lunedì 11 ottobre 2021

Contestualmente.

 C'é chi fa la StraTorino (ahhh come era divertente) e chi fa la StraSettimana nei pochi metri quadri in cui si costruisce un'esistenza. Questa sarà una settimana così. Oggi tutto deve essere organizzato perfettamente per domani, quando alle dieci e mezza arriveranno tecnici e terapista per la fatidica consegna della carrozzina. Che in queste condizioni è stata eterna tutta la vicenda: senza necessità di essere filosofici su come ciascuno viva il tempo che passa. È stata eterna e basta, perché, potendo stare seduto poco e male, Fabullo è stato veramente poco gestibile. Ma, per i tempi italiani di valutazione burocrazia e preparazione di un ausilio, è andata più che brillantemente: la faccenda è risplendente quanto una meravigliosa acquamarina.

Poi mercoledì e giovedì andiamo in fisioterapia, e giovedì passa di lì anche lo specialista in sistemi posturali che ha fornito seduta e schienale ai tecnici, per fare una verifica di come va dopo circa 2 giorni e apportare eventuali modifiche se fossero necessarie.

Contestualmente (boiafaus quanto sei raffinata stamattina, addirittura contestualmente, dice LA PAOLA; ma si capisce, dico io, sembro quasi credibile): sicuramente avere organizzato la mente, per tirare fuori questa menata così cool del contestualmente, nasce dal fatto che ieri sera alle 11 mi sono ricordata che oggi, al ritorno di Paulo Aimo Operativo, devo fare la riunione con le progettiste in cui dobbiamo proporre delle nuove attività su cui scrivere un progetto, e le avevo pensate ma non avevo preparato nessuna documentazione da passare, lavoro che ho fatto brillantemente stamattina prima dell'alba perché ieri sera non sapevo più chi ero e volevo solo leggere un po' di Rocco Schiavone. Così ho fatto i compiti all'ultimo minuto come ogni studente che si rispetti, e come tale farò la faccia convinta. Quindi il contestualmente è in realtà un perfetto sinonimo di supercazzola. 

Ripartiamo: contestualmente in questa settimana dobbiamo veramente organizzare tutto quanto per il prossimo lunedì per andare a scuola, che non vediamo l'ora di vedere la faccia di Fabullino, ma siamo preoccupatissimi perché siamo frantumati  ora, che ogni volta che ci alziamo dal letto ci sembra di aver dormito cinque minuti e il peso delle cose ineluttabili ci opprime come irrespirabile cappa, e figuriamoci quando dovremmo stare fuori di casa per parte della giornata. 

Però voglio dire una cosa importante, che penso tutte le volte che al telegiornale si parla della brexit: che potranno non avere il carburante e il cibo sugli scaffali, e speriamo elaborino conseguenti pensieri di necessità di ridurre la megalomania nazionale; ma noi sappiamo e possiamo stare tranquilli che la nostra Giulia Oltremanica da mangiare ne ha sempre: non vogliamo sapere come, ma gli spacciatori di stracchino e pesto esistono e hanno potere al di là di ogni mare. Quegli spacciatori lì sono meravigliosi.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 8 ottobre 2021

Cinque sezioni. Massima attenzione.

 



La coperta è stata tirata, è diventata quasi trasparente a forza di recuperare di qua e di là (nel profondo nord ovest si dice térla, con la e chiusa chiusa alla francese e successiva rotante e liquida che scivolano insieme), e così è saltato fuori un tempo che non c'era, e tornati dalla Onlus abbiamo infilato due Macchinette invece che solo una. Massima concentrazione. Ieri sera alle undici la cucina era riordinata e non mi ricordavo più cosa voleva dire non avere del peso sopra i piedi. 

Oggi dobbiamo ripetere il tutto.

La prossima settimana dobbiamo giocarcela benissimo, perché è l'ultima a casa prima del rientro a scuola del 18, tutto è da fare benissimo. Reinserire Fabu in società proprio nel momento dell'arrivo delle tareffaggini autunnali non è propriamente rassicurante e probabilmente nemmeno ragionevole: ma diversamente non si poteva fare, e non è nemmeno bello pensare di tenere Fabu solo tutto l'inverno e aspettare la primavera per farlo uscire, come i bucaneve, le viole mammole e le primule. I fiorellini al buio lavorano per vivere, lui diventa matto.

Focalizzàti anche oggi sulle cose da fare, un secondo dopo l'altro. Aprire una scatoletta di piselli per pranzo, fatto camminando intorno alle undici, uova e pomodori per cena, che avverrà tardi perché al ritorno di Paulo Aimo Operativo volo a fare la spesa. La lista delle cose da comprare non è completa ma man mano aggiungo voci, tra la lavatrice e un farmaco. La lista è divisa in 5 sezioni, quelle del supermercato, perché va bene la concentrazione per cogliere ogni attimo, ma un filo di aiuto può giovare.

