giovedì 28 novembre 2019

Ringraziamento.

La prima cosa di cui ringraziare è che non ci è franato niente sotto i piedi In questi giorni, il che, ormai, è davvero una fortuna. E anche che abitiamo in una casa calda ora ma fresca d'estate, con tutti i vestiti puliti, e che non si allaga.
Indubbiamente non è piacevole pensare al conto di ciò che non si fa, soprattutto quando fior di psicologi insistono sull'importanza delle piccole cose nella grande economia cosmica. Per cui in questo anno abbiamo rinunciato al profumo delle pizze e delle torte che cuociono nel forno: ringraziamo perché, comunque, in casa nostra le cose buone entrano comunque dalla porta già fatte, soprattutto quando mi vedono  con la faccia un po' più così del solito. Mi sono fraccata la decima costa, e non è stata una passeggiata, ma ringraziamo perché era solo la tosse. Abbiamo rinunciato al giardino d'estate, ma ringraziamo gli ibischi e il rosmarino che son venuti lo stesso, perché madre natura arriva dove non arriviamo noi. Abbiamo, ad oggi, anche rinunciato al giardino d'autunno: ma ringraziamo perché non ha ancora cominciato a ghiacciare, e quindi possiamo ancora sfoltire e coprire. Abbiamo, di recente, rinunciato a lavare e pulire e cucinare verdure fresche, perché non riuscivamo più: ma ringraziamo, perché alla fine anche quelle nei piatti ci sono. Abbiamo rinunciato a vacanze da copertina, ma ringraziamo perché comunque, dopo due interventi in dieci giorni, siamo comunque andati in una collina fresca e in una casa molto più che confortevole. Abbiamo rinunciato a invitare gli Amici a sedersi a tavola con noi, perché non riusciamo più tanto a sederci a tavola, ma ringraziamo perché loro entrano  comunque anche se noi non facciamo salotto, il caffè se lo autogestiscono, e chiacchierano, e ci portano notizie dal mondo, e intanto tengono d'occhio le nostre giornate. E se mettiamo fuori la testa, quando capita, senza organizzare niente perchè niente si può organizzare, qualcuno che ci dedica un saluto c'è sempre. E abbiamo rinunciato a frequentare regolarmente la biblioteca, ma ringraziamo perché, quando ci andiamo, a noi è concesso un carico di libri che ci vuole la carriola, e, comunque, sempre grazie agli Amici, un libro a settimana da leggere c'è sempre. 
E lo scorso novembre avevo cucinato un pezzo di fesa  di tacchino frullandoci insieme i mirtilli e facendo la purea con la patata americana, e ci eravamo sentiti molto oltre oceano; e ieri ci ho rinunciato a preparare per oggi, perché ero più stanca di un asino. Ma ringraziamo, perché, comunque, del cibo ci sarà per tutti quanti: oltretutto, è pure un periodo in cui Fabullo mangia proprio volentieri, e lì altro che ringraziare. 
Sia reso Grazie  sempre a voi Amici perché non siamo soli, perché il trucco è tutto lì.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 27 novembre 2019

Stare al mondo. Questo mondo.

