martedì 4 marzo 2014

La Festa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!




Oggi è il giorno clou dei festeggiamenti nel senso che è Il Giorno. E spero che la foto si veda perché non ho fatto quella roba che si chiama abbassare, neanche fosse da abbassare il 3 nelle divisioni. Per altro non so abbassare manco il 3, figuriamoci le foto.
Quella torta non l’ho fatta io, ovvio. Sarò brava con le torte, ma per quella lì devo fare ancora un tantino di pratica: pan di spagna meraviglioso, con mousse al limone e glassa alla fragola. Il dolce della fragola con l’aspro del limone, mammasanta. L’ha fatta l’amico gelataio pasticcere che ha preso accordi diretti con la Michi perché fosse proprio come la voleva lei.
13 anni fa di oggi il carnevale era passato da una settimana e c’era la neve per terra, giuro.
I pensieri sul passato sono proprio quelle robe da non tirare mai fuori, solo che ce ne ricordiamo sempre quando l’abbiamo già fatto e la frittata è bella che fatta.
Per cui procediamo immediatamente oltre, senza tergiversare.
Anche stamattina vacanza e niente sveglia. Poi non è che mi sento in colpa, è proprio che non riesco più a recuperare le cose da fare: quelle della mattina presto, per intenderci, quelle fatte nel silenzio totale prima che cominci la giostra quotidiana.
Quindi tra poco i bambini si alzeranno e la Michi potrà scegliere la colazione, latte e cacao o cioccolata, insomma, uno non compie mica gli anni per niente. Non è mica possibile, però, pensandoci che da queste parti ogni occasione sia buona per mangiare qualche galuperia. Vabbè.
Buona giornata.
Angela

lunedì 3 marzo 2014

Dio salvi la sveglia quando non suona.



Vacanze di carnevale: che vuol dire che la sveglia non suona e che non ci si alza all’alba. Che poi sarà panico perché sul far di mezzogiorno saremo ancora in alto mare e annaspanti: ma altrimenti ci restiamo secchi, per cui recuperiamo ore di sonno e basta.
Poi lo so già che mi lamenterò che non ho fatto niente, perché quando si svegliano i bambini la frittata è fatta e non c’è più modo di mettere mano alle scartoffie. Ma è anche vero che, per una storia o per l’altra, mi lamento sempre e quindi tanto vale dormire fino alle otto.
Oggi pomeriggio la Michi se ne va a cavallo, sperando che oggi fili dritta senza vomiti e altre simili amenità. Fabu non fa fisio perché la Ceci è ad un corso, e quindi andiamo a fare un po’ di vibrazioni, approfittando sempre del finchè c’è la macchina in prestito.  Ieri lo guardavamo e un pochino meno rigido ci sembrava.
Per il resto, se a qualcuno viene in mente come trovare diciannovemilaeurinipiùiva, è il benvenuto. Se possibile, evitare metodi illeciti: non si vendono né le suocere né le vecchie zie; nemmeno i centrini della moglie; non si rapiscono le cocorite del vicino antipatico; non si prende in ostaggio la bici dell’appassionato di fianco che se non fa la salita del Mombarone tre volte a settimana dà di testa; non si guardano le condizioni della camera dei propri figli e quindi li si manda in miniera per un po’. E’ tutto vietatissimo dall’etica, dalla grammatica, dalla biochimica, dall’astronautica. Da domani rimetti la sveglia alle cinque e mezza, mia cara, perché così non si può andare avanti, dice LA PAOLA.
Buona giornata.
Angela

domenica 2 marzo 2014

Vacanza?????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Iniziato il fine settimana di festeggiamenti  con Michelina che ieri vomitava. Ovvio. Beati voi che c’avete dei figli che non stanno mai male nei momenti migliori.
Stamattina solo più cottina ma meglio. Per cui mamma ha dormito undici dico undici ore per riposare dimenticare riprendere. Alle otto nel silenzio totale in piedi con il thè e la musica in cuffia per sbrigare le scartoffie, perché già sono lenta come la Quaresima, almeno si fa solo quello e non anche ulteriori trecento cose. Com’è puntualmente avvenuto in seguito, sempre ovvio.
Per cui adesso c’ho già le mani alla cipolla per il soffritto dell’arrosto, le patate già tagliate, le teglie pronte, Fabu mangiato e medicinato in attesa di bagnetto durante la cottura in forno, dell’arrosto e non di Fabu. Gli orari per la prossima settimana sono pronti e mancano un paio di dettagli che spero di non dimenticarmi.
Che delirio. Verrà un giorno in cui sarò più organizzata. Però c’è il sole. Vietato lamentarsi.
Buona giornata.
Angela

sabato 1 marzo 2014

Uscirne vivi.




