giovedì 30 settembre 2021

La pentola, addirittura.

 Volevo dire che ieri tutti i pasti dati a Fabullo sono andati lisci, niente record dell'ora. Lasciamo stare la qualità la quantità le calorie: per la carità. Sono semplicemente andati lisci. Vuole dire che l'ho portato a terapia uscendo di casa con il tavolo sparecchiato e non dovendo quindi ritrovarlo da sparecchiare al ritorno. Che tutto ciò che era in programma è stato lavato e asciugato. Che, addirittura, udite udite, al ritorno, con un occhio a Fabu che faceva l'areosol  ho lavato e tagliato i peperoni arrivati in regalo e li ho messi in pentola, e poi li ho  fatti cuocere piano mentre io facevo, sempre addirittura, la doccia in sette secondi netti e Fabu guardava la scimmia George: che vuole dire che ieri sera abbiamo aperto una scatoletta per il pesce (perché va bene avere tempo, ma non più di qualche minuto), ma la verdura non usciva da una busta, incredibile, non accadeva da mesi.

Che sia stato San Michele o il nuovo gastroprotettore che comincia a funzionare, non lo so. Fatto sta che se il tutto potesse ripetersi oggi ne sarei lieta assai.

Buona Giornata.

Angela

mercoledì 29 settembre 2021

Dicono gli eroi.

 Sapete quando gli eroi dicono: è stato uno sporco lavoro ma qualcuno lo doveva fare e rifarei tutto? Ecco, io, ringraziando San Michele, che sta di casa in luoghi impossibili e magici tra picchi inerpicabili, maree, tra la corrente negativa che ci dicono scenda da Lione e davanti a dove atterrano i dischi volanti per noi del profondo nord ovest:  ringraziandolo appunto, non sono un eroe e di ieri non rifarei un accidenti, neanche se Pennac mi dicesse che mi passa in anticipo il seguito dell'ultimo Malaussene.

(Vabbè, però non siamo così categorici, discutiamone, comunque di giornate così pietose ne abbiamo avute mille e sono passate, indubbiamente lasciando il segno, e ne abbiamo avute di ben peggiori, e che quel libro lo abbia diviso a metà per una grande genialità editoriale non mi interessa, io l'ho presa come un'offesa personale).

Dando però per ipotesi dell'irrealtà che io venga a sapere di oggi che fine ha fatto il rapito Lapietà, mi sento di prendermi la responsabilità delle scelte categoriche: la giornata di ieri non la voglio rifare. Punto. Poi quando in strada ieri sera c'era Dalia, tre mesi, pastore cecoslovacco, meravigliosa, ed è stata meravigliosa da accarezzare, pazienza: ripasserà. 

Ma Signora Mia, ogni attimo della nostra esistenza è un'immensa ricchezza inestimabile, in cui sempre si evolve e si apprende e si sale a livelli superiori della consapevolezza e si diventa sempre più zèn, dicono Quelli Che Sanno, stavolta in versione filosofi e mistici, mangiando solo vegetali e radici bollite per depurarsi, tanto per stare lì ad esprimere tali perle di saggezza non sono richieste chissà quali energie muscolari, e mentre alle cinque del mattino meditano io piego il bucato.

Postulato, valido quanto l'indiscutibilità della presenza di Quelli Che Sanno: io non sono zen. Amen.

E quindi ieri è passata, la luce è tornata dopo tre ore, ne ho avuto più che a sufficienza e non ritengo opportuno ripetere nessuna esperienza, se c'era da apprendere ci rinuncio, rapa sono e rapa resto.

Buona Giornata.

Angela

martedì 28 settembre 2021

Maestrale e pazienza.

 Oggi non si sa bene come veleggeremo: diciamo che nessuno lo sa mai, per la carità. Ammettiamo però che oggi tutto presenta maggiori incognite, ascoltando i bollettini del mare di questa giornata.

Perché di questi tempi Fabullo è, come dire, assai impegnativo: tra la noia, la poca resistenza alla fatica, il fatto che sta in piedi con grande difficoltà nei passaggi per quanto è stato sdraiato ultimamente, la carrozzina che non gli permette di stare seduto per più di mezz'ora, la sua rabbia per tutto quanto esposto, a cui si aggiunge la difficoltà a mangiare che appare e scompare senza spiegazioni, ecco, tra tutto questo, il passaggio tra un minuto e l'altro richiede una certa abilità nel veleggiare tra gli scogli e terribili alghe. 

