lunedì 1 dicembre 2025

Luminosa cultura.

 Quindi ci hanno proprio detto bene che dobbiamo trovare un punto di appoggio per gli eventuali problemi che  arriveranno in un eventuale futuro (ci tengo molto alla reiterazione noiosa di Eventuale, perché uno non si può esimere dallo sperare che poi non capiti). E ci hanno anche consigliato una possibilità in cui potremmo pensare di andare, prima di tutto a parlare senza Fabullo,  con tanto materiale a disposizione per presentare il caso.

Anche perché quando facciamo vedere l'attuale documentazione, diventa abbastanza chiaro per tutti che sia meglio andare da un'altra parte, anche se in questo momento la situazione è stabile, di per sé sono state fatte delle cose corrette, però la modalità con cui sono state eseguite non rassicura propriamente. 

È tutto sensato e ragionevole.

Ok, con calma ci organizziamo e ci andiamo.

No, non con calma ci dovete andare, perché se capita qualcosa dobbiamo già essere tutti pronti a saper come muoverci e cosa fare.

E hanno ragione a dire che non dobbiamo dormirci sopra, ma, anzi, approfittare delle mitiche bocce ferme , dell'attimo di bonaccia, per lo meno da questo punto di vista, perché nessuno di questo mondo sa qual è l'unità di misura temporale della bonaccia. Nessuno, anche chi studia tutti i venti e le maree può giurare su cosa accada il secondo dopo che è stata proclamata una meravigliosa previsione. Perché esiste la statistica, la probabilità, ma anche il lancio dei dadi in cui non si fa 6.

Noi lo sappiamo che non ci dobbiamo dormire sopra, il nostro problema è che non dormiamo mai e quindi conosciamo bene i nostri doveri sensati, ma anche le nostre risorse, ahimè sempre più risicate, striminzite, poverine, incompetenti, inconcludenti, attomite.

Ci impegniamo, giuro.

Per intanto, nella giornata di giovedì abbiamo terminato l'antibiotico e tutto andava bene e nella giornata di venerdì è stato nuovamente necessario ricorrere all'ossigeno.

Ci sono caduti tutti gli elementi possibili e immaginabili sottoposti a forza di gravità, che altro non possono fare che essere inesorabilmente attratti dal centro della terra.

La situazione non è particolarmente drammatica, però dobbiamo capire bene cosa fare, sostanzialmente da dopo la benedetta gastroscopia non ne siamo ancora usciti.

La parola Benedetta per quella gastroscopia non è esattamente quanto di più corretto, le benedizioni forse stanno da un'altra parte.

D'accordo con il Medico Santo Subito,abbiamo provato a disinfiammare con il cortisone perché magari è veramente solo uno strascico infiammatorio, o quantomeno noi desideriamo quel minimo di illusione. Oggi verrà visitato e si capirà invece se iniziare Il secondo antibiotico.

Che ovviamente gli daremo se necessario, ci tramortisce il pensiero perché la amoxicillina gli fa venire veramente tanto mal di pancia e l'equazione è immediata: amoxicillina uguale notti in piedi a fare bagni.

Pure io che non è che proprio sappia gestire la matematica con competenza, quel conticino lì lo faccio bene. 

Intanto speriamo anche che la riduzione dell'oppio piano piano limiti i problemi respiratori legati a qualunque difficoltà.

Quindi è vero che non ci dobbiamo dormire sulle cose da fare, ma speravamo in un poco di pace.

Però, vi racconto, che sto rileggendo Danubio di Magris, e credo che sia la decima volta.

Non so voi, ma io quel viaggio lì lo voglio fare.

E contemporaneamente anche la Anna Politkovskaja. E sempre contemporaneamente anche Lorenzo Marone, che di solito mi piace tanto e questa volta non ho ancora capito.

E poi vi racconto che venerdí sera io e Il Pier Francesco siamo stati folgorati, ognuno a casa propria, comunicando a distanza.

Nel senso che tu e Il Pierfrancesco avete preso accordi a distanza di infilare contemporaneamente due dita nella presa elettrica?, chiede LA PAOLA nella sua proverbiale concretezza. No, perché tu e Il Pier Francesco certe trovate intelligenti le avete anche proposte nella vostra esperienza di vita fanciullesca.

Ma no, avendo noi compiuto 25 anni, ci limitiamo alle radianti luminose di origine metaforica.

