martedì 11 maggio 2021

Disarmati con cuscino e telo da spiaggia.

 Gli operatori dell'ambulanza, dei Miti assoluti, erano preoccupati quanto noi per l'accesso di Fabullo in ospedale. Quando siamo arrivati, il medico ha spiegato che questo ragazzino era un soggetto molto fragile, che non aveva una storia in nessun modo riconducibile al covid, non erano riconducibili i sintomi, e sarebbe stato opportuno fargli un tampone rapido prima di scendere dall'ambulanza, aspettare la certa negatività, e a quel punto farlo entrare in una zona sicura.

Il medico del pronto soccorso non è stato d'accordo: non importa quali siano le caratteristiche di base, che giustificano esse stesse quei sintomi, uno con l'ossigeno e la febbre va in zona grigia di osservazione. La febbre è già scesa. Non importa. L'infermiera del pronto che diceva: abbiamo un solo posto in osservazione e una è già sicuramente positiva. Non importa.

E quindi siamo entrati.

E, appunto, ci vorrebbe Dante per descrivere bene.

C'erano barelle ovunque, in qualunque corridoio, che portasse in bagno o in cucina.

Ci hanno messe in questa stanzetta, con altri tre pazienti, separati da lenzuola appese che cadevano e venivano rimesse. Il medico e gli infermieri dell'ambulanza sono entrati, si sono guardati in giro  e sono andati a parlare con il medico lì. E indicavano e gesticolavano e quello scuoteva la testa e diceva che no che no.

Poi sono venuti a salutarci con gli occhi bassi. Buona Fortuna.

Io non sapevo che fare e che dire.

Poi sono stati tutti rapidi e gentili. Hanno ovviamente mantenuto l'ossigeno, fatto un prelievo tanto la vena c'era già, fatto una radiografia lì, dato del cortisone per farlo respirare meglio, mantenuto l'idratazione. Mi hanno dato una sedia un cuscino una coperta. 

Senza nessun monitor, però lì non ho fiatato, con l'ossigeno respirava effettivamente bene. 

Poi sono venuti a fare il tampone molecolare: verrà processato in urgenza, in tarda mattinata avremo i risultati. 

E poi più niente. 

Passavano le ore, io stavo lì con il cuscino in braccio e la coperta a spalle. Gli altri erano tre nonnini disorientati che non hanno smesso un attimo di urlare, di togliersi la mascherina e l'ossigeno, di chiedere dov'erano, di chiamare la mamma, di dire che il cane era scappato, di chiamare aiuto perché li stavano uccidendo, di chiedere l'acqua. Una pena infinita. 

Poi hanno portato via la signora di fianco a noi. 

Poi l'infermiera, davvero carina,  ci ha detto che gli esami e la radiografia erano ottimi, nessun segno di focolaio.

Ok, però lui ha l'ossigeno, verrà visitato per capire? Può venire un pediatra, che è vero che Fabio ha 16 anni ma gli specialisti sono sempre quelli pediatrici per questi casi. La pediatria ha chiuso con il covid e non ha mai riaperto se non per gli ambulatori, non ci sono pediatri da chiamare. Con gli occhi bassi di chi non sa cosa fare.

E quindi? Può essere visitato? 

Aspettiamo il tampone.

Ma con gli esami buoni quanto Fabu è in pericolo qui?

La signora che abbiamo portato via era sicuramente positiva, gli altri non si sa. Ha aperto le braccia e scosso il capo.

La notte è passata così. La mattina è passata così.

Alle undici è arrivato il tampone negativo. Vi spostiamo in un'area più sicura. Era negativo, ma ora? Dopo una notte qui? Mah, teoricamente c'era il distanziamento. Sì, c'era qualche metro, ma la stanza era piccola, con 4 persone, che hanno sempre urlato. 

L'infermiera ha scosso il capo.

Ci hanno portato in una nuova stanza, in cui era evidente che i pazienti erano lì per problemi non respiratori. Abbiamo attraversato il corridoio che nella notte era già pieno di barelle, in quel momento sembrava il posteggio di un centro commerciale la domenica prima di Natale in tempi non covid.

E adesso? Qualcuno visiterà Fabio? Verrà fatta una diagnosi? 

Non è successo niente.

Poi ci hanno detto che ci spostavano di nuovo, in una stanza più sicura. Avrei preso il lanciafiamme.

Nel corridoio si procedeva appena.

