Venerdì Fabu ha dimostrato a tutti, in particolare a mamma, che quando decide di fare il bravo è proprio in gamba.... anche se c'è papà!!
Ieri ha fatto il bis con Barbara e a parte gli scherzi e le battute siamo proprio contenti per come Fabu sta rispondendo a questi stimoli, ovviamente grande merito alle Logopediste che hanno una grande professionalità.
A marzo dovremmo vedere di nuovo la Dottoressa esperta in ausili per la comunicazione, Fabu ha dimostrato di apprezzare questo metodo quindi vale la pena provare a fare qualcosa in più.
La Michela è tutta presa dalle prove per la gara di dressalto, insieme all'Insegnante stanno studiando come "mascherare" anche il cavallino, visto che la Michi potrebbe fare Pippi calzelunghe dovranno riuscire a disegnare delle macchie sul mantello del pony, ovviamenti con colori che non irritino la pelle. Il cavallino incaricato di questo importante compito si chiama Chico, Cicchetto per gli amici, che è il fedele compagno di box dell'asinello Leopoldo, quindi quando il primo è in campo al lavoro il povero Leo piange disperato perchè si sente abbandonato....
avevate mai sentito piangere un asinello??
secondo me dovremmo mascherare pure lui e bon.....
Buona domenica a tutti!
Paolo
domenica 23 febbraio 2014
sabato 22 febbraio 2014
Buona giornata!
Ieri Fabullino se n’è andato in logo accompagnato da Paulo
Aimo. E ci aspettavamo una serie di monellerie gratuite: del tipo che se c’è
papà si gioca e quindi io metto su la faccia da sfida e non faccio niente di
niente.
E invece è stato brillantissimo, Alessia era davvero
contenta per quanto ha letto, nel senso che ha riconosciuto un sacco di parole,
e per quanto ha chiacchierato: perché provava davvero a dire la parola letta. Ovviamente
non si capiva quasi un tubo, ad orecchie esterne!!!, ma era chiaro che i suoni
che cercava di tirare fuori non erano buttati lì a caso.
Insomma, un bravo bambino, quando vuole. Stamattina se ne va
da Barbara e vediamo un po’. Le logopediste stanno definendo le cose per
rivedere l’esperta in ausili tecnologici: ci aveva lasciato una serie di
compiti su cui andare avanti proprio per capire in maniera dettagliata a che
cosa rivolgerci. Per cui hanno lavorato per capire grandezze dello schermo,
posizionamento e quindi supporti, posizione della mano e quindi anche lì
eventuali supporti. E prossimamente fisseranno un altro incontro per capire
come proseguire. Dio salvi i bravi professionisti che cercano altri bravi
professionisti per lavorare meglio.
E non è proprio scontato, perché non sempre i bravi si
rivolgono ad altri bravi. Oppure no: quelli che non lo fanno, per poca voglia,
orgoglio, paura di non sapere, forse, sono quelli che poi tanto bravi non sono.
Lascia stare mia cara, dice LA PAOLA, beviti il tuo bravo
thè e non ficcarti nei bravi gineprai. In
effetti forse era un pensiero un pochino contorto, però chiarissimo, ne sono
assolutamente certa!!!
Tra poco alziamo la Michi che parte, lei le sue giacche e le
sue scarpe nei piedi. Che stamattina, perché si va a cavallo e non a scuola, si
alzerà tutta brillante, chiaro che sì.
Buona giornata.
Angela
venerdì 21 febbraio 2014
Sospiro di sollievo.
La Michi non esce scalza per andare a cavallo. In compenso
esce con la giacca a vento al di sopra di altri 29 strati perché di questi
tempi alle sette e mezza del mattino la cosa si impone.
Poi però viene più caldo, lei lavora, la giacca a vento si
toglie e, ovviamente rimane là. E la settimana dopo non ce l’abbiamo; e ne
tiriamo fuori un’altra. Abbiamo una collezione di giacche vecchie e brutte che
teniamo apposta, che impicciano il giusto ma che sono evidentemente necessarie perché
diversamente non ce la possiamo fare. E, infatti, allo stato attuale, in queste
coordinate geografiche, con il presente fuso orario, conto sul nostro
attaccapanni dell’ingresso esattamente 5, dico 5, delle suddette giacche. Che
ovviamente lavo in primavera, perché va bene che nella vita si fanno un sacco di cose senza senso, ma ci sarà
anche un limite.
Quello che non mi consola proprio tanto è che il Pargolo da
La Spezia è più grande, quindi non è che la cosa finisca in tempi
proprio brevissimi!!!!
Qui tocca il Pier Francesco, me la vedo già la faccia di
quello che rilegge almeno tre volte, con l’espressione del non capisco dove
stia il problema. Come vederlo.
Ieri Fabu è stato davvero brillante: non era più nella fase
del làsmestè, che quindi consideriamo bella che conclusa da raffreddore. Non si
incuba proprio niente.