Apperò, "solo" 4 e 40 il Po? Gulp, però se Boog è tranquillo come un papa, e va con la bici,  noi deglutiamo e siamo contenti. Deve essere impressionante, per noi che non siamo abituati. Immagino che per Boog, e per gli Amici che guardano il fiume, sia qualcosa che si ha dentro, il fiume come il sangue, per cui si impara a sapere che, sostanzialmente, comanda lui, e bisogna aspettare che passi, tutta quell'acqua.
Un grosso pezzo della nostra famiglia arriva da quelle sponde, e diciamo sempre che dobbiamo far vedere ai Bambini (!) quelle rive lì; poi, ovviamente, sono decenni che non ci andiamo.
Speriamo vada liscia davvero, oggi viene di nuovo giù che Dio la manda, ma pare duri poco. Certo che piove sul quel che è già bello zuppo, fà che non frani più niente.
Vi conto del numero di ieri, suvvia.
Insieme al giro del Terzo Settore stavamo analizzando una serie di iniziative: c'è un bando, rivolto a famiglie con fragilità economiche di vario tipo, di quelli promossi da una fondazione famosa, molto vip, e dai vip molto promossa.
Leggiamo bene: viene pubblicato di venerdì, la scadenza della presentazione delle domande è dopo 15 giorni, è necessario (nonché giusto) fornire il modello isee, e viene sottolineato chiaramente, nel senso che è scritto bene: ricordatevi che ci vogliono almeno 10 gg per averlo. 
Appunto: e quindi metti la scadenza dopo 15 giorni, partendo da un venerdì? Sono stata guardata male perché non si dicono certe cose su istituzioni che fanno tanto del bene. Ma no, ma leggi bene. 
Leggo bene, conto sulle dita, e mi scuso: la scadenza è dopo 16 giorni e non 15. Non mi sembra proprio una differenza determinante.
È appunto un bando rivolto a soggetti fragili,  che non è detto che abbiano la certificazione pronta (anche perché peraltro ormai ha una durata brevissima e poi va rifatta), magari si tratta di soggetti che vanno aiutati a fare quella certificazione, e quindi diciamo che è un bando meraviglioso? Mah. 
Così è se vi pare,  diceva uno geniale.
Oggi si potrebbe aggiornare così: così è se così lo si pubblicizza.
Lo ammetto, mea culpa,  anche questa volta: la disonestà intellettuale mi manda in bestia, penso che sia una grande causa di malfunzionamento di tante cose. 
E quindi: si poteva fare quelli che semplicemente andavano oltre senza dire alla fondazione stravip che non si concorda? Si poteva. 
Dimmi che non hai litigato con quelli lì, mia cara, dice LA PAOLA.
Ma certo che lo dico,  perché non ho proprio litigato.  Ho espresso un punto di vista, ecco tutto. Peraltro un punto di vista fatto di numeri scritti nero su bianco dalla fondazione stessa.
Mi sa che quelli che stanno stare al mondo abitano da un'altra parte, dice LA PAOLA. 
Buona Giornata.
Angela

martedì 26 novembre 2019

Aggiornamenti dagli Amici.

Qui, improvvisamente, alle quattro di ieri ha smesso di piovere ed è venuto fuori un cielo turchese con le nuvole che correvano che manco l'Irlanda. Era l'autunno più dorato che ci fosse, brillante. Lucidissimo, con quel che era venuto giù. Le montagne bianche abbaglianti. In compenso sulla strada si vedevano, sempre lucidamente, buche da tutte le parti. E qui roba piccola, che non blocca nulla, per cui bisogna solo andare piano. Tutto il resto della regione è in panne. 
Oggi sarà di tregua, e pare ricominci tra stanotte e domattina: sembra una roba da poche ore, per fortuna, su una situazione però già zuppa, per cui  vediamo cosa ne esce.
E oggi aspettiamo invece notizie da Boog, si spera in perlustrazione in bici e non in barca, per la piena che sta arrivando. Che il Grande Po sarà anche affascinante, ma lo è di più quando sta bravo. Mi pare di capire che l'onda sia prevista per il pomeriggio.
Facciamo tutti  grandi e grandi complimenti alle due ragazze quadrupedi sul Golfo, dove mi pare invece che la poesia sia un tantino messa da parte, in questi giorni, a favore di parole che non fanno rima, non allitterano, sono poco metaforiche e tanto terra terra, ecco. Soprattutto la collaborazione tra la nera e la bionda nel fare danni ha un suo perché, che parte, comunque, dal come accidenti ha fatto un cane di 10 kg a lussarsi la rotula. Come dire, gli Amici di Fabullo non conoscono noia, quella meravigliosa con le ciabatte e la copertina.
Fabu è stato a scuola tutta la giornata senza mal di pancia, forse l'abbiamo sgamata. O meglio: per ieri l'abbiamo sgamata di sicuro, la mezzanotte è oggettivamente passata. I professionisti del vivere alla giornata.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 25 novembre 2019

Qui sotto controllo.

