mercoledì 31 marzo 2021

Riempire il cuore.

 Se del doman non v'è certezza parliamo del verosimile.

È altamente probabile che l'estate non sia propriamente fresca. è altamente probabile che le zanzare non si estinguano tutte quante a questa altezza. 

E quindi altamente probabile che Fabullo resterà chiuso nella nostra casa fresca e uscirà solamente in caso di necessità.

Quindi, se vogliamo che prenda dell'aria e del sole, dobbiamo portarlo da qualche parte per almeno 15 giorni perché di più non possiamo: non possiamo per i costi e perché io non riesco più a gestirlo da sola per tempi prolungati. 

Quindi: partono i soliti pensieri del posto fresco e anche accessibile alla carrozzina. 

Ovvio che l'ideale sarebbe il solito andare in Germania, a nord, al fresco, con tutti i servizi più economici e le città pulite e accessibili. E sarebbe scoprire cose nuove, che alla nostra mente fa sempre bene.

C'è chi dice che quest'estate saremo tutti liberi, e c'è chi ha dei seri dubbi.

Una delle certezze è che con Fabio non dobbiamo pensare solo alla libertà ma anche all'effettiva sicurezza, perché se lui si ammala sono guai molto seri, soprattutto se lontano da casa.

L'altra assoluta certezza, incontrovertibile, è che non possiamo dare per scontato di decidere all'ultimo e trovare qualcosa di accessibile. Soprattutto se poi sarà meglio scegliere la montagna, complicata per definizione.

E quindi?

E quindi pensiamo fin da ora.

E scegliamo la montagna subito sapendo che andiamo in un luogo percorribile in gran parte.

E quindi abbiamo chiamato la signora di Pragelato.

Buongiorno, che bello sentirvi. Io non vi avrei chiesto cosa volevate fare per buona educazione, però, perché non finisse come lo scorso anno che a giugno per voi al piano terra avevo solo più un appartamento piccolo, vi stavo tenendo da parte quello grande. Vi girate meglio con la carrozzina, ci sono due bagni così avete lo spazio per posizionare il seggiolino, avete anche il vostro tavolo  fuori. Se siete contenti è lì per voi. 

Siamo contenti sì, ma ci proponga una cifra, che altrimenti in quello piccolo noi ci arrangiamo di nuovo, e lei può dare l'appartamento grande ad una famiglia numerosa.

La cifra è sovrapponibile, state tranquilli, non sentitevi obbligati ma qui in borgata siamo tutti contenti di rivedervi. Ditemi solo se ve lo blocco, pagate poi all'ultimo se non avete guai e venite davvero.

Dire che l'avrei baciata è ovviamente dire poco. 

Più che la gioia perché andiamo in un bel posto, è l'idea di essere amati che, letteralmente, ci riempie il cuore.

Buona Giornata.

Angela


martedì 30 marzo 2021

Devoti all'avventura.

 Un po' di avventura, un po' di fare cose belle decise all'ultimo, fa bene al cervello: forse è indispensabile, perché attiva pensieri nuovi, distoglie dai rimuginamenti continui, quelli che non portano a nulla che non sia l'annaspare continuo. Come dire, la bella decisione improvvisa ci ricorda che abbiamo sempre energie, possibilità, strade aperte.

La bella decisione che mette di straordinario buon umore: perché, invece, sull'intervento degli imprevisti non desiderati nella vita ci pare di essere abbastanza avanti.

E quindi cosa hai fatto di meraviglioso ieri, chiede LA PAOLA? Messo le maniche corte? Superato i diecimila passi della giornata? Tolto l'erbaccia dall'aiuola? Non scherziamo, dico io, l'erbaccia sta lì, la vista di un'aiuola in ordine sarebbe rasserenante, ma lì sforiamo nella fantascienza.

Allora: ieri mattina il mal di testa è pian piano sparito del tutto, e quindi ero stravolta ma mi sentivo, più o meno, non dico Dio ma il Grande Mazinga.

Ieri pomeriggio Fabu si è svegliato, io avevo sparecchiato e siamo usciti a spasso nella via, avanti e indietro come sempre, per prendere sole e arietta. Fabullino, tiriamo su le maniche, che la vitamina D ti fa bene.

Abbiamo salutato i vicini, i ragazzi acrobatici in bicicletta, i fiori, i cani i gatti le lucertole gli uccellini. Nessuna biscia che striscia per fortuna.

Poi è rientrato Paulo Aimo Operativo, e c'era ancora il sole caldo, anche lui stravolto dopo il fine settimana in cui io ero stata di supporto quanto i paracarri lì immoti.

