martedì 25 marzo 2014

Ma che dire.



Evvài con Clò e Milla, ma che bello.
Che bravi Donna Paola e Famiglia, chissà come sono tutti contenti!!!! Secondo me Chester è lì che approva, pensando che ho proprio fatto un bel lavoro con questi qui, li ho proprio tirati su bene.
Clò e Milla saranno due cagnoline modello, ma neanche un pochino viziate, ci mancherebbe. Ma quando arriva di preciso Milla? Chissà l’incontro, sarà una roba da stringere davvero il cuore…
Stasera dal tecnico. Ce l’ha fatta la Ceci, che così ha dato il parere obbiettivo di un operatore e non di una madre isterica. Immagino metteremo qualcosa qui e qualcosa là per mettere il piedino in posizione. Ovvio che non concordo, perché mi sa che se un tutore ha bisogno di qualcosa qui e qualcosa là, forse ha un problema di base.
Ma sono una madre isterica, quindi da prendere con le pinze con tutti gli annessi e i connessi. A cui spiegare le cose con molta comprensione.
Che poi il problema vero è che, siccome si ha bisogno di tutto e di tutti, uno sta quasi zitto, ed è quello che capiterà stasera. Anche perché davvero questa filosofia ortesica è quella portata avanti dalle alte sfere riabilitative, e, quindi, appunto, che ne sa una madre con il suo grande bagaglio di dolore.
Uhhhh, stamattina.
Meno male che ci sono Clò e Milla. E anche Sciarpina, che, checchè ne dica Paulo Aimo Critico, è un nome estremamente trendy.
Buona giornata.
Angela

lunedì 24 marzo 2014

Quei mulini lì.



Ieri dodici dico dodici ore di sonno. Ma non di sto qui tranquilla ancora un pochino a poltrire e via dicendo. Proprio di sonno secco e puro. Poi Fabu ha anche incominciato a imperversare ma io ho dormito ancora, quelle robe che non mi sveglio fino alla fine del mondo, non so se rendo l’idea.
Ci voleva: perché avevamo avuto due domeniche con alzate all’alba per le gare cavalline e svariate giornate pesanti tra visite varie. Va bene che l’importante è avere le occhiaie che fanno pendànt con il colore delle scarpe, in modo da essere sempre eleganti: però insomma.
Per alleggerire i pensieri vari, sempre tanti e troppi, parto subito facendo la peppia: Donna Paola ci deve raccontare di Clò, perché abbiamo un nuovo quattro zampe in famiglia, di cui il nostro Chester è senza dubbio fiero. È lì con la lingua fuori che osserva e approva.
Mentre, invece, mi sembra di capire che il gatto Mario, in quel di Firenze, l’è amatissimo, ma, talvolta, a rischio di volo fuori dalla finestra.
Alleggeriamo sì e meno male che ci siete con questi racconti qua. Perché, per esempio, questa mattina ripartiamo alla carica del tecnico ortopedico. E ci avevo dato un taglio con il thè: una tazza di nero e una di verde e poi solo tisane. Ma è durata poco e ho già sforato il litro. Scrupolosamente prima delle nove di mattina. Punto alla tattica dello sfinimento per rivederci domani pomeriggio: lo sfinimento di chi, non è tanto chiaro.
Comincio a capire da molto vicino quel tizio dei mulini a vento. Se non altro lui era più convinto.
Buona giornata.
Angela

domenica 23 marzo 2014

Nuvoloso

Per il momento il tempo è nuvoloso ma non piove, le previsioni erano di tanta pioggia ufff.....
Se continua così anche oggi pomeriggio magari un giretto lo facciamo sul serio, giusto per cambiare aria una volta.
Ieri Fabullo ha lavorato bene con Barbara, gireva bene si vede, invece venerdì con Alessia assolutamente NO!
Il signorino questa mattina ha fatto da sveglia per tutta la famiglia, in realtà erano gia le 8 povera gioia, noi venivamo da due fine settimana di gare cavalline e speravamo di proseguire ancora un pò il riposo. Questa mattina bellissimo bagnetto con paperelle ed affini per un risultato splendente, domani a scuola potrà far vedere a tutti i suoi cappellucci super splendenti.

Il mistero della sveglia di Angela si infittisce, è proprio impazzita!! diciamo che non era proprio di marca NEH............  a me non mancherà.........

Un saluto particolare a  Clo, nuova amichetta del Blog|

Buona domenica a tutti!!

Paolo



sabato 22 marzo 2014

Via con il sabato.