Nello spostamento della flebo hanno scoperto che, nel passaggio precedente, l'idratazione era rimasta chiusa. Grazie a Dio la vena aveva tenuto.

Fabio verrà visitato? 

Non è successo niente. 

Questa stanza era vicina alla medicheria e sentivo tutto.

Arrivano altre ambulanze, dove li mettiamo? Facciamo scorrere le cartelle, dimettiamo quelle più vecchie che sono stabili. 

Alle quattro la cartella  più vecchia era quella di Fabullo. 

E quindi è comparso il medico.

Buongiorno, poiché la febbre non è tornata vi mandiamo a casa.

Ma verrà fatta una diagnosi? Episodio occasionale, cambio del tempo, gli esami sono buoni, potete andare. 

Sarà occasionale, ma Fabio ha l'ossigeno.

Il medico ha fatto la faccia dell'Ah già, boiafàus, adesso come li butto fuori.

Non c'è problema, lo togliamo.

Ma ha due litri, non credo che regga senza. 

Ma proviamo.

Ossigeno staccato.

Nessuna visita, nessun fonendo.

Ossigeno staccato senza attaccare un saturimetro. 

Dopo un quarto d'ora Fabu era sempre più affaticato.

Ho chiamato e un'infermiera è arrivata con il saturimetro. Sotto i 90.

Rimettiamo l'ossigeno. 

Dopo dieci minuti è tornato il medico.

Signora, proviamo a togliere di nuovo? E ha staccato e se ne è andato. 

Dopo 10 minuti torna l'infermiera. Come va? Poiché avete staccato l'ossigeno senza monitorare non lo so come vada. Sicuramente ha già il respiro appoggiato. È tornato il saturimetro. 

90. Riattacca l'ossigeno.

Torna il  medico.

Bon, allora andate a casa con l'ossigeno, faccio le pratiche.

Allora: io sono d'accordo ad andare a casa con l'ossigeno, perché mi sembra che qui la situazione sia pericolosa e non gestibile per Fabio. Ma vorrei andare a casa con una situazione definita, e non solo perché non avete più spazio. 

Cosa intende? Intendo che Fabio non è mai stato visitato e non avete formulato una diagnosi. Sostanzialmente mi dite che sta bene, peccato che desaturi. Perché? Viene strutturata una terapia?

Ma non c'è niente da dire, ha avuto un febbrone, tachicardia e conseguente fatica respiratoria, passerà. Gli esami sono buoni, non servono visite e terapie.

Il medico è stato chiamato ed è uscito un attimo.

Due oss presenti che si torcevano le mani e tenevano gli occhi bassi si sono avvicinati: Signora, andate via, lo porti via di qui, è pericoloso, tanto non lo guardano, poverino, andate via. Ancora un po' piangevano. Ma cosa facciamo se sta male a casa? È anche domenica. 

Chiamate l'ambulanza e vi fate portare nell'altro ospedale, voi abitate a metà strada, ve lo concedono.

Andate via.

Il medico è rientrato.

Allora signora, faccia lei, se è d'accordo facciamo le pratiche per l'ossigeno, però se non è tranquilla state qui, dove però non faremmo niente altro che dare ossigeno perché il bambino non ha niente.

Non sono tranquilla ad andare a casa ma non sono tranquilla nemmeno a stare qui. Perché? Per tanti motivi. Perché non lo prendete in carico. Perché siamo entrati negativi e ora non lo so più, dopo che siamo stati qui. Andiamo a casa. 

Pratiche fatte. Guardi che la chiamerà l'azienda dell'ossigeno, concordate l'ora di consegna così vi dimettiamo all'ultimo e Fabio sta poco senza ossigeno, il furgone arriva e vi spiegano tutto.

Ci vorrà almeno mezz'ora per essere a casa, abbiamo visto che desatura.

Ma sì, ma solo poco.

Non sapevo più cosa fare.

Consegna concordata alle 18.30. 

Allertato il vicinato.

Alle 18.15 eravamo a casa. C'era un bombolone davanti alla porta e il vicino sconvolto lì di fianco.

Ma perché sono già arrivati? Sono arrivati appena è uscito Paolo,avevano fretta, mi hanno spiegato tutto ed è facile, ma hanno lasciato solo la bombola da 60 litri e non avevano un carrello. Adesso vi aiuto a farla entrare in casa e poi mi chiamate per spostarla, ma come si fa.

Allora abbiamo portato dentro questa botte, l'abbiamo messa su un telo e riuscivamo a spostarla così. Però abbiamo chiamato il numero verde e preteso un carrello. Che ieri mattina è arrivato.