Andiamo a camminare? Andiamo, subito, prima che l' idea e la voglia se ne vadano. Senza cambiare scarpe né pantaloni, andiamo, in questo bel giorno luminoso, prima dell'afa e delle zanzare, chiudiamo solo il cancello e andiamo, senza nemmeno entrare in casa, la cena è già anche pronta, andiamo prima di ricordarci quanto siamo stanchi, facciamo finta di niente almeno un po'. Partiamo ora, prima di realizzare che dobbiamo piegare le ceste del bucato e passare il pavimento che oggi non è ancora stato fatto.

E così abbiamo passeggiato mezz'ora abbondante, uscendo dalla via, arrivando al limite con la campagna dove finisce la strada asfaltata. Chiacchierando con tutti quanti nei giardini, l'immensa fortuna di non doverci distanziare a fatica. 

Insomma, siamo stati contenti. La percezione di poter uscire dagli schemi della geometria imposta. 

Ellosó che le avventure non arrivano al fondo di Via Morello, ma prevederebbero Capo Horn dietro a Velasquez: ma quando si perdono le infanzie, i giochi e le parole, il coraggio di arrivare in Via Morello guarisce il cuore, non fosse altro che per un attimo. E la collezione di attimi è troppo preziosa per essere valutata da Sotheby's.

Poi è chiaro che le ceste da piegare sono rimaste lì e pure il mocio è lì che aspetta. Per cui la pianto immantinente di sentirmi filosofa.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 29 marzo 2021

E io che pensavo.

 E quindi dall'oculista ho realizzato al volo che non sarei passata puntuale, perché ci vedevo poco ma movimento era tanto. E quindi Paulo Aimo Operativo e Fabullo sono ritornati a casa e poi l'ho chiamati quando ho finito, due ore abbondanti dopo. Con il responso che non c'è nessun tipo di sofferenza dei tessuti e quindi posso serenamente continuare a portare le lenti, ovviamente cambiandole. Che era esattamente quello che ci si aspettava e che mi dà in mano la scartoffia da portare formalmente al contattologo. Mi sembra tutto molto stabile, però faccia un controllo ogni due anni e non ogni 20.

L'ingresso in sala d'attesa è stato da circo, perché c'erano le porte a vetri e mi hanno fermato un secondo prima che mi schiantassi in un tripudio di cristalli.

Poiché avevo immaginato che il tutto poteva finire tardi, ero uscita con il cappotto e non con il giubbotto leggero, e ho fatto bene. Solo che morivo di caldo, ma non sapevo dove appendere: c'era una roba, indistinta, mi sembrava tricuspidale. Ma chissà se era un appendiabiti, o un elemento d'arredo trendy assai, o un signore allampanato in posa plastica. E quindi volevo contattare LA PAOLA, per farmi dare un consiglio. Però non l'ho fatto: Angela, devi essere forte e saggia, mi sono detta, e cavartela, lavora con il ragionamento e elabora: cosa direbbe LA PAOLA, nella sua luminosità? Direbbe: mia cara per favore non fare atti inconsulti, che poi si rivelano essere atti offensivi, e mi tocca chiamare l'Autorità, che dica lei in questura che non volevi offendere nessuno ma che sei proprio più cieca di una talpa sotto il sole tropicale. Concentrati sul vento di tramontana e non avere caldo. Punto. Ho tenuto il cappotto addosso.

Il passo successivo, nell'attesa, era l'eventuale possibilità non remota di farsi la pipì addosso.

Cosa avrebbe detto LA PAOLA? Per la carità mia cara vai dalla gentile signorina in reception e chiedi dove sia il bagno, ricordati bene il varco delle porte a vetri. La gentile signorina era brillante e si è alzata lei appena mi ha visto muovere un passo. Prego, il bagno è questo. Questo quale? C'era una bellissima parete blu, oserei dire sfumatura oltremare, e basta. C'era anche una sfumatura di terrore negli occhi.

Nei tuoi o in quelli della gentile signorina, chiede LA PAOLA. In entrambi, rispondo io.

Allora mi apre la porta, di quelle invisibili nella parete, con una targhetta ottonata più invisibile ancora.

Insomma, me la sono cavata.

Avevo anche un pensiero, che però non ho osato esprimere, il seguente: ma sarò l'unica accecata che viene da un oculista?

Alla fine di tutto  sono uscita, mi sono seduta nel parcheggio sulla panchina e non ho fatto un altro passo prima che arrivasse Paulo Aimo Operativo. 