Dichiaro solennemente, o mestamente, defunta la mia mitica sveglia a semisfera con le luci stroboscopiche. Ieri ho provato a riprogrammarla, ma ogni 10 secondi impazziva e dovevo togliere le pile perché se ne stesse zitta. Per cui ne ho preso atto.
Anche se penso ancora che siamo vittima, la suddetta sveglia e io, di qualche complotto familiare che non scopriremo mai. Per cui mi cercherò un’altra sveglia, bòn parèi. Con le lancette, niente tecnologia. Piccola, perché il comodino è un delirio di libri e eviterei volentieri di far cadere tutto. Niente musichette deliziose perché poi le ascolto modello ninnananna e addio.
Il tecnico ortopedico non ha richiamato e abbiamo mandato a scuola Fabu con i tutori vecchi. E certo che potevo imperversare io ma non l’ho fatto. Perché lo volevo fare e poi rimandavo sempre finchè è venuta la sera. Per stanchezza, rassegnazione, tristezza, e tutta quella serie di cose. Che sono proprio quelle più pericolose, che fanno piantare tutto, lo so molto bene.
Anche perché non sto ovviamente mandando avanti le scartoffie per il collaudo dei tutori, ci mancherebbe. Ma parallelamente, non procediamo con autorizzazione carrozzina e tutorino braccio. E quel braccino fa male e noi siamo abbastanza persi. Ci sembrava andare meglio quando abbiamo iniziato le vibrazioni e abbiamo fatto le prime 5 a spron battuto, poi abbiamo rallentato il ritmo perché sembrava giusto e adesso bòh. E poi manca il tempo per pensare, perché ci sono mille cose da fare. E forse pensiamo troppo alle altre cose e meno a Fabullo. E forse è giusto così. E forse no.
Insomma, una di quelle storie da spigolo acuminato.
Vabbè. Partiamo con il sabato. Michi se ne va a cavallinare. Fabu fa la logo e speriamo sia più bravo di ieri, perché Essia è stata  categorica: ha fatto l’asino tutto il tempo. Benissimo.
Poi Paulo Aimo Papà viene a ripescarlo e mamma fa ancora un paio di lavoretti.
Buona giornata.
Angela

venerdì 21 marzo 2014

Chiarimenti.



Fermi tutti lì. Chiariamo.
Io al Giovanni Oltreoceano ci voglio bene, un grandissimo amico, una di quelle cose che Dio sia lodato che è arrivato sulla nostra strada. Magari era meglio in altre situazioni, ma Dio sia lodato lo stesso. Che dice sempre la cosa giusta al momento giusto e ha sempre una soluzione per tutto. E ha sempre ragione, come LA PAOLA.
Però stavolta qua ha bevuto troppo american coffee proveniente dalla stessa piantagione del mio thè, ci giurerei. D’altra parte anche LA PAOLA ieri sera  giurava di avermi visto per la strada alle otto passate che camminavo, pare che abbia anche quasi fermato la tizia in questione.
Per cui, sarà l’equinozio.
No, perché non è proprio vero che la sottoscritta è così produttiva come racconta l’Americano. Ma figurarsi. C’ho una lista di cose da fare (un pizzino, beninteso, con Paulo Aimo Tecnologico che la mena sul perché non faccio un foglio appunti sul pc, ma figurarsi) che diventa ogni giorno più lunga e fa venire lo sconforto.
Ieri, dico ieri, ho lavato lo zaino che avevamo portato in ospedale dopo Natale, giuro: è lì in lavatrice da stendere. Figurarsi. Ogni giorno è un’onda che porta non si sa bene dove, ellosò che uno dovrebbe essere padrone della propria vita e, da bravo timoniere, comandare lui e non la suddetta onda. O come lo so.
Si vede che non ho preso quella patente lì. E col Giovanni ci toccherà farci una bevuta, ciascuno le sue bevande, e non so bene cosa verrà fuori!!!!!
Per esempio: anche a me sarebbe taaaaanto piaciuto vedere la faccia del tecnico ortopedico; mi sarei accontentata di sentirne la voce. E invece si è dato alla latitanza: per cui l’ho scritto (perché scrivere in questi casi regge eccome l’accusativo) con tutti i mezzi tecnologici a disposizione. E oggi torno all’attacco.
Però, ahimè, lo stato d’animo non è proprio quello che ci vorrebbe, immagino. Tende più alla rassegnazione, alla sensazione di impotenza totale, al non so veramente più cosa fare. Al non è giusto che Fabullino si sia sempre impegnato tanto e poi si scontri con queste situazioni qui. Insomma, il classico stato d’animo che alimenta un sistema che non funziona, il quale a sua volta alimenta quello stato d’animo lì. Che porta all’immobilità, alle cose che vanno male, eccetera eccetera. Alla richiesta direttamente altissima ed empirea di qualcuno ci metta una mano per favore, perché io le ho finite le mani. E anche le energie. E anche la quarta tazza di thè.
Invece la storia di Donna Paola è meravigliosa, di quelle che aprono il cuore e fanno sorridere felici e cambiano il colore delle cose. Chissà il su babbo come l’era contento, chissà che sorpresa…
Così vi conto che stamattina la mia sveglia ha battuto i quarti, sarà sempre quel bravo equinozio. Si  è messa a fare pi pi pi con tutte le sue luci stroboscopiche. E non si fermava più. Finchè me la sono portata in cucina e le ho tolto le pile.
Paulo Aimo è stato molto critico di fronte a tutto ciò, in realtà è sempre stato molto critico con quella sveglia. E’ qui che dice che ha dei suoni rancidi, neanche fosse latte andato a male. E ora la devo riprogrammare perché segna l’una e cinquantuno. E come mi vedo bene. Secondo me Paulo Aimo ha un accordo segreto con il Pier Francesco perché mi stufi e quella sveglia la regali a lui.
Che primavera sia!!!!
Buona giornata.
Angela

