mercoledì 11 febbraio 2026

Ancora quelli in ciabatte.

 La digitalizzazione, ovviamente per chi riesce a praticarla, facilita un poco la vita di quelli chiusi in casa come noi. 

Restano obiettivamente delle incongruenze: per esempio i comuni e le città di grandi dimensioni che hanno strutturato la procedura di rinnovo o rilascio del permesso per disabili  direttamente da piattaforma, tramite accesso con le proprie credenziali e necessari documenti allegati.

Andiamo oltre al fatto che bisogna essere in grado di procedere o comunque venire aiutati: che è già poco semplice nel bisogno burocratico estemporaneo, diventa un'idea pesante nella quotidianità del supermercato, tipo facciamo lo sconto agli anziani muniti di app, gli altri si arrangiano (tra parentesi: il supermercato è stato boicottato gentilmente e ha fatto marcia indietro); rimaniamo sull'aspetto che toglie il problema di chiedere appuntamenti, recarsi negli uffici, fare code, eccetera eccetera eccetera.

Fermiamoci al positivo.

C'è l'incongruenza lo stesso, che è pure peggio: perché allora non è facilitazione a favore del disabile, ma dell'ufficio erogante. Non si è nuovamente capito nulla della problematica.

Sostanzialmente: poi difficilmente viene fatta la spedizione a domicilio ed è necessario recarsi nell'ufficio per il ritiro quando convocati.

Ma allora.

Se il disabile non può muoversi.

Se chi lo assiste non può muoversi perché è legato al disabile che non può muoversi.

Se è stata fatta tutta questa grande rivoluzione digitale, non si poteva arrivare in fondo pensando anche ad una facilitazione nella consegna a domicilio in qualche modo?

Credo che il perplimersi sia autorizzato senza richieste formali, o almeno lo spero. 

Così vi racconto come funziona qui, perché è storia proprio di questi giorni, con i residui dell'accidenti cefalico rappresentati da qualche dolore ancora all'interno delle ossa delle orecchie e nella mandibola.

Noi piccoli provinciali non abbiamo ancora la digitalizzazione per questa cosa e quindi facciamo in un altro modo.

Ciao Ufficio del Comune, sono io, mi mettete in contatto con il Vigile che devo rifare il permesso disabili di Fabullo?

Ciao cara ti faccio richiamare.

Ciao, sono il Vigile, non ti devi preoccupare, prepara le tre cose che servono, quando le hai mi chiami, questo è il mio numero e te lo tieni, io vengo a casa, ti faccio firmare la scartoffia e poi ti porto il permesso quando arriva.

Ovvio che certe cose si possono fare solo sui piccoli numeri, non è lì che volevo arrivare: bensì al punto per cui se una procedura è facilitata, lo deve essere fino in fondo, altrimenti non è la soluzione di un problema. Per rispondere alla nostra richiesta, nessuno ci ha detto che ne facciamo un pezzo e non l'altro, di tutta la faccenda, non sarebbe mai venuto in mente.

Sempre storie da provinciali in ciabatte.

Buona Giornata.

Angela

4 commenti:

Paola ha detto...

Come hai sempre ragione e come arrivi dritta al nocciolo delle questioni, cara Angela... e aggiungo purtroppo.....
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FORZA FORZA
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Un grande abbraccio

Anonimo ha detto...

Sempre complicazioni burocratiche.... xxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx vi abbraccio forte e sono vicina momenti difficili. Buona giornata
Nonna Roby 💓🤗💓💓

Luana ha detto...

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Forza AImo!

Anonimo ha detto...

Forza Forza Forza Fabullo
Forza Forza Forza Angela
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Boog