E poi però, a forza di cercare di vedere nel lattiginoso invisibile, è scoppiato un mal di testa, a partire dal profondo delle orbite, che ha cominciato ad attenuarsi ieri sera, e stamattina sono ancora dolenti le ossa del cranio, che ha bloccato ogni attività che va recuperata nel fine settimana. Per cui non ho archiviato documenti della Onlus, non ho pianificato le cose da scrivere alle progettiste, non ho piegato ceste di bucato, ho fatto solo due lavatrici, e oggi comincia una nuova settimana scolastica in zona rossa, tutta spezzettata in piccole ore, e il recupero di energie necessarie non è propriamente avvenuto. 

E io che pensavo di essere allenata a vivere metaforicamente nel lattiginoso invisibile, annaspando tra i minuti dei singoli giorni senza sapere dove andare, ponendo i piedi su piani non solo instabili ma pure paludosi. 

Buona Giornata.

Angela


venerdì 26 marzo 2021

Strategie e precisazioni.

 Comunque una precisazione va fatta, perché Quelli Che Sanno, che non leggono il blog, ci tengono. Giuro che lo so che un decalogo per definizione c'ha 10 punti (c'ha? Chiede LA PAOLA. C'ha, dico io, ci tengo a confermare la presunta mentecattaggine), e io ne ho elencati di meno: è che volevo vedere se stavano attenti, pur non loro  leggendo, lo so lo so. 

Mia cara, devi piantarla di essere velatamente insolente nonché beffarda, dice LA PAOLA. Anche se dico delle cose vere?  chiedo io, con la faccia perplessa. Soprattutto per quello, dice lei. 

Oggi organizzazione da incrocio di pianeti, e speriamo vada dritta questa volta. Nuovo appuntamento dall'oculista, e stavolta da un altro, che lavora ad Ivrea, che quindi non dovrebbe perdersi per la strada. Ha anche chiesto che io arrivi lì senza lenti da qualche ora: il che significa che è meglio che non guidi, non è cosa. 

Per cui: Paulo Aimo Operativo ha preso un giorno di permesso. Ci organizziamo in modo da fare dormire Fabu nel primo pomeriggio per uscire alle 4, perché ovviamente dobbiamo portarcelo dietro, a 16 anni non si lasciano i figli a casa da soli. (Mia cara, dice LA PAOLA, certo che te le cerchi, ma non con il lanternino, con un riflettore di quelli di Alcatraz). Non lo portiamo a terapia proprio per farlo dormire, perché poi andrà in giro in macchina con papà per aspettarmi, e magari ci vuole un po'. Vabbè, riposeranno le orecchie, nel senso che canterà la radio e non io.

Boiate a parte, speriamo di non metterci troppo, che non si stanchi tanto da non cenare più e da passare una serata da manicomio. 

Per il resto, tra un po' toglierò le lenti e va bene che abitiamo qui: se esco in cortile e poi sbaglio porta, qualcuno mi rimette all'indirizzo giusto. Forse è meglio che chieda al vicino ciclista un casco, per riparare la testa dalle porte che potrei non imbroccare.

In compenso, ho detto alla segretaria del dottore che, se non mi vede, mi cerchi tra gli appartamenti intorno, prima di sentire eventuali sirene e di vedere dei gentili signori che mi rassicurano e assecondano.

Insomma, noi ci proviamo sempre a elaborare strategie, che vi devo dire.

Buona Giornata.

Angela 

giovedì 25 marzo 2021

Decalogo

 Donna Paola è sempre avanti. Sarà vedere il golfo la mattina, secondo me una marcia in più la offre.

E tutto ciò che dice fa proprio parte del decalogo di comportamento delle Madri Isteriche.

Punto primo: nel conferire con Quelli Che Sanno, farlo sempre via mail e pretendere risposta scritta allo stesso modo.

Tendenzialmente, invece, alla mail segue telefonata che esordisce così: Buongiorno Signora Mia le rispondo così perché si fa prima (perché Quelli Che Sanno sono persone impegnate assai, mentre le Madri Isteriche non hanno granché da fare, è universalmente noto). La Madre Isterica ferma tutto immediatamente con la gentilezza del serpente: La ringrazio davvero della sua cortese sollecitudine, ma purtroppo non riesco a fermarmi a parlare perché sto accudendo mio figlio, mi scriva tranquillamente quando ha tempo e io leggo e rispondo magari stasera tardi. Così, nella risposta successiva, tra l'altro, si può rimarcare il seguente concetto: La ringrazio per avermi scritto (Lei che è pagata per fare questo lavoro), mi scuso per aver imposto questa modalità, ma come ben sa mio figlio va assistito ogni minuto.