Sostanzialmente, venerdì sera stavo ascoltando la radio alla televisione e ho sentito la seguente melodia: si si si simmaicimmona pappappappapappapà simmaicimmona.

Che era la canzone preferita deL Pier Francesco quando ancora ci tagliavano i capelli a scodella e che non avevamo più sentito da sempre, e da sempre ci chiedevamo come accidenti si chiamasse quella canzone.

L'abbiamo trovata.

Ovviamente, siamo stati folgorati soprattutto perché non si chiama simmaicimmona. 

L'avevamo immaginato, devo dire, ma adesso ne abbiamo la prova scientifica. 

Infatti, perché la scienza non è mai un'opinione, ho fotografato subito il titolo per spedirlo al Pier Francesco insieme al video tv di Around My Dream. 

Insomma, praticamente abbiamo chiuso un cerchio di alta cultura musicale e siamo molto orgogliosi di noi. 

Posso immaginare, dice LA PAOLA nella sua infinita magnanimità. 

Che dicembre sia.

Buona Giornata. 

Angela

venerdì 28 novembre 2025

Lunga visita, per fortuna

 La nostra visita è durata dalle nove mezza alle 13 e sono stati sviscerati tutti i punti che potevano venirci in mente, e secondo noi è stato fatto un ottimo lavoro, di chiarezza assoluta. La dottoressa è simpatica, è molto bello averla qui con noi. 

Sono stati rivisti i referti della gastroscopia con le mandibole cadenti e le braccia per terra.

È stato assodato che, fatta salva la formalità, bisogna avere un altro punto di riferimento perché quel posto lì non va proprio bene.

Ho spiegato in tutte le lingue conosciute ma anche quelle di Atlantide , della Terra delle Amazzoni, di Timbuctù, tutte tutte tutte tutte, che noi vogliamo le Peg in casa. Ci hanno detto che hanno capito. Noi ne siamo sempre lieti.

Ci hanno confermato che l'oppio può avere sicuramente determinato un aumento delle problematiche respiratorie e che la nostra impressione può essere  giusta. Ovviamente ci sono tantissimi altri motivi, ma sicuramente l'oppio ha contribuito: visto che va tutto meglio, da ieri abbiamo ridotto la dose e aumentato un pochino quella della Tachipirina.

A questo punto dobbiamo farci ripreparare il galenico per aiutare il sonno.

Il sonno di Fabullo, ci sembra chiaro, perché il nostro non è da aiutare, potrebbe essere profondo anche da in piedi senza neanche appoggiarci al muro.

Che le Alte Sfere ce la mandino molto buona, con questi tentativi perché, visti i precedenti, al pensiero il nostro cuore fa un groppo.

La nostra cena del Ringraziamento è stata un successo, soprattutto quando ho rovesciato l'acqua sulle candele accese, allargando la tovaglia e riempendola di cera. Abbiamo riso tanto. Abbiamo ringraziato. 

Buona Giornata.

Angela

giovedì 27 novembre 2025

Ringraziamento del profondo nord ovest

 Noi oggi, oltre ad avere la visita, il passaggio dall'infermiera e della terapista, festeggiamo il Ringraziamento.

Poiché non abbiamo le praterie con i tacchini da farcire, ma fuori dalla finestra c'è il profondo ovest incastrato tra Graie e Pennine, festeggiamo con un pezzo di toma. Assembliamo riso e zucca, forse, incombenze serali permettendo, poiché la preparazione del risotto è un po' un lusso; poi abbiamo già approntata la purea (profondo nord ovest, appunto, non il puré) con la patata dolce e anche la crema di frutti rossi come contorno (li abbiamo messi in padella facendo loro i migliori auguri).

Festeggiamo noi, così, come siamo. Festeggiamo l'avere tanti Amici. Festeggiamo la casa calda e i berretti pronti per percorrere i 25 passi fino in garage con il freddo artico, che così non cadono le orecchie. Festeggiamo i campanelli che suonano e entrano 3 sacchi di patate paracadutate dal Villaggio Incantato: ovviamente, la festa è soprattutto per i pensieri, i sacchi vengono poi. 

Festeggiamo quelli che sono stati i mesi peggiori la scorsa primavera, perché sono finiti.

Festeggiamo di non essere mai, mai, mai soli, mai.

Ringraziamo Voi, Amici Amatissimi, che siete ancora qui, momento dopo momento.

Buona Festa del Ringraziamo a Voi. Di tutto cuore.

Angela

mercoledì 26 novembre 2025

Le belle speranze.

