Vi racconto un altro pezzettino della Mamma Isterica che parla con i Fenomeni del Posteggio Diurno.
Non una novità, purtroppo no.
In tutta la discussione è emersa, ad un certo punto, la bieca affermazione: Signora, Lei prova un grande rancore, per la sua grande sofferenza, si sta facendo aiutare?
Eccoli lì, quelli con il Master in Scienze dell'Umiliazione.
La Madre Isterica ha preso in considerazione l'estintore dato in testa, poi ha semplicemente chiesto cosa c'entra questo con la prescrizione scritta dal responsabile medico del posteggio stesso, prescrizione poi non rispettata, sempre dal posteggio stesso.
La parola rancore è di moda, ed è possibile che Quelli Che Sanno l'abbiano imparata a qualche brillante formazione.
È una parola intelligente, protagonista del bellissimo saggio scritto dal direttore del Censis, per cui è verosimile l'averla imparata a qualche congresso, prima del coffee break.
Solo che, in quel saggio, viene usata in maniera congrua: la situazione economica e sociale è oggettivamente cupa, la percezione del futuro è caratterizzata da paura e poca speranza, questa situazione è, giustamente, vissuta come un'ingiustizia, e il senso di questa ingiustizia determina rancore per qualcosa di rubato, per esempio il futuro: lo stesso rancore viene spesso direzionato verso chi, in realtà, non ne ha responsabilità, per esempio determinate categorie sociali che ci rubano il lavoro, eccetera eccetera. Ovviamente, questo rancore viene amplificato e direzionato da chi lo utilizza strumentalmente a proprio vantaggio politico.
È una bellissima analisi, che rispecchia il mondo in cui viviamo.
E, ovviamente, non funziona con la Madre Isterica, la parola è strumentalmente snaturata.
Perché, in ambito disabilità, i servizi preposti devono designare dei piani personalizzati, ed è la legge, non una percezione della realtà.
Per cui: se il servizio sanitario deve occuparsi della riabilitazione del tronco come obbiettivo a medio termine, non può mobilizzare una mano e basta; se il servizio scolastico deve formulare un piano educativo individuale, non può avere un insegnante di sostegno che tappa i buchi dell'organico di geometria; se il servizio socio assistenziale rileva che il bisogno dell'utente è un aiuto in casa, non può offrire il laboratorio di teatro.
Per cui Quelli Che Sanno, nello snaturare una parola che è stata utilizzata bene per spiegare la realtà, in maniera lucida, sono o disonesti o poco intelligenti. O un mix.
Perché la Madre Isterica avverte eccome l'ingiustizia, e prova eccome rancore verso la vita che ha ridotto così suo figlio: ma quel rancore lì non è quello che manifesta verso Quelli Che Sanno, che, è vero, non possono avere colpa di quel maledetto incidente d'auto.
Però se Quelli Che Sanno scrivono su un piano individuale che l'utente X ha una necessità a cui loro devono venire incontro, dopo di che non rispettano la loro stessa prescrizione; e suggeriscono, come soluzione, la presa in carico psicologica della madre: ecco, lì la colpa c'è eccome, è un dato concreto e tangibile, e la rabbia è rivolta ad un organismo che le responsabilità le ha davvero, è scritto nero su bianco. Perché la Madre Isterica va dallo psicologo, ma al figlio non passa il mal di schiena perché sta sempre seduto.
Sostanzialmente, quel servizio non assolve al ruolo per cui è preposto e per cui viene pagato.
Punto.
Buona giornata.
Angela