Punto secondo: Quelli Che Sanno non rispondono alle mail. La prima cosa da fare è reinoltrare (non riscrivere: reinoltrare, così si vede che non c'è stata risposta: collezionare prove),mettendo in copia qualcun altro di Quelli Che Sanno, possibilmente al di sopra. Crearsi testimoni. Il passaggio successivo, più pesante a livello relazionale, è mandare una PEC: che rappresenta uno strumento interessante, perché ha un costo minimo e permette delle comunicazioni ufficiali che non sarebbero state consentite alle Madri Isteriche che non hanno il tempo di spedire raccomandate, per altro più costose (inciso: mi aspetto che Quelli Che Sanno provino a imporre in qualche modo il divieto di spedire PEC alle Madri Isteriche!!!).

Punto terzo: quando si fanno incontri, che siano in presenza o a distanza, pretendere sempre la presenza di un testimone che sia ovviamente super partes. Meglio ovviamente che sia un funzionario e non la panettiera. Sempre avere testimoni. E se i tempi si allungano per mettere insieme tutti, insistere comunque nel pretendere questo appuntamento scrivendo quanto i tempi siano lunghi. Ehhhhh, ma Signora Mia, dicono Quelli Che Sanno, non  si può perché c'è la privacy, Lei queste cose non le può sapere. Non c'è problema, dice La Madre Isterica, scrivo un'autorizzazione e la firmo. Poi pretendere verbali dell'incontro e firmarli esclusivamente se sono veri e completi. Se il verbale non risponde a queste caratteristiche, comunicare per iscritto perché non si firma e pretendere che tale comunicazione venga protocollata come allegato.

Punto quarto: quando capitano dei piccoli eventi gestionali, definiamolì così, che possono essere ritardi, risposte mai arrivate, offerte di servizi che non servono, cose che appunto avvengono ma non stanno scritte, e che si ha il dubbio possano portare a qualcos'altro, scriversi il prima possibile ciò che è avvenuto. Il prima possibile, perché se passa del tempo poi viene fuori che ci ricordiamo male. 

Signora mia, ma una roba scritta sul pizzino del pane potrebbe essere riferita a qualunque cosa. Vero: infatti bisogna scriverla via PEC e poi auto mandarsela, così la data è inequivocabile. È vero che è sempre la parola di uno contro la parola dell'altro, però bisogna comunque discuterne un pochettino più profondamente in caso di necessità. Soprattutto se di determinati avvenimenti sono testimoni altre persone. 

Punto quinto: come dice Donna Paola, salvare gli screenshot, quando le comunicazioni sono  difficilmente riconducibili ad una data precisa. E, anche qui, l'ideale è mandarsi questo documento via pec, così la data non è discutibile. La stessa cosa può essere fatta con siti istituzionali fuorvianti: perché una delle cose che dicono quelli che sanno è la seguente: lei non ha fatto domanda. Peccato che qui ci sia chiaramente scritto che io non ero nelle condizioni di fare domanda. E siccome la risposta sarebbe che non si è stati in grado di interpretare bene cosa c'era scritto nel sito istituzionale, lo si dimostra, prima che venga cambiato. (Ciò vuol dire che è completamente inutile che Quelli Che Sanno in questo istante aprano il loro sito per capire come procedere, tanto sarebbe tardi a prescindere. Ah già ma tanto per fortuna non leggono il blog.).

Sempre collezionare prove.

Grande problema: tutto ciò richiede tantissimo tempo, lucidità e fatica a chi non può proprio permetterselo. Ed è per questo che purtroppo le Madri Isteriche sono destinate alla sconfitta permanente. 

Anche perché lo strumento fondamentale che deve sempre essere utilizzato in tutte le situazioni suddette è l'assoluta calma: il linguaggio deve essere posato, i congiuntivi devono essere a posto, i fatti devono essere elencati in modo che siano ineccepibili. Sostanzialmente: vietato sbroccare, perché altrimenti si passa per inattendibili data la grande sofferenza umana. Ed è per questo che i fatti devono essere ineccepibili: perché altrimenti anche la grande calma può essere manipolata dicendo che la Madre Isterica, per il suo grande dolore, si comporta in questo modo per un senso di rivalsa nei confronti dell'avverso destino. Non perché i servizi deputati a servire non servano. 

Riflessione spietata: ma tutto questo, partendo soprattutto dal linguaggio usato, prove e testimoni, sembra una strategia per presentarsi in tribunale. 

E qui sta l'ineffabile e incommensurabile tristezza: ci si muove così per potersi tutelare da quelli creati per tutelare.

Beati tutti quelli che non ci credono.

Buona Giornata.

Angela


mercoledì 24 marzo 2021

Conclusioni libere.