giovedì 20 marzo 2014

Interessante.



Giornatonissima ieri, ma interessante. Il tutto concentrato tra mattina e primo pomeriggio, ma più concentrato del brodo di pollo per la tareffaggine: mia cara, le tue similitudini sono sempre quasi omeriche, dice LA PAOLA; che, del resto, ha sempre ragione, ma ognuno ha gli stimoli culturali che può.
E’ tornata la logopedista esperta in mezzi informatici con tanto di tecnico con tanto di sistema da provare. Hanno fatto provare a Fabullino dei giochi da fare con il sistema del puntamento visivo. Ovvio che si tratta di capire che io non solo guardo, ma se guardo in un certo modo, abbastanza a lungo, spostando gli occhi nel modo giusto, posso fare delle cose. C’è tutta una progressione di esercizi per allenarsi, imparare e capire.
Ad esempio, all’inizio, doveva guardare una stella che appariva in diverse parti dello schermo: doveva guardarla abbastanza a lungo per farla scomparire, e  doveva capire che non spariva da sola, ma proprio perché veniva guardata. E io ho fatto che andare nel panico, così, tanto per non perdere l’abitudine. Perché a Fabu di quella stella lì non gliene fregava un accidenti, guardava per aria, sbadigliava eccetera eccetera.
Poi però è diventata più divertente: c’erano palle di fuoco da spostare, facce che apparivano e che, se guardate 3 secondi, si ricevevano una torta appunto in faccia. E lì ha cominciato a capire, per cui guardava tutto lo schermo ovunque apparissero le cose. Poi porte della fattoria da guardare abbastanza perché si aprissero e ne uscisse un animale. Diverse scenette con tanti elementi da far muovere: tipo il parco giochi con la bambina che andava in altalena, la barchetta che cominciava a navigare sul laghetto e l’aquilone che si alzava in volo. E poi via via più complesso, con le cose da scegliere: c’è il bimbo che mangia e guarda e scegli ciò che vuoi dargli da mangiare: e via via il bimbo ingrassava o diventava una rana se mangiava i vermi!!! E poi, ovviamente, la possibilità di scegliere parole e lettere per scrivere. Lì erano passate quasi due ore ed era un po’ stanchino.
Io ero nello sconforto totale perché mi sembrava tutto un po’ troppo  lento e quindi poco produttivo. Invece quando hanno finito loro erano raggianti: perché mi dicevano che, di solito, il primo tentativo è completamente infruttuoso. Invece Fabullo aveva capito come funzionava ed è vero che in certi momenti ne aveva avuto meno voglia, ma era richiesta molta concentrazione e lui l’aveva già mantenuta per tempi molto prolungati, considerato che non sapeva bene che cosa ci sarebbe stato da fare. La Barbara guardava alternativamente me e la finestra.
Quindi: dobbiamo lavorare un altro mese per capire meglio come impostare il sistema: tempi di latenza, disposizione delle immagini, scelta anche di immagini più personalizzate, passiamo il tutto al tecnico che prepara un lavoro su misura e ci rivediamo.
Poi abbiamo riposato un pochino, abbiamo fatto il vibra, e logopedia con Barbara: proviamo, abbiamo detto, se è troppo andiamo a casa. Invece ha lavorato la sua oretta e poi via.
 I tutori non vanno bene: a parte la filosofia di base che tanto è quella, scappano proprio dai piedini. Per cui oggi torno alla carica e mi viene un pochino da piangere.
Buona giornata.
Angela