Per cui è andato a scuola, sono venute Essia e Ceci e ha
fatto un figurone con la lettura: non sono ancora riuscita a parlare bene con
Alessia perché ieri era impegnata con i pazienti, ma mi ha accennato che è
stato proprio ma proprio bravo. In compenso è stato simpaticissimo con Dami ma
non ha fatto un tubo. Intrattenuto la platea e basta.
Marmellata di zucca e limone, di provenienza chiara e nota. Con
il cuore un attimo più leggero perché, se è vero che è fatta, oggi metto via il
saturimetro, che vederlo in giro mi fa sempre venire il nervoso.
Buona giornata.
Angela
giovedì 20 febbraio 2014
La simpatia è di casa, stamane.
Quella del nomenclatore tariffario è veramente una di quelle
robe che mi fanno venire l’ulcera, ma sul serio. E meno male che, forse, lo
aggiornano, meno male che qualcuno ci ha pensato. Chiunque sia e di qualunque
colore, perché deve essere vissuto come un servizio che la pubblica
amministrazione è tenuta a promuovere.
Il prossimo passo dovrebbe essere aggiornarlo sul serio. E quello
dopo farsi delle domande sul perché cavolo ci siano delle cifre del genere. Ricordandoci
comunque che la manutenzione è a carico dell’utente: e per manutenzione si
intende, per esempio, il cambio di una batteria della carrozzina elettrica, che
non costa proprio pochino.
Ed è remotamente possibile che, se uno utilizza la
carrozzina elettrica, magari non abbia
altri modi per spostarsi, quindi quella batteria lì è abbastanza indispensabile.
Vabbè, ma ringraziamo già che viene passata la carrozzina, solo la batteria uno
può comprarsela: come no, parliamo di uno che è sostanzialmente senza reddito. No,
scusate, dimenticavo il mitico assegno di accompagnamento, la mitica manna dal
cielo.
Punto.
Rassicuro Donna Paola: Michi non dimentica le scarpe da
cavallo solo perché ce la fa a non uscire scalza. Ma da questo a dire che la
mattina alle sette e mezza sappia dove le ha, teoricamente pronte davanti alla
porta, aaaahhhhh bè.
E anch’io ho dei periodi in cui preparo le torte dietetiche,
ma poi guarisco in fretta: decorrenza di un raffreddore, diciamo, non di più. Ma
per un fatto artistico e filosofico, mica per altro: perché poi, riflettendo
attentamente, ritengo opportuno tornare alla
quintaessenza della ricetta pura, quella dove la pasta frolla ha il
burro, intendo. Perché Monèt disegnava ninfee, mica le margherite della
melevisione per farla più semplice, no? Regge?
No che non regge, mia cara, dice LA PAOLA, fai prima a dire
che senza galuperìe uno non ce la fa.
Per il resto, qui non so che dire e aspettiamo: ieri siamo
stati a casa e Fabu ha dormito tantissimo, apparentemente raffreddato. Oggi vorremmo
che andasse almeno a scuola, perché arrivano Cecilia e Alessia per parlare con
le maestre: per cui servirebbe che stesse bene, ecco. Se tutto ciò sia un
raffreddore o l’incubazione della peste bubbonica, ovviamente bòh. Come si fa in questi casi? Si fanno programmi così
poi tutto funziona, o si lascia perdere così poi non ci si sconvolge troppo la
vita? Ok: richiudete le mandibole e deglutite il sorso di caffè, lo so che non
dovevo fare delle domande così di mattina presto, che sono traumatiche nonché dolorose.
Chiedo venia!!!!
Stamattina sei particolarmente poco simpatica, mia cara, dice LA PAOLA.
Buona giornata.
Angela
mercoledì 19 febbraio 2014
Che dire.
Mmmmm….. Proprio non lo so. Non che voglio i buoni
tetraggine, ma che non lo so.
Fabu ha evidentemente qualcosa come dire? Sottobanco.
Ieri mattina ha piangiucchiato tutta la mattina, andavamo a scuola per le undici perché c’era
una riunione. E ha mangiato, poi non voleva i cartoni, non voleva dormire, non
voleva questo e non voleva quello. Niente febbre, niente dolori evidenti,
saturazione perfetta. Appetito buono, non fa pensare a mal di gola o male alle
orecchie.
Vuoi che stiamo a casa così riposi? Assolutamente no,
indicava la giacca per andare a scuola. Dove poi ha rugnato tutto il tempo. Ovviamente
niente fisio, due ore di nanna. Poi visto che non era così faticoso l’abbiamo
portato a fare i calchi per i tutorini, almeno non perdevamo quell’appuntamento.
Boh, siamo un po’ in attesa. O ha una tareffaggine di quelle
che non danno niente se non stanchezza. Oppure c’è qualcosa in incubazione e
non ci resta che aspettare: che è quello che dicono i pediatri, che per il
momento non vogliono mettersi a bucarlo e a pasticciarlo.