Oggi è annunciata un'ulteriore possibile variazione di maestrale, data dal fatto che lavorano in tutto il paese sull'impianto elettrico e per 4 ore potremmo rimanere senza corrente elettrica: dipende dal procedere dei lavori nelle varie vie, il tutto potrebbe durare da 10 minuti ad, appunto, qualche ora. Per fortuna in un momento in cui non serve il riscaldamento e i lampadari accesi. Solo che potremmo essere senza televisione, useremo il tablet, che non deve scaricarsi, e comunque senza internet, e tra questi muri spessi i dati lavorano poco. Per cui Fabu potrebbe essere un po' più complesso del solito, gulp. E un po' più complessa la gestione, perché non attacchiamo lavatrici fino ad oggi pomeriggio e se serve acqua calda per bagni al volo, che non è stato possibile fare quando previsto perché magari è arrivata una crisi, o per un lavaggio pavimenti perché qualche pasticcio è successo, il bollitore magari non è disponibile, il che permetterebbe di essere rapidi. Tutti dettagli, irrilevanti per chi può dire che pazienza, oggi vado a fare la spesa e programmo in un altro modo. 

Ovviamente, Macchinetta e areosol sospese, e concentrate nel pomeriggio. E lì, oltre a concentrare questi lavori, sarà bene fare lo stesso con l'attenzione, perché a quel punto ogni secondo sarà da utilizzarsi con grande attitudine all'efficienza.

Noi diciamo pazienza e basta.

In più, riunione con la progettista alle tre, quando i lavori saranno finiti e lei è già occupata alle sei quando Paulo Aimo Operativo è di ritorno o quasi: speriamo che Fabu sia buono, che ieri non è riuscito a riposare nemmeno un secondo. 

Appunto, pazienza.

Buona Giornata.

Angela

lunedì 27 settembre 2021

Amen, il cerchio è chiuso.

 Ultimo delirio, giuro, così chiudiamo il cerchio.

Ma prima diciamo che speriamo che Luana non abbia avuto guai con il temporale che ha investito ieri la Toscana, buttando giù tutto, che noi c'abbiamo le notizie di prima mano da quei colli. La Michi per fortuna stava in casa, a guardare dalla finestra e a salutare quelli del piano di sotto, che sono arrivati tutti, perché da oggi cominciano le lezioni del secondo anno in presenza: e speriamo, in presenza davvero.

Chiudiamolo 'sto cerchio, suvvia.

Quindi il sistema progetti e rendicontazioni, un sistema assolutamente nobile, non funziona. Purtroppo emerge che non funziona solo in gravissime situazioni, ma la verità è che non funziona mai: a quel punto gli enti erogatori di fondi provano a perfezionare il sistema, senza mai agire sulle cause.

Che le abbiamo dette: le proposte sono inutili, in se stesse o perché mancano i requisiti di base perché gli utenti ne possano fruire; sono utili ma qualitativamente troppo scadenti, per incompetenza o per tempi di erogazione troppo limitati, magari anche perché i fondi erogati sono solo simbolici e non utili (ma questo non si può dire, siamo virtuosi). 

Tutto si riconduce al postulato: Quelli Che Sanno non coincidono con Quelli Che Fanno.

Ma il postulato non viene preso in considerazione, mai. 

E quindi che fanno gli enti erogatori? Impongono un maggiore controllo del progetto: solo che lo fanno alla maniera di Quelli Che Sanno, in un impossibile  e intricato e vischioso circolo vizioso.

Impongono la presenza del case manager, che va pagato e rendicontato.

Anche per contributi relativamente bassi, che per le piccole associazioni sono ossigeno, mentre per Quello Che Sanno gli zeri sono ben di più.

Vuol dire che una persona con un curriculum progettuale o amministrativo deve essere pagata.

Non può essere un tecnico che porta avanti il progetto: per esempio, non può essere il terapista che si prende la briga di fare relazioni di valutazioni, di raccordare tutti con la scuola con i medici con le officine ortopediche. Non può essere un volontario con il curriculum adatto, perché un volontario non fattura. E quindi bisogna pagare un esterno, bisogna davvero, altrimenti niente contributo: diamo i numeri: su 10000 euro almeno 1300 finiscono in queste fatture. 