Signora Mia, vede che è una Madre Isterica, ossessiva nella pianificazione? Dicono Quelli Che Sanno, mai pervenuti. Le Madri Isteriche sorridono a Quelli Che Sanno, con il rispetto dovuto ai poveri di spirito.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 7 ottobre 2021

Tira di qua tira di là.

 Ieri abbiamo portato a termine la prima fase della preparazione all'inizio della scuola: Paulo Aimo Papà In Permesso e i professori dello scorso anno hanno caricato il furgone con le cose da spostare, soprattutto il letto, e hanno portato tutto alla nuova scuola.

E una è andata dritta.

Ieri sera Fabullo aveva più catarro del solito che girava e abbiamo trattenuto il fiato noi, come rito scaramantico perché non lo trattenga lui, diciamo così. Assolutamente niente di grave, ma sappiamo che ora tutto è più pericoloso, tutto ristagna e si infetta di più, e quindi dobbiamo stare più attenti. Ancora più.

Domani potremmo fare tre Macchinette per sicurezza. Ehhh, ma domani andiamo a fare terapia, e anche venerdì, che anche quella smuove secrezioni oltre a fargli benissimo per tutto, cosa facciamo, ci rinunciamo? Eh no, vediamo cosa succede stanotte, come respira. 

Stanotte ha respirato bene, è stato un inutile momento di preoccupazione, così, aggràtis.

Tanto per invecchiare un po', così, aggràtis.

Però ci proviamo lo stesso a infilare la terza macchinetta, rosicchiando minuti da non si sa bene dove, le lenzuola del lettino scolastico sono passate dal furgone alla lavatrice senza ricevere le ventimilalire, così possono asciugare e altro può essere lavato. Per cena verranno aperte scatolette, e lì ce la siamo tolta, una mozzarella è in scadenza e posso addentarla io senza nemmeno tagliarla per fare pranzo al volo. Ci hanno regalato ancora pomodori e con la verdura è fatta. Da piegare ci sono una sola cesta e una sola sedia, si rimanda, c'è ancora spazio. Ieri sono stati ordinati gastroprotettori in farmacia e su internet, oggi non ci si pensa. Se acceleriamo ancora sul bagnetto  forse almeno un quarto d'ora lo rosichiamo, tira di qua e tira di là, una Macchinetta corta è meglio di niente.

Vi abbraccio.

Buona Giornata.

Angela


mercoledì 6 ottobre 2021

Il punto settimo e la bagna cauda.

 Punto settimo del Decalogo: le Madri Isteriche sono attentissime ai termini da usare nelle situazioni da risolvere.

Facciamo un esempio: bimbo con una lieve disabilità, brillante, che necessita di lievi aiuti, per sua immensa fortuna. Terra terra: uno che fa tutto, senza correre, tutto lì.

Gli aiuti, per quanto minimi, sono necessari, previsti e soprattutto dovuti senza discussione.

Solo che i due enti preposti, che in questo caso sono la scuola e il territorio, x e y, sono un tantino pigri nella definizione della cosa. E vanno avanti settimane così:

X dice alla mamma: per favore dica a y che dobbiamo fare questo. E la mamma dice.

Y risponde: va bene, però dica a x che prima dobbiamo fare questo. E la mamma dice.

X ri-risponde: va sempre bene, ma dica a y che abbiamo pensato questo. E la mamma dice.

E via di seguito.

Ad un certo punto la Madre Isterica decide che la pazienza ha limiti incommensurabili, ma che qualche premio Nobel può studiare, magari all'interno delle regole dei sistemi disordinati.

E quindi esterna il seguente concetto: siete i due enti pubblici preposti a questa funzione, mi risulta che siete voi che dovete parlarvi direttamente in modo da definire procedura e operatività nei tempi più efficienti possibili.

Ehhh siiiiii, mahhhh mihhhh mohhhhh, è vero, però se Lei ci aiuta in questa cosa è meglio, abbiamo tutti tante cose da fare, e poi è più giustificabile che faccia tutto la mamma perché almeno non c'è il problema della privacy. 

Ah sì? Dice la Madre Isterica, io  a differenza di voi non ho ovviamente niente da fare visto che siete tanto impegnati, e proprio perché siete tanto impegnati io sono gentile e vi risolvo subito un problema.

E quindi usa le parole giuste.

Manda una bellissima mail via PEC ad entrambi gli enti e non richiede il supporto necessario e adeguato in tempi e modi, coordinato nell'intervento tra i due enti. 