Aspettiamo notizie dagli Amici di Fabullo, soprattutto quelli sul Golfo e quelli sul Po, che forse quelli sull'Arno stamattina tirano il fiato.
Fabullo ha avuto mal di pancia da venerdì pomeriggio a sabato sera, ieri è andata liscia, se è finita così siamo signori davvero.
Però a fare musicoterapia oggi non ci andiamo, e abbiamo bloccato tutto quanto in onlus: parecchi bambini dovevano spostarsi parecchio come noi, terapista compresa, ed è tutto troppo difficile.
Nei km qui intorno, a differenza che in tutto il resto del Piemonte e della Valle, la situazione è sostenibile, nel senso che non ci sono grosse frane, non sono crollati ponti, gli allagamenti sono piccoli. Però non è roba da mettersi a fare tanta strada, che i punti chiusi sono tanti e, dove si passa, sarà un traffico poco sostenibile. 
Paulo Aimo Pendolare ha preso il treno, perché molti erano soppressi ma il suo c'era, e adesso speriamo che vada liscio con tutti i ponti da attraversare. In compenso nel sottopasso della stazione scende acqua dal soffitto, sopra il cui soffitto passano i binari. Vabbè.
Buona Giornata.
Angela

venerdì 22 novembre 2019

Possibilissimo.

Fuori vien giù che sembra l'acqua della doccia: pare che sarà un fine settimana di allerta meteorologica con poca neve in alto perché fa troppo caldo, per cui i torrenti si riempiranno, e scendono ripidi, e quindi saranno subito fiumi pieni.
Per fortuna noi andiamo in terapia a mezzogiorno, quando la tangenziale, in teoria,  non è troppo piena: e, se marca male, è più facile capirlo e tornare indietro. E Paulo Aimo Cittadino fa il provinciale  lavorando da casa, perché c'è sciopero dei mezzi a Torino. Il che potrebbe anche, in effetti, far piantare talmente tanto la tangenziale che a mezzogiorno è un delirio comunque. Vabbè, vedremo un po'.
Il primo obbiettivo è più, come dire, terra terra: sperare che non diluvi proprio quando, nei vari giri casa scuola terapia casa, bisogna caricare e scaricare Fabu su e giù dalla rampa in macchina: perché siamo maestri nel non farlo bagnare, cappello da pioggia (vietato perderlo vietato perderlo) e giacche lunghe e anfibi ai piedi,  in modo da non fermare la carrozzina sotto l'acqua e girare noi tra le pozze e nelle pozze; maestri sì, ma stanchi morti. 
Uhhh, dicono Quelli Che Sanno, ma possibile che siate sempre stanchi? Possibile, dico io.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 21 novembre 2019

Storie di Spati.

La nebbia, mammasantissima, che qui non c'è mai, e invece stamattina non si vede oltre al garage. Speriamo sia solamente qui, nebbia alta, dopo tutta la pioggia. Perché se invece è solo   la coda di ciò che c'è scendendo in pianura, non la voglio pensare la tangenziale.
E quindi continuo a contarvi della onlus, si vede che questa settimana gira così: ieri sono arrivati 4 colli di materiale, ne ho sdoganato altro che arriverà oggi, insieme ad altro ancora che, per fortuna, è europeo, così un lavoro in meno.
Tra le varie cose che faremo oggi ci sarà anche iniziare a smistare un carico di vestiti: che verranno, a seconda delle taglie, passati alle diverse famiglie e al centro rifugiati, con consegna diretta nelle mani della responsabile. Sempre a proposito di cose usate ma nuove, arriva anche un carico di libri: che verranno tenuti per le terapie in sede, dati alle famiglie per la stimolazione a casa, portati nelle scuole per i lavori con i singoli bambini in carico, messi nella sala d'attesa dove i fratellini di passaggio potranno prenderli e portarli anche a casa, divisi anche con il centro rifugiati se la responsabile dice che ce n'è necessità.
I terapisti si occuperanno dei libri, perché sanno loro di cosa è utile  pensando ai pazienti; io dei vestiti, che verranno caricati sul furgone e portati a casa  per dividere con calma. 
Il tutto, tangenziale permettendo, sempre lì si arriva.
Ve ne conto un'altra: che stamattina parlavo con Spathiphyllum, Spati per gli amici, e mi chiedevo, e gli chiedevo, com'è che sopravvive da tanto, mette sempre foglie, ma piccole, non fiorisce mai, poi le foglie diventano marroni e brutte, ma tanto ne mette sempre altre, però è sempre poverino.
Perché gli parli, mia cara, dice LA PAOLA, e pure gli canti, sempre mia cara. Può essere, dico io, in effetti. Ma il mio primo pensiero è che è come noi, che resiste. Adattamento all'ambiente, mica me lo sono inventato io. Buon Spati a tutti, per intenderci.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 20 novembre 2019

Lavoretti.

