domenica 23 febbraio 2014

Un bambino culturale

Venerdì Fabu ha dimostrato a tutti, in particolare a mamma, che quando decide di fare il bravo è proprio in gamba.... anche se c'è papà!!
Ieri ha fatto il bis con Barbara e a parte gli scherzi e le battute siamo proprio contenti per come Fabu sta rispondendo a questi stimoli, ovviamente grande merito alle Logopediste che hanno una grande professionalità.
A marzo dovremmo vedere di nuovo la Dottoressa esperta in ausili per la comunicazione, Fabu ha dimostrato di apprezzare questo metodo quindi vale la pena provare a fare qualcosa in più.

La Michela è tutta presa dalle prove per la gara di dressalto, insieme all'Insegnante stanno studiando come "mascherare" anche il cavallino, visto che la Michi potrebbe fare Pippi calzelunghe dovranno riuscire a disegnare delle macchie sul mantello del pony, ovviamenti con colori che non irritino la pelle. Il cavallino incaricato di questo importante compito si chiama Chico, Cicchetto per gli amici, che è il fedele compagno di box dell'asinello Leopoldo, quindi quando il primo è in campo al lavoro il povero Leo piange disperato perchè si sente abbandonato....
avevate mai sentito piangere un asinello??

secondo me dovremmo mascherare pure lui e bon.....


Buona domenica a tutti!

Paolo

sabato 22 febbraio 2014

Buona giornata!

Ieri Fabullino se n’è andato in logo accompagnato da Paulo Aimo. E ci aspettavamo una serie di monellerie gratuite: del tipo che se c’è papà si gioca e quindi io metto su la faccia da sfida e non faccio niente di niente.
E invece è stato brillantissimo, Alessia era davvero contenta per quanto ha letto, nel senso che ha riconosciuto un sacco di parole, e per quanto ha chiacchierato: perché provava davvero a dire la parola letta. Ovviamente non si capiva quasi un tubo, ad orecchie esterne!!!, ma era chiaro che i suoni che cercava di tirare fuori non erano buttati lì a caso.
Insomma, un bravo bambino, quando vuole. Stamattina se ne va da Barbara e vediamo un po’. Le logopediste stanno definendo le cose per rivedere l’esperta in ausili tecnologici: ci aveva lasciato una serie di compiti su cui andare avanti proprio per capire in maniera dettagliata a che cosa rivolgerci. Per cui hanno lavorato per capire grandezze dello schermo, posizionamento e quindi supporti, posizione della mano e quindi anche lì eventuali supporti. E prossimamente fisseranno un altro incontro per capire come proseguire. Dio salvi i bravi professionisti che cercano altri bravi professionisti per lavorare meglio.
E non è proprio scontato, perché non sempre i bravi si rivolgono ad altri bravi. Oppure no: quelli che non lo fanno, per poca voglia, orgoglio, paura di non sapere, forse, sono quelli che poi tanto bravi non sono.
Lascia stare mia cara, dice LA PAOLA, beviti il tuo bravo thè e non ficcarti nei bravi  gineprai. In effetti forse era un pensiero un pochino contorto, però chiarissimo, ne sono assolutamente certa!!!
Tra poco alziamo la Michi che parte, lei le sue giacche e le sue scarpe nei piedi. Che stamattina, perché si va a cavallo e non a scuola, si alzerà tutta brillante, chiaro che sì.
Buona giornata.

Angela 

venerdì 21 febbraio 2014

Sospiro di sollievo.



La Michi non esce scalza per andare a cavallo. In compenso esce con la giacca a vento al di sopra di altri 29 strati perché di questi tempi alle sette e mezza del mattino la cosa si impone.
Poi però viene più caldo, lei lavora, la giacca a vento si toglie e, ovviamente rimane là. E la settimana dopo non ce l’abbiamo; e ne tiriamo fuori un’altra. Abbiamo una collezione di giacche vecchie e brutte che teniamo apposta, che impicciano il giusto ma che sono evidentemente necessarie perché diversamente non ce la possiamo fare. E, infatti, allo stato attuale, in queste coordinate geografiche, con il presente fuso orario, conto sul nostro attaccapanni dell’ingresso esattamente 5, dico 5, delle suddette giacche. Che ovviamente lavo in primavera, perché va bene che nella vita si fanno  un sacco di cose senza senso, ma ci sarà anche un limite.
Quello che non mi consola proprio tanto è che il Pargolo da La Spezia  è più grande,  quindi non è che la cosa finisca in tempi proprio brevissimi!!!!
Qui tocca il Pier Francesco, me la vedo già la faccia di quello che rilegge almeno tre volte, con l’espressione del non capisco dove stia il problema. Come vederlo.
Ieri Fabu è stato davvero brillante: non era più nella fase del làsmestè, che quindi consideriamo bella che conclusa da raffreddore. Non si incuba proprio niente.
Per cui è andato a scuola, sono venute Essia e Ceci e ha fatto un figurone con la lettura: non sono ancora riuscita a parlare bene con Alessia perché ieri era impegnata con i pazienti, ma mi ha accennato che è stato proprio ma proprio bravo. In compenso è stato simpaticissimo con Dami ma non ha fatto un tubo. Intrattenuto la platea e basta.
Marmellata di zucca e limone, di provenienza chiara e nota. Con il cuore un attimo più leggero perché, se è vero che è fatta, oggi metto via il saturimetro, che vederlo in giro mi fa sempre venire il nervoso.
Buona giornata.
Angela

giovedì 20 febbraio 2014

La simpatia è di casa, stamane.