Va tutto bene. Diciamo che servirebbero quelle diciassette ore di sonno e un vigile che regolasse un attimo il passaggio dei tir su ogni singolo ossicino, ma va tutto bene.
Gli pneumologi sono stati contentissimi di Fabu: nonostante avesse un po’ di tosse, da male di stagione, i valori erano perfetti e l’hanno proprio trovato in forma. E, comunque, visita a parte, l’incidenza decisamente minore di malanni gravi è un risultato che parla da solo. Per cui: continuate con la fisioterapia, respiratoria e motoria, perché davvero sta funzionando tutto. Sul discorso omeopatico loro non si sbilanciano, ma va bene lo stesso.
Fabu, in compenso, ha sempre pianto e continuava a dire che voleva andare a casa, tutto il tempo con grande coerenza.
Poi abbiamo visto l’urologo, il professore dei professori in persona. Il concetto è che per la sindrome di base i testicoli non scendono: insomma, il mitico discorso dei testicoli. Dite alla PAOLA di chiudere la mandibola e respirare perché tanto lo sa che sono signora. E comunque basta il seguito della storia.
Quindi questo simpatico signore, per altro con assoluta ragione, ci ha letteralmente spiegato che un simile soggetto non si riprodurrà   e non sappiamo nemmeno se vivrà, per cui affrontare un intervento con tutti i rischi anestesiologici non ha tanto senso, vedendo tutto ciò che è già successo.
Noi non abbiamo battuto ciglio, e lui si è un po’ ripreso: in un attimo di carineria più gentile ci ha spiegato che in effetti ci sono dei rischi di carcinoma, ma che sono comunque piuttosto remoti, per cui, mettendoci del buon senso, lui non lo farebbe. Che è un discorso che ha assolutamente senso, con cui siamo d’accordo e l’abbiamo anche ringraziato. E siamo stati contenti quando è uscito dalla porta: stavo pensando di mettergli in mano un buono, che ne so, per un corso di psicologia, di simpatia, o anche solo per un gelato alla vaniglia, magari gli farebbe un po’ benino. Che poi siamo allenati a tutto, ma ogni camion che ci passa sopra fa notizia a sé.
Poi abbiamo chiesto notizie della densitometria ossea: l’infermiera che dirige il servizio, che ci piace tantissimo, ci ha spiegato che non c’era l’endocrinologo e che aveva un po’ di bambini che aspettavano il risultato: quindi stava riunendo tutti i casi per poi sollecitare il medico a chiamare tutte le famiglie. Penso di farle sapere qualcosa in settimana.
Però, poi, trafficando tra lei e lo pneumologo hanno trovato ‘sto referto, e dàcci oggi un altro passaggio di camion, mi sembra che il terzo cuneiforme sia ancora intero, quindi prendi quello. Nel senso che da un lato c’era scritto che l’esame era falsato da non corretta posizione della colonna. E dall’altro che i valori stavano sotto i limiti della norma. Per cui a me sono cadute le braccia, si vede che il tir era passato un attimo all’altezza delle spalle: ma come? Abbiamo fatto tanto perché Fabu mangi bene, perché stia in piedi ogni giorno e carichi, proprio per evitare complicanze di questo tipo, e poi finisce così? E adesso? Non dobbiamo più alzarlo perché si rompe?
Infermiera e pneumologo in soccorso: no, fermi tutti. Tra valori al di sotto della norma e va tutto male c’è da discutere. Magari è al di sotto di un milionesimo di valore e non è significativo, bisogna parlarne con l’endocrinologo e basta. Fabio non ha l’aspetto di un bambino con l’osteoporosi e per adesso continuate a metterlo in piedi perché gli fa benissimo anche per prevenirla. Noi intanto cerchiamo l’endocrinologo e nei prossimi giorni vi chiama di sicuro.
E bòn. Abbiamo portato via Fabu, tutti stanchi morti. Lui con un sonno senza senso, ma non aveva voluto chiudere occhio pur con un bel  lettino a disposizione, perché lui doveva andare a casa. Siamo andati verso Orbassano, sperando che dormicchiasse, ma nemmeno un po’. L’abbiamo portato a mangiare e non ha toccato cibo.
Poi abbiamo fatto le vibrazioni e siamo tornati   a casa sul devastato andante.
E in tangenziale squilla il telefono. E chi era? L’endocrinologo. Volevo scaraventarmi fuori dal finestrino, altezza uscita di Corso Regina.
L’infermiera mi ha detto che siete preoccupati e così vi ho chiamato subito per rassicurarvi: quei numeri scritti lì non vanno presi in considerazione perché l’esame non è leggibile; la macchina è una macchina e avrebbe tirato fuori dei valori anche se avesse analizzato un mattone, davvero, per cui stia tranquilla. L’esame è da rifare, lo rifaremo con un altro tipo di apparecchiatura, ma continuate a metterlo in piedi, assolutamente: probabilmente Fabio non ha nessun problema e comunque al momento ne sappiamo come prima, e quindi non c’è motivo per cambiare modo di agire. State tranquilli: abbiamo un po’ di bambini per cui l’esame non è stato attendibile, adesso organizziamo di nuovo con una metodica diversa e vi facciamo sapere.
Non sapevo se dirgli che avevamo perso i soliti dieci anni di vita. O se mettermi a ridere perché erano ormai le cinque di un venerdì pomeriggio: e mi sono immaginata l’infermiera della pneumo che faceva dodicimila telefonate per rintracciarlo e per capire e per dirgli che adesso tu li chiami subito e non li lasci preoccupati in quel modo lì anche se è quasi weekend.
E poi l’ho ringraziato, perché comunque era stato simpatico, e ho deciso che la cosa migliore da fare era far arrivare la sera e andarsene a dormire e basta.
Così abbiamo festeggiato come merita la mitica giornata delle malattie rare. Che poi alla fine è andata bene, e l’urologo lo prendiamo per quello che è. Appunto, andata bene, il problema è sempre uscirne vivi da simili avventure.
Che poi, alla fine, i grossi guai di Fabu sono legati agli incidenti intercorrenti, tipo le ischemie post intervento e non alla mitica malattia rara. D’altro canto, difficilmente i cuori vengono aperti così tanto per fare qualcosa, se non in presenza di simili accidenti: per cui, la malattia rara di per sé, magari non finisce lì, ecco.
Vabbè.
Oggi Fabu riposa.
Buona giornata.
Angela