giovedì 30 aprile 2020

Trulla per le feste.

Esatto, teniamoci i buoni pensieri e intanto siamo realisti. E, siccome domani è vacanza, per noi fortunati perché uno ancora lavora, sono tutta trulla perché vuole dire che si guarda Fabu in due per tre giorni. E, in quanto trulla, pure filosofa.
E quindi dico anche: da qualche parte bisogna sempre partire e un pensiero tira l'altro. Per esempio: a forza di essere istruita da Salvatore sulle meraviglie cosmiche, ho imparato a riconoscere, da sinistra a destra seduta sul gradino: Sirio Betelgeuse Venere Coppela e Castore e Polluce in alto. 
Un primo passo, che non si dove porti. A me ha portato a riposare un quarto d'ora ogni tanto a guardare le stelle in primavera. Saggi di tutte le culture dicono che anche quello è già pregare.
La certezza è che sono stati quarti d'ora di riposo. E quindi va bene così.
Vi abbracciamo. Noi stiamo tutti bene e così speriamo di voi.
Buon Primo Maggio.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 29 aprile 2020

I consigli dei Professionisti.

Che bello sapere che a Cremona, in città, arrivano gli animali del bosco. Magari è un pensiero che non porta a niente, ma i professionisti del cogliere l'attimo, da sempre, consigliano di tenerseli strettissimi i pensieri belli.
Perché i pensieri brutti si sa che, uno dopo l'altro, portano a terribili gorghi cupi e pantanosi, lo dice la scienza con altre parole; e allora, praticare l'opposto, e, appunto, attaccarsi ai pensieri belli (e la scienza dice anche quello, serotonina e dopamina insegnano).
E lo so che tra le colline, quando il mondo è fermo (o quando lo è solo per noi, da tanto), tutto è 
più semplice: tutto ciò per dire che oggi c'è il sole. Non so da voi, ma qui ieri è venuta giù acqua a catinelle, come fosse un temporale estivo, con gli zampilli nelle pozze, e la cisterna dell' acqua piovana si è riempita troppo e io ovviamente mi sono dimenticata che poteva capitare e quindi non ho aperto il rubinetto e quindi ha strabordato e pazienza, oggi asciugherà. E invece oggi si potrà stare fuori, ed è anche il giorno in cui Fabu vedrà gli Amici della scuola, e tra una cosa e l'altra sorriderà, almeno un po'. 
Noi siamo sempre contenti di sorridere, almeno un po'. Noi professionisti.
Buona Giornata.
Angela

martedì 28 aprile 2020

Non si può dire, oh noi sterili polemici.

Il succo è questo: la leggenda della scuola inclusiva narra che a tutti vanno offerte le stesse opportunità, come fanno i montanari, che regolano il passo a quello meno allenato, e arrivano comunque in cima.
E nessuno ci rimette: perché, per esempio, se si organizza la gita in pianura invece che sul campanile di Giotto, non ditemi che il resto della classe ci rimette. Ci sono bellissime cose in pianura (facciamo un esempio fabullico, che si può fare perché noi qui siamo spiritosi? Boog sta ben in pianura, e ditemi che non è un riferimento galattico!).
La Signora Barbara ha ragione: perché il punto non è arrivare a dire: abbiamo studiato tutte le soluzioni, ma non troviamo la maniera per supportare quella situazione specifica lì, così delicata.
Il punto è: tirando le somme in questo esatto secondo, si può dire che gli alunni disabili abbiamo ricevuto le stesse opportunità degli altri? Magari con difficoltà, perché questa situazione è complessa per tutti, non scherziamo: ma le stesse opportunità?
No. Non si può dire. I dati stanno uscendo, e non si può dire. Lo dicono i dati.
Ecco perché la scuola inclusiva (minuscolo, dài) resta una leggenda, che però segue una legge: in emergenza funzionano solo le cose che funzionano in tempi ordinari. Infatti, i casi che funzionano esistono, ma sono casi.
Allora, prepariamo altri numeri per il lotto: come è uscita la nota ministeriale che riguarda i doveri del sistema sanitario nei confronti della casistica della neuropsichiatria infantile, il 23 aprile, con grande tempismo, ne uscirà una per la scuola inclusiva, sempre con il tempismo delle toppe a colori. E ci giochiamo questa data e quest'ora.
Roba da diventare ricchi.
Buona Giornata.
Angela

lunedì 27 aprile 2020

Tante toppe.