Ovviamente Quelli Che Fanno, in questo caso le piccole associazioni, accettano, perché almeno hanno di buono gli altri 8700 da offrire. Però, personalmente, quei 1300, che sono più di 30 ore di terapia, mi fanno venire la peronospera e anche la pecolla (che non posso tradurre dal piemontese perché LA PAOLA non vuole).

Tutto ciò non tocca Quelli Che Sanno: perché, praticamente, non fanno altro che gestione e quindi si autofatturano queste voci di budget progettuale, senza che mai vengano risolti i problemi di competenza e utilità effettiva delle proposte. Ricordiamoci che Quelli Che Sanno sono enti che comunque vengono già retribuiti per esistere. Nel caso in cui venga imposto che il ruolo manageriale lo svolga una struttura esterna, semplicemente Quelli Che Sanno la creano, e poi ci lavorano sempre loro, magari con prestazioni occasionali, compatibili con altri ruoli.

Amen.

Buona Giornata.

Angela

venerdì 24 settembre 2021

Il proseguimento. Virtuoso, si intende.

  Procediamo nel delirio.

Ma certo Signora Mia, proceda pure, dia evidenza alla sua sindrome ossessiva. Comprensibile, sa, il suo  rancore verso la vita, noi comprendiamo, povera cara.

Questo meraviglioso meccanismo del progettare grandi idee e rendicontarle, però, non funziona: emerge spesso che non funziona, quando purtroppo accade qualcosa di molto grave, che è però conseguenza di una situazione perdurante e la cosa che viene detta è: Nessuno era al corrente. La situazione grave è a carico di un utente coinvolto da qualche meraviglioso progetto di Quelli Che Sanno, ma Quelli Che Sanno questo utente, apparentemente, non lo conoscevano.

Emerge che questo meccanismo non funziona troppo spesso, perché si tratta di fatti gravissimi che non dovrebbero accadere mai; e, contemporaneamente, troppo poco, perché la situazione quotidiana, per cui quella progettualità è completamente inutile, invece sta sempre lì, sottotraccia.

Perché non funziona il brillante meccanismo, ci domandiamo per potere portare avanti il suddetto delirio.

La risposta non è perché Quelli Che Sanno dicono le bugie: non è vero, non dichiarano nessun falso. Basta fare tutto bene in un sistema che consente la presenza del postulato: Quelli Che Sanno non sono Quelli Che Fanno.

Per esempio: l'attività proposta è spettacolare ma completamente inutile all'utenza (cfr Decalogo delle Madri Isteriche): la rassegna di cinema umoristico per alleggerire l'anima e socializzare (lasciate stare il Covid, è un esempio) è spettacolare, ma solo da descrivere, e chi legge ci crede. Ma manca il contesto: se chi ci deve andare non può uscire di casa o sta nel letto con i crampi per la fame, non ha nessun senso. Si può rendicontare? Sì: affitto della sala, una persona all'ingresso pagata, eccetera, e soprattutto un ente che organizza e che va retribuito  che sono Quelli Che Sanno (attenzione: già retribuiti a prescindere, più il lavoro legato a questo progetto), ente titolato per; e un case manager che monitora tutto, che è uno di Quelli Che Sanno.

Obiezione: se non propongo cose brillanti non si ottengono i finanziamenti, le fondazioni preferiscono legare il proprio nome all'originalità che alla banale distribuzione di pane agli affamati.

Vero, purtroppo: ma Quelli Che Sanno non lo dicono mai. Anzi: il monitoraggio dice sempre che tutto è stato un successo (il film era bello), quelli che non sono venuti lo hanno fatto per scelta personale (sono offesi, forse, volevano un altro film) e hanno fatto malissimo, non sanno cosa si sono persi. E così i finanziamenti continuano a premiare il meccanismo dell'inutile originalità.