 Al mio dichiarato Non lo fo, riferito ovviamente a scrivere papiri, codici e enciclopedie,  vorrei quasi dire un gran rifiuto, però obiettivamente bisogna rimanere umili, qualcosa si è mosso. 

Domani arriverà un pezzo di territorio, nella figura di una dottoressa veramente simpatica, gentilissima, e estremamente concreta nelle cose, a fare una visita domiciliare. Così facciamo il punto prima di tutto su Fabullo e sui farmaci in corso, sul tenerci ciò che abbiamo dalla gastroscopia analizzandolo però ben, e poi procediamo con la burocrazia.

Su indicazione di questa dottoressa, ho comunque mandato una mail di richiesta del nuovo diametro di Peg, allegando  i referti che dimostrano il cambio e quindi la necessità; peraltro non avevamo i ricambi nemmeno per il vecchio, di diametro , se non ce li fossimo comprati noi, ma questo è un dettaglio; ho sottolineato che l'assistenza di Fabio non mi permette in questo momento di raccontare bene tutta la vicenda, ma che dopo la visita di oggi seguirà la relazione dettagliata condivisa con tutti.

Allo stato attuale sulla fornitura peg non abbiamo ricevuto risposte alla mail testé nominata, ma noi tutti siamo ragazzi di belle speranze. Si sa.

Buona Giornata.

Angela

martedì 25 novembre 2025

Risoluti.

 Il continuo tediarvi, ribadisco, con tutti gli impicci imposti dal dover aggiornare tutti, è una nostra precisa scelta, sempre per far comprendere l'arrancare quotidiano. Un arrancare scivoloso, che non è sinonimo sempre di avanzare.

Io imperverso con gli Amici Amatissimi, se Quelli Che  Sanno si annoiano, e ritengono che i racconti non possano essere sempre reiterati, non possiamo aiutarli. Per altro non è mai chiaro perché siano così critici,quando poi dicono di non leggere il blog. Ma si sa che la vita è sempre piena di stranezze. 

E quindi vi racconto che siamo giunti ad una risoluzione.

Trafficando con tubi di tutti i tipi, e in particolare con quelli dell'ossigeno che sono sempre significativamente pesanti da gestire, forieri di potenziali angoscie future, abbiamo preso una decisione esecutiva. 

La mail in cui veniva contestualizzato tutto quanto, per il passo successivo di informazione del territorio, non verrà scritta. 

Ho invece mandato un messaggio in cui ho spiegato che buona parte degli attori territoriali sono già stati informati, che il contesto è intricato e richiede un lavoro lungo per essere descritto in una mail, che io quel tempo da dedicare non ce l'ho, e che quindi chiedo una visita domiciliare in cui potremo guardarci in faccia intanto che spiego, e puntualizzare quindi eventuali cose che potrebbero sfuggire, e contemporaneamente continuare a badare a Fabio. 

Io non la scrivo quella mail. 

Ma, sulla base di questo, richiedo pertanto indicazioni su come procedere per acquisire le Peg di scorta, perché auspicavamo che ci fossero dei processi più automatizzati. 

Ho fatto quello. 

Sempre perché forse si sta evidenziando che la pazienza si sta accorciando. 

Con l'ossigeno sta andando molto meglio, sono sempre più brevi i momenti in cui è necessario. 

Siccome siamo noiosi, noi continuiamo a pensare che finché non lo togliamo del tutto siamo almeno un poco preoccupati. 

Buona Giornata. 

Angela

lunedì 24 novembre 2025

Il sospetto.

 Sempre rimanendo nell'ambito della reazione vagale esplicitata precedentemente, banalmente il vomito, ho cominciato ad aggiornare il benedetto territorio su tutto quanto, facendo le richieste più specifiche per ciascun attore nello specifico suddetto territorio, per arrivare a gestire meglio meglio la presa in carico di Fabullo e ad avere quindi poi, in conclusione, le benedette Peg: in modo che siano tutti d'accordo sul fatto che sia necessario averle a casa e non che all'ultimo momento nasce poi qualche impiccio, che potrebbe semplicemente portare a ripartire da capo.

L'ho spiegato bene? 

Si, sempre la stessa e amena storia, sempre quella, per cui siamo al punto di partenza da un tempo che non è degno di essere definito immemorabile: piuttosto, che è meglio non ricordarlo.

Non ci danno neanche le mitiche ventimila lire per quando si ripassa dal via, anche questo lo abbiamo detto tante volte e si conferma sempre. 