Ieri mattina alle sette Paulo Aimo Pendolare, uscendo, mi ha detto: apro un po' il rubinetto della cisterna di raccolta dell'acqua (la usiamo per bagnare il giardino) che non trabocchi. Chiudila a metà mattina. 
Come no. Figuriamoci se io mi ricordo. Infatti l'ho chiusa ieri sera, dopo 12 ore, quando Paulo Aimo Accampato è stato un'ora e un quarto a Porta Susa in attesa che qualcosa partisse, per un guasto elettrico che ha paralizzato tutto per più di due ore. E figuriamoci cosa c'è nelle principali stazioni torinesi all'ora del rientro, i marciapiedi si sono riempiti di centinaia di persone, anziani che non stavano più in piedi dalla stanchezza ma le panchine sono 4 in croce, ad un certo punto partiva un piccolo locale che però è stato fermo 20 minuti perché non riuscivano a chiudere le porte, gente che urlava, insomma, quando la città diventa un'entità insostenibile. Paulo Aimo ha poi preso il suo solito treno partito con 70 minuti di ritardo. 
E, intanto, io tardocca ho chiuso l'acqua. Però va detto che, con tutta quella che è scesa ieri, per il momento difficilmente ci disidratiamo. E quindi, chissà Luana, dalle notizie l'Arno sembra tranquillo, chissà che preoccupazione però.
A mia parziale discolpa, va detto che ieri ho cominciato a sdoganare il materiale che abbiamo ordinato per la onlus e che sta cominciando ad arrivare dagli Stati Uniti, e io odio sdoganare: perché è un lavoro che bisogna fare in quel momento lì, senza smettere, finché non si è finito, e danno le informazioni con il contagocce, per cui tutto va rifatto cento volte.
E poi arrivano Quelli Che Sanno: ma perché Lei ha questa mania di rivolgersi all'estero, e poi chissà cosa compra, perché quello che non c'è qui vuol dire che non va bene e non serve.
Vi giuro che ancora si dicono simili cose: nella assoluta incomprensione dei meccanismi economici. Ma senza fare in complottisti o i polemici, è solo un dato di fatto: ci sono materiali che non hanno ancora un importatore, e sono materiali assolutamente autorizzati, solo da sdoganare. Soprattutto perché, se Quelli Che Sanno continuano ad avere servizi di riabilitazione con solo un pallone e un tappeto vecchio e sporco, e continuano ad esserne soddisfatti, non si crea la domanda per cui ad un'azienda convenga importare, non ci sono i numeri. Oppure, ci sono già materiali equivalenti importati, ma che costano il triplo per i vari passaggi da fare dai vari operatori coinvolti, che giustamente vanno pagati. 
È chiaro che è un lavoro: ma se ce la faccio io, tardocca e volontaria, vuol dire che si può fare, in maniera regolare, con tutte le procedure e le fatture a posto. Eh, ma sa com'è, continuano Quelli Che Sanno, alla fine si danno più soldi agli enti benefici che a noi che lavoriamo tutti i giorni. 
Portate pazienza: la onlus fa questi investimenti ogni tanti anni, quando ha soldi in cassa, e, nello specifico, stiamo parlando di 2000 euro. Io non ci credo che un servizio,  che fa girare in vari modi ben altre cifre, non possa parlare di 2000 euro. Che noi invece ci mettiamo anni ad accumulare e a chiedere.
E bon, oggi si continua, man mano che arriva la roba, il tutto incastrando l'assistenza di Fabu.
Buona Giornata.
Angela