Altro per esempio: l'attività proposta è utile, ma portata avanti da personale incompetente. Per tanti motivi, di nuovo: il primo fra tutti è che Quelli Che Sanno spesso non sono essi stessi competenti, quindi non valutano proprio bene l'operato del personale esterno chiamato in causa, che spesso prende il caffè con Quelli Che Sanno. Per cui il servizio reso è inutile. E le Famiglie Isteriche dicono: no, grazie, per la carità. Le ingrate. Si rendiconta? Massí, le fatture per il personale ci sono, la dimostrazione che sono state pagate anche, al limite tutto è stato riversato su un destinatario invece che su 10, perché gli altri sono ingrati e depressi, nessuno parla con quei destinatari, c'è sempre un ente serio che gestisce e sempre un case manager (vedi sopra). Il progetto è un successo.

Altro per esempio: un'attività progettuale è davvero utile, ma richiede x ore (o x risorse)  per essere portata avanti. Vengono finanziate  solo x meno 100 ore (o risorse): quell'attività diventa scadente e inutile.

E vabbè, ma allora qui non è colpa di Quelli Che Sanno.  

E invece sì, sapete perché? Per il postulato, non sono Quelli Che Fanno.

Sentite: il Signor Notu (siamo provinciali e canavesani, portate pazienza) è un panettiere, bravo e onesto, nelle azioni e nei pensieri, e il pane lo fa bene, con ingredienti sani, altrimenti non lo fa, perché lui è uno di Quelli Che Fanno. Gli dicono: devi farci dieci panini ma ti paghiamo il materiale per tre. Ma non si può! Arrangiati. Lui potrebbe allungare gli ingredienti, far saltare fuori i dieci panini, distribuirli, nessuno chiede a quelli che ricevono se fossero buoni e amen; oppure: viene chiesto a quelli che ricevono, che però non mangiano da un mese e se avessero dato loro delle suole di scarpa le avrebbero mangiate comunque (ps: perché sono gli stessi a cui è stato per mesi offerto l'abbonamento alla rassegna di film umoristici invece che il cibo), quelli che hanno pagato gli ingredienti accedono alla beatitudine. 

Però Notu non lo fa, facendo parte di Quelli Che Fanno: io di panini ne faccio tre, e punto, perché chi li mangia non deve né avere mal di pancia né continuare ad avere fame, perché c'era solo acqua e non farina, vergognatevi voi ad accettare simili condizioni, voi che esistete per garantire servizi a chi ne ha bisogno.

Ecco: Quelli Che Sanno questa cosa non la dicono mai e poi mai e poi mai alle Fondazioni o agli enti superiori che li finanziano. I progetti sono sempre tutti riusciti, l'anno prossimo li rifacciamo, magari più originali, passiamo alla rassegna di campana tibetana (la piadina romagnola mai, troppo terra terra).

Fateci caso: tutti gli enti (Quelli Che Sanno)  si definiscono virtuosi, sempre, usano sempre questa parola. Per cui nessun ente superiore viene mai messo davanti al problema in maniera concreta: si parla sempre di poche risorse in maniera generica.

Di nuovo una parola snaturata.

Del perché tutto ciò prosegua imperterrito, mah: sicuramente un mix di incompetenza e poca voglia, e di grande permanenza filosofica: l'esistere fine a se stesso, perché Notu se non lavora chiude, Quelli Che Sanno, virtuosi, esistono a prescindere.

Ecco, Signora Mia, Notu non esiste, infatti.

Non è vero. Quelli Che Fanno esistono.

Buona Giornata.

Angela

giovedì 23 settembre 2021

Delirio e nobiltà delle parole.

 Andrea è un'altra di quelle gemme lucenti nella vita di Fabullo, che sempre illuminano per il solo esserci. Amici incastonati nella roccia più cupa delle giornate, lì a dare luminosità e bellezza.

Rendicontare e progettare, le due parole da orticaria e peronospera, come dice la Signora Barbara, che per noi provinciali campagnini ha più che mai senso.

Lo so che dico sempre quelle, pazienza, se sempre quelle sono.

Progettare e rendicontare sono due parole snaturate, violate, fatte cadere nell'abisso dell'insignificante, del detto per dire.

Peggio: del detto per non dire.

Il detto per dire è il Buongiorno come va, bella giornata, nevvero? 

Che è la cosa campata lì, lo sappiamo che magari ce ne frega poco, ma può essere la formula comunicativa per sorridersi e passare a dirsi delle cose importanti; tanto che chi non accetta le formule campate li è spesso una persona da aiutare, con qualche problema relazionale, o semplicemente qualcuno che nulla ha da dire.

