lunedì 31 agosto 2026

Per portarci avanti.

 Amici Amatissimi, che bello sapere che ci siete e che ci siamo,  che bello sapere che ci siamo pensati in ogni momento in questo mese. Ci auguriamo che siate stati nella contentezza il più possibile, non vi siate liquefatti al solleone, dicono che tanto poi ci abituiamo, quante storie; che non abbiate preso ciottoli di grandine che arrivano con la velocità delle schiacciate delle ragazze di Velasco agli Europei. Quanto abbiamo pensato a Boog guardando Cremona e alle Amiche sulle montagne del nord est.

Noi siamo un po' mortificati, genàti si direbbe da queste parti del profondo Nord Ovest, perché ci sembra di passare per quelli che non sono mai contenti e a cui vanno tutte storte. Però non è che vadano tutte dritte.

E non sono andate proprio tutte dritte.

Diciamo che ci sono state ore e ore e ore e ore e ore, ma tante ore di seguito, in cui la sottoscritta ha pianto senza tregua e senza possibilità di consolazione a lungo, per la paura l'angoscia la tristezza.

Poi ci sono state anche delle ore buone, dei quarti d'ora, delle mezz'ore.

Facciamo che come al solito partiamo dal peggio, è un po' lungo, soprattutto perché è iniziato ancora prima che l'ambulanza venisse a recuperarci per partire: sapete, noi siamo gente coerente, impostiamo subito una linea di condotta.

Sostanzialmente prima della domenica del viaggio era arrivata una nuova ondata di caldo paurosa.

Paurosa.

Il venerdì Fabio ha continuato a respirare bene come eravamo riusciti a raggiungere dopo la polmonite, ma si vedeva che era molto disturbato. Ad un certo punto aveva dei bei dolori addominali perché tutta la romantica attività intestinale non funzionava proprio bene.

Il sabato non ha fatto la pipì regolarmente, lo abbiamo svuotato due volte.

Ci mancava il respiro per quanto eravamo affranti.

Io per portarmi avanti ho cominciato a piangere.

La Palliativista Santa Subito era già in ferie e ovviamente ci ha badato lo stesso perché è Santa Subito, e ha detto che dovevamo partire comunque perché secondo lei Fabullo era solo disidratato per il nuovo arrivo del caldo, bisognava portarlo via di lì.

Postatelo via di lì prima che ricominci a respirare male, svuotatelo tutte le volte che serve, portatelo al fresco assolutamente, le previsioni per i prossimi giorni sono il Sahara umido.

E se poi non ricomincia a fare la pipì? Secondo me ricomincia, ma se state qui smette anche di respirare dignitosamente e si piglia di nuovo qualcosa di grave, portatelo via, svuotatelo via e se non riprende il giro cercate un infermiere che vi metta un catetere fisso e state lì comunque. E aumentiamo l'apporto di liquidi a 1200. 

Quindi quel sabato lo abbiamo svuotato due volte, perché nemmeno provvedendo a pratiche romantiche per espletare le funzioni intestinali usciva la pipì, aveva grandi coliche ed era molto disturbato, poi nella notte la pipì l'ha fatta.

La mattina avrebbe dovuto farla verso le 10, considerato l'apporto di liquidi,

Ma alle dieci è arrivata l'ambulanza come concordato, c'era la nostra assistente preferita che è brillantissima nell'aiutarmi a gestire Fabullo sulla barella, a girarlo al volo tutte le volte che è stanco.. Abbiamo messo l'ossigeno per precauzione visto che salivamo, però i valori erano sempre altissimi e quindi questo da questo punto di vista ci rasserenava.

Ovviamente durante il viaggio, che è durato circa due ore, la pipì non l'ha fatta, e aveva ancora evidentemente i dolori addominali dal giorno prima.

Io ho ascoltato la musica così non vomitavo e ho pianto tutto il tempo per portarmi sempre avanti sulla tabella di marcia.

I pianti sono finiti definitivamente mercoledì scorso

Fine prima puntata.

Amici amatissimi, vi abbracciamo e vi vogliamo bene.

Buona Giornata.

Angela