E il seguito alla prossima puntata, perché non è finita e io sono ferma qui da troppo tempo. Però vi dico che ieri è arrivato il nostro medico, che è furente, e che gli ha dato l'antibiotico e che abbiamo già ridotto i volumi di ossigeno.

E quindi domenica sera siamo rimasti lì, con Fabullo attaccato ad una botte da 60 litri, che abbiamo spostato trascinandola su un telo da spiaggia giallo, noi che le spiagge non le vediamo mai. Senza sapere  nulla, se non che avevo l'assoluto bisogno di mangiare e dormire.

Buona Giornata.

Angela


lunedì 10 maggio 2021

Angeli Toscani e gironi danteschi.

 

Che le altissime sfere sempre siano benedette per aver messo Luana su questa terra, e soprattutto per averla messa vicino a noi. Anche oggi il suo pensiero ci rende la giornata più leggera e più azzurra, ci fa soffermare e sorridere. E quindi le auguriamo Buon Compleanno con tutto il cuore e tutti gli abbracci più grandi che abbiamo.

Sia benedetta Luana soprattutto oggi, in cui sapere di avere lei, e le persone come lei, vicine ci è assolutamente necessario.

Per partire dalla fine, diciamo che siamo a casa nostra contenti di esserlo, ma con Fabullo collegato ad una botte da 60 litri di ossigeno. Che è un'immensa tristezza, ma che è comunque meglio del girone dantesco in cui siano precipitati nel fine settimana.

Sostanzialmente dal momento del vaccino Fabio non aveva avuto la febbre, né apparenti grandi dolori:  solo stato stanco e debole,  e per questo è stato molto più sdraiato, ha mangiato meno e bevuto meno, e per questo ha avuto più catarro che girava nelle alte vie aeree.

Sabato sera è stato tutto difficile perché gli è venuta una crisona mentre gli davamo i gastroprotettori, che lui non vuole mai prendere. Lui per fortuna non è disfagico, il riflesso della tosse funziona egregiamente, per cui ha tossito tantissimo, gli è venuto il grattino in gola, ed e' stata una lunga serata. Poi è andato a dormire e ad un certo punto ha cominciato a respirare in maniera affannosa, come se corresse in salita. Cosa che lui metaforicamente fa da tutta la sua vita, ma in quel momento lo faceva di più, senza andarsi a cercare metafore.

Aveva 39 e sei di temperatura e saturava a 87, che era assolutamente compatibile quantomeno con la tachicardia da febbre.

Che facciamo? Il Martini resta un covid hospital e quindi inaccessibile perché non accettano nessuno che non venga mandato dagli altri ospedali per il covid. Dove lo portiamo in un momento come questo? Cominciamo a dare tachipirina e magari scende.

Mezz'ora dopo aveva 39 e 9 e l'unica cosa che era scesa era la saturazione sotto gli 80.

23 e 30 di un sabato sera, non potevamo pensare di aspettare il lunedì mattina.

Guardia medica: un signore gentilissimo che mi ha detto che lui sarebbe venuto a visitare Fabio, ma che riteneva più logico che la visita la facesse qualcuno del soccorso avanzato, che poteva contestualmente agire in qualche modo, dando anche ossigeno e prendendo una vena. Li chiami subito.

L'ambulanza è arrivata in frettissima, con il vicinato che aveva aperto i cancelli per fare strada,  e sono stati bravissimi: gentili e tranquilli, hanno preso una vena come se nulla fosse, lavorando scomodi sul divano, dando subito liquidi e efferalgan per abbassare la temperatura, e somministrato ossigeno, letto le cartelle cliniche. Chi viene con Fabio? Ma come? lo portate via? e dove in un momento come questo così pericoloso?

Non pensiamo ci siano buone ragioni per supporre che abbia il covid, ci hanno detto, perché non ha una storia di contatti pericolosi, e sta rispondendo troppo bene ad ossigeno e a tutto. Però per strutturare una terapia servono esami e una radiografia.

Appunto, diciamo noi, almeno in un momento così pericoloso in un paziente così fragile, non possiamo pensare di strutturare un'assistenza domiciliare efficiente?

E a questo punto loro ci hanno guardato con la tenerezza e il dispiacere di chi guarda i bambini prima di comunicare loro che Babbo Natale non esiste. E noi lo sappiamo che Babbo Natale non esiste, però ci piacerebbe sapere ogni tanto che siamo pessimisti riguardo a tutta l'assistenza sanitaria.