Con progettare e rendicontare siamo su un piano assai più triste.

Perché erano due bellissime definizioni, profonde, sfaccettate e duttili, che portavano lontano.

Seguitemi nel delirio, Vi prego.

Volevano dire: sei un ente, un'essenza, un qualcosa che esiste per offrire un servizio e per questa grande idea meriti di essere sostenuto, che vuol dire finanziato. Però devi fare le cose bene: quindi sogna, immagina, pensa in grande, cesella la tua idea, dimostrami che è importante, che è essenziale, che non lo fa nessuno o che quello che si fa non è sufficiente in termini quantitativi e qualitativi, scrivi tutto bene, progetta, appunto.

E poi: adesso che ti ho dato fiducia, che si traduce in soldi, voglio sapere come lì spendo, perché ti voglio tanto bene ma è corretto che ti faccia questa richiesta, è giusto verificare che non ti compri la borsa di Prada non vai alle Cayman non vai in coma iperglicemico a suon di Torta Novecento e Torcetti (sempre perché siamo provinciali).

Ecco perché sono bellissime parole. Ma si scontrano con un postulato, su cui non si discute, in quanto postulato, esiste in quanto tale: come il miele del Gran Paradiso qui davanti a me, che arriva puntuale con l'amico che scende dai monti e dalle sue api. 

Il postulato è il seguente, che ben conosciamo: il significato di queste parole si mantiene solo per Quelli Che Fanno, da carezzare sul cuore, come ben dice Andrea. 

Ma: Quelli Che Fanno non coincidono MAI con Quelli Che Sanno.

È così, è impossibile che sia diversamente.

E le parole nobili diventano la parodia di se stesse. Seguitemi in questo delirio, le premesse sono chiare, ma lo continuiamo domani, nel rispetto del mal di testa di tutti noi.

Buona Giornata.

Angela


mercoledì 22 settembre 2021

Ne restano venti.

 Quella delle patatine pucciate nello jogurt me la tengo lì come prossima carta per i tempi ancora più cupi, per esempio se Fabu decide di superare il record dell'ora per merenda e passare all'ora e mezza. Ieri volevo fargli fare qualche attimo di passeggiata, approfittando del primo giorno d'autunno a temperatura spettacolare, che ci fosse da metterci la firma ditemi dove, ma niente, non è stato possibile. La merenda è stata talmente eterna che non ci siamo stati dentro.

Ehhhh, ma Signora Mia, Lei è troppo ossessionata dal tempo, del fare tutto al minuto, che sarà mai se qualcosa salta a domani, impari a prendere la vita in un altro modo, dicono Quelli Che Sanno, mai pervenuti, e, come tali, non proprio consapevoli.

Allora lo spieghiamo loro.

Per esempio, ieri è arrivato il corriere con l'integratore per il ferro, perché gli esami sono andati bene tranne, appunto, il valore del ferro. Quindi abbiamo aggiunto un integratore come gastroprotettore e, da ieri, il ferro.

Allora.

Dobbiamo dare, prima di colazione: serplus, lucen, esoxxone (distanziati di almeno un quarto d'ora l'uno dall'altro) e il ferro. Dopo colazione: inovelon, Depakin granulare, Depakin soluzione, Rivotril, maalox. 

Maalox prima di pranzo. Maalox dopo pranzo. Esoxxone prima di merenda. Lucen e maalox prima di cena. Inovelon, Depakin granulare, Depakin soluzione, Rivotril, fycompa, maalox dopo cena.

Solo così arriviamo a venti. L'esoxxone sarebbe meglio darlo quattro volte al dì, magari togliendo del maalox una volta, ma costa quanto un viaggio in Groenlandia e per ora facciamo così, ci sembra che già funzioni. Ma siamo fortunati, perché in questo momento non serve la vitamina D. Ci han tolto un problema, ne restano venti.

A questo si aggiungono due areosol (una con fluimucil) e due Macchinette, che vanno anche preparate.

Ecco, chissà se trattasi di ansia e incapacità di godersi le giornate rimandando, o se effettivamente ci sono delle cose da fare obbligatoriamente, chiediamo a Quelli Che Sanno poiché, appunto, sanno.

Che però non leggono mai il blog, un vero peccato.

Buona Giornata.

Angela