Ogni tanto mi alzo la mattina e mi chiedo dove stia il
problema, se sono i nostri pensieri per cui una roba tira l’altra e non c’è
pace. O se vale la teoria dei grandi disegni cosmici, per cui penso che l’architetto
in questione abbia un tantino sbagliato a fare i conti, a prendere le misure, a
elaborare i suoi accidenti di progetti. Allora penso che la soluzione migliore
sia una tazza di thè, verde alla fragola nella fattispecie del momento. Perché bisogna
avere pensieri brevi, che non vanno troppo in là nel tempo, diciamo racchiusi
nel prossimo minuto. E subito dopo fare progetti a lunga distanza, senza sapere
bene come e quando. In mezzo mangiare anche la torta al limone.
E non so voi, ma io propongo che la faccenda delle torte che
hanno tutte lo stesso gusto tra Paulo Aimo e la sua mamma se la vedono loro,
ohhhhh sì!!!!!!
Però la òla per Paola e la borsa del calcio è d’obbligo. E anche
la stretta di mano di solidarietà, perché che non pensi mica di essere
originale nèh? Di farle solo lei quelle robe lì!!! E di dire tutte quelle
parole lì quando uno se ne rende conto!!!!! Grandissima Donna Paola!!!!
Buona giornata.
Angela
martedì 18 febbraio 2014
Ecco.
La torta al limone è uno spettacolo. Abbinata al thè al
bergamotto, mammamia. Che poi abbia
dentro un intero panetto di burro è un dettaglio. E non ci provo nemmeno
a sostituirlo con l’olio: quando ci vuole ci vuole, e poi non la farò più per
chissà quanto.
Invece Fabullo chissà: ieri mattina era freschissimo, ma
pallidino e con le occhiaie e rognosetto. A scuola non è stato male, ha
mangiato, non aveva dolori, però non c’era niente che andasse bene, la classica
situazione indefinibile del làsme stè, che non saprei come definire in altro
modo. Per cui alle due sembrava evidente che la fisioterapia non sarebbe stata
produttiva. E in effetti siamo venuti a casa e ha dormito 4 ore, che non è
proprio da lui. Così mamma non si è sentita in colpa perché non l’ha messo in
macchina e guidato e eccetera eccetera.
Oggi lo alziamo e vediamo: anche se forse sarebbe furbo non
portarlo in fisio nemmeno oggi, qualunque roba sia facciamola passare e in
questi casi il riposo è proprio una medicina. Cerchiamo di andare stasera a
fare i calchi, che è vero che c’è il viaggio ma comunque è meno faticoso che la
ginnastica: più che altro per non perdere l’appuntamento. Tra l’altro andiamo a
scuola alle undici per una riunione, che va bene così si distrae con gli altri
ma riposa di più.
Facciamo che non perdo neanche il senno (quale senno, mia
cara? Dice LA PAOLA) e la prendiamo così com’è, tareffaggine che ci ferma ma
non troppo. Facciamo che non ci penso. Buoni tetraggine non richiesti.
Dite a Giovanni di ritirare il blocchetto e i timbri.
Buona giornata.
Angela
lunedì 17 febbraio 2014
Per mantenere un contegno.
Ci sembra che la tareffaggine fosse davvero solamente tale:
nel senso che ieri Fabullo non ha avuto nemmeno quelle pochissime linee di
febbre. Non era nemmeno poi tanto cottino: la domenica riposa sempre molto
volentieri e dorme parecchio, non ci è sembrato diverso dal solito.
Che poi sia tutto vero o che ci stiamo autoconvincendo di
aver fatto tutto bene per il momento, embè, lo scopriremo solo vivendo. Però
insomma: la febbre non è mai salita più di qualche linea e ieri niente, non
tossisce, non chiede di stare sdraiato, è noioso ma come al solito, mica di più.
E quindi.
Per intenderci si è preso una sgridata che l’ha offeso a
morte dopo la terza volta che si è tolto gli occhiali e li ha lanciati dall’altra
parte della stanza. Insomma, sembra in forma.
Per cui oggi se ne va a scuola.
Così ieri, nella giornata di tensione classica, di quelle in
cui si stanno ad aspettare gli eventi, cercando di anticiparli ma anche di non
farci caso per non portare rogna, facendo finta di pensare ad altro che tanto
non è vero, però poi invece sembra che vada tutto bene e quindi proviamo a
respirare più profondamente; insomma, in quei giorni lì si cucina. Si impasta
la pizza. E poi si sperimenta una nuova
ricetta di torta al limone con tutti i rituali fatti bene: l’albume di qua e i
tuorli di là, e mettine uno alla volta, e mescola dal basso in alto e setaccia
la farina e dimmi che un giorno avrò una lavastoviglie perché sono stata
brava!!!!! Per cui uno fa tutto bene così non lascia possibilità agli eventi di
andare dove vogliono loro, tipo verso la tosse: insomma, lo so che non avete
capito niente. Neanch’io, per altro: sono i soliti deliri di quando uno fa
finta.
Volevo dirvi in gran segreto che noi l’abbiamo vista una
foto del Mario. Ed è bellissimo, giuro.
Buona giornata.
Angela
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