Però, che siano sempre quelle tende l'immagine del vischioso pantano.

Ogni volta che faccio una comunicazione,  comunque,  sottolineo anche che dover sempre ripartire da capo nello scrivere a tutti quanti rappresenta un aggravio della fatica assistenziale, oltre al fatto che è un'incombenza che siamo lieti di poter portare avanti noi per Fabio, ma che non è scontato che possano mettere in campo tutti gli utenti o tutte le famiglie per varie ed eventuali situazioni circostanziali. Traduzione: senza essere quelli che se la tirano, ma vi sembra che qualunque utente fragile o anziano possa passare l'esistenza (attenzione: ho detto esistenza e non vita, per dare da riflettere a Quelli Che Sanno seduti sul taburetto, che se invece esplicitassero una funzione utile alla Galassia noi non saremmo qui a blaterare all'indefinibile nulla; detto più gentilmente: che vadano a lavorare) a scrivere una quantità di mail che manco l'enciclopedia britannica? No; non lo potrebbero fare. Infatti, si chiama l'ambulanza, si va in pronto per la peg, si torna con un'infezione amica.

Questo significa che tra le righe si legge molto bene: ma se fate l'equipe territoriale, non dovrebbe funzionare che io parlo con uno di voi e poi continuo a prestare l'assistenza per cui il territorio sta risparmiando un sacco di soldi poiché Fabio non è un istituto, e tutti gli attori dell'equipe a questo punto si parlano l'uno con l'altro senza che io debba fare tutti i passaggi?

Di base non è mai stata strutturata la procedura per cui le Peg si cambiano a casa: Io non credo che Fabio sia il primo per cui è emersa auesta esigenza, significa solo che tutte le volte si riparte da capo perché appunto non è stata strutturata la procedura. (Giriamo in cerchio, non siamo al primo giro). Di solito i problemi si risolvono affrontandoli, volevo proprio esternarlo chiaramente, che vuole anche dire che magari bisticciate uno con l'altro; o comunque, di base, vi dovete arrangiare, ma trovate una soluzione.

Non l'ho detto così, però si capiva tanto bene.

Compiuto questo passo, non ho mica finito, ne devono ancora seguire troppi.

E quindi ribadisco che mi viene da vomitare all'idea di dover continuare a scrivere.

Ho come il sospetto che si pensi che sto perdendo la pazienza.

Buona giornata.

Angela

venerdì 21 novembre 2025

Altro che nausea.

 E’ arrivata la cartella clinica, in cui è descritta bene la procedura di emergenza: non è scritta proprio nei dettagli, quante volte è stato chiesto il farmaco, gli sbottamenti e le parolacce;  ma c’è proprio tutto, farmaco e supporto ventilatorio non invasivo, ma di emergenza sì.

La formalità è salva.

Quindi ho fatto la domanda fatidica: di fronte a queste righe, che evidentemente dimostrano che non siamo dei mitomani, che se guardiamo ER è per vedere George e non per creare la nostra realtà da film, ma ha senso che per avere il riscontro di tutto ciò a beneficio dei futuri specialisti dobbiamo chiedere la cartella clinica perché due righe non sono state scritte nelle dimissioni?

Vabbè, ma in fondo con la cartella siamo a posto, le informazioni possono passare.

Fermiamoci tutti. Mettiamo i puntini sulle lettere apposite.

Guardate che non sto parlando di sottoporre tutto a qualche procedimento, togliamoci tutti questa paura. Lo sappiamo che la formalità è salva, ribadito.

Sto dicendo: ma se una famiglia, o un paziente, non avesse colto l’emergenza o non l’avesse compresa, ma secondo voi chiedeva la cartella clinica per una gastroscopia? A chi verrebbe in mente?

A nessuno, è vero.

Ecco: ed è logico allora che questa cosa non venga eventualmente riportata per procedure future, soprattutto su uno come Fabullo? Non parliamo di responsabilità giuridica, ma solo di professionalità.

No, non è giusto.

Ovviamente il passaggio successivo è che noi non sappiamo quanto confidare, a questo punto, sulle cose fatte bene. Non lo sappiamo. Fatte male sicuramente no. Fatte bene e studiate per le esigenze di Fabullo non lo sappiamo. Senza accuse. Solo prese d’atto.

E quindi devo scrivere, così rimane scritto.

Un po' da vomitare mi viene.

Buona Giornata.

Angela