Fine settimana passato tra le scartoffie per la onlus, scrittura progetti che mi viene da piangere: fa che entrino alla veloce le liquidità che aspettiamo dai valdesi e che anticipino il pagamento del 5 per mille. Per cui, con Paulo Aimo Casalingo che guardava Fabu, io ho fatto due pomeriggi di scrittura matta e disperatissima. Allora: questi lavori io li aborro come l' orticaria e le frattaglie nel fritto misto. Però sono sempre contenta di scoprire che sono ancora in grado di concentrarmi per dei tempi prolungati. Sapete com'è: a forza di sentirsi dire che si è poco lucidi, del tipo: è normale che Lei non sia obbiettiva Signora Mia, non stia a pensare tanto che per lei è difficile,  ci siamo noi qui per questo, dicono Quelli Che Sanno. Ecco, uno un minimo di dubbio ce l'ha: mica per niente il mobbing è infido nel mettere la pulce nell'orecchio di essere inadeguati.
E stamattina, invece, ho già contattato i fornitori per i dpi, che ne abbiamo, però voglio essere tranquilla per il futuro. 
Tra l'altro, sono basita: il 23 aprile, giuro, non prima, il Ministero della Salute ha pubblicato le linee guida per i servizi di neuropsichiatria e neuro riabilitazione anche infantile, mettendo l'accento sulla fragilità fisica e emotiva di questi soggetti. La onlus, fatta da quattro poveracci in croce, aveva già attuato tutto dal primo giorno. 
Ma il 23 aprile pubblichiamo questa cosa? Verrebbe da dire solo per tutte le osservazioni che sono arrivate da parte delle famiglie. Insomma, la nuova toppa a colori.
E siccome che sono perfida, mi permetto un pensiero. Non sappiamo quale sarà la situazione di settembre; e, detto questo, ogni pediatra farà delle valutazioni specifiche per ciascuno, e giustamente.
Ma a parte questo, ho il lieve dubbio che la scuola inclusiva, per il bene dei disabili, sempre si intende, li terrà a casa in smart school, tanto è uguale. Facciamo così: sarà sicuramente solo un delirio persecutorio di noi Madri Isteriche. Ma se così fosse, ci giochiamo la data e l'ora di oggi al lotto. 
Buona Giornata.
Angela

venerdì 24 aprile 2020

Come il cristallo.

E per domani, buon 25 Aprile a tutti quanti, resistiamo più che mai.
Di questi tempi, è scontato dirlo, tutti quanti abbiamo ottimi motivi per dire che resistiamo.
E anche per festeggiare la libertà, da tante cose.
Va bene essere zèn, va bene dire che tutto è apprendimento, evoluzione spirituale e tutto quello che si può dire, su cui noi, personalmente, arranchiamo con molta fatica troppo spesso. Come dire? Consapevoli ma inadeguati.
Preso atto di questo, penso che sia condivisibile che tutti abbiamo scelto tante cose, ma non proprio tutte. La sofferenza non si sceglie, e basta. La sofferenza non è libertà.
Le splendide frasi per cui meglio soffrire che non vivere a fondo vanno bene quando si leggono sui libri, e dipende per cosa si soffre. 
Però, noi festeggiamo la libertà di pensare, di essere in grado di leggere le situazioni per quello che sono, magari per subirle, ma senza accettarle. E la libertà di dirlo, che non si è d'accordo: di dirlo educatamente, senza bugie, senza polemiche, a suon di dati di fatto.
Primo, perché le bugie non si dicono e l'educazione è sempre dovuta. Secondo, perché è un'arma infallibile contro l'annientamento, è un'arma fastidiosa, temibile ed efficace.
Ecco, quella libertà lì non è mica scontata: l'educazione passa anche dallo studiare e ricordare la storia, che ci insegna, appunto, che pensare, capire, esprimersi,  sono una conquista che va sempre protetta e lucidata come i cristalli preziosi.
Per questo la libertà si festeggia. E resistiamo insieme.
Buon 25 Aprile a noi Amici. Vi abbracciamo.
Buona Giornata.
Angela