Non dice: RICHIEDO. 

Dice: AUTORIZZO.

Traduzione:  io non vi chiedo una possibilità, io so che questa procedura è completamente dovuta e indiscutibile, la dó per scontata. Visto che tutto non va avanti per un incredibile problema di privacy, perché così me l'avete venduto, io autorizzo, e se autorizzo io che sono il genitore voi potete andare avanti sereni, visto che a tale proposito avevate angosce degne di un supporto psicanalitico.

E lo chiedo via pec, così va protocollato e non posso poi dire che io non avevo autorizzato. Insomma sono una madre gentile che vi aiuta, dando per scontato che voi siate brillanti.

Inoltre, di seguito: se tale intervento non è dovuto da parte dei vostri enti, vi prego di comunicarmelo con risposta scritta, in modo che io possa utilizzare tale documento per procedere con la richiesta verso le effettive strutture preposte.

Qualche ora dopo la Madre Isterica è andata a scuola dove le hanno spiegato che tutto è stato risolto. E la Madre Isterica risponde con la gentilezza del serpente che non aveva dubbi che, permettendo a loro di agire liberamente invece di arrancare lei con i propri precari mezzi intellettuali, tutto sarebbe andato liscio (come la panna cotta, mia cara? Chiede LA PAOLA. Mah, rispondo io, forse di questi tempi è più opportuno  pensare alla bagna cauda).

Le parole, quelle giuste, punto settimo.

Buona Giornata.

Angela

martedì 5 ottobre 2021

Misteri, ignoti in quanto tali.

 È noto a tutti noi poveri mortali, che nulla sappiamo, che gli allineamenti cosmici sono sempre qualcosa di abissalmente misterioso.

Per esempio è un periodo che in una grande città del nord ovest, che comprende anche un hinterland estremamente ampio e differenziato geograficamente e a livello amministrativo, tutti i servizi riabilitativi, che sono tutti diversi e non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro, consigliano a tutti i bambini una stessa tipologia di ausili su cui stare seduti e trasportati.

Si tratta sempre di bambini molto diversi tra loro, dell'età delle elementari, e che dai suddetti servizi sono poco conosciuti, Nel senso che vengono visti qualche volta all'anno.

Tali ausili vengono sostanzialmente presentati come il miracolo su questa terra, chi può semplificare in maniera superba ed eclatante la vita delle famiglie.

Le quali famiglie rimangono un filo perplesse di fronte alla proposta, pensando soprattutto al perché non era mai stata fatta prima, essendo un tale miracolo.

Poi ne parlano con Quelli Che Fanno, che in questo caso sono terapisti.

Il cui primo pensiero è sempre: non ha senso per tipologia posizionamento dimensioni. 

Però le cose bisogna farle bene e quindi chiamano le aziende distributrici per avere bene i dettagli tecnici di questo ausilio: e continuano a pensare che non abbia senso.

Lo pensano al primo bambino e anche al secondo. Quando ne arrivano altri, cominciano a essere estremamente filosofi sulla bellezza dell'allineamento degli astri. 

Poiché bisogna sempre fare tutto ancora meglio rispetto al bene, si organizzano le valutazioni, tutte con tecnici diversi perché non si sa mai detto che. 

Ovviamente gli ausili non vanno bene per tipologia posizionamento dimensioni. A questo punto il bambino ci è seduto sopra e ci sono prove concrete da fare vedere a quelli che sanno.

E la faccenda finisce lì. 

La riflessione è che gli allineamenti astrali sono misteriosi. Ma è una gran fortuna che talvolta tali allineamenti non avvengano: perché altrimenti le famiglie si ritroverebbero con un ausilio inutile che complica ulteriormente la vita invece che semplificarla, e che si devono tenere per un periodo abbastanza lungo, che vuol dire  più di un anno per rifare tutte le procedure con la corretta giustificazione che il bambino è cresciuto. 

Adesso dire quali siano le regole alla base delle contingenze cosmiche non è nelle nostre possibilità.

Buona Giornata.

Angela


lunedì 4 ottobre 2021

Analisi e organizzazione.

 È giunta la tanto agognata notizia che il 12 ottobre si procederà alla consegna della carrozzina: direttamente a domicilio, per evitarci il problema del dover riportare a casa la carrozzina vecchia, perché non saprei come caricare tutto quanto, includendo appunto Fabullo sulla carrozzina nuova, che non è elegante lasciarlo nel parcheggio. 

A questo punto organizziamo l'inizio della scuola, probabilmente per la settimana seguente, così abbiamo il tempo di capire come veramente sta su questa nuova seduta e anche prenderci confidenza nel trasportarla, agganci e spazi.