E quindi  Fabullo  e siamo saliti sull'ambulanza, con i faldoni medici e il caricatore del cellulare e i farmaci in una borsa. E Fabullo si era già ripreso e parlava con gli occhi tutto contento con gli operatori, che erano a loro volta tutti contenti nel vederlo così, era già un’altra persona.

E adesso vado avanti domani perché è una storia che merita di essere raccontata nei suoi dettagli, per cui Dante rimane un dilettante: che qui avrebbe fatto la rima incatenata, ma mi sembra giusto restare umili e propendere per quella baciata.

Certo Signora Mia, dicono Quelli Che Sanno, così si crea la suspense per tenere avvinti i suoi 25 lettori, in un delirio di onnipotenza che neanche una serie di Netflix.

Quelli che sanno, oltre a non essere mai pervenuti, non perverranno nemmeno stavolta, soprattutto non per offrire dei servizi utili. Per cui non riesco a resistere nei nell'osservare che certi stratagemmi li ha usati l'Ariosto molto prima di Netflix.

Ma poiché rimango anche questa volta umile e non penso di sovrappormi a Messer Lodovico, devo veramente fermarmi perché ho dovuto dormire fino alle 07:30 e mangiare, perché erano cose che non facevo da troppe ore, e poi guardare Fabio a vista che da sveglio non si tolga gli occhialini, e sentire il medico di base perché venga ad aiutarci, e il tizio dell'ossigeno che ci deve portare un carrello, perché 60 kg di bombolone da spostare da una stanza all'altra vanno oltre le nostre capacità.

E quindi davvero vado avanti domani non per scelta poetica ma per necessità.

Lo so che lo fate già, ma pensate a noi.

Vi abbracciamo tutti, ma Luana un po' di più.

Buona giornata.

angela

venerdì 7 maggio 2021

Sviluppo di competenze sulle non competenze.

 Ecco, Grazie alla Signora Barbara, perché mi sembra che la situazione di Fabullo sia completamente sovrapponibile. E, appunto, anche sovrapponibile all'anti influenzale. 

E, siccome che le le Madri Isteriche sono ossessive, e quindi per definizione ripetitive e standardizzate nelle loro elucubrazioni mentali, ho elaborato l'identica idea: andrà meglio il 19 maggio, così il 20 faremo il richiamo, e rientreremo nel pasticcio immediatamente, che ci vada bene.

E poi sì, ritengo di avere sviluppato competenze solide nel farmi rimbalzare le cose, non a rimuoverle, ma a dare loro l'importanza che meritano. 

Però, ne prendo sempre atto. 

E, come nel caso dell'altro giorno, a trarne le dovute considerazioni, basate come sempre su dati oggettivi: anche questa volta la persona in questione è una persona intelligente e carina che non voleva assolutamente offendere. Ma, purtroppo, ha un ruolo pubblico che la porta a interagire anche (non solo ma anche) con il mondo della disabilità: e qui i mitici e meravigliosi assumono un altro peso.

E quindi le Madri Isteriche hanno sviluppato un altro tipo di competenze: la consapevolezza della non competenza di chi ci sta davanti sullo specifico argomento, quando chi ci sta davanti incide sulla conduzione di determinate condotte sociali nel senso ampio del termine.

Quindi, partendo da questi dati, le Madri Isteriche elaborano strategie volte non alla rabbia, non al rancore, non alla vendetta, ma all'assoluta concretezza: e, per esempio, quando si tratta di sostenere determinati progetti che si sa già come andranno a finire, perché basati su queste considerazioni espresse, la mano non si alza per votare, la connessione al mitico zoom (per cui viene eseguito lo screenshot per dimostrare il numero dei partecipanti) non avviene, la partecipazione a qualunque evento dei tempi promiscui, in cui ci si siede vicini, non perviene. 

Tutto qui. 

Poi se Quelli Che Sanno vogliono pensare che sia perché le Madri Isteriche sono ostili per tristezza, pazienza. 

Ci si fa rimbalzare le cose, ma l'amarezza per l'assoluta mancanza di competenza sulla cultura dell'inclusione non è qualcosa che scivoli via: è un macigno che trascina tutto a fondo.

Buona Giornata.

Angela


giovedì 6 maggio 2021

Pat pat. Sulla spalla.

