giovedì 4 gennaio 2024

il cargo battente.

 

No vabbè, l’isee mi ha veramente stremato: la possibilità di compilazione è arrivata dopo 12 ore molto abbondanti. Ma ho portato Fabullo a fare fisioterapia e quindi mi ci sono rimessa nel tardo pomeriggio. Tra l’essere disarmati, il desiderio di prendere a sediate lo schermo, altri pensieri molto drastici direzionati all’istituzione con tanto di indirizzo, al portale, a svariati santi (non ve li posso dire i pensieri drastici suddetti, sono maleducati; per altro, credo, anche perseguibili); tra tutto quello e anche il rischio di ipnosi: per la rotella che su ogni videata girava girava girava (sì, come le costellazioni, i pianeti, e tante altre cose che stavano ruotando tanto  che secondo me era messa  in discussione immediata la velocità della luce) e io guardavo quella rotella, e attendevo attendevo.

Lo so che l’attesa è il tempo della pienezza, della meditazione, della consapevolezza: so tutto. Ma non quando si compila l’isee precompilato, che già nella definizione indefinita fa ridere. Lì è meglio non essere consapevoli, nell’attesa: perché in tale situazione l’unica intuizione cosmica e saggia sarebbe l’imbarco sul mitico cargo battente bandiera liberiana.

Poi la pagina diventava tutta bianca e io supplicavo No ti prego, No ti prego, No ti prego, roba da rischiare l’internamento immediato. Poi arrivava la scritta rossa running error con sottoscrittine di un giallo patetico.

Tra una videata e l’altra, approfittando del tempo intercorso, ho messo su la cena, ho gestito il bucato, seguito Fabullo, non ho preso nemmeno una pastiglia per il mal di testa.

Dopo quasi due ore ho concluso e ho scoperto che abbiamo sforato di 186 euro la mitica soglia per una serie di prestazioni assistenziali.

Vi risparmio le parole.

Oggi tocca all’isee socio sanitario per Fabullo. Ieri sarebbe stato troppo. Troppo.

Buona Giornata.

Angela

 

mercoledì 3 gennaio 2024

Amenità.

 

Però ho fatto una cosa importante il primo dell’anno, non per festeggiare, giuro, mica sono così cinica, o così babbea: è che l’ho fatto e basta, ed è un evento. Ho scritto la bozza per la mail che devo spedire al Medico Santo Subito per fare la piva giuliva che richiede un percorso facilitato all’interno della nostra azienda sanitaria per qualunque impiccio, percorso riservato alle malattie rare: sostanzialmente quello che stava in agenda da ottobre (scheduled, dicono Quelli Che Sanno, che sono colmi di saggia intelligenza anche nel 2024, vi rassicurerà saperlo). Non è stato un atto preventivato, però, a pensarci ora, che io sia riuscita a portare a termine qualcosa, che equivale ad iniziare qualcosa, proprio il primo dell’anno magari porta bene quanto le lenticchie o l’uva.

A ribaltare la medaglia, d’altro canto, tale amena occupazione ha reso necessarie due ore di lavoro: e questo non depone benissimo nella scaramanzia del futuro.

Facciamo che è solo un lavoro fatto, e basta, senza curarci troppo delle coincidenze tra i pensieri e il calendario: meglio sempre portarsi avanti nell’alleggerire elucubrazioni che a nulla condurranno.

Adesso la bozza verrà fatta vedere al Medico Santo Subito nella visita della prossima settimana, così vediamo se dobbiamo aggiungere qualcosa oppure no. Sono stata simpatica come un cuscino di carciofi (me lo ha insegnato LA PAOLA a dire così, mi piace, rende, è una roba provinciale, ma si capisce, LA PAOLA è luminosa anche nel 2024, questo vi rassicurerà molto di più nel saperlo).

Il 2 gennaio, invece, è stato dedicato all’isee. Buonissima e ampissima parte del 2 gennaio, perché non funzionava un accidenti,  è stato necessario entrare e uscire innumerevoli e inutili volte dalla dannatissima piattaforma che i gironi danteschi fanno ridere al confronto; poi veniva una scritta di errore in ugro finnico;  poi ci volevano 8 minuti a videata;  poi hanno semplificato la grafica ed è molto più intuitivo: l’anno scorso era intuitivo come preparare analisi 1 avendo come unica base la tabellina del 2; quest’anno, più semplicemente, come studiare fisica delle particelle sapendo fare solo le addizioni in colonna (non le divisioni a due cifre, per carità): è stata un’evoluzione assai significativa.

Speravo anche di togliermela, ma tutto adesso è nella prima fase di elaborazione e attendiamo con grande fiducia il prossimo lasciapassare dell’inps per procedere.

Non mi sembra rassicurante attendere l’inps, meno che mai poetico.

E quindi, dopo aver trafficato tutto il pomeriggio, alla fin fine, non ho ancora fatto proprio niente. Neanche letto Smilla quanto avrei desiderato: perché aspettavo Godot. Ops, chiedo scusa: l’inps.

Buona Giornata.

Angela

 

 

martedì 2 gennaio 2024

Cavarsela insieme.


Buon Anno Amici Amatissimi.

Buon Anno insieme.

Vi auguriamo di aver iniziato circondati da affetto che riempie il cuore.

Noi siamo sempre qui a casa nostra, nulla è successo di spiacevole, abbiamo anche chiacchierato con il Ragazzo dell’Ossigeno per essere pronti in caso di consegne urgenti, che non sono state necessarie.

Abbiamo pianificato nuova burocrazia, fatto ordini dei farmaci per il primo dell’anno perché si riparte da zero con la disponibilità concessa a Fabu (che quella di dicembre era già finita ben prima di fine anno), preparato in bozza mail per l’avvocato (sempre Santa Subito) proprio a tale proposito: per chiedere al giudice di alzare il massimale mensile perché tutto è notoriamente più caro: e la richiesta verrà approvata, è solo che ovviamente è un nuovo lavoro da fare.

Anche da fare nei giorni di festa, perché sono quelli in cui siamo a casa in due, quindi bisogna approfittarne. E’ che bisogna imparare, con umiltà concretezza dolcezza tranquillità leggerezza (relativa) che tutto è relativo e non scontato, anche le feste. E, quindi, tutto regalato quando è bello.

Siamo quindi stati bene, poiché a casa nostra. Anche un po' di malinconia ha strisciato da queste parti, con circospezione nemmeno celata. Nel senso che la malinconia i problemi di non farsi notare non se li è posti. E noi abbiamo preferito lasciare perdere: ce la siamo tenuta senza arrabbiarci, che si perdono meno energie e anche tempo, abbiamo fatto quello che c’era da fare, le cose di tutti i nostri giorni ma non quelle dell’emergenza; così festa è stata.

E sì che l’abbiamo vista la foto che ci mostra Salvatore, per forza, profondo nord ovest torinese. Io ho letto Smilla, riletto dopo decenni, è sempre bellissimo.

Buona Giornata.

Angela