giovedì 23 aprile 2020

La migliore risposta.

Per quelli in quarantena da sempre, è sempre incedibile godersi le cose. Soprattutto, è incredibile scoprire di essere capaci di godersele, non si sa per quale santo.
Per cui, ieri pomeriggio, abbiamo fatto il nostro incontro settimanale con la classe di Fabu, e internet ce l'ha concesso, bontà sua, e Fabullino è stato proprio contento. Poi ha cominciato a farla lunga, e siamo andati in bagno, e poi siamo tornati, e poi questo e quell'altro e poi chissà, insomma, seduto lì non ci voleva più stare. Oltretutto, è stata una giornata in cui si è lamentato tanto di tutto. 
Ed era anche ora di preparare il ritorno di Paulo Aimo Operativo, perché meno cose possibile vengano toccate e poi il lavoro per sanificare sia breve. 
E, fatto quello, siamo stati fuori. 
Ecco: per noi in quarantena da sempre, sempre troppo stanchi per organizzare gite varie al supermercato, anche quando non si facevano le code, ciò che ora cambia è che nessuno entra in casa nei momenti più disparati, portando risate compagnia e racconti.
E quindi, noi fortunati della quarantena, il vicinato lo vediamo tra i giardini, si sa.
Però ieri è stato speciale, da cui lo stupore: perché erano un po' di giorni che non uscivamo per il tempo, e abbiamo passeggiato avanti e indietro, un po' chiacchierando e un po', solamente, godendoci l'aria pulita e profumata. Che è stato difficile imporsi di rientrare, per organizzare cena e farmaci della sera.
E Fabullo, così, solo avanti e indietro, di qualche giro di ruota avanti e qualcuno indietro, era felice, non chiedeva di fare altro, stava lì a guardare ed ascoltare.
Ecco, che lui, e che noi, si riesca a godere di certe cose, per degli sprazzi dilatati, è per me sempre fonte di meraviglia. Non riesco mai  a capire se questo sia anche una fonte di ammirazione, di insegnamento, o di pena infinita per Fabullino, che riesce a ricavarsi dei momenti felici. E il dubbio lo risolvo mettendo il copriletto in lavatrice, mi sembra la risposta migliore.
Buona Giornata.
Angela

mercoledì 22 aprile 2020

Impressione, senza sole che si leva.