Quella del nomenclatore tariffario è veramente una di quelle robe che mi fanno venire l’ulcera, ma sul serio. E meno male che, forse, lo aggiornano, meno male che qualcuno ci ha pensato. Chiunque sia e di qualunque colore, perché deve essere vissuto come un servizio che la pubblica amministrazione è tenuta a promuovere.
Il prossimo passo dovrebbe essere aggiornarlo sul serio. E quello dopo farsi delle domande sul perché cavolo ci siano delle cifre del genere. Ricordandoci comunque che la manutenzione è a carico dell’utente: e per manutenzione si intende, per esempio, il cambio di una batteria della carrozzina elettrica, che non costa proprio pochino.
Ed è remotamente possibile che, se uno utilizza la carrozzina elettrica, magari non  abbia altri modi per spostarsi, quindi quella batteria lì è abbastanza indispensabile. Vabbè, ma ringraziamo già che viene passata la carrozzina, solo la batteria uno può comprarsela: come no, parliamo di uno che è sostanzialmente senza reddito. No, scusate, dimenticavo il mitico assegno di accompagnamento, la mitica manna dal cielo.
Punto.
Rassicuro Donna Paola: Michi non dimentica le scarpe da cavallo solo perché ce la fa a non uscire scalza. Ma da questo a dire che la mattina alle sette e mezza sappia dove le ha, teoricamente pronte davanti alla porta, aaaahhhhh bè.
E anch’io ho dei periodi in cui preparo le torte dietetiche, ma poi guarisco in fretta: decorrenza di un raffreddore, diciamo, non di più. Ma per un fatto artistico e filosofico, mica per altro: perché poi, riflettendo attentamente, ritengo opportuno tornare alla  quintaessenza della ricetta pura, quella dove la pasta frolla ha il burro, intendo. Perché Monèt disegnava ninfee, mica le margherite della melevisione per farla più semplice, no? Regge?
No che non regge, mia cara, dice LA PAOLA, fai prima a dire che senza galuperìe uno non ce la fa.
Per il resto, qui non so che dire e aspettiamo: ieri siamo stati a casa e Fabu ha dormito tantissimo, apparentemente raffreddato. Oggi vorremmo che andasse almeno a scuola, perché arrivano Cecilia e Alessia per parlare con le maestre: per cui servirebbe che stesse bene, ecco. Se tutto ciò sia un raffreddore o l’incubazione della peste bubbonica, ovviamente bòh. Come si  fa in questi casi? Si fanno programmi così poi tutto funziona, o si lascia perdere così poi non ci si sconvolge troppo la vita? Ok: richiudete le mandibole e deglutite il sorso di caffè, lo so che non dovevo fare delle domande così di mattina presto, che sono traumatiche nonché dolorose. Chiedo venia!!!!
Stamattina sei particolarmente poco simpatica, mia cara, dice LA PAOLA.
Buona giornata.
Angela


mercoledì 19 febbraio 2014

Che dire.



Mmmmm….. Proprio non lo so. Non che voglio i buoni tetraggine, ma che non lo so.
Fabu ha evidentemente qualcosa come dire? Sottobanco.
Ieri mattina ha piangiucchiato tutta la mattina,  andavamo a scuola per le undici perché c’era una riunione. E ha mangiato, poi non voleva i cartoni, non voleva dormire, non voleva questo e non voleva quello. Niente febbre, niente dolori evidenti, saturazione perfetta. Appetito buono, non fa pensare a mal di gola o male alle orecchie.
Vuoi che stiamo a casa così riposi? Assolutamente no, indicava la giacca per andare a scuola. Dove poi ha rugnato tutto il tempo. Ovviamente niente fisio, due ore di nanna. Poi visto che non era così faticoso l’abbiamo portato a fare i calchi per i tutorini, almeno non perdevamo quell’appuntamento.
Boh, siamo un po’ in attesa. O ha una tareffaggine di quelle che non danno niente se non stanchezza. Oppure c’è qualcosa in incubazione e non ci resta che aspettare: che è quello che dicono i pediatri, che per il momento non vogliono mettersi a bucarlo e a pasticciarlo.
Ogni tanto mi alzo la mattina e mi chiedo dove stia il problema, se sono i nostri pensieri per cui una roba tira l’altra e non c’è pace. O se vale la teoria dei grandi disegni cosmici, per cui penso che l’architetto in questione abbia un tantino sbagliato a fare i conti, a prendere le misure, a elaborare i suoi accidenti di progetti. Allora penso che la soluzione migliore sia una tazza di thè, verde alla fragola nella fattispecie del momento. Perché bisogna avere pensieri brevi, che non vanno troppo in là nel tempo, diciamo racchiusi nel prossimo minuto. E subito dopo fare progetti a lunga distanza, senza sapere bene come e quando. In mezzo mangiare anche la torta al limone.
E non so voi, ma io propongo che la faccenda delle torte che hanno tutte lo stesso gusto tra Paulo Aimo e la sua mamma se la vedono loro, ohhhhh sì!!!!!!
Però la òla per Paola e la borsa del calcio è d’obbligo. E anche la stretta di mano di solidarietà, perché che non pensi mica di essere originale nèh? Di farle solo lei quelle robe lì!!! E di dire tutte quelle parole lì quando uno se ne rende conto!!!!! Grandissima Donna Paola!!!!
Buona giornata.
Angela

