Fermi tutti lì. Chiariamo.
Io al Giovanni Oltreoceano ci voglio bene, un grandissimo
amico, una di quelle cose che Dio sia lodato che è arrivato sulla nostra
strada. Magari era meglio in altre situazioni, ma Dio sia lodato lo stesso. Che
dice sempre la cosa giusta al momento giusto e ha sempre una soluzione per
tutto. E ha sempre ragione, come LA PAOLA.
Però stavolta qua ha bevuto troppo american coffee
proveniente dalla stessa piantagione del mio thè, ci giurerei. D’altra parte
anche LA PAOLA ieri sera giurava di
avermi visto per la strada alle otto passate che camminavo, pare che abbia
anche quasi fermato la tizia in questione.
Per cui, sarà l’equinozio.
No, perché non è proprio vero che la sottoscritta è così
produttiva come racconta l’Americano. Ma figurarsi. C’ho una lista di cose da
fare (un pizzino, beninteso, con Paulo Aimo Tecnologico che la mena sul perché non
faccio un foglio appunti sul pc, ma figurarsi) che diventa ogni giorno più lunga
e fa venire lo sconforto.
Ieri, dico ieri, ho lavato lo zaino che avevamo portato in
ospedale dopo Natale, giuro: è lì in lavatrice da stendere. Figurarsi. Ogni giorno
è un’onda che porta non si sa bene dove, ellosò che uno dovrebbe essere padrone
della propria vita e, da bravo timoniere, comandare lui e non la suddetta onda.
O come lo so.
Si vede che non ho preso quella patente lì. E col Giovanni
ci toccherà farci una bevuta, ciascuno le sue bevande, e non so bene cosa verrà
fuori!!!!!
Per esempio: anche a me sarebbe taaaaanto piaciuto vedere la
faccia del tecnico ortopedico; mi sarei accontentata di sentirne la voce. E invece
si è dato alla latitanza: per cui l’ho scritto (perché scrivere in questi casi
regge eccome l’accusativo) con tutti i mezzi tecnologici a disposizione. E oggi
torno all’attacco.
Però, ahimè, lo stato d’animo non è proprio quello che ci
vorrebbe, immagino. Tende più alla rassegnazione, alla sensazione di impotenza
totale, al non so veramente più cosa fare. Al non è giusto che Fabullino si sia
sempre impegnato tanto e poi si scontri con queste situazioni qui. Insomma, il
classico stato d’animo che alimenta un sistema che non funziona, il quale a sua
volta alimenta quello stato d’animo lì. Che porta all’immobilità, alle cose che
vanno male, eccetera eccetera. Alla richiesta direttamente altissima ed empirea
di qualcuno ci metta una mano per favore, perché io le ho finite le mani. E anche
le energie. E anche la quarta tazza di thè.
Invece la storia di Donna Paola è meravigliosa, di quelle
che aprono il cuore e fanno sorridere felici e cambiano il colore delle cose. Chissà
il su babbo come l’era contento, chissà che sorpresa…
Così vi conto che stamattina la mia sveglia ha battuto i
quarti, sarà sempre quel bravo equinozio. Si è messa a fare pi pi pi con tutte le sue luci
stroboscopiche. E non si fermava più. Finchè me la sono portata in cucina e le
ho tolto le pile.
Paulo Aimo è stato molto critico di fronte a tutto ciò, in
realtà è sempre stato molto critico con quella sveglia. E’ qui che dice che ha
dei suoni rancidi, neanche fosse latte andato a male. E ora la devo
riprogrammare perché segna l’una e cinquantuno. E come mi vedo bene. Secondo me
Paulo Aimo ha un accordo segreto con il Pier Francesco perché mi stufi e quella
sveglia la regali a lui.
Che primavera sia!!!!
Buona giornata.
Angela