiepilettici, in quanto tali, qualche azione sul cervello ce l'avranno ben.
Ad un certo punto si è messo a cantare tutto contento, probabilmente potenza dei Police.
Sostanzialmente fa una pena infinita. Povero piccino nostro, in balia della follia totale delle altissime sfere.
Nel frattempo ho sentito la dottoressa, che consiglia di aspettare se vediamo, come al solito, che è gestibile a casa per quanto riguarda cibo e liquidi; e intanto di vedere che le crisi non diventino subentranti. A lei sembra difficile che sia il nuovo farmaco, che tendenzialmente non crea problemi, piuttosto non funziona e basta. Noi, in realtà, non ne siamo troppo convinti, perché sono successi episodi analoghi con altri farmaci, e anche quelli non dovevano dare al limite alcun effetto: e infatti poi è sempre stato riconosciuta una correlazione diretta e sono stati sospesi, probabilmente  Fabio reagisce così.
Comunque, in questo momento, possiamo aspettare davvero, soprattutto perché in 24 ore la situazione non è peggiorata.
Mammasantissima.
La Michi è al suo ultimo giorno in terra tedesca: domani andiamo a prenderla al pullman. Ieri hanno pranzato al mercato coperto, spätzli, e cenato in un birrificio, salsiccia e patate. Durante il corso di tedesco le hanno anche spedite in giro a fare le interviste: qualcosa avranno capito.
Buona giornata.
Angela.