Ripartiti davvero, ieri non mi ricordavo neanche più di essere stata male. Diciamo che me ne sono ricordata per la quantità di cose non fatte e da fare, il tutto con la giornata scolastica senza mensa. Per cui è stata più che campale.

Soprattutto, Fabullo poco in forma, stanco, arrabbiato, inappetente dal post vaccino, esattamente una settimana fa. I piccoli disturbi che, su di lui, si ingigantiscono per l'immobilità. Banalmente, è stato molto sdraiato per la stanchezza e si è fermato del catarro in alto. Eccetera eccetera. Il pranzo ieri non è pervenuto e abbiamo recuperato un pochino a cena, ma poco. Vabbè.

Era troppo stanco anche per andare a prendere l'arietta del tramonto, all'arrivo di Paulo Aimo Operativo. Allora mi sono regalata un quarto d'ora di chiacchiere in giardino, intanto che zappavo per togliere erba dall'aiuola. In modo assolutamente afinalistico, nel prato non cresce più erba, che invece cresce tra i fiori che non ci sono più. Ma fa niente, fuori si stava bene e cogliere l'attimo è sempre fondamentale per farsi strada tra preoccupazioni pensieri e attenzione continua a non perdersi nulla mai.

Martedì, quando ero spalmata a terra da un malessere assolutamente lieve, una persona mi ha detto: uhhh poverina, meno male che non devi lavorare ma solo guardare Fabullo. Una persona intelligente, giuro, solo su un altro pianeta. O, meglio, sul pianeta di tutti, che non è nella nostra galassia. Sono stata bravissima. Ho pure sorriso dietro alla mascherina.

Farsi strada per arrivare a sera, intendo. Tenendo conto che è pure stata pagata una fattura della Onlus all'azienda dei progetti, con soldi che mai avrei pensato di avere, non è poi così poco. Autopacca sulla spalla.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 5 maggio 2021

Granito. Composti. Pensieri.

 Vanno bene le sfumature, i punti di vista, i bicchieri mezzi pieni, l'idea di fare parte di grandi progetti, le saggezze, le filosofie, la respirazione, il prendere le distanze dai pensieri. Va bene tutto.

Detto questo, ieri è stata una brutta giornata. Amen.

Per carità, ne abbiamo viste di più brutte. Poteva essere essa stessa più brutta.

Pazienza, è stata brutta lo stesso.

Perché sembrava tutto fatto, pensavo di essere solo stanca per la notte tribolata, e invece, man mano che la giornata procedeva è stato chiaro che non era così: sono ricominciati i brividi, è arrivata la febbre, sotto i 38 per fortuna, e per fortuna la Tachipirina ha funzionato.

Insomma: non ho avuto grandi dolori, non ho avuto mal di testa, alte temperature, come è successo ad alcuni compagni di avventura, è stata in fondo una sciocchezza, per cui bastava stare seduti tranquilli.

Peccato che ci sia Fabullo a cui badare, da alzare, da spostare, da ascoltare; oltretutto in questi giorni un pochino disturbato è, ci sembra una situazione sovrapponibile all'anti influenzale fatto in autunno, per cui dieci giorni un po' più critici del solito li abbiamo avuti, quindi è tutto più difficoltoso.

E per fortuna il martedì è una giornata di tempo pieno, Fabullo è stato a scuola, io ho riordinato lavato asciugato fatto burocrazia con immensa fatica e tristezza, ma intanto tutto è arrivato al termine. Poi sono andata a prenderlo ed è tornato Paulo Aimo Operativo poco dopo. E io mi sono sdraiata. Tachipirina ancora ed è andata liscia, e stamattina funziona davvero, è proprio fatta: il mercoledì, tra l'altro, è la giornata attualmente più faticosa della settimana e quindi va bene così.

Allora: mi sento molto ma molto fortunata ad avere avuto il mio vaccino, e contenta di avere avuto disturbi lievi. Quando è così, il peso più grande è la fragilità che diventa tangibile, presente, imponente, ingombrante, un'ombra subdola che inghiotte ogni attimo.

Perché siamo un sistema precario, che si regge su regole che la fisica non studia e la chimica neppure, non ci dicono quale sia il reagente da aggiungere perché il composto della nostra vita diventi più stabile.

L'esistenza è così per tutti, Signora Mia, dicono Quelli Che Sanno, specialisti nel dire e nel non pervenire, e quindi non meritevoli di attenzione. 

Sostanzialmente, il momento in cui Fabu potrebbe essere lasciato lì per ore senza assistenza diventa qualcosa di concreto quanto il granito, e il composto diventa esplosivo.

