Questo è il torrente Chisone, in quel punto nato da relativamente poco e piccino. Siamo sul ponticello senza parapetto che a Fabu piace da morire: è un po' ripido scendere, ma con la carrozzina piccola e braccia buone e tanta attenzione non è impossibile. Per Fabu è bellissimo perché è la sua possibilità di immergersi in suoni e acqua e cielo che non potrebbe vivere in altro modo: e poi l'acqua è bassa, ci sono i cagnoloni che ci corrono dentro e vengono a salutarlo. E poi si tirano i sassolini e fanno plof.
Quest'anno siamo riusciti a portarlo solo tre volte e per brevi momenti, ma se li è proprio goduti.
Ieri, primo giorno di casa in collina e non su per i monti, è andato tutto liscio: niente rialzi di temperatura, saturazione sempre buona. Non i 98 di prima dello scorso aprile, ma sempre sopra i 95 stabili, anche durante le sedute con la macchinetta: secondo noi, più stabili di prima della montagna, probabilmente la vita all'aria aperta e pulita ha fatto bene. Ieri sera le temperature sono scese anche qui: non è ancora semplice portarlo fuori per le zanzare, che qui sono un'emergenza per tutti, una volta erano tutte in pianura, prima del caldo feroce anche a queste non altezze, altezze basse ma non piatte. Non sono disturbate dalle polveri sottili cittadine e stanno benissimo, loro. Per cui, per andare a passeggio dieci minuti, bisogna immergersi nel repellente, e che funzioni, lasciando ai coraggiosi e ai teorici l'utilizzo del basilico e della lavanda; poi il repellente va tolto: il tutto, nel caso di Fabullo, richiede più di mezz'ora di lavoro solo per questa procedura. Che al momento non abbiamo.
Ieri abbiamo parlato con i terapisti: a questo punto ci sembra plausibile che non serva l'ossigeno e che possa reggere il viaggio fino in Onlus. Ma, per fare questo, probabilmente dobbiamo eliminare una seduta con la macchinetta in quella giornata, perché le ore rimangono 24. Quindi: più fatica per lui e un potenziale problema in più, non sappiamo quanto potenziale. Per cui abbiamo deciso di non aggiungere una terza variabile, che è l'adattamento a nuove temperature e pressioni dopo la discesa. Per cui per questa settimana vengono ancora loro a domicilio e la prossima ci proviamo, che sia sempre benedetta la Onlus.
Poi, la prossima, chiediamo come fare per una valutazione con gli pneumologi, per capire a che punto siamo, se può migliorare ancora, se può peggiorare in fretta, per capire se davvero possiamo calare il ritmo delle macchinette almeno qualche giorno a settimana: perché noi, con questo carico assistenziale, non avremmo per esempio il tempo di portarlo a scuola. E sì, siamo un pochino angosciati. E quindi? E quindi attacco non solo la lavatrice, ma pure l'areosol.
Vi abbraccio.
Buona Giornata.
Angela


