In un mondo buono e giusto, Quelli Che Fanno facenti parte del mondo associativo, perlomeno della sua componente dedicata alla disabilità, semplicemente perché è quella che conosciamo, ma mi sento di dire con ragionevole certezza che valga per tutte le materie; in un mondo buono e giusto le associazioni che si occupano di disabilità, facenti parte dell'insieme di Quelli Che Fanno, perché è tutt'altro che scontato ed è bene precisarlo quindi, boicotterebbero sempre tutti gli incontri fini a se stessi organizzati da istituzioni che invece nel novero di Quelli Che Fanno non ci sono nemmeno un pochino.
Tenendo conto che sono incontri che vengono illuminati da un cerchio magico in cui è sempre impossibile aspirare di farci parte, la migliore strategia non sarebbe stare lì ad argomentare, perché a quel punto diventa un apparente dibattito strutturato e l'iniziativa progettuale, intelligente e utile quanto la polvere sui mobili, viene cliccata come portata a termine.
Sarebbero da mandare buchi questi incontri, delle feste andate deserte, con le bibite metaforiche che diventano calde e la salsa aurora che va male, con i gamberetti annessi.
Ci sarebbe poi il passo successivo: viene poi comunicato che, se nessuno si è presentato, è perché vuol dire che nessuno è all'altezza: così poi qualcuno ci cade e si presenta, alla fase dopo. E' banale strategia comunicativa, con le stesse regole degli sconti al supermercato, del call center, o giù di lì: stesse regole per ambiti diversi, ma il succo è lo stesso. Non è complottismo, ma regola di marketing.
In un mondo buono e giusto, il boicottaggio sarebbe feroce e totale.
Non c'è quel mondo buono giusto, non per pessimismo, ma semplice oggettività.
Perché prevale, come sempre, la guerra dei poveri delle associazioni: che si declina nello specifico nel personalismo e nelle divisioni: da un ente se ne formano per gemmazione innumerevoli altri, qualche volta per buona fede e effettivo desiderio di lavorare meglio, e qualche volta no. Con la convinzione sempre di emergere rispetto agli altri, dimenticandosi, appunto, che il cerchio magico è invalicabile. Soprattutto lo è da poco uniti.
Chiamatela, se volete, amarezza.
Però sono dati facilmente verificabili: se tutta questa progettazione veramente fosse così eccellente, come si racconta, allora non si spiega perché obiettivamente i servizi erogati siano sempre non congrui; non solo non adeguati come quantità di risorse, ma proprio sbagliati con la formulazione degli obiettivi.
Per cui invece che tacciare di incongruenti polemiche, basterebbe guardare numeri e fatti.
Anche noi come associazione, partecipiamo a queste sciocchezze: credo che l'unica forma di dignità rimasta sia essere presenti con la coscienza che non si va da nessuna parte, perché si è esclusivamente pedine del gioco di qualcun altro.
È indispensabile avere questo concetto bene acceso in fronte, per conservare il rispetto di se stessi: e anche per mantenere le antenne potenti, appunto: metti che all'interno di questi incontri si incappi in un'anima affine, potrebbe succedere che si facciano delle cose belle insieme.
Sinceramente non è mai capitato, i compagni di strada e gli Amici AperCrescere li ha sempre incontrati in altro modo; però mai dare niente per perso, sapendo però in che direzione si vuole andare.
L'obiettivo è rimanere sempre nell'insieme di Quelli Che Fanno.
Buona Giornata.
Angela

2 commenti:
Sempre complicato e triste. Xxxxxxxxxxxxxxx forza forza Fabullo e famiglia. Abbraccio forte augurando una giornata serena. Nonna Roby.💓💓🙏🤗
Forza Forza Forza Fabullo
Forza Forza Forza Angela
Forza Forza Forza Paolo Aimo
Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Boog
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