 Ma certo che i tulipani sbocciano, io dubbi non ne ho mai!!! Per tutto ciò a cui pensa Nussgnúr, il giardino funziona. Il problema è quando ci dobbiamo pensare noi, lì sono guai. Abbiamo già decretato che, se avremo tempo, per quest'estate si piantano portulache, che le mettiamo lì e le bagniamo se proprio vogliamo sentirci adeguati, altrimenti sopravvivono a tutto e fioriscono. Sostanzialmente, sopravvivono a noi.

Il giardino, con le torte e le pizze, fa parte della categoria di cose eliminate negli ultimi anni. 

E quindi i tulipani sono benedetti sempre, perché i bulbi sanno sempre cosa fare. Malgrado noi.

Attenti che ve ne conto una, da cogliere bene.

Ragazzo adulto che frequenta un Posteggio Diurno (grande città del Nord Ovest, non Timbuctu).

Arriva la pandemia a marzo scorso: il Posteggio chiude e tutti vengono dimenticati. Non organizzano niente: robe a distanza, più o meno intelligenti o utili, giusto per dire che le fanno, niente. Nessuna proposta di contatto con il ragazzo.

Poi il Posteggio riapre: il ragazzo può ricominciare a frequentare (quelle poche ore che frequentava, attenzione, non pensiamo a chissà che cosa), ma è necessario fare i tamponi periodici come imposto dalla legge. Il ragazzo non li vuole fare: è stufo, offeso, completamente disilluso. E quindi non può rientrare per quelle poche ore. 

Ecco Signora Mia , dicono Quelli Che  Sanno, le possibilità ci sono ma è il ragazzo che non vuole. Verissimo, dico io: peccato che i Posteggi Diurni , almeno in teoria, non siano circoli sportivi, bocciofile, Club dei lettori, in cui uno sceglie di andare per passare il tempo. Scegliendo anche di pagare una quota di iscrizione, e scegliendo di non andare per motivi propri. I posteggi diurni sono strutture create per persone con fragilità di vario tipo, e come tali ricevono dei compensi pubblici. Proprio per questo sarebbe richiesto che venissero incontro a queste persone in vari modi, soprattutto quando è assodato che la pandemia e il lockdown hanno creato disagio a tutti quanti. 

Per esempio poteva arrivare la proposta di fare delle cose a distanza, vedendo poi man mano se il ragazzo decideva di rientrare facendo il tampone. Oppure poteva arrivare la proposta di mandare un operatore a casa in sicurezza. 

Mettiamola così: offrendo un servizio magari non proprio valido, ma che poteva portare a qualcos'altro. 

Invece di proposte non ne sono proprio arrivate, il ragazzo non ha mai più sentito nessuno.

Domanda: ma loro non avrebbero interesse a offrire dei servizi, che magari non servono, ma almeno fanno finta, come è accaduto praticamente ovunque, non per etica ma per rendicontazione, pur appunto di rendicontare e incassare?

Risposta: l'unico contatto avvenuto è stata la seguente comunicazione, ovviamente non scritta ma telefonica: mi raccomando, quando fate la riunione annuale con l'ASL, dite che ci siamo sentiti regolarmente. 

Siccome che io sono sempre cattiva, mi limito all'esposizione di tali fatti e le conclusioni le lascio tirare a voi.

Buona Giornata.

Angela



martedì 23 marzo 2021

Certezze.

 


Che del doman non v'è certezza lo ha già detto qualcheduno, indubbiamente assai più brillante di me. Dell'oggi, mah, soprattutto di questi tempi. Limitiamoci al qui e ora, e in questo caso l'attimo è meraviglioso assaporarlo in tutte le sue sfaccettature. Ed è un'assoluta certezza, questa sì: l'equinozio è arrivato sabato e i tulipani ci sono. Hanno iniziato la loro esistenza in modo avventuroso, bulbi viaggianti sulla Mitteleuropa, poi sopra le Alpi verso sud: che solo Luana può compiere tali prodezze, come fare stare cento bulbi tra le calzette di un bagaglio a mano già pieno;  poi chiusi in scatola nuovamente verso nord ovest. E poi l'avventura prosegue: che continuino a sbocciare nella nostra aiuola, malgrado noi, più che un'avventura è un miracolo.

Insomma, la vera certezza è il messaggio che ci arriva per imperscrutabili vie: gli Amici di Fabullo ci sono sempre. È un pensiero meraviglioso, per noi. Anche saperli sempre in missione, come Donna Paola: che siano benedette le missioni di Quelli Che Fanno, per quanto sembrino piccole possono arrivare lontano.

Buona Primavera.

Buona Giornata.

Angela