Questa la tristezza.

In questo esatto istante, infinitesimo, mi godo la velocità da crociera.

Vi abbraccio.

Angela


martedì 4 maggio 2021

I piedi nel fiume Yukon.

 Il mio tempo di addormentamento ordinario non è dato quantificarlo, perché tendente allo zero. Mia cara, la matematica non è il tuo forte, ti prego, dice LA PAOLA, che ha sempre ragione.

Per la carità, dico io, mai parlare di ciò che è sconosciuto. Rispettato, ma sconosciuto.

Diciamo allora che è sensato pensare ad un intervallo di tempo che si aggira attorno ai tre secondi.

Ieri sera, a mezzanotte e 48 e gli occhi che non si chiudevano, ho cominciato ragionevolmente a pensare di avere un problema.

Poi sono cominciati i brividi. A quel punto, poiché sono brillante, ho realizzato che stavolta il vaccino si sarebbe fatto sentire.

Ok. Pianifichiamo. Domani mattina prendo mutua? Ma no, non è mica contemplata dal mio contratto.

Per cui non si può fare una notte così, che poi domani, che era già oggi, sarà mistica. Più mistica.

Quindi l'unica è mettere i calzettoni rossi spessi spessi, quelli per chi abita nel Klondike. E andare a prendere una Tachipirina. 

Anzi, meglio ancora:  mandare Paulo Aimo Santo Subito, che non vedeva l'ora di alzarsi anche per me, oltre che per Fabio, si capisce.

E bón. Così poi ho dormito, tra sogni faticosi che non ricordo ma che so che giravano sempre intorno a qualcosa di estenuante e ossessivo. 

E stamattina non ho più niente, salvo i piedi addormentati come dopo la glaciazione e l'idea di essere passata nel tritacarne. Oggi servirà moltissima filosofia e il rallegrarsi perché non è mercoledì, che sarebbe il giorno più faticoso con Fabullo. Le passeggiate sono qualcos'altro, ma domani sarebbe stato peggio.

E poi, ovviamente, siamo provinciali, e Paulo Aimo Cittadino scuote la testa: perché ci siamo già scambiati stati d'animo con gli altri vaccinati di ieri, e c'è chi sta decisamente peggio di me. 

Che poi Paulo Aimo Cittadino non può proprio lamentarsi: ieri non abbiamo fatto un minimo di coda, arrivati e passati, con un'organizzazione così non si è nemmeno creato un minimo di mercato, ma neanche due parole siamo riusciti a fare.

È pure arrivata a casa la carta di identità in sei giorni netti, nemmeno la scusa per andare un pochino in comune a contarcela.

Ok. La buona notizia è che i calzettoni rossi non li terrò per portare Fabullo a scuola, perché le scarpe non ci entrerebbero. Pericolo scampato. 

Buona Giornata.

Angela

lunedì 3 maggio 2021

Procediamo a pianificare.

 Oggi Fabullo torna a scuola. Venerdì il braccino, come previsto, ha fatto un pochino più male: per cui lo abbiamo vestito con la camicia per tormentarlo di meno e dato Tachipirina. Poi i terapisti lo hanno trattato ed è andata meglio; ha avuto qualche crisi in più, ma solo qualcuna, come tutte le volte che è un pochino disturbato. Sabato è stato noioso assai, per dirla in modo fine; contro le boie, per utilizzare il termine che abbiamo ritenuto congruo, qui nel profondo nord ovest. Soprattutto, in tutto il giorno ha solo fatto colazione, per cui abbiamo alzato il livello di guardia.

E invece ieri è andata dritta, per cui è proprio fatta. Dopo un giorno iniziato immersi nella nebbia di nuvole all'alba, poi sole, poi acqua a catinelle, tutto è diventato azzurro e pulito e trasparente dopo il riposo pomeridiano, e quindi siamo andati a fare due passi.

Oggi giorno di grandi  manovre organizzative, perché tocca a me fare il richiamo a Ivrea alle dieci. Per cui Paulo Aimo Operativo porta Fabullo a scuola, sempre alle dieci,entra al lavoro più tardi,  e poi procediamo alla strategia di cambi di auto per avere il furgone perché io possa andarlo a recuperare alle quattro.

Insomma, pianificazione. E, gentili altissime sfere, vi prego di inserirmi nella lista di coloro i quali hanno zero disturbi anche con la seconda dose, perché non ho tempo.

Buona Giornata.

Angela