Dichiarazione di intenti: oggi mi cerco rogne. Strano, dice LA PAOLA, mai lo fai. 
Vabbè, oggi lo dico prima. Però: sono rogne che riguardano le impressioni delle Madri Isteriche.
E, in quanto impressioni, devono essere vissute come tali: per intenderci, non possono essere messe agli atti, Vostro Onore. Se sono fastidiose, pazienza.
Allora: quello che capita, giustamente, è che ci si muove per una ripartenza a maggio. 
Però, nelle aree come il Piemonte, in cui i numeri sono ancora alti, la ripartenza è un'evidente e corretta necessità economica, ma i medici hanno dei bei dubbi. E, ovviamente, i dubbi riguardano soprattutto tutte le categorie più fragili fisicamente, come gli appartenenti alle Famiglie Isteriche. 
Quindi, partiamo con le impressioni. Sono solo impressioni, badate bene. Il quadro con i riflessi sul mare e le barchette e il soleil che si leva, è sicuramente meglio, si sa.
Quelli Che Sanno sono poco pervenuti in tutto questo periodo. Quando poi sono pervenuti, sono stati, come dire, poco utili. O anche, come dire, poco opportuni. Nel senso che siamo passati dalla prima fase: Signora Mia, non possiamo offrire nulla, lo sa che è pericoloso. 
Alla seconda fase: possiamo fare chiacchierate, o adesso possiamo anche vederci. 
Ma le chiacchierate non sappiamo come incastrarle, e  i medici non sono così d'accordo di vederci, qui i saturimetri li usiamo spesso, mica solo ora. 
Signora Mia, Lei non è mai contenta,  offriamo i servizi e non li accettate.
Insomma, l'impressione è che Le Madri Isteriche debbano sentirsi in colpa.
C'è anche un'altra impressione: che il giro di boa sia arrivato a inizio di un nuovo trimestre, e le Madri Isteriche hanno l'impressione che sia un momento di rendicontazione economica per l'acquisizione di nuovi fondi. 
Le Madri Isteriche allontanano immediatamente l'impressione che i propri handicappati di famiglia (uhh che brutta parola!!! Pazienza.) siano un tantino soggetti economici prima che attori protagonisti. 
Capitolo scuola: i problemi della scuola on-line a tutti i livelli ovviamente sono  emersi, è faticoso per tutti, insegnanti e allievi, sia per gli aspetti tecnologici che per quelli relazionali. 
Sottocapitolo:  i figli handicappati (ma sempre brutte parole!!! Ma sempre: pazienza). Dalla raccolta delle impressioni, ci sono state, e ci sono, situazioni che hanno fatto il possibile per essere accettabili. Insomma: che ci hanno provato. E tante situazioni che non sono pervenute, anche lì: nel senso che mentre gli allievi sani hanno abbiano avuto un loro orario quotidiano, quelli non sani solamente in rarissimi casi hanno visto la strutturazione di un programma ad hoc per loro, fosse anche di pochi minuti per mantenere i tempi di attenzione, fosse anche appunto strutturato non in diretta.
Per cui: non è stato tanto chiaro che cosa abbiano fatto una bella parte di figure professionali che agli allievi handicappati sono dedicate e che per loro esistono nell'organico.
Moltissime sono le situazioni in cui sono le Madri Isteriche che hanno dovuto sollecitare un contatto didattico e sociale.
Molte sono le situazioni in cui le Madri Isteriche sono state trattate con freddezza o poca simpatia: poiché le Madri Isteriche sono anche delle maniache ossessive, hanno letto un po' tra le righe il seguente messaggio: è già difficile sempre occuparci di suo figlio, si figuri ora, certo che ne avete di pretese.
Anche lì, ad un certo punto, sono arrivate più offerte di contatto, come se ci fossero state verifiche: solo che le toppe a colori mal si adattano, e diventa difficile imporre momenti di attenzione a chi è in difficoltà se  non lo si è fatto per molto tempo.
Poi c'è il capitolo seguente: quello dei professionisti privati (liberi professionisti o pagati da strutture pubbliche) che, giustamente, stanno facendo la fame e sono disperati. Per cui chiedono alle Famiglie Isteriche di riprendere i trattamenti, pressanti. Le Madri Isteriche sono d'accordo perché ne hanno bisogno, anche per evitare dolori maggiori. Ma i medici dicono di stare ancora attentissimi e mettere tante cose sulla bilancia. Le Madri Isteriche lo dicono ai professionisti, che sono Isterici per i loro motivi, e, come dire, perdono un pochino le modalità comunicative proprie dei profili professionali.
Vabbè, Signora Mia, però adesso è contenta, le impressioni sono impressioni, su feisbùc può leggere tante altre cose invece che quelle lì, e piantiamola.
Che poi le impressioni siano rilevate da indagini che su feisbùc non ci stanno, pare che poco importi. 
Insomma, se le Madri Isteriche si limitassero a non usare i congiuntivi, meglio sarebbe per tutti.
Buona Giornata.
Angela