


Oggi Fabullo ha incominciato la giornata piangendo come un ossesso: a colazione ha rovesciato il bicchiere del latte perché ci ha ficcato la zampaccia dentro e si è ribaltato. Lui mi ha guardato e per non sbagliare ha fatto che mettersi a piangere, sapendo già che si sarebbe sentito le sue si è portato avanti.
Poi siamo andati a fare la spesa nel nostro supermercato qui vicino e a fare quattro chiacchiere con la cassiera: quando c’è mi metto sempre in coda da lei; è una ragazza giovanissima di colore, parla in una maniera impossibile e capisco meno di un terzo di quello che dice. Però ce la contiamo sempre volentieri e ci scambiamo grandi sorrisi: lei ogni tanto mi guarda con molta compassione, però è divertente.
Nel primo pomeriggio siamo ripartiti per le nostre esplorazioni, anche perché il tempo è stato splendido, con buona pace dell’uragano largo delle Cayman.
Fabullino quando capisce che si va a spasso diventa matto per la felicità.
Oggi abbiamo preso l’autobus numero 11, che passa qui davanti e siamo finalmente andati a Las Olas River, che sarebbe poi il centro città. Con il pulmann ci mettiamo circa mezz’ora, abbiamo anche capito come funziona il biglietto da dieci corse per risparmiare: l’unico problema è che fuori ci sono 40 gradi e sull’autobus 10, è veramente fastidioso, giriamo sempre con vari strati con cui coprirci.
Il centro città è tutto sui canali, con palazzi spaziali. Ewa ha fotografato tutto il fotografabile, un po’ per volta ve le mando. O meglio le mando alla Paola, che poi provvede!!!
Queste foto sono state scattate fuori da un bar… bellissimo!!! C’era lo squalo appeso fuori e l’impossibile appeso al soffitto. Di fronte c’è il canale con le barche che passano e, quando arrivano quelle grandi grandi, suona la sirena e il ponte si alza e le macchine aspettano.
Abbiamo fatto merenda su una panchina lì davanti, così avevamo tutto noi da guardare.
E’ comunque una grande città, in cui basta spostarsi di dieci metri da questo bar trendy e ci sono i barboni, giovani tra l’altro, che dormono sulle panchine con i sacchetti per i liquori.
Così abbiamo girellato tra vie e canali, guardato le barche, i pompieri, la gente, c’era anche un tizio con tre pappagalli.
Poi stavamo già tornando al terminal dei pulmann, quando abbiamo scoperto il Museo della scienza e delle invenzioni o qualcosa del genere: siamo andati a curiosare per capire di cosa si trattava e, poiché chiudeva dopo un quarto d’ora, ci hanno fatti entrare gratis per dare un’occhiata e capire se poteva piacere a Fabullo. Siamo rimasti solo al piano terra dove ci sono dei piccoli acquari, però ambientati in piccole grotte in cui sembra propri di entrare negli anfratti marini… Ovviamente Fabullino è diventato matto, credo proprio possa interessargli!!!
C’è anche una parte in cui i bambini possono giocare facendo degli esperimenti scientifici e arrampicarsi, studiare la forza di gravità e io non ho nemmeno pianto. Potenza degli acquari, rimandiamole solo queste cose.
Sull’autobus del ritorno abbiamo fatto un incontro. Al terminal con noi è salito un signore sui cinquant’anni dall’aria giovanile e simpatica, con i jeans, lo zaino e il sacco a pelo. Si è seduto di fronte e si è messo a salutare Fabullo sul passeggino, che era stanco morto ma doveva ovviamente accentrare l’attenzione.
Lui dopo un po’ ha messo una banconota da un dollaro, tutta arrotolata, nella manina sinistra di Fabio. Io l’ho guardato e gli ho chiesto perché. E lui ha risposto: Non preoccuparti, è per buona fortuna.
Così ho capito che non era una questione di soldi o di cifra e che non si poteva rifiutare. Forse esistono gli angeli in jeans e sacco a pelo.
Stasera dopo cena Fabullo ha fatto una bella cosa: lui è sempre lì che manda baci a destra e a manca, però da lontano, perché se appoggia la bocca, immediatamente la apre e tira fuori la lingua perché non riesce a coordinarsi e vengono fuori dei riflessi più da bambino piccolo.
E invece stasera, per la prima volta, mi ha dato un bacio sulla guancia. E siccome pensavo di avere le allucinazioni, gliel’ho fatto rifare quattro volte. Ed era proprio vero.
Poi ci abbiamo riprovato dieci minuti dopo e lui mi ha fatto la lingua, proprio nel senso che faceva le boccacce.
Ovvio che ho pianto, non è nemmeno il caso di chiederlo.
Domattina iperbarica, poi fisioterapia al pomeriggio e saltiamo la cranio sacrale perché Ursula è ad un corso.
Decidiamo che starà bravissimo.
Un abbraccio.
Angela.