Siamo contentissimi per Fabullo che potrà incontrare nuovi amici e vedere qualcosa che non sono le pareti ampiamente esplorate di casa. Ma, poiché siamo menti contorte e analizzanti non in grado di godersi le cose per la nostra enorme tristezza (come dicono Quelli Che Sanno, profondi conoscitori delle sfaccettature della realtà), siamo preoccupati per la fatica che nascerà da questa nuova esperienza, poiché arriviamo da lunghi mesi che ci hanno affranto e che, nonostante la cura del tempo che passa e gli innegabili miglioramenti, hanno lasciato cocci e cicatrici sordamente dolorose.

Uscire la mattina pronti, che vuol dire puliti mangiati  vestiti e con i farmaci deglutiti, richiederà concentrazione estrema e tanta fortuna: che se le crisi del mattino sono troppe, si perdono le mezz'ore.

E poi ovviamente non si poteva proprio fare in un altro modo, però siamo dispiaciuti che Fabio cominci la scuola ha più di un mese di distanza dagli altri: speriamo lo considerino, speriamo che abbia degli amici, speriamo che non passi il tempo solo con gli adulti. Indubbiamente sarà sempre meglio che stare a casa.

Certo Signora Mia che Lei non è proprio mai contenta, dicono Quelli Che Sanno, peraltro sempre mai pervenuti e quindi non risulta proprio chiaro su quali punti fermi basino le loro considerazioni.

Santa pazienza, dico io, la teoria è che faccio proprio ciò che è richiesto: analizzo le situazioni, evidenzio le criticità, per poter strutturare un progetto efficace: evidentemente se mi servono tre ore per uscire di casa con Fabullo pronto (possibilmente anche io, sarebbe opportuno non uscire in ciabatte), significa per esempio che so pianificare a che ora mettere la sveglia. Chissà perché Quelli Che Sanno sono titolati a compiere la mitica analisi dei bisogni e a metterla anche in budget; se la fanno le Famiglie Isteriche, invece, sono lamentose più di Giobbe.

Intanto si spera che da Donna Paola i pasticci da maltempo siano contenuti, mammasantissima.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 1 ottobre 2021

Poveri asciugamani.

 Attualmente la roba da piegare corrisponde a 10 lavatrici.

Due ceste contengono 4 lavatrici, di roba che sta nel capitolo asciugamani lenzuola  mutande . Sullo schienale di  due sedie sono appoggiate (bene, perché non si stira nulla) altre 4 lavatrici. Sul comò la nona, sulla cassapanca la decima. Poiché oggi si continua a lavare e non so più dove mettere, ieri sera pensavo: dovrei procurarmi delle altre ceste.  E poi: no, guai, in quel modo, semplicemente, ci sarebbe ancora più roba in giro, con tutte le conseguenze del caso: ci vuole ancora più in tempo per trovare la cose (perché la teoria per cui le cose in giro sono a portata di mano è solo una pia illusione), tutto è più difficile da tenere pulito, metti che passi una scolopendra si rintana e non la prendo mai più, abbiamo assolutamente bisogno di lucidità di pensiero e di una mente che respira che sono irraggiungibili se si devono sempre alzare i piedi per camminare e l'aprire un cassetto prevede il precedente spostamento di montagne di roba che cade.

Suvvia, Signora Mia, non ricada nella sua ossessione per il controllo di tutto e pensi che basta un filo di organizzazione, dicono Quelli Che Sanno. Che sono sempre meravigliosi nel loro puntuale acume e ci sarebbero valide risposte: per esempio che il controllo prevede un complemento oggetto, qualcuno da controllare, ed essendo soli a fare tutto, sarebbe interessante capire verso chi si possa rivolgere la presunta ossessione; a meno che il loro sentimento sia rivolto ai poveri asciugamani in mucchio, che verrebbero vessati dalle piegature invece che vivere felici e radiosi nella loro scompostezza. 

L'altra risposta sarebbe: Quelli Che Sanno, in quanto mai pervenuti, non hanno alcun potere di giudizio ed esternazione.

Ma, prendendo sempre atto del postulato, Quelli Che Sanno non Fanno, è opportuno lasciarli dire, offrendo loro i grandi sorrisi che si riservano a ciò la cui ragione di esistenza è misteriosa.

E vado ad attaccare la nuova lavatrice, che poi asciugherò, e non ho ancora chiaro su quale piano d'appoggio abbandonerò: ma sono una ragazza venticinquenne che ama l'avventura, quindi mi lancio in questa impresa.

Anche ieri è andata liscia con il cibo, che ottobre sia con noi.

Vi abbraccio.

Buona Giornata.

Angela