martedì 18 febbraio 2014

Ecco.



La torta al limone è uno spettacolo. Abbinata al thè al bergamotto, mammamia. Che poi abbia  dentro un intero panetto di burro è un dettaglio. E non ci provo nemmeno a sostituirlo con l’olio: quando ci vuole ci vuole, e poi non la farò più per chissà quanto.
Invece Fabullo chissà: ieri mattina era freschissimo, ma pallidino e con le occhiaie e rognosetto. A scuola non è stato male, ha mangiato, non aveva dolori, però non c’era niente che andasse bene, la classica situazione indefinibile del làsme stè, che non saprei come definire in altro modo. Per cui alle due sembrava evidente che la fisioterapia non sarebbe stata produttiva. E in effetti siamo venuti a casa e ha dormito 4 ore, che non è proprio da lui. Così mamma non si è sentita in colpa perché non l’ha messo in macchina e guidato e eccetera eccetera.
Oggi lo alziamo e vediamo: anche se forse sarebbe furbo non portarlo in fisio nemmeno oggi, qualunque roba sia facciamola passare e in questi casi il riposo è proprio una medicina. Cerchiamo di andare stasera a fare i calchi, che è vero che c’è il viaggio ma comunque è meno faticoso che la ginnastica: più che altro per non perdere l’appuntamento. Tra l’altro andiamo a scuola alle undici per una riunione, che va bene così si distrae con gli altri ma riposa di più.
Facciamo che non perdo neanche il senno (quale senno, mia cara? Dice LA PAOLA) e la prendiamo così com’è, tareffaggine che ci ferma ma non troppo. Facciamo che non ci penso. Buoni tetraggine non richiesti.
Dite a Giovanni di ritirare il blocchetto e i timbri.
Buona giornata.
Angela

lunedì 17 febbraio 2014

Per mantenere un contegno.



Ci sembra che la tareffaggine fosse davvero solamente tale: nel senso che ieri Fabullo non ha avuto nemmeno quelle pochissime linee di febbre. Non era nemmeno poi tanto cottino: la domenica riposa sempre molto volentieri e dorme parecchio, non ci è sembrato diverso dal solito.
Che poi sia tutto vero o che ci stiamo autoconvincendo di aver fatto tutto bene per il momento, embè, lo scopriremo solo vivendo. Però insomma: la febbre non è mai salita più di qualche linea e ieri niente, non tossisce, non chiede di stare sdraiato, è noioso ma come al solito, mica di più. E quindi.
Per intenderci si è preso una sgridata che l’ha offeso a morte dopo la terza volta che si è tolto gli occhiali e li ha lanciati dall’altra parte della stanza. Insomma, sembra in forma.
Per cui oggi se ne va a scuola.
Così ieri, nella giornata di tensione classica, di quelle in cui si stanno ad aspettare gli eventi, cercando di anticiparli ma anche di non farci caso per non portare rogna, facendo finta di pensare ad altro che tanto non è vero, però poi invece sembra che vada tutto bene e quindi proviamo a respirare più profondamente; insomma, in quei giorni lì si cucina. Si impasta la pizza.  E poi si sperimenta una nuova ricetta di torta al limone con tutti i rituali fatti bene: l’albume di qua e i tuorli di là, e mettine uno alla volta, e mescola dal basso in alto e setaccia la farina e dimmi che un giorno avrò una lavastoviglie perché sono stata brava!!!!! Per cui uno fa tutto bene così non lascia possibilità agli eventi di andare dove vogliono loro, tipo verso la tosse: insomma, lo so che non avete capito niente. Neanch’io, per altro: sono i soliti deliri di quando uno fa finta.
Volevo dirvi in gran segreto che noi l’abbiamo vista una foto del Mario. Ed è bellissimo, giuro.
Buona giornata.
Angela